venerdì 10 gennaio 2014

Alla sera leoni e al mattino...dragoni: le avventure di Ian & Compagnia.

Ogni tanto la mia connessione wireless decide di prendersi una vacanza immeritata, forse avrà problemi di identità, anche se non me ne ha mai parlato.
Anyway, con ritardo causato da forze maggiori ci accingiamo a recensire l'ultimo numero disponibile del nuovo fumetto fantasy, targato Bonelli. Signore e signori, Avventori e Avventrici, stiamo parlando proprio di Dragonero.


Titolo: Il fascino del male
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Antonella Platano
Lettering: Marina Sanfelice

Trama: Ian e Gmor raggiungono la cittadina di Merovia, all'estremo ovest dell'Impero. I nostri eroi devono indagare su una banda di ghoul che, stando alle parole del governatore, terrorizza le carovane dei mercanti, uccidendo e distruggendo. Così, Gmor e Ian partono con al seguito un drappello di miliziani. Dopo sei giorni di marcia giungono in una valle  un po'...sperduta, in cui si trova un villaggio decisamente ostile. Dopo attimi di tensione, gli avventurieri hanno il permesso di accamparsi nei pressi del villaggio, ma subito si mettono ad esplorare la foresta che si estende alle spalle del piccolo agglomerato. Ma tra gli alberi Ian e Gmor scopriranno a loro spese che qualcosa di ben più oscuro è all'opera...

Parliamone: finalmente scopriamo la missione che dovevano portare a compimento Ian e il suo fidato amico, l'orco gentile, altresì conosciuto col nome di Gmor. Dopo il quantitativo industriale di sfighe capitate, ecco gli eroi che, infine, giungono alla loro meta...o quasi.
In realtà ci sono rimasto un pochino male per quanto riguarda la risoluzione di questa storia. Mi spiego meglio: ci si mette due numeri a parlare di una storia secondaria, mentre per la missione principale a cui eran destinati gli eroi basta solo un numero? Non è un po' un'ingiustizia?
Ma non spetta a me giudicare,.
Ma diciamo qualcosa in più su questa storia, vi va?


Partiamo con Ian intento ad ascoltare i piagnistei del governatore/prefetto, mentre il povero Gmor subisce le perculate razziste degli "aperti mentalmente villici locali", finché, palesemente insoddisfatto dall'appellativo pelle di cuoio, l'orco decide di praticare il suo sport preferito: il lancio del pirla.
Divertente che, dopo averle prese e messe via, gli stessi perculatori volgari invitino Gmor a sbevazzare alla sua salute, diventando amici. Mbeh!
Ma ecco che, i nostri cari ideatori, hanno pensato di inserire un'altra palla dal legare alla caviglia del buon Ian Aranil: si tratta di Kolmich espertissimo e abilissimo ufficiale della cavalleria cittadina, il quale è anche, per un mero gioco del destino, il figlio del mercante più ricco e potente di Merovia. Guarda te i casi della vita.
Ovviamente mammà svela il barbatrucco a Ian (cioè che Kolmich e le doti guerriere sono come il Diavolo e l'acqua santa), strappandogli la promessa di darci un'occhio e di proteggerlo dalle sfighe future che (naturalmente) pioveranno loro addosso.
Già, perché i ghoul che tormentavano le carovane, in fin dei conti, non erano altro che grossi e affamati mannari.
Ma che sono i mannari? Non certo quelli della famigerata trilogia dell'Anello versione Jackson, c'est à dire, questi qui:


Ma trattasi di...uh...mostri dalle zanne ultra affilate, molto simili ai mostri che si possono rintracciare in Dylan Dog #278 - Discesa nell'abisso, cioè questi altri:


Se fossero stati davvero questi i problemi, allora sarebbe bastato un drappello ben armato e munito di fegato sufficiente per affrontare le bestiacce. Sì, l'avete capito, non sono loro i veri nemici.
In realtà la foresta di cui vi parlavo sopra è popolata da una driade. Queste sono creature mitologiche che, per la letteratura classica, erano ninfe benefiche delle querce; ma nel mondo di Dragonero, queste sono spiriti molto potenti che appartengono al mondo degli abominii e che hanno una notevole padronanza delle arti magiche per piegare la volontà degli uomini.
Più precisamente, la driade che affronterà Ian (sì, perché Gmor sarà impegnato con una monaca guerriera a distrarre i mannari) ha un aspetto un po' goth.


Un po' troppo ombretto per i miei gusti. Tuttavia, poco mancò che durante il primo scontro Ian non venisse sopraffatto dai poteri della suddetta.
Ma allora come si è riusciti a portare a termine la missione?
Beh non proprio grazie alle doti guerriere di Ian, diciamocelo. Infatti, ancora una volta, il suo potere (cioè quello di avere il sangue del drago nelle sue vene) unito alla temibile spada che si porta dietro usciranno trionfanti, mentre il povero Ian Aranil è a un passo dall'essere scaraventato un'altra volta (nel giro peraltro di poco tempo) negli abissi infocati dove abitano i Sig. Ing. Dott Abominii.
Ma chi sono questi Abominii?
Sono i fratelli di Emil Blonksy? Non credo. Però questo continuo citarli, a mio avviso, non prevede niente di buono per il nostro Ian, niente di buono per davvero.
Eccezion fatta per la gran corsa subita per spiegare tutta la rava e la fava della driade, giusto per concludere in fretta e furia la storia, l'ottavo numero di questa nuova testa si dimostra ancora molto affascinante, promettendo ancora tante cose nuove da scoprire sia su Ian, che sul conto dei suoi nemici. Non ci resta altro che concludere citando una scenetta di Thor, tratta dall'omonimo film.



Matt - Il Locandiere

Nessun commento:

Posta un commento