sabato 17 gennaio 2015

Alla sera leoni e al mattino...dragoni: le avventure di Ian & Compagnia.

Come promesso, ecco il secondo articolo fumettistico. Adesso, invece, facciamo un salto spazio temporale e ci rituffiamo nel mondo di Enoch e Vietti, che ha per protagonista il bel biondone nazionale senza filtro conosciuto col nome di Ian Aranill.


Titolo: Faccia d'osso
Soggetto e sceneggiatura: Luca Enoch
Disegni: Giuseppe De Luca
Lettering: Marina Sanfelice

Trama: vittima di un naufragio al largo delle coste del Margondàr, Ian è solo in balia degli elementi. Quando ogni speranza di uscirne vivo si affievolisce, ecco spuntare all'orizzonte una nave che porterà un provvidenziale soccorso al nostro eroe; ma questi non sa che, in realtà, la nave appartiene al temuto e spietatissimo corsaro Faccia d'Osso.

Parliamone: Gennaio è stato il mese dei numeri un po' buffer. Prima il Dylan Dog 340, adesso Dragonero 20. Se, però, la storia che coinvolgeva l'Indagatore dell'Incubo è stata molto più che marginale, ciò non vale per Ian.
Dunque, vediamo di andare con ordine.
Innanzitutto nell'Impero non scorrono fiumi di latte e miele, gli unicorni non scoreggiano arcobaleni e l'indice di criminalità non è approssimabile a zero. Beh, tutto ciò dovrebbe esservi più o meno chiaro. Tra complotti, ribellioni, pressioni ai confini da parte di popoli senza senso dell'umorismo, è un miracolo che questo Impero sia rimasto intatto, nonostante i ripetuti attacchi dei marosi degli eventi.
Anyway, uno dei problemi che affligge le regali chiappe dell'Imperatore e la sua Guardia Costiera è costituito senza dubbio dai pirati. Quanti sono? Chi sono? Da dove vengono?
Beh, sappiamo che sono tanti, sono cattivi, sono sfrontati e, soprattutto, si fanno beffe delle minacce della Guardia Costiera imperiale. Tra tutti, però, il più merda è sicuramente Faccia d'Osso. Un nome, un programma.
Così compito del nostro Ian è attirare in una trappola il temibile pirata, così da studiarne le mosse per poi far intervenire la Guardia Costiera con tutto il circo equestre al seguito. Ok, detta così sembra un po' la storia del "Dovevano portare in salvo l'antico vaso", ma giuro su Sithis che è così che andò...o meglio...è così che sarebbero dovute andare le cose...
Una tempesta catastrofica ha fatto naufragare il bel biondo e le sue speranze di mettere Faccia d'Osso nel sacco. Ma il fortunato figliolo di Enoch e Vietti mica poteva farsi fermare da una siffatta tragedia, giusto? Complici di Khame (gli dei) il buon Ian viene accolto più morto che vivo sulla nave di Faccia d'Osso. In fin dei conti tutti gli oceani sono solo una goccia d'acqua paragonati alla vastità dell'Universo.
Sappiamo che Ian è uno sciupafemmine mica male; tanto per cambiare il cattivissimo capitano pirata si rivelerà essere un'antica conoscenza femminile del buon Ian. Beh, almeno non sarà una conoscenza come quelle che intendiamo di solito, visto che tendenzialmente il bel biondo scout se le pigia tutte lui le femmine imperiali. A sto giro non siamo tra le grinfie di una ex amante, magari pure abbandonata; bensì di una fanciulla salvata da una orribile esecuzione, che l'ha trasformata nel pirata più temuto di tutto l'Impero.
Beh, diciamocela tutta cari Avventori, è stato proprio Ian a mettere Faccia d'Osso nella condizione di essere Faccia d'Osso. Infatti, se lo scout si fosse fatto giusto un'etto e qualcosa di cazzi suoi qualche tempo prima, Dhara (la fanciulla condannata al supplizio, che poi è Faccia d'Osso) sarebbe morta e, a questo punto della narrazione, ci sarebbero meno rotture di coglioni.
Ma gli dei amano Ian, in particolare amano il modo in cui si cava fuori dagli impicci; quindi perché non far incontrare i due vecchi conoscenti?
Il numero si chiude così com'è iniziato: un pareggio. Ian porta a casa la pelle per un soffio, mentre Faccia d'Osso/Dhara riesce a fuggire grazie ad un trabiccolo, andando ad ingrossare le fila di quelli che vorrebbero vedere la testa del capitano scout imperiale su una picca.

Matt - Il Locandiere

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