lunedì 3 marzo 2014

Giusto 2 Parole.

Si ride e si scherza, ma ogni tanto è giusto fermarsi e riflettere sugli eventi che, in questi giorni, stanno scuotendo l'Est Europa. Benché dai giornali e dalle televisioni i conflitti ci sembrano sempre lontani, troppo remoti per noi, in realtà la crisi ucraina è molto più vicina di quanto possiamo immaginare e potrebbe avere conseguenze ben più gravi di quelle di qualche vignetta umoristica del genere:


Tutto è iniziato con la fuga precipitosa di Viktor Janukovic il 22 Febbraio scorso, praticamente una settimana fa, circa. Al tempo le forze di sicurezza (nel caso la polizia ucraina), abbandonarono il palazzo di Janukovic e i manifestanti riuscirono a penetrarvi, mostrando al mondo intero il lusso in cui viveva il loro Presidente che, poco tempo dopo, venne scaricato anche dai suoi sostenitori, con il Parlamento dell'Ucraina che votò la sua decadenza. Qui arriva il nodo tattico-strategico fondamentale.
 Due giorni dopo, l'ex-presidente manda un videomessaggio ai suoi sostenitori, sostenendo di essere stato rovesciato illegittimamente dai suoi nemici politici, il tutto mentre in Crimea iniziavano a soffiare i primi venti di guerra.


Già perché è proprio in Crimea che nelle ultime 48 ore si è concentrata l'attenzione dei media internazionali e, finalmente, anche di quelli italiani, con l'eventualità di una guerra che si sta facendo sempre più concreta.
Se da una parte l'Ucraina reclama la propria unità nazionale a gran voce, dall'altra i "secessionisti" della Crimea che, a titolo di informazione, è a maggioranza filorussa e di conseguenza reclama a gran voce l'indipendenza e il ritorno alla grande Madre Russia.
Appello che fu prontamente accolto da Putin, il discusso presidente della Confederazione Russa, che in proprio nel Mar Nero detiene una fetta consistente della flotta della Marina Russa, guarda caso ancorata proprio al porto di Sebastopoli, in Crimea.
L'arrivo di miliziani e di blindati russi nella città nelle ore scorse non ha fatto altro che aumentare il livello d'allerta, coi membri dell'UE e del consiglio di sicurezza dell'ONU intenti a scuotere coscienze e anime di un presidente sempre più chiuso in un ostinato silenzio...davvero angosciante.
L'ultimatum poi smentito del comandante della Flotta del Mar Nero alla flotta ucraina, con cui condividono il porto di Sebastopoli, non fa che confermare le tesi secondo cui un conflitto sarebbe imminente; soprattutto dopo l'identificazione di presunte unità Spetsnaz dispiegate in Crimea e le voci di defezione da parte dell'esercito ucraino che, a sua volta, ha richiamato i riservisti.


Molto probabilmente questa è la peggior crisi militare affrontata nel vecchio continente dai tempi della guerra nei Balcani. Quest'ultimo evento, tuttavia, non è stato vissuto così intensamente e con così tanta preoccupazione dal sottoscritto per due ovvie ragioni:

  • L'età ancora piuttosto tenera
  • La mancanza dell'informazione in tempo realissimo, cosa di cui oggi si dispone grazie all'evoluzione dei mezzi di comunicazione
Beh, a proposito dei mezzi di comunicazione. Inevitabilmente la mia riflessione e la mia preoccupazione va proprio ai media italiani che, fino allo stato di emergenza hanno trattato in maniera del tutto marginale gli eventi (mi riferisco sia alle televisioni che alle testate giornalistiche); per non parlare poi della crisi venezuelana, di cui abbiamo avuto qualche notizia solo dopo l'arresto e il rilascio di una fotoreporter italiana. Che dire poi della crisi militare in Siria, ormai talmente monotona da non fare quasi più notizia?
Riflessione che mi spinge anche a guardare con apprensione il futuro, in un'Europa già martoriata dalla crisi e ora sull'orlo di un'altra guerra le cui cause ci appaiono più che mai oscure. Pensateci, cari Avventori, domani potremmo alzarci e mentre pucciamo il cornetto nel cappuccino, alla televisione vedremo scorrere altre immagini di palazzi crivellati di proiettili, di proclama e di gente in fuga dalla fame, dalla disperazione, dalla miseria e dalle bombe. Il futuro appare quantomai cupo, sebbene questa guerra non ci appartenga direttamente, se mai dovesse scoppiare rappresenterebbe il fallimento di decenni di laboriosa costruzione e sforzi.

Matt - Il Locandiere

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