lunedì 15 dicembre 2014

Era una notte buia e tempestosa... Edizione Speciale.

Gooooooooooooooooooooooooooood Morning cari Avventori! Buon Lunedì a tutti. Sabato mi sono astenuto dal pubblicare il post ad argomento scientifico per il semplice fatto che mi è saltata in mente un'altra ideuzza più divertente e che vi propinerò la settimana prossima.
Ok, siamo onesti, gli articoli su argomenti scientifici continueranno a uscire fino a quando non avremo esaurito gli argomenti a disposizione (in tutto 10); ma saranno intervallati anche da qualcos'altro.
Il che si spiega facilmente. Scrivere un articolo scientifico come Dio comanda, non come una pubblicazione, ma neanche come Adam Kadmon diciamo, richiede tempo. Inoltre non posso creare post troppo lunghi, altrimenti si perde il gusto delle cose. Quindi la nuova rubrica che inserirò tra un articolo e l'altro avrà due scopi: darmi più tempo per completare i post più lunghi e offrirvi un qualcosa di diverso e, secondo me, anche abbastanza di interessante.
Notate che non mi sono sbottonato più di tanto a riguardo, questo perché voglio farvi una sorpresona!

Anyway, oggi si parla di fumetti, o meglio, si parla di un paio di fumetti che ho lasciato indietro per varie ragioni; ma di cui sono sempre propenso a dire la mia. Stiamo parlando dei numeri 338 e 339 di Dylan Dog.

Dylan Dog #338


Titolo: Mai più ispettore Bloch
Soggetto e Sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Bruno Brindisi
Lettering: Ileana Colombo

Trama: Finalmente il buon caro vecchio ispettore Bloch se ne va in pensione. L'ha sognata, l'ha desiderata e disperava di arrivarci; ma alla fine eccola qui: la pensione. A Dylan viene a mancare un pilastro fondamentale della sua vita, nonostante tutte le promesse che l'ormai ex-ispettore può fargli. Nel frattempo, però, Old Boy è alle prese con un caso singolare; la gente a Londra ha smesso di morire.

Parliamone: insomma, mi ci è voluta qualche settimana per metabolizzare la cosa. Il pensionamento dell'ispettore Bloch è qualcosa da non prendere troppo sottogamba. Del resto eravamo un po' tutti abituati alla paterna figura dell'ispettore burbero, costretto ad assumere antiemetici e profondamente pessimista sul suo futuro da pensionato. Ma, alla fine, ecco che Scotland Yard può fare a meno di lui...ma Dylan? Potrà fare a meno del buon caro vecchio Bloch?
Già, perché oltre ad essere una sorta "padre", l'ispettore era sempre pronto ad allungare qualche aiutino al nostro Old Boy, sempre nell'ambito delle sue paranormali indagini.
Cosa farà ora Dylan?
Beh, il numero 338 mischia le carte in tavola, ci ribalta la situazione e, secondo me, ci lascia piuttosto spiazzati. 
Se da una parte era ormai una necessità pensionare Bloch, dall'altra può essere un rischio, Il problema consiste nel trovare un altro personaggio, col giusto spessore narrativo, che possa riempire quel vuoto di potere e affettivo che si apre.
Perché dico che c'era da tempo la necessità di far uscire Bloch dalle scene? 
Da quando ho iniziato a leggere questa testata, recuperando anche numeri piuttosto vecchi, si trova molto spesso qualche battuta di Bloch che riguarda la sua pensione (Quando ci andrà? Ci andrà davvero o verrà licenziato a causa del suo coinvolgimento nei casi di Dylan?). Bene o male ci eravamo abituati tutti a questo sempiterno stato di frustrazione-speranza del poliziotto dalla calvizie incipiente; ci eravamo talmente abituati da ormai non farci più caso. La battuta sulla pensione era diventata ormai un cliché. Bloch era della testata e sarebbe sempre rimasto in forza a Scotland Yard, fine.
Certo, se fosse stato così, allora questo personaggio era già bello che morto. Senza una possibilità di sviluppi futuri, Bloch si sarebbe trascinato pian piano nel cimitero dei personaggi "eterni", che fanno da cornice e che, per ragioni misteriose, sono sempre lì e interpretano lo stesso ruolo. Ci voleva un cambiamento, radicale se possibile.
Ed eccolo.
In realtà la storia non è centrata esclusivamente sul pensionamento del caro ispettore. Come abbiamo detto, in tutti i nosocomi di Londra la gente non vuol più morire. Gente investita, perforata da pallottole, fulminata o orribilmente mutilata riempie le sale delle emergency room e, nonostante versino in condizioni praticamente disperate, sono vivi. Non guariscono, ma non muoiono nemmeno.
Cos'è dunque che spinge una bella bionda, con uno squarcio nel collo grande come il Gran Canyon, a rivolgersi all'Indagatore dell'Incubo? Perché non muore? 
Non si tratta di zombie e nemmeno di ritornanti; qua parliamo di gente che, per le condizioni in cui versa, dovrebbe essere stecchita eppure non lo è. La soluzione del mistero è qualcosa di quanto mai spettacolare.
In pratica la Morte, per fare un favore al buon Dylan Dog, si è presa una pausa dal lavoro per offrire supporto morale al caro vecchio ispettore Bloch.
Eh?
Già, Bloch era talmente contento di andare in pensione che, ad un certo punto, questa allegria si è trasformata in costernazione. Dalla costernazione siamo presto scivolati nella depressione, il tutto senza che nessuno se ne accorgesse. Solo un evento estremo distoglierà l'ispettore Bloch da un ipotesi di suicidio: l'infarto di Jenkins.
Quindi questo numero accantona un personaggio e lascia aperti tanti interrogativi, che vanno ben oltre il pratico (cosa farà Dylan Dog?), gettando ombre sull'avvenire e dando una profondità a Bloch, che finora non aveva mai avuto. In fin dei conti la pensione non è mai una cosa positiva, senza contare che Bloch non ha più nessuno...o meglio, pensava di non aver più nessuno. Invece ecco all'improvviso un futuro, il lavoro in fin dei conti non è tutto e ci sono ancora delle persone che possono riempire la vita dell'ormai ex-ispettore, tra essi Jenkins, Dylan e Groucho sono solo alcuni esempi.



