mercoledì 24 settembre 2014

Locanda's Beauty Contest: le 10 (e dico 10) più belle tuse della serie TV di Game of Thrones.

Le abbiamo incontrate nei romanzi, le abbiamo sognate ed eccole trasposte sul piccolo-grande schermo della televisione.
I fan maschietti di Game of Thrones saranno andati sicuramente in visibilio vedendo certe grazie, oppure sono rimasti delusi dalla scelta. Da parte mia vi presento una piccola, personalissima lista delle più belle attrici che hanno prestato volto e forme ad alcuni dei più celebri personaggi delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Partiamo dall'ultima classificata.

Posizione 10: Shae/Sibel Kekilli


 La famosa fanciulla di Volantis, strappata alle attenzioni di un uomo dei Lannister per compiacere UN Lannister. Ma mica uno a caso, bensì il buon caro vecchio Tyrion. Peccato che poi tutti noi (che abbiamo guardato la serie TV e che procediamo di pari passo - circa - con la lettura dei libri) sappiamo di che pasta è fatta. E che fine fa poi...


Nonostante tutto per me è un no. Ultimo posto.

Posizione 9: Sansa Stark/Sophie Turner


Il personaggio di Sansa è piuttosto odioso; o meglio, non è molto amato. Del resto, meschina, sappiamo tutti quello che Sansa ha dovuto sopportare ad Approdo del Re, da Sandor Clegane a quel simpaticone di Joffrey, dalla Regina Cersei a Lysa Arryn. Insomma, con tutto quello che la sorte le ha riservato, possiamo ben capire perché Sansa sia così Sansa. Purtroppo neanche la Turner soddisfa i requisiti necessari, beccandosi un nono posto. Poor thing.


Anche se con gli abiti di scena non sta poi così tanto male.... no?

Posizione 8: Osha/Natalia Tena


La cara vecchia Tonks presta la sua faccia ad Osha, una bruta che per poco non scannava il povero Bran lo Spezzato, coi suoi compagnucci di merenda bruti. Peccato che nel libro la descrizione di Osha ci porti alla mente una scopa con dei capelli, mentre Natalia non è poi così brutta come la si dipinge, o forse sì?


Posizione 7: Ellaria Sand/Indira Varma


Fascino tutto indiano per l'amante della Vipera Rossa, il principe di Dorne Oberyn Martell. Indira fa la sua bella figura nella trasposizione televisiva di GoT. Pur tuttavia la lista delle più belle è ancora assai lunga!


Posizione 6: Melisandre/Carice Van Houten




La cara Carice, oltre ad essere una splendida donna, è anche un'ottima attrice, molto dotata invero. Ho avuto modo di vederla vestire i panni di una strega malvagia anche in Black Death, accanto al tapino Sean Bean. Anche in GoT, la Van Houten sfoggia tutta la sua capacità di interpretare personaggi un po'...uh...controversi.






Posizione 5: Maergery Tyrell/Natalie Dormer


Altra Natalia, altro personaggio. Un po' affascinante, un po' controverso devo ammettere. Tuttavia Maergery Tyrell sembra un personaggio fatto su misura per la dolce Dormer. Certo ogni tanto certi mezzi sorrisi sono un po'...inquietanti. Ma mica per questo è da buttare 'sta bela tusa, giusto? Giusto.


E che scollature che regala...

Posizione 4: Missandei/Nathalie Emmanuel


L'assistente di Daenerys Targaryen, devota, fedele e decisamente carina. Ma ce l'ha una pecca Nathalie? Si guadagna un quarto posto in una lotta davvero senza quartiere, e lo fa senza imporsi con prepotenza.



Posizione 3: Cersei Lannister/Lena Headey




Chi la ama, chi la odia...anzi soprattutto chi la odia. Cersei Lannister viene spesso e volentieri menzionata nella lista nera dei personaggi di GoT. In molti fantasticano sulla sua morte (letteraria ovviamente, perché la povera Lena non c'entra niente!): scuoiata da Roose Bolton e messa nel sale per far piacere agli dei, arrostita da Drogon, impalata da Tyrion o spappolata da Gregor Clegane. Resta il fatto che Lena è una gran bella donna, ed il ruolo di Cersei lo riesce a gestire più che egregiamente. Chapeau.


Povera Cersei, sempre bistrattata.

Posizione 2: Daenerys Targaryen/Emilia Clarke


Per molti è stato amore a prima vista. Con il suo fascino da "ragazza acqua e sapone", Emilia Clarke ha subito vestito agilmente i panni dell'ultima Targaryen rimasta in vita, facendo felice anche il pubblico maschile di GoT.


E ora, signore e signori, ma soprattutto signori, preparatevi a colei che, secondo il mio insindacabile giudizio, vince il beauty contest. Tecnicamente non avrebbe nemmeno bisogno del benestare per vantarsi del titolo di più bella di GoT, ma tant'è. Internet è democratico e democraticamente io mi arrogo anche questo diritto.

Vincitrice del Locanda's Beauty Contest:
Ygritte/Rose Leslie


Ed ecco spuntare nuovamente la mia innata passione per le ragazze ginger. Pur nella sua breve, ma intensa, apparizione, Ygritte è riuscita a ritagliarsi una fettina di spazio nel mio cuoricino da Locandiere.


Senza contare che, come personaggio, questa bruta tutta infuocata è davvero...errr...interessante.
Voi che ne pensate, cari Avventori? Ho rispettato le opinioni di tanti? Di tutti? Oppure, come al solito, ho fatto solo ed esclusivamente di testa mia? A voi l'ardua sentenza...nei commenti possibilmente.

Matt - Il Locandiere

lunedì 22 settembre 2014

Il Lunedì del Locandiere

Tra le tante ostiate che possiamo offrirvi, noi Locandiere, al Lunedì, penso che al momento questa le possa battere tutte. Per la serie "biografie improbabili" eccovi la storia di un genio che, purtroppo, esagerò con l'acqua radioattiva.

Premessa. Sapete cos'è una sostanza radioattiva? Sì. Ma sapete anche che, una volta, si potevano prescrivere tranquillamente delle acque debolmente radioattive, in quanto si pensava potessero fare bene al nostro corpo? No vero, allora quietatevi che mo' vi si racconta tutto.
Ogni millimetro quadrato della terra è radioattivo. Roma è radioattiva, Milano lo è, stessa cosa vale per qualsiasi città, paese, collina o angolo del mondo che voi vogliate considerare. Ma ciò che varia da posto a posto è la quantità di radiazione emessa, ovvero "Quanto è radioattivo Milano?". Facendo un giretto sul sito della UNSCEAR, potremmo scoprire che esistono aree con forte radioattività naturale di fondo, come in Brasile (90 - 90 000 nGy / h su alcune spiagge, dove il "nanogray", nGy è l'unità di misura della quantità di energia assorbita da un corpo per unità di massa, 1 Gy = 1 J / 1 Kg), o come in Francia (20 - 400 nGy/h o 10 - 10 000 nGy/h) oppure ancora in Italia. Nel Lazio troviamo una dose media assorbita pari a 180 nGy/h, mentre ad Orvieto la dose media assorbita dalla popolazione è 560 nGy/h. ( fonte UNSCEAR)
Ma quindi moriremo tutti? No. Gli effetti di questa radiazione di fondo, oltre alla presenza della radiazione introdotta nella nostra atmosfera dai raggi cosmici, sono trascurabili e il nostro corpo si è abituato a sostenere questa energia e ne ha tratto vantaggio, diventando più forte.
Quindi nel mondo esistono zone più o meno radioattive naturalmente (non stiamo parlando di zone contaminate da disastri industriali o militari), ma che non costituiscono un pericolo per l'uomo.
Le aree maggiormente radioattive sono quelle  nei pressi di vulcani in attività. Come mai ciò?
Se la crosta terrestre avesse avuto un livello di radioattività altissimo, molto probabilmente la vita non sarebbe riuscita a svilupparsi. Col passare del tempo, molti radionuclidi presenti nelle prime fasi di vita del pianeta Terra sono decaduti in elementi stabili e non radioattivi. Ma nel nucleo e nel mantello questi elementi sono ancora presenti in quantità elevate! Così si spiega come mai certe pietre vulcaniche sono molto radioattive. Anche alcune sorgenti termali sono debolmente radioattive.
Agli inizi del '900, ovvero quando si scoprì la radioattività, si pensò che piccole dosi di radiazione non solo non fossero dannose, ma avrebbero potuto anche apportare dei grandi benefici. Il tutto secondo l'ormesi, che vanta un'illustre discendenza. Fu, infatti, il fisico-alchimista svizzero Theophrastust Bombastus von Hohenheim, detto Paracelso, a porre le basi dell'ormesi affermando che "Tutte le cose sono veleno e nulla è senza veleno, solo la dose permette a qualcosa di non essere veleno".
Perciò, ai tempi, diciamo che non era inusuale fare uso di sostanze debolmente radioattive, pensate che anche Pierre Curie circolava con del polonio nel panciotto, e si procurò un eritema. Fortunatamente questa pratica fu abbandonata non appena i primi studi furono seguiti da altri che si focalizzarono sugli effetti delle radiazioni sui tessuti viventi.


Ma ora torniamo al nostro pioniere dell'ingurgitazione dei radionuclidi. Eben McBurney Byers visse a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo e fu, suo malgrado, investito dalla convinzione che i farmaci con piccole dosi di radiazione fossero benefici.
Ma chi era il buon Eben?
Figlio di un industriale americano, studiò a Yale, dove ottenne la fama di donnaiolo e atleta. Nel 1906 divenne U.S Amateur Golf Champion e diventò anche dirigente dell'azienda di famiglia, che era stata fondata dal babbo.
I guai per il nostro eroe iniziano nel 1927. Durante un viaggio notturno in treno, Eben casca e si frattura un braccio.


