sabato 21 febbraio 2015

Rubrica storica: i generali di Hitler.

Mentre mi lambicco il cervello per proporvi un articolo in cui espongo quella che, a mio giudizio, è una delle scoperte scientifiche che hanno cambiato il mondo (sono bene accetti consigli, eh!), torno a proporvi un mio cavallo di battaglia: storia + biografia + seconda guerra mondiale = i generali di Hitler!
Dopo aver parlato del bistrattato Keitel e del genio di Dönitz, è tempo di spostarci nell'immensità dei cieli, parlando di uno degli assi dell'aeronautica militare tedesca.

I generali di Hitler


Adolf Galland

L'asso della Luftwaffe


Considerando l'aspetto fisico di Adolf Galland, nato Adolf Joseph Ferdinand Galland a Westerholt il 19 marzo 1912, si era ben lungi dal considerarlo uno degli ideali eroi nordici, di cui tanto decantava la propaganda tedesca. Ciononostante, Galland fu sicuramente uno dei grandi dell'aviazione militare di quello che doveva essere il Reich millenario, e adesso vedremo perché.
Il primissimo approccio di Adolf Galland agli aerei è a 17 anni, il giovane frequenta il liceo e l'aereo è un miserrimo aliante. Nel 1918 il piccolo Adolf aveva solo 7 anni, non poteva sapere che le restrizioni imposte dal Trattato di Versailles colpivano anche l'aeronautica militare dell'ex impero guglielmino. Così i tedeschi si industriano, sostituendo gli aeroplani a motore con degli alianti.
Adolf Galland è un ragazzino estremamente vivace; ma come studente non era granché. Giunse in prima liceo "con l'aiuto di Dio e dei vicini di banco".
Ma nonostante i suoi fiaschi scolastici, l'irresistibile destino che lo attende tra i nembi si avvicina. Nel febbraio 1932 supera l'esami finale della maturità, sul diploma il preside scrive, sotto il titolo di "professione futura": Galland vuol diventare aviatore. Immediatamente si presenta al concorso per piloti civili tenuto alla scuola di Brunswick.
L'aviazione civile faceva gola a molti tedeschi; non solo per il sogno umano di volare, ma per la sicurezza economica che il posto poteva bene garantire, in un paese in cui la disoccupazione aveva raggiunto livelli stratosferici (giusto per restare in tema). Dei 4000 richiedenti di Brunswick, solo 18 superarono l'esame. Galland era il primo tra loro.


In quei tempi, il partito nazionalsocialista aveva già preso il potere e, in barba al Trattato di Versailles, aveva ricominciato a costruire l'arma aerea, partendo proprio dal nucleo di aliantisti. Galland è anche un ragazzo molto sportivo, come lo erano quasi tutti i giovani tedeschi; ciò favorisce il suo avvicinamento entusiasta al NSDAP. Gira voce che, in Germania, si sta per dare un nuovo, grandioso impulso all'aeronautica. La notizia manda il giovane in visibilio.
Nel luglio del 1933 Galland è tra i pochissimi prescelti che vengono mandati ad un corso di addestramento in Italia, dove Balbo ha dato alla Regia Aeronautica prestigio mondiale.
Dopodiché il giovane pilota entra in forze presso la Lufthansa. Vola due volte la settimana con uno Junkers G24 e con un Rohrbach-Roland, da Stoccarda a Ginevra, a Marsiglia, a Barcellona. Ma all'inizio del '34 gli piomba addosso un'occasione davvero univa. Vuole diventare effettivo membro dell'aviazione?

