mercoledì 25 marzo 2015

30 Days of Simulator. Giorno 10: Garden Simulator.

Gooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooood Evening Avventori miei diletti!
Porca zozza, è da tipo un macello che non inchiostro queste indegne pagine. Ho molto da raccontarmi e qualcosa di cui scusarmi. A mio discolpa, come mi capita spesso di fare in questi giorni, posso dire che un mix di problemi tecnici e impegni universitari piuttosto gravosi mi hanno impedito di dedicarmi assiduamente a voi, miei amati.
Ebbene sì, vi ho trascurato molto, troppo. In più, adesso che finalmente ho un lavoro (part-time eh!), il tempo che potrò dedicarvi sarà, presumibilmente, ancora di meno.
Ma questo non vuol dire che non mi impegnerò!
Abbiamo lasciato indietro un po' di rubriche, vediamo di fare il punto della situazione, prima di andare con l'articolo di oggi.

  • Le 10 idee scientifiche che hanno cambiato il mondo sono state piantate lì, nell'attesa di un'illuminazione; ma finalmente eccola che è arrivata: nel prossimo articolo parleremo di energia nucleare. O meglio, di come ricavare energia dall'atomo e quindi, come funzionano i reattori nucleari.
  • I generali di Hitler, ennesima rubrica storica da inserire tra un'idea scientifica e l'altra...più o meno. Anche in questo caso ci siamo arenati e via, ma si riprenderà subito il filo del discorso, eccome se si riprenderà!
  • Rubriche fumettistiche: dobbiamo recuperare un paio di numeri dell'Indagatore dell'Incubo, i quali, tra l'altro, non hanno fatto altro che prender polvere negli ultimi due mesi. Comprati ma mai aperti, che disgraziato che sono. Un fato assai simile è quello dell'ultimerrimo numero di Dragonero, che però, per scelta, recensiremo in toto non appena si avrà in mano il numero 23; giacché la storia è spalmata in due parti. Come si suol dire prenderemo due dragoni con una fava...aspetta, o erano i piccioni?
Nonostante il pietoso stato in cui ho lasciato la Locanda, riprendiamo da dove avevo terminato. Ossia con la "challenge" dei videogiochi di simulazione, che tanto piacciono a me e a qualche altro disgraziato sul globo terracqueo. Ordunque, se settimana scorsa avevamo vestito i panni del poliziotto, questa settimana passiamo a tutt'altro titolo. Infatti, parleremo di:



Oddio ci mancava anche il simulatore di giardinaggio. Infatti...
Frugando tra i vari titoli scadentissimi in qualsiasi Gamestop, prima o poi vi imbatterete in lui. Talmente osceno che anche internet si rifiuta di fornirvi un torrent, aprendovi pagine a caso su siti p0rn0grafici, così da impiegari il vostro tempo più utilmente.
Sempre rovistando nei succitati scaffali, lo troverete a prezzi scontatissimi, coi commesi del suddetto negozio, che, folgorati dalla vostra apparizione col succitato titolo tra le mani, faranno salti di gioia, per piombare irrimediabilmente nella frustrazione da: "dove-cazzo-l'-ho-messo-il-dischetto?".
Tipico di questi gioconi fantasmagorici, talmente belli da costituire il 90% dei fondi di magazzino della totalità dei negozi di videogames (va ricordato, però, che assieme a lui viaggiano ulteriori titoloni come Airport Ground Crew Simulator, i vari ed eventuali Fishing Simulator und so weiter).


Si sa, i simulatori sono o pezzenti o dei capolavori. Ben lungi dall'essere ai livelli di Farming Simulator, codesto simulatore di giardinaggio si piazza piuttosto in basso, senza però rimediare una figura barbina come un Utiliy Vehicles Simulator, ecco.

Datemi una vanga e un fazzoletto di terra...
Le meccaniche di gioco sono talmente semplici, talmente terra terra che quasi non c'è bisogno di accennarle. Oltre ai tutorial, in cui apprenderemo come giostrarci tra un'infestazione di talpe e un problema di erbacce, ci saranno delle missioni a tempo. Tempo entro cui ci verrà richiesto di far crescere e raccogliere dei determinati tipi di fiori e/o ortaggi.
Ma la parte più faiga, se proprio vogliamo trovarne una, è il sandbox-free play in cui ci si può catafottere senza troppe preoccupazioni. Banale dite voi? Abbastanza.


