sabato 25 gennaio 2014

Speciale Locanda. La grande storia delle armi bianche: Dalla Preistoria alla Mezzaluna Fertile.

Come vi avevo largamente anticipato oggi inizia questa serie di articoli storico-divulgativi che ha come argomento le armi bianche, o meglio, la storia delle armi bianche in funzione dell'evoluzione dell'essere umano. La storia delle armi è antica quasi quanto l'uomo, o meglio, nasce con l'evoluzione dell'Homo Habilis in Homo Sapiens; ovvero da quando il raccoglitore si è finalmente trasformato in artigiano/agricoltore, si è resa necessaria la produzione di una serie di attrezzi utili allo scopo (asce, zappe, forche e altro), strumenti che, con l'andare del tempo e con le sempre più impellenti necessità di sicurezza causate dalla presenza di animali feroci e altre tribù limitrofe, più o meno amichevoli. Ma cos'è un'arma bianca?
L'Arma Bianca indica tutte quelle armi che provocano ferite per mezzo di punte , forme contundenti o lame di metallo; quelle che lanciano oggetti bellici, e quelle che fungono da difesa da esse. - Fonte Wikipedia -
 Questo è ciò che ci dice l'enciclopedia più famosa del mondo, definizione un po' riduttiva che però ci servirà come base da cui far partire tutto il discorso. Non è facile parlare di armi, ciò a causa di una questione di etica e una storica. Tralasciando la questione etica, visto che non tratteremo mai del: "è giusto o sbagliato portare/forgiare/usare armi?", ci occuperemo esclusivamente della storia dell'umanità e come, durante queste epoche, le armi bianche si sono evolute, da strumenti quotidiani a mezzi per uccidere, fino al loro totale rimpiazzo con l'avvento delle armi da fuoco.
Non sarà facile trarre da questo lungo periodo storico una serie di post sempre accurati, ma ci proveremo lo stesso. Per amore della brevità mi vedo costretto a ridurre al minimo sindacale gli argomenti affrontati ogni volta, questo avrà alcune conseguenze; innanzitutto spero di rendere la lettura più snella e piacevole, in secondo luogo il numero di articoli si allungherà (una conseguenza logica). 
Bene bene, quello che c'era da dirsi è stato detto...tutto o quasi almeno, sapete come sono no? Memoria corta, troppe cose da fare che si sovrappongono.Dicevo? Ah sì, possiamo iniziare con la nostra storia....partiamo da molto, molto lontano.

- Preistoria e Protostoria.
La Preistoria fu una frazione di tempo che si articolò per diversi periodi, ognuno caratterizzato da livelli tecnologici e culturali differenti. Lo studio di questo periodo non è sempre molto facile, ma permette di conoscere le basi e gli inizi attraverso cui poi si snodò la successiva storia dell'uomo. A partire dall'ottavo millennio a.C, con la rivoluzione neolitica, l'uomo (ormai diventato Sapiens) iniziò a raggrupparsi nei primissimi agglomerati urbani, dedicandosi all'agricoltura e all'allevamento; la conseguente urbanizzazione diede il via all'organizzazione in strati sociali e le comunità iniziarono ad affrontare le prime tensioni e gli scontri violenti con altre tribù.
Non c'è da sorprendersi se gli utensili utilizzati per cacciare e per pescare vennero poi convertiti in armi da offesa e difesa. Ciò è ampiamente documentato nel Neolitico e, soprattutto nelle Età del Rame e del Bronzo. Mentre si forgiavano i primi strumenti da guerra, si andava formando l'ideologia guerriera: a chi esercitava l'arte della guerra veniva riconosciuta una funzione ed era il maschio ad esercitarla. Così iniziò a formarsi l'ideale di eroe.
Gran parte delle armi usate ci sono pervenute sotto forma di disegni, o come frammenti dei pezzi originali (schegge o punte di freccia).




Questi primi, rudimentali, strumenti da guerra erano perlopiù costruiti con legno e frammenti ossei o di pietra, schegge e simili. Con la costruzione dei primi armamenti nacque anche la necessità di rendere sicuri i primi insediamenti, il che implica che sarebbe stato necessario costruire mura difensive, fossati e torri. Le comunità nomadi, invece, grazie allo sviluppo dell'allevamento dei cavalli, inventarono nuove tecniche belliche.
Durante l'Età del Rame iniziarono a comparire immagini di pugnali dalla lama triangolare e piatte (anche stampi per la fusione); le cuspidi delle frecce erano già ampiamente differenziate: a foglia, triangolari, asimmetriche...
Sempre in questo periodo risalgono i primi tentativi (e successi) di fissaggio delle lame su delle aste lignee, nacquero così le lance e i primi modelli di "alabarde" (con la lama piegata a 90° rispetto all'asta). Vennero modificate le tecniche di combattimento corpo a corpo, con pugnali e asce; nacque la necessità di utilizzare delle protezioni (elmetti e corazze in cuoio, scudi). La lega tra rame e stagno diede il via alla creazione della spada, che acquisì sempre più importanza in Europa; paradossalmente, nel III secolo a.C crebbe la presenza di asce litiche. Le tattiche cambiarono nuovamente, i pugnali assunsero un ruolo secondario, mentre la spada divenne l'arma principe; vennero create spade per colpire di punta (di stocco), altre di fendente (di taglio).



