mercoledì 26 marzo 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Esistono filmoni (come quello di settimana scorsa) seri, impegnativi e via dicendo. Poi ci sono film un po' meno impegnativi, ma pur sempre di gran pregio. Ebbene sì cari Avventori, dopo la serietà di settimana scorsa approdiamo a lidi un po' più leggiadri. Tipo un migliaio di anni fa avevamo parlato di uno delle quattro pellicole dell'archeologo più famoso e avventuroso di sempre, c'est à dire Indiana Jones.


Indiana Jones e l'ultima crociata


Titolo: Indiana Jones e l'ultima crociata
Titolo originale: Indiana Jones and the Last Crusade
Regia: Steven Spielberg
Durata: 121 min
Anno: 1989
Genere: Avventura
Cast: Harrison Ford, Sean Connery, Alison Doody, Julian Glovers, John-Rhys Davies, Michael Byrne, Denholm Elliott.

Trama: dopo aver recuperato in modo rocambolesco (come al solito diciamo) un'altra importante reliquia storica, Indy si ritrova sul tavolo del suo studio un pacchetto proveniente da Venezia. Il mittente? Il padre del suddetto, il professor Henry Jones. Nel frattempo il miliardario Walter Donovan contatta il nostro archeologo per continuare le ricerche sul Santo Graal, interrotte proprio col rapimento del padre di Indiana.


Parliamone: terzo film, in ordine di uscita, della tetralogia. Le pellicole dal numero pari, invece (cioè Il tempio maledetto e Il regno dei teschi di cristallo), verranno ostracizzati in quanto indegni della mia attenzione. Ma quanta roba c'è da dire su questo film? Tanta. Partiamo dall'inizio.
Spielberg, che è tanto nobile e generoso, dopo due pellicole di successo decide di darci un po' più di informazioni sul nostro archeologo preferito. E infatti:
  • All'inizio della pellicola, ambientata nello Utah nel 1912, vediamo un giovanissimo Indy scout che metterà alacremente i bastoni tra le ruote ad un gruppo di ladri di tombe. Giovane Indiana Jones che ha il volto del compianto River Phoenix (il fratello di Joaquin Phoenix), morto di overdose nel 1993.
  • Vi ricordate che ne I predatori dell'arca perduta Indy non aveva poi così tanta voglia di calarsi nel Pozzo delle Anime, poiché era brulicante di viscidi e velenosissimi aspidi? Ebbene, sempre nel preambolo ci viene spiegata la fobia per i rettili che accompagna Henry Jones Jr in ogni angolo del pianeta. Infatti, il giovane Indy, scappando dai suddetti razziatori, finirà per salire su un treno del circo e, nella foga della fuga (perdonate il gioco di parole), cascherà in un'enorme vasca di rettili causandogli, comprensibilmente, una forte strizza e delle difficoltà a relazionarsi con i tedeschi.
  • E la frusta? Non trattandosi di un mero orpello decorativo, ma di un vero e proprio strumento para-culo-in-situazioni-disperate vogliamo dare una spiegazione anche per la benedetta frusta? Sempre sul treno circense, Indy fa un brutto incontro con una grossa bistecca miagolante (cfr anche Panthera leo) e verrà salvato per il rotto delle brache proprio da...
  • Dal mascalzone, brigante capo dei tombaroli da cui Indy prenderà spunto per il suo look futuro. Mascalzone che, dopo aver beffato il nostro giovane avventuroso recuperando il giusto maltolto, spinto da un paterno moto di orgoglio, consacra Indiana a futuro e intraprendente tombarolo al servizio dell'archeologia imponendogli sul capo la fedora.

Ma L'ultima crociata è anche una parata di personaggi interessanti. Primo fra tutti Henry Jones Senior, professore carogna e padre di Indiana Jones che, nel nostro caso, ha il volto di Sean Connery.


Perché proprio Connery è stato scelto per rappresentare il vegliardo genitore dell'archeologo? Mah, voci di corridoio dicono che sia un omaggio all'agente 007; in quanto c'è chi sostiene (sempre le voci di corridoio) che Indiana Jones sia in qualche modo figlio dell'agente segreto di Sua Maestà.
Altro personaggino a modo (non vi preoccupate, poi ci sarà il piatto forte) è il colonnello Vogel, nazista carogna, ancor più carogna del professor carogna Jones.


Bastardo di categoria AAA+, con risparmio energetico e licenzia di cagare il cazzo solo ed esclusivamente ai Jones per tutta la durata del film. Nonostante il suo essere come un frammento di pop-corn infilato tra i molari, Vogel verrà pestato e defenestrato in patria, e pestato e precipitato col suo tank in trasferta; 2 a 0 per i Jones con il sottoscritto che assiste alla scena della disfatta finale dell'infido nazista così:


Un cameo importante è quello di Adolf Hitler. E cosa c'entra Adolf Hitler adesso? Direte voi. Beh, c'entra perché, stando a quello che ci dice la pellicola, il buon Indy ha avuto un incontro ravvicinato col Fuhrer nel tentativo di recuperare il libretto del padre, su cui erano segnati tutti gli studi e i barbatrucchi a difesa del Santo Graal. Hitler che poi lascerà gentilmente un autografo al nostro archeologo...


