lunedì 30 giugno 2014

Il Lunedì del Locandiere

Oh noes! Ma è già il 30 Giugno! Il che vuol dire che da domani sarà Luglio, il che, a sua volta, implica che non ci sarà più il Lunedì del Locandiere!
Beh, cerchiamo di farla un po' meno tragica. Come sapete, o forse no, durante i mesi di Luglio e Agosto, il Lunedì del Locandiere viene sospeso, perché? Perché sono una brutta persona svogliata.
Ma riceverete maggiori informazioni domani con le news del mese.

Come articolo di commiato in vista della pausa estiva, oggi parliamo di calcio. E alla buon'ora, direte voi!
Con le acque parzialmente calme possiamo farlo, tanto ormai non si parla d'altro che di politica e del semestre italiano di presidenza dell'UE (per quanto riguarda giornali e telegiornali seri), oppure ci si sollazza con argomenti ad alto contenuto scientifico, tipo complotti del NWO, vivisezione che non esiste, cucciolotti pucciosi, le sirene, le scie chimiche, i piagnistei del buon Mario Balotelli e i tarzanelli di Dudù.
Inoltre, siccome io sono un po' una brutta persona, che non si identifica per niente col popolino della rete, detto anche la ggggente, oggi vi spiego in 5 punti perché a me, di questi mondiali e del calcio in genere, non è importato una santissima e laudatissima fava. Tutte considerazioni estrapolate da esperienze personali.



  • Punto 1: lo ammetto, non sono uno che mangia pane e sport alla mattina presto. Né tanto meno uno che non vede l'ora di assistere ad una qualsivoglia competizione sportiva. D'altro canto non rientro nemmeno in quella, ahimé, ampia categoria di hater insoddisfatti da qualsiasi attività sportiva. Il calcio mi interessa relativamente, non mi piace guardarlo; ma, se viene fuori durante uno dei tanti discorsi casuali con conoscenti, so dire la mia senza particolari difficoltà. Di conseguenza la mia è una posizione al limite del paradosso, dell'assurdo: non guardo il calcio, non seguo nessuna squadra in particolare, eppure ne parlo. C'è molto poco di assurdo, perché in realtà la mia è semplice educazione, nuda e cruda. Anziché piantare scenate del tipo "ah, che merda che è il calcio", preferisco darne una mia opinione pacata, senza scendere in sterili diatribe.
  • Punto 2: tornando brevemente ai mondiali. Del nostro girone mi sono sciroppato solo una partita (per inciso quella dell'Inghilterra), perché? Beh, perché si era in compagnia e mi pareva particolarmente ingiusto mettere il muso agli altri, poiché avevano preso la decisione di vedere il match. Per il resto avevo già intuito di mio che questi mondiali brasileiri non sarebbero stati niente di che per noi, chiamatelo "senso 3/4 π", chiamatelo disfattismo, o se volete potete anche chiamarla "semplice intuizione": io sentivo che l'Italia avrebbe rimediato una figuraccia. Sentivo questi mondiali lontani, troppo remoti per essere considerati con maggiore interesse. Inoltre ero già sufficientemente annoiato dalle polemiche e dei malumori nati in seno all'organizzazione dei mondiali stessi e, anche, nella formazione della squadra azzurra.
  • Punto 3: sempre parlando di casa azzurri. Osservando la primissima partita, non ho potuto godere delle tanto ventilate capacità tecniche tattiche dei nostri mirabili giocatori; con il Mario nazionale che pascolava per il campo di Manaus, mente Buffon e Cassano si raccontavano le barzellette sulle tette della Seredova dalla panchina. Conclusione: vincere 2-1 è stata una mera questione di culo. Di conseguenza mi sono astenuto dal guardare le partite successive, conscio che un mondiale non lo si può far progredire cavalcando quella puledra imbizzarrita e scostante che è la fortuna. E giustappunto sticazzi.
  • Punto 4: ora si torna in Italia, analizzando la fenomenologia del mondiale tra i tifosi medi e accaniti e tra quelli che, come me, hanno accolto la notizia (e del mondiale e dell'uscita dal mondiale) in maniera piuttosto tiepida, se non addirittura gelidamente. Il tifoso medio, da non confondere con l'italiano medio, si interessa q.b del calcio, della sua squadra del cuore e non disdegna di scambiare qualche opinione con amici e conoscenti al bar o dove gli capita. Questa è una razza in via d'estinzione. Razza che sta venendo soppiantata dal ben più pericoloso tifoso accanito. Questa categoria non è pericolosa in quanto vive la sua vita calcistica in modo più intenso di altri individui, è pericolosa per le dimostrazioni violente e improvvise del succitato. Esempio pratico: vince l'Italia sull'Inghilterra, il tifoso ultraccanito è l'immagine dell'orgoglio per la propria Patria, condivide tricolori ovunque ed è pronto a vendere la mamma ai pirati per farsi tumulare con la maglia di Paletta sulla bara. Tuttavia, alla sconfitta dell'Italia, il neo-baluardo si trasforma nel peggior avversatore della nazionale, che nemmeno ai tempi dei conflitti tra cristiani e musulmani. All'improvviso tutti diventano allenatori, abili strateghi e leoni da tastiera. Sono pronti a riprendersi la mamma dai pirati per rivenderla ai trafficanti di organi, solo per avere la possibilità di insultare il Balo nazionale (con gente che è arrivata a scrivergli persino una lettera indignata). La débâcle azzurra, poi, ha scatenato la stampa sensazionalista italiana, pronta a cogliere il peggio anche del meglio delle notizie, e non sto parlando di quelle sportive. Certo, all'italiano piace tantissimo il calcio, piace talmente tanto che più si arrabbia con i propri beniamini, o presunti tali, meglio è. Chi se ne frega se poi il dottor Ubaldi gli dice che non fa bene per le coronarie. Tanto anche i medici sbagliano, le Iene dicono che le diete veg-crudiste-alcalino-salcazzo guariscono dal cancro!
  • Punto 5: viste le condizioni esposte nei punti 1,2,3 e 4; viste anche le aggravanti della pochezza e della facilità con cui gli italiani cari (a cui orgogliosamente appartengo) si lasciano turlupinare e trasportare dalle notizie sensazionaliste di cui sopra; dichiaro che il calcio non è uno sport che fa per me. Vedere 90' di gente che corre dietro ad un pallone non mi entusiasma particolarmente, ma mettici una birra, una masnada di amici e un etto e mezzo di ignoranza, allora mi posso anche sacrificare. Detesto invece le invettive dei tifosi accaniti, dei giornalisti sportivi, degli allenatori da bar, dei leoni da tastiera e degli eterni malcontenti. <Si doveva fare di meglio!>, allora vai alla FIGC, presenta la tua candidatura come allenatore e datti da fare; altrimenti limitati ad un più onesto <Si poteva fare di meglio!>. Detesto i soggetti che si sentono italiani per 90 insulsi minuti ogni due anni (europei e mondiali, via); mentre per il resto del tempo sono pronti a calpestare il proprio fratello in favore del cagnolino pelosino, che è come un secondo figlio per loro. Vi prego, andate a vivere sul fondo della Fossa delle Marianne. Detesto il gran polemizzare su fatti puramente irrilevanti, sempre correlati al calcio; esempio: Ma Balotelli ha giocato male perché aveva solamente la figa in testa? Ma Paletta non ha dato il meglio a causa della calvizie precoce? Mistero. Il calcio m'annoia, perché di sugo ormai ce n'è poco, mentre c'è troppa gente senza titoli o, almeno, senza cognizione di causa che parla a sproposito, riporta notizie false o tendenziose col solo pretesto di aumentare il proprio prestigio. Il calcio m'annoia e andrà avanti ad annoiarmi. Questione di gusti. Preferisco guardarmi una partita di rugby.
Un po' a spizzichi e bocconi vi ho detto la mia. Comunque non pensiate che io faccia parte di quelli che abolirebbero il calcio, Dio non voglia!

