martedì 14 aprile 2015

La sera leoni e al mattino...dragoni: le avventure di Ian & Compagnia.

Ordunque, avrete sicuramente notato la mia assenza di settimana scorsa. Forse no, in ogni caso mi sono deciso a riprendere in mano le redini come si deve. Ora non ci sono più scuse, di tempo libero ne ho a pacchi e tra lavoro, lavoretti e quant'altro riesco a barcamenarmi abbastanza bene, trovando anche un po' di tempo da dedicarvi.
Finalmente anche! Già, perché non poter scrivere e un po' come non andare in palestra per troppo tempo: t'arrugginisci, ti riempi di dolori e, quando provi a ricominciare, è sempre problematico.
Non vi dico quanto c'ho messo a ricominciare a scrivere su questo blog!
Ho incominciato sabato, ma vedendo che l'articolo per il Lunedì era una solenne schifezza, l'ho cestinato e ho deciso di aspettare Martedì sera, cioè ora, per metter giù qualcosa di decente. Magari cercando di recuperare pure il tempo perso.
Anyway, oggi ci troviamo qui riuniti per dire la nostra, cioè la mia, sugli ultimi due numeri di Dragonero, c'est à dire il 22 e il 23.
Partiamo col 22 va, che l'ordine cronologico non subisce mai la moda.


Titolo: L'uomo delle foreste
Soggetto e sceneggiatura: Luca Enoch
Disegni: Walter Trono
Lettering: Marina Sanfelice

Trama: una mostruosa bestia si aggira per le foreste dell'Erondar, uccidendo senza pietà i cacciatori tanto coraggiosi, o tanto stupidi, da cercare di agguantarlo. Indovinate, poi, chi viene spedito ad indagare? Esatto, proprio lui...

Parliamone: ...l'eterno fimminaro (per usare un termine dialettale siculo) e biondissimo Ian Aranil. Non ci va mica solo a dare la caccia alla bestia, con lo scout c'è il granitico e inamovibile Gmor, l'amico orco. Sera, con ogni probabilità, se la sono lasciata a casa a fare le pulizie.
Non è vero dai, Non si sono sobbarcati dell'elfa solo perché era troppo vicina alla sua vecchia e boscosa casa, ergo troppi ricordi, ergo troppe lamentele.
Ma non è di Sera che stiamo parlando, né (purtroppo) della sorella di Ian, Myrva.
Ordunque siamo alle prese con qualcosa di molto simile alla bestia del Gévaudan. Un mostro che attacca innocenti e ne fa scempio. Pur tuttavia non si tratta di una stampa e una figura dei fatti francesi, anzi; il mostro che toglie il sonno a Ian se la prende esclusivamente coi cacciatori. Strano no?
Dalla storia, diluita in due numeri, otteniamo che la foresta in questione è tipo 20 volte più estesa della foresta di tolkeniana memoria detta Fangorn. Lì, tra le altre cose, ci vivono delle creature il cui nome e origine sarebbe bene dimenticare in fretta, cose davvero brutte che fanno cose ancora più brutte agli incauti avventurieri.
Ma il rebus che Ian deve risolvere non è poi così semplice. Dai e dai, dopo essersi quasi portato a letto una bella cacciatrice mora, dal nome impronunciabile (Na'weh), dopo aver rinvenuto il cadavere orribilmente mutilato del compagno-cornuto della cacciatrice di cui sopra, i nostri cadono intenzionalmente nel tranello dell'orribile orsobestia incazzosa, che si prepara all'ennesima strage.
Nel numero 22 ci viene presentata l'ennesima realtà quotidiana del mondo di Dragonero, ossia i guardiacaccia imperiali: cacciatori tout-court, ma che portano le insegne dell'Impero enochiano.
Tra i vari cacciatori meritano menzione due,,,no, anzi, tre personaggi:
  • Na'weh, l'affascinante moretta dalle forme sinuose e i doppi canini in acciaio, simbolo del suo grado di cacciatrice-che-ha-maciullato-una-tigre-tutta-sola-soletta (o qualcosa del genere). La giovane ha più scheletri nell'armadio di un radiologo, quindi fissatevela bene nella mente, perché la troveremo anche nel numero 23. Tenterà con successo di sedurre il bel Ian, che, ovviamente, non poteva farsi scappare la procace cacciatrice del Sud.
  • Kuna, cacciatore irascibile e dalla capigliatura da punkabbestia. Vede nemici dappertutto e a ragione, lui è il responsabile dell'ira della bestia. Dalla storia sappiamo che finirà davvero molto, ma molto male. Non certo per essersi preso un bel destro in pieno naso da Ian.
  • Yonhus/Due-facce, non ha niente di particolare questo tizio, se non che è praticamente identico a Piero Pelù e...nulla, mi sta simpatico per questo.
Ma, poi, ce la faranno i nostri eroi a sconfiggere la bestia? Scrollate in basso per leggere.





Titolo: Sangue chiama sangue
Soggetto e sceneggiatura: Luca Enoch
Disegni: Walter Trono/Salvatore Porcaro
Lettering: Marina Sanfelice

Trama: Siamo alla resa dei conti. Dopo che la bestia è penetrata nel campo dei cacciatori, uccidendo Kuna, i nostri eroi si addentrano nel folto della foresta, armati fino ai denti, con l'unico scopo di porre fine una volta per tutte all'esistenza del terribile Viresilvhe.

Parliamone: degna conclusione della storia di caccia e ombre proposta nel numero precedente, con una sorpresina finale. Come deve essere, alla fine la giustizia imperiale e morale dell'enochverso viene ristabilita. Tutti i meschini cacciatori coinvolti nell'evento che ha scatenato l'ira del mostro sono puniti (sì, anche la sinuosa e felina Na'weh) e Ian, per non farsi scappare l'occasione di mostrare quant'è figo essere il Sangue di Drago (non il Dovahkiin), accoppa il Viresilvhe e chi s'è visto s'è visto.
Naturale no? Stavolta, però, niente strane figure tatuate a osservare Ian. O almeno, non ancora. Chissà se salterà fuori chi è questo losco figuro che mette Ian e Compagni nelle situazioni più tinte di marrone possibile? Badate bene che il marrone è il colore della merda, non solo del cioccolato.
In ogni caso, non esiste in apparenza il problema del tizio tatuato, in questo numero. Ma se non esiste il problema vuol dire che non lo rivedremo più? Temo di no. Quindi, Avventori cari, fan di Dragonero, stiamo bene attenti all'equivoco uomo comparso per la prima volta nel n° 16.
Conclusione un po' tanto amara, con Ian costretto a seppellire Na'weh (senza essersela pigiata ben bene); mentre nelle restanti pagine Enoch ci regala, grazie alle matite di Porcaro, la storia che ha portato Na'weh ad avere i canini d'acciaio. Tutto qui.
Stavolta non si raccontano vita, morte e miracoli di probabili futuri amici/nemici.

Matt - Il Locandiere

Nessun commento:

Posta un commento