In realtà questa modalità è l'unica che può, in qualche modo, salvare il titolo dal nulla più cosmico. Ma ne parliamo dopo. Innanzitutto diamo uno sguardo a cosa possiamo fare all'interno del gioco. Parlando di giardini, inevitabilmente, si finisce per considerare proprio dei piccoli fazzoletti di terra; per cui dimentichiamoci le estesissime praterie di Farming Simulator ed entriamo una volta per tutte nella logica dell'orticello della Sciura Maria.
Ho parlato di orti. Ma possiamo piantare solo verdura commestibile? No, anche verdura non commestibile. Nella fattsipecie fiori di vario tipo, alberi da frutta e ortaggi vari ed eventuali, tra cui: carote, zucche mastodontiche e abominevoli piante di cavoli.
Ah beh, poi dobbiamo combattere contro talpe, lumache, afidi e altre schifezze. Dobbiamo concimare le nostre piantine per farle crescere sane e forti, dobbiamo estirpare le erbacce e, infine, raccogliere i frutti del nostro duro lavoro, per generare guadagni.

...e ve lo trasformerò in un paradiso!
Le meccaniche di Garden Simulator sono sì semplici, ma richiedono comunque un minimo di riflessione. Innanzitutto potremo piantare solo sulla terra...uh...dissodata. Terra che verrà preparata a furiosi colpi di vanga e che, naturalmente, avrà le dimensioni di un quadrato 2 metri per 2, circa.
Lì possiamo piantare i nostri semini di ortaggi, alberi o fiori.
Dopodiché si passerà ad innaffiare e a concimare le piante; ma mi raccomando, siate celeri che sennò si seccano.
A disposizione avremo una serie di aggeggi più o meno utili, da impiegare nei modi più opportuni. Tra questi ricordiamo:
  • la trappola per talpe
  • la trappola per lumache
  • il dissuasore per volatili
  • l'annaffiatoio
  • il nebulizzatore per eliminare gli afidi
  • il tragliaerba
Eccetera, eccetera. Coltivando il nostro ameno angolino di terra, ben presto, guadagneremo abbastanza soldini per comprare sementi più remunerative e, soprattutto, per progettare il giardino dei nostri sogni.


Vi si diceva che il gioco libero era, forse, l'unico lato positivo del titolo. Infatti, la possibilità di costruire il nostro personalissimo idilliaco angolo di verde è più che concreta e, anzi, quasi obbligata. Anche se non siete dei green designer apprezzerete senza dubbio un orto ordinato, in cui potete installare pratici e freschi gazebo, fontanelle, nani, putti e altre decorazioni più o meno kitsch. Il tutto attingendo, chiaramente, dai soldi che vi siete fatti spaccandovi la schiena (virtuale).

Commentone-one-one-one finale
Che dire? Garden Simulator può essere tanto un errore di percorso quanto un titolo fortemente desiderato dagli sviluppatori, sebbene io propenda per la prima ipotesi. Troppo approssimativo, troppo semplicistico e troppo, let's say, naif. Una volta che avrete raccolto i quattrini necessari, non ci metterete poi molto a pavimentare e ornare il fazzolettino di terra come meglio credete. Fidatevi che, poi, le sfide proposte dal gioco non saranno né più né meno che un'estensione dei tutorial, a livello di difficoltà dico. Beh, ma del resto di cosa mi lamento? Mi è costato sì e no 2 euri!
A quanto pare ho un'innata simpatia nei confronti dei titoli pezzentissimi del vasto mondo videoludico internazionale.
Ma vi prometto che settimana prossima scodelliamo fuori qualcosa di più succoso!

Matt - Il Locandiere

mercoledì 11 marzo 2015

Tea & Printed Pages: il salotto degli Avventori letterati.