Matt - Il Locandiere

sabato 28 giugno 2014

Top 10. I migliori videogiochi per PC: Posizione 9.

Dopo la fisica, dopo la storia ecco qualcosa di decisamente più leggero, più godibile, insomma: più adatto al week-end. Settimana scorsa avevamo introdotto questa top 10 per gli amici Avventori residenti a Nerdopoli, o che se non vi risiedono 365 giorni l'anno, almeno hanno la seconda casa lì.
Oggi altro giro, altro videogame per PC. Vi ricordo che si parlerà di tutto tranne che di simulatori in senso stretto (tipo Street Cleaning Simulator), perché? Beh, perché quella è altra storia. Ma veniamo alla posizione di oggi, shall we?


I migliori videogiochi per PC. Posizione 9: Spore


Sviluppatore: Maxis
Pubblicazione: EA Games, Valve Corporation
Data di uscita: Settembre 2008
Genere: Gestionale, Strategico, Simulazione
Modalità di gioco: Giocatore singolo

Miiiiii, ma metti spore così in basso nella classifica? E allora al primo posto chi metti? Un gioco che deve ancora uscire?
Forse, a molti di voi amanti dei ludi virtuali, il mio giudizio su Spore potrà sembrare troppo severo; ma vi ricordo che questa è una Top 10, il che vuol dire che tra i vari titoli eventuali a cui ho avuto il privilegio di giocare, è molto, ma molto difficile riuscire a stilare una Top 10 senza fare dei torti a qualcuno.
Pazienza.
Ma tu guarda un po' chi si rivede, i ragazzi della Maxis. Come? Non sapete chi sono? E se vi dicessi The Sims? Ah, adesso ve lo ricordate!
Ma, quindi, cos'è Spore?
Beh, se lo vediamo dal punto di vista della simulazione è il simulatore definitivo. Se lo vediamo dal punto di vista strategico è un buono strategico, se, infine, lo vediamo dal punto di vista gestionale è praticamente un ottimo gestionale.
Sì, beh, ho detto tutto e niente. In pratica Spore è un videogame che ci consentirà di creare dal nulla una forma di vita e di farla evolvere fino a renderla una specie senziente e capace di compiere lunghi viaggi spaziali. Dici poco.


Non c'è una vera e propria storia di base, nel senso che non esiste una storyline da seguire con missioni, obiettivi e quant'altro; semplicemente partiremo con un sistema solare, in cui orbiteranno alcuni pianeti "abitabili", ovvero quei corpi che hanno delle proprietà tali da consentire alla vita di svilupparsi. Ad un certo punto, in questo sistema solare, di una Galassia Lontana Lontana (semicit.) giungerà una cometa, un asteroide, un quel che volete che si andrà a schiantare sul pianeta. Dallo schianto si libererà un cristallo che, guarda caso, contiene l'embrione della nostra specie.
A questo punto, da piccole cellule eucariote immerse nel nostro brodo primordiale dovremo lottare aspramente per sopravvivere, e come? Nutrendoci di altre cellule e, quindi, adottando un apparato digestivo da carnivori; oppure diventando erbivori, ma dotandoci di sistemi difensivi come aculei, sacche di veleno u.s.w ; oppure ancora se non vi trovate bene con uno dei due stili di vita, potrete diventare onnivori.
Mangiando carne, che troverete sotto forma di brandelli o che potrete ricavare dalle altre cellule che vi ronzeranno attorno, o alghe, o entrambi crescerete; crescendo incontrerete altre cellule più grandi di voi che saranno più o meno socievoli.
Crescendo guadagnerete punti DNA che serviranno a evolvervi in organismi sempre più complessi, fino ad abbandonare definitivamente il brodo primordiale per muovere i primi instabili passi sulla terra ferma.
Finita questa fase, che chiameremo stage cellulare, passeremo alla prossima, ovvero allo stage creatura. Finalmente siamo organismi pluricellulari, pronti a colonizzare una vasta fetta di terra che, finora, ci era stata preclusa. Toccherà a noi stabilire se saremo socievoli con le altre specie oppure se le stermineremo senza pietà, per dimostrare chi è il più forte.
Al termine dello stage creatura, passeremo allo stage tribale. Come tribù di individui della stessa specie avremo il compito di soggiogare altre tribù, per passare alla fase successiva.
Penultimo stage è quello della civiltà. A questo punto, sul nostro pianeta natio esisterà solamente la nostra specie dominante, ma che si è suddivisa in varie fazioni in lotta l'una con l'altra; il nostro compito sarà quello di prendere possesso dei giacimenti di Spezia (tipo il petrolio), grazie alla quale costruiremo mezzi terrestri, navali e aerei per combattere le altre fazioni. Una volta preso il controllo dei giacimenti di Spezia, potremo accedere all'ultima fase.


