mercoledì 29 gennaio 2014

Weekly Movie Corner Special: Star Wars Marathon.

Oh yeah amicici Avventori! Mercoledì mattina! Nevicherà? Non nevicherà? Se sta nevicando copiosamente vuol dire che mi troverete in cortile a spaccarmi la schiena a spalare la candida coltre accumulata sull'asfalto, in caso contrario sarò...uh...in palestra credo! Anyway, riprendiamo da dove ci siamo fermati la volta scorsa, shall we?


Star Wars - Episodio II: L'attacco dei cloni.



Titolo: L'attacco dei cloni
Titolo originale: Attack of the Clones
Regia: George Lucas
Durata: 143 min
Anno: 2002
Genere: Fantascienza
Cast: Ewan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Ian McDiarmid, Christopher Lee, Samuel L. Jackson.


Trama: ennesimi casini nella Repubblica Galattica; 10 anni dopo le grane passate su Naboo, sempre più sistemi si uniscono alla CSI (Confederazione dei Sistemi Indipendenti) comandata dal sinistro Conte Dooku, un ex jedi, ora passato dalla parte del Lato Oscuro. Il Cancelliere Palpatine poco o nulla può contro la sempre più imperante violenza che scuote la Repubblica; nonostante l'impegno sempre più oneroso dei Cavalieri Jedi. La violenza della CSI investe anche la Senatrice Amidala, che si vedrà costretta ad accettare la presenza di due sue vecchie conoscenze...

Parliamone: secondo capitolo, o meglio quinto capitolo in ordine di uscita, due anni più tardi della Minaccia Fantasma facciamo i conti con Anakyn Skywalker, cresciuto e, ovviamente, superdotato in termini di Potere della Forza. Se dovessimo fare un'indagine tra il gentile pubblico femminile, tra tutte coloro che hanno visto i sei film in toto o in parte, la cosa più ricordata è senz'altro il belloccio della situazione: c'est à dire Hayden Christensen.


Beh, effettivamente, non è poi un brutto ragazzo, pur essendo di parte. Anche se non è l'unica bellezza presente nel film...


Pellicola zeppa di riferimenti, sia ai capitoli precedenti, che ad altri film. Primo fra tutti Jango Fett.


Vi siete mai chiesti che faccia potesse avere il famigerato cacciatore di taglie al soldo di Jabba The Hutt? Semplice, la stessa del papà Jango, che ha gentilmente offerto i suoi servigi al Conte Dooku e il suo DNA alla Repubblica. Che personaggino interessante! Nell'universo espanso le avventure di Jango hanno avuto luogo un po' ovunque per la galassia e sono state sempre molto, molto movimentate. Del resto la vita di un cacciatore di taglie non può certo essere placida e tranquilla, con tanto di pipa godendosi il tramonto su Tatooine su una sedia a dondolo. Tant'è vero che sempre a Jango è stato dedicato un capitolo sulla ormai obsoleta consolle PlayStation 2: Star Wars Bounty Hunter.


In questa storia ci verrà spiegato il legame tra Jango e Dooku e i suoi cloni; non troppo pretenzioso ma non male davvero come titolo. Torniamo a bomba.
Dov'eravamo rimasti? Ah sì, questo capitolo vanta nomi più importanti oltre alla Portman e Christensen; innanzitutto c'è la riconferma di McGregor, il che, per l'economia della serie, è stato fondamentale. Già abbiamo dovuto sopportare il cambio di volto del capitano Panaka (sì, non una gran perdita, ma sapete com'è...ognuno ha i suoi riferimenti). Colossale l'interpretazione di Christopher Lee (Dooku) che, nonostante una certa età, ha voluto girare la maggior parte delle scene di combattimento, appoggiandosi ad uno stuntman solo in rarissime occasioni.


Sempre a proposito di Jango. Non so se l'avete intuito, ma Jango è un chiaro riferimento a Django, film del 1966 diretto da Sergio Corbucci. Inoltre, in questo capitolo Jango picchia la capoccia contro una porta semi-aperta, chiaro riferimento alla craniata data dall'incursore imperiale nell'Episodio IV.
Ciliegina sulla torta è la superprestazione saltellante di Yoda che eravamo abituati a vederlo sempre appollaiato a non fare cacchio sulle spalle di Luke Skywalker, chi l'avrebbe mai detto che quel nanerottolo verde sarebbe stato un osso così duro da rodere?
Ah beh, ma forse volete anche sapere cosa ne penso dei cloni, cioè del frutto modificato delle gonadi di Jango.


Che sono una figata pazzesca!!!!
Ah, ma che sbadato! La settimana scorsa mi sono dimenticato di raccontarvi qualcosa sui droidi più celebri dello spazio. Ovvero R2D2 e C3PO. Quanto ci hanno appassionato le loro disavventure della prima trilogia, sballottati qua e là per mezza galassia senza neanche un "grazie e arrivederci". In realtà:
  • R2D2: probabilmente un contenitore dei rifiuti umidi riciclato e fatto diventare un droide stellare che, per qualche strano gioco del caso viene messo a servire sull'astronave privatissima della regina Amidala, ai tempi dei fattacci di Naboo. Sarà stato raccomandato? Secondo voi tra i droidi esiste la meritocrazia?
  • C3PO: "salve, sono C3PO, relazione umane-cyborg", questo il biglietto da visita, ripetuto un triliardo di volte durante la Minaccia Fantasma, tant'è che il titolo poteva essere cambiato in: La Minaccia Petulante e Metallica. L'avevamo lasciato seminudo, con tutti i fili scoperti, in 10 anni la sua loquacità non è venuta a mancare, ma almeno ha di che coprire le sue parti meccaniche (fortunatamente). Divertente è il fatto che nell'Episodio IV, durante il bagno di olio caldo, ringrazia e loda il suo creatore...che ai tempi non era nientepopodimenoché l'eterno ansante e cattivissimo Darth Vader. Eh oui, il giovane Anakyn che, durante i periodi di astinenza da disintegrazione di sgusci, si dedicava sommamente e con gaia letizia alla meccanica avanzata, lo aveva creato; pensando di fare cosa gradita a sua madre, propinandole un droide protocollare dalla lingua sciolta come aiuto. Peccato che Shmi non fosse per niente sorda, così dovette sopportare per 10 lunghi anni gli sproloqui del droide oratore. Utile eh, però taci un po' ogni tanto.
Lo ammetto, La Minaccia Fantasma mi ha colpito relativamente poco, pur essendo nel complesso un gran bel film; ma L'attacco dei Cloni è davvero una pellicola troppo troppo troppo pregevole; vuoi che finora è stato il film della Saga Stellare col budget di realizzazione più alto in assoluto (120 milioni di $oldi mi pare, mica spicci), sarà che Natalie Portman ha degli addominali quasi più definiti dei miei e vederla recitare è sempre un piacere, sarà che Jar Jar Binks ne combina un'altra delle sue, votando al posto della Senatrice Amidala e consentendo a Palpatine di creare un gigaesercito di omini tutti uguali, tutti incazzati e che Dio strafulmini i Gungan per la loro miopia. Sarà quel che volete, ma i capitoli intermedi esercitano su di me un fascino tutto particolare, è successo anche per L'impero colpisce ancora e per, esulando dal contesto, Le Due Torri. Forse perché non sei né all'inizio, e quindi non sai bene come barcamenarti nell'impresa (già, mi immedesimo tantissimo nei personaggi), ma non sei nemmeno alla fine, quindi tutti gli scenari possibili sono ancora aperti...o quasi.

Matt - Il Locandiere

lunedì 27 gennaio 2014

Il Lunedì del Locandiere.

Goooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooood Moooooooooooooooooorning Locanda! Oggi è Lunedì, il sole splende e iniziamo al meglio una settimana; settimana che si prevede interessante, con l'arrivo (assai probabile) della neve.
Ma poiché questo non è il blog delle previsioni meteo, torniamo a ciò che più ci piace e garba. Today niente videogames, too mainstream, di conseguenza sperimentiamo qualcosina di nuovo nuovo... ovvero i: Lo sapevate che...?
Si parla di roba varia, senza un preciso scopo; per farla breve saggezza in pilloline, non la "saggezza" di Fabio Volo eh, qua si parla di robe serie!

-Lo Sapevate che... La NASA ha un aereo particolare chiamato in gergo "Vomit Comet"?



In realtà questo aereo è utilizzato un po' da tutte le agenzie spaziali mondiali e serve ad addestrare i futuri astronauti. Il velivolo da la sensazione di essere in assenza di gravità eseguendo un percorso approssimativamente parabolico, relativamente al centro della Terra.
Seguendo questo percorso, l'aereo si trova in caduta libera in alcuni punti, facendo sperimentare ai suoi occupanti la sensazione di essere senza peso.
Inizialmente l'aereo punta il muso verso l'alto a circa 45° gradi, accelerando. L'assenza di gravità si ottiene riducendo la spinta dei reattori e portando il muso a 0°; questa condizione permane fino a quando il muso dell'aereo non punta verso il basso ( > 30°). A questo punto i piloti ripetono la procedura accelerando e portando nuovamente il muso a 45° verso l'alto.



In ogni percorso parabolico di circa 65 secondi, 25 sono in assenza totale di gravità. L'aereo compie circa 40 - 60 cicli parabolici durante gli addestramenti, ciò provoca ai futuri astronauti nausea (nei migliori dei casi), da qui il nomignolo affibbiato al velivolo, cioè vomit comet.
Sono stati usati diversi modelli di aerei, attualmente la NASA usa una versione modificata di un Boeing 727 - 200.

-Lo sapevate che...le prostitute della Roma Antica si tingevano i capelli di rosso per farsi riconoscere?
Per chi, come me, ha avuto un minimo di educazione classica, la storia dei lupanari è anche troppo nota. La prostituzione a Roma non solo era una cosa tollerata, ma era considerata perfettamente normale!
Le prostitute che, in genere, erano schiave, esercitavano la professione nei postriboli alle periferie, questi erano perlopiù delle locande, con delle stanzette adibite a voi-sapete-cosa.


Fuori da ogni stanzetta c'era un cartellino che indicava il nome della prostituta, i prezzi e se al momento era occupata o meno. I lupanari erano, poi, decorati da scene di atti sessuali e dalle scritte più o meno volgari dei clienti in attesa. Ma la prostituzione era esercitata anche al di fuori dai lupanari, per le strade della città, con le cosiddette passeggiatrici, queste si vestivano diversamente dalle altre donne romane, portando parrucche rosse o tingendosi i capelli dello stesso colore.

- Lo sapevate che...esistono tantissime unità di misura diverse per le radiazioni?
Si sa, il metro è definito come la lunghezza percorsa dalla luce nel vuoto in un intervallo di 1/299792458 di secondo (Conferenza  Generale di Pesi e Misure, 1983), da cui si deriva la velocità della luce nel vuoto che è esattamente c = 2,99792458 x 10^8 m/s (circa 300 000 km/s); analogamente il secondo è definito come la durata di 9.192.631.770 periodi della radiazione corrispondente alla transizione fra i due livelli iperfini dello stato fondamentale dell'atomo di cesio (Congresso Generale di Pesi e Misure 1967). Ma per le radiazioni ionizzanti?


Sono quelle radiazioni (anche la luce è una radiazione!) con energia sufficiente da ionizzare atomi o molecole, con le quali interagiscono. Questa energia si misura in eV (elettronvolt), cioè 1eV è l'energia guadagnata da un elettrone quando attraversa una differenza di potenziale di 1 V (Volt). Sono considerate radiazioni ionizzanti tutte quelle radiazioni con frequenza superiore ai 3 x 10^15 Hz, ma cosa le produce? Facile, il decadimento radioattivo, oppure la fissione nucleare, cariche accelerate o anche corpi estremamente caldi.
Dunque, queste radiazioni fanno qualcosa, emettono energia, ionizzano le molecole...ma come si misurano? Eh dipende...dipende da cosa vogliamo misurare!

  • Esposizione: misurata in roentgen (simbolo R), al momento non fa più parte del Sistema Internazionale ed è stata l'unità storica dell'esposizione ai Raggi X e Gamma. 1 R = 2.50 x 10^-4 C/Kg (dove C è il Coulomb). Per esempio, una radiografia produce un'esposizione da 1 mR a 10 R. Al suo 
  • Dose Assorbita: si misura in rad (Radiation Dose Absorbed) e misura appunto la dose assorbita di quella determinata radiazione ionizzante. Non fa più parte del Sistema Internazionale ed è stata sostituita dal gray (Gy), così che 100 rad = 1 Gy.
  • Dose Equivalente: si misurava in rem (roentgen equivalent man) e quantificava gli effetti biologici e i danni provocati dalle radiazioni ionizzanti, 1 rem equivale ad una dose assorbita pare ad 1 rad. Al giorno d'oggi il rem non fa più parte del S.I. ed è stato sostituito con il Sievert (Sv) con la relazione che 100 rem = 1 Sv. Tanto per fare un paragone sull'uomo: 1 Sv da effetti transitori sull'emoglobina, da 2 a 3 Sv ci sono perdita dei capelli, nausea ed emorragie, con 4 Sv si ha la morte nel 50% dei casi, mentre per dosi maggiori di 6 Sv la sopravvivenza è estremamente improbabile.
  • Attività di radionuclidi: misura l'attività di un nuclide instabile che decade emettendo energia sotto forma di radiazione. La prima unità di misura fu il Curie (Ci, adottata nel 1910. Un Ci equivale all'attività di uno specifico radioisotopo il radio-226, cioè 37 miliardi di decadimenti al secondo. Fu sostituito dal Becquerel (Bq), 1 Bq equivale ad una disintegrazione al secondo. Perciò la relazione Ci - Bq è: 1 Ci = 37 GBq, ovvero 3,7 x 10 ^10 Bq. Altra unità usata per le radiazioni è il Rutherford (Rd) ora non più in uso.
-Lo sapevate che...al Locandiere piace sperimentare nuovi piatti?
Lo ammetto, questo non è un "Lo sapevate che...?" molto worldwide, ma andrà bene lo stesso. Del resto, è da molto tempo che non scribacchio qualcosina di cucina. Parliamo di dolciumi, peraltro nati come un esperimento alla cazzo, in una noiosa Domenica mattina di fine Gennaio, volete saperne di più vero? Ecco, ho chiamato la mia creazione: i fagottini della Locanda (probabilmente esistono già sotto un altro nome, ma quid fottitur???). Dunque dunque, andiamo per ordine:



Ingredienti:
- Due o tre mele non troppo grandi (la qualità è indifferente, anche se non vi consiglio di usare mele troppo zuccherine, diciamo che possono andare bene quelle da fare cotte).
- Due cucchiai di zucchero di canna.
- Mezzo bicchierino di Scotch (secondo me potete usare anche il rum scuro, ma in casa avevo solo quello).
- Una noce di burro.
- Un rotolo di pasta sfoglia (tipo quello della Buitoni)
- Marmellata di mele/pesche.

