sabato 12 luglio 2014

Top 10. I migliori videogiochi per PC: Posizione 7.

Se la volta scorsa aveva presentato l'ottavo classificato, oggi è tempo di parlare del settimo. Cosa mai vi avrò fatto bollire in pentola? Scopriamolo assieme.

I migliori videogiochi per PC. Posizione 7: 
Real Warfare Anthology


Sviluppatore: FX Interactive, 1C Company, Unicorn Game Studio
Pubblicazione: FX Interactive
Data di uscita: 2011
Genere: Strategia in tempo reale
Modalità di gioco: Single e Multiplayer


Gli amanti dello strategico purissimo andranno in visibilio con questo titolo che, coi dovuti se e coi dovuti ma, resta comunque una buona alternativa a tanti altri del suo genere, certo non siamo ai livelli di Medieval Total War, ma che ci volete fare? Nella vita bisogna anche accontentarsi un pochino.
Questo titolo comprende due giochi in uno, sapete no? I classici pacconi tipo: gioco base + espansioni fiche + (eventualmente) gioco del cazzo che non si caga nessuno.
Real Warfare Anthology, però, comprende il gioco originale (Real Warfare XIII Secolo) e una sua espansione ufficiale (Real Warfare 1242).
La trama è piuttosto semplice, o meglio, non c'è trama.
Il che, in giochi estremamente strategici come questi, non è poi un gran problema. Esiste un background storico, che riguarda più che altro i maggiori conflitti combattuti lungo l'arco temporale che copre il XIII Secolo, cioè il Medioevo.


Sicché ci troveremo impegnati in varie battaglie-troiai al fianco di questa o quella nazione giocabile (e ce ne saranno un bel po'); col conflitto che sarà spostato prevalentemente in Europa Nord-Occidentale e in Europa Nord-Orientale (con qualcosina che riguarda i Mori).
Dunque modalità di gioco Single o Multiplayer. Per il giocatore singolo potremo decidere se avviare una partita casuale, scegliendo le proprie truppe e quelle dei nemici, scegliendo anche il terreno in cui vogliamo affrontare il nemico, l'ora del giorno e la stagione. Oppure potremo cimentarci  in varie campagne, le quali, a loro volta, sono composte da tante singole battaglie senza una storia che le collega. Prima pecca del gioco.
Le campagne principali sono cinque, più una che ci farà da tutorial: un po' approssimativa, ma abbastanza utile.
Portate a termine le 5 campagne, verranno sbloccati degli scontri bonus (in totale 5) tra fazioni minori. Quindi di roba ce n'è da fare! Ma di che fazioni parliamo?
In totale saranno ventuno, quindi una buona scelta anche per i più schizzinosi tra voi, e comprendono: Ordine Teutonico, Francesi, Inglesi, Gallesi, Tedeschi, Polacchi, Ungheresi, Scozzesi, Mongoli, Mori e Russi. Ogni fazione ha degli eroi caratteristici, quindi troveremo Federico II Hohenstaufen per i Tedeschi, Alessandro Nevskij per i Russi und so weiter. Questi personaggi avranno il ruolo di capi militari, quindi la loro presenza sul campo di battaglia influenzerà e motiverà le truppe vicine; ma la loro sconfitta o morte determinerà un crollo del morale dell'esercito.


E le unità disponibili? Non sono poi tantissime e sono più o meno le stesse per tutti gli eserciti, con le opportune eccezioni: infatti gli stati europei avranno ottime unità di cavalleria pesante e buone truppe di fanteria; mentre i Mongoli avranno le migliori unità di cavalleria (leggera soprattutto) del gioco.
Detto questo per le unità di fanteria avremo i cavalieri e i sergenti a piedi, cioè le unità di fanteria pesante migliori di tutti gli eserciti, e anche le più costose, ça va sans dire. Seguono i balestrieri e gli arcieri, le unità di picchieri, gli spadaccini, gli uomini armati di asce a due mani e, per terminare, fanti e milizie irregolari, che puntano più sulla quantità che sulla qualità. Per la cavalleria si hanno dei casi del tutto analoghi: le potenze europee utilizzano cavalieri corazzati e sergenti montati come unità d'élite; ma dispongono anche di irregolari a cavallo. Alcune fazioni, però, hanno anche unità di arcieri montati...giusto per non farsi mancare niente.
Questo è quanto: unite due eserciti in un campo di battaglia e divertitevi mettendo alla prova le vostre abilità tattiche.