Il dolore è insopportabile. Talmente acuto da spingere un medico a consigliare l'assunzione di Radithor, un farmaco o presunto tale (gli americani lo chiamano patent medicine, ovvero un farmaco che promette di curare certe condizioni, ma alla fine non lo fa...noi lo chiameremmo: trappola per polli, placebo o robetta da ciarlatani) che conteneva degli isotopi del radio sciolti in acqua distillata: il Ra-226 e il Ra-228.
Il "farmaco" era prodotto e venduto da tale William J. A. Bailey, un ex studente di Harvard, che spacciava questo miscuglio letale per un elisir di lunga vita, in grado di curare diverse condizioni tra cui le malattie mentali. Come se non bastasse, questo Vannoni dei tempi che furono, dava una generosa fetta (17%) dei ricavati, a coloro i quali prescrivevano questo miscuglio letale. Ah, a scanso di equivoci, Bailey  non era un medico!


Il radio è un elemento radioattivo che emette radiazioni α, β e γ. La differenza fra questi tipi di radiazioni ionizzanti sono ben note, e se non lo sono, date un'occhiata alla gif sottostante. Le radiazioni α hanno minor potere di penetrazione, mentre le radiazioni γ sono quelle più potenti ed hanno un maggior utilizzo nell'industria, in particolare per sterilizzare prodotti e derrate alimentari.


Come se non bastasse, una volta ingerito, il radio, come del resto molte altre sostanze del genere, si deposita nei tessuti, continuando a emettere radiazioni. Il povero Eben, convinto che il prodigioso rimedio facesse al caso suo, iniziò a consumarne dosi spropositate di Radithor, fino a tre bottigliette al giorno. Nel 1930 cessò di assumere questo prodotto, ma in totale aveva assunto circa 1400 flaconi. Eben aveva oltrepassato di gran lunga la dose assorbita di radiazioni ritenuta letale. Il radio depositato nelle sue ossa iniziò a manifestare i suoi effetti letali. Eben perse la mascella a causa degli effetti delle radiazioni, vennero rinvenuti degli ascessi nel suo cervello, le sue ossa e parti della teca cranica si sbriciolarono. Il 31 Marzo 1932 l'intrepido ingollatore di radionuclidi passava a vita migliore. Il suo corpo devastato, posto in una spessa bara di piombo, riposa ancora a Pittsburgh, Pennsylvania. Il fuffaro Bailey non venne mai condannato per aver intossicato la gente coi suoi prodotti; gli venne solo ingiunto di non farlo più. Morì di cancro alla vescica.

Matt - Il Locandiere

domenica 21 settembre 2014

Top 10. I migliori videogiochi per PC: Posizione 2.

Finalmente questo blog sta prendendo la strada che, da tempo, avevo auspicato. Ossia, sta diventando una specie di diario on-line, consultabile da tutti, in cui scrivo quello che mi pare, quando mi pare. Del resto, ripensandoci, tenere una rigidissima tabella di marcia, con la pubblicazione di un palinsesto da seguire fedelmente può andar bene per altri; ma io, dopo un po', lo trovo noioso. Del resto non sono mica una stazione radio.
Anyway, ieri siete rimasti a bocca asciutta, vediamo di recuperare quindi.


Mentre si ritaglia un secondo posto in questo Olimpo videoludico tutto personale proprio...

I migliori videogiochi per PC. Posizione 2: Il signore degli Anelli - La battaglia per la Terra di Mezzo 2


Sviluppatore: EA Los Angeles
Pubblicazione: EA Games
Data di uscita: 2006
Genere: Strategico in tempo reale
Modalità di Gioco: Singolo e Multyplayer online

Ore e ore a tritare questo titolo. Ma forse noi ne avevamo già parlato, sì? Certo che sì! Indi per cui, per tutte le informazioni relative annesse e connesse vi rimando all'articolo uscito circa un anno fa, che potete trovare qui: qui. Quello che ci limiteremo a fare è di aggiungere un bel commento finale.

Commentone-one-one finale.
Pensato per ammorbidire i più intransigenti tra i fan tolkeniani, ovvero quelli che le pellicole di Jackson anche no grazie, BFME 2 regala un bel monte ore di divertimento. Tutto grazie allo stile di gioco ampiamente sfruttato da titoli ben più noti (vedi anche Empire Earth e Age Of Empires); non resta, comunque, esente da difettucci qua e là. Ma qual è il videogioco perfetto???
Lo scorpirete settimana prossima.

Matt - Il Locandiere

mercoledì 17 settembre 2014

Lo show dei fenomeni da baraccone: attacchi d'arte, immagini divertenti e robe a caso trovate sul web.

Momento gaiezza e delirio qui alla Locanda, reduce da una notte poco raccomandabile a chiunque, eccomi qua pronto a svelarvi una nuova rubrichetta di CULtura generale, in cui vi sveleremo alcune delle più interessanti stronzate trovate in giro per il web.
In una delle mie tante peregrinazioni nei momenti di svago, sulla pagina Facebook di Matthew Mr. Renzie trovai un'immaginetta piuttosto carina, che subito stuzzicò la mia fantasia.



L'egregio Salvini che si diletta a mostrare un foglio bianco. Il cui aspetto originale, si presume, poteva essere circa uguale a questo.


Poor Matteo, non sa ancora cosa lo aspetta. Il web, oltre ad essere davvero democratico, è anche molto, ma molto crudele. Pronto a farsi beffe di chiunque sia così incauto da mostrare il fianco ad un affondo. Ed ecco quello che è saltato fuori.










E voi cosa fareste dire al Matteo nordico? Potremmo lanciare una nuova moda, col relativo hashtag: #dilloconunsalvini.

Matt - Il Locandiere

lunedì 15 settembre 2014

Il Lunedì del Locandiere

Come vi dissi nelle News del mese, il Lunedì del Locandiere non fa solo da tribuna politica, ma si diletta anche nell'esporvi opinioni varie ed eventuali. Perciò, per introdurre l'argomento di oggi farò uso di un'immagine significativamente qualunquista, che ben riassume una larga fetta dell'utenza internettiana di bassissimo livello.


La foto è stata recuperata a caso da quell'immenso crogiuolo di indecenza e semplicioneria che altri non è se non Faccialibro.
La mia prima reazione è stata: oh dear! Ci risiamo!
Contestualizziamo la faccenda, che è meglio.
Voi tutti sapete dell'infausta sorte toccata  all'orsa Daniza o Daniça, oppure ancora Danzica, come ho avuto modo di sentire da qualche animalaio inferocito. Già, ironia della sorte questo magnifico esemplare di orso bruno è scampato al piombo di cacciatori ed altra gente poco raccomandabile, ma è morta per le conseguenze di un'anestesia. Le dinamiche, in fin dei conti, sono poco chiare: non si sa se l'anestesia ha provocato una reazione avversa, oppure se i dosaggi sono stati sbagliati.
Che sia l'una o l'altra versione, cui prodest? Cioè a chi giova?
L'orsa è morta e il popolo della rete è infuriato.
Trovo davvero significativo che, in pratica, tutti quelli che si sono incazzati l'hanno fatto comodamente sistemati dietro un monitor, un tablet o uno smartphone. E del resto che ci si poteva aspettare dagli nazimalisti 2.0 della domenica?
Il fatto che poi eminentissime menti (ironico) tipo l'onorevolissima Brambilla abbiano gridato all'assassinio, mi ha fatto letteralmente sbellicare dalle risate. Mentre ascoltavo la suddetta berciare alla radio, chiedendo a gran voce le dimissioni di non ricordo più chi (eeeeh??? le dimissioni politiche? Seriously?), per poco non finivo coinvolto in un frontale con un tir. Grasse risate, magre figure.

Riassumendo: Daniça (o Daniza, come volete) è morta. Gli animalisti internettiani insorgono, propongono di boicottare il Trentino, ci offrono indegni spettacolini strappalacrime. Il tutto mentre certi personaggi cercano di cavarci fuori un utile politico dalla faccenda.