Uno Junkers G24
A Galland piacciono molto le donne, ma soprattutto piace avere il portafogli ben guarnito di banconote. Pur tuttavia prevale lo spirito avventuroso e, il 15 febbraio 1934, assieme ad un pugno di camerati, varca il portone della caserma dei granatieri di Dresda. L'anno successivo, in Germania, verrà reintrodotta la leva obbligatoria. Il Reich sta per risorgere come potenza bellica e il militarismo è in costante crescita. A Dresda Galland riceve un misero corso di tattica aerea. Ciò che rende insufficienti queste lezioni sono perlopiù i concetti a cui si ancorano, fermi ancora al 1918; nel frattempo le altre aeronautiche militari sono approdate a teorie più nuove e moderne. Il 1 ottobre, i nuovi moschettieri dell'aria lasciano la caserma con il brevetto da sottotenente e ritornano alle loro mansioni nell'aviazione civile.
La Luftwaffe non è, o meglio, non ha ancora ragione di esistere ufficialmente.
A Scheissheim chiedono a Galland di scegliersi una specialità. La risposta arriva senza la minima esitazione: caccia.
Finalmente, nel 1935, la creatura di Göring si mostra agli occhi stupefatti del mondo e Adolf Galland viene assegnato, col grado di sottotenente, allo stormo Richtofen. Ai giovani aviatori vengono consegnati i primi prodigiosi Heinkel 51, tanto avanzati tecnologicamente quanto pericolosi. Durante una delle prodezze delle sue prodezze, Galland si schianta al suolo e viene estratto vivo, per miracolo. 

Uno degli Heinkel 51 pilotati dal giovane Galland.
Dopo tre mesi di ospedale a Galland restano il volto sfigurato, il naso schiacciato e l'occhio sinistro indebolito dalle lesioni. Ufficialmente sarebbe inabile al volo, ma il comandante dello stormo fa sparire il rapporto. Qualche mese più tardi, Galland si schianta ancora.
Questa volta, però, si scatena una bufera, si parla anche di corte marziale. Ma il giovane pilota si difende, si spiega e supplica. I giudici gli credono, così lo sottopongono ad un ennesimo test medico, per verificarne l'idoneità al volo. Galland sa di non esserlo, ma incredibilmente, con l'occhio malandato, riesce a leggere la tavola ottotipica per diritto e per rovescio: l'aveva imparata a memoria.
Frattanto, in Spagna infuria la guerra civile. Siamo nel 1936 e si guarda alla penisola iberica con interesse, preparando le prove generali per la Seconda Guerra Mondiale. Verso la fine dell'anno viene costituita la Legione Condor, il corpo dei volontari tedeschi in Spagna, con tutte le intenzioni di favorire l'ascesa del franchismo. Inutile dire che, tra questi soldati di ventura dell'aria, c'è pure Galland. L'8 maggio i volontari sbarcano a El Ferrol e prendono posto agli acquartieramenti della Legione, dove li attende Sperrle. La forza tedesca è composta da un gruppo di bombardieri, un gruppo di caccia, una squadriglia di ricognitori e tre reggimenti di contraerea. Ad Avila Galland conosce la noia mortale dello Stato Maggiore. Ma quando i repubblicani sfondano a Brunete, Galland e i suoi commilitoni intervengono per salvare Franco. Finalmente si ha l'occasione di menare le mani. Lo scopo dell'asso della Legione è uno solo: spezzare le difese contraeree nemiche. Furiosamente riesce nel suo intento, spianando la strada alle ondate di Junkers Ju 52, che spezzano l'offensiva repubblicana.

Operativi della Legione Condor
Dopo le prodezze di Brunete, a Galland viene affidato il comando di una squadriglia. Lui e i suoi spericolati cavalieri dei cieli svolgono il lavoro sporco per la fanteria franchista, sgombrando il terreno dai nemici. A causa del caldo i diavoli della Legione Condor volano in biancheria intima.
In questo periodo nasce la tattica dei bombardamenti in massa. Gli Junkers in fila serrata sbucano rombando dalle gole a quota bassissima, bombardando in picchiata i nemici atterriti al suolo. Al segnale tutte le bombe vengono sganciate contemporaneamente. Gli industriosi meccanici di Galland hanno addirittura scoperto una bomba incendiaria, surrogato del napalm.
Quello del 1937 - 1938 è un inverno ingrato, rigido. I tedeschi tengono alto il morale a litri di cognac, gareggiando poi con le automobili. Galland si rompe ancora la testa; ma il mattino successivo è pronto a saltare nella carlinga del suo bolide volante.
Nel corso delle sue azioni viene: colpito dalle schegge delle bombe appena sganciate dal suo apparecchio lanciato a volo troppo radente e mitragliato dalla fanteria. Miracolosamente esce indenne, salvo per un piccolo graffio al piede.
Mentre i fantaccini di Franco gelano, le giovani aquile della Legione si concedono i piaceri delle retrovie con le señoritas locali, sognando decorazioni ed encomi. Nel frattempo molti di questi ariani orgogliosi nutrono una certa forma di rispetto per i combattenti repubblicani, arrivando anche a chiedersi se si sono schierati dalla parte giusta. Ma non c'è tempo per gustare il frutto delle proprie gesta, il Führer dispone il rientro immediato di tutti i suoi preziosi assi. Questi vengono sommersi da encomi, il che dovrebbe rendere meno amaro il distacco dai grandiosi festeggiamenti in onore di Franco vittorioso. Le "Croci di Spagna" vengono conferite a ceste; mentre lo spericolato Galland riceve la croce d'oro con brillanti, la più alta decorazione concessa ai legionari!
Al suo rientro in patria, l'asso viene trasferito sul Danubio, a Ingolstadt.