Preparazione:
Prendete le mele, lavatele, sbucciatele e fatele a fette (o a quadrottini, dipende da come più vi aggrada), mettetele in una padella con una noce di burro su fuoco basso, sennò poi il burro brucia e fa cacare, vi sembra? Sciolto il burro aggiungete due cucchiai di zucchero di canna e poi sfumate col bicchierino di liquore. Le mele inizieranno a buttare fuori il loro liquido, lasciatele andare a fuoco moderato fino a che il sughetto caramellato non si ritira e le mele saranno ben cotte e doratine (sembrerà di mangiare una mela cotta, ma molto più burrosa).
Prendete la pasta sfoglia e tagliatela nelle forme che più vi piacciono, potete fare dei fagottini o degli involtini tipo strudel, oppure farli tipo calzoni farciti. In ogni caso, prendete un cucchiaino di marmellata, mettetelo al centro del vostro involtino e stendetelo sulla superficie, poi adagiateci sopra le mele cotte precedentemente e chiudete nella forma desiderata. Se volete potete fare dei taglietti sopra e spennellarli con un filo di marmellata e acqua tiepida.
Infornate a 180°C fino a che la pasta sfoglia non è bella dorata.
Le varianti sono infinite, potete metterci le uvette e i pinoli, potete usare anche la crema pasticcera come base...davvero, non c'è limite alla fantasia; l'unica cosa importante è cuocere bene le mele in padella e non esagerare con l'alcool, altrimenti sapranno di rum/scotch e nient'altro.

Matt - Il Locandiere

sabato 25 gennaio 2014

Speciale Locanda. La grande storia delle armi bianche: Dalla Preistoria alla Mezzaluna Fertile.

Come vi avevo largamente anticipato oggi inizia questa serie di articoli storico-divulgativi che ha come argomento le armi bianche, o meglio, la storia delle armi bianche in funzione dell'evoluzione dell'essere umano. La storia delle armi è antica quasi quanto l'uomo, o meglio, nasce con l'evoluzione dell'Homo Habilis in Homo Sapiens; ovvero da quando il raccoglitore si è finalmente trasformato in artigiano/agricoltore, si è resa necessaria la produzione di una serie di attrezzi utili allo scopo (asce, zappe, forche e altro), strumenti che, con l'andare del tempo e con le sempre più impellenti necessità di sicurezza causate dalla presenza di animali feroci e altre tribù limitrofe, più o meno amichevoli. Ma cos'è un'arma bianca?
L'Arma Bianca indica tutte quelle armi che provocano ferite per mezzo di punte , forme contundenti o lame di metallo; quelle che lanciano oggetti bellici, e quelle che fungono da difesa da esse. - Fonte Wikipedia -
 Questo è ciò che ci dice l'enciclopedia più famosa del mondo, definizione un po' riduttiva che però ci servirà come base da cui far partire tutto il discorso. Non è facile parlare di armi, ciò a causa di una questione di etica e una storica. Tralasciando la questione etica, visto che non tratteremo mai del: "è giusto o sbagliato portare/forgiare/usare armi?", ci occuperemo esclusivamente della storia dell'umanità e come, durante queste epoche, le armi bianche si sono evolute, da strumenti quotidiani a mezzi per uccidere, fino al loro totale rimpiazzo con l'avvento delle armi da fuoco.
Non sarà facile trarre da questo lungo periodo storico una serie di post sempre accurati, ma ci proveremo lo stesso. Per amore della brevità mi vedo costretto a ridurre al minimo sindacale gli argomenti affrontati ogni volta, questo avrà alcune conseguenze; innanzitutto spero di rendere la lettura più snella e piacevole, in secondo luogo il numero di articoli si allungherà (una conseguenza logica). 
Bene bene, quello che c'era da dirsi è stato detto...tutto o quasi almeno, sapete come sono no? Memoria corta, troppe cose da fare che si sovrappongono.Dicevo? Ah sì, possiamo iniziare con la nostra storia....partiamo da molto, molto lontano.

- Preistoria e Protostoria.
La Preistoria fu una frazione di tempo che si articolò per diversi periodi, ognuno caratterizzato da livelli tecnologici e culturali differenti. Lo studio di questo periodo non è sempre molto facile, ma permette di conoscere le basi e gli inizi attraverso cui poi si snodò la successiva storia dell'uomo. A partire dall'ottavo millennio a.C, con la rivoluzione neolitica, l'uomo (ormai diventato Sapiens) iniziò a raggrupparsi nei primissimi agglomerati urbani, dedicandosi all'agricoltura e all'allevamento; la conseguente urbanizzazione diede il via all'organizzazione in strati sociali e le comunità iniziarono ad affrontare le prime tensioni e gli scontri violenti con altre tribù.
Non c'è da sorprendersi se gli utensili utilizzati per cacciare e per pescare vennero poi convertiti in armi da offesa e difesa. Ciò è ampiamente documentato nel Neolitico e, soprattutto nelle Età del Rame e del Bronzo. Mentre si forgiavano i primi strumenti da guerra, si andava formando l'ideologia guerriera: a chi esercitava l'arte della guerra veniva riconosciuta una funzione ed era il maschio ad esercitarla. Così iniziò a formarsi l'ideale di eroe.
Gran parte delle armi usate ci sono pervenute sotto forma di disegni, o come frammenti dei pezzi originali (schegge o punte di freccia).




Questi primi, rudimentali, strumenti da guerra erano perlopiù costruiti con legno e frammenti ossei o di pietra, schegge e simili. Con la costruzione dei primi armamenti nacque anche la necessità di rendere sicuri i primi insediamenti, il che implica che sarebbe stato necessario costruire mura difensive, fossati e torri. Le comunità nomadi, invece, grazie allo sviluppo dell'allevamento dei cavalli, inventarono nuove tecniche belliche.
Durante l'Età del Rame iniziarono a comparire immagini di pugnali dalla lama triangolare e piatte (anche stampi per la fusione); le cuspidi delle frecce erano già ampiamente differenziate: a foglia, triangolari, asimmetriche...
Sempre in questo periodo risalgono i primi tentativi (e successi) di fissaggio delle lame su delle aste lignee, nacquero così le lance e i primi modelli di "alabarde" (con la lama piegata a 90° rispetto all'asta). Vennero modificate le tecniche di combattimento corpo a corpo, con pugnali e asce; nacque la necessità di utilizzare delle protezioni (elmetti e corazze in cuoio, scudi). La lega tra rame e stagno diede il via alla creazione della spada, che acquisì sempre più importanza in Europa; paradossalmente, nel III secolo a.C crebbe la presenza di asce litiche. Le tattiche cambiarono nuovamente, i pugnali assunsero un ruolo secondario, mentre la spada divenne l'arma principe; vennero create spade per colpire di punta (di stocco), altre di fendente (di taglio).