Fra tutti i casini che l'evento ha sollevato, quello che mi preme sottolineare di più è uno ed uno soltanto: l'umanizzazione dell'animale.
Recentemente, ossia da quando internet è diventato davvero democratico, esistono gruppi più o meno vasti di utenti che si definiscono animalisti e che, come una setta, condividono una strana e morbosa passione per gli animaletti pelosetti e carini, nella fattispecie cani, gatti e quadrupedi pucciosi. Fenomeno patologico per eccellenza, che non risparmia nessuno.
Quando si parla di animali, in particolare di sperimentazione animale e/o violenza su animali-vivisezione, esistono opinioni discordanti. Tuttavia, sempre più spesso, i flussi di idee convergono su una ed una sola incrollabile verità: gli animali sono migliori degli esseri umani.
Ma migliori in che senso? Un pinguino imperatore amministra meglio la giustizia? Un airone è un miglior cardiochirurgo?
Questo assioma può essere in realtà messo in discussione non appena ci si addentra di più nel discorso, facendo emergere tutta la pochezza e il qualunquismo che anima il sedicente animalista. Non è un mistero che animali più o meno domestici vengono sempre più caratterizzati con tratti umani.
Dire che un animale domestico non possa provare dolore è falso quanto dire che, poniamo, un cane e un figlio siano allo stesso livello, sia dal punto di vista affettivo che dal punto di vista, diciamo, dei diritti. Ora, a meno che voi non partoriate ibridi, l'idea di equiparare un animale ad una persona, a mio avviso, è folle.
Certo, si usano nel gergo comune battute del tipo: Eh sì, al mio Billy manca praticamente la parola! oppure Billy è come se fosse un figlio per me!
L'attaccamento morboso agli animali domestici è sintomo che qualcosa non quadra. Ora, non che io sia uno psicologo, nemmeno un antropologo, ma sommergere letteralmente un animale domestico con amore, affetto o effusioni generiche è deleterio sia per la persona, che per l'animale stesso.
Quanto può essere problematico per un animale ricevere tonnellate di sentimenti melensi e ingiustificati?
Tenere un animale domestico non è cosa banale, essendo noi incapaci di comunicare direttamente con i suddetti (tipo: ue Billy come va lo spread oggi???) arrabattiamo qualcosa affidandoci anche a chi ne sa più di noi, addestratori o studiosi del comportamento, cioè gente che ha un titolo, non il diploma di Giulia passione veterinaria. Un cane o un gatto, che tendenzialmente sono i pet più gettonati, devono vivere una vita tranquilla e per farlo hanno bisogno della giusta dose di affetto, come della giusta dose di severità, come del resto necessitano anche dei loro spazi. Passare ogni secondo del giorno addosso all'amato Fido o Micio, riversando su di lui la nostra frustrazione per essere dei completi falliti in campo relazionale, non fa bene all'animale. Si sentirà oppresso oppure, come nel caso del cane, potrebbe anche sentirsi in diritto di predominare sul suo padroncino, diventando ingestibile.
Queste non sono dimostrazioni scientifiche che richiedono conoscenze di chissà quali concetti, è esperienza direttissima. Passa il tempo a riversare quintali di stupide effusioni addosso ad una povera bestia e la tirerai su rincoglionita.
Eppure commenti come quelli sopra permangono e vengono rinnovati ogni giorno. OGNI SANTO GIORNO. Con gente che se la suona e se la canta, sfruttando il giornalismo sensazionalista (di cui abbiamo avuto un assaggio qui), con false notizie riguardo a questo o quel cucciolo puccioso abbandonato, picchiato o semplicemente non troppo amato. Non parliamo poi degli insulti e delle minacce che i sostenitori della sperimentazione animale hanno incassato e si sono portati a casa.
A onor del vero certe notizie fanno rabbrividire, tanto i canili lager quanto i raid nazimalisti agli stabulari dell'UNIMI, visto che entrambi sono reati e il fine non giustifica mai i mezzi, qualsiasi siano i nostri scopi.
Pur tuttavia questo trend rimane e io...


Tornando al fulcro della questione, ossia Daniça, e a tutto il polverone che si è sollevato in seguito alla sua prematura dipartita, il trend degli animalisti non s'è fatto aspettare nemmeno questa volta.
Come ho avuto modo di dirvi la rete è il non plus ultra della democrazia, indi per cui tutti hanno il diritto di esprimersi. Peccato che tra costoro vi sia gente che abbia idee poco chiare o che, come nel caso dell'affaire Daniça abbia una concezione distorta del rapporto uomo-animale. Il risultato? Pa-pam, ce l'avete in bella mostra all'inizio dell'articolo.
Ben lungi all'essere favorevole ad ogni tipo di abuso perpetrato ai danni di qualsivoglia animale (qualsivoglia eh! Mica solo quelli pucciosetti e pelosini), d'altra parte non mi ritengo nemmeno tanto imbecille da voler riversare tutto il mio affetto su un animale, che pur essendo il più intelligente, il più bravo, il più bello, il più quieto il più quelcazzochevolete del mondo, resta comunque un animale e, quindi, va trattato con un rispetto diverso, riservato a loro e non alle persone.
Eppure l'inversione di tendenza non solo è cosa comprovata da più fenomeni, ma anzi si sta aggravando! Come dimostrano sempre più spesso i vari uTonti che si definiscono amanti degli animali. Si è arrivati al punto di trattare i nostri simili alla stregua di bestie e le bestie alla stregua dei nostri simili.
Benché tutto ciò abbia del patologico, come vi ho detto, molti si ostinano a non riconoscere la condizione; così ci troviamo la signora che ciarla del suo figlio peloso, mentre per gli omosessuali riserva parole di fuoco. Oppure ancora la non più teenager alternativa-veg (ricordo, non tutti i vegani sono detestabili, alcuni sì) che odia a prescindere tutte le persone che non la pensano come lei, augurando loro del male; ma che va in brodo di giuggiole davanti a tenere foto di gattini patatosi su internet. Chissene frega se magari il fotografo ha obbligato i micini in questione a stare immobili per ore, alla ricerca della foto perfetta.
Ma ehi! Questa è solo la punta dell'iceberg.
Questo status patologico generale meriterebbe più attenzione; anche da parte dell'INPS, che provvederebbe a erogare una pensione di invalidità ai succitati soggetti, palesemente non in grado di intendere e di volere.
Senza fare del sarcasmo, trovo significante il fatto che molta gente che, sempre virtualmente, si è mobilitata contro la povera orsa Daniça è stata, più o meno, la stessa che ha manifestato tanta sprezzante supponenza nel liquidare la morte del diciassettene Davide Bifolco, anche lui, per quel che ne possiamo sapere, ucciso da un errore di un'altra persona. Due tragedie dissimili, due pesi e due misure; ma Daniça è già stata praticamente fatta santa all'unanimità dalla rete, mentre il giovane napoletano è stato bollato come camorrista, delinquentello, ecc ecc. Quindi è lecito chiedersi, davvero sarà questa la normalità? Spero di no.
Per la mia esperienza posso dire di amare gli animali, li rispetto e li tratto come tali. Un gatto non potrà mai sostituire un figlio, come Daniça non può neanche lontanamente essere paragonata alla Franzoni, per ovvi motivi.
Fortunatamente non sono l'unico a ritenere questo animalismo 2.0 assurdo, ridicolo e pedestre. Uno scimmiottamento di quello che dovrebbe essere davvero l'amore per gli animali, che ci spinge a combattere la caccia e la pesca di frodo, a difendere i capi di bestiame degli allevatori e/o i predatori che li mettono a rischio (visto che le mucche sempre animali sono, anche se vengono squartati da una povera orsa con dei cuccioli).
Ma la rete vuole le teste di qualcuno. Panem et circenses, come potrebbe dire qualche autore latino. Il pubblico del web vuole il sangue del colpevole dell'assassinio (assassinio?) della povera Daniça e non si daranno pace finché non lo avranno.
Mica vero, perché, come sempre, la faccenda andrà per le lunghe e noi tutti ci dimenticheremo della triste sorte dell'orsa. Daniça diventerà prima un vago ricordo, poi un boh cosmico nella nostra mente tutta intenta concentrarsi su nuove foto di micini pelosini o cagnetti pucciosi. W l'animalismo 2.0.

Matt - Il Locandiere

sabato 13 settembre 2014

Top 10. I migliori videogiochi per PC: Posizione 3.

Ma ve la ricordavate la Top 10 sui videogiochi??? No??? Ma come? Avevamo sfornato così tanti bei titoli! Va beh, adesso vi rinfresco un po' la memoria va:


Ah, adesso ve lo ricordate eh? Bene, cerchiamo di concludere questa lista, lasciata a stagnare per un mesetto circa, ma adesso, cari amici, ecco la cima, l'apoteosi orgasmica del ludo virtuale (a mio modesto parere beninteso). Così in terza posizione troviamo proprio:

I migliori videogiochi per PC. Posizione 3:
LEGO Marvel Super Heroes


Sviluppatore: Traveller's Tales
Pubblicazione: Warner Bros. Interactive
Data di uscita: 15 Novembre 2013
Genere: Platform/Azione/Free roaming
Modalità di gioco: Single e Multiplayer (non on-line)

Cosa c'è di meglio dei LEGO e della Marvel? LEGO Marvel ovviamente. Il fascino cubettoso dei celeberrimi omini dalla faccia sempre gialla e sorridente unito alle avventure dei più celebri eroi della Marvel, et voilà, il piatto è servito!
Cavalcando l'onda del successo generata da imperdibili titoli precedenti, ecco l'ultimo capolavoro di questo insolito connubio. Ma, prima di parlare del titolo in sé, è necessaria un po' di storia.
Tutto inizia nel lontanissimo 1999 quando Lucasfilm stringe un cospicuo accordo con LEGO, in modo tale che quest'ultima utilizzi il ben noto brand di Guerre Stellari per produrre giocattoli a tema. Inutile dirvi che il successo fu assicurato.
Ma LEGO e Traveller's Tales vogliono andare oltre il banale set di giochi (che, a mio avviso, banale non è, visto che li comprerei tutti!) e tentano l'arrembaggio al mondo videoludico sei anni più tardi. Così nel 2005 esce LEGO Star Wars: Il videogioco, magnifico capolavoro che ripercorre tutti e tre i capitoli della seconda trilogia lucasiana. All'epoca fu pubblicato dalla compiantissima LucasArts e aveva delle caratteristiche che, poi, si sono andate a modificare.
Innanzitutto (stiamo parlando sempre LEGO SW) il gioco era diviso in capitoli, i quali a loro volta erano divisi in livelli, che ripercorrevano le fasi salienti dei film. Dopo un filmato introduttivo (in cui i personaggi restavano muti) partiva il gioco e si completava il livello in un mix tra platform e combattimento niente male. Il bello è che si potevano rigiocare i livelli in modalità storia, oppure in modalità libera, usando personaggi sbloccati o creati dal giocatore. Ogni livello nascondeva una decina di minikit che, una volta sbloccati, consentivano al giocatore di sbloccare dei modellini utili per completare il gioco al 100%; inoltre nei vari livelli potevamo raccogliere mattoncini lego di vari colori (argento, oro e blu, ognuno che dava punti diversi), da usare come moneta di scambio per sbloccare personaggi et similia.
Unica parte free-roaming, se vogliamo, era il menu in cui si poteva scegliere la missione o sbloccare i vari contenuti extra. Infatti, una volta comprati, i personaggi sbloccati andavano a zonzo iniziando anche delle lotte tra loro (soprattutto se erano di fazioni opposte, tipo cloni vs droidi).


