sabato 22 novembre 2014

Wie, bitte? Un allegro Locandiere in vacanza a Berlino (Parte 2).

Ok, perdonate un attimo la défaillance dei giorni scorsi, ma come sempre meno esami hai da dare, meno tempo hai comunque.L'altra volta abbiamo lungamente parlato del primissimo giorno nella capitale del Currywurst. Dopo una giornata estenuante eccomi di nuovo pronto ad affrontarne un'altra certo non meno faticosa della precedente. Almeno avevo nello stomaco le ciambelle di Dunkin' Donuts.


Già, perché di caffetterie di questa catena ce ne sono una caterva; anche a distanza di poche centinaia di metri. Piccoli negozietti "to go" (pure questi), con giusto un paio di tavoli su cui consumare un caffè estremamente lungo e ciambelle glassate. Ecco, in questi 5 giorni di vacanza l'unica cosa che ho rimpianto di casa è stata un caffè ristretto, quello sì. Del resto come fai a non rimpiangerlo quando ordini un Kaffee e ti portano quello che da noi è considerato un cappuccino molto annacquato??
Anyway, preparatevi che oggi si gira più o meno metà Mitte.

Dopo un tentativo un po' fallimentare di visitare qualche museo della Insel, si è deciso di recarsi alla Brandeburger Tor, ossia la Porta di Brandeburgo. Ma perché non abbiamo visitato qualche museo della Museuminsel? Beh, in primis perché i prezzi non erano poi tanto abbordabili, anche con la Berlin Welcome Card. In secundis, i musei contenevano perlopiù esposizioni di statue egizie o etrusche; ok, culturalmente sarebbe stata una gran figata visitarle, ma abbiamo preferito qualcosa di più...uh...locale ecco.
Dicevamo, la Porta di Brandeburgo, assieme alla Fernsehturm è un po' il simbolo di Berlino così come la conosciamo. Costruita attorno alla fine del XVIII secolo, c'è una storiella carina sulla quadriga posta sulla sommità della porta stessa. Napoleone Bonaparte, mentre faceva il bello e il cattivo tempo per l'Europa, se l'era portata in quel di Parigi nel 1807. Sette anni più tardi i prussiani se la riportarono a casa, aggiungendoci la croce di ferro sull'asta, tenuta dalla statua della Pace.


Sulla sinistra cosa c'era? L'Ambasciata degli Stati Uniti d'America, non riuscite a sentire il profumo della libertà?


Forse non tutti sanno che dietro alla Brandeburger Tor ci stava il muro. Ma quel muro?? Sì, proprio il Muro di Berlino. Purtroppo durante la nostra visita, i cari operai stavano finendo di smontare palchi e transenne, servite la settimana prima per le varie manifestazioni in occasione del 25 Anniversario del Crollo del Muro. Nonostante ciò, una colonnina e una striscia di sanpietrini ricordano che da quelle parti, circa venticinque anni fa, ci stava ancora il Muro. E infatti:


Dall'altra parte della strada (transennata), sono collocate delle croci bianche. Queste ricordano il sacrificio delle persone, perlopiù giovani, che sono morte nel tentativo di "passare dall'altra parte".


Alt, momento. Forse vi state chiedendo quale razza di percorso ha fatto il muro nella sua poco più che ventennale storia. Beh eccolo qua:


Tutto quello che c'è a destra del muro era "sovietico", diciamo così. Tutto quello che c'era a sinistra, invece, era degli Alleati. Come potete vedere il Mitte (cioè il centro) apparteneva a Berlino-Est; mentre il Tiergarten già apparteneva a Berlino-Ovest. Dov'è la Porta? Dove ci sta la stellina:

Però stava in territorio sovietico. Anyway, a fare angolo col Tiergarten c'è proprio lui: il Reichstag.


