mercoledì 30 aprile 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Versione pomeridiana dell'appuntamento per gli amanti del cinematografo. Oggi altro frammento d'infanzia del Locandiere, con un film che guardavo spessissimo. Di che pellicola sto parlando?

Il ponte di Remagen


Titolo: Il ponte di Remagen
Titolo originale: The Bridge At Remagen
Regia: John Guillermin
Durata: 115 min
Anno: 1969
Genere: Guerra/Drammatico
Cast: George Segal, Ben Gazzara, Robert Vaughn, E. G. Marshall

Trama: Marzo 1945. Le truppe alleate sono ormai ad un passo dai confini della Germania nazista. L'unico ponte intatto per attraversare il Reno e dilagare così nel cuore del Reich. Da una parte vediamo le vicende della piccola avanguardia delle truppe corazzate americane, che ha la missione di prendere il ponte di Remagen, così da intrappolare 40.000 soldati tedeschi sulla riva occidentale del fiume. Dall'altra abbiamo un ufficiale tedesco che deve impedire a tutti i costi di far cadere il ponte in mano agli Alleati.


Parliamone: a onor del vero ho riscoperto un po' tardi il significato che ha il film. Oddio, non è che poi nasconda chissà quali misteri sconosciuti ai mortali; ma qualche significatuccio ne ha. Ma andiamo per ordine.
Molti di voi si chiederanno: ma davvero, da bambino, guardavi film di guerra tutti i giorni, tutto il giorno??
Ni, vi rispondo io. Ogni genitore influenza i propri figli con le sue passioni, il mio papà ha da sempre avuto una grande passione per i film. Passione che l'ha portato a farmi vedere fin dalla più tenera età, film abbastanza impegnativi (certo, non Apocalypse Now, né tanto meno Donnie Darko) e tra questi c'è stata una batteria di film sulla Seconda Guerra Mondiale. Alcuni più leggeri, altri meno.
Ecco, Il ponte di Remagen si piazza sulla linea dei film critici, ma non così tanto da renderlo simile a: La sottile linea rossa, tanto per citarne uno.


Uno dei pregi di questa pellicola è, tra le altre cose, quello di trasmettere tutto il senso di spossatezza che questa guerra persa (per i tedeschi) e quasi vinta (per gli Alleati) da ai soldati. La stanchezza, poi, è un male che colpisce in prevalenza gli Americani che, nella folle e insensata corsa per prendere Berlino prima dei russi, spesso dimenticano le basilari forme di comportamento civile e si lasciano andare a comportamenti "animaleschi" e poco dignitosi.
Sì, mi sto riferendo all'emblematica scena girata in una cascina, dopo una sparatoria. I soldati americani, una volta eliminati tutti i tedeschi si dedicano alla razzia dell'aia, schiamazzando e inseguendo le galline per catturarle. Alla richiesta di spiegazioni da parte del maggiore, il tenente (Vaughn) risponderà con noncuranza: <Sono tutti stanchi morti, cercano di sfogarsi.>.
La critica della guerra nel film è sottile, ma non assente. Soprattutto quando gli Alleati bombardano il ponte mentre i civili li stanno attraversando per mettersi al riparo sulla sponda orientale del Reno; in alcuni frame si può vedere una bambina che cerca di divincolarsi dalla stretta della madre per recuperare la bambola perduta nel fuggi fuggi.


Infine due curiosità. Dovete sapere che all'epoca le autorità della Germania Occidentale non erano molto d'accordo a girare un film a Remagen, così il regista e i produttori dovettero trovare una nuova location adatta, non troppo dissimile dai luoghi in cui erano avvenute le battaglie. Sicché venne trovato un paesello in Cecoslovacchia che calzava a pennello. Ma ci furono dei problemi, il più grave di tutti fu l'invasione russa di Praga nel 1968. L'azione militare di Breznev costrinse il cast e la troupe ad una fuga precipitosa verso lidi meno burrascosi. Nonostante tutto il film fu completato con successo e uscì nel 1969.

Matt - Il Locandiere

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