mercoledì 14 gennaio 2015

Il gioco dell'imitazione (speciale cinema)

Tra i vari titoli meritevoli d'attenzione di questi giorni, s'impone proprio The Imitation Game, film circa biografico su alcuni importanti spezzoni della vita di Alan Turing.
Non sapete chi è Turing? Dopo ne parliamo.



Trama: Inghilterra, Alan Turing si presenta a Bletchley Park dove inizierà a lavorare con un team di colleghi alla decodifica di Enigma, l'incomprensibile codice usato dai tedeschi per coordinare i loro attacchi coi sottomarini durante la battaglia dell'Atlantico e non solo. Il film, poi, presenta altre scene della vita di Alan, sia da ragazzo che dopo la fine del conflitto mondiale.


Parliamone: Dunque, il film è tratto da una storia vera, il che implica che tutto quello che viene messo sullo schermo non è realmente accaduto. Il succo c'è. Turing ha davvero lavorato a Bletchley Park ed ha davvero aiutato gli Alleati non solo decodificando il codice enigma; ma facendo sì che esso venisse elaborato in tempi ridotti, così da rendere utilizzabili le informazioni scoperte.
Il fatto è che, contrariamente a quanto dice la pellicola, Turing non fece tutto da solo.
Progettò da solo la sua macchina, ma questa venne costruita da Harold Keen. Inoltre la macchina "anti-enigma" non si chiamava Christopher, come la pellicola vuole farci credere, bensì Bombe.
Che significa tutto ciò?
Enigma era un grattacapo enorme per i servizi di intelligence britannici. I messaggi intercettati dalle radio erano incomprensibili e, con una guerra importante in corso, non capire di cosa stava parlando il nemico è un guaio. Così Winston Churchill decise di spremere le menti dei migliori crittografi e matematici del Regno Unito. Ma il problema era insormontabile, anche avendo in mano la macchina (che assomigliava vagamente ad una macchina da scrivere) non bastava reinserire il messaggio, sperando nella buona sorte. Bisognava capire l'esatto funzionamento della macchina infernale.
A metterci una pezza, in realtà, c'erano già le migliori menti polacche. La Polonia, durante il Secondo Conflitto Mondiale, non aveva fatto poi gran bella figura a livello militare; infatti aveva capitolato dopo una manciata di settimane.
Tuttavia Enigma,che era un progetto commerciale miseramente naufragato nel nulla, era già in circolazione dal 1923, prodotta dalla ditta Schrebius & Ritter.


All'esercito tedesco la macchina piacque così tanto che decise di adottarla. Quel che però non sapevano i craponi berlinesi era che i polacchi stavano già lavorando su un calcolatore in grado di decifrare i criptici messaggi della primissima Enigma. Nacque così la Bomba, frutto degli studi del matematico polacco Rejewski che per primo decrittò i messaggi cifrati tedeschi nel 1932. Ma con lo scoppio della guerra e la capitolazione della Polonia, il progetto Bomba venne trasferito prima in Francia e, poi, in Inghilterra. Lì Turing si mise al lavoro con la sua equipe, sfruttando poco il lavoro dei colleghi polacchi, con l'intento di far nuovamente breccia nei codici tedeschi, che erano stati modificati e resi più complessi dopo la violazione polacca.
Fu proprio grazie al Bombe di Turing e colleghi, che i messaggi cifrati di Enigma vennero decrittati con successo. Contrariamente a quanto viene mostrato nella pellicola, Turing scrisse abbondantemente del mondo in cui sconfisse quella macchina infernale, e lo fece in vari articoli scientifici usciti, per ovvie ragioni, dopo la fine della guerra.
Nella pellicola, però, viene svelato un presunto complotto legato alla decrittazione definitiva di Enigma. Pare infatti che Turing e colleghi non avessero avvertito l'intelligence della Royal Navy della loro scoperta, bensì l'MI 6, il quale provvide a tenere occultato il fatto. Perché?
Nel film viene proposta una spiegazione semplice, logica; ma che mette in cattiva luce l'operato del celebre matematico britannico: se all'improvviso tutti gli attacchi tedeschi avessero fatto fiasco, l'alto comando avrebbe intuito che il codice Enigma era stato violato e, quindi, avrebbero provveduto a sostituirlo con uno nuovo e più complesso, vanificando gli sforzi alleati ottenuti.
Sarà poi questa la verità? Non si sa. Il film, comunque, viaggia sul confine tra la fantasia e la biografia nuda e cruda. Pregevoli sono i continui flashback-flashforward, in cui ci vengono presentati un Turing ragazzo, molto eccentrico e vittima del bullismo dei suoi malefici compagni, ed un Turing maturo, invecchiato dalla guerra e vittima di nuovo di un "bullismo di Stato": l'accusa per indecenza legata al suo essere omosessuale.
Come sappiamo all'accusa seguirà la condanna con la "castrazione chimica" di Turing. Questa castrazione avvenne tramite l'assunzione di farmaci (ormoni), che dovevano avere lo scopo di ridurre la sua libido e quindi "curarlo" dalla sua omosessualità. L'effetto collaterale più significativo fu lo sviluppo delle ghiandole mammarie.
Prostrato da questa umiliante condizione, Turing si tolse la vita a soli 41 anni mangiando una mela avvelenata con del cianuro di potassio. Le scuse ufficiali del governo inglese arrivarono troppo tardi (2009); mentre la vecchia Betsy, la Regina, gli concesse la grazia postuma solo nel 2013.
Nel film troviamo tutti gli elementi (anche il cianuro di potassio!) che segnarono la vita di Turing: dalla scoperta della crittografia, alla prima amicizia intima, allo sviluppo della sua macchina (chiamata erroneamente Christopher), fino alla denuncia per la sua omosessualità e la frustrazione causata dalla terapia ormonale. Di Turing c'è tutto: il suo genio, la sua eccentricità e le sue debolezze.
E benché molti poco tollerino Benedict Cumberbatch come attore, io sostengo che in questa pellicola egli abbia dato tantissimo; riuscendo a convogliare tutta la sua emotività in una parte davvero delicata. Forse non sarà adatto per interpretare il Dottor Strange (non voglio sollevare polemiche coi marvelisti); ma almeno concedetegli il merito che deriva dalla recitazione nei ruoli molto empatici.
Ma tipo Keira Knightley?
Diciamo che se anche non ci fosse stata non avrei certo pianto lacrime amare, ecco. Questione di simpatia e la Knightley non rientra nella strettissima cerchia degli attori che godono della mia benevolenza. Ciononostante devo ammettere che non è una cattiva attrice e la parte di Joan Clarke è stata recitata in modo piuttosto soddisfacente.
Oh, ultima nota prima di chiudere, fortunatamente la pellicola si conclude qualche tempo prima del suicidio di Turing. calando un decoroso e saggio sipario sulla vita di un uomo straordinario, un genio ed un pioniere della scienza

Matt - Il Locandiere

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