giovedì 19 dicembre 2013

Giusto 2 Parole: Speciale Cinema

Settimana scorsa c'eravamo lasciati con l'heavy breathing cat  a proposito del secondo capitolo della nuova trilogia jacksoniana, ovvero Lo Hobbit: La desolazione di Smaug.



Ieri sera, dopo vari paccaggi e incastraggi, seriamente bagai, questa settimana per me è un inferno, quando arrivano le vacanze natalizie mi stresso da morire, con tutti i vari andirivieni da parenti e amici, anyway, dicevamo? Ah sì! Ieri sera, finalmente, mi sono ritagliato uno spazio per andare a godermi con un paio di amiche la pellicola di cui sopra, ormai lo sapete che attendevo questo evento da più o meno un annetto.
Ma, prima di parlare di questa pellicola, facciamo un salto indietro e spendiamo due paroline sul primo film, vale a dire Un viaggio inaspettato. Facciamo due analisi distinte, una più book related e l'altra sarà un po' ingenua, cioè dal punto di vista di qualcuno che non ha mai sentito parlare .

Riassunto della puntata precedente: ne "Un viaggio inaspettato" il nostro gentilHobbit Bilbo Baggins, dopo notevoli e lunghe seghe mentali, si convince a partire con la compagnia di Thorin Scudodiquercia, con la qualifica di scassinatore e la promessa di un futuro nel Milan...cioè, volevo dire, ricco di tesori. Dopo aver attraversato mille peripezie, dopo essere stati inseguiti da un orco bianco particolarmente risentito nei confronti del buon Thorin (quest'ultimo gli aveva staccato una mano), dopo essere stati catturati dagli Orchi delle Montagne Nebbiose, dopo aver patito le pene dell'inferno, essere inseguiti nuovamente ed aver evitato di finire arrosto per il rotto della cuffia, grazie anche all'intervento di Gwaihir, il Re delle Aquile, i nostri avventurieri giungono oltre le Montagne e sono sulla buona strada per raggiungere Erebor, meta ultima di Thorin, unico erede al titolo di Re Sotto la Montagna.

Narrativamente parlando: eccezion fatta per alcune, diciamo, "licenze cinematografiche" film e libro sono praticamente la stessa cosa. L'unico wtf riguarda quel bellimbusto di Azog, questi, in realtà, ai tempi della narrazione era morto, sepolto e marcito da un pezzo. Per il resto, tranky funky. Ottimo il Re degli Orchi, ancora più carina la scena con gli Uomini Neri (cioè i Troll) e decisamente magistrale il duello di indovinelli tra Bilbo e Gollum, epico.




Cinematograficamente parlando: per chi magari ha visto solo la trilogia dell'Anello, oppure si approccia per la prima volta al Tolkienverso, lo Hobbit è il film per eccellenza, molto ironico e collegato a doppio filo con la trilogia precedente. Ironico, perché comunque non mancano le scene d'ilarità, molto più gioiose rispetto alla seria compostezza (salvo alcuni sprazzi) degli eventi de il Signore degli Anelli. Collegato a doppio filo perché vediamo sia alcuni personaggi che hanno già animato sempre la succitata trilogia cinematografica (Galadriel, Elrond, Gandalf e Saruman), sia perché ne Lo Hobbit avremo l'opportunità di approfondire il discorso sul ritorno di Sauron, come avremo modo di scoprire a breve.

Ordunque, per l'economia di questo post ci voleva un mini-riepilogo sulle puntate precedenti, così da poter parlare più liberamente di questo nuovo capitolo....perché sì, ce ne saranno di cose da dire; ma prima, uno sguardo alla trama:


Attention Please: potrebbero esserci degli spoiler poco più avanti, non sono responsabile di eventuali butthurt, di conseguenza, se non volete rovinarvi la serata, chiudete e andate a fare altro, il Locandiere ringrazia!



L'onesta recensione de:




Una desolante desolazione: Ritorniamo a bomba, dopo un preambolo in cui Gandalf incontra Thorin alla Locanda del Puledro Impennato (sì, compare anche Peter Jackson, sempre nello stesso ruolo di mangiatore di carote), i nostri eroi si trovano persi in qualche punto da qui a Dio solo sa dove, sempre con gli orchi di Azog alle calcagna. Per loro fortuna arrivano alle terre di Beorn, un omone grande e grosso che ha il potere di trasformarsi in orso. Rifocillati e confortati, dopo essere stati abbandonati da Gandalf, il quale ricordiamo ha ben altre gatte da pelare, i Nani di Thorin, più lo scassinatore Bilbo, si introducono nei meandri di Bosco Atro, ex Bosco Fronzuto, regno conteso tra Thranduil e altre immonde creature. Smarrendo il sentiero nella foresta, i nostri eroi fanno un brutto incontro ravvicinato con dei ragni enormi e particolarmente affamati; grazie a Bilbo e al suo magico anello. Come se ciò non bastasse, i nostri vengono presi prigionieri dagli elfi silvani di Re Thranduil, Elfo dagli occhi di ghiaccio e dalle sopracciglia irsute, sempre grazie a Bilbo i Nani scappano. Ma stavolta non solo sono inseguiti dagli Orchi (Azog al momento è assente, si trova a Dol Guldur per...), ma anche dagli Elfi, che non hanno proprio preso bene la fuga.
Con Kili ferito da una freccia degli Orchi, la compagnia di Nani giunge a Pontelagolungo (Esgaroth), città ricostruita vicino a Erebor, dopo che la furia di Smaug distrusse la vecchia Dale. Nel frattempo Gandalf è entrato a Dol Guldur...e ci resterà per un bel pezzo.
A Esgaroth, i nostri approfondiscono la conoscenza di tale Bard, omino prontamente uscito dalla saga di Pirati dei Caraibi, a causa del baffetto selvaggio; ma Bard ha le sue grane col governatore della città e ha alle spalle un passato poco decoroso.
I Nani vengono scoperti, ma anziché essere puniti vengono aiutati ad andare a Erebor, il tutto ovviamente per fini di lucro, agli uomini converrebbe avere qualcuno che porti loro un discreto quantitativo di danaro (cfr. volto avido e rubicondo del governatore); ma Kili viene lasciato indietro a causa della sua cattiva ferita (causata da una freccia morgul) con lui restano il fratello Fili e due Nani, mentre gli altri partono alla volta della montagna nella quale riescono a penetrare dopo una scena ricca di pathos.
Mentre Bilbo si avventura per le sale della Montagna Solitaria in cerca dell'Arkenstone, a Pontelagolungo scoppia un casino con gli Orchi che cercano di accoppare i Nani, ma vengono salvati dal provvidenziale intervento di Legolas (parecchio nanofobo) e Tauriel (dopo ne parliamo), quest'ultima cura Kili moribondo e tutti sono felici e contenti.
Ma Bilbo, che non è esattamente la definizione di furtività, risveglia Smaug e intrattiene con la lucertolona un'edificante ed interessante conversazione. Ma Smaug non viene dalle piantagioni di cotone, fiutata la presenza dei Nani si indispettisce assai e inizia uno scontro all'interno della Montagna.
I Nani esploratori sembrano in parte vittoriosi, ma Smaug, imbufalito anche da una serie di appellativi denigratori, tra cui lumacone (grazie Thorin), vola verso Esgaroth con l'intento di fare un barbecue fuori stagione. Finale con Bilbo acquattato e disperato, mentre Smaug trionfante, poco prima di piombare sulla città, dice a sé stesso: "Io sono fuoco, io sono...morte!".




Narrativamente parlando: non so Jackson a cosa stesse pensando quando iniziò a girare, di certo non allo stesso libro a cui aveva pensato girando Un viaggio inaspettato. Ciò lo si può dimostrare con n-mila prove, andiamo per ordine:

  • Beorn, chi era costui? Beorn, per la narrazione, era un personaggio piuttosto fondamentale, un po' perché accolse i disperati e fuggiaschi Nani, un po' perché lo vedremo (spero) in azione alla fine del racconto, quando verrà combattuta una gigantesca battaglia tra Uomini, Nani ed Elfi, da una parte, e Orchi e Lupi dall'altra. Oltre ad essere stati introdotti diversamente a Beorn, i Nani restarono per qualche tempo dal suddetto e non vennero MAI aggrediti da lui, nonostante fosse poco incline ad accogliere Nani in casa sua. Perciò m'è dispiaciuto il fatto vederlo per pochi fotogrammi, ottenendo una parte davvero marginale nella pellicola.
  • Bosco Atro: nel libro le vicende di Bosco Atro occupavano una fetta consistente di narrazione, oltre a portare ad un quantitativo estremo di rotture di cazzi, tra cui un Bombur in profondo sonno, a causa di una pronta caduta in un soporifero fiume del bosco maledetto. Inoltre i cari Nani lasciarono il sentiero tracciato a causa del senso di soffocamento e di una follia collettiva, quindi decade la formula jacksoniana del: nel mezzo del cammin della mia vita, mi trovai per Bosco Atro, che la diritta via era smarrita. La scena dei ragni è ben fatta, anche se forse ci sarebbero voluti più ragni...MORE MORE MORE SPIDERS! 