Lo stage spaziale rappresenta il culmine e la parte più vasta del gioco. Ora che il pianeta è soggiogato, la nostra razza può permettersi di costruire delle navi spaziali per il viaggio nella Galassia. Qui potremo incontrare altre civiltà avanzate come noi, mondi ancora senza forme di vita da popolare, oppure altre civiltà involute. Le possibilità sono infinite! Wikipedia ci dice che, a livello di Galassia ci sono 500.000 sistemi solari, ognuno dei quali contiene da 1 a 5 pianeti. Se ve lo state chiedendo, sì, c'è anche il nostro Sistema Solare, poiché la Galassia di cui abbiamo parlato finora altri non è che la cara Via Lattea.
In realtà dire che non ci sono obiettivi di gioco può essere fuorviante, cerco di spiegarmi meglio. Gli obiettivi ci sono, ma non ci sono missioni da portare a termine; semplicemente questi verranno sbloccati dopo aver raggiunto un determinato scopo eseguendo alcune azioni specifiche.
Ma davvero il gioco è senza fine?
Apparentemente sì, nel senso che io non sono mai arrivato alla fine. Però sempre a quanto dice la wikia, raggiungendo il centro della galassia si sbloccherà l'obiettivo "42", detto in parole povere vi sarà consegnato un item e in più sbloccherete l'obiettivo sulla risposta fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto. Se ve lo state chiedendo, no non ho ancora letto Guida galattica per autostoppisti.

Un occhio al gameplay.
La cosa che più colpisce di Spore sono le infinite possibilità di personalizzazione delle nostre creature. Alti, bassi, con sei zampe, diciotto occhi, e tre bocche. Come conigli rosa, ma carnivori; oppure come tirannosauri, ma erbivori. Il punto di forza del titolo Maxis non è solo la longevità dovuta alle varie fasi, di cui l'ultima è senz'altro la più complessa e la più, diciamo, time consuming.


Fare un discorso completo ed esaustivo su Spore è una fatica pressoché vana, poiché le cose da dire sono talmente tante che, comunque vada, lasceremo indietro dei pezzi.
Anyway, a spizzichi e bocconi qualcosa si potrà dire.
In primis, lo stile di gioco si fa via via più complesso con l'avanzare delle fasi, così come gli organismi che ci circonderanno. Per fortuna, ben presto, non saremo soli, ma verremo accompagnati nelle nostre peregrinazioni da altri soggetti della nostra stessa specie. In particolare:
  • Durante la fase cellulare, la modalità di gioco sarà di tipo punta-e-clicca, in uno stile che ricorda il tanto venerato Pacman. Nel brodino primordiale che ospiterà la nostra cellula vedremo sì altri esseri uguali a noi, ma non ci seguiranno né ci attaccheranno, vivendo di fatto la loro vita.
  • Durante la fase creatura, la modalità di gioco si sposterà in terza persona, sempre puntando e cliccando condurremo la nostra creatura attraverso questo stage, con la possibilità però di reclutare alcuni membri della nostra specie per renderli complici delle nostre scorribande.
  • Dalla terza fase in poi, la modalità di gioco ricorderà ben noti titoli come: Age of Empires, Empire Earth e SimCity. Si potranno controllare più unità contemporaneamente.
La cosa più importante è che l'evoluzione della nostra specie non è basata solo su quanti nemici uccideremo o su quanti amici ci faremo; ma soprattutto su quanti punti accumuleremo. All'inizio il DNA ci consentirà di dotare la nostra cellula di strumenti di difesa e di offesa. Dopodiché i suddetti punti serviranno a sbloccare altre parti del corpo da "montare" sulle nostre tenere creature.
Nella modalità tribù, civiltà e spazio i punti potranno essere spesi in maniera del tutto differente, ma questa è un'altra storia.
Ma il potente editor non solo vi consentirà una capacità di personalizzazione della creatura pressoché infinita, ma vi consentirà, a partire dalla fase civiltà, anche di creare gli strumenti di guerra e le astronavi dei vostri futuri autostoppisti galattici. Fico no?


Commentone-one-one finale.
Ma è da giocare sì o no? Certamente, scommetto quello che volete che questo titolo riuscirà ad appassionare anche coloro i quali non sono proprio dei fan della simulazione in stile SimCity/The Sims. Il punto forte di questo gioco, oltre alla vastissima capacità di personalizzazione (quante volte l'ho detto?), le ore di gioco saranno lunghe e tante, se vorrete sviluppare al meglio la vostra civiltà e lo humor non manca di certo.
Purtroppo, queste sessioni di gioco che possono essere più o meno lunghe, ma di certo non brevi quanto una partita di PES, non sono sempre gradite. Se siete giocatori che si spazientiscono facilmente, o che perdono subito interesse allora questo gioco non fa assolutamente per voi. Perché non provate Rugby 08?

Matt - Il Locandiere

mercoledì 25 giugno 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Leggendo un libro m'è capitato l'occhietto su un argomento su cui era stato fatto un film non molto tempo fa, per la precisione nel 2009, sicché perché non parlarne oggi al WMC???

La papessa


Titolo: La Papessa
Titolo originale: Die Päpstin
Regia: Sönke Wortmann
Durata: 149 min
Anno: 2009
Genere: storico/drammatico
Cast: Johanna Wokalek, David Wenham, John Goodman

Trama: Il film ripercorre la vita e le opere di un personaggio leggendario il papa donna Giovanni VIII, meglio conosciuta come la papessa Giovanna.


Parliamone: verità o finzione? La leggende di un papa donna ha sempre incuriosito la gente disposta a stare ad ascoltare una storia fuori dal comune, fornendo un pretesto per scagliarsi contro la Chiesa e provocando a quest'ultima non pochi imbarazzi. Tuttavia la domanda resta: la storia della papessa Giovanna è vera o no?
Stando agli studi storici effettuati (oh no, non di nuovo!), questa leggenda della papessa deriva dal nome di una zona di Roma detta vicus Papisse.
La leggenda, o meglio, la storia medievale vuole che questo Giovanni Anglicus fu una donna la quale, essendo molto dotta e spregiudicata, riuscì a ottenere tramite magheggi ed intrallazzi una posizione importante all'interno della curia romana; quindi riesce a farsi eleggere pontefice. Tuttavia la sua libido sfrenata giocò un brutto tiro: rimasta incinta di un suo amante, la papessa Giovanna partorì in mezzo ad una strada, durante una processione. Il popolo romano capito l'inghippo, si rivoltò. Uccise la papessa legandola per le caviglie e trascinandola per le strade con un cavallo, dopodiché venne lapidata e sepolta senza onori, il luogo in cui la papessa avrebbe partorito, secondo la leggenda, prende il nome di vicus Papisse. Altri tempi davvero.