Queste caratteristiche sono rimaste più o meno immutate anche per LEGO Star Wars: La trilogia classica (2006), LEGO Batman (2008) e LEGO Indiana Jones (2008), quest'ultimo conteneva un sacco di riferimenti alle trilogie di Guerre Stellari, essendo Indy una delle creature di Lucas.
Tutto ciò rimase immutato fino all'avvento di LEGO Il signore degli Anelli (2012), di cui ne avevamo parlato brevemente qui. Con l'introduzione dei dialoghi originali e, soprattutto, del free roaming per una mappa ridotta della Terra di Mezzo, eravamo noi a scegliere, in un certo senso, quali livelli fare. In realtà la scelta era piuttosto guidata, ma il free roaming dava tutta un'altra prospettiva. Inoltre i personaggi non potevano più essere sbloccati nei vari negozi, ma andavano ricercati sulla mappa, aggiungendo ore di gioco al totale necessario per completare le varie missioni.
Un anno dopo, ossia il 2013, eccoci qua, con un altro capitolo LEGO, stavolta incentrato sui supereroi amati da grandi e piccini.
La storia è piuttosto semplice, i cattivoni Marvel (tra cui Magneto, Abominio, Loki e il Dottor Destino) sono evasi e si sono coalizzati per degli scopi un po' loschi, spetta al più grande team di supereroi del Mondo a sventare i loro piani diabolici.
Team che non è formato dai ben noti Avengers, ma anche da altri gruppi di supereroi più o meno noti.

Un occhio al gameplay.
Anche in questo titolo il free roaming la farà da padrone. In particolare avremo a disposizione l'intera isola di Manhattan da esplorare. Con tutti gli edifici realmente esistenti ed altri tratti direttamente dal Marvelverso (tipo la Stark Tower o il palazzo dei Fantastici Quattro). Sopra New York stazionerà la ben nota portaerei volante dello S.H.I.E.L.D da dove Nick Fury (a.k.a Mace Windu, a.k.a Samuel L. Jackson) ci darà le missioni.


In generale l'Helicarrier sarà il nostro punto di partenza per le missioni successive, che poi dovremo cercare in giro per la mappa, facendoci tutta la strada a fette, o volando (come Thor o Iron Man) oppure ancora grazie alle ragnatele di Spider Man. Ma l'ambientazione di gioco non coinvolgerà esclusivamente New York, anzi! Alcune missioni saranno ambientate fuori dal mondo proprio! Tipo in una stazione spaziale e ad Asgard. Altre location caratteristiche saranno un sottomarino, una base segreta dell'Hydra e il castello del Dottor Destino.
Il bello di questo free roaming, rispetto al precedente LEGO ISDA, è che Manhattan sarà una città viva, in cui troveremo pedoni, traffico e mezzi di vario tipo da poter guidare, in aggiunta ai mezzi che potremo sbloccare anche noi comprandoli alle postazioni dello S.H.I.E.L.D sparse per tutta la mappa.
Le missioni della storyline principale costituiscono solo la punta dell'iceberg di questo titolo; mentre le quest secondarie, i livelli bonus e altre piccole curiosità impiegheranno la maggior parte del nostro tempo. Tra i tanti riferimenti e tributi, quello del "Stan Lee in difficoltà" è quello più divertente. In ogni livello sarà presente il celeberrimo Stan Lee, i cui cameo sono noti al mondo cinematografico e non, e noi, da bravi supereroi, lo dovremo salvare da situazioni, diciamo, non troppo comode.
Quanto detto per i singoli livelli vale anche per New York, il povero buon Stan sarà presente in vari punti della mappa e noi dovremo cavarlo fuori dai guai, il tutto per raggiungere il 100% del gioco.
Altri argomenti che meritano menzione sono le storielle di Deadpool, ovvero quest secondarie che vedono per protagonisti personaggi minori e che, in genere, sfottono i grandi eroi Marvel, infilandoli in situazioni al limite del ridicolo, ma non per questo meno divertenti.


I personaggi utilizzabili sono all'incirca 150 e, eccezion fatta per quelli sbloccati durante le missioni principali, dovranno essere ricercati all'interno di Manhattan o completando quest secondarie (tipo quelle di Deadpool et similia). Tuttavia, alcuni personaggi verranno sbloccati se e solo se farete delle cose per loro. Per esempio:
sbloccherete Ghost Rider se lo batterete per tre volte ad una gara di velocità (niente di troppo impegnativo), idem per Capitan Bretagna, mentre il Punitore vi chiederà di aiutarlo nel punire dei camion che, a suo insindacabile giudizio, inquinano troppo, und so weiter.

Commentone-one-one-one finale.
Piace? Non piace? Questione di gusti? Probabilmente ideato per intrattenere i videogiocatori più piccoli, LEGO Marvel Super Heroes di certo sa regalare dei buoni momenti di puro spasso anche agli adulti, specie se amanti dei supereroi o del genere platform.


Un titolo di qualità, mai deludente o approssimativo. Serio quanto basta, autoironico e adatto a tutte le età. Il migliore titolo LEGO prodotto finora. What else?

Matt - Il Locandiere

mercoledì 10 settembre 2014

Tea & printed pages: il salotto degli Avventori letterati.

Fresco fresco di risonanza magnetica eccomi qui, cari Avventori, per la nostra rubrica dedicata agli amanti dei libri o, più in generale, della carta stampata.
Oggi lanciamo quello che possiamo considerare il libro del mese. Ossia la lettura consigliata per questo mese di settembre, beh diciamo che più che consigliata direi caldamente raccomandata. Solo roba di qualità qui alla Locanda.

Oggi vi voglio consigliare un libriccino niente male, adatto a tutti coloro che si interessano alla scienza, ma non necessariamente ne masticano.


Titolo: La radioattività intorno a noi - Pregiudizi e realtà
Autore: Giovanni Vittorio Pallottino
Editore: edizioni Dedalo

Fra tutti i fenomeni della fisica quello della radioattività è uno dei più interessanti, sia da un punto scientifico che da un punto di vista più pratico.
Purtroppo la radioattività non è propriamente vista di buon occhio dai non addetti ai lavori, poiché tendenzialmente viene collegata a fenomeni letali, come per esempio le armi atomiche.
Tuttavia, la radiazione non è solo correlata alle armi di distruzione di massa o ad altri fenomeni tragici come Chernobyl o Fukushima.
Il fatto che tutti noi siamo radioattivi sfugge a molti, certo l'attività degli elementi all'interno del nostro corpo non è tale da uccidere, ma ha dei risvolti pratici nella scienza e nell'archeologia.
Esempio, la datazione al carbonio 14 come si fa?
Il carbonio 14 è uno degli isotopi (cioè un atomo di un elemento chimico con lo stesso numero atomico, ma differente numero di massa) del carbonio, C, ed è radioattivo. Durante la sua vita ogni essere vivente assume carbonio 14 tramite l'alimentazione, una volta morti noi non assumiamo più questo radionuclide. Ma il carbonio ha un'emivita di circa 5700, per cui esso continua a restare all'interno del nostro corpo dopo la morte, grazie alla stima di carbonio 14 ritrovato sui resti di persone o animali morti da tempo è possibile risalire all'epoca storica in cui è vissuto.
Un discorso analogo vale per la scoperta della fissione nucleare. Questo fenomeno ha un duplice aspetto; ma quello più conosciuto ed esecrato riguarda il suo uso per scatenare la potenza delle armi nucleari.


Ma la fissione nucleare può essere utilizzata anche nei reattori per ricavare energia con cui alimentare gli elettrodomestici di casa nostra.
Tornando al libro. Il suo pregio è che in poco meno di 200 pagine Pallottino si ingegna a darci le informazioni necessarie su questo fenomeno estremamente interessante, senza perdersi in tecnicismi.
Il tutto nasce dalla naturale curiosità che accompagna questi fenomeni di difficile comprensione. Del resto lo studio della radioattività, dei radionuclidi e dell'attività delle sostanze che emettono energia spontaneamente non è facile ed è quasi sempre esclusivo dei corsi di laurea specialistici, come ingegneria e fisica.
Pallottino, che non è un fisico, ma un ingegnere elettronico, parte dalla necessità di poter consultare un testo snello e comprensibile, senza dover ricorrere ai testi specializzati di cui sopra, che non sono sempre reperibili sia per motivi di costo, che per motivi di facilità di consultazione.
La radioattività intorno a noi, quindi, è un libriccino piacevole, scorrevole che ha lo scopo di svelarci le basi delle radioattività. Partendo dalle definizioni basilari, passando per le applicazioni pratiche nello spazio e nella vita di tutti i giorni, fino all'analisi di alcuni disastri recenti (Chernobyl e Fukushima). Infine, nelle appendici, ci sono dei piccoli approfondimenti tra cui formule matematiche, unità di misura e un piccolo dizionario scientifico.
Un piccolo gioiello di letteratura scientifica, ma senza la pretesa di rimanere ancorato a quest'ambito. Consultabile liberamente da tutti, neofiti, accademici esperti, studenti o semplicemente da curiosi.

