sabato 9 agosto 2014

Top 10. I migliori videogiochi per PC: Posizione 4.

Oooooooooh, ultimerrimo appuntamento videoludico prima della lunga (lunga? Tanticchia dai) pausa estiva. Lo so, alcuni di voi potrebbero tacciarmi di "fannullonismo", perché ci sono blogger che in vacanza non ci vanno. Beh, signori miei, lasciate che ve lo dica, ognuno fa i propri di comodi. Per quanto riguarda la scrittura, io sono davvero poco incline alla programmazione a lungo termine; indi per cui preferisco chiudere anziché sfornare una serie di post insipidi programmati, tanto per non far mancare niente a nessuno.
E poi, ribadisco, saranno pure cazzi miei, giusto? Giusto
Sabato dedicato alla Top 10, Top 10 di videogiochi; ma videogiochi per PC. Vediamo di fare il punto della situazione.


Invece, alla posizione 4 troviamo:

Europa Universalis IV   (lol)


Sviluppatore: Paradox Entertainment
Pubblicazione: Paradox Entertainment
Data di uscita: 13 Agosto 2013
Genere: Strategia in tempo reale
Modalità di gioco: Single e Multiplayer

Una volta giocato a Europa Universalis III non potevo certo farmi scappare la quarta edizione, a suo modo, tutta nuova. Beh, ma innanzitutto, che è Europa Universalis?
Trattasi di una fortunata serie di giochi di strategia, ora al quarto capitolo, come avete sagacemente potuto intuire, a sfondo storico. Prendi una delle infinite nazioni (grandi o piccole) che esistevano nell'Europa del XV Secolo e mandarla avanti nei secoli, fino a (circa) la caduta di Napoleone. Sarete in grado di resistere agli impetuosi venti della storia o ne cambierete radicalmente il corso?


Siamo seri, via. Non è che possiamo modificare la storia a nostro piacimento. Ci saranno alcuni eventi che non potranno essere sbloccati prima del tempo, né con trucchi, né a bestemmie, né a suppliche. Pertanto, potrete investire tutti i soldi che vorrete (rischiando anche il default) in ricerca, che tanto, prima di un certo tempo non avrete unità con armi da fuoco.
Liquidare questo gioco con un semplice: eh, è un gioco di strategia! parrebbe fin troppo riduttivo. Sia che vi poniate alla testa dell'Austria, dell'Impero Ottomano, un so weiter sia che comandiate uno staterello del kaiser disperso chissà dove in culo alle aquile, dovrete far fronte a diverse problematiche per nulla trascurabili.
Primo: il benessere interno del paese. Se la vostra guida sarà  sciagurata, il vostro popolo perderà fiducia nel governo; questo porterà ad una diminuzione del prestigio e della legittimità del vostro governo, causandovi non pochi malumori, oltre che all'aumento del rischio di rivolta. Senza contare che un governo instabile avrà un esercito meno efficiente, una rete spionistica ridicola e un minor introito generato dalle tasse.
Secondo: la guerra non è l'unica soluzione. Costruire un esercito costa soldi e manodopera. Non vorrete certo spopolare totalmente il vostro stato! L'esercito, così come la flotta navale, deve essere pagato e deve essere comandato da un ufficiale (anche se potete ovviare a questo problema mettendo il sovrano o il principe ereditario a capo di un esercito, inutile dirvi che se creperà saranno esclusivamente cazzi vostri). Un esercito non ha un massimo di unità (per dire, possono essere benissimo 500.000 uomini), ma ha un minimo di 1000 uomini. La fanteria sta bene con tutto, la cavalleria, invece, ha bisogno dell'affiancamento dei fanti per essere davvero efficace. Inoltre, terreno e periodo dell'anno influiranno sullo spostamento dei vostri uomini e vi daranno dei bonus o malus durante le battaglie o gli assedi. Quindi, se non siete proprio dei mastri strateghi e non vi abbuffate di pane, marmellata e Von Clausewitz la mattina, potreste ottenere lo stesso i vostri scopi stringendo solide alleanze o facendo rovesciare altri governi. Insomma, strade del tutto alternative all'invasione diretta, ma non per questo meno divertenti.
Terzo: La guerra costa assai! Oltre alle spese di mantenimento dell'esercito, dovrete rimpiazzare gli uomini persi ed estendere il vostro controllo annettendo i territori occupati (e la cosa costicchia), assumendo che le cose per voi siano rose e fiori. Se così non fosse, in breve, vi troverete schiacciati su tutti i fronti, con l'erario prosciugato e una popolazione tremendamente scontenta. Anche da vincente comunque vi vedrete costretti a stringere i tempi dei conflitti, ciò sempre per questioni di pecunia e, soprattutto, per la felicità del popolo. Una guerra eterna, anche se vittoriosa, debilita il morale della popolazione (miiiiii che palle!).
Quarto: Tenete sempre da conto l'opinione che le nazioni confinanti hanno di voi. Se vi considerano troppo debole cercheranno in tutti i modi di annichilirvi, sia formando coalizioni contro di voi, che isolandovi dal mercato. Viceversa mostrare troppo i muscoli potrebbe comunque procurarvi nemici mortali, soprattutto se il vostro stato sarà perennemente in guerra, anche senza motivi speciali (dichiarazioni di guerra senza casus belli). La giusta ricetta è farsi degli alleati, anche non necessariamente potenti, aiutarli e fare la guerra solo quando essa è inevitabile, per tutto il resto c'è la diplomazia.
Quinto: ciò che non si sistema con le armi si sistema con la diplomazia, tenete da conto i vostri lacché e paraculo, poiché averli in giro per l'Europa a migliorare i vostri rapporti con le altre nazioni sarà fondamentale. Ricordatevi anche di investire qualche soldino per assumere letterati, artisti o personalità eminenti, che fungeranno da corte e da impulso all'accumulazione dei punti diplomazia (colomba) amministrazione (carta e calamo) e guerra (spade incrociate). Accumulando punti si possono sbloccare dei livelli, i quali ci consentiranno di apportare migliorie e sbloccare idee nazionali; queste, in particolare, ci consentiranno di scegliere in quale direzione far procedere la nostra nazione (such as: potenza militare, economica, religiosa ecc ecc).