Ma per dirla con le parole di uno storico dell'epoca, Benedetto Sacchi, autore dell'opera Vitae Pontificum Romanorum:

Giovanni Angelico, oriundo di Magonza conseguì con malvagie arti il pontificato. Percciocché essendo donna, diede a credere che egli fusse huomo. Essendo giovanetta se n'andò con un suo amante, che era persona dotta, in Athene; dove, sotto eccellenti maestri, apprese e fe' tanto frutto nelle scienze che, venutane poscia in Roma, pochi pari aveva, non che superiori, che nella intelligentia della Scrittura Sacra a lei si eguagliassero. Onde è dottamente leggendo et acutamente disputando, tanta autorità e benevolenza si guadagnò che essendo morto Leone, fu ella per consentimento di tutti creata pontefice. Ma essendo poi da un suo servitore ingravidata, e tenuto un tempo il ventre occulto, finalmente andando a San Giovanni in Laterano, sorpresa dalli dolori fra il Coliseo e San Clemente partorì, e nel medesimo luogo morì, avendo due anni, un mese e quattro giorni retta la Chiesa e fu senza honore alcuno sepolta.

Il Sacchi inserisce Giovanni VIII / Giovanna tra il pontificato di Leone IV e Benedetto III, quindi dopo la seconda metà del IX Secolo. Ovviamente questa nota del Sacchi venne presa a due mani e usata contro la Chiesa stessa nei turbolenti anni della riforma protestante; fatto divertente è la Chiesa stessa non fece molto per limitare la diffusione di questa diceria, figuriamoci se cercò di confutarla.
In realtà la questione del vicus Papisse è piuttosto semplice; studi più approfonditi hanno dimostrato che in quella zona di Roma viveva la famiglia Papa, e, con ogni probabilità, il termine Papisse si riferiva ad una matrona della famiglia Papa.
I Papa avevano l'incarico di arredare una parte della Via Sacra durante le grandi occasioni. Nell'anno 857, quando presumibilmente la Papessa partorì il figlio per strada, il capofamiglia era guarda caso un certo Giovanni Papa, che aveva ricevuto dalla camera apostolica 8 soldi come rimborso dell'addobbo della strada. Così pare sia spiegata la frase Deinde usque ad domum Joannis Pape VIII soldi provesini, la quale in un primo momento si pensava fosse riferita alla casa della Papessa Giovanna, salita al soglio pontificio col nome appunto di Giovanni VIII. Quindi la frase significa che a Giovanni Papa è stato concesso un rimborso di 8 soldi, l'esistenza di una Papessa Giovanna è quindi confutata.
In realtà questa analisi ve la potevo risparmiare, per capire che la storia della Papessa Giovanna fosse falsa bastava solo confrontare le varie fonti della storia, un po' contraddittorie. Uno dice che la Papessa è stata uccisa dalla folla, l'altra dice che è morta di parto, un'altra ancora dice che, dopo il parto, Giovanna si sia ritirata in un convento, dove visse in santità fino alla fine dei suoi giorni.


Ma torniamo al film, che è meglio. Si tratta di una pellicola godibile, tratta peraltro dal libro omonimo, di cui però se ne distacca. Una pellicola tutta intenta a sottolineare i tratti misogini della Chiesa dell'epoca, vista come una faccenda per soli uomini. In realtà, poi, il film stesso ci fa intuire che possono esserci state molte altre papesse all'insaputa degli altri cardinali e del popolo di Cristo. Da prendere con le pinze, visto che si tratta comunque di una leggenda.

Matt - Il Locandiere

lunedì 23 giugno 2014

Il Lunedì del Locandiere.

Oh my God! Ma questo è il penultimo appuntamento del Lunedì del Locandiere prima della pausa estiva!
Eh? Non sapete di cosa sto parlando?
Ma sì! Il Lunedì del Locandiere viene sospeso sempre durante i mesi di Luglio e Agosto, del resto si sa, d'estate i servizi si riducono all'essenziale e anche il Locandiere ha bisogno di un po' di svago. Ma quindi al Lunedì non ci saranno più i tuoi post polverizzagonadi? Indeed. Beh, non è che ci sarà proprio il vuoto totale...sapete com'è, ci sarebbero anche quelle storie di cui vi parlavo...ma, basta, torniamo a noi. Che il tempo è tiranno...e un pochino anche lo spazio su Blogspot.

Ecco introduci l'articolo che è meglio.
Oggi si parla di Fisica, giusto per alleggerire (ah ah ah ah!) la giornata. Più in dettaglio parleremo del moto dei proiettili; ma prima, com'è d'usanza, facciamo una mini introduzione, più che altro per quelli che di fisica non ne masticano assai.

Premessa: Posizione, Spostamento, Velocità e Accelerazione.
In Fisica, le varie grandezze considerate possono essere espresse con dei numeri (come la massa e il tempo), dette anche grandezze scalari o scalari, o attraverso l'uso di vettori (come la posizione e la velocità). Un vettore è definito solo se si specificano una direzione, un verso e un valore numerico, il quale, per farla breve, corrisponde alla lunghezza del vettore stesso. Per fare un esempio: supponiamo di avere un punto P e un punto Q, tracciamo un vettore da P a Q. La direzione è da P a Q, il verso è indicato dalla freccia, mentre la lunghezza del vettore è il suo modulo cioè un numero.


Indirettamente abbiamo mosso i primi passi verso la definizione di vettore spostamento. Il vettore spostamento localizza il punto Q rispetto al punto P. In fisica i vettori vengono indicati con una lettera in grassetto (es vettore posizione r), oppure mettendo una freccetta sopra la lettera. Noi useremo la prima notazione. Esistono poi dei vettori molto particolari, chiamati anche vettori unitari o versori, questi hanno la caratteristica di avere modulo uguale 1 (per questo sono vettori unitari). Di grande utilità fisica sono i vettori unitari diretti lungo gli assi coordinati x,y e z. E tra un poco vedremo anche il perché!


|i| = |j| = |k| = 1

|n|, così si indica il modulo di un vettore (un po' come si usa in matematica). Ora che abbiamo dato qualche notizia sui vettori, che non approfondiremo, ci prepariamo ad entrare nel mondo della meccanica.