  • Tauriel: è stata un po' il pomo della discordia per i vari fans. Tanti hanno rigettato il personaggio in toto, altri l'hanno accolta come nuova eroina del tolkienverso. Peccato che, se dovessimo fare proprio i pignoli, il personaggio di Tauriel non dovrebbe nemmeno esistere; ma, ammesso e non concesso il fatto che possa esistere un'Elfa con tutte le caratteristiche di cui Tauriel dispone (tra cui i capelli rossicci...s'è mai visto un Elfo ginger? Must be a Weasley), avrebbe potuto essere un buon personaggio tappa-buchi, come Haldir nella trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli. C'è da spezzare una lancia in favore di Haldir però, lui almeno esiste anche nei libri, Tauriel...proprio no!  Infatti, per chi non lo sapesse, nei libri Haldir appare giusto in un capitolo, mentre nel film combatte e muore al Fosso di Helm. Ecco, l'Elfa avrebbe potuto ricoprire un ruolo simile, senza necessariamente schiattare, ma a quanto pare Jackson ha grandi piani per lei, mi chiedo solo quali...sigh.
  • Amori platonici: sempre riguardo al discorso dei conti che non tornano c'è questa specie di "strana simpatia" che lega Tauriel ed il Nano Kili; più che una simpatia sembra qualcosa di più...intimo. La cosa che mi turba è che Nani ed Elfi sono sempre stati nemici per natura (Come gli Inglesi e gli Scozzesi, o i Gallesi e gli Scozzesi, o i Giapponesi e gli Scozzesi, o gli Scozzesi ed altri Scozzesi! sempre semicit.), indi per cui, un conto è sfatare il mito dell'inimicizia facendo crescere la fiducia e il rispetto tra le due razze, altro paio di maniche è, invece, montare su una love story o presunta tale tra la bella Elfa ginger e il Nano dallo sguardo tenebroso. Già la cosa sta facendo impazzire la fanbase deviata e sta facendo infuriare gli integralisti tolkeniani.
  • Thranduil: ci è piaciuto assai, nonostante le sopracciglia alla Thranduil e le Storie Tese. Molto fedele alla versione originale cartacea, un po' troppo nanofobo, al limite de: "Prendiamo le torce e i forconi! Cacciamo i Nani dalla Padania!". Oppure, come ha sintetizzato argutamente la mia amica, possiamo riassumere il comportamento cinematografico del Re con un: Non cade foglia che Thranduil non voglia.
  • Legolas: che ci fai qui? Sparisci! Non dovresti essere nella pellicola!
  • Smaug: il lucertolone alato ha fatto alzare nuovamente la marea delle polemiche, decisamente molto sterili. Il tutto nasce dalla vexata questio: ma Smaug quanti arti ha? C'è chi dice 4 (zampe posteriori, più ali prensili), altri dicono sei (quattro zampe, più le ali); gli studiosi si sono divisi e non è mai stata fatta opportuna chiarezza a riguardo. Ma che abbia sei zampe, dodici, ventiquattromila, Smaug è il personaggio meglio reso di questa pellicola e piuttosto fedele alla versione cartacea. Sia lode a Smaug, somma calamità del genere umano!

  • Gandalf: resta uccel di bosco per la maggior parte della pellicola, il che trova riscontro anche nella versione cartacea. Il nostro caro Mithrandir, infatti, avrà il suo bel daffare nel capire chi diavolo è questo Negromante e cosa vuole. Il fatto che nella versione cartacea viene detto poco o nulla dei viaggi di Gandalf non ci impedisce di certo di ripercorrere i suoi passi che, con buona approssimazione, potrebbero ricalcare effettivamente gli eventi accaduti (tranne la permanenza nelle prigioni del Negromante).
  • Negromante: sono davvero pregevoli le scene dedicate a Dol Guldur e alla storia di cornice, cioè all'avvento e la caduta del Negromante, questo altri non è che Sauron redivivo, tornato direttamente da una villeggiatura a Culonia, deciso a riprendersi tutto quello che Isildur gli aveva tolto, in primis l'Anello e, possibilmente, pure il dito. In realtà, nel libro, le vicende che vedono protagonisti il Negromante e il Bianco Consiglio sono remote, lontane e ne viene fatta solo una piccola menzione.
Ma tirando qualche conclusione, cosa possiamo dire? Beh, sicuramente La desolazione di Smaug è una pellicola liberamente tratta dal libro Lo Hobbit. Troppe licenze cinematografiche, troppe scene inventate di sana pianta e troppa focalizzazione su dettagli inutili, tra cui la love story impossibile  tra Kili e l'Elfa Tauriel. La cosa che mi fa davvero dispiacere, per non dire che mi lascia basito e indispettito, è che gli eventi salienti del libro occuperanno sì e no una mezzora abbondante di pellicola, il resto è inutile sproloquio e fronzoli decorativi. Jackson...perché?????



