sabato 7 giugno 2014

Speciale Storia. 70° anniversario dello sbarco in Normandia: D-Day + 1, la conta.

Per chi si fosse perso qualcosa, volevo ricordarvi che in questi quattro giorni di fuoco s'è parlato di storia (tanto per cambiare, direte voi). Più precisamente abbiamo parlato dello sbarco in Normandia, di cui quest'anno si ricorda il 70° anniversario. Indi per cui, se per caso vi foste svegliati oggidì e aveste trovato qualcosa di insolito nella Locanda, sappiate che potete recuperare qui sotto i post vecchi.




Inoltre, volevo informarvi che oggi la Locanda ha passato i 20.000 Avventori serviti! Olèèèèèè! Godi popolo! Godi Locandiere! Grazie, grazie a tutti voi amici lettori fedeli, fedifraghi o occasionali. Grazie, grazie, grazie 20.000 volte grazie!


Ma ora torniamo a noi. Ho pur sempre una Locanda da mandare avanti n'est ce pas? Abbiamo introdotto, abbiamo descritto e adesso? Magari è tempo di concludere, rispondendo anche a qualche domanda.
Una curiosità, che mi sono dimenticato di aggiungere ieri, è stato il modo in cui gli Alleati avvisarono quelli della Resistenza che l'invasione stava per iniziare.
Era normale che i francesi volessero essere coinvolti dopo mesi e mesi di pericolose missioni, di sabotaggi, di raccolta di dati e immagini sugli obiettivi. Così dall'altra parte della Manica, gli Alleati escogitarono un trucchetto niente male per avvisare i francesi dello sbarco, trasmisero tramite Radio Londra una parte modificata di una composizione di Verlaine, la Chanson d'Automne. Benché il servizio informazioni tedesco della 15° Armata fosse a conoscenza di quel codice, non venne dato l'allarme alla 7°Armata; poiché Von Rundstedt e Rommel erano ancora convinti che l'attacco alleato avrebbe colpito solo Calais. 

- Perché i tedeschi non riuscirono a respingere l'invasione?
Rispondere a questa domanda non è facile, poiché la "sconfitta", se proprio di sconfitta vogliamo parlare, dei tedeschi è da imputare a diversi fattori. Prima di tutto l'operazione Fortitude, ossia quella serie di manovre in Inghilterra che avevano lo scopo di sviare l'attenzione dei tedeschi lungo alcune zone lontano dal punto in cui si preparava lo sbarco, ottenne un vasto successo. Hitler, il 9 Giugno, era ancora convinto che lo sbarco principale sarebbe avvenuto nella zona di Calais e per questo motivo non fece muovere le truppe corazzate che si trovavano concentrate in quella zona.
Dando un'occhiata più da vicino alla condizione della costa normanna, abbiamo detto che le divisioni comandate da Marcks erano distribuite lungo una fetta di 50 km di costa, inoltre due divisioni su tre (la 709° e la 716° divisione di fanteria) non erano particolarmente addestrate, né equipaggiate; quindi cedettero relativamente presto sotto i colpi degli Alleati. Ogni divisione, in sostanza, faceva per sé. A corto di munizioni e con effettivi poco addestrati, l'impeto difensivo si smorzò ben presto lungo l'arco della giornata.
L'unica divisione corazzata presente in zona, ossia la 21° Divisione Panzer, intervenne tardi e male. Il generale Feuchtinger divise le sue forze mandandole qua e là dove la situazione lo richiedeva. Se avesse mantenuto compatte le sue file di tank, avrebbe ottenuto un risultato più significativo. Del resto, però, la colpa non fu tutta di Feuchtinger e dei suoi panzer, una divisione corazzata da sola avrebbe potuto fare ben poco. Se l'Alto Comando tedesco avesse messo in allarme anche la riserva strategica, forse l'esito sarebbe stato diverso. Infatti la SS-Panzerdivision "Hitlerjugend" e la Panzer-Lehr-Division non si misero in movimento prima delle 16:00 del 6 Giugno, subendo però ingenti perdite a causa dei raid dell'aviazione alleata, nei 140 km di strada che li separavano da Caen. Questo ritardo rifletteva l'estrema confusione che regnava sia nell'Alto Comando che nei vari comandi di divisione.
Questa confusione fu causata non solo dai messaggi dell'operazione Fortitude, ma anche dai sabotaggi della Resistenza Francese alle linee di comunicazione e rifornimento tedesche.
Inoltre la 101° e l'82° Divisione Aviotrasportata americana avevano mancato le zone di lancio, sparpagliandosi su un'area piuttosto vasta dell'entroterra francese. Questa frammentazione, benché problematica, aumentò la confusione tra i tedeschi, che finirono per ritenere i lanci dei paracadutisti delle azioni isolate di commando; mentre la realtà era ben diversa.
Ultimo, ma non meno importante, fu il fattore tempo. Abbiamo detto che agli inizi di Giugno del 1944 le condizioni atmosferiche furono particolarmente cattive, con pioggia, vento e freddo. Solo una piccola tregua momentanea diede il tempo agli alleati di attraversare la Manica e sbarcare senza troppi problemi (o quasi). I centri meteo della Luftwaffe avevano previsto anche loro questo breve miglioramento; ma non se n'erano preoccupati, convinti che gli Alleati avrebbero aspettato condizioni meteo migliori per attaccare.



