mercoledì 23 aprile 2014

Weekly Movie Corner Deluxe Edition

Ma quanto sono state lunghe queste vacanze di Pasqua? Tanto! E quanto credete che io mi sia portato avanti nella stesura degli articoli??? Poco! E perché? Make an educated guess.
Sarà mica ancora per gli esami, oste della malora?!
Ahimé sì, settimana prossima ne avrò due lo stesso medesimo giorno, al mattino uno scritto e al pomeriggio un orale. Almeno ciò che c'è da dare lo do e via! Tolto il pensiero.
Anyway, non voglio darvi l'impressione che io vi stia trascurando, perché non è per nulla vero! Tant'è che oggi, a furor di popolo, torna il WMC ma con un quid in più. Con una coccola diciamo.
Spiegati subito, venditore di birra da quattro soldi!
Semplice...al Mercoledì, in genere, parliamo di un film; oggi, per farmi perdonare il lungo esilio, ve ne illustrerò ben due!!!


Il patto dei lupi


Titolo: Il patto dei lupi
Titolo originale: Le Pacte des loups
Regia: Christophe Gans
Durata: 142 min
Anno: 2001
Genere: azione / thriller
Cast: Samuel Le Bihan, Vincent Cassel, Emilie Duquenne, Monica Bellucci, Jérémie Renier, Emilie Duquenne, Mark Dacascos

Trama: Francia, 1764. Nelle campagne del Gévaudan una bestia feroce e inafferrabile terrorizza gli abitanti, uccidendo fanciulle e bambini. Le voci giungono alla corte di Parigi, così il re decide di inviare il cavaliere Gregoire de Fronsac e il suo fratello di sangue Mani, un nativo delle Americhe.


Parliamone: Tratto da una storia verissima, o quasi. Infatti la Bestia del Gévaudan è esistita davvero! O almeno così ci dicono le cronache dell'epoca.


Per farla breve. La storia ufficiale ci dice che questa "bestia" tormentò la popolazione del Gévaudan tra il 1764 e il 1767, con attacchi via via più frequenti; tanto da costringere il Re ad inviare un reparto di dragoni, affiancati da milizie volontarie, per porre un rimedio alla situazione. I militari, però, fecero cilecca e il capitano dei dragoni, tale Duhamel, affermò che la bestia era un orribile ibrido delle fattezze di un lupo, ma dalla stazza di un vitello. Nonostante l'avvicendarsi di altri personaggi che, a turno, asserirono di aver eliminato definitivamente la bestia, gli attacchi proseguirono fino al 1767, anno in cui cessarono, dopo che un tizio uccise quella che probabilmente era la vera bestia. Ma quindi, cos'era la vera bestia???
Non si sa con precisione, ma furono avanzate varie ipotesi:
  • Si trattò di un serial killer che, travestendosi da animale, flagellò la popolazione a lungo?
  • Oppure si trattò di qualche ibrido?
  • Oppure ancora di qualche lupo o di un branco divenuto antropofago?
Non lo sapremo mai con esattezza, per questo c'è il film di Gans!
Allora, a onor del vero la prima ora e spicci di film non è per nulla male, un mix tra horror e investigativo davvero fico, anzi quasi vi si da l'impressione che si stia parlando del nulla e che la bestia, in realtà, è un'invenzione dei villici ignoranti. Poi però...
A) Compare 'sta roba qua..


B) Mani (l'indiano strambo) si mette in testa di fare il ninja ignudo con un tomahawk davvero fantasioso...