L'Età del Ferro apportò migliorie piuttosto modeste in campo bellico, la lavorazione di questo nuovo minerale fornì armamenti nuovi e più duraturi, nacque la necessità di costruire protezioni più efficaci, quindi è a questo periodo (circa) che risalgono le prime armature costruite con lamine di metallo tenute assieme da lacci di cuoio e i primissimi modelli di schinieri. Tuttavia, le armi bianche in bronzo e le armi in ferro convissero per almeno tre secoli. Sempre in questo periodo furono molto importanti gli scambi commerciali-tecnologici che iniziarono nella Russia Meridionale e nel Caucaso fra popolazioni diverse, scambi che poi si spostarono lentamente in Europa. In particolare le prime comunità pre-celtiche adottarono la tipica spada con una lunga lama a lancetta, così come nel resto dell'Europa settentrionale, la spada dei Galli era l'arma preferita, ciò lo si intuì a partire dal IV secolo avanti Cristo, quando i popoli germanici iniziarono ad avere una discreta reputazione guerriera.
Prima di proseguire oltre, potrebbe interessarvi una breve analisi di alcune di queste prime armi bianche:

  • Ascia: nata come strumento da lavoro, poi divenne un'arma di difesa. Il taglio (cioè la parte che infligge il danno) era posto su un piano ad angolo retto rispetto al manico. Nel Neolitico apparvero asce di pietra di varia foggia; con l'Età del Ferro e del Bronzo cambiarono i materiali con cui si produceva la lama e cambiarono le forme, ma in sostanza assunse un significato religioso (un amuleto) nel bacino del Mediterraneo.
  • Arco: Un'arma da corda, formata dal fusto (un elemento lungo, sottile, incurvato, flessibile ed elastico) e da una corda fissata alle sue estremità (dette corni). Tirando la corda al centro della lunghezza viene forzata la curvatura del fusto: quando questa trazione viene sospesa, la corda viene rilasciata e al proiettile (freccia) viene impressa una forza, quindi un movimento. L'uso dell'arco  ampiamente documentato da graffiti e incisioni rupestri fin dal Paleolitico superiore (anche 120.000 - 35.000 anni fa); la sua comparsa avvenne in tempi e modi diversi, differenziandosi in relazione alla regione e al contesto sociale in cui fu introdotto.
  • Fionda: la fionda è un oggetto piuttosto comune, che ha un'ampia rappresentazione iconografica fin dal Paleolitico. Si tratta di uno strumento piuttosto rudimentale e nella sua forma più comune è costituita da due bracci di corda o di cuoio con la centro una piccola sacca per collocare il proiettile. In una delle estremità dei bracci c'è un foro in cui inserire l'indice; il lancio avviene facendo ruotare velocemente i capi dei bracci, finché, raggiunta la massima velocità, uno dei due capi non viene rilasciato. La forza centrifuga manderà il proiettile (roccia, terracotta, piombo di varie forme e misure) nella direzione prescelta. 
  • Propulsore: è uno strumento flessibile o rigido atto a scagliare una lancia o altra sorta di proiettile. Nella sua varietà rigida (di osso) era già noto nel Paleolitico superiore, mentre i propulsori flessibili sono databili all'Età del Bronzo. Purtroppo questa seconda tipologia di propulsore è facilmente deperibile.


- Le civiltà della Mezzaluna Fertile.
La Mezzaluna Fertile è una regione che è composta dalla Mesopotamia (la regione compresa tra il Tigri e l'Eufrate), il Levante e l'Antico Egitto. Questa fu una zona che, per un periodo di tempo, ebbe un'intenso sviluppo sociale, tecnologico e culturale; infatti, oltre allo sviluppo della scrittura, questi popoli acquisirono una notevole abilità nell'uso dei metalli e delle loro leghe.



Quello che avete appena visto, è un pugnale rinvenuto in Egitto. La lama è in selce e il manico è in avorio ed è decorato con scene di guerra. Databile attorno al 3000 a.C, quest'arma dimostra bene come i pugnali assunsero una connotazione differente in Egitto rispetto all'Europa (dove si affermarono le spade).
Dal 2900 a.C, con l'avvento della prima dinastia e la designazione di Menfi come centro politico e religioso, vennero meno le guerre tra tribù nomadi e sedentarie, le truppe di mercenari andarono riducendosi fino ad assumere il ruolo di milizie ausiliarie; mentre andava a formarsi un esercito permanente, i cui componenti (specie i comandanti) occupavano una determinata posizione nel tessuto sociale. Il territorio venne diviso in provincie, ognuno retto da un contingente di fanti armati di grandi scudi ricoperti di cuoio, lance dalla punta di rame, asce e archi, accanto ad essi vi erano le truppe ausiliarie (nubiani e libici) e vi era persino una guardia personale del faraone. Accanto a questa rudimentale forma di esercito professionale, nacque una categoria di funzionari impegnati nella produzione degli armamenti: lance, forche, archi e frecce. L'Antico Regno cadde nel caos e si sgretolò a causa di profondi conflitti sociali e dinastici; finalmente, due secoli più tardi tornò l'ordine del Medio Regno, ciò comportò la costruzione di possenti fortificazioni.



Le popolazioni mesopotamiche ebbero un processo simile a quello dell'Egitto. Sumer era divisa in tantissime città stato, poi riunite tra il 3000 e il 2350 a.C. La supremazia passò, quindi, ad Accad, per poi tornare nuovamente a Sumer tra il 2112 e il 2004 a.C. Nello "Stendardo di Ur" possiamo notare fanti armati con cuffie di cuoio, armamenti e, soprattutto, i carri da guerra con le ruote piene, con un auriga e un combattente che scagliava giavellotti. Per i fanti, cioè i combattenti a piedi, le armi erano lance lunghe tra i 180 e 240 cm.
Il carro da guerra fu trovato anche su un sigillo risalente al XVIII - XVII secolo a.C, proveniente dalla Siria settentrionale; questa è la prima dimostrazione di una vera e propria rivoluzione militare nell'Anatolia. Qualche secolo prima erano comparsi popoli di lingua indoeuropea come Ittiti, Luvi e Cassiti. Il carro da guerra fu usato nell'Egitto faraonico ebbe un momento di grande espansione tra il 1580 e il 1320 a.C, nello scontro per l'egemonia sulla Palestina e la Siria contro gli Ittiti. Tuttavia gli Egizi continuavano a considerare l'arco la loro arma preferita (soprattutto quello composito); parallelamente nacque la necessità di costruire nuove armature e protezioni: tuniche colorate ricoperte da scaglie di bronzo, con maniche e una copertura per il collo; il corredo era completato con un elmo a scaglie, simile a quelli micenei.
In questo periodo iniziano anche a differenziarsi i compiti dei soldati all'interno dell'esercito; oltre ai cavalieri o agli aurighi (che tendenzialmente erano nobili), c'era la fanteria pesante armata di grandi scudi a torre, alti quasi quanto colui che li maneggiava, e lance lunghe fino a 3,5 m.



 Alla fanteria pesante si contrapponeva la fanteria leggera, armata soprattutto di archi, frecce, fionde e pugnali. Le protezioni adottate erano ridotte al minimo indispensabile e portavano scudi piccoli e rotondi; queste erano in funzione dei nuovi compiti di questo tipo di fanteria, adatta alle schermaglie, alle azioni di disturbo e di supporto (in quanto dotate di armi da lancio).

Con l'introduzione del ferro e del cavallo, che andò rapidamente a sostituire i ben più costosi carri da guerra, vide nascere una nuova potenza guerriera nel XV secolo: l'Assiria. I sovrani assiri capirono l'importanza delle introduzioni delle armi di ferro e dell'organizzazione capillare dell'esercito. Questo era composto da grandi masse di fanti armate di lance, forti contingenti di arcieri e frombolieri. I carri con le due ruote erano coordinati con la cavalleria.
Altra innovazione introdotta dagli Assiri, furono le armi da assedio; soprattutto torri e arieti coperti da enormi scudi per proteggere gli occupanti. Nonostante la potenza tecnologica e politica, gli Assiri dovettero soccombere alle diverse tensioni con la rinata potenza babilonese nel 612 a.C.
Prima di concludere, descriviamo rapidamente un'arma molto importante e abbastanza iconica dell'Antico Egitto.

  • Khopesh: è la caratteristica spada a falce in uso nel Nuovo Regno (1570 - 1050 a.C). Una tipica khopesh è di bronzo, con un'impugnatura di 18 cm; la lama si prolunga per 40 cm prima di curvarsi e diventare affilata per una lunghezza variabile fra i 15 e 30 cm.

