mercoledì 12 marzo 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Terminata la maratona che ci ha tenuto compagnia per ben sei settimane, la Locanda torna alla programmazione consueta. Cosa mai sfilerò dal mio cilindro oggi?

Dante's Peak - La furia della montagna


Titolo: Dante's Peak - La furia della montagna
Titolo originale: Dante's Peak
Regia: Roger Donaldson
Durata: 109 min
Anno: 1997
Genere: Catastrofico, drammatico
Cast: Pierce Brosnan, Linda Hamilton, Charles Hallahan, Jeremy Foley.

Trama: A Dante's Peak, bucolica cittadina di quattro anime e venti gatti, il brontolio della montagna adiacente mette in allarme un po' tutti. Così un intrepido manipolo di geologi, vulcanolgi e altri -ologi, si reca sul luogo per monitorare il monte reo di turbare la quiete pubblica, certi che si tratti solo di meri peti montagnosi. Purtroppo per i nostri scienziati la realtà sarà ben diversa...


Parliamone: si sa, i film catastrofici come Dante's Peak, The Day After Tomorrow et similia sono guardabili, se non addirittura belli, proprio perché di trama ne hanno poca. O se comunque è tanta, di solito non richiede uno sforzo mentale tale da mandarvi in crisi esistenziale. Certo, molti polli si bevono tutte le possibili ed eventuali stronzate trasposte in cinematografia, specialmente nel 2012 quando la stramaledetta profezia Maya (rimaneggiata e riscritta praticamente), prevedeva catastrofi e cataclismi di proporzioni bibliche che, come è lampante, non sono avvenute.
Dante's Peak rientra sì nel filone del catastrofismo, che ora pare in calo, dopo la profezia Maya appunto (eccezion fatta per Pompei che è un cacaio innominabile...sì l'ho visto con la mia ragazza; no, non chiedetemi di parlarne); ma se ne distanzia per certi versi. Perché? Diciamocelo subito in due parole.


Ora, terremoti ed eruzioni vulcaniche, così come tsunami, alluvioni, tornado e piogge di gatti, sono fenomeni che se non sono proprio quotidiani, sono pur sempre piuttosto frequenti o comunque plausibili.
Parliamo di plausibilità? Anche. Ma Dante's Peak è realistico come film?
Lasciate che vi racconti una storiella. Nell'Agosto 1883 l'isola di Krakatoa, un vulcano situato nelle isole indonesiane, esplose liberando in aria qualcosa come 20 km cubici di pietra pomice e rocce vulcaniche (avete presente quanto è 1 metro cubo di terra? 1 m x 1m x 1m, fate voi le proporzioni). La potenza dell'esplosione fu stimata attorno ai 200 megatoni che, detto terra terra, equivale a 200 cazzo di milioni di tonnellate di trinitrotoluene (o TNT); se vogliamo fare un paragone, la Bomba Zar (bomba all'idrogeno costruita dai russi) aveva una potenza di 50 megatoni ( fonte Wikipedia, quindi prendete il dato con le pinze).


Resta il fatto che l'esplosione:

  • Venne percepita anche in Australia (fu il suono più forte mai udito a memoria d'uomo).
  • Distrusse completamente l'isola di Krakatoa.
  • Produsse un'onda anomala alta 40 metri e che viaggiava ad una velocità calcolata di circa 1120 km/h
  • Uccise quasi 36.000 persone e distrusse un numero impreciso di villaggi, senza contare le barche e i navigli che si trovavano sulla rotta dell'onda durante l'esplosione.
  • Il clima terrestre si alterò, con inverni leggermente più rigidi ed estate più fresche. Inoltre, a causa del pulviscolo sospeso nell'atmosfera, i colori dei tramonti si fecero più accesi.
Ora, se pensate che questo possa essere un evento estremo, avete ragione; ma gli scienziati sono tutti d'accordo nel dire che potrebbe verificarsi di nuovo, perché il Krakatoa non s'è mai addormentato...nemmeno dopo l'esplosione del 1883.
Per l'economia dell'articolo di oggi un accenno sul Krakatoa era indispensabile; ma non basta. Già perché del film in sé non c'è molto da dire, se non che è un film su di un vulcano che erutta ed è tratto da una storia vera. Una storia vera, dici?
Indeed.


La pellicola fa un po' il verso ad un episodio accaduto non molto tempo fa e in cui qualcuno ci ha lasciato le penne; sto parlando dell'eruzione del Monte St. Helens nel Maggio 1980.
Niente, film da vedersi così, sul divano mentre si ha in testa la voce dell'annunciatore Mediaset che, di solito, ce lo propina nelle lunghe notti estive, quando il palinsesto viene formato giuocando ai dadi.

Matt - Il Locandiere

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