Costruito nel 1894, divenne tristemente famoso nella notte del suo incendio ad opera dei nazisti, i quali, però, diedero tutta la colpa ad alcuni comunisti facinorosi. Questo evento (27 Febbraio 1933) vide l'affermazione totale del Nazionalsocialismo in Germania. Durante gli ultimi anni della guerra e durante la battaglia di Berlino nel 1945 venne gravemente danneggiato dai bombardamenti alleati. Il palazzo del Reichstag ospitava la sede del governo tedesco in quegli anni, bombardarlo e raderlo al suolo era il minimo per cercare di abbattere ulteriormente il morale del popolo tedesco.
Molto nota è la foto in cui un soldato russo mette la bandiera rossa su una delle torri del palazzo; anche se alcuni fanno risalire l'evento al 2 maggio del '45, in realtà la bandiera sovietica fu issata qualche giorno più tardi.


Dopo la guerra il Reichstag è stato ricostruito e proprio qui, nel 1990, venne celebrata la riunificazione della Germania. Fortunatamente adesso sulle torri del Reichstag sventolano ben altro tipo di bandiere.


Fuori dal palazzo esiste anche un piccolo monumento che ricorda i membri del parlamento uccisi dai nazisti, perché oppositori.


Finito il tour esterno del Reichstag (visto che il palazzo si può visitare solo previa prenotazione, che vi consiglio di effettuare con larghissimo anticipo), ci siamo spostati verso il Tiergarten, dove abbiamo cercato di visitare il memoriale per i Rom e Sinti trucidati durante il nazismo.


Purtroppo l'accesso ci è stato precluso a causa dei lavori di s-transennamento della zona del Tiergarten di fronte alla porta di Brandeburgo; sempre a causa delle manifestazioni dei giorni precedenti. Non scoraggiati, dopo alcuni tentativi falliti di raggiungere altre zone di interesse, abbiamo attraversato il parco e siamo giunti all'Altare per i caduti russi durante la battaglia di Berlino.


Immaginatevi un colonnato a semicerchio immenso, sormontato da una statua di un soldato dell'Armata Rossa. Ecco, ci siamo quasi. Questo memoriale raccoglie i soldati che hanno combattuto per le strade di Berlino devastata e che sono morti. Tra essi ci sono soldati semplici e, a quanto mi disse la mia ragazza che di russo ne mastica assai, anche alti ufficiali.


A guardia di questo imponente monumento troviamo due carri T-34, di cui uno in fase di restauro:


E due pezzi d'artiglieria di cui sto cercando di identificare ancora il calibro.


Momento poetico. Mentre eravamo in visita al monumento, abbiamo colto l'istante in cui un inerme passerotto si è poggiato per qualche breve momento sull'estremità superiore della bocca da fuoco dell'arma. Ecco la foto del volatile sovversivo, chiamate il KGB!


Dopo la visita al memoriale ritorniamo sui nostri passi e, dopo varie deviazioni, giungiamo al Memoriale per gli Ebrei europei uccisi durante il nazismo.


Una piazza dal terreno irregolare, da cui sporgono questi blocchi di pietra di varia altezza. La loro conformazione sembra costituire un labirinto molto claustrofobico, provare per credere.


Clima reso ancora più pesante dall'improvvisa comparsa di una cornacchia, che si è messa a zampettare tranquillamente su una delle pietre.


Dopodiché, sempre a piotti, ci siamo diretti verso il tristemente noto Tiergartenstraße 4.
Non sapete cos'è??
Un po' di storia allora. Dovete sapere che al numero 4 di Tiergartenstraße ci stava un'anonimissima villetta, talmente anonima che, fino alla fine della guerra, nessuno seppe mai quali orrori vennero perpetrati.
All'oscuro della popolazione, nella casa venne organizzata a tavolino la celebre Aktion T4, dove T4 stava per Tiergartenstraße 4. Lo scopo dell'Aktion era quello di eliminare tutti quei soggetti considerati socialmente inutili, ossia malati di mente, bambini nati con malformazioni genetiche, asociali, persone affette dalla Sindrome di Down, eccetera.
Questi venivano portati in appositi "centri di cura" e poi assassinati senza pietà, oppure venivano uccisi durante il trasporto, grazie a dei particolari gaswagen.


