sabato 30 novembre 2013

Le News da dietro il bancone. Mese di Dicembre.

Scherzetto, neanche oggi c'è qualche allegra pulzella a rallegrarvi, ma siccome sono un uomo benevolo ho deciso di spostare l'appuntamento della Top 10 delle attrici di Hollywood Lunedì 2 Dicembre, ma solo per questa volta, giusto per farvi iniziare la settimana un po' meglio del solito.
E siamo già a Dicembre e questo significa più cose: l'aria si rinfresca, ci si prepara a festeggiare il Natale (chi in modo ipocrita e chi no) e, soprattutto La Locanda festeggia il suo primo anno di attività. Ma andiamo per ordine, come sempre.

  • Tanti auguri alla Locanda! Ufficialmente, Lunedì 9 Dicembre 2013 la Locanda del Legionario Ubriaco compie il suo primo anno di vita. Molto è stato detto, molto è stato fatto e nel frattempo parecchie cose sono cambiate. Effettivamente quando mi imbarcai in questa avventura un anno fa non avrei mai immaginato di reggere più di un anno; sapete com'è lo studio, l'università, gli amici, la morosa (che continuo a non avere...non che la cosa mi provochi poi questa gran noia) und so weiter. Indi per cui, in occasione di questo gaio evento lanciamo la Notte dei Locandini. Cosa sarà mai? Beh, ogni tanto ve l'ho sparata dentro come battuta nei miei vari articoli (tipo vince il Locandino d'oro alla simpatia ecc ecc.), certo, così su due piedi potevate pensare che fossero solo frutto del mio discutibile umorismo.... E INVECE NO! I Locandini arrivano per davvero! Come per la famosa Notte degli Oscar, noi daremo i Locandini agli articoli di questo blog più meritevoli a mio e a vostro insindacabile giudizio. Per ora non vi dico nient'altro, avrete la sorpresa Lunedì sera dalle 21:00 in poi!
  • Giusto un paio di precisazioni. Dunque, queste sono comunicazioni di servizio più remote nel tempo, ma pur sempre comunicazioni sono. L'idea della Top 10 sulle armi medievali è stata cestinata in favore di qualcosa di decisamente più figo, cioè una mini trattazione storica sulle armi bianche diciamo dalle origini, cioè da quando l'uomo si è accorto che poteva uccidere qualcun altro usando un bastone o un sasso, fino all'avvento delle armi da fuoco, baionette e sciabole comprese. Sarà un viaggio lungo, a volte interessante a volte no, dipende da voi cari lettori; comunque la trattazione è ancora in fase di preparazione e seguiranno ulteriori avvisi. Ah, una cattiva notizia per i Japanfag o Giappominkia come li volete chiamare... NIENTE  armi giapponesi, niente katane e via dicendo, tratteremo di storia Europea, con qualche accenno agli Arabi e ai Mongoli, poiché gli Europei sono venuti spesso e volentieri alle mani con loro. Non ce l'ho coi Giapponesi, ma poiché la loro è una cultura complessa e che ha subito particolari influenze (diverse da quelle Occidentali), la trascureremo per il momento. Magari in un futuro avrà uno spazio tutto suo. Altri due avvisi riguardano le Top 10: proseguirà per tutto il mese di Dicembre la Top 10 sulle attrici storiche, seguiranno due new entry, cioè la Top 10: I pistoleri più celebri del West e la Top 10: I peggiori disastri causati dall'uomo, per quest'ultima occorre fare una piccola precisazione le catastrofi considerate saranno solo quelle causate dall'uomo, cioé Chernobyl , l'uragano Katrina no; il Vajont , l'eruzione del Vesuvio no
  • Tanti appuntamenti, poco tempo. Se vi ho storditi con tutta questa mole lasciate ora che mi spieghi meglio. Innanzitutto stiamo calmi, poiché non aggiungeremo altra carne al fuoco prima del tempo. Prima si terminerà la Top 10: Le attrici più affascinanti di Hollywood, dopodiché apriremo la nostra parentesi sulle armi bianche e, a seguire, sceglierò una delle due Top 10 e la lancerò. Infine partiremo con la Top 10 rimasta. Ma sto correndo troppo, iniziamo a finire bene quello che ho già cominciato.
  • Per il resto? Niente, per il resto i programmi restano i soliti. Tre appuntamenti la settimana, uno al Lunedì, uno al Mercoledì e uno al Sabato. Ma visto che le feste stanno arrivando potreste trovare una piacevole improvvisata, così...se mai dovesse pungermi vaghezza.
  • Break invernale. Nelle vacanze ci si riposa giusto? Non fate quella faccia, anche io sono umano e anche io ho il diritto di spiaggiarmi sul divano e stare in panciolle tutto il giorno, almeno sotto le feste di Natale me lo concedete? Per cui, la Locanda del Legionario Ubriaco resterà ufficialmente chiusa per ferie dal 24/12/13 al 6/1/14. Giusto per ricaricare un po' le pile. Quindi il 23 Dicembre, segnatevelo, ultimo post dell'anno con un po' di auguri e ringraziamenti vari. I programmi riprenderanno dall'8 Gennaio.
Bene, mi sembra che tutto quello che c'era da dire è stato detto. Allora non mi resta che ricordarvi di passare Lunedì per la Top 10 tutta in rosa! A presto cari Avventori!

Matt - Il Locandiere

mercoledì 27 novembre 2013

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Nei troppo bui pomeriggi (ormai) invernali ogni tanto, nel tempo libero, si ha voglia di vedere qualche bella pellicola corposa, che ci lasci qualche bel ricordo. Per oggi avevo in mente due film, uno a cartoni e l'altro no, alla fine ho optato per un'altra pellicola western.

Tombstone


Titolo: Tombstone
Titolo originale: Tombstone
Regia: George Pan Cosmatos
Durata: 130 min
Anno: 1993
Genere: western
Cast: Kurt Russell, Val Kilmer, Sam Elliott, Bill Paxton, Powers Boothe, Charlton Heston.

Trama: Wyatt Earp è un ex sceriffo che, ritiratosi dalla professione, decide di cercare fortuna nella cittadina di Tombstone. Ma ben presto i fratelli Earp dovranno fare i conti con la banda di Curly Bill Brocious ed i suoi Cowboys, una masnada di assassini e fuorilegge che imperversa senza che nessuno possa porvi un freno.


