lunedì 10 marzo 2014

Il Lunedì del Locandiere: il circolo degli sportivi da divano.

Gooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooood Morning Avventori! Perché non iniziare degnamente la settimana con del sano sport parlando del penultimo round del 6 Nazioni, celebre torneo di rugby a cui mi sono rapidamente affezionato e che sto seguendo con particolare animosità. Come sempre, anche per lo scorso indiavolato week-end gli ingredienti sono stati: birra (McFarland, ovviamente), schifezze varie, tifo indiavolato und so weiter...


Come al solito andiamo in ordine, spulciando le partite giorno per giorno. 

Sabato 8: Irlanda - Italia. La marea verde.


Quando mi son seduto sul divano ho subito pensato: Vada come vada, questa sarà senz'altro una partita che merita di essere vista. Ed in effetti così è stato...in parte.
Solo un incosciente poteva pensare di scendere all'Aviva Stadium di Dublino e spadroneggiare, sapendo che per i proprietari di casa quella partita era importante per una serie di fattori:
  • L'Irlanda è, forse, la squadra più in forma del torneo, che ha dato prova del suo carattere in prestazioni davvero eccellenti. 
  • Dopo la sfortunata sconfitta contro l'Inghilterra di Lancaster due settimane fa, i nostri ginger preferiti cercavano ad ogni costo una preda non troppo impegnativa, così da far punti in classifica.
  • Irlanda - Italia è stata anche l'ultima partita in casa con la nazionale per Brian O'Driscoll, il quale, a detta di chi ne sa più di me, non è solo una leggenda di questo sport, ma è il rugby. Vien da sé il fatto che tutta la squadra volesse giocare la partita del secolo, festeggiando degnamente il loro compagno.
Brian O'Driscoll, la leggenda del rugby irlandese
Ora, ad essere realisti, ci si poteva ben aspettare un risultato sfavorevole per l'Italia; tuttavia prospettavo un esito numericamente diverso, soprattutto in vista della fine del primo tempo (con un risultato parziale di 17 - 7) che, pur essendoci sfavorevole, poteva fare ancora ben sperare. Se non altro per una risoluzione dignitosa degli eventi.
La disfatta è stata figlia anche di alcune importanti defezioni, tra cui Sergio Parisse (che non ha potuto giocare a causa di un problema fisico) e Martin Castrogiovanni, uscito nei primi minuti.

Martin Castrogiovanni, altra importante assenza dopo Parisse.
Ma passiamo alle considerazioni tecniche. Sette mete (la prima segnata dall'eccellente Sexton) sono davvero difficili da giustificare, nonostante 25 minuti dopo il vantaggio dell'Irlanda Sarto ci mette una pezza riportando le squadre in parità. Il primo tempo finisce con un'altra meta irlandese per il 17 a 7 (3 punti glieli abbiamo regalati con una punizione che porta nuovamente la firma di Sexton), Italia che si difende furiosamente, ma che mostra i primi segni di cedimento.
Al secondo tempo si assiste alla disfatta totale dell'Italia, con l'Irlanda che mette a segno le altre cinque mete della partita, di cui una realizzata nuovamente da Sexton. Al 63' l'Aviva Stadium si alza per una standing ovation, Mr O'Driscoll fa la sua uscita osannato dal pubblico festante. Ma l'Irlanda non toglie il piede dall'acceleratore e al 78' arriva l'ultima meta segnata da McFadden per il 46 - 7. L'Irlanda famelica di punti riesce nel suo intento e noi, di nuovo, siamo costretti a fasciarci le ossa rotte, commentando positivamente sulla nostra potenza difensiva nella prima metà della gara. Ma solo nella prima metà della gara però.
Nel post partita leggo una critica, in realtà suona più come uno sfogo, di un tifoso che, in sostanza, dice di averne le tasche un po' piene di queste "gloriose" sconfitte. Non ha tutti i torti, pur essendo gloriosa, una sconfitta resta in ogni caso una sconfitta.
La prestazione Irlandese è stata davvero impeccabile, di gran lunga superiore alla nostra. Maliziosi e scattanti, hanno saputo logorarci ben bene per poi cuocerci a puntino; non potevamo aspettarci di certo clemenza da parte loro, non a Dublino, non durante il 6 Nazioni, non con una posta così alta in palio, non durante l'ultima partita di O'Driscoll.