Bene cari Avventori, per il momento è tutto, vi ho dato solo un assaggino di quanto tratteremo per i prossimi week-end. Mi rendo conto che la storia delle armi, specialmente agli albori della civiltà, risulta piuttosto monotona; per questo ho deciso di darvi solo qualche informazione essenziale, riducendo al minimo le date. Da settimana prossima, finalmente, entreremo nel vivo del racconto, soffermandoci su qualche digressione tecnica necessaria per l'economia degli articoli.

Matt - Il Locandiere

mercoledì 22 gennaio 2014

Weekly Movie Corner Special: Star Wars Marathon.

Come annunciato Lunedì, ecco l'appuntamento che i fan di Nerdopoli non si sarebbero mai aspettati. Star Wars, o meglio Guerre Stellari, oltre ad essere stato un programma della difesa sotto la presidenza Reagan, è stato anche il primo film con attori in carne ed ossa/pelliccia che ho potuto vedere dal pischello; ai tempi si parlava dell'Episodio IV, quando ancora mi chiedevo innocentemente come mai le tette di Leila sballonzolassero ovunque mentre correva, oppure come diavolo facesse la gente a capire gli scricchiolii angoscianti di R2D2.


C'è sempre stata un po' di maretta tra i fan della vecchia serie e i fan della nuova (non oso immaginare cosa potrà accadere con l'annunciata nuova trilogia); quindi, per tagliare la testa al toro, vi avviso che si partirà dall'Episodio I, cioè dalla nuova trilogia. I know, molti non saranno d'accordo, ma questa è pur sempre la mia Locanda. Anyway, a partire da oggi, Mercoledì 22, e per le prossime 5 settimante (ahivoi) si parlerà solo di Guerre Stellari al WMC. Quindi, allacciatevi le cinture e preparatevi a fare il salto nell'iperspazio.


Ci stava troppo e la riproporrò per i prossimi eventi...forse...forse no, chi lo sa! Ma non perdiamoci in inezie, diamoci sotto con:

Star Wars - Episodio I: La minaccia fantasma.


Titolo: La minaccia fantasma
Titolo originale: The Phantom Menace
Regia: George Lucas
Durata: 133 min
Anno: 1999
Genere: Fantascienza
Cast: Liam Neeson, Ewan McGregor, Natalie Portman, Jake Lloyd, Ian McDiarmid, Samuel L. Jackson.

Trama: il piccolo e pacifico pianeta di Naboo è stato messo sotto assedio dalle navi della sinistra Federazione dei Mercanti. Il Cancelliere della Repubblica Intergalattica, ormai in crisi, preda della corruzione e della disonestà dei suoi senatori, manda in missione segreta due Cavalieri Jedi: Qui-Gon Jinn ed il padawan Obi-Wan Kenobi. La loro missione è quella di giungere ad un accordo, senza ricorrere all'uso delle armi.
Ma, una volta fallito il negoziato, i nostri cavalieri saranno costretti a riparare sul vessato pianeta di Naboo, ma dietro questa inspiegabile aggressione si cela una minaccia ben più grave.


Parliamone: vabbé, sono onesto, ho messo il primo trailer che ho trovato. Dunque dunque, esattamente 22 anni dopo (cioè una lunga adolescenza) usciva il primo capitolo della seconda trilogia di Guerre Stellari, che avrebbe dovuto spiegare un po' di cose e introdurne di nuove. Per esempio, tanti giovini del '77, quelli che non erano rimasti troppo impressionati dal seno di Carrie Fisher di cui sopra, si stavano chiedendo ancora come poteva essere che quel bellimbusto, con tutto quel degno apparato d'aerosol, abbia potuto ingravidare una fanciulla e ottenere due gemelli?
Ma soprattutto, chi è l'Imperatore? Perché ha la pelle così cadente?
E anche, ma gli Incursori Imperiali si vestivano tutti uguali perché avevano mancanza di fantasia?
Purtroppo non ci è consentito conoscere dei gusti modaioli dei suddetti Incursori, tuttavia la Minaccia Fantasma inizia a dare qualche assaggino, spiegando le pedine fondamentali. Innanzitutto il primo personaggio familiare che si incontra è Obi-Wan Kenobi, giovanissimo allievo di Qui-Gon Jinn e interpretato da uno dei migliori attori di Hollywood: Ewan McGregor.


Sempre per tornare al discorso "familiarità", riscopriamo ancora quell'enorme scatola di sabbia riarsa che è Tatooine, coi suoi abitanti schiavi e il suo re della criminalità organizzata (cose che nemmeno John Torrio). Qui troveremo anche il petulante e sognatore Anakin Skywalker, vale a dire il giovane Darth Vader, ma lui ancora non lo sa.


Sulla spiaggia più grande della galassia ci torneremo altre volte, quindi per ora sorvoliamo; anche se due paroline le spendiamo sulla corsa degli sgusci. Anakin sa vendersi davvero bene come pilota, ammettendo non solo di non aver mai vinto una gara, ma di aver disintegrato l'ultimo sguscio a sua disposizione (cosa volete che sia, fanno solo qualcosa come millantamila km/h). L'esito della corsa è scontato, altrimenti che ci starebbero a fare altri due capitoli? Molti, tuttavia, hanno visto questa gara come un omaggio ad un'altra celebre pellicola, vale a dire Ben Hur. No, ai tempi non si usavano gli sgusci, ma le bighe che...beh...in prima approssimazione possono essere considerate simili, con un po' di fantasia.
Altro personaggio, non fondamentale, ma quasi è quell'odiosa carogna, petulante che è Jar Jar Binks, Gungan di Naboo, col vizio di annichilire le gonadi del suo prossimo, con interessanti piagnistei a base di un dialetto misto tra lo spagnolo del cartello messicano e l'inglese degli slums di Chicago di inizio secolo.


Insomma, Jar Jar è un po' il Groucho dylaniano della situazione, arriva, dice due cagate, fa piuttosto ridere, ma nulla di più. Tuttavia avrà i suoi cinque minuti di fama in...ne parliamo tra due settimane. Per il momento accontentiamoci di vederlo così, almeno per una volta:


Fortunatamente a dare serietà al film ci pensano altri personaggi, tra cui il serioso e ribelle Maestro Jedi Qui-Gon Jinn, che abbiamo ampiamente lodato qui, quando la Locanda era appena stata aperta. Degna di nota è anche la giovanissima Natalie Portman (all'epoca appena diciottenne), che interpreta la travagliata Regina Amidala.


Forse uno dei ruoli che ha dato alla Portman la fama di cui gode al giorno d'oggi (in realtà ce ne sono anche altri, ma vabbé!). Infine, nella nostra carrellata di personalità, personaggi & affini, perché non citare quel figone di Darth Maul, che tanto è piaciuto agli abitanti di Nerdopoli, e che è stato interpretato da Ray Park che, scusate se è poco, è solo un maestro di arti marziali.


Forse in certe inquadrature lo si capisce, forse. Ah, poi ultimo, ma non ultimo, c'è Ian McDiarmid, che finalmente da un volto e un "perché" all'imperatore Palpatine. Beh certo, non è che succede tutto subito, ma con calma, amici miei, con calma.
Ah, prima di concludere, giusto due curiosità. Beh ma forse le avevate anche notate. Avete presente le scene in cui si vede il Senato Galattico è riunito? Ecco, la telecamera scorre rapidamente i vari senatori, che sono di diverse razze: Wookie ecc ecc. In un fotogramma si vedono anche degli omini alti più o meno un metro e una banana, più comunemente conosciuti come E.T e i suoi amichetti...non ci credete?