Parliamone: se ci pensate questo film ha ben vent'anni! All'epoca ero un pischellino ancora troppo piccolo per giocare coi lego (tre anni, abbiate pazienza ma proprio non ce la si fa). Val Kilmer era ancora giovane e, soprattutto, magro...Sam Elliott era già vecchio. Cacchio Elliott non l'ho mai visto giovane, probabilmente è nato coi capelli grigi e le rughe.
Scherzi a parte, troviamo un Kurt Russell molto somigliante al caro vecchio Wyatt Earp, leggenda del west che si portava appresso un pistolone mica da ridere.


Ed ecco il pistolero dal baffo a manubrio...


E il pistolone con cui si pensa s'aggirasse un Colt Single Action Army modificata, meglio nota come Colt Buntline:


Il tutto condito da un cattivo d'eccezione, l'oppiomane alcolista "Curly Bill" Brocious:


Mi piace lo stile del pizzo, quasi quasi lo imito.
Scherzi a parte, la pellicola è parecchio romanzata, sebbene basata su fatti storici veramente accaduti (tipo la faida Earp vs Cowboys, la morte di Morgan Earp, Doc Holliday e la tubercolosi). Certo, si fa quel che si può nel mondo del cinema. Un'altra pellicola celebrativa del più famoso degli Earp; non male davvero però, soprattutto la scena della sparatoria all'O.K Corral.

Matt - Il Locandiere

lunedì 25 novembre 2013

Il Lunedì del Locandiere

Ecco un altro Lunedì, nonostante gli acciacchi di stagione, sempre qui a tenervi compagnia.
Dopo la pausa storica settimana scorsa, che pare sia stata molto apprezzata, riprendiamo la normale programmazione, cioè il Lunedì del Locandiere, il Weekly Movie Corner e la Top 10 a fine settimana.
Come iniziare degnamente una settimana? Semplice, cercando su Youtube qualcosa che valga la pena di vedere. 
Tra le innumerevoli stronzate presenti, all'improvviso una ha catturato la mia attenzione. Da tempo non osservavo le gesta dei prodi uomini del Nord che, con estrema dovizia, barbaramente seviziano della mangereccia per farne capolavori d'arte moderna culinaria. Ma di chi sto parlando? Di quei quattro pazzoidi del Regular Ordinary Swedish Meal Time.



E chi sono questi?
Molto semplicemente si tratta di un gaio gruppetto di ragazzotti, tutti provenienti dalla terra dei Vichinghi, tutti con un'incontenibile passione per la cucina tipica...più o meno.
Questi tizi mettono sul loro canale Youtube dei video in cui mostrano come preparare determinate pietanze swedish style! cioè urlando, lanciando frammenti di ingredienti ovunque, sciogliendo del burro urlando e brutalizzando padelle, pentole e casseruole. Tutto ciò potrebbe sembrare grezzo e dozzinale...lo è eccome, ma è questo che rende il tutto più divertente!



Lo ammetto, sono stato piuttosto riduttivo; vediamo di fare maggior chiarezza. Magari molti di voi non sono amanti di quella porzione del Tubo dedicata alle scemenze, ai Poop o ai video come quelli di ROSMT; in questo caso vi state perdendo il meglio che ha da offrire la rete, quindi, una volta ogni tanto, chiudete questi benedetti video di Miley Cyrus che lecca una mazza (LOL) e guardate qualcosa di "serio", magari potreste persino imparare qualcosa.
In tutti i video è presente il ragazzo che vedete in foto, lui è lo chef, non so quale sia il suo nome e non mi sono mai posto il problema, ai fini del nostro articolo lo chiameremo semplicemente Mr Chef
Mr Chef inizia i suoi video nei modi più disparati e introduce gli ingredienti strillando, arrivando anche a lanciarli. Dopodiché il nostro si cimenta nella preparazione della pietanza, sebbene il più delle volte i vari componenti del piatto finiscano sul piano cottura o sulle pareti; ovviamente tutto deve essere fatto in swedish style. Come si pelano le patate? Con un coltello? Con uno strumento apposta? GIAMMAI, Mr Chef le pela coi denti, la panna la monta con una frusta attaccata ad un trapano (peraltro stesso modello del mio) e via dicendo.
Alla fine il piatto viene servito e mangiato, ma non prima di aver sentenziato dinner is served, bitches.
Altri leitmotiv dei video sono le istruzioni in swenglish, cioè un misto tra inglese e svedese. Tutti i titoli contengono aggettivi che riportano al dolore, alla sofferenza o a qualcosa di barbaro (es Barbaric Brutal Breakfast, Painful Patriotic Pancakes ecc ecc). Infine c'è il pre dinner snack, cioè il momento in cui Mr Chef si mangia a freddo dei bei cucchiaioni di maionese fresca fresca affermando: it's good for you. Se lo dice lui.

Probabilmente qualcuno di voi si sta scandalizzando a leggere queste cose. Ma come? Ti diverti a guardare gente che spreca del cibo?
In realtà non succede niente di tutto questo, il cibo non viene sprecato, ma mangiato. L'unica differenza rispetto ai soliti programmi di cucina (tipo quello della Parodi che, vabbé personalmente lo guardo anche perché ritengo la Parodi una gran bella donna) è che le pietanze vengono cucinate in modo più diverte...alternativo...casinista insomma. Non mi credete? Ah, ma come devo fare con voi? Visto che è Lunedì mattina e visto che non si può essere produttivi il Lunedì mattina, vi piazzo qualche bel video per farvi passare in allegria questo gelido inizio settimana.










Poi ditemi che non vi vizio abbastanza...
Un consiglio, seguite le imprese di questi geni della cucina su Youtube, fatelo!
Tra l'altro, lo sapevate che esiste il burro liquido? Viene ficcato in bottigliette tipo Ketchup, quando esce sembra maionese un po' più scura, ma è burro! Ah gli Svedesi, si vede che sono gente avanzata tecnologicamente!


Matt - Il Locandiere


venerdì 22 novembre 2013

Speciale Storia. Cinquantesimo anniversario dell'attentato di Dallas. 22 Novembre 1963.

Ieri avevamo brevemente introdotto gli infelici protagonisti della vicenda che si consumò cinquant'anni fa alle ore 12:30 nella città di Dallas, Texas.
Oggi cercheremo di esporre il più approfonditamente possibile, senza però perderci in troppi dettagli, che potrebbero distogliere l'attenzione.



