mercoledì 28 gennaio 2015

L'uomo per bene.

Ok, lo ammetto, sono una brutta persona. Ieri vi avevo promesso l'articolo su Dönitz, ma vi ho lasciato a bocca asciutta.
Poco male, oggi recupero in extremis con un paio di articoli, uno più giocoso e uno, invece, più serio. Partiamo quindi dalla serietà con la mini-recensione del docu-film L'uomo per bene.


Premessa fondamentale. Se siete interessati e non avete ancora avuto modo di vedere questa pellicola, allora sappiate che oggi sarà l'ultimo giorno utile in cui potete farlo! L'uomo per bene, infatti è una proiezione speciale, in vista proprio delle commemorazioni per la Giornata della Memoria.

Ora, non voglio fare il polemico...no, a dir la verità un pochino lo faccio. Sto cercando di disintossicarmi dai social network (nella fattispecie FB), proprio per evitare di leggere bestialità o comunque per lasciar cadere nell'oblio che merita l'infinita superficialità di certi miei conoscenti virtuali.
Ordunque, voi non immaginate la scia di polemiche che il trailer di questo film ha suscitato. Polemiche al limite dell'ottusità, da relegare assolutamente in quelle conversazioni da bar senza capo né coda. Oltre ai soliti negazionisti dello sterminio in generale (quindi che non credono siano mai esistiti camere a gas, campi di concentramento, lavoro e sterminio ecc ecc.), c'erano i soliti afecionados del "Ma i comunisti hanno ucciso molte più persone!". Commenti che lasciano il tempo che trovano, non perché contengono dei falsi storici, ma semplicemente perché esulano dal contesto in cui ci si trova. In ogni caso, di cosa mi lamento? Internet non è la cosa più democratica che esista al mondo??


Ma torniamo a noi. Alla domanda "chi era Heinrich Himmler?" non si può rispondere in maniera breve. Di Himmler, tendenzialmente, ci ricordiamo l'alacre impegno nella selezione e formazione delle Schutzstaffeln, i temuti uomini vestiti di nero con le S runiche sulle mostrine.
Così come il film, noi ripercorreremo brevemente le fasi salienti della vita di questo "Uomo per bene", marito e padre affettuoso e mandante degli ordini più spietati.
Heinrich nacque a Monaco (Baviera) il 7 ottobre 1900, in una famiglia cattolica molto devota. Il padre, che vanta legami con la famiglia reale bavarese, è un precettore severissimo, che si occupa minuziosamente dell'educazione dei suoi figli.
Dai diari che il giovane teneva scrupolosamente, possiamo ricavare degli indizi piuttosto inquietanti sull'io di Heinrich, che possono in parte spiegare le atrocità compiute da adulto.
Il giovane Himmler, gracile e spesso malato, era uno studente modello; ma era anche petulante e non veniva apprezzato quanto avrebbe desiderato. Estremamente duro con sé stesso, si rimproverava ogni minima deviazione dai suoi programmi e, soprattutto, mal sopportava la mancanza di disciplina nelle altre persone.


Allo scoppiare della guerra Heinrich, come altri suoi connazionali, erano al colmo dell'entusiasmo. Il giovane futuro Reichsfuhrer-SS annotava con cura le vittorie dell'esercito imperiale, indicando anche il numero dei prigionieri russi catturati, verso i quali nutriva il più profondo disprezzo.
Nel 1918, finalmente, Heinrich raggiunse l'età adatta per arruolarsi e venne inquadrato come aspirante ufficiale nell'11° reggimento di fanteria bavarese. Con sua grande delusione la guerra finì proprio al termine del suo addestramento.
Il giovane Himmler era al colmo della frustrazione: aveva lavorato duro, sopportato le fatiche dell'addestramento e il distacco dai genitori; ma ora la guerra era finita, cos'altro poteva fare?
Con l'avvento della Repubblica di Weimar le cose non migliorarono. Heinrich perse la fiducia nei nobili che, una volta, governavano la grande Germania imperiale. Nonostante le sue aspirazioni a rimanere nel Reichswehr (l'esercito), Heinrich dovette accettare un posto come assistente tecnico presso una ditta di fertilizzanti. Il sogno della vita militare era andato anch'egli in frantumi.
Queste ed altre cause contribuirono all'avvicinamento di Heinrich Himmler ai partiti di ultradestra e violenti. Così accadde che Heinrich Himmler incontrò Röhm, il turbolento e pluridecorato capo delle SA. Da qui in poi, come si suol dire, il resto è storia.
Per tutti gli anni 20, Himmler si diede da fare tantissimo per il partito nazionalsocialista, organizzando raduni, propagandando a destra e a manca; mentre in lui cresceva l'odio nei confronti degli ebrei e di Röhm.
Questo era un uomo energico, capace di trascinare le masse solo con un cenno del capo; tuttavia la sua omosessualità manifesta costituiva una spina nel fianco maggiore di quanto si pensasse, così che Himmler ebbe l'idea di creare una guardia pretoriana ciecamente fedele a Hitler, in grado di contrastare lo strapotere delle turbolente SA. Nasceva l'embrione delle SS.


