mercoledì 28 maggio 2014

Piccole riflessioni serali.

Dopo l'ennesimo esercizio risolto alla cazzo di cane sulle equazioni lineari di primo ordine ho realizzato una cosa. No, non che sto buttando la mia vita dietro al nulla; bensì pensavo al comportamento ostile tenuto dagli individui nei confronti della Scienza moderna.


L'ostilità è maggiore, poi, nei confronti di quelle discipline che hanno a che fare con la sperimentazione sugli animali, la farmacologia, le biotecnologie e la medicina. Pomeriggio leggevo un articolo che parlava di un Dogma Standard del Complotto Biomedico; detto altrimenti: tutto ciò che serve a migliorare la salute dell'uomo è controllato da potenti lobby farmaceutiche, che insabbiano i progetti e le ricerche utili, con il solo scopo di farci comprare i loro farmaci inutili e dannosi per la salute.
A questo Dogma, che in realtà pare più una pandemia, si aggiungono varie ed eventuali tesi complottiste tra cui l'esistenza di non ben specificati metodi alternativi alla SA (di cui sto ancora aspettando le fonti per informarmi e valutarne la verosimiglianza), l'esistenza di una cura efficace e a costo zero per tutti i tumori del mondo, ma che non viene diffusa sempre a causa delle lobby di cui sopra, l'esistenza delle scie chimiche und so weiter.
Queste ed altre chicche vengono condivise sui social network, con dovizia di particolari assurdi, tesi strampalate e fantacagate pseudoscientifiche. Cose che nemmeno George Lucas per Star Wars si sarebbe potuto immaginare.
Sembrano salvarsi da questa valanga di minacce e critiche, per la maggior parte insensate, i fisici e i matematici; anche perché voglio vedervi inventare dal nulla una teoria fisica che spiega il tutto conosciuto, senza capirci un'acca di equazioni differenziali, integrali, derivate parziali, costanti ecc ecc.
Anche se c'era chi sosteneva che il CERN fosse una macchina distruttrice del Mondo, correva l'anno 2008 - 2009; mi apprestavo a fare la maturità. L'esperimento venne fatto e cinque anni dopo siamo tutti i qui a raccontarlo.
Quindi, nasce spontanea una domanda: come fare a capire se quello che vediamo/leggiamo è una bufala ben architettata, volta a turlupinare i grulli o a fare gli interessi di gente senza scrupoli, oppure no?
Basta informarsi.
Ok, ma dove?
Semplice, dai siti che vi elencherò. Ma prima, un esempio pratico.
Poniamo che domattina io mi svegli particolarmente ispirato, e inizi a sostenere che: la corteccia di Baobab previene l'infarto.
Allora, voi avveduti Avventori, scaltri come faine, cosa fate? Andate su PubMed e cercate, in inglese, poiché la letteratura scientifica è ormai solo in inglese: baobab tree heart attack, che sono un po' le key words della mia asserzione. Non troverete niente, il che implica due cose: o sono così fico e così avanti che nessuno ha fatto una ricerca a riguardo (improbabile), oppure non esiste letteratura in merito perché quella che ho detto è una cagata pazzesca. 90 minuti di applausi.
PubMed è solo uno dei tanti siti in cui si può andare a reperire della letteratura scientifica seria; un altro sito serio che accoglie varie pubblicazioni importanti è Science. Se avete dei dubbi, e soprattutto se siete studenti universitari, potete chiedere aiuto anche a qualche vostro docente, che sarà in grado di indirizzarvi o fornirvi gli articoli di ciò che volete verificare.
Di seguito, riporterò un piccolo vademecum step by step di come navigare e destreggiarsi tra i vari articoli.


  1. Prima di tutto dovete sapere che la letteratura medico-scientifica è tutta ed esclusivamente in inglese. Ciò non deve causarvi stupore, poiché la quasi totalità dei termini tecnologici di uso comune è di derivazione anglosassone (mouse, hardware, software, driver, GPS, RADAR, pacemaker, LASER). Questa non è una scusa per rifiutarsi di imparare; anzi, scoprirete che l'inglese "scientifico" è molto più semplice ed essenziale come sintassi di quello usato nella letteratura e nei romanzi. Paradossalmente è più semplice leggere un articolo di meccanica quantistica in inglese, che Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban in lingua originale. Per quanto riguarda la terminologia tecnica non disperate, esistono ben poche parole che non possono essere ricondotte ad un equivalente italiano; anche perché molti di essi sono di derivazione greca o latina (ricordiamo che un tempo la letteratura scientifica era solo in latino). Perciò, sempre per citare un esempio a noi caro, la quantum mechanics sarà nientepopodimenoché la meccanica quantistica.
  2. Una volta entrati nella Home di PubMed, sito specializzato nella branca biomedica, avremo una barra di ricerca e una casellina in cui potremmo selezionare altri database per ricerche più mirate. Nella barra di ricerca basta inserire le key words o il titolo di un articolo eventualmente visto di sfuggita. Noi cercheremo qualcosa riguardo al cinema 3D e sulle problematiche che può dare, pertanto inseriremo: 3D movies vision (in realtà le combinazioni sono infinite, io ho messo le prime che mi sembravano più opportune ai fini della mia ricerca). Nel caso in cui non ci fossero risultati corrispondenti, giocate con l'inglese e cambiate le parole chiave.
  3. PubMed mi da 11 risultati, quale capire quello che fa per me? Semplice, ci clicco sopra col mouse.

4. Una volta aperto il link ci appare la schermata (sopra) in cui vedremo l'Abstract dell'articolo (A). Cos'è l'abstract? Banalmente il riassunto della pubblicazione stessa, in cui, di solito, vengono inseriti lo scopo dell'esperimento, i metodi con cui è stato eseguito e con cui sono stati raccolti i dati e le conclusioni. Alcuni articoli possono essere consultati liberamente pigiando sui tasti (B) o (C) e, se vi sono piaciuti tanto possono essere salvati in formato PDF, per poi essere stampati. Purtroppo non tutti gli articoli sono disponibili in PDF, alcuni saranno solo in formato Abstract (specie i più recenti) e, se li volete, dovete sborsare qualche quattrino per fare l'abbonamento alla rivista su cui c'è l'articolo oppure, se siete studenti universitari, potete fare richiesta alla vostra biblioteca d'ateneo di recuperare una fotocopia dell'articolo; ciò è possibile poiché l'Università, con i soldi delle vostre rette, paga gli abbonamenti alle succitate riviste, così che voi le possiate consultare. In alternativa potete aspettare qualche mese, gli articoli meno recenti, dopo un certo tempo, diventano consultabili for free.

Spero che questa mini guida per la lotta alla disinformazione vi sia stata utile. Se avete domande non esitate a pormele, sempre coi dovuti modi che si usano tra persone civili.

Matt - Il Locandiere

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