Uno stormo di Junkers Ju87, i temibili Stukas.
Il 1 Settembre 1939 è il turno della Polonia. L'altisonante Göring assicura il massimo impegno della sua preziosa arma aerea contro un nemico patetico. Galland è compagni saltano nelle carlinghe mentre l'alba è ancora lontana: la Seconda Guerra Mondiale è appena iniziata. In tempi relativamente modesti, la Luftwaffe libera i cieli polacchi; ma Galland è triste per essere stato assegnato ad un gruppo d'assalto, anziché alla caccia. Ciononostante ha di che stare allegro: con 50 missioni in meno di un mese, la sua arma ha annichilito il nemico impreparato. Ciò ha tre importanti conseguenze per lui: viene promosso capitano, gli viene conferita la croce d'onore e viene assegnato al 27° stormo da caccia. Solo l'anno successivo, nell'estate del 1940, Galland abbatte il suo primo nemico in un duello individuale. L'evento lo rende estasiato.
Alla fine di maggio gli inglesi sono in rotta a Dunkerque, il roboante Göring ha spergiurato davanti a Hitler che la sua Luftwaffe è pronta a dare il colpo di grazia. Il Führer gli lascia carta bianca, fermando le divisioni corazzate di Guderian ad una manciata di metri dalle truppe d'Albione. Ma gli assi del maresciallo fanno fiasco. Il primo fallimento, a cui ne seguiranno innumerevoli, gettano un'ombra sull'onnipotente forza aerea tedesca. Galland c'era; ma lui ha ottenuto solo vittorie, abbattendo anche il suo primo Spitfire. Viene promosso a maggiore e Kesselring gli appunta la croce di cavaliere. La Polonia è sconfitta, la Francia pure. Solo l'Inghilterra dell'era churchilliana resiste al Führer. Questi, da parte sua, era più che convinto che gli inglesi avrebbero accettato la pace, non appena l'alleato francese fosse definitivamente battuto e obbligato alla resa.
La fiera resistenza opposta, pertanto, è del tutto fuori luogo e irrita fortemente Hitler, il quale non vede l'ora di farla finita. Si potrebbe ripetere l'impresa compiuta da Guglielmo il Conquistatore, ossia passando la Manica e sbarcando sull'isola.

Rottami sulla spiaggia di Dunkerque
Ma Hitler non ci pensa (" Il Führer", avrà modo di dire Reader sul comportamento di Hitler nei confronti del piano di invasione dell'Inghilterra,"non vi crede molto e non se ne interessa". Il 19 luglio, un Hitler trionfante tende un ramo d'ulivo all'avversario anglosassone. La pace può esistere se e solo se la Germania lascerà immediatamente i territori conquistati. Hitler si rabbuia, non esiste altra soluzione che eliminare definitivamente quegli sporchi imperialisti britannici.
Iniziano i lavori per preparare l'invasione. Jodl, in un memorandum, sostiene che l'impresa è azzardata, le forze terrestri e navali non riescono a trovare un'intesa e richiedono l'arbitraggio di Hitler. Nel frattempo, però, è necessario eliminare la temuta Royal Air Force, l'unica in grado di porre davvero qualche ostacolo all'eventuale Operazione Leone Marino (Seelöwe) e, per ottenere il risultato, Hitler si rivolge proprio al Reichsmarschall Hermann Göring.
Le forze di cui fispone la Luftwaffe sono raggruppate in tre flotte aeree: la Luftflotte n°5 (Stumpff) dislocata in Scandinavia, la Luftflotte n°2 (Kesselring) dislocata tra lo Zuiderzee e la Senna, la Luftflotte n° 3 (Sperrle) ha basi in Bretagna e Normandia. Ogni flotta avrà degli obiettivi strategici. In totale, gli effettivi ammontano a 2669 apparecchi, di cui:

  • 1015 Kampfflugzeuge (bombardieri orizzontali), Dornier Do-17, Do-172, Do-215, Heinkel He-111 e Junkers Ju-88.
  • 346 Sturzkampfflugzeuge o Stukas (bombardieri da picchiata), Junkers Ju-87.
  • 933 Jagdflugzeuge (caccia), Messerschmitt Me-109.
  • 375 Zerstörerflugzeuge (cacciabombardieri), Messerschmitt Me-110.
A causa del tempo inclemente, le operazioni aeree destinate a piegare l'Impero Britannico sono posticipate al 13 agosto. Di distruggere la caccia aerea a terra non se ne parla nemmeno, i radar inglesi intercettano i velivoli nemici non appena questi prendono il volo e i so few della RAF sono già in formazione quando la Luftwaffe è in vista della costa inglese.
Alla caccia, pertanto, spetta l'ingrato compito di abbattere gli eroi di Dowding. Ma forti limitazioni tecniche impediscono ai veterani delle campagne di Francia e Polonia di essere incisivi. I caccia che decollano dalle loro basi in francesi ci mettono 30 minuti a sorvolare la Manica, tenendo conto che hanno un'autonomia di soli 80 minuti, il tempo utile per attaccare e distruggere i velivoli nemici è ridotto a soli venti minuti. Una miseria.
In questo frangente, gli assi, tra cui Galland, devono abbattere i nemici, consentendo poi agli stormi di bombardieri di compiere il loro sporco lavoro da avvoltoi. Ma anche gli equipaggi dei Kampfflugzeuge hanno di che lagnarsi: gli Heinkel 111 portano al massimo 500 kg di bombe e i sistemi di bordo per acquisire i bersagli sono difettosi, rendendo i bombardamenti di precisione un'utopia.

Un He 111 sopra i cieli inglesi
A Berlino i capoccia sono insoddisfatti: cosa stanno combinando quegli imbecilli sulla Manica?
Gonfiato dalle facili vittorie polacche e francesi, Göring, che non ha mai preso parte ad un'azione diretta, non si capacita del fatto che gli inglesi stiano ancora resistendo.
Quando Galland viene convocato nella capitale del Reich, deve subire i malumori del suo comandante supremo: è scontento del lavoro della caccia. Si pensa ad uno svecchiamento dei vertici. I senatori dell'aviazione verranno silurati e, al loro posto, avanzeranno Galland e Mölders, i due giovani commodori dell'aria.
Ciononostante la Battaglia d'Inghilterra non procede come sperato. Quando il Reichsmarschall Göring va a ispezionare i suoi cacciatori, uscendo dal comodo guscio lussuoso che si era ricavato, domanda a Galland cosa desideri affinché la missione di annichilire la perfida Albione sia un successo; Galland, risponde candidamente: "Chiedo che il mio stormo sia armato con gli Spitfires".
Il 24° settembre il giovane asso dell'aria riporta la sua 40° vittoria aerea alla foce del Tamigi. Gli viene proibito di volare e, per rendergli meno amaro il divieto, gli vengono pure conferite le fronde di quercia. Galland è esasperato, esige un colloquio con Hitler e lo ottiene.
Alla cancelleria del Reich è lui, il primo, a rivelare con una certa sfrontatezza che sulla Manica la Luftwaffe da battaglia ad un avversario più che agguerrito, arrivando anche a mettere in dubbio l'esito positivo della battaglia.
Alla fine del colloquio Hitler condivide il suo punto di vista, nemmeno lui è convinto della vittoria sui cieli inglesi. A fine settembre è ora di tirare un po' le somme: i rapporti sono disastrosi. Göring è livido e minaccia di sciogliere la caccia. Gli attacchi notturni sull'Inghilterra si smorzano a poco a poco, finché nell'aprile del 1941 non vengono quasi totalmente sospesi.
Nel frattempo, un Göring in vena di confidenze avverte Galland che la Germania si sta preparando all'invasione dell'Unione Sovietica, pertanto tutti gli sforzi saranno portati a oriente. Si spera di liquidare il bolscevismo in circa tre mesi.
"E l'Inghilterra?" chiede Galland deluso, Göring fa spallucce.