Dunque, per quanto riguarda (A), sì, avete intuito bene, si tratta della terrrrrrrrrrrrrrrrrrribbbbbile bestia del Gévaudan, cioè un enorme leone corazzato che Vincent Cassel allevava per terrorizzare la popolazione locale. Ma a che pro?
Giacché le cronache ufficiali dell'Affaire Gévaudan non si sono sbilanciate sulla sorte del lupomostro, ci pensa Gans a fornire, appunto, la sua versione. Si sa, Luigi XV non era il campione del popolo, tanto meno dei nobili; quindi perché non sfruttare il malcontento religioso per ficcarci dentro una strampalata e losca cospirazione per obbligare il re a fare gli interessi di una cricca di fanatici religiosi?
Non scherzo, è finita davvero così. In pratica un gruppetto di nobili bigotti ha deciso di usare il leone di cui sopra per seminare il panico e addossare al re le colpe varie ed eventuali della collera di Dio. Per fortuna Gregoire de Fronsac e la splendida Monica Bellucci, che è un agente della Santa Sede (srsly?????) intervengono, sgominando la cospirazione dei malandrini, uccidono la bestia e tutti sono felici e contenti...o quasi. Vincent Cassel lo è un po' meno.
Ma quindi è una strisciata di merda sul muro?
No dai, come film è piuttosto godibile (se avete due ore e venti da spendere); ai maschietti piaceranno le scene d'azione e pestaggio alla Mortal Kombat, con tanto di slo-mo vagamente ridicolo; mentre alle femminucce piaceranno sicuramente i tatuaggi dello statuario e mutanghero Mani (aka Mark Dacascos), il quale, in verità, dell'indiano ha ben poco, con tutte quelle tecniche di arti marziali alla Kung Fu Fighting. Trama interessante, con una conclusione un po' tanto fantascienza e arrabattata qua e là, anche perché dopo più di un'ora qualcuno si aspetta progressi e, magari, vorrebbe capire se l'assassino è il maggiordomo o il colonnello Kilgore. Per gli amanti dei complotti (sarà nei film preferiti di Grillo & cumpa??) e degli ambienti estremamente piovosi.

Commando


Titolo: Commando
Titolo originale: Commando
Regia: Mark L. Lester
Durata: 90 min
Anno: 1985
Genere: azione
Cast: Arnold Schwarzenegger, Rae Down Chong, Rae Dawn Chong,  Dan Hedaya, David Patricl Kelly, Alyssa Milano, Bill Duke.

Trama: Un manipolo di mercenari e tagliagole rapisce Jenny, la figlia del colonnello in congedo John Matrix (Schwarzenegger), con lo scopo di obbligarlo a compiere un assassinio a Val Verde per conto loro.


Parliamone: che bello, nel 1985 non ero nemmeno nella mente di Dio, ma questo film lo era eccome! 90 minuti di puro...puro...puro che? Non è azione come la definiremmo noi uomini del 2013; ma è meglio!
Già perché Commando, con quel fisicaccio di Schwarzy prima che la politica e il tempo facessero il loro corso, è uno di quei film che, pur essendo poco più che un'overdose di proiettili, è anche un cult.