Fatti precedenti all'attentato.
Il 22 Novembre Kennedy atterrò con l'Air Force One, accompagnato dalla moglie Jacqueline, all'aeroporto Love Field di Dallas, alle ore 11:40. Ad attendere il presidente c'era, tra gli altri, il governatore del Texas John Connally.
Kennedy aveva pianificato il viaggio in Texas per tre motivi: raccogliere fondi, ottenere consensi in vista di una possibile ricandidatura e sanare le discordie presenti nel Partito Democratico texano, che non aveva brillato particolarmente alle elezioni del 1964.
La composizione dell'auto presidenziale (una Lincoln  era la seguente:

  • Al posto del conducente e del passeggero c'erano due agenti della sicurezza.
  • Dietro stavano Connally e sua moglie.
  • Infine c'erano il presidente e la first lady.
Come possiamo vedere dallo schemino home - made sottostante.


Il percorso dell'auto avrebbe dovuto portare il Presidente e il suo staff dall'aeroporto al Trade Mart, dove si sarebbe tenuto il banchetto presidenziale. Alle 12:25 era previsto l'arrivo a Dealy Plaza. L'auto non aveva la capote per permettere al presidente di salutare la numerosa folla accorsa per assistere all'evento. Alle 12:29 l'auto entrò in Dealy Plaza, un minuto più tardi Kennedy si trovava di fronte al deposito libri della Texas School, la trappola era pronta a scattare.

L'assassinio secondo per secondo.
Ora la tecnologia ci verrà in aiuto, in quanto esamineremo fotogramma per fotogramma il famoso filmato di Zapruder, cioè il filmato in 8 mm del sarto Abraham Zapruder che riprese le scene del passaggio del corteo presidenziale in Dealey Plaza. Il filmato in questione è stato ingrandito, digitalizzato ed è in slow motion.



All'inizio del filmato vediamo il presidente Kennedy sorridente salutare ancora la folla, mentre al secondo 0:08 la scena viene parzialmente ostruita da un cartello. Due secondi più tardi, cioè al minuto 0:10, vediamo che Kennedy smette di salutare portandosi la mano alla gola e chinandosi in avanti, nel frattempo anche il Governatore Connally si accascia sul fianco, appoggiandosi alla moglie. Jacqueline Kennedy si china verso il marito, capendo che c'è qualcosa che non va, ma nonostante tutto la limousine procede ancora a velocità normale. Al minuto 0:20, invece, vediamo quello che sarà poi il colpo letale inferto al presidente: un proiettile lo colpisce alla testa facendo schizzare frammenti di cranio e cervello sul baule della Lincoln Continental nera. L'auto prende velocità mentre un agente della scorta salta sopra la macchina, con la First Lady che si sporge all'indietro per raccogliere, inconsciamente, i frammenti del cranio del marito.

Il presidente venne portato d'urgenza al Parkland Memorial Hospital in condizioni disperate. All'arrivo all'ER1, lo staff medico lo dichiarò ormai moribondo; nonostante i medici tentarono di praticare una tracheotomia e diverse iniezioni, non c'era più nulla da fare. Alle ore 13:00 dopo che gli venne data l'estrema unzione e dopo che le funzioni vitali cessarono, venne dichiarata la morte. Alle ore 13:33 locali venne dato l'annuncio ufficiale, che possiamo vedere in questo bollettino televisivo.


Caccia all'uomo.
Ovviamente, mentre Kennedy veniva portato di gran carriera al pronto soccorso, nella Dealey Plaza dilagò il panico e la polizia di Dallas dovette fare del suo meglio per mantenere l'ordine. 
La gente riferì di aver sentito non meno di tre spari provenienti dal deposito libri della Texas School, un edificio molto vicino alla strada percorsa dal corteo presidenziale.
All'interno vi lavorava da qualche tempo un tale Lee Harvey Oswald (ex marine) che venne visto lasciare l'edificio poco dopo gli spari.
Al sesto piano dell'edificio in cui lavorava Oswald venne rinvenuto un fucile Mannlicher - Carcano con ottica; tuttavia gli edifici attorno alla scena del crimine non vennero chiusi immediatamente, quindi ci fu un notevole via vai di persone che, senza alcun dubbio inquinò le prove reperibili sulla scena del crimine.
Nel frattempo Oswald viene sospettato come assassino, questi era tornato nella pensione dove alloggiava, attorno alle 13:00 per poi uscire subito. Una volta per strada venne avvicinato da un poliziotto, ma Oswald reagì uccidendolo.
Diversi testimoni videro Oswald girovagare senza meta per le strade di Dallas, finché entro in un cinema senza pagare il biglietto, la cassiera avvertì immediatamente la polizia che arrivò in forze. Dopo una breve colluttazione Oswald fu arrestato per l'omicidio del poliziotto e, in seguito, venne accusato anche dell'assassinio di Kennedy, a causa della sua presenza nell'edificio al momento dell'assassinio, della presenza delle sue impronte digitali sull'arma e dalla presenza di polvere da sparo sulle sue mani.



Oswald sostenne sempre la sua innocenza, arrivando persino a dire di essere un capro espiatorio. Ciò non verrà mai verificato, poiché due giorni più tardi, il 24 Novembre, verrà ucciso nei sotterranei della stazione di polizia di Dallas da Jack Ruby, personaggio equivoco e collegato alla criminalità organizzata.

Le indagini della Commissione Warren.
Il vice-presidente Johnson diede subito disposizioni affinché si aprisse un'inchiesta. Adesso vi chiedo uno sforzo notevole, a me gli occhi e le orecchie, cari Avventori. Nacque, perciò, la Commissione Warren, col compito di mettere assieme tutti gli indizi e le testimonianze per trarne una conclusione. Dopo dieci mesi di lavori, più di 500 interrogatori, 25.000 interviste e 2.300 rapporti (fonte Wikipedia), la Commissione giunse ad un verdetto univoco:


Oswald aveva ucciso Kennedy da solo, Ruby aveva ucciso Oswald da solo.