Come anticipato ieri, oggi ci si tuffa nuovamente nel mondo della carta stampata odorosa, lanciando un tema caro a molti; ma, ahinoi, sconosciuto a troppi.
Stiamo parlando delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (in inglese A Song Of Ice and Fire), la celebre saga del cicciotenerello George R. R. Martin, da cui peraltro è stata tratta l'ancor più celebre serie televisiva Game of Thrones.
Le due cose non si equivalgono, perché, come ogni trasposizione, mutila l'opera e aggiunge cose che non esistono negli svariati tomi del Martin più amato/odiato del mondo. Ciononostante, Game of Thrones non è poi una così brutta serie, anzi, fra le varie trasposizioni è quella che segue più fedelmente la storyline.



Non è questo il punto. Lo scopo di questo e futuri altri articoli è porci delle domande un po' "controcorrente". In che senso? Mò ve lo si spiega.
In maniera del tutto generale possiamo affermare che nel 90% dei casi, i lettori/fan di GoT (utilizzeremo questa dicitura in quanto più breve) hanno un'innata simpatia nei confronti di quei personaggi i quali, salvo alcune eccezioni, fanno una fine raccapricciante. Chi? Tyrion, Jon Snow, Eddard Stark, Robb Stark, Daenerys ecc. ecc.
Dopo un'edificante discussione con una mia amica, mi sono prontamente detto: "Ma che cazzo! Tutti sbavano dietro ai personaggi meno meritevoli della saga e nessuno si caga chi ha davvero del potenziale, non è il caso di farsi qualche domanda?".
E io le domande me le sono fatte, trovando pure le risposte! Oggi ve ne propongo un paio, settimana prossima un altro paio e poi chissà! Sono un tipo piuttosto scostante io.

Ah, giusto, prima di iniziare. Se aveste occasione di dare un'occhiata alla vostra destra, troverete il mio profilo Google+, sopra potrete vedere un maxi sondaggione sul vostro cattivo preferito di Game of Thrones. Avrete la possibilità di votare più cattivoni contemporaneamente, nel caso foste indecisi. Il sondaggio si chiuderà tra circa 29 giorni, ma potrei anche decidere di estenderlo o di accorciarlo. Una vostra partecipazione è, come sempre, estremamente gradita!



Perché Eddard Stark si è meritato la fine che ha fatto?


Una delle innumerevoli tragedie che hanno macchiato di sangue le pagine dei romanzi di Martin, vede per protagonista proprio il Lord di Grande Inverno, Eddard "Ned" Stark. Amicone del defunto e alcolizzato Robert Baratheon, Ned è stato decapitato per alto tradimento. Why?
La storia ufficiale dice che abbia tentato di far deporre Joffrey, figlio di Robert, quindi legittimo erede al Trono di Spade, con l'uso delle armi. La storia ufficiosa è un po' più complessa; ma per farla breve Ned sapeva che Joffrey non era figlio del fu Robert Baratheon, bensì frutto del viscido incesto tra Jaime e Cersei Lannister, i fratellini gemelli.
Il tutto, naturalmente, è stato scoperto con una serie di deduzioni di estremo rigore logico e scientifico, della serie: aspettavi ancora due capitoli e Mendel arrivava a cavallo di una pianta carnivora, così, in un improbabilissimo crossover, ti spiegava le basi della genetica. Buon Ned, caro Ned. Il fatto che sia stato brutalmente decapitato da Ser Payne su ordine di Joffrey, poi, è cosa nota. Una fine degna del Lord di Grande Inverno? Secondo me sì.
Gli uomini del Nord hanno il brutto vizio di misurare le cose con un metro quanto mai obsoleto: l'onore. Il che non è un male, anzi, beati gli ultimi che arriveranno primi; ma quando approdi ad Approdo del Re (perdonate il gioco di parole voluto), puoi prendere il tuo bel metro di paragone e buttarlo nel Fondo delle Pulci. Il motivo? Semplice, nel resto dei 7 Regni tira di più un dragone d'oro che un'azione "onorabile". Non sto dicendo che tutti gli abitanti del Martinverso, eccezion fatta per gli Stark, siano dei bastardi tagliagole; ma quasi...ecco.
Un altro vizio degli abitanti del Nord è quello di avere il cervello talmente incrostato di neve, da non riuscire a essere minimamente elastici, né riuscire a fiutare odore di merda nemmeno se il Golfo delle Acque Nere si trasformasse, all'improvviso, in un'immensa cloaca. Duri di comprendonio i signori...
Ned Stark è morto perché Ned Stark ha fatto di tutto per farsi ammazzare. Se solo avesse dato ascolto a Renly Baratheon e non a Baelish, a quest'ora sarebbe allegro e felice a Grande Inverno, sollazzandosi con l'adorata Catelyn e con un po' di Lannister in meno sulla faccia di Westeros. Ma sai, cosa pretendi quando vuoi agire nella legalità in una corte in cui l'illegalità la fa da padrone? Siamo nel Medioevo, baby, cambia prospettive se vuoi averla vinta.
Quindi Ned Stark è una vittima?
Ni, vittima del sistema sì. Vittima consapevole del sistema a cui poteva adattarsi per fregarlo dopo, però. L'arte del fare buon viso a cattivo gioco non rientra nelle regole starkiane, peccato. Eppure i campioni di doppiezza non sono per niente occulti (Cersei, Varys, Petyr Baelish...). Voglio dire, ti stai tenendo a galla in una tinozza, mentre attorno a te si dimenano gli squali; i casi sono due: o ti mangi gli squali o ti fai mangiare. Ma per mangiarti gli altri squali devi diventare tu stesso uno squalo più grande. Del resto l'onorevole casa Stark ha come segno un meta-lupo, mica uno squalo. Ma se Ned non fosse andato a decorare con la sua testa le mura della Fortezza Rossa, noi, adesso, non staremmo qui a domandarci cosa è andato storto e G. R. R. Martin sarebbe una persona decisamente meno ricca.