Ehm, vi avevo detto che non si può cambiare il corso della storia? Fate finta che non ve l'abbia detto. Nel senso, il gioco è talmente imprevedibile da permettere situazioni imbarazzanti come quella sopra. Che so, un momento di debolezza dell'AI avversaria, una particolare intraprendenza vostra e pam, la Francia occupa tre quarti di Mediterraneo. Beh del resto, avventure del genere sono capitate anche a me, e non sono poi così straordinarie come vi potete aspettare! Certo, è stato un colpo, dopo che la Francia era entrata in guerra ed aveva perso (di nuovo) contro le maggiori monarchie europee, vedermi riassegnare i vecchi territori persi lungo la costa dello stretto della Manica (giocavo con l'Inghilterra n.d.L), che dire? Viva le spoglie di guerra! Contate che, in quei tempi, ero indaffarato con una campagna contro gli Scozzesi, grazie alla quale ho potuto portare a termine la mia personalissima anschluss, ovvero la dichiarazione del Regno Unito di Gran Bretagna, Scozia, Galles e Irlanda (cioè dovevo possedere i territori di tutte queste nazioni). Quindi fu una sorpresa ben gradita; e da quel giorno iniziai ad apprezzare i miei amiconi - a debita distanza- asburgici, coi quali stipulai una coalizione anti-francese, tié! Se non fosse stato per la corsa alle colonie, probabilmente, avrei esteso la mia anschluss anche ad altri territori francesi, ma tant'è.