L'Età del Ferro apportò migliorie piuttosto modeste in campo bellico, la lavorazione di questo nuovo minerale fornì armamenti nuovi e più duraturi, nacque la necessità di costruire protezioni più efficaci, quindi è a questo periodo (circa) che risalgono le prime armature costruite con lamine di metallo tenute assieme da lacci di cuoio e i primissimi modelli di schinieri. Tuttavia, le armi bianche in bronzo e le armi in ferro convissero per almeno tre secoli. Sempre in questo periodo furono molto importanti gli scambi commerciali-tecnologici che iniziarono nella Russia Meridionale e nel Caucaso fra popolazioni diverse, scambi che poi si spostarono lentamente in Europa. In particolare le prime comunità pre-celtiche adottarono la tipica spada con una lunga lama a lancetta, così come nel resto dell'Europa settentrionale, la spada dei Galli era l'arma preferita, ciò lo si intuì a partire dal IV secolo avanti Cristo, quando i popoli germanici iniziarono ad avere una discreta reputazione guerriera.
Prima di proseguire oltre, potrebbe interessarvi una breve analisi di alcune di queste prime armi bianche:

  • Ascia: nata come strumento da lavoro, poi divenne un'arma di difesa. Il taglio (cioè la parte che infligge il danno) era posto su un piano ad angolo retto rispetto al manico. Nel Neolitico apparvero asce di pietra di varia foggia; con l'Età del Ferro e del Bronzo cambiarono i materiali con cui si produceva la lama e cambiarono le forme, ma in sostanza assunse un significato religioso (un amuleto) nel bacino del Mediterraneo.
  • Arco: Un'arma da corda, formata dal fusto (un elemento lungo, sottile, incurvato, flessibile ed elastico) e da una corda fissata alle sue estremità (dette corni). Tirando la corda al centro della lunghezza viene forzata la curvatura del fusto: quando questa trazione viene sospesa, la corda viene rilasciata e al proiettile (freccia) viene impressa una forza, quindi un movimento. L'uso dell'arco  ampiamente documentato da graffiti e incisioni rupestri fin dal Paleolitico superiore (anche 120.000 - 35.000 anni fa); la sua comparsa avvenne in tempi e modi diversi, differenziandosi in relazione alla regione e al contesto sociale in cui fu introdotto.
  • Fionda: la fionda è un oggetto piuttosto comune, che ha un'ampia rappresentazione iconografica fin dal Paleolitico. Si tratta di uno strumento piuttosto rudimentale e nella sua forma più comune è costituita da due bracci di corda o di cuoio con la centro una piccola sacca per collocare il proiettile. In una delle estremità dei bracci c'è un foro in cui inserire l'indice; il lancio avviene facendo ruotare velocemente i capi dei bracci, finché, raggiunta la massima velocità, uno dei due capi non viene rilasciato. La forza centrifuga manderà il proiettile (roccia, terracotta, piombo di varie forme e misure) nella direzione prescelta. 
  • Propulsore: è uno strumento flessibile o rigido atto a scagliare una lancia o altra sorta di proiettile. Nella sua varietà rigida (di osso) era già noto nel Paleolitico superiore, mentre i propulsori flessibili sono databili all'Età del Bronzo. Purtroppo questa seconda tipologia di propulsore è facilmente deperibile.


- Le civiltà della Mezzaluna Fertile.
La Mezzaluna Fertile è una regione che è composta dalla Mesopotamia (la regione compresa tra il Tigri e l'Eufrate), il Levante e l'Antico Egitto. Questa fu una zona che, per un periodo di tempo, ebbe un'intenso sviluppo sociale, tecnologico e culturale; infatti, oltre allo sviluppo della scrittura, questi popoli acquisirono una notevole abilità nell'uso dei metalli e delle loro leghe.