E questi nell'angolo chi sono allora? I cugini di Han Solo? Nope! Si tratta dei Grebleips, che letto al contrario è proprio il nome di Spielberg al contrario!!! Laughing Quite Loudly! Che sia un omaggio a E.T? Probably.
Ultimo stuzzicante dettaglio: nel film hanno una parte minore due dive che, in modi differenti, sono diventate famose sul grande schermo. Stiamo parlando di Sofia Coppola (ora regista) e Keira Knighley; entrambe furono selezionate come comparse, per interpretare le guardie del corpo della regina Amidala, ciò a causa della loro somiglianza con Natalie Portman. Mah...però lascio giudicare a voi.

Matt - Il Locandiere

lunedì 20 gennaio 2014

Il Lunedì del Locandiere.

Good Morning Avventori! Pronti ad affrontare un'altra settimana di studio/lavoro? Io no, al momento preferirei gestire una distilleria di rum in qualche sperduta isoletta caraibica, ti alzi al mattino presto, fai il bagno, vai a lavorare, in pausa pranzo mangi e fai il bagno, torni a lavorare, finisci di lavorare, cena, bagno, sigaro e nanna...che vita...
Anyway, finché non mi sarà concesso il mio vigneto in Toscana, o la mia piantagione di tabacco in Virginia o ancora la mia distilleria in qualche isola caraibica, eccoci qua, come sempre, a mandare avanti questa modesta Locanda, sempre all'erta e sempre pronti a soddisfare le vostre esigenze.
Prima di cominciare il Lunedì del Locandiere di oggi, in cui parleremo ancora di videogiochi (eh sì, ho un po' di news che ho lasciato indietro), vorrei dare un paio di annunci, giusto due, keep calm:

  • Come avrete sicuramente notato (o forse no?), Sabato si è conclusa la celebre Top 10: Le attrici più affascinanti di Hollywood, che ha stupito e convinto parecchi Avventori. Come già accennato nelle News di Gennaio, i prossimi week-end saranno occupati da una serie di post storico-divulgativi sulla nascita e l'evoluzione delle armi bianche (in Europa), fino diciamo al loro abbandono, in favore delle armi da fuoco. Se siete interessati sintonizzatevi Sabato mattina, dalle 8:30 in poi!
  • Domenica mattina, alzandomi, mi è venuta in mente una nerdata pazzesca, che ho proprio intenzione di portare avanti. Ho intenzione di fare un Weekly Movie Corner Special: Star Wars Marathon! Lascio il resto alla vostra immaginazione.
Ma torniamo al main event di oggi, ovvero i videogiochi. Come sapete, sì che lo sapete, io ho una vera e propria predilezione per i videogames di simulazione, di conseguenza si parlerà di un altro gioco di simulazione. Signore e signori stiamo parlando di:


In pratica saremo dei novellini appena reclutati presso una squadra contro i rischi ambientali, portando a compimento pericolose missioni e prevenendo fughe di materiali pericolosi.

Uno sguardo d'insieme.
La Excalibur Publishing non è certo una nuova arrivata nel mondo videoludico, abbiamo già avuto modo di testare altri suoi prodotti e abbiamo avuto modo di parlarne anche qui (non trovate che il plurale maiestatis sia davvero fico?), anyway la tipologia di gioco è più o meno la stessa, se non identica, ad altri titoli (tipo Flughafenfeuerwehr Simulator), il che implica:

  • Visuale in prima persona del giocatore (senza possibilità di cambiarla).
  • Il gioco viene diviso in turni, ogni turno dura 24 ore (ventiquattro minuti), inizia alle 8:00 del mattino e termina alle 8:00 del giorno dopo.
  • Possibilità di utilizzare una discreta varietà di mezzi dei vigili del fuoco, assegnatici all'inizio di ogni turno.
  • Varietà di interventi a cui si deve rispondere durante il turno.
In pratica ci troveremo ben presto immersi nella bucolica campagna tedesca, in una fantasiosa regione dispersa tra il nulla assoluto e "Dio solo sa dove", regione che alterna centri urbani, fattorie, laghi, una fabbrica chimica ed una centrale nucleare. Puntualissimi ci recheremo nella sala riunioni del nostro sempiternamente impegnatissimo (a suo dire) capo, che poi lo vedremo pascolare senza scopo per la stazione, il quale ci assegnerà un particolare veicolo e ci farà le opportune raccomandazioni; ovvero fare la manutenzione del veicolo, tenerlo pulito e soprattutto fare il pieno quando la benzina scarseggia (o quando il serbatoio della botte è a secco). Nel frattempo, se non ci è troppo di disturbo, dovremo anche rispondere alle chiamate più o meno gravi che ci piomberanno addosso, durante la routine da caserma.


Ma diamo un'occhiata prima alla flotta di mezzi disponibili:
  • Furgone per le analisi chimiche: in codice Florian 1, sarà anche il primo mezzo che ci verrà assegnato. Oltre ad avere a disposizione un computer per le analisi chimiche (da usare solo in certe situazioni), avremo un robot per la raccolta di campioni di materiali pericolosi, un contatore geiger e degli estintori.
  • Automedica/Autoambulanza: i veicoli in codice Florian 2 - 3 non sono utilizzabili dal giocatore, ma arriveranno comunque sui luoghi degli incidenti più gravi, senza scopi precisi.
  • Autopolisoccorso: sono la Florian 4 e 5, sono autobotti che hanno anche i respiratori (per gli interventi più difficoltosi e che richiedono le protezioni dai fumi), conetti stradali, un sacco con un materiale per assorbire oli e liquidi sull'asfalto e una spazzola per tirare via il tutto. Sarà il secondo mezzo a nostra disposizione, non appena saliremo di livello.
  • Camion per le emergenze ambientali: un grosso veicolo con un container, contiene pompe per aspirare i reagenti dispersi, un contatore geiger, una tuta anticontaminazione, conetti stradali, kit per l'assorbimento e la rimoozione di sostanze pericolose. Sarà il camion più usato per le maggiori emergenze.
  • Autoscala: è un'autoscala, la si userà per combattere i grossi incendi dall'alto, o per soccorrere i gattini sugli alberi.
  • Turbopompa: un'autopompa gigante, totalmente computerizzata, dotata di 4 getti più due turbine (cosa cazzo ci fanno due turbine su un camion???) per spazzare via il fumo o nebulizzare l'acqua, così da solubilizzare i gas sospesi. Sarà l'ultimo veicolo disponibile, sbloccato dopo aver ottenuto un determinato rango.
Come già accennato, durante i turni dovremmo rispondere alle eventuali chiamate, se riusciremo a fare il nostro dovere otterremo un punteggio, sommando i punteggi arriveremo alla cifra necessaria per passare di livello, insomma, è lo stesso principio dei Punti Esperienza dei Pokémon. Una volta passati di livello, ci verranno affidati nuovi veicoli coi quali affrontare nuove e ben più problematiche situazioni.