Matt - Il Locandiere

mercoledì 3 settembre 2014

Tea & printed pages: il salotto degli Avventori letterati.

Quando mi concedo di sognare la casa dei miei sogni, la prima cosa che focalizzo è un'enorme biblioteca con scaffali ricolmi di libri polverosi. Il profumo della carta stampata nell'aria. Un salottino in cui sorbire un té o un liquore in santa pace, sfogliando un libro. Cos'altro si potrebbe desiderare ancora?
Come vi avevo largamente anticipato nelle news di Settembre, ecco arrivare una nuova rubrica dal profumo dell'inchiostro su carta. Forse ve l'aspettavate, forse no, forse volevate suggerirmi di crearla. Ma in ogni caso, chissene. Eccola qui, il Mercoledì, a imporre la sua presenza a tutti quanti voi, lettori casuali o meno, affezionati Avventori della Locanda.



Indi per cui ecco partire il nuovo appuntamento letterario, per chi non si vuol far mancare niente. Beh, questa rubrichetta non avrà uno scopo preciso, può darsi che vi consigli un libro da leggere nel mese, può darsi che invece si parli di libri e basta, oppure ancora potrei rispolverare vecchi ricordi del liceo, tipo: "Ma qual'è la versione più assurda che avete fatto???".
Anyway, oggi si parla di libri, per la precisione si parla di una nuova saga letteraria a cui mi sono appassionato, c'est à dire Le cronache del ghiaccio e del fuoco di quel buontempone di G. R. R. Martin.
Eh sì amicissimi, alla fine ci sono cascato pure io.


Spinto dalla curiosità mi sono detto: ma perché tutti ce l'hanno su con queste Cronache?
Tempo fa ebbi modo di affrontare un argomento assai complicato che vedeva contrapposte le Cronache, che all'epoca identificavo erroneamente con Game of Thrones, e il Signore degli Anelli. Insomma un classico, il derby Martin vs Tolkien.
Già all'epoca mi ero espresso cautamente a riguardo, affermando che le due saghe non possono e non potranno mai essere paragonate. Certo, poi c'è chi continua a farlo, scrivendo basandosi più su pregiudizi e parzialità piuttosto che sui fatti. Ne ho viste di ogni: da quello che sostiene che i libri di Martin facciano schifo perché muoiono troppi personaggi (o meglio, muoiono i personaggi preferiti di chi scrive ciò), a quello che afferma che i racconti di Tolkien siano cagate perché ci sono gli elfi.
Commenti che lasciano il tempo che trovano, ma purtroppo ce ne sono.
Ma oggi non siamo qui per parlare di questa diatriba, che approfondiremo magari nei prossimi giorni, cercando di arrivare ad una soluzione. Oggi si parla di queste cronache e delle mie impressioni su di esse, dopo la lettura dei primi due libri (e mezzo del terzo).

Oh, sfogliando subito le prime pagine ho capito di essere davanti a qualcosa di unico nel suo genere. Dire che le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono una saga fantasy è fin troppo riduttivo. Ovviamente abbondano gli elementi fantastici, tipo i draghi e le loro leggende, i giganti, gli Estranei ecc ecc; ma la realtà è ben più complessa.
Andando più a fondo scopriamo che le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco hanno la maledetta sorpresa di essere estremamente realistiche. Io mi aspetterei di vedere i vari giochi di potere tra Lannister, Stark e Baratheon nei vari regni Europei durante il Medioevo. Insomma sono fatti reali, o comunque molto simili alla realtà storica, messi però in un universo inventato. Banale, direte voi, mica tanto, vi rispondo io.
In ogni caso non mi pare opportuno di stare qui a fare l'analisi stilistica e dei significati, mica siamo ad una lezione di letteratura inglese contemporanea, giusto?
Quello che conta sono le prime impressioni, positive, e i personaggi che ti hanno appassionato e quelli che non vedevi l'ora che se ne andassero, possibilmente per sempre. Ma tipo volete saperla la lista dei miei personaggi preferiti vs meno amati?

- Personaggi amati:
Tyrion Lannister: il nano, il folletto, il chiamatelo-come-volete. Con le sue corte gambette, gli occhi storti e di due colori diversi, il suo spiccato acume e senso dell'umorismo mi hanno praticamente fatto innamorare subito. Questo piccolo mostricciattolo, poi, sembra avere un debole per quelli che sono come lui: reietti, bastardi, traditori. Tutto ciò che non è bello e splendente come le famiglie nobili. Anche se è un Lannister, spesso non viene trattato come tale.
Jaime Lannister: il fratello del nano e amante della regina Cersei, che guarda caso è anche la sua sorella gemella. Dettagli. Sì, la famiglia Lannister mi da molte soddisfazioni, sembra la classica casa che riesce a sopravvivere agli eventi più disparati grazie ai più infimi magheggi e all'oro. Dite poco.
Ok, Jaime sarà anche un porco incestuoso, regicida e troppo pieno di sé per vedere al di là del proprio naso; ma vuole un sacco di bene al povero Tyrion e questo gli fa guadagnare punti.
Tywin Lannister: freddo e calcolatore, un grande generale. Un po' tanto stronzo, lo ammetto; ma ammiro la sua personalità ed il suo modo di vedere il potere.
Daenerys Targaryen: una storia sfortunata la sua, orfana e con un fratello che è una checca isterica, irascibile e incapace a governare un'armata di bambole di pezza. Ho apprezzato la sua evoluzione, da bambina a donna, con la conseguente affermazione del suo potere. Saranno cazzi amari per i Sette Regni, lo so già.
Arya Stark: penso che sia l'unica di casa Stark ad aver catturato la mia simpatia.
Stannis Baratheon: non c'è un motivo apparente, mi piace e basta.
Sandor Clegane: amore di Mastino. Il cagnaccio col cuore d'oro. Ok è anche oro dei Lannister, ma pur sempre oro.



- Personaggi "meh":
Sono quei personaggi che non so ancora classificare: non li amo, ma neanche li odio a morte.
Jon Snow: Lord Snow, il bastardo, il confratello dei Guardiani della Notte. Per me è un bell'enigma. A tratti si comporta come un adulto, mentre in altri momenti vorresti entrare nel libro a prenderlo a scudisciate. Me ne farò un'opinione migliore più avanti, spero.
Jorah Mormont: insipido e servile. Sinceramente lo sopporto a fatica.
Eddard Stark: il grande e nobile lord di Grande Inverno, così nobile da scambiare il puzzo della merda per odore di violette. Certo, Ned ha il pregio di seguire solo la legge dell'onore che, sebbene sia molto apprezzata a nord dell'Incollatura, anche Hodor capirebbe che ad Approdo del Re vale meno di un soldo bucato. Poverino, vittima delle circostanze e del suo onore. Forse tagliargli la testa è stato il gesto più magnanimo che si poteva concedergli.
Joffrey Baratheon: un coglionetto. Troppo bambino per governare, troppo grande per fare il bambino. Nemmeno se passassimo due anni a prenderlo a scudisciate lo raddrizzeremmo. Non mi ispira però particolare odio, non ha così tanta importanza per me.

-Personaggi decisamente no:
Catelyn Stark: forse pensava di fare la scoperta del secolo arrestando Tyrion Lannister, magari s'aspettava anche che la sua famiglia non solo non muovesse un muscolo, ma magari applaudisse estasiata e compiaciuta davanti al fatto compiuto. Bella cosa, poi, portare Tyrion dalla squinternata sorella Lysa, davvero un colpo da maestro. Forse suo padre la picchiava da piccola, oppure il gelo di Grande Inverno le ha rallentato il cervello. Pagina dopo pagina Cat non ha fatto altro che sfornare una cazzata dietro l'altra, diventando l'artefice della sorte di suo marito. L'unico momento di lucidità l'ha avuto quando ha proposto ai lord riuniti attorno a Robb di porre fine alla guerra coi Lannister; peccato che fosse troppo tardi ormai.
Sansa Stark: stronzetta presuntuosa, cresciuta a pane e leggende cavalleresche. Congratulati con te stessa per aver fatto in modo che la testa di tuo padre finisse a decorare le mura della Fortezza Rossa. Genio.
Lysa Arryn: la vedova del miserrimo Jon Arryn. Provata dall'estenuante vita di corte, ha deciso di infilare la testa sotto la sabbia, o meglio, di andarsi a rinchiudere nel Nido dell'Aquila. Tanto nessuno andrà a prenderla, giusto? Giusto? Sì vabbé. Per non parlare del modo in cui sta tirando su quel piccolo rincoglionito del figlio, lord di Nido dell'Aquila, incapace di allacciarsi le scarpe da solo. Prevedo che lo sfortunato piccolo lord morirà in maniera atroce, me lo sento.

Ovvio questa è una prima e approssimativa lista, basata sulle letture dei primissimi libri. Della serie TV forse ne parleremo più avanti, per ora qui si parla solo di carta stampata.
Ah prima di chiudere le comunicazioni, volevo ri-proporvi una pagina Facebook che procura cose non male. Gadget e aggeggini utili, ma non solo! Su questa pagina ho trovato e comprato sia la catenina di Skyrim (col drago dell'impero come ciondolo) che l'anello di Sauron. Che dite? Vale la pena darci un'occhiata? Io dico di sì, mi sono sempre trovato bene. Indi per cui, se siete interessati, visitate:


Si vendono anche spille e collane di Game of Thrones, per questo motivo ve lo sto consigliando. Ah, come amo fare felici i fans! Non mi ringraziate tutti assieme.


lunedì 1 settembre 2014

Il Lunedì del Locandiere

Gooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooood Morning Avventori! Lunedì 1 Settembre e si ritorna a pieno regime con la rubrica delle opinioni varie ed eventuali e non solo! A partire da oggi cercheremo di rendere il Lunedì del Locandiere migliore, dedicando più tempo all'analisi dei fatti non solo di cronaca, ma anche di politica e scienze. Insomma, la mia idea è quella di rendere l'appuntamento del Lunedì decisamente più dinamico e, se possibile, saporito. Nel senso che parlerai anche di cucina?
Why not?