Perché Tyrion Lannister è uno dei personaggi più amati?


Beh, questa è una delle risposte più semplici; ma che richiede comunque un minimo di riflessione. Tutti conoscono, ormai, il fantastico Folletto dalla mente acuta e perennemente alla ricerca dei piaceri del cibo, dell'alcool e della carne.
Il fatto che poi sia intelligente, a suo modo coraggioso e dotato di un gran senso dell'umorismo, nonostante sia un vaso di coccio in un mondo di vasi di ferro, di certo lo rende più amabile. In effetti, Tyrion Lannister più pesci in faccia prende, più viene amato dalla gente. 
Non è strana la cosa, Tyrion rappresenta tutto ciò che noi non vorremmo subire: la derisione per una deformità, il biasimo per essere un crapulone e l'invidia per un'intelligenza che rasenta la superiorità. Già, Tyrion è un genio; ma anche un nano.
Ai più, però, Tyrion sta simpatico per il suo modo di approcciarsi alle situazioni più complesse, con una battuta al vetriolo sempre pronta e un piano di riserva nelle tasche. Il condimento di turpiloquio e sregolatezza ha concesso al personaggio di entrare nell'Olimpo dei favoriti, tra quelli che "Per l'amor di Dio Martin, non fargli del male!".
A livello narrativo, però, Tyrion Lannister è un po' più complesso. Beh, è logico. Nonostante sia stato dipinto alla perfezione su piccolo schermo, ci sono ancora due o tre cose del buon Folletto che devono ancora venire fuori. In primis non è il puttaniere che tutti pensiamo sia. Ha amato ed è in grado di amare ancora. Anche lui partecipa al gioco del trono, come tutti del resto, cercando di spuntarla non tanto sul padre Tywin, quanto sulla sorella.
Cersei, infatti, è l'arcinemesi del povero nano di Castel Granito. Pare che la regina reggente, infatti, non abbia preso di buon grado il fatto che la madre sia morta proprio dando alla luce quel mostricciattolo di fratellino.  Ma perché Tyrion preferisce farsi nemici i suoi familiari?
Beh, non è che i Lannister di Castel Granito si siano comportati particolarmente bene con lui. Oltre a Cersei, anche papà Tywin ha sempre rimproverato al figlio di essere una disgrazia per la famiglia. Tyrion, dal canto suo, ci ha messo del suo per diventare una disgrazia ancor più maggiore: ecco spiegato il comportamento sregolato.
In sostanza, Tyrion Lannister rappresenta un po' il classico personaggio buono, ma incompreso, l'eroe tragico che si incontra in un romanzo cavalleresco sì e in un altro pure. Tyrion piace perché, pur essendo un nano (quindi il difetto incarnato) vince. Piace perché è intelligente. Piace perché è volgare. Piace perché è Tyrion Lannister, e se fosse stato Tyrion Stark, con ogni probabilità, nessuno se lo sarebbe cagato.
Ma a te piace Tyrion?
50 e 50. Non dico di detestarlo, ma diciamo che non apprezzo alcuni lati del personaggio. Del resto sono mie opinioni, no? Mica devono essere abbracciate per forza da tutti!
Matt - Il Locandiere