Dylan Dog #339


Titolo: Anarchia nel Regno Unito
Soggetto e sceneggiatura: Gigi Simeoni
Disegni: Giampiero Casertano
Lettering: Ileana Colombo

Trama: davvero un brusco risveglio per il nostro Old Boy, che si trova faccia a faccia col nuovo sostituto dell'ispettore Bloch, ormai definitivamente a riposo ( vedi sopra): l'ispettore Tyron Carpenter. Ad accompagnarlo c'è l'avvenente e severa sergente Rania Rakim.
Come mai la polizia si presenta nel cuore della notte davanti alla porta di Dylan? Semplice, per arrestarlo. Tyron Carpenter non vede di buon occhio l'indagatore dell'incubo, così lo fa arrestare per quella storia del distintivo di polizia mai riconsegnato (ah, distrazioni!). Purtroppo però, le cose per Dylan si metteranno ancora peggio quando per le strade di Londra inizia ad estendersi a macchia d'olio una protesta furiosa.

Parliamone: non è facile parlare di politica (sociale, economica che sia) oggi, vuoi un po' perché rischi di essere etichettato come appartenente a questo o a quel partito/movimento, vuoi perché rischi di cadere nella demagogia nuda e cruda se non si ha una preparazione sufficiente.
Ok, ma che c'entra questo con Anarchia nel Regno Unito? Dopo ci arriviamo.
In primis, il numero parte già male. Dylan Dog viene arrestato per aver abusato del suo distintivo da poliziotto, peraltro mai riconsegnato, il che costituisce palesemente un reato, per circonvenzione di incapace e per truffa. L'ispettore Tyron Carpenter, un omone di colore, ex-militare (Qui sembra di essere a Kabul! cit del succitato), si presenta proprio bene: nessun senso dell'umorismo, odio viscerale nei confronti di Dylan e una certa passione per l'oratoria da film d'azione. Un personaggino davvero a modo, se pensiamo che andrà a sostituire Bloch...
Ordunque, Tyron si trascina dietro la bella Rania, sergente della Met dura come l'acciaio e, apparentemente, indifferente alle lusinghe del nostro damerino in giacca e Clarks.
Non una buona presentazione, anche perché Old Boy verrà praticamente trascinato fuori di casa da una masnada di agenti in assetto antisommossa. Anche se effettivamente ciò che punge di più l'orgoglio del nostro beniamino non è tanto l'arresto (che vuoi farci, non è la prima volta che finisce dietro le sbarre nell'ambito delle sue indagini), bensì il marchio dell'infamia contenuto nella parola truffa.
In questo numero il galeone di Dylan finisce nuovamente a pezzi, grazie ad un agente maldestro, durante la perquisizione.
Ma non è tanto l'arresto il succo della storia, no no! Ciò che ci interessa è l'anarchia che dilaga per le strade di Londra. Perché? A causa delle proteste di tanti lavoratori (e non) stufi di essere sfruttati con contratti da schiavi.
Fortunatamente si sceglie di raccontare un problema attualissimo (quello del lavoro), prendendo il problema molto, ma molto alla lontana. Non ci sono verità preconfezionate, né soluzioni da parte di Simeoni, l'ideatore della storia.
Benché ambientata ai giorni nostri, questa fantasiosa rivolta per le strade di Londra ha radici più lontane, quando un militante per i diritti dei lavoratori viene fatto prigioniero da alcuni magnati, torturato e lasciato morire di fame e di sete. Cosa c'entra questo con l'arresto di Dog e i disordini?
Beh, c'entra che Dog capiterà nel posto sbagliato, al momento sbagliatissimo; ma in tempo per capire e risolvere i guai di Scotland Yard assediata. I disordini diventano, poi, pilotati dallo spirito del militante morto. Non si sa bene come, non si sa bene perché; ma la storia finisce bene.
Le strade di Londra, dopo una notte di folli violenze, tornano alla solita routine (pur recando con sé delle ferite profonde) e Bloch paga la cauzione a Dylan, che, per il momento, resta fuori dalle grinfie di Carpenter e dal carcere. Fine del primo round, ma dubito che Tyron si arrenderà tanto facilmente!

Btw, ho iniziato a leggere un altro fumetto di Luca Enoch (il papà di Dragonero, assieme a Vietti): Lilith. Vediamo che ne salta fuori, per il momento rimuginate su queste mie considerazioni e, se vi pare il caso, commentate!

Matt - Il Locandiere

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