mercoledì 15 gennaio 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Gooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooood Morning Avventori! Ebbene eccoci di nuovo qui, l'appuntamento imperdibile per i cinefili o per coloro che vedono un film una tantum. Quale sorprendente pellicola uscirà dall'armadio del vostro Locandiere di fiducia oggidì?

A Dangerous Method


Titolo: A Dangerous Method
Titolo originale: A Dangerous Method
Regia: David Cronenberg
Durata: 99 min
Anno: 2011
Genere: biografico, drammatico
Cast: Viggo Mortensen, Michael Fassbender, Vincent Kassel, Keira Knightley.

Trama: Zurigo, primi anni del XX Secolo, il giovane psichiatra Carl Gustav Jung prende in cura una giovane donna, affetta da gravi problemi psichici: Sabina Spielrein. Grazie a questo caso, Jung inizia una fitta corrispondenza con il padre della psicoanalisi Sigmund Freud, che porterà i due a conoscersi, a stimarsi e infine a rompere definitivamente il loro rapporto professionale e d'amicizia. Il tutto mentre il rapporto intimo tra la bella Spielrein e Jung inizia a farsi sempre più tormentato.


Parliamone: i film biografici, di solito, possono dare due risultati, che sono l'uno l'opposto dell'altro. Possono diventare delle cagate pazzesche, stravolgendo le vicende della vita del personaggio che ci si proponeva di descrivere; oppure si può giungere ad una buona trasposizione.
Per A Dangerous Method, secondo me, si è adottata una buona via di mezzo.
Ricordiamo che la pellicola è tratta da un libro (che ha lo stesso libro), su cui, tra l'altro, lo sceneggiatore ha basato un'opera teatrale.


Questo film è stata per me una doppia sorpresa. Prima di tutto Viggo Mortensen come Freud; sarà che al liceo avevo una vera e propria venerazione per il medico viennese, venerazione che non è scemata nel tempo, ma diciamo che si è un po' attutita; merito senz'altro delle varie letture che ho potuto portare a compimento (in realtà continuo a preferire lo stesso Freud come autore). Tra l'altro, il connubio Cronenberg - Mortensen ha dato i suoi frutti già in passato, con altri film che meritano di essere guardati. Sì, cari amici, sto parlando proprio di A History of Violence e di La promessa dell'assassino.
Seconda sorpresa è stata proprio quel bel pezzo di figliuola di Keira Knightley. Per l'occasione, l'ex piratessa dei Caraibi veste i panni tutti nuovi di isterica, ruolo che riesce ad interpretare magistralmente risultando anche parecchio convincente.


Grazie alle sue doti artistiche, Keira si guadagnerà un paio di premi minori. Purtroppo ci sono anche delle note di demerito. Innanzitutto il film ci da un assaggino di quello che è stata e continua a essere la psicoanalisi. Assaggino che, senza le dovute "basi" può risultare fuorviante per l'osservatore.
Infatti, né Freud né Jung erano due maniaci, assetati di sesso e bramosi di conoscere le più nascoste pulsioni che imperversavano nella mente dei loro pazienti; né tanto meno l'interpretazione dei sogni (nel film si fanno parecchi accenni ai sogni) è un insieme di opinioni strampalate, né è frutto di bizzarre dettate da un qualche tipo di premonizione o superstizione. Che cazzo è scienza! Siamo seri!
Anche se ultimamente qualcuno ritiene la scienza una barzelletta, preferendo abbandonarsi a ciarlatani e giullari (vedi anche antispecisti, contrari alla sperimentazione animale, complottari vari, true believers delle scie chimiche ecc ecc.). Anyway, la psicoanalisi freudiana, il dissenso di Jung e la sua rottura col mentore e, in parte, anche l'interpretazione dei sogni, ci vengono presentate molto all'acqua di rose. Invece è decisamente seccante il fatto che si è insistito sulla relazione, o presunta tale, esistente tra Jung e la Spielrein. Vero, alcuni rumors, favorivano la tesi che i due fossero amanti; in pratica non si è mai saputo nulla con certezza. Certo se poi facciamo in modo che questa relazione diventi la causa di una profonda depressione per Jung...(Lo psichiatra ebbe davvero un esaurimento nervoso; ma fu causato dalla sua rottura dei rapporticon Freud. O almeno così si dice).



Matt - Il Locandiere

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