Trama lineare, vestiti orrendi, pistole, pistoloni, inseguimenti, scazzottate, sparatorie ed esplosioni. Cos'è? Certamente non il programma dell'Arena di Cucuzza, ma trattasi proprio della trama di Commando. La pellicola, poi, raccoglie tutti i cliché tipici dei personaggi schwareneggeriani. Ovvero:
  • Il protagonista (ovvero Arnold) è un ex-militare, militare o comunque qualcuno che sa maneggiare armi ed esplosivi molto bene.
  • Sempre il protagonista ha un aiutante che può essere un pavido cacasotto o una fanciulla graziosa, a scelta.
  • I nemici del protagonista sono, numericamente parlando, più o meno la metà della popolazione della Danimarca e affrontano il protagonista in forze. Si stima che per ogni attacco il numero degli antagonisti è compreso tra una squadra di rugby a quindici e un reggimento di fanteria. Ma a volte anche di più.
  • Il protagonista ha armi potentissime. Trasforma una scacciacani in una 44. Magnum e un fucile di precisione in cannone da 88 mm.
  • Oltre ad avere armi fichissime, il protagonista ha anche munizioni pressoché infinite.
  • I nemici più acerrimi del protagonista muoiono di morte violenta e molto, molto male.
  • I nemici sfidano il protagonista a delle epiche e violente scazzottate, col solo scopo di perdere.
  • In ogni film di Schwarzenegger viene girata almeno una scena in un mall o in un grande centro commerciale. Sempre.
  • I nemici del protagonista non possono mai trionfare, ma perdono sempre. Nonostante le loro macchinazioni.
  • Il protagonista ha un senso dell'umorismo dubbio; ma tutti ridono lo stesso alle sue battute, per non incorrere nelle sue ire e, di conseguenza, finire squartati come un pesce.
  • Il protagonista non viene mai ferito gravemente, schiva tutte le pallottole e i danni che gli provocano sono sempre graffietti superficiali.
  • Pur essendo un armadio a quattro ante il protagonista riesce ad essere agile e silenzioso come una faina.
  • Pur essendo inseguito dai tre quarti della forza pubblica dell'intero globo terracqueo, il protagonista riesce a sfuggire all'arresto, facendo perdere le sue tracce e riuscendo persino a scappare dal paese in cui ha commesso crimini con estrema facilità. Tipo Dell'Utri insomma.
  • Le basi del nemico esplodono e bruciano, quand'anche si trovassero sul fondo della Fossa delle Marianne.
  • Il protagonista ha dei nemici molto cattivi e molto potenti; ciò si ricollega al suo senso dell'umorismo dubbio.
  • Manco a dirlo il protagonista è dotato di una forza sovrumana, è infatti in grado di sradicare cabine telefoniche (con un uomo dentro), portare tronchi di sequoia a spalla come se niente fosse, uccidere gente a gomitate, ribaltare camion, far partire macinini volanti a forza di cazzottoni.
  • Il protagonista appare, almeno in una scena, a torso nudo, con i muscoli statuari in bella mostra e oliati. Giusto per far sentire delle cacchine insignificanti i nemici e per prepararli mentalmente alla dose di mazzate che, prima o poi, subiranno.
  • Arnold Schwarzenegger, nei suoi film, "mente sempre", ma alla fine "ritorna" (quest'ultime sono per veri intenditori).
  • Il protagonista non scende mai a patti coi nemici.
  • Il protagonista può uccidere i nemici semplicemente guardandoli male a lungo.

Che poi, oltre ai cliché, Commando è il film dell'improbabile. Non tanto per le pallottole in aria che, anche se il nemico non fosse morto piombato, sarebbe comunque deceduto per avvelenamento da metalli pesanti; quanto per il nemico di John Matrix/Arnold Schwarzenegger...c'est à dire Michael Bennet.


Un coglionotto rachitico, con la panzetta da cinquantenne amante del quartino di vino col club della briscola, col baffetto da pornodivo sudamericano anni 80 e la maglietta retinata...


Come vedete non sto scherzando. Ma che ci volete fare? Erano gli anni 80! Anyway, questo campione dell'assurdo riuscirà in un paio d'occasioni a dare un paio di graffietti al nostro eroe, giusto per far vedere che anche per lui (Arnold) la vita non è tutta in discesa. La morte di Bennet sarà qualcosa di epicamente demoralizzante, ma allo stesso tempo destinata a rimanere consacrata per sempre negli Annali delle Morti Stupide. Vedo già l'epitaffio:

A Michael Bennet
eroe del porno softcore dei Magnifici,
propugnatore della maglietta retinata,
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Due di Coppe,
caduto precocemente trapassato da un tubo.
Monito per le future generazioni di idraulici,
la cittadinanza pietosa pose.

Amen. Concludiamo, indi, la rassegna con un ultimo video che riassume le battute pregne di significato di questa commedia...ehm, pregevole pellicola d'azione dei Magnifici Anni Ottanta.


Il video è da guardare, fidatevi.

Matt - Il Locandiere

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