I rapporti della commissione avevano, inoltre, fornito delle prove sulla presunta instabilità mentale di Oswald, descrivendolo come un esaltato filo-castrista che voleva diventare famoso togliendo di mezzo Kennedy; d'altra parte l'omicidio di Ruby era stato giustificato dall' ondata emotiva che l'evento aveva suscitato. Al sesto piano del deposito libri, accanto al fucile, vennero rinvenuti tre bossoli. Secondo la teoria del killer solitario, la dinamica dei tre spari sarebbe la seguente:
  • Il primo proiettile sarebbe andato a vuoto, infatti ad un certo momento Kennedy smise di salutare.
  • Il secondo proiettile avrebbe ferito Kennedy alla schiena, uscendo dalla gola e colpendo Connaly, trapassandogli il torace, colpendolo al polso e finendo della coscia. Questa conclusione diede il via alla teoria della pallottola magica, usata dai complottisti per smontare le tesi della Commissione. Benché possa sembrare assai strano, alcuni esperti di balistica hanno effettivamente confermato la teoria, affermando verosimile il percorso della pallottola. Ciò che risulta, invece, di difficile comprensione è come abbia potuto essere rinvenuta intatta, dopo aver attraversato tutte quelle superfici (causando anche dei danni a bordo della limousine).



  • La terza pallottola fu quella fatale e colpì il presidente alla testa.

In realtà molti erano insoddisfatti da queste conclusioni, senza contare che c'erano parecchie discrepanze e alcuni punti oscuri.

Un'analisi diversa.
Riguardando il video di Zapruder, unendo ad alcuni concetti basilari di balistica, un pizzico di logica e buon senso cerchiamo di capire come mai le conclusioni di cui sopra potevano essere insoddisfacenti. Innanzitutto: chi era Lee Harvey Oswald?
Nacque a New Orleans nel 1939, ebbe un'infanzia difficile, solitaria e caratterizzata da problemi psichici. Nel '57 si arruola nel corpo dei Marines, dove però viene emarginato a causa del suo comportamento schivo e delle sue simpatie comuniste, degna di nota è la qualifica a tiratore scelto e la grande passione per le armi. Nel 1959 andò in Unione Sovietica pensando di realizzare il suo sogno, lì conobbe sua moglie Marina. Purtroppo nemmeno la patria del comunismo riuscì a soddisfarlo e, vedendo frustrati nuovamente i suoi sogni, decise di tornare negli Stati Uniti. Una volta tornato a casa, Oswald iniziò una serie di lavori saltuari, coltivando però le sue passioni per le armi e lo spionaggio; comprò un fucile Mannlicher-Carcano che si fece recapitare a casa usando uno pseudonimo. Stava diventando paranoico ed era convinto che l'FBI lo stesse sorvegliando.
Ed è in queste condizioni che troviamo Oswald, impiegato al deposito libri, il 22 Novembre 1963.



Qui esistono due scuole di pensiero: alcuni reputano Oswald un pessimo tiratore, quindi incapace di sparare tre colpi in circa 6 secondi e di metterne a segno due, altri pensano che invece fosse molto abile come tiratore. Inoltre, diversi perizie balistiche hanno dimostrato che, effettivamente, sarebbe stato possibile mettere a segno tre colpi consecutivi in poco più di sei secondi.
Ammesso e non concesso che Oswald fosse stato il cecchino che dicevano quelli della Commissione Warren, mi sorge un dubbio: quando qualcuno viene colpito da un proiettile (lasciate perdere la finzione hollywoodiana), di solito si sposta nella direzione della traiettoria del proiettile stesso, questo lo posso spiegare con due concetti base molto semplici. Innanzitutto quando un proiettile entra in un oggetto (poniamo un blocco di gel balistico), nonostante la massa dell'oggetto sia molto maggiore di quella del proiettile, si ha un urto; per la precisione si tratta di un urto anelastico (un urto elastico è, per esempio, quello che si ha tra due palle da biliardo). Inoltre siamo nel caso di una forza impulsiva, cioè di una forza molto intensa (ricordiamoci che = ma, dove m è la massa del proiettile e a è l'accelerazione che è impressa al corpo dall'esplosione delle polveri) per un brevissimo intervallo di tempo. Quindi nel caso di Kennedy, l'ultimo proiettile, il terzo, quello fatale, dovrebbe essere stato sparato di fronte o almeno di lato dall'auto, non dalle spalle. Perché dico questo? Osserviamo la mappina sottostante:


In rosso c'è il percorso del corteo presidenziale, mentre in giallo è segnato l'intervallo spaziale in cui ci furono i tre spari. TSBD è il deposito libri della Texas School. Ammettiamo che Oswald fosse appostato e avesse sparato due colpi, guardando il video di Zapruder gli effetti dei proiettili sono molto verosimili con la tesi del cecchino solitario. La cosa che non mi persuade invece è il terzo colpo; la forza impressa dal proiettile ha fatto spostare Kennedy all'indietro, mentre se fosse stato colpito alle spalle (come il secondo colpo) si sarebbe curvato in avanti. La limousine viaggiava ancora con velocità pressoché costante, quindi non era stata ancora impressa una accelerazione tale da far spostare il corpo all'indietro, ciò avviene qualche millisecondo dopo il terzo sparo. A confermare la tesi del proiettile frontale è il fatto che i frammenti di cranio e cervello schizzarono all'indietro, sul baule dell'auto, mentre se il proiettile fosse arrivato dalle spalle del presidente, i frammenti avrebbero investito Connally, sua moglie e gli agenti di scorta.

Allora chi ha ucciso Kennedy?
La mia modesta e troppo semplicistica analisi del video di Zapruder potrebbe suffragare la tesi del secondo tiratore. Ma dove sarebbe stato collocato costui? Alcuni sostengono si trovasse dietro la palizzata, oltre la collinetta erbosa (cfr fig. in alto). Se volessimo attenerci alle fonti ufficiali, allora Oswald ha ucciso Kennedy, mentre Ruby ha ucciso Oswald per vendicare la morte del Presidente.
In realtà la situazione fu un filo più complessa, molti dei testimoni che riferirono la presenza di più possibili tiratori morirono in condizioni misteriose. Si parò anche di documentazioni distrutte, testimonianze omesse, depistaggi, complotti internazionali e chi più ne ha, più ne metta.
L'unica certezza è che non sapremo mai con esattezza chi vi fu coinvolto e chi no; tuttavia l'evento fece uno scalpore tale da costringere i servizi di sicurezza a modificare i loro protocolli. La notizia del brutale assassinio rimbalzò in ogni angolo del mondo, raccogliendo voci di sdegno un po' ovunque.
Ai complottisti piace pensare che la mafia, le lobby delle armi, il Sindacato, Castro, i servizi segreti deviati e gli esuli cubani abbiano tramato per uccidere il presidente. Qual è la mia opinione? Citando Nietzsche posso dirvi che: "Non esistono fatti, ma solo interpretazioni".