I rispettivi versori degli assi cartesiani: i per x, j per y e k per z.
La meccanica si occupa dello studio del moto, essa è divisa in tre parti: la cinematica, che studia il moto dei corpi indipendentemente da ciò che causa il moto, la dinamica, comprende le leggi del moto e studia il movimento dei corpi in relazione alle cause che lo provocano, e la statica, che si occupa dell'equilibrio dei corpi. La differenza tra moto e quiete di un corpo è molto intuitiva. Un corpo è in moto se la posizione dei punti che lo compongono cambia nel tempo, rispetto ad altri corpi. Di conseguenza nel moto sono presenti i concetti di spazio e tempo. L'insieme di corpi rispetto a cui si valuta il moto è il sistema di riferimento, per tanti problemi di fisica si usa il sistema di riferimento terrestre.
Possiamo ora definire il concetto di punto materiale, ossia un'entità senza struttura interna né estensione. Lo so, non è facile da capire, tuttavia per studiare alcuni moti è più semplice associare il corpo ad un punto o ad un insieme di punti. Abbiamo un sistema di riferimento, abbiamo gli assi coordinati, i punti materiali, i vettori, lo spazio e il tempo, cosa manca? La definizione di posizione, spostamento, velocità e accelerazione.
Il vettore posizione ci definisce in forma vettoriale la posizione di un punto nello spazio rispetto al nostro sistema di riferimento.

Nel nostro caso r è il vettore posizione di P rispetto all'origine O dei nostri assi cartesiani. Possiamo scrivere r come la somma di opportuni vettori, cioè r = xi + yj (eccoli i versori!). Ovviamente questa scrittura può essere adattata a seconda del sistema di riferimento (se comprende una, due o tre coordinate cartesiane). Se il nostro punto materiale è birichino e cambia posizione, allora dovremo tracciare un nuovo vettore detto vettore spostamento Δr. Il Δ (delta), in fisica, indica sempre una variazione di una qualche quantità.


Se il nostro punto si sposta dalla posizione P alla posizione Q, il vettore posizione può essere scritto come Δr = r2 - r1 = (x2 - x1)i + (y2 - y1)j.
Se la posizione di un oggetto ci dice dove esso si trovi rispetto ad un sistema di riferimento, la velocità ci dice con che rapidità e in quale direzione esso si muove. La velocità media di un corpo, vm (nei libri di fisica potreste trovarla scritta in modo diverso), in un intervallo di tempo compreso tra t1 e t2 è:

vm = Δr / Δt = (r2 - r1) / (t2 - t1)

Si noti che il tempo non è un vettore, ma lo spostamento sì! Dunque la velocità media ci dice che velocità ha un punto in un "certo intervallo di tempo"; e se volessimo sapere la velocità  del punto in un particolare momento? Prenderemo intervalli di tempo Δt sempre più piccoli (ovvero la differenza tra t2 e t1 diventa sempre più piccola), così che anche l'intervallo Δr diventa sempre più piccolo.

Detto in matematichese, si fa il limite per Δt→ 0, così che il rapporto Δr/Δt tende a v (velocità istantanea). Il discorso del passaggio al limite può non essere così intuitivo, ma noi dobbiamo immaginare di prendere degli intervalli di tempo sempre più piccini, cosa succede? Se l'intervallo di tempo diventa piccolino, allora anche Δr lo diventa, e questo perché in spazi di tempo più ridotti, il nostro punto materiale avrà coperto una distanza sempre più piccola, fino a quanto Δt = 0, quindi avremo il valore di un istante, e Δr = 0 anche lui! Notate che se Δr = 0, non significa che il punto materiale è sparito, ma si ha il valore della posizione del punto in una data area ad un dato istante.  Detto altrimenti, con le derivate, si ha che:

v = dr/dt

Se l'unità di misura dello spostamento è il metro (m), l'unità di misura della velocità è il metro su secondo (m/s). Infine l'accelerazione di un corpo esprime con che rapidità varia la velocità, sia in modulo che in direzione. L'accelerazione media nell'intervallo compreso tra t1 e t2 è:

am = Δv / Δt = (v2 - v1) / (t2 - t1)

Anche in questo caso, facendo il limite per Δt → 0, il rapporto Δv / Δt è uguale ad a, cioè all'accelerazione istantanea del corpo in un istante di tempo. Perciò:

a = dv/dt

Inoltre, poiché

v = dr/dt   e   a = dv/dt

Sostituendo si ha:

a = (d / dt) (dr/dt) = d²r/dt²

Se l'unità di misura della velocità è m/s, allora l'unità di misura dell'accelerazione è m/s², ciò perché c'è un tempo al quadrato nell'espressione. Il discorso dell'accelerazione può essere approfondito tramite lo studio di grafici; ma noi non lo faremo, poiché ho notato l'occhio vitreo di voi Avventori. Sicché passiamo subito al nocciolo della questione, dopo siffatto parlare a vanvera!

1. Il moto con accelerazione costante.
Prima di parlare di proiettili è necessario fare un'altra piccola precisazione: il moto dei proiettili è un moto con accelerazione costante. L'accelerazione è costante quando questa è uguale all'accelerazione media, detto in formule:

a = am = Δv / Δt 

Ora poniamo: v2 = vf = v, v1 = vi = v0, t2 = tf = t e t1 = ti = 0. vv è la velocità finale del corpo al tempo t2 = t= t; mentre v1 = vi = v0 è la velocità iniziale del corpo quando il tempo è stato posto uguale a 0 (cioè quando iniziamo la nostra misura). Ora ricaviamo alcune relazioni matematiche che ci saranno utili parlando di proiettili. Sapendo che: 

a = am = Δv / Δt    e che   Δv / Δt  =  (v2 - v1) / (t2 - t1)

Sostituendo i valori con le relazioni trovate si ha che:

a = ( v0) / (t - 0) =  ( v0) / t

Risolvendo questa equazione rispetto a v, troviamo che la velocità finale del corpo è:

v = v0 + at    (1.a)

(la matematica che c'è alla base di questa operazione è molto semplice, se non vi fidate potete confrontare anche le unità di misura!). Il moto dei proiettili è un moto a velocità costante in due dimensioni, perciò può essere utile dividere la velocità nella sua componente lungo x e nella sua componente lungo y, c'est à dire:

vx = vx0 + axt  e  vy = vy0 + ayt    (1.b)

Infine c'è un'ultima utile relazione da ricavare, ossia la posizione. Senza approfondire il discorso matematico, si può trovare un'espressione per r trovando un'opportuna equazione la cui derivata ci dia l'equazione 1.a. Cioè:

r = r0 + v0t + 1/2 (at²)    (1.c)

Analogamente a quanto fatto prima, scriviamo due equazioni per x e per y del tutto simili alla 1.c.

x = x0 + vx0 + 1/2 (axt²)  e  y = y0 + vy0 + 1/2 (ayt²)    (1.d)

Le due equazioni mostrano che il moto nella direzione x e quello nella direzione y sono indipendenti l'uno dall'altro

2. Il moto dei proiettili.
Un corpo che sia in volo dopo essere stato lanciato viene definito proiettile. Se il corpo ha densità di massa sufficientemente elevata (tipo una palla da biliardo), possiamo trascurare l'effetto dell'attrito dell'aria e si può supporre che l'accelerazione del corpo sia dovuta solamente alla gravità, cioè si è in presenza di un moto con accelerazione costante. Consideriamo lo schema sottostante.


