domenica 19 marzo 2017

Tutti gli uomini di Adolf Hitler: Hermann Göring (Parte 1 di 2)

Adolf Hitler fu indubbiamente uno degli uomini chiave del XX Secolo, anche se non in senso positivo. Ma avrebbe potuto ricostruire la Germania dalle ceneri fumanti della Grande Guerra e guidarla col pugno di ferro verso un secondo conflitto globale, senza l'aiuto di uomini dalla cieca fedeltà e, in certi casi, capaci di grandi azioni? Difficile a immaginarsi.
In ogni caso, se con gli ultimi post abbiamo ripercorso la vita degli uomini santi (chi più chi meno) della Chiesa, oggi iniziamo una serie di articoli che, invece, tratteranno di alcuni dei personaggi più influenti del Terzo Reich.


Hermann Göring

Il numero due del Terzo Reich


Hermann Wilhelm Göring nacque il 12 gennaio 1893 a Rosenheim, in Alta Baviera. La famiglia Göring era piuttosto agiata, il padre, Heinrich Ernst Göring, era medico e fu anche il primo governatore delle colonie tedesche in Africa Occidentale. Fin da piccolo, Hermann fu educato alla vita militare e alla venerazione del Kaiser. Lo studio lo annoiava, così venne spedito alla scuola dei cadetti di Karlsruhe e alla scuola militare di Lichetfeld, dopo. A diciannove anni ricevette i gradi da sottotenente di fanteria e venne assegnato al 112° reggimento "Principe Guglielmo". Due anni più tardi, era il 1914, scoppiava la Grande Guerra. Il reggimento di Hermann venne impiegato in Alsazia e Lorena. Coraggioso e dalla corporatura imponente, le sue azioni coraggiose gli costarono diverse ferite (Mulhouse, Chipotte e Baccarat). Nel 1915, mentre si riprendeva dall'ennesima gloriosa ferita, Hermann ne approfittò per avvicinarsi all'ancora acerbo mondo dell'aeronautica militare.
Il pericolo costituito dall'azione dei primi aerei non fece altro che catturare maggiormente l'attenzione del giovane e spericolato Hermann, che presto divenne osservatore aereo, diventando poco dopo pilota di aerei da caccia.


Grazie alle sue doti come pilota, divenne ben presto uno dei più famosi assi della caccia tedesca, entrando a far parte anche della celeberrima squadriglia di Manfred von Richtofen, meglio conosciuto come Barone Rosso. Alla morte di quest'ultimo, Göring divenne il comandante della squadriglia, abbattendo 26 velivoli nemici e guadagnandosi una delle più prestigiose medaglie al valore, la decorazione Pour le Mérite. Ciononostante, il destino della Germania era segnato. Finita la guerra, il 1919 i tedeschi si videro imporre l'onta del diktat di Versailles. Questo, in sostanza, scioglieva la stragrande maggioranza delle forze armate tedesche, riducendo l'esercito ad un effettivo di soli 100.000 unità, vietando la costruzione di aerei, sommergibili, grosse navi da guerra e carri armati.
Göring era uno dei tanti reduci del conflitto, con un passato di eroe nazionale, ma che aveva scarse prospettive per il futuro. Così si trasferì in Svezia, dove iniziò a lavorare come pilota per una compagnia aerea di linea commerciale. Durante questo periodo, in una fredda giornata nevosa, Hermann aveva il compito di portare il conte svedese Eric von Rosen nella sua tenuta, nei pressi di Stoccolma. Le condizioni atmosferiche erano terribili, l'aria era carica di neve e le forte raffiche di vento strapazzavano il trabiccolo sui cui Hermann volava assieme al prestigioso ospite. Niente era impossibile per questo asso della Grande Guerra. Dopo un fortunato atterraggio di emergenza, nel quale rischiarono di rompersi l'osso del collo, i due viaggiatori, intirizziti dal freddo, vennero accolti nella casa del conte. Qui Göring si trattenne per un breve periodo, conoscendo anche la sorella della moglie di von Rosen: la ricca baronessa Carin von Fock (all'epoca moglie del barone von Kantzow).
La donna si innamorò perdutamente del giovane asso dell'aria, galeotto fu senz'altro l'atterraggio di emergenza portato a termine da Göring nella tenuta di von Rosen.
Il fascino di Göring tanto fece che Carin lo sposò, dopo aver divorziato dal marito.
Da questo momento, Hermann non ebbe più problemi col denaro. La romantica coppia tornò a vivere in Germania, più precisamente a Monaco, dove Göring iniziò a studiare economia.
Ma il veterano della caccia preferiva le feste dell'alta società ai libri, arrivando a sviluppare una certa dipendenza verso la morfina e altre droghe. A nulla serviranno i tentativi di disintossicarlo.
Sempre a Monaco, però, Göring fece l'incontro della sua vita, nella persona di Adolf Hitler, il carismatico leader del nuovo Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi (NSDAP). L'intesa fra i due fu immediata.
Di Hitler, Göring ammirava le doti da leader, le promesse di nuove e pericolose azioni eroiche, i colpi di scena e, soprattutto, la volontà di riscattarsi dal triste esito della Grande Guerra. Dal canto suo a Hitler fanno comodo sia le disponibilità economiche del giovane Hermann, che i suoi contatti con l'alta società e i vertici dei comandi militari.
Nel novembre del 1923 fallisce miseramente il Putsch di Monaco. Hitler, Hess e Röhm vennero arrestati, Göring, anche se ferito, fuggì in Svezia assieme alla moglie.
Passata la tempesta, quattro anni più tradi Göring è nuovamente al fianco di Hitler, riprendendo a tessere nuove trame per raggiungere i vertici del potere. Nel 1928 divenne uno dei primi deputati del Reichstag e il capo del NSDAP a Berlino. Il 1930 segna per i nazisti l'anno della svolta, ottenendo 107 seggi al parlamento, rispetto ai 12 iniziali. Göring divenne presidente del Reichstag, iniziando a spianare la strada per l'ascesa di Hitler. Gli esiti del suo operato si vedranno tre anni più tardi, quando Hitler venne nominato Cancelliere.