martedì 10 marzo 2015

30 Days of Simulators. Giorno 9: Enforcers Police Crime Action.

Eh? Che significa? Ma oggi non è mica Mercoledì!
No, infatti. Ciononostante riprendiamo la rubrichetta dei videogiochi, giusto giusto perché domani si parla d'altro. Di libri. Più in particolare di A Song Of Ice And Fire/Game of Thrones (per chi non comprende), rispondendo a domande essenziali come: ma perché Eddard e Robb Stark hanno meritato la fine che hanno fatto? Perché Tywin Lannister non è poi così cattivo come sembra? Perché Cersei Lannister è una stronza tagliagole? Perché bisognerebbe tifare per Roose Bolton? Perché Stannis Baratheon è il vero erede legittimo del compianto e crapulone Robert? und so weiter...
Insomma, domande poco convenzionali, le cui risposte faranno incazzare di brutto i fedeli seguaci della serie TV. Ma in fondo chissene? Si sa che almeno l'80% dei fan della serie TV non ha capito uno stracazzo bollito di niente della saga in sé. Con buona pace dei succitati, i quali si possono sentire liberissimi di inveire contro di me.
Anyway, torniamo a bomba sull'argomento di oggi. I videogiochi.


Oddei, forse non è il caso di parlare di piedipiatti americani, con tutto il popo' di disastro che sta succedendo (se non lo sapete, un poliziotto ha ucciso un altro ragazzo di colore); ma in fondo mica stiamo incitando alla violenza noi, no? Stiamo parlando di videogames e i videogames dovrebbero essere super partes.
Comunque, Excalibur Publishing torna alla carica con un altro titolo di simulazione-azione-sparatutto dal tema tanto caro agli appassionati: le forze dell'ordine.
Da Emergency a Police Force, ormai eravamo entrati nell'ottica della possibilità di avere a che fare con le emergenze quotidiane di un agente di polizia, con tutte le sfighe o fortune annesse e connesse.
Ordunque cos'ha di nuovo questo titolo dal nome chilometrico? Mò lo vediamo.

Per servire e proteggere.
Al contrario di Police Force, Enforcer (Police blablabla...) si apre come un qualsiasi videogioco di avventura: dialogo iniziale e viaggio verso un paesino immerso in luogo compreso tra qui e Dio solo sa dove; cactus enormi e rose di Gerico a caso completano l'alienante e ameno paesaggio desertico. Dove cazzo siamo? In America, nel deserto...sì, ma quale? E che ne so io?
Nell'intro, che avviene su di un bus di linea, ci viene spiegato che babbo era un poliziotto, morto, e mamma si è trasferita fuori città per motivi di salute. Noi stiamo andando nel paesino dove sta mammà per iniziare la nostra carriera da agente di polizia.
Potremo scegliere tra due personaggi (uomo o donna); dopo aver preso possesso della nostra abitazione, siamo pronti ad iniziare.