Orientiamo x orizzontalmente e l'asse y verticalmente, siccome l'accelerazione dipende solamente dalla gravità, abbiamo che: 

a = -gj

ax = 0  e  ay = -g (cioè è orientata verso il basso)

Dove g è l'accelerazione di gravità ed è circa 9,8 m/s². Supponiamo che il proiettile venga lanciato in modo che la velocità iniziale v0 formi un angolo θ0 con l'asse x (cfr la figura sopra). θ0 è chiamato anche angolo di proiezione. Possiamo scomporre la velocità iniziale nelle sue componenti lungo y e x usando un po' di logica e trigonometria, cioè:

vx0 = v0 cosθ0  e  vy0 = v0 sinθ0  (2.a)

Dove v0 è la velocità iniziale del proiettile. Sostituendo le espressioni di vx0 e  vy0 nelle equazioni 1.b., abbiamo:

vx = v0 cosθ0  e  vy = v0 sinθ0 - gt   (2.b)

 Si noti che vnon ha la componente dell'accelerazione poiché abbiamo posto che a= 0, mentre ay = -g. Ma se facciamo coincidere l'origine del nostro sistema di riferimento (assi cartesiani) con la posizione iniziale del proiettile, oltre ad essere dei fighi della stramadonna, abbiamo che x0 = y0 = 0, perciò, dalle equazioni (1.d) si ha che:

x = (v0 cosθ0)t  e  y = (v0 sinθ0) - 1/2 (gt²)  (2.c)

Se c'è qualcosa che non vi torna nei calcoli armatevi di carta e penna e fate le opportune sostituzioni, oppure chiedete nei commenti e vedrò di rispondervi! Comunque, da tutta questa considerazione possiamo dire che il moto lungo l'asse x può essere considerato un moto in una dimensione con velocità costante, e il moto lungo l'asse y può essere considerato un modo in una dimensione con accelerazione costante. A questo punto vi sorgeranno giustamente due domande: Perché tutta questa premessa? Perché non hai ancora parlato di proiettili oste della malora? Oppure, se volete, perché devi parlare proprio di fisica???
Supponiamo che voi siate delle brutte persone,  e se leggete il mio blog un pochino lo siete in realtà, avete un cannone che spara proiettili con un moto parabolico, pigiando un semplice tasto. Supponiamo sempre che voi siate dall'altra parte di un fiume impossibile da guadare e che, dall'altra parte, in una casetta, nel suo bel podere si trovi il vostro acerrimo nemico: Camillo.
Camillo è all'oscuro del vostro piano malefico per eliminarlo, ma voi siete furbi e il vostro poderoso cannone è pronto a seminare morte e distruzione. Ora, voi conoscete tutte o quasi le incognite di cui sopra, l'unica cosa che vi manca è il calcolo di alcuni parametri necessari ad eliminare Camillo. Ma quali sono questi parametri necessari? Semplice: traiettoria del proiettile, tempo di salita, altezza massima raggiunta dal proiettile gittata di un proiettile.
Possiamo ricavare la traiettoria di un proiettile eliminando il tempo nelle espressioni (2.c). Risolvendo rispetto a t l'equazione per x, si ottiene: 

t = x / (v0 cosθ0)

Sostituendo questo valore nell'espressione di y e riordinando i termini otteniamo l'espressione per la traiettoria:

y = (tg θ0)x - [g/ 2(v0 cosθ0)²] x²

Consideriamo ora l'istante di tempo (tm) in cui il proiettile raggiunge la sua altezza massima, cioè il tempo di salita. Sapendo che vy = 0 quando t = tm, dall'equazione (2.b) otteniamo: vy = v0 sinθ- gtm = 0, e risolvendo rispetto a tm si ha:

tm (v0 sinθ0) / g

L'altezza massima (hm) è il valore di y per t = tm. Sostituendo y = hm e  t = tm (v0 sinθ0) / g si trova che:

hm = (v0 sinθ0 / 2g

Infine, l'ultimo parametro del nostro supercannone è la gittata di un proiettile (R), un termine peraltro di uso comune. La gittata non altro che la distanza percorsa da un proiettile tra il punto di lancio e il punto in cui ripassa per y = 0; se l'asse x è orientato lungo il suolo, quando y torna a zero significa che il proiettile ha toccato il suolo. R è il valore di x calcolato per t = 2tm (si noti la simmetria del grafico). Ponendo x = R e t = 2tm = 2(v0 sinθ0) / g, si trova che l'espressione di R data dalle (2.c) è:

R = 2 (v0² sinθcosθ0) / g

Oppure, sapendo che sin 2α = 2 cosα sinα, abbiamo che:

R = (v0² sin 2θ0) / g

E ora, prima di concludere, domandone finale: quale angolo di proiezione deve avere il nostro cannone per lanciare un proiettile (ad un dato valore di v0 ) perché la sua gittata sia massima? Cioè fissata v0 quale angolo θ0 rende R massima? Anche stavolta la trigonometria ci viene in aiuto. Il seno (sin) raggiunge il suo valore massimo 1 quando è uguale 90°, nella nostra formula abbiamo sin 2θ0; affinché sin 2θ0 = 1 l'angolo θ0 deve essere uguale a 45°. Così possiamo scrivere la gittata massima del nostro proiettile anti-Camillo è:

R = v0² / g

Ma ora rispondiamo alla domanda: perché la fisica? Mah, sarà perché sono uno a cui piace riempire di numerini apparentemente senza senso pagine intere, oppure perché sono masochista, o forse perché il moto dei proiettili è stato uno dei pochi argomenti che ho ritenuto interessanti e ho voluto condividere con voi. Chissà, magari c'è qualche Avventore disperatissimo che ne vuole sapere di più su come eliminare il maligno Camillo e sta aspettando solo un articolo del genere per farlo...oh no!
Promesso che settimana prossima parliamo di cose più tranquille però!