Matt - Il Locandiere

giovedì 21 novembre 2013

Speciale Storia. Cinquantesimo anniversario dell'attentato di Dallas. Introduzione.

Chi era il presidente Kennedy? Cos'ha fatto per essere stato tolto di mezzo così brutalmente? Chi ha ucciso davvero Kennedy? Si trattò di complotto o dell'atto di un semplice mitomane? Perché a cinquanta anni dalla sua morte non è stata ancora fatta chiarezza?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che più scuotono gli storici e che non hanno ancora trovato una risposta. Nonostante le fonti ufficiali abbiano identificato Oswald come unico responsabile dell'omicidio, molte prove sembrano confutare questa tesi. Si trattò quindi di un complotto? Ed esiste davvero una maledizione dei Kennedy che, dopo John, si portò via il fratello Robert e il figlio John John?
Ad alcune di queste domande, cari amici, cercheremo di rispondere, altre verranno ignorate perché rientrano nella sezione "speculazioni complottiste" e non in quella "fatti storici".
Domani parleremo più lungamente dell'assassinio di Dallas, visto che ricorre proprio il cinquantesimo, oggi invece diamo qualche informazione preliminare.

Chi era John Fitzgerald Kennedy?
Prima di essere presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy nacque il 29 Maggio 1917 da Joseph Kennedy e Rose Fitzgerald, due importanti famiglie di Boston.  Ricevette una buona educazione, prevalentemente in scuole private, e frequentò Harvard, durante questo periodo ebbe l'occasione di girare l'europa e di andare nel Regno Unito, dove il padre era ambasciatore.
Nel 1941 si arruolò nell'esercito, ma venne riformato a causa di alcuni problemi di salute piuttosto seri (osteoporosi e morbo di Addison); tuttavia, grazie ad alcune spintarelle da parte del padre, venne arruolato in Marina. Ottenne il grado di Tenente di Vascello e il comando di una piccola motosilurante.


Mentre prestava servizio nel teatro del Pacifico, la sua motosilurante venne speronata e affondata da un cacciatorpediniere giapponese; alcuni membri dell'equipaggio morirono sul colpo, mentre altri riuscirono a sopravvivere, grazie alle sue doti atletiche (era infatti un gran nuotatore, nonostante i suoi problemi di salute) e al suo eroismo, Kennedy riuscì a portare in salvo i membri dell'equipaggio a nuoto, incurante del pericolo degli squali e delle ferite che aveva subito. Per questo atto di coraggio gli venne conferita la Navy and Marine Corps Medal e la Medaglia del Cuore Purpureo (Purple Heart Medal - per i feriti in guerra), assieme ad altre decorazioni.
Venne congedato con onore nel 1945, poco prima che il Giappone si arrendesse.

Una brillante carriera politica.
Dopo la guerra, John prese il posto del fratello caduto e intraprese, come i suoi antenati, la carriera politica. Nel 1946 corse per un seggio lasciato libero battendo il suo rivale repubblicano, Kennedy apparteneva alle file dei Democratici. Nel 1952 si candidò per il senato, battendo ancora una volta il suo rivale repubblicano.
Il 12 Settembre 1953 si sposa con Jacqueline Bouvier, compagna fedele e figura un po' tragica della vita del presidente. Tre anni più tardi, l'ambizioso rampollo di casa Kennedy si candidò alla vice-presidenza del Partito Democratico, nonostante la cocente sconfitta (fu eletto il candidato del Tennessee) la sua popolarità crebbe notevolmente.


Kennedy votò a favore della formulazione definitiva del Civil Right Acts del 1957 (una legge che avrebbe concesso il diritto di voto agli afroamericani).
Nel 1960 Kennedy dichiarò la sua intenzione di correre per la presidenza. Nelle primarie del partito stravinse su alcuni importanti candidati tra cui Hubert Humphrey (Minnesota)e Lyndon Johnson (Texas), ottenne la vittoria in alcuni stati chiave come il Wisconsin e la West Virginia, giungendo alla convention del partito come il candidato favorito. Il 13 Luglio 1960 il Partito Democratico annunciò la corsa di Kennedy alla presidenza, quest'ultimo scelse l'avversario Johnson come vice-presidente; contrariamente a quanto ci si poteva aspettare Johnson accettò la carica.
In Settembre e in Ottobre, Kennedy si misurò con l'avversario repubblicano, ossia Nixon; nonostante i due fossero allo stesso livello in termini di oratoria, Kennedy riuscì a dare un'impressione molto più positiva durante il primo dibattito televisivo tra i due candidati, Nixon apparve molto teso.
Alle elezioni dell'8 Novembre 1960, dopo un'aspra competizione, uscì il nome del vincitore: si trattava di John Fitzgerald Kennedy, il più giovane presidente (aveva quarantatré anni) e il primissimo presidente cattolico eletto.

La Presidenza.
Kennedy divenne il 35° presidente degli Stati Uniti prestando giuramento il 20 Gennaio 1961.


In termini di politica estera sono famosi gli impegni dei servizi segreti americani volti a destabilizzare e rovesciare il regime di Castro a Cuba. I primi piani erano stati fatti durante la presidenza Eisenhower, ora erano stati ripresi dai fratelli Kennedy (John e Bobby) insieme al direttore della CIA Dulles. Eventi degni di nota furono il fallimentare sbarco alla Baia dei Porci, in cui 1500 anticastristi cercarono di sbarcare a Cuba, ma vennero sconfitti dall'esercito regolare di Castro e l'Operazione Mongoose, una serie di attentati e sabotaggi volti a destabilizzare il governo cubano.
Queste politiche sfociarono nella Crisi dei Missili di Cuba, iniziata il 14 Ottobre 1962, quando gli aerei spia U2 statunitensi scattarono delle foto di un sito missilistico in costruzione a Cuba.


Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale non si era mai arrivati così vicini ad un conflitto nucleare. Il presidente dovette decidere se attaccare i siti missilistici, causando quindi un conflitto fra le due superpotenze USA e URSS, o se restare a guardare, vedendo concretizzarsi la minaccia incombente delle armi nucleari alle porte di casa. Nonostante i "falchi" spingessero per la risoluzione militare della questione, Kennedy impose il blocco navale dell'isola, avviando un dialogo col presidente del PCUS Nikita Kruscev. Dopo febbrili trattative si giunse ad un accordo: Kruscev avrebbe ritirato i missili da Cuba, mentre gli americani si impegnavano a ritirare i missili ICBM dalla Turchia e a non invadere Cuba.
Il 26 Giugno 1963 Kennedy visitò l'Europa, tenendo un discorso a Berlino Ovest, molto critico nei confronti della costruzione del Muro. Durante il discorso, Kennedy usò la frase che divenne storica, rivolgendosi agli astanti disse, in tedesco: Ich bin ein Berliner.



Altro aspetto controverso della politica estera di Kennedy fu l'impegno militare in Vietnam. Da tempo la regione era divisa in due come la Corea, il nord socialista e filo-sovietico, il sud filo occidentale. Con l'aumento delle pressioni del Nord sul Sud, Kennedy decise di inviare ulteriori "consiglieri militari", aumentandone il numero da qualche centinaio a 16.000. Nel 1964 Johnson, subentrato a Kennedy dopo la sua morte, chiese al Congresso di dare inizio alle operazioni militari, iniziava la tragica guerra del Vietnam.
In realtà le responsabilità di Kennedy sulla Guerra del Vietnam sono ancora oggetto di forte discordia tra gli storici, alcuni reputano il cattolico presidente come unico artefice del conflitto, altri invece ritenevano che Kennedy avesse ostacolato ripetutamente e in vari modi l'incremento della presenza militare americana in Vietnam.


E in campo di politica interna? Senza dubbio l'amministrazione Kennedy si diede un gran daffare per porre un rimedio al problema della segregazione razziale, una piaga degli stati del Sud. Nonostante la Corte Suprema statunitense si fosse già pronunciata in merito nel 1954, in alcuni stati la segregazione perdurava. Kennedy sostenne ampiamente l'integrazione razziale, invitando anche la moglie di Marin Luther King durante la sua campagna elettorale. Tuttavia Kennedy si staccò dai movimenti dal basso, temendo che questi avrebbero potuto creare dei malumori tra la popolazione bianca. Ciò gli procurò alcune critiche, in particolare quella di aver strumentalizzato questi movimenti per i diritti sociali.
Altra importante innovazione introdotta fu il finanziamento per il programma spaziale. I russi erano di gran lunga più avanti degli americani nell'esplorazione spaziale: il 4 Ottobre 1957 venne lanciato il famigerato Sputnik, il primo satellite artificiale lanciato in orbita; mentre il 12 Aprile 1961 vi fu il primo viaggio spaziale con equipaggio umano, la famosa Vostok 1 con a bordo Gagarin rientrò a Terra dopo quasi due ore e un'orbita compiuta attorno al pianeta. Il divario era enorme, solo nel 1964 gli americani riuscirono a lanciare in orbita il primo equipaggio umano composto da due persone: il Gemini 3.
Kennedy, di fronte al Congresso, chiese un finanziamento di 22 milioni di dollari per il programma spaziale Apollo, che avrebbe avuto come fine ultimo quello di portare l'uomo sulla Luna entro la fine degli anni 60. Sei anni dopo la morte di Kennedy, il 20 Luglio 1969, l'astronauta Neil Armstrong poggiava il piede sulla superficie lunare.
Altro merito dell'amministrazione Kennedy fu, grazie anche al fratello Bobby allora Ministro della Giustizia, la lotta alla criminalità organizzata. Questo impegno portò molti famosi mafiosi dietro le sbarre.


Motivi di malumore.
Non tutti amavano Kennedy, anzi molti lo odiavano. Primo fra tutti Castro, che aveva rischiato di essere rovesciato più e più volte. D'altra parte anche gli anticastristi non amavano il Presidente che tanto aveva promesso, ma poco aveva mantenuto; l'evento della Baia dei Porci aveva alienato le simpatie degli esuli cubani scampati alle prigioni verso Kennedy. Chi altri? La mafia ed il Sindacato di Jimmy Hoffa, che era finito sotto inchiesta grazie alle pressioni di Bobby e John Kennedy; in particolare i due cercavano di dimostrare che Hoffa fosse colluso con la mafia e si fosse impossessato del denaro del Sindacato.
Anche i cosiddetti "falchi", cioè coloro che appoggiavano vigorosamente gli interventi militari per risolvere dispute di politica estera, non vedevano di buon grado la presidenza Kennedy, delusi dalla piega che avevano preso gli eventi della Crisi dei Missili di Cuba, molti, delusi, avevano la sensazione che l'America si era calata le brache davanti ai comunisti.
Non dimentichiamoci che, allora, gli Stati Uniti avevano un grandissimo arsenale nucleare e che la ricerca militare era riccamente finanziata, i laboratori di Los Alamos e Livermore, con le loro menti brillanti, sfornavano armi di morte sempre più sofisticate e tecnologicamente innovative. Il rischio che un presidente "pacifista" togliesse i fondi a questi istituti di ricerca militare e li destinasse ad altro era più che concreto.
Ce n'è abbastanza per un complotto? Probabile. Servizi segreti deviati, contatti con la criminalità organizzata, anticastristi amaramente delusi e militari insoddisfatti dalla politica estera del presidente avrebbero potuto davvero riunirsi e decidere di eliminare Kennedy? Perché non creare semplicemente uno scandalo per costringerlo a dimettersi? Perché un'esecuzione? Fu davvero un complotto?
A queste domande non è dato avere una risposta, certo è che un minimo di malizia ci spinge a credere che la morte di Kennedy è legata al più grande complotto della storia americana; tuttavia l'amore per i fatti ci spinge a distaccarci dagli eventi, per considerarli alla luce di una più scientifica e accurata imparzialità storica. Anch'io sono stato spesso, e forse lo sono ancora, persuaso dalla teoria del complotto, ma finché non avrò in mano i fatti preferisco non esprimermi a riguardo.

Bene cari amici, per oggi è tutto. Abbiamo dato un'occhiata alla vita del presidente, abbiamo visto la sua crescita politica e abbiamo gettato un pochino di luce sugli eventi antecedenti all'attentato di Dallas. Ora non mi resta che salutarvi, vi aspetto domani per il post fiume sugli eventi del 22 Novembre 1963. A domani cari Avventori!