Cinematograficamente parlando: nonostante le critiche mosse dai puristi tolkeniani, che come avete potuto notare sono parecchie e non sono tutte, la seconda fatica cinematografica jacksoniana targata Hobbit si sta dimostrando un enorme successo. Effettivamente, per uno che non ha J.R.R. Tolkien come fede religiosa sulle informazioni Facebook, il film potrebbe dare la parvenza di un capolavoro.
Lungi dall'essere tale, la pellicola resta comunque di assai pregio, sempre per i motivi di cui sopra, tra cui l'approfondimento del discorso Sauron, che aveva trovato ben poco spazio nella trilogia del Signore degli Anelli. Quasi tre ore di scene scorrevoli, godibili, adatte a qualsiasi pubblico.
Finalmente gli scritti di Tolkien hanno abbandonato le loro austere vesti regali in favore di un linguaggio in grado di accattivarsi le simpatie di una vasta utenza, sebbene Jackson si sia particolarmente impegnato a riscrivere di proprio pugno molte scene.
Ma, per concludere, cosa terrei e cosa rigetterei?
Tenere:
Smaug - magnifico, sublime, eccezionale, senza contare che le sue movenze sono state modellate sulle movenze dell'attore che gli ha donato la voce, vale a dire Benedict Cumberbatch. Certo, la traduzione in italiano perde un po'...ma ci si adatta, aspetto con ansia la versione DVD per gustarmi Smaug che parla in lingua madre...cioè un perfetto British English.

Buttare:
L'Amore platonico: no davvero...Kili e Tauriel non si possono vedere. Anche certe scene con Tauriel illuminata d'immenso intenta a curare Kili sofferente, con la testa posta su un cuscino di noci...no davvero, meglio non pensarci.

E Tauriel?
Sinceramente non mi sento né di rigettare completamente il personaggio, né di esaltarlo troppo. Ve l'ho detto, come soggetto tappabuchi ci sta, così come Legolas. Toh, andavano bene per un cameo, ma è stato concesso loro uno spazio che, a volte, risulta pure superfluo.




Matt - Il Locandiere

5 commenti:

  1. Mi hai fatto davvero sbellicare con la tua recensione: fantastica! :) Concordo su quello che hai scritto, in particolare Legolas...quando hanno fatto l'intervallo al cinema ho dovuto raccogliere la borsa che mi era caduta durante la visione ( cercando di rimanere fine) causa le scene con il caro elfo! La love story...non saprei. All'inizio mi ha lasciato di sasso, adesso sto cercando di elaborare la cosa..

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    1. Eppure vedi, ha riscosso comunque un notevole successo! Meglio eh, così almeno possiamo vedere come va a finire la saga...coi rumors di una serie di film basati sul Silmarillion (seeeeeee credici!). Che poi ho omesso un fatto rilevante: Bolg. Trattasi del figlio di Azog, che poi è quello che compare davvero nel libro per fargliela pagare ai nani...solo che nella pellicola è arrivato un po' troppo presto. Povero Jackson, una cosa giusta che ha fatto e non gli ho dato i suoi meriti!

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    2. Hahaha come darti torto! Devo dire però che sono molto contenta che Peter Jackson abbia ripreso le redini del progetto, ho stima della sua passione e il successo al botteghino non può che farmi molto piacere. Credo che riprenderò in mano il libro per un ripassino in attesa del terzo. Più del primo, questo secondo film mi ha lasciato con un sacco di curiosità su come gestirà i nani lasciati in città e la resa della battaglia..

      Geazie per la risposta! Ho sbirciato il tuo blog e mi piace molto, complimenti!

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    3. Grazie grazie, troppo buona :) sì, Jackson ha tanto cuore e lo ha dimostrato anche in altre pellicole (cfr anche King Kong che, in fin dei conti, non era poi male!). Staremo proprio a vedere....per ora non mi sbilancio e non voglio neanche associarmi ai parrucconi criticoni! Si vedrà!
      Colgo l'occasione per augurarti ancora Buon Natale e per ringraziarti del tuo contributo! :)

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    4. Nonostante la lentezza..grazie! E buon anno già che ci siamo!

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