I dettagli più piccanti del gioco li vediamo tra un attimo, prima concentriamoci sulle dinamiche principali. Grazie ad una sbirromobile prontamente concessa, il nostro alter-ego virtuale (di cui si potrà personalizzare il nome, nient'altro) sarà libero di esplorare tutti i settori del gioco in cui è divisa la mappa. A condizione, però, che esso sia in servizio, altrimenti l'auto non si può usare.
Per entrare in servizio basterà recarci vicino all'armadio nella nostra camera da letto, indossare l'uniforme e uscire di casa.
Da questo momento inizia il nostro turno, che avrà la durata di, circa, 8 ore di gioco (una ventina di minuti per noi), estendibili fino a quando vogliamo. Durante questo periodo di tempo dovremo portare a termine delle missioni affidateci all'inizio del turno (come controllare un tot numero di veicoli o multarne un tot altro, controllare documenti et similia) e, in più, ci saranno delle chiamate d'emergenza a cui potremo rispondere oppure no. Ecco, rispetto ad altri titoli, se non risponderemo ad una chiamata non otterremo né gratifiche, né punizioni. Quindi potrete semplicemente starvene in macchina a mangiare ciambelle, aspettando qualche idiota in eccesso di velocità da inseguire o da beccare con l'autovelox. La gestione dei crimini viene lasciata completamente al giocatore.
Se porterete a termine i compiti assegnati (anche le emergenze) otterrete un punteggio, i punteggi sommati serviranno a farvi salire di grado. Ogni promozione comporta solo un maggiore incasso a fine giornata.
Soldi?
Già, soldi.

La vita da strada.
I nostri alter ego virtuali non solo saranno impegnati a dare la caccia alla Banda Bassotti a bordo di un'auto bianca e nera; ma dovranno anche, diciamo, vivere normalmente.
Dall'interfaccia di gioco possiamo trovare la barra della vita del personaggio e tre altri status:

  • Riposo
  • Stress
  • Fame
Questi tre bisogni devono essere sempre soddisfatti, affinché il nostro agente sia sempre in forze. Per fare ciò basta mangiare quando si ha fame (anche in servizio), dormire o riposare quando si ha sonno (dopo la fine del turno) e uscire con gli amici/madre/nonni quando non si è in servizio, per far calare il livello di stress. Beh, si può anche guardare la TV, nel caso.
Dicevamo, i soldini. Alla fine di ogni turno riceverete un resoconto su ciò che avete combinato durante la giornata e, a seconda del grado che ricoprirete riceverete un conquibus più o meno sostanzioso. Coi soldi guadagnati avrete l'opportunità di comprare dell'arredamento per la vostra bella casetta situata in culo ai lupi. Ma dovrete far fronte anche alle spese per il mangiare (piuttosto modeste) e alle spese per la manutenzione del veicolo di servizio o ad uso privato, nel caso decidiate di comprarne uno.


I veicoli meritano una particolare menzione, in quanto vanno a costituire il nocciolo di frustrazione del gioco. Tramite una percentuale conosceremo lo status del nostro veicolo, sia in termini di efficienza che in termini di benzina nel serbatoio. In pratica, però, i veicoli di servizio sono piuttosto debolucci, accumulando danni per ogni minima cazzata, anche tamponando lievemente un qualsiasi altro veicolo. Non parliamo poi di salire o scendere da un marciapiede! Cosa che, peraltro, dovrete fare se volete rifornirvi. Solo andando a fare il pieno, il vostro veicolo si beccherà un 5% di danni, che aumenteranno vieppiù girando per le strade. O almeno, questa è stata la mia esperienza di gioco.
Beh, ma se proprio non ce la fate a tenere assieme il vostro veicolo potete sempre chiamare un carro attrezzi, alla modica cifra di 900$.
Beh ma le sbirromobili si possono modificare! Cambiate loro l'aspetto estetico, ma non aspettatevi migliorie in termini di prestazioni o resistenza.


Commentone-one-one-one finale
Indubbiamente Enforcer Police Crime Action è un titolo assai intrigante, che merita un minimo di attenzione da parte di quella fettina di videogiocatori patiti della simulazione.
Come base di partenza non è male e da una certa continuità di gioco, che in titoli come Police Force e il suo seguito era del tutto assente. La città in cui ci muoveremo è viva, ci saranno festività da celebrare e orari lavorativi da rispettare, sempre armati del nostro blocchetto delle multe.
Ecco, forse all'inizio può scoraggiare la totale mancanza di tutorial o minime ed essenziali spiegazioni sui comandi di base e su come comportarsi in giro per la mappa; ma non temete, dopo i primi due turni capirete bene le meccaniche di gioco e come fregare il gioco per ottenere promozioni più rapidamente (spoiler: piazzatevi lungo una strada e fermate per controlli quanta più gente possibile, mettendo lungo gli autovelox la carreggiata che non state controllando!)