Matt - Il Locandiere

lunedì 18 novembre 2013

Appuntamento con la storia

Oggi al posto del Lunedì del Locandiere diamo un attimino i programmi della settimana. Perché? Semplice, nelle News del Mese di Novembre vi avevo accennato alla mia intenzione di fare uno speciale sul cinquantesimo anniversario dell'attentato di Dallas, in cui morì l'allora presidente USA J. F. Kennedy.


Kennedy fu senz'altro un'icona del secolo scorso, quindi ci sembra giusto spendere due paroline su uno degli eventi più tragici della storia. Indi per cui il 22 Novembre (giusto per ricordare il giorno effettivo in cui Kennedy venne assassinato, cioè il 22 Novembre 1963), ci dedicheremo a esporre gli eventi dell'attentato; mentre il 21 Novembre pubblicherò un articolo fiume che ci consentirà di capire chi era J.F.K e di narrare un po' di antefatti.
Ci saranno altri post? Non penso, per due motivi: innanzitutto i post a sfondo storico sono molto time consuming, soprattutto per reperire le informazioni e stenderle in maniera decente, senza tecnicismi o enormi giri di parole; si sa, l'eleganza e la brevità sono sempre bene accette, dove è possibile essere brevi s'intende.
In secundis, per me sarà una settimana piuttosto impegnativa, con un'orale di Fisica 2 alle porte avrò poco tempo da dedicarvi. Questo non mi consente, però, d'interrompere il servizio. Giammai!
Concludendo, riassumiamo il programma di questa settimana storica:

  • 21 Novembre: Post introduttivo in cui daremo una breve biografia del Presidente Kennedy, esponendo un po' anche gli eventi precedenti all'attentato.
  • 22 Novembre: giorno in cui si commemora proprio la morte di Kennedy, descriveremo nel dettaglio le dinamiche dell'evento, lasciando anche un breve spazio per elencare le conseguenze.
Matt - Il Locandiere

sabato 16 novembre 2013

Top 10. Le attrici più affascinanti di Hollywood: Posizione 6.

Perennemente in ritardo, ma ormai è una costante, eccoci di nuovo con l'appuntamento settimanale con le nostre attrici. Ormai siamo al giro di boa, il podio si avvicina sempre di più.
Come d'usanza, vediamo le posizioni precedenti:


E ora, siamo orgogliosi di presentarvi un'altra bellezza hollywoodiana.

Le attrici più affascinanti di Hollywood. Posizione 6:
Jessica Alba.


Biografia: Nata Jessica Maria Alba il 28 Aprile 1981 in California. Il padre è di origini messicane, mentre la madre è di origini danesi con un pizzico di Canada francese (che mix ragazzi!). Il padre era un militare dell'aeronautica e crebbe in una famiglia cattolica molto devota; Jessica soffrì diverse malattie durante l'infanzia (soprattutto polmoniti), ciò non le consentì di creare forti legami d'amicizia coi suoi coetanei, visto che spesso doveva restare in ospedale per lunghi periodi. La passione per lo spettacolo diede i suoi primi frutti nel 1992, una Jessica Alba undicenne vinse un contest di recitazione a Beverly Hills; la vincita le consentì di seguire delle vere lezioni di recitazione. Nel 1994 ottiene una piccola parte nella pellicola Le vacanze a modo nostro.


Compare in qualche spot televisivo, ma la sua fama inizia a crescere quando ottiene dei ruoli più consistenti in Le nuove avventure di Flipper, ottiene altri ruoli minori in altre serie (Beverly Hills, 90210) e in pellicole. Nel 2000 interpreta Max Guevara, nella celeberrima serie di James Cameron Dark Angel. Questo ruolo le porterà grande fama e in breve finisce nei talk show e sulle copertine di mezzo mondo. Nel 2003 interpreta la sexy-ballerina nel film Honey; quindi firma alcuni consistenti contratti per sponsorizzare dei prodotti, tra cui L'Oreal. Nel 2005 interpreta uno dei ruoli che l'hanno resa più celebre, ossia Nancy Callahan in Sin City.
Dopodiché interpreta Susan Storm nelle due pellicole basate sui personaggi Marvel Fantastic Four, interpretazione che non convince per niente la critica e le fa guadagnare un Razzie Award come Peggior Attrice. Destino condiviso con altre sue pellicole del 2010 che le fanno guadagnare altri quattro Razzie Awards nel 2011; alla faccia!
Sappiamo che interpreterà nuovamente Nancy Callahan nel seguito di Sin City.


Cosa possiamo dire della sua vita privata? Mah, innanzitutto ha fatto causa a Playboy per aver utilizzato senza il suo consenso una sua immagine in bikini come copertina di un numero; tuttavia Jessica ritirò la denuncia dopo che Hugh Hefner fece le sue scuse ufficiali, parte dei soldi ricavati con la vendita del numero furono devoluti in beneficenza. 
Jessica è molto devota, ma non frequenta la chiesa, da quando alcuni amici la criticarono aspramente per alcuni ruoli da lei interpretato.
Attualmente è sposata con Cash Warren dal 2008, con il quale ha avuto due figlie; inoltre è molto impegnata in numerose opere di carità e di attività benefiche.
Una piccola curiosità: nonostante Jessica sia una delle donne più belle e sexy del mondo (e penso che anche lei ne sia a conoscenza), ha deciso di non posare mai nuda né di girare scene di nudo integrale; infatti una delle sue più grandi preoccupazioni è quella di apparire come la classica pupa senza cervello.