Un occhio al gameplay.
Detto fatto, la libertà d'azione sarà praticamente infinita. Rigiocando varie partite, mantenendo le stesse condizioni, non si presenteranno mai gli stessi eventi.
Il gioco può essere accelerato o rallentato, o anche fermato, a seconda delle necessità: per esempio, se siete in un periodo di pace, oppure se volete affrettare l'arrivo della primavera per sguinzagliare le vostre bande per i territori confinanti, allora potreste voler accelerare la velocità di gioco. Viceversa se la guerra che pianificate da tempo si sta dimostrando ostica, oppure ancora se volete aver maggiore controllo delle operazioni militari dei vicini confinanti, allora potreste voler rallentare il gioco. Se fermerete il tempo potrete comunque compiere azioni, ma esse verranno eseguite solo nel momento in cui il tempo riprenderà a scorrere, scontato no?
Come se il sistema di alleanze, unioni commerciali e personali (potrete proporre matrimoni reali, così da moltiplicare le possibilità di avere un erede e di avanzare pretese su altri territori che, di norma, non vi apparterrebbero neanche se pregaste in turco) non fosse abbastanza, esistono altre due istituzioni da tenere sott'occhio: il Sacro Romano Impero e il Papato.
Il Sacro Romano Impero è formato da una miriade di staterelli tedeschi, più l'Austria e alcuni stati italiani. Alcuni di questi saranno elettori, altri no. Di solito diventa Imperatore un membro dei regnanti dell'Austria, ma non avendo mai preso le parti di uno di quegli stati di cui sopra non posso dirvi esattamente com'è la faccenda.



Il Papato invece (e qui c'è da bagnarsi tutti) è controllabile sia come stato, scegliendo lo Stato Pontificio, sia attraverso il controllo della curia romana tramite i cardinali del Sacro Consiglio che parteggeranno per noi. In poche parole comprerete i cardinali. Chi ha più cardinali diventa controllore papale.
Ma cosa implica tutto ciò? Semplice, se siete controllori papali potrete acquisire lo status di protettori della fede, il che vi consentirà di bandire crociate e attaccare nemici di fede religiosa diversa, senza casus belli. E vi pare poco? Aspettate la riforma luterana, poi ne riparliamo. Ah, una cosa: controllare lo stato pontificio non vi renderà automaticamente controllori papali, ma dovrete comprarvi i voti dei cardinali.
Sempre per complicare le cose (è l'ultima complicazione, ve lo giuro), potrete cambiare tipologia di governo ai vostri stati, che so da monarchia a repubblica, ma non a tutti! Alcuni stati teocratici, come i Cavalieri Teutonici o lo Stato Pontificio, non possono cambiare tipo di governo.
Sì va bene divide et impera, ma che altro?
Beh, durante il gioco avrete delle missioni da portare a compimento, le quali vi faranno guadagnare ora punti prestigio, ora soldi, ora legittimità ora chissà che cazzo di altro. Sempre a patto che facciate quello che vi si chiede. Inoltre, spesso, capiteranno eventi casuali a cui voi dovrete porre rimedio scegliendo la soluzione che più vi aggrada o che più è in linea con le vostre convinzioni politiche.
Ah, ma forse vorreste sapere un po' anche i controlli di gioco! Il mouse, tout court.



Commentone-one-one finale.
Sì, bello, ne abbiamo parlato in lungo e in largo. Abbiamo detto tanto, ma non tutto, ovviamente. Lo abbiamo lodato, non lo abbiamo criticato, ma comunque di pecche ne ha.
Diaz, l'unica sua pecca, forse, è quella di essere troppo asciutto. Gli amanti dello strategico in tempo reale forse lo sapranno apprezzare, ma se si sono abituati troppo bene con un Total War, allora troveranno noioso questo titolo, che comunque, a mio modestissimo parere, resta non solo valido, ma validissimo.
Certo, può scocciare il fatto che le battaglie verranno gestite solamente dal computer, limitandoci a spostare armi e bagagli da un territorio all'altro. Può essere frustrante la pianificazione esasperata di ogni mossa, tant'è che, in molte occasioni, basta davvero un fiocco di neve per provocare una valanga in grado di travolgerci.
Può essere amato, o odiato. Può deludere il ridotto periodo di tempo disponibile, in cui far avanzare la nostra nazione. Quattro secoli circa; ma fidatevi che, a livello di tempo di gioco, non sarà per niente poco.
Un po' pirata, un po' signore. Ve lo consiglio? Massì dai, ma solo se magnate pane e Von Clausewitz a merenda, perché a colazione si mangiano le fette biscottate di Rosssssssssssssssssita ed il mugnaio-Zorro.

Matt - Il Locandiere

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