Quello che avete appena visto, è un pugnale rinvenuto in Egitto. La lama è in selce e il manico è in avorio ed è decorato con scene di guerra. Databile attorno al 3000 a.C, quest'arma dimostra bene come i pugnali assunsero una connotazione differente in Egitto rispetto all'Europa (dove si affermarono le spade).
Dal 2900 a.C, con l'avvento della prima dinastia e la designazione di Menfi come centro politico e religioso, vennero meno le guerre tra tribù nomadi e sedentarie, le truppe di mercenari andarono riducendosi fino ad assumere il ruolo di milizie ausiliarie; mentre andava a formarsi un esercito permanente, i cui componenti (specie i comandanti) occupavano una determinata posizione nel tessuto sociale. Il territorio venne diviso in provincie, ognuno retto da un contingente di fanti armati di grandi scudi ricoperti di cuoio, lance dalla punta di rame, asce e archi, accanto ad essi vi erano le truppe ausiliarie (nubiani e libici) e vi era persino una guardia personale del faraone. Accanto a questa rudimentale forma di esercito professionale, nacque una categoria di funzionari impegnati nella produzione degli armamenti: lance, forche, archi e frecce. L'Antico Regno cadde nel caos e si sgretolò a causa di profondi conflitti sociali e dinastici; finalmente, due secoli più tardi tornò l'ordine del Medio Regno, ciò comportò la costruzione di possenti fortificazioni.



Le popolazioni mesopotamiche ebbero un processo simile a quello dell'Egitto. Sumer era divisa in tantissime città stato, poi riunite tra il 3000 e il 2350 a.C. La supremazia passò, quindi, ad Accad, per poi tornare nuovamente a Sumer tra il 2112 e il 2004 a.C. Nello "Stendardo di Ur" possiamo notare fanti armati con cuffie di cuoio, armamenti e, soprattutto, i carri da guerra con le ruote piene, con un auriga e un combattente che scagliava giavellotti. Per i fanti, cioè i combattenti a piedi, le armi erano lance lunghe tra i 180 e 240 cm.
Il carro da guerra fu trovato anche su un sigillo risalente al XVIII - XVII secolo a.C, proveniente dalla Siria settentrionale; questa è la prima dimostrazione di una vera e propria rivoluzione militare nell'Anatolia. Qualche secolo prima erano comparsi popoli di lingua indoeuropea come Ittiti, Luvi e Cassiti. Il carro da guerra fu usato nell'Egitto faraonico ebbe un momento di grande espansione tra il 1580 e il 1320 a.C, nello scontro per l'egemonia sulla Palestina e la Siria contro gli Ittiti. Tuttavia gli Egizi continuavano a considerare l'arco la loro arma preferita (soprattutto quello composito); parallelamente nacque la necessità di costruire nuove armature e protezioni: tuniche colorate ricoperte da scaglie di bronzo, con maniche e una copertura per il collo; il corredo era completato con un elmo a scaglie, simile a quelli micenei.
In questo periodo iniziano anche a differenziarsi i compiti dei soldati all'interno dell'esercito; oltre ai cavalieri o agli aurighi (che tendenzialmente erano nobili), c'era la fanteria pesante armata di grandi scudi a torre, alti quasi quanto colui che li maneggiava, e lance lunghe fino a 3,5 m.



 Alla fanteria pesante si contrapponeva la fanteria leggera, armata soprattutto di archi, frecce, fionde e pugnali. Le protezioni adottate erano ridotte al minimo indispensabile e portavano scudi piccoli e rotondi; queste erano in funzione dei nuovi compiti di questo tipo di fanteria, adatta alle schermaglie, alle azioni di disturbo e di supporto (in quanto dotate di armi da lancio).

Con l'introduzione del ferro e del cavallo, che andò rapidamente a sostituire i ben più costosi carri da guerra, vide nascere una nuova potenza guerriera nel XV secolo: l'Assiria. I sovrani assiri capirono l'importanza delle introduzioni delle armi di ferro e dell'organizzazione capillare dell'esercito. Questo era composto da grandi masse di fanti armate di lance, forti contingenti di arcieri e frombolieri. I carri con le due ruote erano coordinati con la cavalleria.
Altra innovazione introdotta dagli Assiri, furono le armi da assedio; soprattutto torri e arieti coperti da enormi scudi per proteggere gli occupanti. Nonostante la potenza tecnologica e politica, gli Assiri dovettero soccombere alle diverse tensioni con la rinata potenza babilonese nel 612 a.C.
Prima di concludere, descriviamo rapidamente un'arma molto importante e abbastanza iconica dell'Antico Egitto.

  • Khopesh: è la caratteristica spada a falce in uso nel Nuovo Regno (1570 - 1050 a.C). Una tipica khopesh è di bronzo, con un'impugnatura di 18 cm; la lama si prolunga per 40 cm prima di curvarsi e diventare affilata per una lunghezza variabile fra i 15 e 30 cm.

Bene cari Avventori, per il momento è tutto, vi ho dato solo un assaggino di quanto tratteremo per i prossimi week-end. Mi rendo conto che la storia delle armi, specialmente agli albori della civiltà, risulta piuttosto monotona; per questo ho deciso di darvi solo qualche informazione essenziale, riducendo al minimo le date. Da settimana prossima, finalmente, entreremo nel vivo del racconto, soffermandoci su qualche digressione tecnica necessaria per l'economia degli articoli.

Matt - Il Locandiere

Nessun commento:

Posta un commento