Tuttavia sono state apportate delle novità rispetto ai capitoli simili della serie:
  • Manutenzione del mezzo: in Flughafenfeuerwehr Simulator, che è uno dei titoli più simili a questo, ci si limitava a riempire i serbatoi d'acqua e di benzina e basta; in questo capitolo, invece, dovremo anche usare la chiave inglese sul nostro mezzo per fare la normale manutenzione ed eventualmente riparare qualche guasto.
  • Pulizia del mezzo: se scorrazzeremo troppo a lungo per la campagna, il nostro veicolo si sporcherà e noi saremo obbligati ad utilizzare l'apposita lancia per rimuovere le schifezze dal parabrezza, ridando al mezzo il suo naturale colore rosso fiammante, eliminando la tinta terriccio fradicio.
  • Esercitazioni: sarà presente anche una torre per le esercitazioni, che, a seconda del mezzo che ci verrà assegnato, renderà disponibili una serie di missioni di addestramento, così da familiarizzare al meglio con le meccaniche di gioco.
Non tutto oro è quel che luccica.
Diaz, forse la mia descrizione finora ha sottolineato i pregi di questo titolo, che sicuramente spingeranno gli appassionati dei generi ad acquistarlo. Tuttavia ho riscontrato alcune problematiche non poco rilevanti.
Innanzitutto c'è la randomizzazione degli eventi; in pratica saremo più spesso coinvolti in interventi di routine (spegnere incendi soprattutto), anziché combattere le catastrofi ambientali; oppure, quando qualcosa s'inceppa nel meccanismo della presentazione delle emergenze, ci troveremo ad affrontare tre o quattro volte di fila la stessa emergenza, nello stesso posto. Tanto per farvi un po' di esempi, posso dirvi che, paradossalmente, avrete più possibilità le emergenze più significative col primo veicolo che avrete a disposizione; mentre avanzando di livello le emergenze saranno sempre più...insipide (salvo rare eccezioni).


Oppure ancora, a me sono capitate tre fughe di gas nello stesso punto, nella stessa fabbrica chimica, in successione. Cose che ti fanno dire, chiudere i rubinetti? Licenziare il personale incompetente? No eh?
Altro paradosso, per un titolo come Chemical Spillage Simulation, in realtà, i pericoli ambientali a cui saremo costretti a porre rimedio saranno davvero pochini. Quasi mai verremo a contatto con materiali davvero pericolosi: il più delle volte saranno macchie di benzina per terra, macchie di benzina su superfici acquatiche e fusti ritrovati casualmente in qualche luogo sperduto; fusti che conterranno ovviamente...benzina (no dai, ogni tanto mi è capitato del diluente o una quasi innocua mistura di sostanze chimiche). Grazie al cielo, ogni tanto ci pensa la centrale nucleare a fornire lo spasso necessario, coi magazzini che prendono fuoco inspiegabilmente e ci permetteranno di usare il contatore geiger (compreso l'effetto gracchiante) per identificare i fusti che, durante l'incendio, si sono danneggiati e stanno perdendo scorie. Per il resto del tempo correremo per le amene campagne della Tedeschia, sui nostri ruggenti mezzi, spegnendo incendi e...spegnendo altri incendi...sigh.
Tutto sommato è carino, adatto agli amanti dei simulatori, ma avrei preferito qualcosa di più. Lo so, sono troppo pretenzioso.

Matt - Il Locandiere

sabato 18 gennaio 2014

Top 10. Le attrici più affascinanti di Hollywood: Posizione 1.

Ridendo e scherzando ci siamo consumati anche questa Top 10. Ma non siete curiosi di sapere chi vi ho messo al primo posto? Forse lo potete intuire, anzi, magari i più di voi l'hanno già capito. Ma prima, com'è d'usanza facciamo la classifica parziale, per poi dichiarare la vincitrice di questa lista di affascinanti dive del grande (e anche piccolo) schermo:


Ed ora, cari Amici, il podio della bellezza e della bravura:



Ed eccoci in cima alla classifica, al meglio del meglio. Stiamo per premiare, o meglio, sto per premiare la donna, il cui indiscusso charme ha ammaliato molti uomini. Una donna dal talento incalcolabile

Medaglia d'Oro: Cate Blanchett


Biografia: nata Catherine Elise Blanchett il 14 Maggio 1969 in uno dei sobborghi di Melbourne. La madre era un'insegnate, mentre il padre era un ex sottufficiale della US Navy, che conobbe la madre di Cate quando la sua nave era attraccata a Melbourne. Cate ha una sorella e un fratello (uno è ingegnere informatico, l'altra è una designer). Dell'infanzia di Cate non si sa molto, se non che perse il padre quando aveva 10 anni, a causa di un infarto; la sua carriera scolastica la passò a Melbourne, laureandosi in economia, prima di lasciare l'Australia e andare oltremare.



I primi successi di Cate giungono nell'ambito del teatro, con Oleanna (1992) che la vede opposta a Geoffrey Rush e che viene considerato il suo "battesimo del fuoco". Recita anche il ruolo di Ofelia nell'Amleto (di produzione della Company B) e compare anche in alcune serie televisive: Heartland, Bordertown a fianco di Hugo Weaving ed altre.
Ottiene il suo primo debutto internazionale nel 1997 col film Paradise Road, in cui interpreta un'infermiera australiana fatta prigioniera dai giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale; mentre ottiene un ruolo principale nel film Oscar e Lucinda, nello stesso anno. L'interpretazione gli valse una nomination come Miglior Attrice Protagonista dell'Australian Film Institute, premio che le fu strappato per un soffio.
Ma il suo primo film ad alto profilo giunge nel 1998, quando interpreta soavemente la parte di Elisabetta d'Inghliterra nel film Elizabeth. Anche se perse la parte in Shakespeare in Love (che si prese la Paltrow), ottenne un British Academy Award e un Golden Globe come miglior attrice per un film drammatico. Nel 1999 ottenne un altro BAFTA per il suo ruolo nel film film Il Talento di Mr Ripley.



Divenuta un'attrice acclamata worldwide, nel 2001 Cate inizia la famosa collaborazione nella trilogia de Il Signore degli Anelli, firmata Peter Jackson, interpretando il ruolo della bellissima ed eterea Galadriel, la regina degli Elfi di Lòrien e la portatrice di uno dei tre Anelli del Potere (Nenya). Sempre nello stesso anno, Cate diversifica il suo portfolio di esperienze recitando in: Charlotte Gray, The Shipping News. Nel 2005 riceve l'Academy Award come miglior attrice non protagonista per la parte recitata nella pellicola di Scorsese The Aviator.
Nel 2007 la rivista Times l'ha inserita tra le 100 persone più influenti del mondo; il 5 Dicembre 2008 riceve la sua stella nella Hollywood Walk of Fame, al 6712 di Hollywood Boulevard, davanti al Garuman's Egyptian Theatre. Nel 2010 recita al fianco di Russel Crowe nel film Robin Hood.


Nel 2012 Cate ha ripreso il ruolo di Galadriel nella nuova trilogia di Peter Jackson basata sul libro Lo Hobbit. Nello stesso anno ha prestato la voce anche ad un episodio dei Griffin (in inglese: Mr and Mrs Stewe). Nel 2013 ha preso parte al film Blue Jasmine, pellicola che le ha fatto guadagnare molte critiche positive (alcuni dicono che la sua recitazione ha superato per qualità e intensità perfino Elizabeth).
Cate è sposata col drammaturgo australiano Andrew Upton, dal quale ha avuto tre figli. La coppia ha deciso di trasferirsi stabilmente in Australia, così da avere un ambiente stabile in cui crescere i propri figli.
Oltre ad essere una madre, Cate patrocina eventi come il Sydney Film Festival ed è impegnata attivamente nell'ente caritatevole SolarAid.


