sabato 15 marzo 2014

Speciale Locanda. La grande storia delle armi bianche: l'età feudale.

Settimana scorsa s'erano argutamente sottolineate le cause che portarono poi al crollo dell'impero carolingio in seguito alla morte di Carlo Magno e delle altre varie cause che avevano portato alla necessità di formare un corpo di cavalieri permanente; tra le varie ed eventuali vi erano anche:

  • Le incursioni dei Vichinghi.
  • Le razzie delle popolazioni magiare (terminate nel 955).
  • La minaccia costante che i popoli arabi esercitavano ai confini meridionali dei territori cristiani.
Tutti questi fattori si attenuarono durante il XI secolo e, nell'arco di qualche anno, l'Occidente passò da una posizione difensiva ad una prevalentemente offensiva, estendendo la propria area di influenza politica e culturale. I popoli della scandinavia, i polacchi e gli ungheresi discendenti dai razziatori magiari ormai erano completamente convertiti al cristianesimo, estendendo quindi l'influenza a oriente e a settentrione. D'altra parte, il brusco arresto dell'espansione saracena nella penisola iberica pose le basi per la futura Reconquista (una lunga fase storica che terminerà il 2 Gennaio 1492 con la conquista di Granada). In particolare gli anni tra il 1000 e il 1200 video l'affermarsi di importanti stati unitari (come il regno di Inghilterra, quello di Castiglia e la formazione dei domini normanni nell'Italia meridionale); ma nello stesso periodo gran parte del potere politico andò via via spezzettandosi in un'infinità di ducati, marchesati, signorie, contee (anche affidate ad eminenti ecclesiastici) perennemente in lotta tra loro e dotate di autonomia e potere praticamente incontrastato. Ora, può sembrare sorprendente il fatto che questa realtà estremamente eterogenea possa aver dato l'impulso all'espansione dell'Occidente, ma fu così; tuttavia, la frammentazione del potere diede inizio a quella serie di guerre intestine che vengono minuziosamente riportate nelle varie cronache dei tempi e che durarono fino alla fine del XIII secolo.


- I Cavalieri.
Proprio dall'età feudale ci è arrivata l'immagine tipica del cavaliere in armatura, armato di lancia e spada che combatte nei tornei. I cavalieri dell'epoca adottarono pian piano un armamento che divenne via via più pesante ed efficace nei violenti scontri corpo a corpo, esso prevedeva:

  • Un elmo, dapprima conico (modello normanno) venne adottato l'elmo chiuso a protezione del viso.
  • Un usbergo in maglia di ferro.
  • Uno scudo ovale o a mandorla.
Nella Histoire de France, scritta durante il X secolo, veniva marcata ulteriormente la differenza tra meri fantaccini (pedites) e cavalieri (considerati come gli unici e meritevoli miles); coi primi a malapena tollerati sul campo di battaglia, ricordiamo infatti che i cavalieri soltanto erano considerati i depositari del diritto di portare le armi. Questi cavalieri vivevano in un periodo in cui era pressoché impossibile muovere le derrate alimentari, a causa del decadimento delle antiche vie di comunicazione romane, e in cui la moneta era pressoché inesistente; vien da sé il fatto che i proprietari terrieri mantenevano i propri guerrieri concedendo loro dei poderi. Tuttavia, nonostante la quasi assenza di moneta circolante, esistevano anche dei reggimenti mercenari al servizio dei vari signori, sebbene almeno nei primi anni fosse un fenomeno prettamente marginale. Anche in questo caso il compenso percepito consisteva in generi alimentari, armi o equipaggiamento per mantenere il reggimento di mercenari.
La classe dei cavalieri, ormai di aristocratici, non fu una classe chiusa fino almeno alla piena età feudale; ma costituirono un gruppo aperto intento ad assorbire chiunque fosse in grado di dimostrare particolari doti nell'arte della guerra, indipendentemente dalle proprie capacità economiche e dall'estrazione sociale.


Ci sono, infatti, diversi casi di guerrieri di estrazione sociale molto bassa che, grazie al servizio militare prestato, riuscirono a far parte della nobiltà.

