mercoledì 17 agosto 2016

Papi, martiri e matti: Benedetto IX

Lo so, lo so, sono ancora scostante. Ma che volete farci, amici Avventori? Devo barcamenarmi tra impegni vari ed eventuali, lavoro e...Pokémon Go ovviamente! Quindi scrivo quando posso, quando voglio; ma comunque scrivo. Orsù bando le ciance, torniamo a bomba con la nostra carrellata di papi un po' svitati!

Si prosegue con la carrellata dei papi più eccentrici della storia, dopo Formoso, è ora di parlare un po' di un altro illustre personaggio, che fu papa per ben 3 volte. Stiamo parlando di

Benedetto IX


Sempre Duffy, la cui opera è completa, ma non esaustiva, ci fa notare come, dopo un breve miglioramento delle condizioni in cui versava il papato, rispetto all'epoca dei "secoli bui", i pontefici ripresero a partecipare attivamente alle lotte dinastiche, che infiammavano il centro Italia durante l'XI secolo. Detto altrimenti, niente di nuovo sotto il sole romano. In particolare, le condizioni peggiorarono ulteriormente nel secondo quarto di secolo, ossia quando Benedetto venne eletto per la prima volta pontefice.
Nato Teofilatto III dei Conti di Tuscolo, la data esatta della sua nascita rimane un mistero. Comunque gli storici sono d'accordo a indicare l'anno 1012 come anno di nascita. Il padre era il potentissimo Alberico III, che riuscì nell'impresa di comprare il soglio pontificio al figlio, a suon di ricatti, minacce e tangenti (una personcina davvero a modo). Poco si sa dell'infanzia di Teofilatto, non aveva ancora ricevuto gli ordini, quando venne eletto papa il 21 ottobre del 1032.
Ora, se la matematica non ci inganna, e se gli storici ed io abbiamo imbroccato la data giusta, al momento della sua elezione, Teofilatto, poi diventato Benedetto IX, avrebbe avuto venti anni. In realtà, le fonti sono molto contraddittorie, alcune sostengono che il conte di Tuscolo avesse appena diciotto anni al momento dell'elezione, altri venticinque. In ogni caso, Benedetto fu uno dei papi più giovani della storia della Chiesa.
A questo punto qualcuno di voi si potrebbe chiedere come mai un potente conte dell'Italia centrale decise di elevare il figlio al Soglio pontificio, senza che quest'ultimo avesse la minima qualifica, preparazione o ambizione. La risposta, che è molto semplice, risiede solo ed esclusivamente nella smodata ricerca di potere politico ed economico. Certo, la famiglia dei Tuscolani spadroneggiava su Roma e anche su parte dell'Umbria, ma di certo non era intoccabile; nonostante uno dei figli di Alberico fosse senatore dell'Urbe. Avere un parente, meglio se prossimo, come papa, di certo, favoriva la stabilità finanziaria e politica della famiglia, consegnandole di fatto un potere che pochi erano in grado di immaginare. I Tuscolani erano fedeli al Sacro Romano Imperatore e questo non poteva che giovare.
Il pontificato, o meglio, i pontificati di Benedetto furono particolarmente intensi per quanto riguarda eventi e riforme della Chiesa, sebbene ciò possa sembrarvi strano. Ciononostante il primo pontificato di Benedetto terminò tra la fine del 1044 e l'inizio del 1045. Pare che a Roma, la famiglia rivale dei conti di Tuscolo, i Crescenzi, riuscì a sobillare il popolo contro Benedetto IX e a farlo cacciare, durante una rivolta. Il papa riuscì a trovare rifugio presso la rocca della famiglia. In realtà le fonti sono contraddittorie, alcuni dicono che Teofilatto lasciò il Soglio pontificio per contrarre un matrimonio.
Sta di fatto che a Roma venne eletto un nuovo papa, favorito dai Crescenzi. Ma i fratelli di Benedetto non rimasero inoperosi e, come era d'usanza, fecero sollevare nuovamente il popolo contro il nuovo pontefice, che nel frattempo aveva preso il nome di Silvestro III. Il nuovo papa fu espulso e, con l'accordo dei Crescenzi, venne instaurato nuovamente Benedetto IX nel febbraio del 1045.
Nonostante il suo impegno, pare che Benedetto non fosse un uomo particolarmente amato dalla folla. In effetti, Eamon Duffy lo descrive usando queste parole "Era un uomo [Benedetto] violento e corrotto, e persino il popolo romano, abituato com'era al poco edificante comportamento dei papi, non lo sopportava." (La grande storia dei papi - E. Duffy, pp 130).