Nel frattempo, Göring era rimasto vedovo (1931); ma nonostante i suoi numerosi impegni politici, riuscì a legarsi sentimentalmente a Emmy Sonnemann, che diventerà la seconda signora Göring.
Hermann sarà sempre al fianco del Führer nei mesi successivi, in cui si assisterà al consolidamento del potere nelle mani del Cancelliere.
Venne nominato ministro dell'Aviazione e Presidente del Consiglio dei Ministri della Prussia. Il 27 febbraio dello stesso anno, il cielo notturno di Berlino venne illuminato dalle fiamme che si alzavano rombando dal Reichstag. Göring paventò lo spettro di un colpo di stato messo in atto dalle forze avversarie di sinistra, che aveva lo scopo di instaurare una dittatura comunista in Germania. La colpa dell'incendio fu data al comunista olandese Van der Lubbe. Il 21 marzo Göring faceva arrestare gli 81 deputati comunisti che sedevano al Reichstag; mentre due giorni più tardi riceveva pieni poteri. Nel frattempo, Göring aveva assunto anche la carica di Ministro degli Interni di Prussia, il che implicava un controllo totale su quasi tutte le forze di polizia della Germania. Per contrastare efficacemente la minaccia comunista, Göring creò l'embrione di quella che, sotto Himmler, sarebbe diventata il simbolo del terrore nazista: la Geheime Staatspolizei, o Gestapo.
I nemici esterni vennero messi a tacere in un modo o nell'altro, ora toccava a quelli interni. Himmler e Göring avevano un tremendo terrore di un altro controverso personaggio della politica hitleriana: Ernst Röhm. In realtà non correva buon sangue nemmeno tra Himmler e Göring, soprattutto quando quest'ultimo dovette cedere la sua Gestapo alle SS (1934); ma, come si suol dire, il nemico del mio nemico è mio amico e Röhm non andava di certo nascondendo il suo disprezzo verso alcuni membri del partito. Così Himmler, Göring e Heydrich studiarono a tavolino un modo per eliminare una volta per tutte il loro avversario, che aveva anche la spiacevole abitudine di sbandierare la propria omosessualità, creando un certo imbarazzo tra gli ambienti del partito.
Questo complotto a più mani culminò con la Notte dei Lunghi Coltelli (29 e 30 giugno 1934), durante la quale le SS di Himmler, su autorizzazione di Hitler, arrestarono o uccisero i principali comandanti delle SA, colpevoli di ordire un colpo di stato volto a rovesciare il nazionalsocialismo. In realtà Hitler e Röhm erano già arrivati ai ferri corti da un pezzo, ossia da quando il volubile capo delle SA aveva rinfacciato a Hitler di essersi venduto agli industriali, per ottenere soldi e potere politico; inoltre auspicava un ritorno al vero spirito del nazionalsocialismo, anche con l'uso della forza se necessaria.
Queste parole avevano servito agli sbirri di Himmler il pretesto necessario per montare il teatrino del complotto. Teatrino al quale Hitler stesso iniziò a credere, soprattutto dopo le telefonate allarmate ricevute da Monaco e da Berlino. Röhm venne arrestato dalle SS a Bad Wiessee, assieme ad altre personalità influenti delle SA. Tradotto in prigione, venne ucciso il 1 luglio su ordine di Theodor Eicke.