- Gli obblighi del servizio militare.
Tutti i cavalieri erano tenuti a seguire il proprio signore nelle spedizioni militari, che si trattasse di imprese personali o di campagne in collaborazione con altri nobili. Le norme e i tempi in cui questo obbligo era applicato variavano a seconda dell'area geografica ed erano regolati anche dal tipo di "patto" stipulato.
Ovviamente, col passare del tempo, i cavalieri insediati tentarono di allentare i severi obblighi feudali e consolidare la propria autonomia. Il passaggio decisivo di questo processo fu la trasformazione del beneficio ricevuto in diritto ereditario, sebbene legato all'atto di omaggio al signore da parte degli eredi.

Focus on: la protezione del cavaliere feudale.
La protezione del corpo dei cavalieri all'inizio dell'era feudale era affidata ad una tunica di maglia di ferro o, più raramente, formata da scaglie di ferro (l'usbergo). Tra le prime rappresentazioni di usberghi troviamo quelle intessute sull'arazzo di Bayeux (seconda parte dell'XI secolo), che ci mostra maglie di ferro lunghe fino al ginocchio con le maniche al gomito, con camaglio ed elmo conico nasale. In 60 anni la protezione fu aumentata notevolmente, estendendo le maglie alle gambe e alle braccia; mentre l'elmo conico rimase ancora in uso a cui si aggiunsero, però, delle protezioni per il viso, quest'ultime poi consentirono l'evoluzione finale nell'ermo chiuso verso la fine del XIII secolo. Sempre nel XIII secolo, alla cotta di maglia si affiancarono protezioni in lamiera metallica per il torace e di piastre di ferro o pezzi di cuoio bollito per gli arti superiori e inferiori. Lo scudo tondo di origine germanica, venne sostituito nel corso dell'XI secolo con uno dalla forma allungata. Questo tipo di scudo è strettamente collegato alla nascita della cavalleria; infatti, grazie alla sua forma ovoidale era molto efficace nella protezione del fianco sul quale era portato. Lo scudo era costituito da assi di legno di quercia o pino e rivestito da cuoio, talvolta presentava rinforzi metallici al centro o ai bordi; inoltre al suo interno spesso aveva una cinghia che consentiva a chi lo portava di tenerlo appeso alla spalla.


Focus On: il torneo e i giochi guerreschi.
Le origini dei celeberrimi tornei sono incerte. La fortuna del torneo era collegata al ruolo della cavalleria: era considerata un'invenzione del X secolo e pare coincidere con l'uso di tenere la lancia sotto l'ascella. Nel XII secolo cominciarono a stabilirsi le regole, con tanto di giudici di gara e venne fissato uno scrupolo cerimoniale. Nel corso del XIII e XIV secolo anche la borghesia iniziò ad organizzare i tornei. Durante le mischie e le giostre le armi non erano affilate; mentre il ruolo delle decorazioni e delle dame (correlato all'ideale di amor cortese del mito della Tavola Rotonda) crebbe notevolmente. I giochi venivano celebrati in corrispondenza di eventi particolari; sebbene il rischio per i giostranti fosse ridotto, i giochi erano comunque potenzialmente letali per chi vi partecipava, pur essendo spuntate le lame, prendersi una mazzata tra capo e collo non era certo il massimo della vita. Durante tutto il feudalesimo le giostre subirono numerose modifiche, sia in termini di regolamento, che in termini di tipi di combattimento. Accanto ai combattimenti a cavallo con le lance comparvero i combattimenti a piedi ed altre prove di abilità.


- Gli altri combattenti.
Certo, la cavalleria costituiva la spina dorsale degli eserciti europei dell'era feudale, ma non erano gli unici combattenti. All'inizio di questa età le classi sociali più basse furono escluse dal diritto di portare le armi e, se furono ammessi a questo diritto, lo fecero in qualità di truppe ausiliarie o specialisti in quelle attività "indegne" per un cavaliere. Gli specialisti nell'uso dell'arco e delle balestre, oppure i gruppi di guastatori, utilissimi durante gli assedi o per mettere in difficoltà il nemico durante le campagne militari,  svolgevano un ruolo fondamentale nell'attività guerresca del tempo. Tuttavia la loro posizione sociale inferiore li rendeva oggetto del disprezzo degli aristocratici cavalieri, finendo per essere sempre più ostracizzati dalla cerchia guerresca che si andava formando. Solo nella metà del XIII secolo, con la crescita e lo sviluppo dei commerci, si formarono nuovamente le milizie a cui potevano accedere anche i cittadini non nobili, ma pur sempre abbienti ( i cosiddetti borghesi).


Matt - Il Locandiere

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