Matt - Il Locandiere

Giusto 2 Parole.

L'articolo di oggi sta per arrivare! Abbiate pietà, ma ieri non ho avuto proprio tempo per stenderlo!

Matt - Il Locandiere

sabato 21 giugno 2014

Top 10. I migliori giochi per PC: Posizione 10.

Storia, videogiochi, armi da softair, cucina, libri, ma quante passioni ha il vostro Locandiere? Tante, tutte quasi, meno quella di studiare la matematica. Ma vabbé, prima o poi si passerà anche questo (no, no deve essere andato bene l'esame di Giovedì e basta). Anyway, cari Avventori, Avventrici, ospiti casuali e non, ospiti più o meno illustri o, più in generale, popolo dell'internet o, come taluni amano definire, cara ggggggggente: benvenuti, bentornati, ben-qualcos'altro. 
Come vi avevo anticipato qui, finito di parlare delle armi bianche, bisognava trovare qualche nuovo argomento di discussione per non rendere oltremodo noioso questo blog, a volte troppo immerso tra le vicende e i cavilli storici, tanto da risultare quasi odioso. Lo so, sono estremamente critico nei miei confronti.
Sicché ho avuto la brillante, che dico, brillantissima idea di aprire le cartelle sul mio computer e vedere quali furono, o quali sono, quelli che secondo me sono i migliori giochi per PC del passato e del presente. Giochini consuma-tempo più o meno fighi, più o meno famosi; ma, a mio insindacabile giudizio, i migliori. Questi ludi virtuali saranno scelti in base ai miei personalissimi gusti, sicché non m'aspetto che voi approviate le mie scelte. Ah, dalla trattazione ho escluso i videogiochi di simulazione (tipo Farming Simulator, Ambulance Simulator und so weiter).
C'è altro da aggiungere? Mmmmmmmm, no. Benone, allora iniziamo con la posizione numero 10.


I migliori videogiochi per PC. Posizione 10: Stronghold


Sviluppatore: Firefly Studios
Pubblicazione: Take Two Interactive e God Games
Data di uscita: Ottobre 2001
Genere: Strategia
Modalità di gioco: Giocatore singolo/Multiplayer


Fa un po' specie parlare di un videogame di 12 anni fa e che, nonostante tutto, è ancora piuttosto godibile sia in termini di grafica, che in termini di gameplay.
Certo, Stronghold (= fortezza, grazie per la traduzione, no ma prego) è stato il capostipite di una serie di videogiochi di strategia piuttosto fortunata, tra cui annoveriamo Stronghold 2, Stronghold Crusaders e Stronghold Legends.
Le caratteristiche, che ai tempi dovevano parere parecchio da urlo, ai giorni nostri fanno tanticchia ridere: 300 MHz di CPU (cosa che i portatili di adesso ne hanno 2,4 GHz di default), 64 MB di spazio sulla RAM e 750 MB di memoria su disco. Vallo a raccontare a Skyrim quanto spazio serve sull'hard disk.
Anyway, cerchiamo di scendere un po' più nel dettaglio.
Le modalità di gioco sono due, o come giocatore singolo o in multiplayer utilizzando la connessione a internet. Per quanto riguarda il giocatore singolo avremo a disposizione una buona scelta per tenerci occupati. Infatti ci sarà:
  • Una modalità "militare", che è il cuore del gioco.
  • Una modalità "economica".
  • Un editor di mappa.
Nella modalità Partite di combattimento, avremo a disposizione quattro tipi gioco: la campagna militare, l'assedio, l'invasione e il combattimento in multiplayer.
La campagna militare segue una storia ben precisa. La campagna è ambientata in italia; dopo che il Re è stato catturato dai suoi nemici, alcuni signorotti hanno deciso di prendere il sopravvento uccidendo il padre del giocatore.


Benché il fantomatico regno sia andato ormai a balle per aria, è nostro compito quello di ricostituire le nostre forze e dare la caccia all'assassino di nostro padre, conquistando dapprima le terre neutrali, per passare poi alla liberazione della penisola, caduta in mano a quattro sinistri signorotti:
  • Il Ratto
  • Il Serpente
  • Il Maiale
  • Il Lupo
Inutile dire che il Ratto sarà il nemico più debole e patetico del gioco; mentre il Maiale e il Lupo saranno quelli più tosti. Infatti il Maiale avrà la tendenza a schierare ingenti quantità di truppe, mentre il Lupo avrà a disposizione meno unità, ma molto più forti e tenaci. Questi quattro personaggi prendono il nome dalle loro peculiarità e dal loro stile di combattimento: il Ratto sarà debole e patetico, il Serpente subdolo, il Maiale irruento e ingordo, il Lupo un esperto combattente. La campagna sarà costituita da missioni indipendenti l'una dall'altra, seguendo la storia che vi ho indicato a grandi linee qui sopra. Fin qua niente di nuovo.
Le altre due modalità, ossia Assedio e Invasione riguardano singole missioni in cui dovremo sostenere o respingere un assedio, scegliendo anche particolari mappe, con castelli più o meno difficili da espugnare o difendere.
Per la partita multiplayer...che ve lo dico a fa? Purtroppo, non essendo un amante del multiplayer, non ho mai avuto occasione di testarlo. Pace e amen.



Nelle partite economiche avremo a disposizione una Campagna Economica e delle singole Missioni Economiche, in più ci sarà la costruzione libera (di questa ne parliamo dopo).
Nella campagna economica non ci sarà una vera e propria storia come per la Campagna militare, tuttavia avremo una serie di missioni a tempo, con obiettivi economici da completare: che so, raccogli 100 unità di pietra, 100 unità di ferro e 50 unità di legname per costruire un dildo gigante alla regina. Le singole missioni economiche non avranno un limite di tempo, ma anche queste hanno obiettivi ben specifici.
La costruzione libera, però, è a mio avviso la cosa più figherrima del gioco. Ok, prendete una mappa casuale, presa? Metteteci la possibilità di costruire il castello dei vostri sogni, senza badare a spese, a tempo, ai nemici e a qualsiasi altro impedimento che non sia la quantità di materie prime presenti sul territorio. Vedo che ci siamo intesi.

Sì, forse può risultare un po' noioso, costruisci il castello, riscuoti le tasse, terrorizzi un po' i tuoi sudditi installando vari attrezzi di tortura, armi qualche picchiere, e poi? Nada de nada?