Un Bristol Blenheim
Nonostante il divieto di volo, Galland si destreggia tra le nuvole come un ragazzino. Nel giugno del 1941 un brutto incontro con uno Spitfire gli manda in fiamme l'aereo, il pluridecorato asso riesce a salvare la pelle riportando qualche graffio. La scena si ripete il 2 luglio, sempre per colpa di uno Spitfire. Hitler gli conferisce la croce di ferro con spade e fronde di quercia e gli chiede di essere più prudente.
Mentre l'estate volge al termine Galland festeggia l'abbattimento di ventuno Supermarine Spitfires, tre Bristol Blenheim e un Hawker Hurricane. Vittorie amare: molti dei suoi compagni non sono più.
Udet, messo di fronte all'inadeguatezza della caccia tedesca, si suicida; Mölders viene abbattuto. Frattanto è cominciata l'operazione Barbarossa, che prevede un coinvolgimento davvero imponente di uomini e mezzi a terra; il contributo dell'aviazione, però, risulterà insufficiente, blando e quasi miserrimo. Vengono impiegate solamente tre flotte aeree: la 1° (Keller), la 2° Kesselring e la 4° (Löhr). In proporzione gli effettivi della Luftwaffe sono quasi 4 volte meno di quelli impiegati dal Reichsheer (quasi 5.000.000 di uomini!). La creatura di Hermann Göring si sta per imbarcare nell'impresa russa con mezzi del tutto insufficienti: 720 caccia, 1160 bombardieri e 120 ricognitori, per un totale di soli 2000 apparecchi. Cifre irrisorie se paragonate all'immensità russa. Questa inadeguatezza verrà pagata molto cara, soprattutto con l'arrivo dell'inverno.

Il Reichsmarschall Hermann Göring, considerato il successore di Hitler
Morto Mölders, il capo dell'aviazione, senza troppo tatto, annuncia a Galland: "Adesso tocca a lei, la nomino successore di Mölders, comandante generale dell'aviazione da caccia".
Ha ventinove anni, Galland, quando accede al grado di colonnello e non si è ancora rassegnato all'idea di dare battaglia alla RAF; ma nonostante ciò non mancano le crisi di sconforto e le incertezze.
Le prodezze dell'asso della Legione Condor sembrano non avere fine. Appoggia con la forza aerea l'impresa degli incrociatori Gneisenau, Scharnhost e Prinz Eugen, che si spostano da Brest alla Norvegia, forzando la Manica. Galland si prodiga anche nell'attacco aereo di Malta, senza risparmiarsi parole dure nei confronti dei deboli alleati italiani. Ma l'assalto all'isola naufraga e Galland ha un furioso alterco con Göring.
Il capo della caccia, perciò, si divide tra Mediterraneo e Africa, ma i rovesci della Wehrmacht su quasi tutti i fronti segnano la fine anche dell'aeronautica tedesca. La caccia è ormai impotente, a causa della scarsità di mezzi. Nel novembre del 1942, Galland riceve il grado di maggior generale e i complimenti sinceri di Hitler: "Questo generale è il diavolo in cielo!".
Galland viene amato, rispettato; ma anche temuto e odiato. Lo chiamano enfant terrible, poiché è l'unico che osa rivolgersi al borioso Göring con toni sprezzanti. Nel 1943 è a Tunisi, gli basta un'occhiata per capire che la Deutsches Afrikakorps non è più, la situazione degli stormi di caccia, poi, è tragica.