Sabato 8: Scozia - Francia. Contrappasso.


Con l'amaro in bocca, non certo lasciato dalla deliziosa McFarland, mi sono subito buttato a capofitto nel secondo match del Sabato pomeriggio, ovvero Scozia vs Francia. Ricordiamo che i discendenti di Rob Roy ci avevano rifilato una batosta per il rotto della cuffia con l'indegno 20 - 21, celebrato come se fosse la vittoria del secolo da parte degli ospiti in gonnella (se non ricordate cliccate qui); nel frattempo i cugini d'oltralpe avevano incassato una sonora sconfitta dal Galles, posseduto da non so che diavolo rosso e tutto intento a non darsi per vinto, confermando di essere pur sempre il campione uscente dello scorso 6 Nazioni.
Con spiriti non meglio definiti le due squadre sono scese in campo al Murrayfield. Fasi alterne tra le due squadre con i primi sprazzi di vitalità da parte della Francia, subito attutiti a causa del comportamento prettamente individualistico dei Bleus. Primi 40' non molto emozionanti, con la Scozia che ritrova la la giusta dose di agonismo, quel tanto che basta per giustificare il 14 - 9.
Francia che rientra in campo nel secondo tempo sempre col suo I forgot how to rugby; ma al 46' un passaggio decisamente troppo lungo favorisce Huget che, intercettandolo, corre per tutto il campo segnando una meta cattivissima e che manderà in crisi la squadra scozzese.

Yoann Huget, realizzatore in solitaria della meta che ha ridato coraggio alla Francia.
Francia che deve il suo vantaggio, comunque, ad un intervento individuale, sempre a sottolineare l'assenza di coesione che, tuttavia, vince con un calcio di punizione di Doussain proprio agli sgoccioli. Pena del contrappasso.
Scozia beffata, Francia vittoriosa che ha ben poco di cui rallegrarsi visto che vive più di episodi che di qualità, anyway per molti è il risultato quello che conta no?

Domenica 9: Inghilterra - Galles. Big Match.


Dopo la prestazione di due settimane fa, la squadra del tecnico inglese Stuart Lancaster, affronta a Twickenham l'unica squadra ancora imbattuta dal britannico tecnico, ovvero il Galles. Con i Reds che hanno rialzato la testa dopo l'imbarcata subita contro gli irlandesi, ottenendo un successone contro le gambe molli dei francesi.
La sfida di Londra aveva tutti i presupposti per essere un grande incontro, un po' come il derby Inter - Milan, ma decisamente molto, ma molto più importante per l'economia del torneo 6 Nazioni.

Stuart Lancaster, allenatore delle Rose Inglesi.
Ed infatti i tifosi non sono rimasti delusi, poiché fin dai primi minuti le due squadre hanno giocato al massimo delle loro capacità, coi Whites padroni di casa che incalzano gli ospiti, segnano due mete, ma concedono troppi calci di punizione agli avversari.
Così la prima metà si chiude con un 20 - 15, con il Galles che ci crede ancora o che ci vuole credere ed ha ancora qualità e coraggio da vendere. Purtroppo i successivi quaranta minuti pesano troppo sulle spalle dei Reds che devono subire la fisicità e la prestanza dei giovani avversari e, alla fine, vengono domati.
Gran cuore da parte di tutte e due le squadre e gran successo per la squadra inglese che, ora, torna a sognare; mentre settimana prossima se la vedrà con un'Italia pesta e malconcia all'Olimpico.

Matt - Il Locandiere

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