Mica vero, con F1 potremo complicarci o semplificarci la vita dando il via ad eventi casuali. Che so, un'invasione di banditi condita con incendio e pestilenze varie. Così come potremo avviare l'invasione dell'esercito di uno dei signorotti di cui sopra. Insomma, possibilità di costruzione e di sfide quasi infinite.
Ultimo, ma non meno importante, è l'accurato editor di mappe, che ci consentirà di creare il nostro scenario personalizzato. Che la vogliate usare per una partita di combattimento, per una partita economica o per una semplice costruzione, per l'economia del gioco è del tutto indifferente, siate creativi. Che cazzo.


Un occhio al gameplay: ma nella pratica, ovvero quando saremo noi e la mappa, cosa dovremo fare? Innanzitutto tenere alta la felicità del popolo, sia abbassando le tasse che fornendogli cibo. Si sa, un popolo senza niente nello stomaco non è poi molto felice, soprattutto se viene costretto a versare un oneroso conquibus nelle tasche dell'opulento signore. Le risorse fondamentali, almeno all'inizio, sono: legna, mele, formaggio e carne. La legna sarà necessaria per costruire tutte le strutture basilari, tra cui il meleto, il caseificio e altri edifici (come le case, le capanne dei taglialegna e dei cacciatori, il mulino, il forno et similia). La legna e altri materiali verranno stipati nel magazzino di fianco alla fortezza (punto centrale di tutto il gioco, persa la fortezza buonanotte ai suonatori), mentre le altre munizioni da bocca saranno messe dai produttori nel granaio. L'oro può essere riscosso dalle tasse, oppure commerciando i beni che avete immagazzinati, alimentari e non.
Una volta accumulato un discreto numero di risorse potrete permettervi di espandervi costruendo fattorie di grano e luppolo. Il grano necessita due edifici per essere convertito in pane (mulino e forno), così come il luppolo necessita di due edifici (birreria e taverna) per esser convertito in birra e consumato. 
Potrete anche costruire palizzate, torri e mura difensive grazie alla pietra estratta tramite cave. Mentre col ferro costruirete armi e corazze per i vostri armigeri e sbirri. E della pece che ce ne facciamo? La facciamo bollire dai genieri per lanciarla addosso ad eventuali assedianti.
Con i denari ricavati tramite l'imposizione delle tasse o il commercio, potrete comperare edifici come chiese, cattedrali e farmacie, oppure degli elementi di decoro.
Eh, particolare menzione meritano gli elementi di decoro, i quali si dividono in due categorie: arredi e strumenti di tortura. Gli arredi renderanno la vostra roccaforte più bellina a vedersi (statue, laghetti, giardini et similia), vi daranno un bonus di popolarità; ma d'altra parte renderanno meno produttivi i vostri cari villici. Viceversa gli strumenti da tortura renderanno i vostri sudditi molto, molto produttivi; ma se esagererete avrete un malus di popolarità.
Ma cosa succede quando la popolarità scende troppo? Semplice, i contadini faranno armi e bagagli, semplicemente levando le tende. E voi resterete un gran signore del nulla, senza popolo, ma con tante terre vuote e incolte.




Commentone-one-one finale: per gli abitanti di Nerdopoli, in provincia di Geeklandia, Stronghold è uno di quei titoli abbastanza imperdibili. Non ti puoi definire un abile generale da tastiera se, almeno una volta nella tua vita, non hai messo le mani su un titolo del genere. Proprio non puoi.
Certo, le pecche ci sono e, più che altro, sono dovute all'età veneranda del titolo, alla limitatezza della sua giocabilità e, con ogni probabilità, ai suoi problemi di compatibilità con gli attuali devices, anche se questi si possono risolvere. Più o meno.
Piuttosto time consuming e senza età, certo se pretendete qualcosa di meno vintage questo titolo non fa per voi. Come siete pretenziosi.

Matt - Il Locandiere

mercoledì 18 giugno 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

In vista dell'esame di analisi esiste cura migliore, per distendere i nervi, di un bel film? Magari a cartoni? Ovvio che no.

Planet 51


Titolo: Planet 51
Titolo originale: Planet 51
Regia: Jorge Blanco, Javier Abad, Marcos Martinez
Durata: 91 min
Anno: 2009
Genere: Animazione

Trama: Su un pacifico pianeta alieno, del tutto simile alla Terra, arriva un astronauta della NASA: il capitano Charles "Chuck" Baker. Convinto che il pianeta sia disabitato, Chuck si troverà di fronte ad una popolazione aliena spaventata e terrorizzata dall'arrivo dell'"astronauta-alieno".


Parliamone: essendo un film d'animazione, non è che ci sia poi molto da dire. O meglio, non tocca questi grandi temi d'importanza mondiale, per cui valga la pena di ricordarlo nei secoli dei secoli.
Tuttavia gioca su una considerazione interessante: esistono altre civiltà nell'Universo? 
Scientificamente parlando, a questo quesito possiamo rispondere tirando in ballo la noterrima equazione di Drake:

N = R*  x  fp   ne  x fl   x  fi   x  fc  x L

Tralasciando il significato di ciascun termine (che peraltro potrete scoprire qui), vien da sé che non è facile stimare con certezza matematica il numero (N) di civiltà extraterrestri in grado di comunicare con la nostra galassia. Direi anzi quasi impossibile.
Planet 51 ovvia a questo problema dicendo che esiste uno di questi mondi, in cui gli abitanti hanno sviluppato una civiltà, molto simile alla nostra tra l'altro. E qui arriva il bello del film.
Di solito siamo stati costretti a sciropparci pellicole varie ed eventuali su invasioni aliene, con distruzioni annesse & connesse (Mars Attacks! e Independence Day, giusto per citarne un paio); frutto del terrore tipico degli Anni '50 di un'invasione aliena che avrebbe distrutto o soggiogato l'intera umanità: marziani, culoniani, venusiani o alieni grigi provenienti  dalla Kamchatka e russofoni (Da!). Ce n'è stato per tutti i gusti.


E se fossimo noi gli invasori alieni? Questo, in sostanza, è il sugo di Planet 51, giocando sull'atmosfera anni '50 del mondo alieno, sull'interferenza di militari e scienziati in queste faccende stellari e su altri piccoli cliché. Il film, poi, fa il verso a tante altre pellicole care al genere, come: Alien (il cagnolino che fa la pipì acida) e E.T. l'Extraterrestre; ma anche Star Wars, che Chuck recita davanti ad un gruppo di abitanti per farli ridere.
L'ideale per affrontare qualsiasi esame, tranne Fisica. Per Fisica serve Skyrim come ben sapete.
Matt - Il Locandiere