Fu proprio per coprire questi suoi "eccessi", di cui comunque non ci è dato sapere in cosa consistessero, che Benedetto decise di vendere, proprio così, la sua carica a colui che venne incoronato col nome di Gregorio VI, il 5 maggio 1045.
Incredibile, vero? Eppure non dovrebbe esserlo più di tanto. Ai giorni d'oggi se papa Francesco se ne saltasse fuori con un cartellino "Vendesi Dignità Papale", la gente griderebbe allo scandalo e a ragione. Ma un tempo non era così.
Certo, l'elezione a Pontefice era un incarico di responsabilità non indifferente, poiché sulle spalle di una sola persona pesavano le sorti dell'intera cristianità. Quindi, l'incarico non prevedeva solo responsabilità in ambito dottrinale, ma anche in campo spirituale. Ciononostante, non dobbiamo dimenticare che il papa era a tutti gli effetti un sovrano. Non per niente veniva incoronato ed aveva dei possedimenti nell'Italia centrale, che amministrava come un vero e proprio monarca. Di conseguenza la carica "poteva" essere venduta, come un imperatore poteva vendere un terreno e creare vassallo una persona particolarmente fedele...e ricca. In ogni caso la vendita della carica papale non era propriamente legittima. La vendita delle cariche ecclesiastiche è considerata simonia, una pratica che, assieme al nepotismo, molti papi cercarono di scoraggiare, a volte con successo.
Abbiamo però sottolineato come l'XI secolo fosse piuttosto turbolento, quindi la vendita della dignità papale causò sì qualche grattacapo, ma non fu eclatante. Insomma, ordinaria amministrazione.
L'incoronazione di Gregorio VI venne salutata con entusiasmo; infatti, si credeva che il nuovo papa intendesse dare un forte impulso alla riforma della Chiesa.
Ma Enrico III di Franconia, il nuovo imperatore, anch'egli desideroso di una seria riforma della Chiesa, convocò a Sutri un concilio nel 1046.
Enrico III pretese che al sinodo si recassero tutti e tre i papi che, in quel momento, potevano avanzare pretese sul Soglio Pontificio, ossia: Benedetto IX, Silvestro III e Gregorio VI.
Dei tre solo Gregorio si presentò, in quanto Silvestro si era da tempo ritirato dalla vita pubblica e Benedetto non ci provò nemmeno a mettersi in cammino.
Il sinodo dichiarò i tre pontefici rei di simonia (incredibile!), pertanto Gregorio VI abdicò e si provvide a eleggere un nuovo papa, nella persona di Clemente II. Quest'ultimo scomunicò Benedetto IX, dichiarandolo deposto.
Ma Clemente II morì all'improvviso l'anno successivo, nell'ottobre del 1047. Benedetto approfittò dell'assenza dell'imperatore per occupare nuovamente il Soglio, grazie all'appoggio di Guaimaro da Salerno e di Bonifacio di Canossa. Quest'ultimo, in particolare, aveva il compito di scortare il candidato imperiale a Roma, così da poter essere eletto papa. Bonifacio di Canossa, invece, oppose un netto rifiuto, provocando l'ira dell'imperatore, il quale, a sua volta, minacciò un intervento armato in Italia. Inutile dire che Bonifacio fu indotto a più miti consigli.
Mentre Benedetto IX scappava nuovamente da Roma, il candidato dell'imperatore Enrico III veniva accolto, per essere poi eletto col nome di Damaso II.
Tre pontificati in tutto (1032 - 1044, 1045 e 1047), Benedetto regnò per circa quattordici intensi anni, che videro cambiare le sorti dei Conti di Tuscolo, i quali però, nonostante la perdita di Benedetto, non rinunciarono ad ottenere di nuovo il controllo sul Vaticano.
Dopo il terzo e ultimo esilio, Teofilatto, la cui scomunica era stata confermata, iniziò una vera e propria guerra contro i successori di Damaso II, che aveva regnato per nemmeno un mese. Guerra che proseguì fino all'anno della morte di Teofilatto stesso, che possiamo far risalire alla fine del 1055.
Nel complesso un personaggio totalmente negativo, che, tuttavia, ben rappresenta lo stato di degrado in cui versava la Chiesa di Roma nei turbolenti secoli oscuri.

Matt - Il Locandiere

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