Matt - Il Locandiere

venerdì 6 marzo 2015

30 Days of Simulators. Giorno 8: Airport Ground Crew Simulation.

Ti accorgi di non avere tempo quando devi andare indietro di settimane per riprendere le rubriche lasciate in sospeso. Lasciate perdere ragazzi, questi sono stati giorni davvero intensi pour moi e prevedo che anche i prossimi lo saranno. Ma devo tener duro e lavorare come un ossesso, se voglio portare a termine bene tutti i vari impegni.
Oggi non parleremo solo di videogiochi; ma spenderemo due parole per fare il punto della situazione, visto l'improvvisa assenza dei giorni passati e, in generale, del periodo.
In primis volevo comunicarvi che ho finalmente trovato lavoro. Per il momento non mi sbilancio; ma mi hanno detto che il mio colloquio presso Salmoiraghi & Viganò ha avuto esito positivo e che, quindi, entro fine mese di Marzo potrei iniziare a lavorare. Il che, ahimé, potrebbe portarmi ad assenze ben più prolungate. Però si sa, è la vita e questo non è un blog per professionisti; ma semplicemente un angolino di spasso.
In secundis, pareva che il mio progetto di tirocinio fosse come il Domm de Milan (cioè non fosse mai completo del tutto) e invece, dopo svariate porte in faccia, ecco che tutto si sistema con un semplice giro di telefonate e, soprattutto, tanta voglia e tanta pazienza da parte dei miei professori correlatori. Sicché il tirocinio non lo si farà più a Brescia, bensì a Sassuolo, al poligono di tiro, il 30-31 di maggio. Oh, magari qualche lettore è di quelle zone, magari sarà un partecipante alla gara di quei giorni. Nel caso, sappiate che il Locandiere sarà sul campo ad effettuare uno screening visivo a tutti i tiratori che si vorranno immolare. Niente di doloroso o permanente, sia chiaro.
Infine, per smaltire i sassolini che avevo nelle scarpe dal week-end, possiamo concederci un moto di orgoglio nei confronti dei nostri Azzurroni del rugby? Dai, concediamoglielo!


Fortunatamente (o sfortunatamente) quella degli azzurri è stata l'unica partita del 3° turno del 6 Nazioni che ho potuto gustare. Meno male che un fettino di tempo l'ho trovato!
Già, perché presentarsi al Murrayfield, con una Scozia decisamente migliore e più agguerrita rispetto alla scorsa edizione, pretendendo magari di vincere, beh, diciamocelo, era pure troppo. Scozia che aveva mostrato carattere, ma che con somma sfortuna non aveva trovato la vittoria che tanto sperava.
L'Italia, dal canto suo, non ne ha imbroccata una andandosi a scontrare pesantemente contro le big del torneo, ossia Irlanda e Inghilterra, che sono tra l'altro le favorite.
Un mix davvero esplosivo, quindi, che però prometteva di dare spettacolo. E appunto...
Lo spettacolo c'è stato; ma la soddisfazione è stata maggiore nel vedere gli azzurri rimontare e, soprattutto, vincere negli ultimi secondi di gara. Contrappasso per gli scozzesi, i quali ci hanno sconfitto nel 2014 proprio grazie ad un drop negli ultimi secondi della partita.

Tuttavia oggi, per recuperare il recuperabile da questa settimana di stop forzato, ripartiamo con la rubrica dei videogiochi di simulazione: alcuni sono davvero pregevoli, altri davvero pezzentissimi.