Un Dornier Do - 17 intento a sganciare il suo  letale carico di bombe
Gli viene affidato il comando della caccia in Sicilia, ma non c'è più niente da fare. Il 10 luglio si precipita in volo a Berlino per far rapporto al suo superiore. Göring lo accoglie con gli occhi fuori dalle orbite, coprendolo di improperi e intimandogli di tornare sull'isola, colpita dallo sbarco degli Alleati. Hitler lancia lo slogan Fortezza Europa (Festung Europa), secondo lui giudicata imprendibile. La Sicilia capitola dopo poco più di un mese di combattimenti.
Il Füher chiede al suo eroe nazionale che cosa si può fare per salvare la Germania dai bombardamenti; ricordiamo che Göring aveva annunciato che si sarebbe fatto chiamare Meyer (cognome ebreo) se solo una bomba nemica avesse sfiorato il suolo sacro del Reich. Galland rispose che occorrerebbe un numero di caccia quadruplo rispetto al numero dei bombardieri Alleati.
La ferita aperta tra l'asso è il Reichsmarschall è ormai insanabile. Göring lo scavalca apertamente, definendolo "smidollato disfattista". Galland, dal canto suo, chiede di essere sollevato dal comando, per essere spedito al fronte. In un primo momento Göring accetta, ma poco dopo ci ripensa. Il giovane generale deve assistere all'agonia del Reich da dietro una scrivania.
Eppure è in corso un notevole sforzo bellico. L'offensiva aerea alleata contro i territori del Reich affrontò una crisi gravissima nell'autunno 1943; cuore di questa resistenza era Galland. Poco dopo, però, anche l'asso dell'aria dovette cedere di fronte alla supremazia aerea alleata.
Göring raduna nuovamente i suoi migliori piloti, li insulta. Galland, al limite della sopportazione, si strappa dal collo la croce al merito e la getta fragorosamente sulla scrivania dell'attonito Reichsmarschall. Nel marzo 1944 seimila bombardieri inglesi scaricano sulla Germania 20000 tonnellate di bombe, Berlino ne riceve una razione doppia. I bombardamenti delle fabbriche e delle raffinerie decretano la morte della Luftwaffe. Nel giugno del 1944 inizia l'operazione Overlord, a essa la caccia tedesca può opporre solo 319 aerei. Il rapporto delle forze è 1 a 20.
Con Göring è diventato impossibile comunicare, così Galland si rivolge a Speer per perorare la sua causa: sarebbe folle buttare le ultime riserve della caccia contro gli alleati!
Speer è d'accordo con il maggior generale e, insieme, si recano da Hitler, il quale li accoglie con freddezza: <<Non ho più tempo per lor signori!>>. Poco più tardi li richiama, solo per inveire contro di loro: <<Scioglierò la Luftwaffe! Speer! Deve occuparsi di studiare un piano per trasferire tutti i piloti da caccia alla contraerea...>>. Il Führer del Reich millenario da tempo vive in uno stato di totale alienazione, che nelle ultime fasi del conflitto ha raggiunto il suo culmine.
Nel gennaio del 1945, Galland viene esonerato. La notizia provoca la ribellione dei resti della caccia tedesca. Göring odia apertamente questo eroe che ha provocato l'ammutinamento dei "suoi" piloti. Hitler, però, lo salva e gli affida l'incarico di costruire una formazione dei nuovissimi aerei a reazione Messerschmitt Me - 262.

Un Messerschmitt 262, il primo caccia a reazione tedesco
L'idea di pilotare questo nuovo prodigio dell'aeronautica riaccende le speranze dei piloti. Speranze che vengono immediatamente frustrate dal Führer, che trasforma l'ultima speranza della Germania in un bombardiere. Il 26° febbraio 1945 Berlino subisce il 400° bombardamento. Ad Aprile il maresciallo dell'aria Harris dichiara che sul suolo tedesco non esistono più obiettivi strategici da attaccare. Si è giunti all'epilogo.
Il 10 aprile Galland viene ricevuto da un affabile Göring, il quale gli concede di aver avuto ragione in merito alla faccenda dei Me 262. Si congedano affettuosamente; ma non si vedranno mai più.
Il 26 aprile, l'asso dell'aria parte per l'ultima azione di guerra contro una formazione di Marauders. La saga del generale del diavolo si conclude.
Dopo il conflitto, Galland trova riparo in Argentina. Nel 1954 si sposò con Sylvina Von Donhoff, dalla quale poi si separò, per poi sposarsi nel 1963 con la sua segretaria, Hannelies Ladwein. Dal matrimonio Galland ebbe due figli, ma nemmeno questo durò e la coppia si separò. Nel 1984 si risposò nuovamente; la sua nuova compagna, Heidi Horn, rimase vicino ad Adolf fino al giorno della sua morte, avvenuto a Remagen, il mattino del 9 febbraio 1996, dopo una breve malattia.


Matt - Il Locandiere

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