L'eccidio degli Ebrei europei viene sempre, e giustamente, ricordato ogni anno; tuttavia è bene anche ricordare le vittime "meno famose" del nazismo, vittime che altrettanto silenziosamente hanno subito l'insulsa violenza di un regime oppressivo, che ventilava argomenti scientifici totalmente errati, coi quali giustificare queste inumane epurazioni. Tra queste vittime vanno ricordati, chiaramente, coloro che sono stati coinvolti nell'Aktion T4; ma anche Rom, omosessuali, oppositori politici, senzatetto, disoccupati, criminali o semplicemente coloro considerati troppo poco entusiasti del Führer. Affinché la giornata della memoria sia davvero tale, forse, è bene aggiungere anche questi nomi accanto a quelli degli ebrei barbaramente massacrati nei campi di sterminio.

Visto che eravamo in zona, ci siamo spostati brevemente nei pressi di quello che, una volta, era il celebre Bunker di Hitler. Il sito, adesso, è occupato da un parchetto con annesso parcheggio.


Eh???? E allora che fine ha fatto il bunker? Esploso, distrutto, saccheggiato e demolito. La storia del tristemente celebre bunker del Führer è molto controversa e, per certi aspetti, ancora poco chiara. Quello che si sa è che il bunker venne fatto saltare dai genieri dell'Armata Rossa. Lo imbottirono con così tanto esplosivo che il tetto speciale in calcestruzzo (ideato per resistere ai bombardamenti alleati più intensi, cosa che non poteva fare il vecchio bunker del Reichstag) si sollevo di diversi centimetri al momento dell'esplosione. Dopodiché venne riempito e scoperto più volte; furono iniziati lavori di riqualificazione e, infine, ci venne costruito sopra un parcheggio. È certo, oggi, che del bunker non rimane più alcuna traccia, se non un cartellone che ne ricorda l'ubicazione approssimativa.


Ultime tappe di questo giorno, che stava rapidamente volgendo al termine, sono entrambe nel Mitte. La penultima tappa ci ha condotto all'altrettanto terribile luogo che sorgeva a Prinz-Albrecht Straße 8, ossia in quella che era la sede della Geheime Staatspolizei (Gestapo), la polizia segreta del Reich. Sempre in quelle zone era anche collocato il comando delle SS e del Sicherheitdienst.


Dove sorgeva la sede della Gestapo ora c'è un museo: Topographie des Terrors. Al suo interno possiamo ripercorrere la storia della temuta creatura di Himmler, dai primi anni fino alla fine. Ci verrà mostrato fin dove si spinsero i suoi tentacoli, rendendo visibili anche i volti dei peggiori aguzzini del Reich. Scusate ma non ho avuto il cuore di fare fotografie. Se siete interessati vi ricordo che l'ingresso è gratuito e che all'esterno è possibile visitare i resti del seminterrato in cui erano collocate le celle e le stanze degli interrogatori. Non adatto ai deboli di stomaco, diciamo.
All'esterno è possibile visionare un'altra porzione intatta del celeberrimo Muro.


Proseguendo sulla ex Prinz-Albrecht Straße, ora rinominata Niederkirchnestraße, si arriva al Checkpoint Charlie, il noto punto di transito tra le due Germanie a Berlino.


Ma ci sono i soldati al CC? Chiaramente...ma per farci la foto assieme dovete pagarli. E che è? Anche loro hanno una famiglia e i tagli al personale si fanno proprio sentire, visto che sono solo in due!


Yep, questo è uno dei tanti mattoncini che segnalano la presenza del muro un po' di tempo fa. Nei pressi del Checkpoint Charlie potrete fare una fichissima foto in un varco del Muro; piazzato apposta per attirare i turisti. Beninteso.


E, con delle Trabant dai colori e dai motivi improponibili, chiudiamo questo secondo (su cinque circa) articolo fotoreportage, chiedendovi scusa per questo silenzio immotivato. Vedrò di recuperare prontamente tutto il tempo perso! Prometto!

Matt - Il Locandiere

Nessun commento:

Posta un commento