Comunque, vi ricordavate quando vi dissi che di questo blog non si sarebbe parlato di politica? Scordatevelo, da oggi si parla anche di quello. Coi dovuti se e coi dovuti ma, visto che ci tengo poco a diventare un urlatore telematico o quanto altro. In particolare oggi parleremo di Beppe Grillo e della sua pagina FB, con tutto ciò che ne consegue.
Già altri autori e blogger decisamente più bravi di me, piccolo arrampicatore internettiano e possessore di un mediocre blogghettino, hanno affrontato questo delicatissimo argomento. Tipo qui.
Ma il bello della rete è la sua democrazia. La rete è democratica ed è quanto di più democratico possiamo avere, quindi tutti possono dire la loro nella rete senza particolari rischi e, soprattutto, senza particolari competenze. Parlo tanto di competenze, ma io ne possiedo? Abbastanza, o almeno credo di possederne a sufficienza per parlare di politica e politici in modo decoroso, senza scadere in banalità o in monologhi da baretto fetido. Ma torniamo alla vexata quaestio: perché parlare del Beppe nazionale senza filtro?
Dicevo che altre eminenti persone hanno già sondato l'insondabile spessore di questo macigno del web italiano, così come dell'elettorato di base del MoVimento, cioè la GGGGGENTE (da contrapporre alla Ka$ta e ai Kollusi pakati dalle lobby chimico-farmaco-carnivore del NWO di Segrate, gombloddoh!11!).
Mi piacerebbe evitare di parlare di quel fenomeno da baraccone della società che è l'elettore medio pentastellato (attenzione, parlo di elettore medio!). Incazzato, con la schiuma alla bocca, spesso si è laureato presso l'Università della Strada, che pare essere ai primi posti come livello di insegnamento fra tutti gli Atenei, oppure ancora lavora presso Se Stesso (o presso Tua Madre, dipende da quanto si è burloni). Vorrei evitare di parlarne, ma perché privarvi di questo diletto? Voglio raccontarvi una storiella.

In quei tempi v'erano le elezioni europee. Come spesso accade non riesco a mordere la mia maledetta linguaccia, così mi ritrovo invischiato in una delle tante dispute che infiammavano il web: il MoVimento né il suo metodo di fare campagna elettorale mi convincevano poco.
Ovviamente NON si può mettere in discussione ciò che gli esponenti del MoVimento dicono, né tanto meno è possibile una conciliazione con chi ha idee un po' meno "radicali", se volete. Detto altrimenti: o la vedi come noi o te ne vai affanculo. Mentre cercavo di fare valere le mie idee un tale, che ho avuto il piacere di conoscere, salta fuori e, nel delirio pentastellato, insinua che io voti per partiti collusi. Al che mi sono posto un paio di domande:
a) Collusi con chi? Con la mafia? Con le lobby farmaceutiche? Coi rettiliani? Con gli orsetti del cuore?
b) La supponenza di certa gente non ha fine. Per quel che ne sapeva codesto bellimbusto io avrei anche potuto annullare la mia scheda, o addirittura non recarmi alle urne; ma siccome la maledetta supponenza di alcuni pentastellati è esponenziale, mi sarebbe riuscito difficile fargli comprendere questo punto. Ho incassato, rispondendo che questa loro vizio di pensare con la testa degli altri sarà, prima o poi, la loro fine (politica).
c) Perché quando qualcuno non condivide le idee dei soggetti di cui sopra è un troll o un colluso o chissà cos'altro? Funziona davvero la tecnica del: o con noi o contro di noi? I pochi che ci hanno provato, e la storia lo evidenzia, sono finiti molto, molto male: o esiliati in un'isoletta in mezzo al fottuto nulla dell'Atlantico o con una pallottola nel cervello in un bunker a Berlino.
d) Di Grillo ho sempre avuto un'opinione poco buona. Non è un bravo comico, non è granché come guru/blogger (ammesso e non concesso che gli articoli se li scriva lui) e, spesso, la comunicazione lascia a desiderare, nel senso che riesce a infondere qualcosa solo nella testa di chi ha i coglioni girati. Tuttavia il pregio del Beppe è stato quello di saper ascoltare i malumori della gente, sfruttandoli non sempre in modo decoroso.

Dall'evento di cui sopra e dalle quattro considerazioni annotate, mi sono fatto una circa idea la conformazione comportamentale dell'elettore pentastellato medio (attenzione! elettore medio):
  • Arrabbiato
  • Poco incline al dialogo con chi non la pensa come lui
  • Poco propenso ad avere fiducia nei media nazionali
  • Poco propenso ad avere fiducia nella scienza/medicina ufficiali
  • Molto incline a dare una notizia per buona solo perché sta su internet
  • Può rientrare nelle sottocategorie estreme di vegani, animalisti, fruttariani, antivaccinisti ecc ecc. (Badate bene, non tutti i vegani e gli animalisti sono estremisti, purtroppo fanno più notizia quelli che si comportano come tali)
  • Crede alle teorie dei complotti (signoraggio bancario, NWO, HAARP, scie chimiche ecc.)
  • Per cavarsi da situazioni dialetticamente ostiche ripropone slogan o hashtag lanciati dai leader del MoVimento
  • Crede che chi cerca di mostrargli la fallacia di certe idee sia un troll o sia pagato non si sa bene da chi (se vi facessi vedere il mio estratto conto bancario vi allarghereste il culo dal ridere)
Che poi queste, a voler ben vedere, sono tutte annotazioni tratte da esperienze mie personali e non rispecchiano la totalità degli individui...o forse sì?
Anyway, il problema permane. Come mai l'elettore pentastellato medio presenta tutte queste caratteristiche?
Perché si "informa" su pagine di dubbia serietà tipo: Tze Tze, E Adesso fuori dai coglioni, la pagina FB del Beppe, Scienza di Confine et similia. Insomma, siti/pagine acchiappa-click che poco o niente hanno di serio o scientifico, come vorrebbero far credere.
Perché è proprio questo, cari amici, il nocciolo della questione: le pagine acchiappa-click e tutto ciò che ci gravita attorno.
Forse non lo sapete, forse sì, ma su internet si può fare un po' di soldini senza vendere la mamma ai pirati, o le armi ai terroristi libici. Maccome?
Mettendo pubblicità sui vostri siti. Not only! Più click verranno fatti, più le pubblicità vengono visualizzate, più soldini guadagnate, perciò:

MAGGIORI VISUALIZZAZIONI
=
MAGGIORI PROFITTI

Certo, questo non ha poi bisogno di dimostrazioni particolari, è semplice logica. Ma come ottenere maggiori visualizzazioni? Come vi dicevo la rete è democratica, quindi tutto può essere visto da tutti, senza distinzioni particolari. Ma per far sì che le cose che pubblichiamo abbiano risonanza maggiore bisogna prendere opportuni accorgimenti. Uno di questi è, senza dubbio, quello di utilizzare un linguaggio tragico e sensazionalista, per introdurre i propri articoli.
Facciamo un esempio, fornitomi peraltro da TzeTze su un piatto d'argento, anzi no di Bario, così le scie chimiche vengono meglio:

L'analisi del fenomeno complottaro-urlante è quanto mai interessante. Innanzitutto notate che non viene MAI specificato di cosa si parla, o tutto sommato ne viene data solo un'indicazione. Notate anche l'allarmismo del titolo in blu, rigorosamente in caps-lock: ALLARME DENTIFRICIO: UNO STUDIO HA SCOPERTO CHE...
Ora, io non sono un antropologo, né uno psicologo; ma è facile dedurre che il titolo è stato appositamente scritto per attirare l'attenzione. I puntini di sospensione, poi, invitano il lettore ad approfondire il discorso, facendo leva sull'innata curiosità dell'internauta. Poi apriamo la pagina ed ecco cosa ci troviamo...


Pubblicità come se piovesse. Se volete visualizzare l'articolo completo potrete trovarlo qui. Il sugo dell'articolo, in realtà è ben poco. Il titolo fa intravedere una catastrofe che sta per ucciderci tutti, nel nostro caso trattasi di un certo agente chimico cancerogeno presente in un prodotto di una nota marca di dentifrici e altri aggeggi per la pulizia dei denti. Il reo è proprio il triclosan.
Ma cosa razzo è il triclosan?