Tolti di mezzo i nemici interni, era ora di organizzare il ritorno militare della Germania. Göring organizzò in segreto l'aviazione civile, spingendo i giovani ad iscriversi nelle associazioni dello sport aereo. Finalmente, il 14 febbraio del 1935, i frutti del suo duro lavoro vennero premiati: alla radio tedesca Göring annunciò che il Reich era pronto a sottoscrivere convenzioni aeree con qualunque paese. Era la prova che la Germania aveva violato le convenzioni imposte dal Diktat di Versailles; ma poco importava, all'epoca la Società delle Nazioni aveva ben altre preoccupazioni.
Nel frattempo Göring aveva accentrato su di sé cariche e ministeri vari, arrivando ad essere uno degli uomini più ricchi della Germania, grazie anche all'acquisizione di fabbriche e miniere tramite una società creata dallo stesso Göring nel 1937.
Gli anni antecedenti la guerra sono, per il buon vecchio Hermann, quelli migliori. Cambiava tre volte al giorno le sue uniformi, che voleva sfarzose e larghe, nel tentativo di nascondere la sua obesità. A furia di trattarsi bene, Göring era arrivato a pesare più di 100 kg. Il 10 aprile 1935, con una sfarzosa cerimonia al Duomo di Berlino, Hermann Göring sposò l'amante Emmy Sonnemann. Hilter fece da testimone per lo sposo.
Al contrario degli altri gerarchi nazisti, sempre compiti e riservati, Göring amava l'arte, la musica e i ricevimenti. Le porte delle sue numerose residenze erano sempre aperte. Fra tutte la sua preferita era una tenuta ricevuta in regalo da Hitler, alla quale aveva dato il nome di Carinhall, in onore della defunta prima moglie. Qui faceva colazione ascoltando musica classica, in compagnia del suo leoncino Mucky. Oppure giocava con un circuito di trenini elettrici fatto installare nel seminterrato. Di lui Goebbels una volta disse: < Un grande soldato dal cuore di fanciullo>.
Göring amava l'Italia, ma non gli italiani, a parte qualche eccezione. Nel 1938 ebbe una figlia dalla seconda moglie, che chiamò Edda in omaggio alla figlia di Mussolini.


Nel 1939 venne la guerra. Göring non si era dedicato solo a lazzi ed estorsioni, ma aveva lavorato duramente, dotando la sua Luftwaffe di aeroplani degni di essere chiamati tali. La Polonia conobbe per prima il binomio: aereo - carro armato. Quando gli Stukas piombavano dal cielo, i soldati polacchi abbandonavano le armi e correvano ai ripari; mentre gli Heinkel bombardavano Varsavia e Cracovia. Dopo la Polonia toccò al Belgio, all'Olanda e alla Francia. La Luftwaffe compì grandi imprese, grazie anche agli assi che si erano formati nei duelli sui cieli spagnoli.
Hitler ricoprì di onori il suo uomo di punta: gli venne conferito il titolo di Maresciallo del Reich (Reichsmarschall), creato apposta per l'occasione.
La storia di Göring continua nel prossimo articolo.

Matt - Il Locandiere

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