- Le perdite
Parlare di morti non è mai una bella cosa; del resto è noto agli studiosi di storia militare che ogni azione, ogni manovra, ogni battaglia o scaramuccia tra pattuglie comporta delle perdite, che possono essere più o meno gravi; più o meno tragiche. In termini di numeri (ahimé, ci tocca trattare anime come numeri) durante il D-Day gli Alleati persero circa 10.300 uomini tra morti, feriti, dispersi e prigionieri: 6600 Americani, 2750 Inglesi e un migliaio di Canadesi. Anche se ricerche postume e più accurate hanno aumentato il numero di morti.
In particolare, le perdite americane si attestano attorno ai 2.500 soldati (sempre tra morti, feriti, dispersi e prigionieri) tra i paracadutisti, mentre i restanti 4.000, sono gli uomini che persero la vita o che rimasero feriti lungo Omaha e Utah, con Omaha che ebbe il più alto numero tra morti e feriti, mentre a Utah le perdite si attestarono attorno ad un paio di centinaia di effettivi.
Gli Inglesi persero circa 1.300 uomini sulle spiagge dell'invasione; mentre la 6° Divisione Aviotrasportata soffrì 1.400 vittime, tra cui un centinaio di piloti di alianti.
Il numero reale di perdite tedesche non è conosciuto con esattezza, ma si stima che siano attestate tra le 4000 e le 9000 vittime.
Montgomery e Eisenhower, nel complesso, si ritennero soddisfatti delle operazioni del D-Day; nonostante fossero preoccupati per le perdite subite, furono sollevati dal sapere che ammontavano a circa 1/3 di quelle che erano state previste all'inizio dell'operazione.

"Morto per la Francia", tomba di un soldato americano.
- Per approfondire:
Benché si tratti di un fatto estremamente tragico, a qualcheduno potrebbe nascere il desiderio di informarsi, di documentarsi di più. Un libro che vi consiglio caldamente (che lessi tempo fa, ma che non ho usato per la stesura di questo ciclo di articoli) è D-Day 1944 - Robin Neillands, Roderick De Normann, che raccoglie le testimonianze dei sopravvissuti e di chi ha partecipato alle fasi salienti dello sbarco.
Per quanto riguarda i libri da me consultati per la stesura di questi articoli (oltre a Wikipedia), ho trovato utili informazioni su:
La Seconda Guerra Mondiale, Problemi Aperti - Marc Ferro
Storia Illustrata della Seconda Guerra Mondiale - Giunti
I Generali di Hitler - Autori Vari, Istituto Geografico De Agostini (libro un po' vecchiotto)
I Generali Alleati - Autori Vari, Istituto Geografico De Agostini (anche questo vecchiotto)
La Seconda Guerra Mondiale - Karen Farrington

Se invece non siete da libri e preferite delle buone pellicole o serie TV, posso consigliarvi:
Il Giorno più Lungo - Annakin, Marton, Wicki, Zanuck.
Salvate il soldato Ryan - Spielberg
Band of Brothers - Serie TV

Bene, quello che era da dire è stato detto; in maniera un po' troppo approssimativa a volte; ma si sa, il tempo è tiranno e quello che è scritto non sempre corrisponde alle reali condizioni di spirito di chi le scrive, né alla quantità di cose che ha in testa lo scrittore. Se vi siete annoiati, tediati o arrabbiati perché vi aspettavate una settimana diversa, me ne rammarico profondamente; tuttavia se anche vi siete solo un pochino interessati alle vicende umane dei soldati che sbarcarono sulle coste normanne, che morirono o che sopravvissero, ne sono molto contento. Ah, prima di concludere volevo ricordarvi che da settimana prossima tutto torna normale, as usual.

Matt - Il Locandiere

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