Questo è un gioco davvero pezzentissimo. Entusiasmante quanto una pallina coperta di vinavil nell'oceano, riesce però a catturare l'attenzione per almeno un'oretta circa, poi basta.
Fratello incompreso di Airport Simulator 2014, Airport Ground Crew Simulation ci fionda nel mondo degli equipaggi di terra degli aeroporti.
Detto altrimenti, il nostro compito sarà quello di preparare gli aerei al decollo o all'arrivo in questo fantomatico aeroporto virtuale. Ai nostri comandi ci sarà una (misera) flotta di veicoli con cui prenderci cura dei mastodonti dei cieli, e dei loro cugini jet privati.

Una struttura fin troppo lineare
Non possiamo poi spaziare tanto con la fantasia: AGCS è approssimabile ad una retta. Lanciato il gioco, ci troveremo nel menù principale, in cui possiamo modificare le opzioni di gioco oppure iniziare col lavoro. Fortunatamente gli sviluppatori hanno pensato bene di mettere una serie di missioni tutorial, con cui far abituare il giocatore alla vita da facchino aeroportuale.
Più in dettaglio le missioni riguarderanno esclusivamente i veicoli pilotabili (che sono le uniche cose controllabili del gioco), ossia:

  • L'autocisterna
  • Il cargo per caricare e scaricare le merci dalle stive
  • Il camion del catering
  • Il trabiccolo per il trasporto bagagli
  • Il tunnel per l'imbarco e lo sbarco dei passeggeri
  • Il trattore per rimorchiare gli aerei
  • Il camion per togliere il ghiaccio dalle ali
Durata approssimativa di ogni tutorial: 10 min. Qualità: buona, dai. Dopodiché iniziano le missioni: uno strazio. Lo scopo di ogni missione è quello di guadagnare un certo quantitativo di cas$h entro il tempo limite (dai 30 ai 60 minuti). All'inizio, le cifre da raggiungere saranno modeste; ma avanzando saranno sempre più imponenti. Come fare a raggranellare soldi?
Semplice, quando un aereo arriva al terminal, dobbiamo fiondarci coi nostri mezzi. Adempiere ai compiti di scarico/carico, rifornimento e imbarco passeggeri. Una volta completati tutti i compiti, che già di default porteranno soldi, riceveremo un bonus in pecunia extra. Se poi raggiungeremo la cifra richiesta in anticipo, verremo premiati con un moltiplicatore. 


Come se non bastasse, alla fine della missione, riceveremo un voto (A, B o C) a seconda del tempo impiegato. Ma che ci facciamo con tutti 'sti soldi? Semplice, potenziamo i mezzi.
Coi potenziamenti potremo aumentare il numero dei veicoli disponibili, la loro velocità, la loro rapidità di carico e, soprattutto, potremo incrementare gli introiti incassati al termine di un'operazione. Ma non pensate che si abbia vita facile!

La dura legge del terminal
Se, in un primo momento, le missioni ci sembreranno facili, le cose si complicano all'aumentare del capitale da accumulare. All'inizio dovremo badare a pochissimi aerei, mentre nelle missioni più avanzate dovremo gestirne fino a quattro contemporaneamente.


Ma non temete! Di tempo ne avrete sempre a bizzeffe e i compiti sono sempre ripetitivi: facili da completare e piuttosto rapidi (tranne quando dovrete togliere il ghiaccio dai Boeing!). Tuttavia esistono un paio di missioni in cui avremo a disposizione un tempo piuttosto limitato e dovremo collezionare una discreta quantità di denaro, basta solo fare un po' alla svelta.
Le missioni giocabili, in totale, sono una ventina: 19 con un obiettivo finale e 1 (la ventesima), che in sostanza è il gioco libero. Un orrore infinito di ripetitività.

Commentone-one-one-one finale
Chiaramente Airport Ground Crew Simulation è un gioco destinato a una fettina di giocatori elitaria, sempre restando nell'élite degli amanti dei simulatori. Il titolo non è esente da bug, anzi, spesso dovrete ricominciare daccapo una missione perché la gestione del traffico aereo andrà in tilt e voi non riuscirete a sbarazzarvi dei velivoli praticamente pronti, in quanto le piste saranno intasate dai veicoli di terra e non solo.
L'ho pagato un euro e spicci al Gamestop e ci ho anche rimesso (semicit.); non vale di più, da considerare solo se vi volete del male o se mancate di fantasia.

Matt - Il Locandiere