mercoledì 8 gennaio 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Mercoledì, ciò significa due cose...o meglio, per voi oggi significa ben tre cose! In primis, per quelli di voi che aspettano con ansia il week-end, ci sono buone notizie: tenete duro che manca poco. In secundis, oggi è il giorno dedicato a tutti gli amanti del cinema, con una nuova pellicola fresca fresca pronta per essere recensita. Infine, come vi avevo promesso ieri, oggi si parlerà anche di Trash Island, ovvero del nuoverrimo numero di DYD disponibile...se ne parlerà più tardi, nel pomeriggio credo, per ora accontentatevi del film!

Lawless


Titolo: Lawless
Titolo originale: Lawless
Regia: John Hillcoat
Durata: 115 min
Anno: 2012
Genere: drammatico
Cast: Tom Hardy, Jason Clarke, Shia LaBeouf, Guy Pearce, Gary Oldman, Jessica Chastain, Mia Wasikowska

Trama: Anni '20, siamo in pieno Proibizionismo e nella Grande Depressione in Virginia. I fratelli Bondurant, come altri, gestiscono lo spaccio clandestino di alcolici, che distillano personalmente. A complicare la situazione arriva un corrotto procuratore distrettuale ed un vice sceriffo dai modi raffinati, ma con il vizio della violenza. Così i fratelli si troveranno costretti a lottare contro le prepotenze degli uomini di legge corrotti, proteggendo le loro donne e cercando di mantenere unita la famiglia.


Parliamone: Non per essere cattivo (in realtà un po' sì), ma Guy Pearce riesce sempre a stupire e a convincere nei ruoli da cattivo, o quasi (cfr. anche L.A Confidential e Iron Man 3); diciamocelo, la faccia da bastardo patentato ce l'ha eccome...


Anche stavolta, il nostro caro Guy, da il meglio di sé con i suoi raffinati abiti e la sua pettinatura a campo agricolo (con tanto di solco in cui seminare le angurie). Spietato, calcolatore e col vizio della pulizia; sarà quanto di peggio si possa immaginare per i nostri fratelli. Ecco se volessimo riassumere l'effetto che fa questo personaggio per tutta la durata del film in un'immagine, questa sarebbe:


Dall'altra parte della barricata troviamo i fratelli Bondurant, rispettati da tutti e ritenuti (a ragione) invincibili. Sono in tre. Il maggiore (Clarke) è un pazzo furioso, alcolista e che ha vissuto sulla propria pelle i drammi della Prima Guerra Mondiale, essendo partito volontario; in un'occasione lo vediamo malmenare un paio di vicesceriffi che erano venuti a fare la voce grossa, mentre spezza il braccio ad un altro vicesceriffo con un pugno.
Il secondo fratello (Hardy), è un omone piuttosto che parla poco, che ha a cuore esclusivamente il bene della famiglia e che è meglio non fare incazzare, gira armato con un tirapugni, che non esita a usare quando le situazioni lo necessitano.


L'ultimo fratello (LaBeouf) è un cretinetto pieno di sé, che ama i soldi, le belle macchine e che fa la corte ad una ragazza che decisamente non fa per lui; finirà più di una volta nei guai, prima di mettere definitivamente la testa a posto.
Pregevole è il cammeo di Gary Oldman, che, per l'economia della pellicola, interpreta un gangster spietato, che ha sulla sua testa un'accusa di triplice omicidio e che si metterà, poi, a fare affari coi fratelli.



Film estremamente sanguigno e violento, in cui si alternano scene di follia omicida (a Hardy tagliano la gola, ma riesce a sopravvivere, forse un riferimento a Lucky Luciano?) a pacate scene di dialogo intenso. Anche se in realtà il film colpisce di più per l'ambientazione (le polverose città della Virginia di inizio secolo) e, come già accennato, le scene di violenza. Fra le tante ve ne voglio segnalare un paio, oltre allo sgozzamento si intende. Ovviamente i fratelli Bondurant non presero bene lo scherzo che il vicesceriffo impomatato fece al loro fratellone, facendolo finire al pronto soccorso con un bel ricamo sulla gola, quindi cosa fecero? Andarono a trovare i due stronzi rei dello sgarro (grazie all'aiuto del mafioso Oldman), tagliarono loro i testicoli e mandarono il piccolo Bondurant a consegnare un bel vaso di whisky e palle...c'è chi la tequila la beve col verme, a quanto pare, nella contea di Franklin, alcuni erano invitati a bere il whisky fatto in casa, coi testicoli dei propri sgherri.
Seconda scena, abbastanza shock secondo me, che vede protagonista (guardacaso) il nostro Guy; giusto per far indispettire i fratelli Bondurant e per assicurarsi la tacita obbedienza degli altri produttori abusivi di liquore, il nostro decide di acciuffare il cugino dei Bondurant, che ancora gli si opponeva, cospargerlo di pece bollente e attaccargli addosso tante piume, con un cartellino recante la scritta "trafficante" (o qualcosa del genere)...ovviamente i Bondurant non la presero per niente bene, nossignore.
Altro non vi posso dire se non: guardatelo. Una pellicola pregevole, non un capolavoro, che può risultare godibile, nonostante la lentezza esasperante di certe scene.

Matt - Il Locandiere

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