mercoledì 7 ottobre 2015

30 Days of Simulators. Giorno 12: Big Pharma.

Ci eravamo un pochino arenati sulla carrellata dei simulatori. Non che avessi terminato la lunga lista, anzi! Con l'articolo di oggi vi dimostro che c'è ancora molto, ma molto da scoprire di questo fantastico mondo sommerso.



Cos'è Big Pharma? Il gioco del gombloddoh mondiale tanto caro a una consistente fetta di utenti internettiani? Grazie a Zeus no; quindi iniziate a chiudere i link di Voyager su rettiliani e illuminati, grazie.
Vi dicevo che i giochini di simulazione possono essere o estremamente pezzenti, scadendo nella bruttura più totale, o dei capolavori. Big Pharma dove si piazza?
Beh, non è che sia facile da definire. Ma andiamo con ordine, shall we?

Aggiungi qua, sintetizza di là
Big Pharma non si presenta coi fasti del gran giocone di simulazione come lo intendiamo noi di solito. Con una grafica che ricorda il ben più vetusto e divertente Theme Hospital, questa piccola novità del mondo videoludico promette di intrattenerci per un bel pezzo. O forse no?
In realtà lo scopo principale del gioco, per chi fosse un po' tardo, è quello di creare farmaci, che siano efficaci e che non stendano i vostri clienti prima del tempo.
Facile, direte voi, aggiungi gli elementi a qualcosa che si cosa, mischia di qua, mischia di là, cosate altri cosi et voilà la pillola anti-tutto è pronta. Magari, cari miei, magari!
Sono stato piacevolmente colpito nel vedere che le meccaniche di gioco sono molto più profonde di una pozzanghera.



 Un po' come la maggior parte dei giochi strategico-simulatori dovremo sbloccare determinate tecnologie o prodotti per sviluppare i farmaci. Ma andiamo per gradi.
Prima di tutto bisogna capire il come, poi possiamo fare il cosa e il quando.
Tutorial. Ce ne sono sei, ognuno dei quali ci guiderà alla scoperta del mondo delle aziende farmaceutiche per modo di dire. Nel primo tutorial familiarizzeremo un po' con i classici concetti di base: come costruire, gli elementi utilizzati e via discorrendo.
Ogni elemento di base scoperto avrà degli effetti positivi (tipo: cura il diabete) e negativi (es: aumenta la pressione sanguigna), effetti che saranno attivi solo ad una determinata concentrazione. Aumentando o diminuendo la concentrazione del principio attivo, si potrà quindi produrre il farmaco, che, alla fine, sarà venduto sotto forma di pillola, bustina, crema o iniezione. In realtà il packaging del farmaco non incide poi tanto sul suo effetto; ciononostante, logica vuole che non è il massimo della vita vendere un farmaco contro l'acidità di stomaco sotto forma di crema da spalmare sul corpo.
Passando per i vari tutorial vedremo via via come per ottenere certi farmaci sarà necessario mischiare due elementi di base: un catalizzatore ed un principio attivo. Il catalizzatore specifico per quella reazione ci consentirà la creazione di farmaci via via più complessi, che cureranno malattie sempre più complicate e che, quindi, ci faranno incamerare più quattrini.

Una casa, tante case.
Oltre ai tutorial esistono diverse modalità di gioco: dalle singole missioni a obiettivi (separate dalla più facile alla più difficile), al gioco libero, fino alla classica modalità sandbox, in cui non ci cureremo minimamente del capitale, tanto è illimitato.
In particolare, quest'ultima modalità può essere ben utilizzata per comprendere le meccaniche dell'unione di più farmaci per crearne uno più potente, senza correre il rischio di andare irrimediabilmente in game over o, peggio, in bancarotta, nei primi minuti di gioco.


E che ci vuole? Basta mischiare cose accazzo e creare! Capirai, manco fosse il piccolo chimico!!!
Un paio di balle, vi dico io. Già, perché prima di mischiare gli elementi, dovete scoprirli! Come? Mandando a spasso i vostri esploratori, che saranno anche in grado di sbloccare punti per ottenere sconti sull'importazione della materia prima.
Ma non basta! Come credete di sintetizzarle le vostre medicine? Nell'aula di pozioni di Piton?
Assumete scienziati per ricercare macchinari sempre più efficienti per il controllo della concentrazione dei vostri elementi. Usate i punti sviluppo prodotti per potenziare le macchine, così da abbattere le spese di produzione e iniziare a guadagnare come si deve.
Come se non bastasse tutto ciò a farvi venire il mal di testa, ci si mette anche il discorso patents e soldini.
Si sa, un'azienda non lavora mai per la gloria: il trucco sta nel mettere in commercio un prodotto che sia efficace e che non abbia nessun effetto collaterale, o che almeno sia trascurabile. Più vi avvicinerete all'effetto sperato, più pazienti saranno soddisfatti. Più pazienti soddisfatti vuol dire più opinioni positive sul vostro farmaco, che quindi guadagnerà un bonus in percentuale atto a fare aumentare il vostro margine di guadagno.
Viceversa, se doveste sfortunatamente creare una ciofeca, un placebo oppure ancora la cosiddetta sugar pill, il vostro farmaco sarà inefficace, facendovi ottenere un malus in percentuale, che anziché farvi guadagnare soldini, andrà a gravare sulle vostre finanze. Lo stesso accade se gli effetti collaterali sono nettamente più forti di quelli benefici!
Ammesso e non concesso che siate dei geni della farmaceutica (e in fondo in fondo me lo auguro), il vostro lavoro non finisce sul nastro trasportatore in uscita con sopra la vostra pillola salvavita! Come accade nella realtà dovrete confrontarvi con la concorrenza.
Un farmaco particolarmente brillante può essere copiato, e anche migliorato, se non opportunamente protetto. Come fare ciò? Proteggendo le vostre idee con quelle che si chiamano patents, dei veri e propri contratti che proteggeranno i vostri prodotti per un certo periodo di tempo, impedendo agli eventuali concorrenti di copiarvelo e, quindi, immetterlo sul mercato a prezzi molto più competitivi dei vostri!


Commentone-one-one-one finale
Forse non acchiappa la grafica cartoonesca, forse non convince l'estrema complessità di alcune meccaniche. In realtà questo titolo è poco più di un passatempo per chi ha un'oretta di tempo libera e non sa come impegnarla. Mi stupisce, anzi, che non sia stata sviluppata come app da Android piuttosto che vero e proprio gioco per PC. Infatti, una volta avviato il processo produttivo a pieno regime e non appena le vostre cospicue entrate vi faranno andare in positivo, allora vi resterà ben poco da fare. Sì, aggiornare i macchinari, prendere le succitate patents e poi?
Big Pharma, dicevo, ricorda tanto Theme Hospital e come tale merita un posticino speciale nel mio cuore; ma nonostante tutto non è il giocone definitivo di simulazione che vi può tenere incollati per ore e ore al vostro schermo. Né stupefacente, né pezzentissimo; pregevole con sprazzi di interesse, seguiti da una brutta dose di ripetitività. Tutto sommato è il titolo di cui avevamo bisogno per far impazzire i gombloddistihhh!!1!1!!!

Matt - Il Locandiere

Nessun commento:

Posta un commento