Più Himmler si impegnava per il partito, più gratifiche e responsabilità riceveva. Sempre in questo periodo, Heinrich incontrò Margarete Boden. Donna ideale, dal fiero aspetto ariano, lei e Himmler condividevano ben più di quanto ci si potesse aspettare e, infatti, nel 1928 si sposarono.
Nel 1933 l'NSDAP vinse le elezioni in Germania e, con Hitler cancelliere, il potere di Himmler crebbe a dismisura. Questa è, in sostanza, la parte più consistente della pellicola.
Infatti, nelle prime parti si parla della giovinezza e dell'adolescenza di Heinrich attraverso il suo pugno, cioè prendendo estratti dei suoi diari; mentre dagli anni 30 in poi, e anche un po' prima, il materiale utilizzato nella pellicola è piuttosto vario: dalle lettere frequenti tra Heinrich e Margarete, alle comunicazioni ufficiali degli organi del Reich, alle lettere di suppliche ricevute dal padre, ai frammenti di diario della figlioletta Gudrun, fino alle lettere del padre.
La narrazione segue l'evolversi della vita di Himmler sia come uomo politico, che come padre di famiglia.
Noi siamo abituati, quando ci approcciamo ad un testo storico, a vedere i gerarchi nazisti come semplici burocrati della morte, incuranti del valore di una singola vita e abbruttiti dai concetti razziali che si sono costruiti per giustificare bestialità come la Soluzione Finale. Le lettere di Himmler, che in realtà poco hanno di segreto, invece mostrano un lato nascosto di questi personaggi.
Il che, comunque, non da assolutamente l'assoluzione plenaria ai suddetti aguzzini, in particolare a Himmler che fu prima capo della polizia della Baviera, poi della Germania.
Può essere di particolare interesse lo studio di come Himmler avesse la capacità di scindere la vita lavorativa dalla sfera privata. Ricordo, infatti, che il Reichsfuhrer delle SS firmò tutti i documenti ufficiali che riguardavano ogni aspetto dei programmi messi in campo dalle SS, visitò personalmente vari campi di sterminio e diede l'ordine per i grandi sgomberi dei ghetti.
L'Himmler privato, invece, era un uomo pieno di premure nei confronti della figlia e della moglie, almeno fino a quando non si fece un'amante.
Le prime lettere scambiate con Marga passano dalla serietà alla giocosità, fino a sfociare nel ridicolo. Lo stesso vale per le lettere scambiate con l'amante segreta, che Himmler ha avuto la premura di non firmare.
La lettura di questi brani, nella pellicola, è accompagnata da una serie di filmati di repertorio, alcuni inediti, montati in maniera fluida e intervallati da schermate nere che riportano il "tema" delle sequenze successive ed il periodo in cui sono state girate. I filmati non riguardano solo Himmler; ma dipingono i grandi raduni populisti del NSDAP, gettano uno sguardo sulla guerra sul fronte orientale e, per ultimi, sui campi di concentramento e sterminio.
Il film si chiude con i filmati di Himmler cadavere. Catturato dagli inglesi nel 1945, Himmler si ucciderà dopo due giorni di prigionia, ingerendo una capsula di cianuro. In particolare la pellicola si apre e si chiude con le domande rivolte da un magistrato a Marga Himmler, domande che riguardano il coinvolgimento del marito nella costruzione del programma di sterminio tedesco.

Se vi aspettate un docufilm alla History Channel, allora potreste anche rimanere delusi. La pellicola è scarna ed essenziale in fatto di narrazione di eventi storici, i quali vengono relegati a delle semplici schermate nere con delle scritte. Di grande valore storico sono, invece, i brani estratti dalle lettere di Heinrich Himmler mostrano palesemente un lato mai immaginato, gettando ombre ancora più oscure sulla figura del Reichsfuhrer.
Com'era possibile organizzare e mettere in atto lo sterminio di centinaia di migliaia di "indesiderabili", restando un tenero amante? Com'era possibile costruire dal nulla una forza paramilitare (le SS) votata allo sterminio dei più deboli e alla cieca fedeltà a Hitler, pur restando un affettuoso padre di famiglia? Come faceva Himmler a considerarsi un uomo per bene?

Matt - Il Locandiere

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