domenica 10 agosto 2014

La sera leoni e al mattino...dragoni: SPECIALE prima avventura del biondone ammazzadraghi.

Se state leggendo queste righe significa che siete sulla Locanda del Legionario ubriaco, ma non solo! Significa anche che, in questo preciso istante, sono da qualche parte lungo una qualche tratta che porta da Milano a Jesolo, luogo della mia agognatissima settimana di vacanza che, finalmente, è giunta.
Come regalo di commiato, visto che per le prossime due settimane non pubblicherò niente di niente, parleremo del nostro biondone preferito, che se ne va a zonzo per l'Eròndar assieme a Gmor stomaco-tonante e all'elfa disintegragonadi Sera.
Come avete potuto intuire dal titolo si parla non solo di Dragonero, ma di un suo numero speciale. Chi è avvezzo al mondo del fumetto stampato sa che, ogni tanto, escono queste edizioni specialerrime in cui vengono presentati vari spin-off, troiai eventuali & vari, il tutto rigorosamente a colori, sennò che gusto c'è?
Ecco, Dragonero ha compiuto un anno a Giugno. Sicché la coppia di buontemponi Enoch-Vietti ha ben pensato di sfornare uno specialone tutto a colori in 128 pagine. Mica pizza e fichi.


Titolo: La prima missione
Soggetto e sceneggiatura: Luca Enoch e Stefano Vietti
Disegni: Cristiano Cucina e Manolo Morrone
Lettering: Marina Sanfelice

Trama: Dopo aver perso una partita con alcuni amici, Ian e Gmor si ritrovano in un osteria ad offrire da bere a mezza Solian, più o meno. Qui, Ian racconta la sua primissima avventura insieme a Gmor: un preludio alle missioni come Scout imperiale.

Parliamone: badabim, badabam dopo un'anno di strisce e grattacapi vari non abbiamo ancora capito chi diavolo sia esattamente Ian Aranill; mentre della sua squinternata compagnia, forse, abbiamo già intuito qualcosa di più. Ma vediamo di fare un po' il punto della situazione, come fa di solito Fazio con il commissario Montalbano:

Ian Aranil figlio del fu Aran Herionill, della casata Varliedarto (uccisori di draghi), detto anche Romevarlo (Dragonero). Nato a Silviridhe, trentaquattro anni, capelli biondi. Ex ufficiale dell'Esercito Imperiale, si congedò dopo una brutta storia oltre il Vallo: lui, sua sorella Myrva e i suoi sottoposti incursori caddero in un'imboscata degli Algenti. Solo Myrva e Ian sopravvissero, così che quest'ultimo comparve davanti alla corte marziale per inettitudine e codardia. Dopodiché ha iniziato la sua carriera negli Scout Imperiali, carriera che prosegue tuttora.

In questo numero speciale, chiamato appunto la prima missione, Ian si è appena congedato e, grazie al consiglio di un generale che lo aveva preso particolarmente in simpatia, considera l'opzione di entrare a far parte degli Scout Imperiali. Una delle regole degli Scout, però, è che devono avere per forza un compagno di viaggio. Così il nostro Ian si reca in un monastero, dove Gmor, l'orco amico, ha deciso di trascorrere la sua vita in mezzo ai libri. Bell'occupazione per un'orco.
Ma Ian ha proprio intenzione si stuzzicare l'attenzione del nerboruto compare, complice anche la dis-avventura nella quale si catafotteranno a pié pari i nostri due eroi. Un'avventura che contiene riferimenti a fatti precedenti, come quelli raccontati nei numeri dall'1 al 4. Ma che, tutto sommato, non pregiudicano la lettura, nel caso voi foste adepti nuovi nuovi.
Storia nuova, storia che ci serve a spiegare chi è Ian Aranill e perché si porta dietro un armadio a quattro ante, col vizio della lettura e dello spaccamento di ossa. Una storia complicata che, tanto per cambiare, riguarda gli Abominii.
Che sono gli Abominii?
Mah, ne abbiamo parlano più o meno un numero sì e l'altro pure. Trattasi di creature provenienti da un altro piano, i cui scopi non sono esattamente benefici, diciamo. Per fare un forzato paragone nerdico, possiamo approssimare gli Abominii ai Daedra, e i loro tirapiedi ai Dremora. Grazie Skyrim per avermi insegnato tutto ciò! Detto fatto, direttamente dal mondo degli Abominii ecco saltare fuori un Elementale (uno dei tirapiedi), potentissimo, cattivissimo e tentacolato. Beh, l'esito della storia è piuttosto scontato, altrimenti che diavolo ci racconterebbero Enoch e Vietti?
Una piacevole lettura da ombrellone, per chi di voi è partito, o da veranda/balcone, per chi di voi resta a casa. Consigliata soprattutto se siete fan, o se siete dei neofiti del nuovo titolo di casa Bonelli.

Ooooooh, detto questo posso finalmente accomiatarmi, augurandovi sempre e comunque buone vacanze e buon riposo. Noi ci si vede fra due settimane, fate i bravi me racumandi!

Matt - Il Locandiere

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