mercoledì 8 gennaio 2014

Era una notte buia & tempestosa: la piccola rubrica degli avventori dylaniati.

La volta scorsa ci eravamo lasciati con oscuri presagi riguardo il titolo del #328 di Dylan Dog, vale a dire Trash Island. Volete che la copertina non prometteva niente di buono, o meglio che non prometteva niente che riguardasse l'indagatore dell'incubo (zombie a parte), volete che ultimamente sono molto mal disposto nei confronti di Recchioni (e anche a sto giro non avrò parole tenere per lui), volete quel che volete; in fin dei conti questo nuovo numero non è poi totalmente da buttare, ma neanche da elogiare, beninteso.


Ma torniamo a noi, pronti a recensire, con colpevole ritardo, l'ultimo numero disponibile dell'indagatore dell'incubo.

Dylan Dog #328: Trash Island


Titolo: Trash Island
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Nicola Mari
Lettering: Diana Rocchi

Trama: il vecchio Old Boy si ritrova su un'isola dalla fama sinistra, in compagnia di altri tre indagatori del soprannaturale, per ricercare alcuni ragazzi scomparsi a Trash Island. Questa è un'isola abbandonata al largo delle coste inglesi, che la Royal Navy utilizza per le esercitazioni di tiro e custodisce gelosamente, impedendo a chiunque di avvicinarsi. Riusciranno i nostri investigatori a scoprire il mistero che si cela dietro l'inquietante e apparente calma dell'isola?

Parliamone: premessa, me la sto per prendere ancora con Recchioni. Sì, lo so, sono cattivo e crudele. Potrei anche evitare di leggere il mini editoriale all'inizio di ogni numero, che in sostanza è la causa principale del mio malcontento...e adesso vi spiego anche perché.
A sto giro, il caro Robi parte con un'ovvia traduzione della parola "trash", che chiunque dotato di una minima capacità di comprensione della lingua inglese può capire; anche perché si tratta di un termine che è diventato di uso comune. Comunque, dopo l'introduzione poco invitante circa la spazzatura, sempre il nostro ci ricorda come dai diamanti non nasce nulla, mentre dal letame nascono i fiori...e non hai visto cosa nasce dalla Terra dei Fuochi allora. Ma non è finita, poco dopo ci addentriamo in una concisa analisi dei vari generi legati al trash (film, musica e fumetti), con la presentazione di Mignacco, che già abbiamo visto all'opera, concludendo con un (cito) "Insomma, non ci resta altro che invitarvi a prendere una bella rincorsa e a fare un lungo salto nella spazzatura. All'inizio potreste rimanere spiazzati, ma se vi lascerete trasportare vi divertirete come pazzi."
Mai parole furono più errate.

E facciamolo sto salto...
Innanzitutto diamo una bella occhiata ai personaggi della nostra avventura, poiché si tratta di un'accozzaglia di figuranti che starebbero meglio alla recita dell'oratorio:
  • Dylan non brilla particolarmente, viene ingaggiato da una biondina sbarbina, il cui fratello è andato a fare una scampagnata a Trash Island, in barba alla Royal Navy, e non è più tornato. Non si sa se sia finito su una mina o se lo abbia portato via Lucifero in persona. Dylan perplesso accetta, nel dubbio segui la patata. Purtroppo si pentirà amaramente della sua scelta, visto che il viaggio in barca verso l'isola sarà un vero incubo (l'unico vero incubo).
  • Melissa è la sbarbina che ingaggia Dylan, in realtà si tratta di un superqualificato ufficiale di marina, che ha ingannato il nostro Old Boy per portare a termine la missione segreta di cui parleremo tra un attimo. Missione così segreta che era necessario mentire...
  • Duke è un vecchietto squinternato, che sembra essere appena uscito da una canzone di Jimi Hendrix. Accompagnerà i nostri amicici sull'isola e passerà tutto il tempo a borbottare tra sé, citando canzoni dei Doors e altre storiacce da fricchettone.
  • Amber è una strega, tipo Sabrina, che anche lei è di professione indagatrice del sovrannaturale. Si unirà al team strampalato dopo aver ricevuto una richiesta analoga a quella fatta da Melissa a Dylan, vale a dire indagare sulla sparizione dei tre ragazzi.
  • Kurtz è un gigantesco omone di colore, completamente calvo, senza senso dell'umorismo e con dei bicipiti grossi come angurie. Anche lui si occupa di sovrannaturale, ma lo fa nel modo più divertente: eliminando qualsiasi essere dell'oscurità (infatti non vede di buon occhio la povera Amber). Pare un arsenale ambulante, con fucili a pompa, pistole e granate che spuntano per magia. Forse il suo santo protettore/preferito è proprio Santa Barbara.
Questo è il circo equestre che compare nella storia. Storia che peraltro è un mix dei peggio luoghi comuni sugli hippie, sul coinvolgimento dei militari nel paranormale e sulle pellicole trash. Risibile e di una comicità nevrotica, l'unica cosa che si salva sono gli zombie, se non altro fanno qualcosa di utile tampinando i nostri protagonisti, se non fosse stato per loro si sarebbe fatto giardinaggio tutto il tempo.
Già perché gli eroi di turno vengono attaccati da (in ordine): granchi luminescenti, zombie, macchine impazzite, una gru che dimentica di fare la gru e rampicanti particolarmente aggressivi.
A complicare le cose ci mette del suo la cara Melissa che, rimasta sola con Kurtz durante l'attacco dei fratelli di Herbie il maggiolino tutto matto, si lascia trasportare dalla sindrome del "stiamo per morire tutti" e propone cose sconce al succitato, che ovviamente ci resta un po' di sasso, in fin dei conti, pur essendo una corazzata su due gambe, anche lui è uomo. Risate isteriche.

Immagine random che riassume un po' il comportamento di Melissa


Tornando alla storia in sé, per i due terzi si è parlato in sostanza del nulla, condito di zombi e un'apocalisse automobilistica da paura. Quindi perché non terminare la narrazione correndo come dei dannati e spiegando in due parole che Duke e i suoi amici fricchettoni, un po' di tempo addietro, lavorarono per la Royal Navy, scatenando il male durante un esperimento sull'energia medianica? Banale. Quindi sarebbe una buona, no anzi, un'OTTIMA idea portare su un poligono di tiro quattro perfetti sconosciuti, tutti con la stessa professione (non per indire un'assemblea sindacale), con lo scopo di chiudere il portale maligno che Duke e compagni avevano creato.
Tutto è bene, ciò che finisce bene. Kurtz è morto, risorto e riucciso, Amber si è sacrificata per le chiappe della Marina, Duke si è addormentato (e  molto probabilmente tornerà ad alcolizzarsi), mentre Melissa e Dylan sopravvivono, con la ninfomane che telefona tutta soddisfatta ai suoi superiori, in un impeto di "celodurismo" (dall'italiano volgare: ce l'ho duro).
Forse Trash Island è un titolo azzeccato, ma come tributo al genere trash proprio non ci siamo. Cosa succede? Dove sono i cambiamenti tanto promessi e ventilati? Li avete messi un cassetto e avete perso la chiave?
Se questi sono già i cambiamenti dovuti al pubblico, allora siamo sulla cattiva strada. Così  non si ottiene nulla se non far rimanere delusi i lettori. Magari potreste usare la filosofia di Jamie Hyneman, tanto ho idea che qui si stia raschiando il fondo del barile.



Matt - Il Locandiere

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