Innanzitutto il triclosano, detto anche triclosan o 5 - cloro - 2 (2,4 - diclorofenossi)fenolo, ha formula bruta C12H7Cl3O2. Ha molteplici usi, in particolare lo si trova in certe quantità (minime) in prodotti di uso domestico, dai deodoranti ai dentifrici, appunto. La peculiarità del triclosano è quella di andare a colpire funghi, micobatteri, spore e batteri gram positivi e negativi (come la pseudomonas aeruginosa et similia). Insomma funge da antisettico e antibatterico. 
Eh, ma è pericoloso?
Secondo l'articolo sì. Perché? Perché a insindacabile giudizio di TzeTze è cancerogeno. Tra l'altro in fondo a questo squinternato elogio del qualunquismo scientifico medico c'è un link che ci conduce ad un'altra pagina, la quale, appena effettuato l'accesso, fa bella mostra di pubblicità pop up. Credibilissima.
Anche in questa pagina, senza come né dove, ci viene spiegato quanto il triclosan faccia male, perché è cancerogeno. Certo, l'ha detto l'FDA.
Chi??
La Food and Drugs Administration è un'agenzia governativa americana che si occupa della regolamentazione di cibi e medicinali negli USA. Per dirvene una, in America, ma anche nel resto del mondo, non può essere venduta una lente a contatto che non abbia passato i test richiesti dalla FDA. Nei due articoli, che in sostanza dicono la stessa cosa, perciò noi faremo riferimento solo a TzeTze, la FDA avrebbe presentato un non so quale rapporto di 35 pagine, in cui appunto si dimostra la dannosità di questo triclosan. E comunque 35 pagine per uno studio scientifico mi sembrano ben poca cosa; ma vabbé. A questo punto, cari amici, è opportuno farci alcune domande:
a) Quale rapporto? La FDA ha un campo d'azione che non è vasto, di più. Dire che c'è stato un rapporto sulla dannosità del triclosan è come dire che l'altroieri una gelateria ha venduto un certo numero di gelati. Se non si specificano i dati del rapporto presentato si sta parlando del nulla, anche perché in entrambi gli articoli non sono bene chiare le dinamiche. Nel '97 la FDA da l'approvazione per commercializzare il dentifricio e adesso, dopo una querela, spunta un rapporto sul triclosan cancerogeno? Mmmm, non mi è ben chiaro tutto l'iter. Né di chi è questa querela.
b) Triclosan cancerogeno o legato allo sviluppo dei tumori? Dire che una sostanza è collegata allo sviluppo di tumori non è come dire che essa provoca tumori. Anche l'aria è collegata allo sviluppo dei tumori alle vie respiratorie e ai polmoni, eppure nessuno ha ancora fatto una class action contro Madre Natura. Qui è da capire se il triclosan favorisce lo sviluppo dei tumori da solo oppure se, in certe quantità e in determinate condizioni, può diventare cancerogeno. Ovviamente nell'articolo non si specifica.
c) Quanto ce n'è di triclosan? Come vedete la soluzione del problema sta nel linguaggio usato. Se io vi dicessi "Le carote curano la miopia nei bambini", manderei un certo tipo di segnale; mentre se affermassi "Una dieta ricca di carote ed una corretta postura possono evitare l'insorgere della miopia nei bambini", manderei un altro tipo di segnale. Qui siamo nello stesso identico caso. Stando a quanto ci dice l'articolo di TzeTze, il triclosan è cancerogeno punto. Non si fa riferimento alle quantità, né al periodo di esposizione che può essere considerato critico. Se fate delle banalissime ricerche via Google scoprirete che non si fa alcuna menzione del fatto che il triclosan potrebbe essere cancerogeno.
Non viene specificato se questa molecola è dannosa in certe quantità o a prescindere, né in quanto tempo può fare danni. C'è da dire che almeno qualcuno s'è preso la briga di dirci se c'è da avere paura del triclosan o no: la FDA, nel Novembre 2013, aveva detto la sua. In ogni caso, da nessuna parte si parla di cancro o tumori. Certo questo non significa che possiamo mettere il triclosan sulla pasta al posto del grana, sia mai!

Ma ora voi potreste sollevare un dubbio lecito: perché questa digressione su TzeTze? Mica dovevi parlarci della pagina di Beppe Grillo?
A me piace prenderla piuttosto larga. Innanzitutto volevo mostrarvi che non era solo la pagina FB del Beppe a pubblicizzare notizie di scarsissimo valore; ma anzi è pratica piuttosto diffusa. Vero, c'è chi dice che alla fine TzeTze sia una pagina satellite di quella Pentastellata, ma tant'è. Secondo, notate anche il tempo che ci ho messo a debunkerare quella che poteva essere una cazzata, e che alla fine si è dimostrata tale. Ho dovuto dare fondo a molte risorse internettiane, scartando quelle che poco o nulla avevano di scientifico, consultando siti ufficiali o, comunque, di agenzie riconosciute dallo Stato. Ho dovuto studiare cos'è il triclosan e quali effetti può avere sulla salute della gente in quantità elevate. Ho dovuto pensare e scrivere giù questo articolo, citandovi magari qualche fonte, per farvi capire che non sono il primo sbarcato da una nave di banane. Ho sacrificato tempo ed energie. Quanto tempo ed energie credete che quelli di TzeTze ci abbiano messo? Eppure sulla rete una notizia del genere può essere di una viralità pazzesca. In quanti avrebbero controllato le fonti prima di condividere come se non esistesse un domani? In quanti avrebbero inneggiato al complotto?
Ma, soprattutto, perché faccio tutto questo? Per la gloria? Per soldi? No, perché sono ancora uno di quelli che ama la scienza e si indigna quando essa viene presa per un fenomeno da baraccone. La scienza è la descrizione dei fatti, non la soluzione che vorremmo ai problemi che ci creiamo noi. La scienza usa dei linguaggi rigorosi, basati su evidenze sperimentali; non specula, non fa filosofia e non si vende agli angoli delle strade come pane e panelle. La scienza non è un complotto, non è oscurantismo.
Davvero, ogni tanto mi incazzo a morte nel vedere persone che condividono bufalotte più o meno gigantesche e paradossali; mentre ti danno del troll o del cieco, mentre cerchi di far valere le tue opinioni in modo elegante e rigoroso. Il tutto perché esiste questo enorme, gigantesco e tremendamente imbecille mito dell'enorme complotto ai danni di tutto e tutti. Complotto svelato, peraltro, solo da pochi eletti.
Ma io dico: possibile che, se davvero dovesse esistere un complotto per ogni minima cosa, ci sia sempre qualcuno in grado di svelarlo così, come se bevesse un bicchiere d'acqua? Possibile che queste faccende siano così segrete e così ben architettate da venire smascherate da tutti? Possibile che la rete sia la detentrice dell'unica realtà che ci salverà dai complotti? Non credo proprio.
Quindi vedete? Il mio lavoro ha occupato una certa fetta di tempo. Non voglio rinfacciarvi la mia crociata contro i mulini a vento; ma cerco solo di farvi capire come funzionano le cose per me, quanto per altri che ci mettono ancora più passione di me.
Ma tornando all'argomento principe, questo brillantemente noioso excursus è stato fatto in funzione del main event: TzeTze e la pagina FB del Beppe non si discostano poi più di tanto l'una dall'altra, in termini di modus operandi intendo.
Anche in questo caso una verifica è opportuna.

Innanzitutto arrivando sulla pagina Facebook Beppe Grillo possiamo già notare nei commenti i toni irosi dei naviganti. A quanto pare essere incazzati col mondo intero è una prerogativa. Ma vabbé. Scegliamo una notizia a caso, tra le tante incentrate soprattutto sulla politica e volte ad attaccare o sminuire questo o quel membro di partiti vari.
Cerchiamo di evitare un argomento politico in senso stretto, tanto so già che qualcuno tra voi mi darà del pdino, pdiota e altri epiteti interessanti, solo perché personalmente defenestrerei una buona fetta di politicanti ed elettori pentastellati. Dico una buona fetta perché grazie al cielo nel MoVimento c'è chi, e non è stato ancora cacciato, ha sufficiente sale in zucca e capacità da muoversi verso direzioni giuste, impegnandosi in qualcosa di concreto. Peccato che questi esempi vengano coperti dal ridicolo di altri fatti incresciosi, come quelli che credono alle sirene o che credono che lo sbarco sulla Luna non sia mai stato effettuato, eccetera eccetera. Becchiamoci questo articolo:


Dell'articolo introdotto non si dice poi niente, fermandoci leggiamo che le pompe di benzina stanno facendo qualcosa. Non si sa che cosa, però la stanno facendo. Certo non ci si spreca ad attaccare il Governo ( a chi si riferisce il termine ebetino? A Renzi? Io non lo so, voi?) e, tanto meno, ad aggravare il clima di astio nei confronti delle istituzioni, facendo passare chi non la pensa come i MoVimentati per degli imbecilli fresconi, per l'appunto: Mi raccomando "belli allegri". Perché stanno salvando l'Italia.
Ora, facciamo finta di non aprire l'articolo. Una persona naviga, scrolla verso il basso e trova questa notizia che dice tutto e niente. Quale sarà la prima impressione?
Rincaro dei prezzi del carburante? Eh sì. Probabile. Quindi già si potrebbe far leva su ciò che fa incazzare di più gli italiani: andare a toccare il portafogli. Badate bene che sto usando il condizionale eh! Le mie sono supposizioni.
Ma comunque, per non sapere né leggere né scrivere, apriamo l'articoletto e vediamo cosa ci propone il buon Beppe, caro Beppe.


Grande Giove! Ma allora è proprio un complotto! Guardate che pubblicità pazzesca mi si è aperta appena ho visualizzato l'articolo!
In realtà non mi sono particolarmente stupito, se TzeTze era tappezzata ovunque da pubblicità, perché la pagina FB del Beppe nazionale non doveva esserlo? Cosa sono 'ste discriminazioni??? Va beh, chiudiamo la pubblicità delle Grandi Scuole (ed è significativo che compaia qui...o forse non lo è e sono io ad essere malizioso) e passiamo all'articolo, che è meglio.


