venerdì 3 ottobre 2014

Alla sera leoni e al mattino...dragoni: le avventure di Ian & Compagnia.

Partiamo soft (insomma), facendo un bel balzo indietro nel tempo e parlando dei numeri di Agosto e di Settembre di Dragonero, il fumetto fantasy neonato di casa Bonelli.
Ed era pure ora, direte voi.

Dragonero #15


Titolo: Intrighi a corte
Soggetto e Sceneggiatura: Luca Enoch
Disegni: Giancarlo Olivares
Lettering: Marina Sanfelice

Trama: Ian si deve recare alla città imperiale per discutere degli eventi accaduti nelle terre degli Algenti. Qui troverà vecchie conoscenze e farà nuovi...errrrr interessanti incontri. Il tutto all'ombra di un oscuro complotto ai danni del figlio dell'Imperatore.

Parliamone: finito lo spasso a Solian, il nostro biondone imperiale preferito deve rendere conto davanti alla corte di tutto il puttanaio successo giusto quattro numeri fa. Quindi avventura un po' fuori dagli schemi per il nostro, ormai troppo abituato a scorrazzare per le lande dell'impero, dando la caccia a mostri, draghi o amenità del genere.
A corte Ian si troverà coinvolto  in un vero e proprio intrigo, perpetrato da chi? Non si sa. Quello che è certo è che vede coinvolti due assassini della Gilda delle Lame Nere. In più il nostro caro buon vecchio Ian, oltre a ritrovare la sua amatissima sorella Myrva (sospiro), incontrerà una vecchissima conoscenza, un'amica di letto diciamo: Zhabéle, detta la tigre del ribaltabile.
Questa Zhabéle, inutile dirlo, è un discreto affettato di figa, che si sbatacchiava il miserrimo Ian un sacco di tempo fa, prima di sposarsi con quel generale che voleva il medesimo biondo fuori dall'esercito, possibilmente con un cappio attorno al collo.
Così, giusto per rivivere i bei vecchi tempi, la Zhabelona arrampicatrice sociale decide di sbatacchiarsi ancora il buon Ian.
Meanwhile, lo scout imperiale conosce una new entry. Trattasi di Fem, giovanissima e, ça va sans dire, gnocchissima apprendista tecnocrate di Myrva (sospiro).
Così, il nostro si diverte passando da un paio di tette all'altro. Nel frattempo, all'interno del palazzo imperiale qualcuno cerca di finire il lavoro andato male al porto: c'est à dire fare fuori il figlio dell'Imperatore, che, a essere onesti, proprio sano di mente non mi sembra.
Ad un anno dalla sua nascita Dragonero ci ha regalato un bel po' di emozioni facendoci scorrazzare per lande fantastiche, alla ricerca di questo o quello, salvando, cacciando o semplicemente esplorando il mondo in cui Ian Aranill e i suoi amichetti scorrazzano. Adesso pare siano maturati i tempi per qualcosa di più.


Dragonero #16


Titolo: Discesa nell'inframondo
Soggetto e sceneggiatura: Luca Enoch
Disegni: Giancarlo Olivares
Lettering: Marina Sanfelice

Il racconto della lupa
Testi: Luca Enoch
Disegni: Gianluigi Gregorini

Trama: dopo aver ucciso il secondo degli assassini ingaggiati per eliminare il principe, Ian si ritrova letteralmente nella merda fino al collo. La regola fondamentale del palazzo imperiale è il divieto tassativo e assoluto di portare armi al suo interno. Tuttavia si scopre presto che Ian non è assolutamente colpevole del misfatto; ma anzi si offrirà di risolvere la faccenda una volta per tutte.
In fondo troviamo la storia di Zhabéle che, allontanata col marito dalla capitale, si vedrà costretta ad affrontare i barbari al confine dell'Impero.

Parliamone: il numero precedente ci aveva lasciato un po' in sospeso, con l'idea che la testa di Ian sarebbe finita a decorare le merlature del palazzo. Per qualche strano scherzo del destino questo non è accaduto. Già, perché a far fuori il secondo sicario della gilda non fu il buon Ian, ma la sua nuova amichetta Fem, la tecnocrate apprendista di Myrva.
In questo numero, tra complotti, viaggi nell'inframondo e gente che scappa, molto probabilmente si sta avverando quello che avevo auspicato un paio di numeri fa.
Essendo una testata giovane, anzi giovanissima, non possiamo certo pretendere di partire subito in quinta, lanciandoci in avventure lunghe e complesse che, con ogni probabilità, scoraggerebbero qualunque neofita in tempo zero. No, partire con una serie di avventure apparentemente slegate tra loro è stata una buona scelta. In primis ha permesso ai fan di ambientarsi nel mondo di Dragonero. In secundis ci ha dato modo di approfondire con calma i singoli protagonisti, dandoci un'idea su come agiscono e su come pensano. Infine ha gettato le basi per qualcosa di più serio.
Perché vi dico questo?
Ma benedetti figlioli, pensate un po'. Mi rivolgo a voi, Avventori divoratori di fumetti, se guardiamo questi primi sedici numeri, almeno quattro di essi ci hanno fornito sufficiente materiale per portare avanti "quest" più lunghe e, magari, più dure per il nostro biondone imperiale. Tanto per dirne una, mi aspetto di vedere Ecuba, l'ex madre guardiana di Alben, autoproclamata regina degli Algenti, calare sull'Impero, seminando morte e distruzione. Oppure ancora vorrei sapere chi è l'uomo incartapecorito in ammollo nelle profondità del palazzo imperiale. Tutti spunti per un grande avvenire.
In sostanza, cari Enoch e Vietti (come se stessero leggendo le mie indegne parole, seeeeeeee!), mi aspetto grandi cose da voi. Sarete voi a scegliere il destino di Dragonero, avete due opzioni: trasformarlo in una grande epopea fantasy, dinamica e sempre nuova; oppure renderlo una specie di GDR disegnato, con quest ripetitive vagamente o per niente collegate tra loro.

Matt - Il Locandiere

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