Volto che ricorda vagamente quello di Michael Sheard, cioè lo sfortunato e strangolato ammiraglio imperiale Ozzel.


Ma ora arriva il piatto forte, ovvero la dolce fanciulla che, come in ogni pellicola che si rispetti, deve allietare il protagonista con le sue forme, il suo acume...e qualcos'altro. Signore e signori stiamo parlando del teutonico splendore incarnato in Elsa Schneider, impersonata dalla Venere bionda Alison Doody.


Professoressa Elsa Schneider per la precisione, archeologa ninfomane ehm appassionata delle ricerche sul Santo Graal che affiancherà con estremo affiatamento entrambi i Jones...già...un affiatamento che proprio più di così non si può...affiatamento sì. 


Nonostante tutta questa polvere addosso, la Doody del '93 era una gran bel pezzo di signorina...


...mentre la Doody del 2013 ha mantenuto inalterato il suo gran fascino.


Per il resto la storia si sa come va a finire. I Jones ritrovano il Graal e l'unione familiare, minata proprio dall'essere carogna del vetusto genitore; purtroppo quest'ultima unione necessita un sacrificio...o meglio due sacrifici: la bionda valchiria infoiata e, ovviamente, il Graal.
La ricerca della coppa del Cristo è un po' la quintessenza della ricerca della risposta alla proverbiale curiosità umana. Curiosità che nella pellicola ha due volti:
  • Utilitaristica: come quella di Elsa e di Donovan, che cercano il Graal per fini personali (l'immortalità) o per la gloria di un impero terreno (il Terzo Reich).
  • Conoscitiva: come quella di papà e figlio Jones. Entrambi anelano al Graal per capirne i segreti e renderli accessibili a tutta l'umanità, senza interessi o fini personali.
A volerla buttare sul religioso, poi, c'è anche il fatto che un'eventuale (ma improbabile) scoperta del Santo Graal, con tutte le caratteristiche che possiede secondo leggende e testimonianze, sarebbe per la Chiesa un elemento definitivo per affermare la propria legittimità in materia spirituale. Un po' come lo è l'Arca dell'Alleanza per gli Ebrei (ma anche per i cristiani beninteso).
D'altra parte sarebbe anche pretenzioso per la Chiesa o per chiunque altro, ai giorni nostri, affermare la propria autorità ventilando il possesso di una reliquia del Cristo o di altri profeti; anche perché la grande maggioranza delle storie sul cosiddetto Graal sono frutto di leggende e mistificazioni.
Graal come emblema dell'esasperata ricerca dell'uomo di risposte, Graal come ricerca della Fede o come strumento per rompere i dogmi della Fede stessa, ma che è destinato ad andare perduto, dimenticato e sacrificato (come lo è stata l'Arca dell'Alleanza ne I predatori dell'arca perduta).
Tornando a bomba, e magari concludendo, al film. Vi lascio con un paio di chicche divertenti:
  • Quando Indy, Elsa e Brody vanno nella chiesa sconsacrata a Venezia, trovano l'accesso alle catacombe dove è sepolto il templare trovando sul pavimento della biblioteca un'enorme X (che è anche il numero romano 10), con Indy che dice tutto trionfante " la X segna il punto!". Qualche tempo prima, sempre nella pellicola, il professor Jones dice ai suoi alunni che nel lavoro dell'archeologo la X non indica mai il punto in cui scavare per recuperare i reperti.
  • Mentre Elsa e Indy sono nelle catacombe, su un muro si nota una figura. Alla richiesta di spiegazioni da parte di Elsa, Indy risponde che si tratta proprio dell'Arca dell'Alleanza; ma alla domanda della bella tedesca: <Ne è sicuro?>, Jones risponde abbastanza seccato: <Abbastanza...>. Questo è un riferimento alla prima pellicola in cui, appunto, Indiana Jones è impegnato a strappare la preziosa reliquia dalle mani dei nazisti.

  • Quando Elsa e Indiana Jones si infiltrano nel castello Austriaco in cui è rinchiuso il professor Jones Sr., scoprono una sala operativa nazista e Indi mormora scocciato: <Nazisti! Odio questa gente!>. Questo è un altro riferimento a I predatori dell'Arca Perduta, in cui più volte Indy affrontò i soldati tedeschi.
  • Nel film ci sono alcune inesattezze storiche. Anche in questo caso viene usato il simbolo dell'Afrikakorps sui camion tedeschi (simbolo che non sarebbe stato adottato prima del 1941).
  • Inoltre il corpo del crociato, sul cui scudo vi era l'iscrizione per trovare il Graal, non avrebbe dovuto essere collocato in una catacomba (come era d'uso tra i primi cristiani), poiché nell'anno 1000 Venezia era cristiana.
  • Quando Indiana Jones e suo padre scappano dalla Germania, lo fanno a bordo di uno zeppelin. Ciò sarebbe stato materialmente impossibile, poiché dopo il disastro dell'Hindenburg (1937), nessun dirigibile tedesco faceva servizio passeggeri, e come sappiamo il film è ambientato nel '38.
  • Ah, purtroppo per voi amici della Serenissima, sotto il suolo di Venezia non c'è petrolio. L'acqua sì...il petrolio no! Questo è un riferimento al fatto che nelle catacombe veneziane Indie ed Elsa trovano proprio l'oro nero (ah, americani!).
Matt - Il Locandiere

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