Filmografia essenziale:

  • Paradise Road - 1997
  • Thank God He Met Lizzie - 1997
  • Oscar e Lucinda - 1997
  • Elizabeth - 1998
  • Un marito ideale - 1999
  • Falso tracciato - 1999
  • Il talento di Mr Ripley - 1999
  • The Man Who Cried - 2000
  • The Gift - 2000
  • Bandits - 2001
  • Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello - 2001
  • Charlotte Gray - 2001
  • The Shipping News - 2001
  • Heaven - 2002
  • Il Signore degli Anelli: Le due torri - 2002
  • Veronica Guerin, Il prezzo del coraggio - 2003
  • Coffee and Cigarettes - 2003
  • The Missing - 2003
  • Il Signore degli Anelli: Il ritorno del Re - 2003
  • Le avventure acquatiche di Steve Zissou - 2004
  • The Aviator - 2004
  • Little Fish - 2005
  • Stories of Lost Souls - 2005
  • Babel - 2006
  • Intrigo a Berlino - 2006
  • Diario di uno scandalo - 2006
  • Hott Fuzz (cameo non accreditato) - 2007
  • Io non sono qui - 2007
  • Elizabeth: The Golden Age - 2007
  • Indiana Jones: Il regno del teschio di cristallo - 2008
  • Ponyo sulla scogliera (voce) - 2008
  • Il curioso caso di Benjamin Button - 2008
  • Robin Hood - 2010
  • Hanna - 2011
  • Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato - 2012
  • Blue Jasmine - 2013
  • The Turning - 2013
  • Lo Hobbit: La desolazione di Smaug - 2013
  • Monuments Men - 2014
  • Dragon Trainer 2 (voce) - 2014
  • Lo Hobbit: Racconto di un ritorno - 2014

Che film ci proponi? Per la donna che sposerei senza indugi non posso far altre che tributarle gli onori maggiori, parlandovi del film che l'ha lanciata sulla scena mondiale.

Elizabeth


Titolo: Elizabeth
Titolo originale: Elizabeth
Regia: Shekhar Kapur
Durata: 126 min.
Anno: 1998
Genere: Storico, drammatico
Cast: Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Joseph Fiennes, Richard Attenborough, Vincent Cassel.

Trama: La pellicola ricalca la storia di Elisabetta I d'Inghillterra, la figlia avuta da Enrico VIII con Anna Bolena. Dei contrasti avuti con la sorella Maria Tudor, fino alla sua ascesa al trono. Anche una volta nominata regina, Elizabeth sarà sempre in grave pericolo...


Parliamone: Con la performance di Cate in questo film, certo non si possono avere più riserve sulle sue capacità come attrice. Il vero pregio di questa pellicola, oltre all'intensa recitazione della Blanchett è, senza dubbio, l'ambientazione storica e i costumi (Cate in abito storico è davvero stupenda).


Certo, non è la ricostruzione storica migliore, anche perché pecca alcune inesattezze che, nonostante tutto però, non influiscono più di tanto sulla trama. Per esempio il fatto che Wolsingham era circa ventenne al tempo in cui Elisabetta salì al trono (e non un uomo di mezza età come nella pellicola). Analogamente sir Dudley rimase sempre fedele alla sua regina e non si macchiò mai di complotti contro di lei.
Un particolare interessante è che Vincent Cassel, nel film, interpreta proprio Henri D'Anjou (futuro Enrico III), questi effettivamente chiese la mano di Elisabetta, ma lo fece per lettera e non presentandosi a corte.
Elisabetta aveva gli occhi castani, come il padre Enrico; mentre nel film sono stati adottati gli occhi azzurri naturali dell'attrice.
Infine, un piccolo fatto interessante. Solo un anno prima Cate avrebbe potuto recitare a fianco di Jospeh Fiennes nel film Shakespeare in Love (ruolo che, come ricordiamo, venne ricoperto dalla Paltrow), ambientato sempre in età elisabettiana; nel '98, invece, Fiennes recita nuovamente in una pellicola a sfondo storico, ambientata qualche anno prima di Shakespeare in Love, ricoprendo il ruolo di sir Dudley/amante di Elizabeth....INCEPTION!


Matt - Il Locandiere

mercoledì 15 gennaio 2014

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Gooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooood Morning Avventori! Ebbene eccoci di nuovo qui, l'appuntamento imperdibile per i cinefili o per coloro che vedono un film una tantum. Quale sorprendente pellicola uscirà dall'armadio del vostro Locandiere di fiducia oggidì?

A Dangerous Method


Titolo: A Dangerous Method
Titolo originale: A Dangerous Method
Regia: David Cronenberg
Durata: 99 min
Anno: 2011
Genere: biografico, drammatico
Cast: Viggo Mortensen, Michael Fassbender, Vincent Kassel, Keira Knightley.

Trama: Zurigo, primi anni del XX Secolo, il giovane psichiatra Carl Gustav Jung prende in cura una giovane donna, affetta da gravi problemi psichici: Sabina Spielrein. Grazie a questo caso, Jung inizia una fitta corrispondenza con il padre della psicoanalisi Sigmund Freud, che porterà i due a conoscersi, a stimarsi e infine a rompere definitivamente il loro rapporto professionale e d'amicizia. Il tutto mentre il rapporto intimo tra la bella Spielrein e Jung inizia a farsi sempre più tormentato.


Parliamone: i film biografici, di solito, possono dare due risultati, che sono l'uno l'opposto dell'altro. Possono diventare delle cagate pazzesche, stravolgendo le vicende della vita del personaggio che ci si proponeva di descrivere; oppure si può giungere ad una buona trasposizione.
Per A Dangerous Method, secondo me, si è adottata una buona via di mezzo.
Ricordiamo che la pellicola è tratta da un libro (che ha lo stesso libro), su cui, tra l'altro, lo sceneggiatore ha basato un'opera teatrale.


Questo film è stata per me una doppia sorpresa. Prima di tutto Viggo Mortensen come Freud; sarà che al liceo avevo una vera e propria venerazione per il medico viennese, venerazione che non è scemata nel tempo, ma diciamo che si è un po' attutita; merito senz'altro delle varie letture che ho potuto portare a compimento (in realtà continuo a preferire lo stesso Freud come autore). Tra l'altro, il connubio Cronenberg - Mortensen ha dato i suoi frutti già in passato, con altri film che meritano di essere guardati. Sì, cari amici, sto parlando proprio di A History of Violence e di La promessa dell'assassino.
Seconda sorpresa è stata proprio quel bel pezzo di figliuola di Keira Knightley. Per l'occasione, l'ex piratessa dei Caraibi veste i panni tutti nuovi di isterica, ruolo che riesce ad interpretare magistralmente risultando anche parecchio convincente.


Grazie alle sue doti artistiche, Keira si guadagnerà un paio di premi minori. Purtroppo ci sono anche delle note di demerito. Innanzitutto il film ci da un assaggino di quello che è stata e continua a essere la psicoanalisi. Assaggino che, senza le dovute "basi" può risultare fuorviante per l'osservatore.
Infatti, né Freud né Jung erano due maniaci, assetati di sesso e bramosi di conoscere le più nascoste pulsioni che imperversavano nella mente dei loro pazienti; né tanto meno l'interpretazione dei sogni (nel film si fanno parecchi accenni ai sogni) è un insieme di opinioni strampalate, né è frutto di bizzarre dettate da un qualche tipo di premonizione o superstizione. Che cazzo è scienza! Siamo seri!
Anche se ultimamente qualcuno ritiene la scienza una barzelletta, preferendo abbandonarsi a ciarlatani e giullari (vedi anche antispecisti, contrari alla sperimentazione animale, complottari vari, true believers delle scie chimiche ecc ecc.). Anyway, la psicoanalisi freudiana, il dissenso di Jung e la sua rottura col mentore e, in parte, anche l'interpretazione dei sogni, ci vengono presentate molto all'acqua di rose. Invece è decisamente seccante il fatto che si è insistito sulla relazione, o presunta tale, esistente tra Jung e la Spielrein. Vero, alcuni rumors, favorivano la tesi che i due fossero amanti; in pratica non si è mai saputo nulla con certezza. Certo se poi facciamo in modo che questa relazione diventi la causa di una profonda depressione per Jung...(Lo psichiatra ebbe davvero un esaurimento nervoso; ma fu causato dalla sua rottura dei rapporticon Freud. O almeno così si dice).



Matt - Il Locandiere