Un occhio al gameplay.
La limitatezza delle campagne pesa di certo, soprattutto perché, tra una battaglia e l'altra, non potremo reclutare direttamente i nostri soldati; ma ci dovremo accontentare dei set precostruiti dall'AI, senza possibilità di modifica. Quindi, per fare un paragone cattivo, è una copia mal riuscita di Medieval Total War.
Purtroppo anche la gestione delle truppe in campo non sarà facilissima: per dirne una, se vorreste spostare le vostre truppe di cavalleria da un lato all'altro dello schieramento non basta solo cliccare sul punto desiderato, ma dovrete costruire un percorso per le vostre truppe montate, affinché esse non travolgano i vostri fanti (questo vale anche per le truppe appiedate, che possono intralciare gli altri combattenti).
Altra pecca, e mica da poco, riguarda l'impossibilità di schierare l'esercito prima dell'inizio di una battaglia. Per chi, come me, ha avuto l'onore e l'onere di guidare un esercito a MTW, saprà che le truppe possono essere schierate come meglio ci conviene o meglio si adatta al nostro stile di gioco poco prima dell'inizio della battaglia. In Real Warfare non si può.


Capite bene che, tatticamente parlando, rivoluzionare l'assetto delle truppe, durante la battaglia, vi rende estremamente vulnerabili ad un nemico intraprendente. Del resto non potete nemmeno passare i primi momenti dello scontro a far correre a destra e a manca i vostri poveri soldati, che, al momento di sguainare le spade, saranno stanchi morti e, quindi, meno letali.
Del resto a noi veri strateghi da tastiera piace sperimentare, perciò questa forzata immobilità frustra le nostre possibilità di manovra, rendendo lo scontro, spesso, una prova di muscoli e nient'altro.
Sì beh, ma ci sono solo pecche??? Direte voi.
Grazie al cielo no. Se da una parte la gestione delle truppe poteva essere migliorata, dall'altra l'interfaccia di gioco, essenziale e semplificata al massimo, ci agevola non poco negli scontri. Avremo la possibilità di formare raggruppamenti (che so, tutte le unità di arcieri rispondono ad un tasto), così da risparmiarci l'inutilità di premere 20.000 tasti. I controlli sono essenzialmente lasciati al mouse, con uno stile che ricorda il già citato Medieval Total War.
Se poi volessi fare il precisino, allora potrei dirvi che, a livello di ricostruzione storica, Real Warfare si becca un 10 e lode. Armi, armature, equipaggiamenti e scenari sono stati ricostruiti con una cura, oserei dire, quasi maniacale. Colpisce la grafica, colpiscono gli scenari epici, colpiscono le grandi battaglie all'epoca della cavalleria. Peccato che, a volte, sia tutto fumo e niente arrosto.
Giusto per spezzare un'altra lancia in favore di questo titolo, posso dirvi che parte del suo bello risiede nella possibilità di giocare mappe casuali. Insomma, è divertente prendere parte a battaglie ignorantissime, tipo 10000 fanti che combattono in campo aperto come se non esistesse un domani. Scontri che di tattico non hanno nulla, ma guadagnano miliardi di punti scena e che potrebbero essere scritturati per un prequel de i Mercenari. Stupidità allo stato puro.
Peccato che il titolo non è stato sviluppato per questo.


Commentone-one-one finale.
In un mondo videoludico vasto quasi come l'universo, ormai è difficile trovare qualcosa che non si adatti ai nostri gusti. Questo strategico, ben lungi dall'essere un capolavoro, risulta tuttavia piuttosto godibile, ben fatto; ma che poteva essere portato a livelli maggiori. Detto altrimenti un'occasione mancata.
Complice la presenza di altri titoli più famosi, Real Warfare verrà sempre relegato a posizioni più che secondarie, bollato come difficile, noioso, incomprensibile perfino! (Ah che gente).
In realtà, e questa è l'opinione che mi sono costruito, questo gioco strategicamente asettico è destinato a quel piccolo gruppetto di fanatici della tattica militare nuda e cruda, senza fronzoli di abbellimento e che aborriscono totalmente la parte gestionale. Prendi le truppe, organizzale, sferra il tuo attacco e ottieni la vittoria. Oppure, se mi permettete una citazione: torna con lo scudo o sopra di esso.
Questa è la bella complessità di Real Warfare. Purtroppo non a tutti piace complicarsi la vita e non tutti pasteggiano a pane e libri di Von Clausewitz a pranzo.
La conoscenza dei capisaldi della strategia militare dell'epoca (chiaro) è essenziale se si vuole affrontare seriamente la competitiva intelligenza artificiale. Grazie al cielo la presenza di una campagna-tutorial, un po' approssimativa invero, ci fornirà a grandi linee le soluzioni generali ai problemi tattici più frequenti: come e dove schierare i vari tipi di unità e come e dove affrontare determinate formazioni nemiche. Solo con la pratica e lo studio si diventerà dei buoni comandanti. Sconsigliato a chi non ha pazienza.

Matt - Il Locandiere

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