La pagina è la stessa ma senza la pubblicità noiosa che ci copre il notizione. Titolo: Lo sblocca Italia che aiuta i petrolieriQui potete leggere l'articolo originale.
Cito direttamente:
Le norme contenute nello sblocca Italia confermano la volontà politica del Governo Renzi: favorire lo sfruttamento delle fonti fossili a discapito dei territori e dell’ambiente. La conferma arriva da una prima lettura del provvedimento circolata fuori sacco e dalla quale si apprendono importanti novità, in particolare per favorire le attività estrattive di idrocarburi nella terra ferma del territorio nazionale a discapito delle economie locali come turismo e agricoltura che mal si conciliano con l’estrazione petrolifera.
Mmm ok, quindi il Governo avrebbe intenzione di favorire le attività estrattive...ok. Come?
 Con lo sblocca Italia si sostituiscono le vecchie fasi di prospezione, ricerca e coltivazione con una concessione unica della durata di 30 anni, 10 in più rispetto alla normativa precedente, semplificando le procedure e allungando i tempi per il quale è possibile esercitare l’attività estrattiva sul territorio perfino con proroghe che potrebbero arrivare fino a 50 anni. Inoltre viene accentrato il potere autorizzativo per la Valutazione di impatto ambientale dei progetti dalle Regioni al Ministero dell’Ambiente: entro 90 giorni le Regioni dovranno inviare al Ministero tutte le istruttorie dei titoli vigenti e dei procedimenti in corso.Un duro colpo di mano alle amministrazioni territoriali e locali per favorire le attività delle compagnie petrolifere e compromettere lo sviluppo dell’economie locali del settore agricolo e turistico, fortemente legate alla valorizzazione e alla tutela della bellezza del territorio e del paesaggio.Il futuro del nostro Paese non può essere distorto dall’incapacità del Governo Renzi di non voler vedere oltre le vecchie logiche di potere, nel quale si continua a tutelare un gruppo di interesse particolare senza guardare al resto del Paese fatto di industrie, imprese e giovani che vogliono costruire il loro futuro. Domani Renzi avrebbe fatto più bella figura se avesse posto al centro del dibattito politico la necessità per l’Europa di adottare dei target vincolanti al 2030 sulla riduzione dell’emissioni, sul risparmio energetico e la produzione delle energie rinnovabili per rilanciare la creazione di lavoro e occupazione proponendo un nuovo modello di sviluppo industriale ed ecologico, come sta facendo la Germania, la Danimarca e gli altri Paesi europei, che dal nostro attaccamento al fossile conseguiranno un ulteriore vantaggio tecnologico ed economico".
Dunque, quello che gli stellini non sopportano sono tre cose:
a)  Renzi vuole dare mano libera ai petrolieri per trivellare anche il giardino di casa di vostra nonna.
b) Renzi toglie il potere di decidere di trivellare o no alle regioni per darlo al Ministero dell'Ambiente (non mi sembra poi una brutta cosa).
c) Renzi supporta le lobby del petrolio (andate a prendere i cappellini di stagnola, che questo è un complotto).
Si sa, la politica del Governo, non di Renzi, perché Renzi non è IL Governo, non ha dato gli esiti brillanti che ci si poteva aspettare e, quindi, urgono misure diverse e davvero efficaci senza slogan da parte di nessuno.
Finale un po' tanto demagogico, ma non per questo falso, in cui si esaltano i virtuosismi tecnologici di altri paesi europei tipo la Germania e la Danimarca. Strano, visto che i Grillini non amano particolarmente le terre della cancellierona, ma vabbé. Per stavolta le logiche di partito passano in secondo piano, meglio così.
Ma c'è qualcosa che non torna. Anche perché sono andato a leggermi sul sito del Governo italiano il decreto legge. Sulla parte circa gli idrocarburi si legge:
Semplificazione Idrocarburi. Oltre alle norme sulla realizzazione di infrastrutture necessarie per aumentare e differenziare i canali di approvvigionamento dall’estero, si è proceduto anche rispetto alla valorizzazione dei non trascurabili giacimenti di idrocarburi presenti sul territorio nazionale, sbloccando cospicui investimenti (ipotizzabili in 15 miliardi di euro). Si è quindi proceduto a riconoscere il carattere strategico delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, delineando quindi procedure chiare ma commisurate alla natura di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità. In particolare, si è prevista l’introduzione di un titolo concessorio unico, comprensivo delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, rilasciato a seguito di una approfondita valutazione del richiedente, nel rispetto del principio di leale collaborazione con i diversi livelli territoriali, nonché del principio costituzionale di tutela dell’ambiente.
Eh, forse le cose non sono poi così come ce le hanno spiattellate gli stellini. Anche perché, stando a questo decreto le estrazioni avverranno se e solo se ci sarà una approfondita valutazione del richiedente, nel rispetto del principio di leale collaborazione con i diversi livelli territoriali, nonché del principio costituzionale di tutela dell’ambiente.
Quindi niente favoreggiamento delle lobby petrolifere e niente trivellazioni spudorate, come se non esistesse un domani. Però, vedete, nel comunicare la notizia, c'è stato qualcosa che ha stonato. Rivediamo l'incipit.


Le norme contenute nello sblocca Italia confermano la volontà politica del Governo Renzi: favorire lo sfruttamento delle fonti fossili a discapito dei territori e dell’ambiente. La conferma arriva da una prima lettura del provvedimento circolata fuori sacco e dalla quale si apprendono importanti novità [...]
 da una prima lettura del provvedimento

 da una prima lettura del provvedimento

 da una prima lettura del provvedimento

Cioè avete dato una letta al testo e da lì avete costruito su l'idea del favoreggiamento alle lobby petrolifere? Certo, la notizia della semplificazione dell'iter per sfruttare gli idrocarburi liquidi e gassosi è autentica; ma da qui a dire che il Governo ha intenzione di sfavorire lo sviluppo del turismo e dell'agricoltura ne passa. Non vale neanche il discorso: "Ma è ovvio che facendo così favorisci le lobby petrolifere".
Come vedete tutto può essere ricondotto ad un complotto. Questa parte del decreto legge può essere liberamente interpretata come deleteria per l'ambiente. Ma di prove in mano ne abbiamo? Mica tante.
Ovviamente viene taciuto un passo piuttosto interessante del DL:
Veicoli a basse emissioni. La revisione della normativa vigente punta a rendere flessibile il riparto delle risorse tra le diverse classi di incentivi, riducendo alcune rigidità e eliminando ulteriori restrizioni relative alla destinazione dei veicoli e alle modalità di fruizione del beneficio. Il fine è quello di rendere quanto più accessibili gli incentivi, favorendo la ripresa del mercato e il ricambio del parco veicoli mediante una maggiore diffusione di quelli a minori emissioni complessive.
Come potete vedere tutto si riconduce al linguaggio usato per fare notizia. Sensazionalismo volto ad acchiappare il maggior numero di visualizzazioni, quindi di click, quindi di guadagni. Conformare una notizia per i propri scopi non è eticamente corretto; anche perché c'è la formidabile credenza che tutto quello proposto da internet sia vero e insindacabile.
Come per TzeTze, anche la pagina grillide spaccia per giornalismo o informazione un atteggiamento da strilloni e straccivendoli. Infatti:
  • Sulla pagina Facebook del Beppe si accenna alle pompe di benzina.
  • All'inizio dell'articolo, invece, si accusa il Governo che aiuta i petrolieri.
  • Leggendo bene tra le righe dell'articolo e andando a fare qualche ricerca non si capisce che effetto possa avere il DL sulle pompe di benzina.
Questo è solo un esempio. Pensate a dover mettersi al lavoro su ogni notizia, facendo le pulci per trovare eventuali errori o imprecisioni. Ma a quanto pare tutto ciò non ha molta importanza. In fin dei conti il pregio del Beppe, o meglio, di chi cura la pagina Facebook, è quello di saper ascoltare la rabbia di tanta gente, fomentarla con notizie a sfondo antipolitico e anti-istituzionale per poi guadagnarci sopra.
Lo scopo del mio articolo non è quello di sputtanare chissà chi. Non avrebbe senso, anche perché i diretti interessati lo fanno quotidianamente davanti a tutto il mondo e a tutti quelli che hanno abbastanza buon senso da verificare ciò che viene detto/fatto.
Forse in molti non si pongono nemmeno il problema della verifica: vuoi perché si fidano ciecamente dei suddetti individui, vuoi perché non saprebbero nemmeno dove cercare, vuoi perché preferiscono vedere il mondo così e basta.
Tuttavia il cammino dell'onestà intellettuale non si può mica fermare qui eh! Non sono un giornalista d'assalto, non vengo pagato per fare scoop e da queste mie indegne paginette non ricevo neanche il becco d'un quattrino, né mi aspetto di ricevere gloria e fama.
Semplicemente il mio scopo era quello di fare un viaggio. Leggendo gli articoli che tacciavano TzeTze, Beppe Grillo e altre pagine di giornalismo fuffa e farlocco ho pensato: <Ok, ma sarà davvero così?>
Ho visitato, ho toccato con mano e ci ho costruito un articolo sopra. Niente di più, mi sono semplicemente attenuto ai fatti.
Fatti che, a onor del vero, sono quanto mai angoscianti.
Ad essere veramente onesti, poi, questo modus operandi non viene esercitato solamente dai MoVimentisti o da paginette satelliti. Il sensazionalismo è una vera piaga del giornalismo italiano, che non risparmia neanche testate di un certo calibro che, almeno a livello teorico, dovrebbero astenersi da certi comportamenti.
Il sensazionalismo esiste perché fa vendere, non perché è necessario.


Matt - Il Locandiere