Filmografia essenziale:
  • Vacanze a modo nostro (1994)
  • Venus Rising (1995)
  • P.U.N.K.S (1999)
  • Mai stata baciata (1999)
  • Giovani diavoli (1999)
  • Paranoid (2000)
  • Piccolo dizionario amoroso (2003)
  • Honey (2003)
  • Sin City (2005)
  • I Fantastici Quattro (2005)
  • Trappola in fondo al mare (2005)
  • Molto incinta - cameo (2007)
  • I Fantastici Quattro e Silver Surfer (2007)
  • The Ten - I dieci comandamenti come non li avete mai visti (2007)
  • Tutte pazze per Charlie (2007)
  • Awake - Anestesia cosciente (2007)
  • Ti presento Bill (2007)
  • The Eye (2008)
  • Love Guru (2008)
  • Appuntamento con l'amore (2010)
  • The Killer Inside Me (2010)
  • Machete (2010)
  • I numeri dell'amore (2010)
  • Vi presento i nostri (2010)
  • Spy Kids 4 (2011)
  • Escape from planet Earth - voce (2013)
  • Machete Kills (2013)
  • A.C.O.D (2013)
Che film ci proponi? Honey no, data la mia poca  propensione al ballo (poiché ho le fluide movenze di un ceppo) direi di spostarci su più sicuri lidi, vale a dire:

Sin City


Titolo: Sin City
Titolo originale: Sin City
Regia: Robert Rodriguez, Quentin Tarantino e Frank Miller
Durata: 118 min.
Anno: 2005
Genere: Noir, Thriller
Cast: Jessica Alba, Rosario Dawson, Benicio Del Toro, Bruce Willis, Mickey Rourke, Rutger Hauer, Nick Stahl, Elijah Wood, Clive Owen, Josh Hartnett, Alexis Bledel.

Trama: Quattro capitoli ( Quel bastardo giallo parte 1 e 2, Un duro addio e Un'abbuffata di morte) ci accompagnano nelle piovose e intricate strade di Basin City, ribattezzata Sin City. Città comandata dalla potente famiglia Roark, in cui le vite di diversi personaggi si intrecciano, dando vita a storie di ordinaria follia, vendetta e giustizia.


Parliamone: non è certo Jessica Alba a rendere questa pellicola migliore, ciò per due motivi. Uno è la presenza di altre bellezze naturali, tra cui Rosario Dawson, l'altro per il fatto che Sin City non è altro che una stupenda creatura del Maestro Frank Miller.



Ora, Sin City è tratto dall'omonima graphic novel, di cui non voglio parlare visto che non ho la preparazione tecnica necessaria, sinceramente non mi va di rovinare tutto parlando di cose a caso.
Restiamo, invece, nel campo della cinematografia. Innanzitutto il film è stato quasi esclusivamente girato davanti a un tendone verde (quello degli effetti speciali per intenderci); mentre le ambientazioni fisiche ricostruite sono proprio poche (il bar in cui Nancy fa lo spettacolo, per intenderci).



A parte poche rare eccezioni, il film è completamente in bianco e nero. Queste eccezioni, di solito, sono costituite da un dettaglio, tipo un'abito rosso, dei capelli biondi, il sangue o la pelle ed il sangue giallo del figlio del senatore Roark, Junior.


Se fosse per me lascerei parlare solo le immagini, o meglio, i dialoghi, in particolare la scena scritta da Tarantino.


Matt - Il Locandiere

venerdì 15 novembre 2013

Alla sera leoni e al mattino...dragoni: Le avventure di Ian & Compagnia.

Doveva essere ieri, ma per motivi tecnici legati a un po' di fai da te rimandiamo tutto a oggi. Dunque, benvenuti cari amici ed eccoci di nuovo qui riuniti per parlare della nuova fatica editoriale targata Bonelli. Di cosa stiamo parlando??? Ma del nuoverrimo numero di  Dragonero, cioè il #6.


Titolo: Zanne e acciaio
Soggetto e sceneggiatura: Stefano Vietti
Disegni: Francesco Rizzato
Lettering: Marina Sanfelice

Trama: Ian e Gmor sono nuovamente in viaggio, li aspetta una missione al Nord. Arrivati in un anonimo paese di frontiera, i due assistono ad una scena orribile: un gigantesco orco ha dato in escandescenza nel centro del paese, fracassando tutto quello che trova, ma viene barbaramente massacrato dalle guardie. Poco soddisfatto dalla scena, Ian e Gmor si recano dal conestabile per fare chiarezza, l'orco era stato sorpreso mentre si nascondeva; quindi, senza nessun motivo apparente, ha iniziato a dare i numeri.
La spiegazione di questo mistero arriva da Eryana, giovane e affascinante cerusico itinerante, che, eseguendo una veloce autopsia, ritrova tracce di una potente droga. Gmor decide di dare all'orco degna sepoltura ma, mentre sta compiendo i riti, viene rapito da due individui equivoci. Ian e Eryana si lanciano subito all'inseguimento, capendo ben presto che dietro al rapimento si cela un'oscura presenza.

Parliamone: ben lontani dall'elfa mestruata, i nostri paladini si dirigono verso il Nord. Per fare che? Non si sa, una missione. Questo e, credo, almeno il prossimo numero sono dedicati a quelle che in gergo nerdesco potremmo chiamare quest secondarie.
Si tratta cioè in una di quelle tante storie di contorno che, in realtà, poco o nulla hanno a che fare con la missione principale dei personaggi, se non per il fatto che si incominciano per caso o per sfiga (cfr. Skyrim); nel caso più specifico nostro, per sfiga e per caso contemporaneamente.
Il caso è stato che Ian e Gmor capitassero proprio nel villaggio che l'orco stava trasformando in un parcheggio dell'Esselunga. La sfiga ha voluto che i due equivoci personaggi che avrebbero dovuto tenere l'orco furioso a bada notassero Gmor, in tutta la sua orchesca potenza.
Alt, chi sono gli equivoci?
Sono due tizi, cacciatori di animali "pericolosi"; animali che verranno poi usati da Zehfir, un elfo oscuro, nei combattimenti illegali.
Pregevole, davvero pregevole come cornice/quest secondaria, per due motivi essenziali:

  • Sondiamo ancora più profondamente  i personaggi; in particolare Ian ci fornisce i dettagli dell'amicizia che lega lui e Gmor. Amicizia un po' strana in effetti, quando mai un Orco è stato amico di un Uomo? In questo caso sì, Ian e Gmor sono praticamente cresciuti assieme e non hanno mai lasciato che la differenza di razza li separasse.
  • Ricollegandomi a quanto detto la volta scorsa, constatiamo ancora una volta quanto Enoch e Vietti ci tengano alla loro creatura. Il mondo di Dragonero è sempre molto dinamico, in continuo cambiamento. Le comparse non sono totalmente separate dai personaggi principali, anzi convivono e partecipano attivamente alla costruzione del mondo di Dragonero ogni istante che passa.
Molto bene davvero, questo crescendo di eventi mi sta piacendo proprio. Fasi di violenza/dinamiche e fasi di dialogo sono ben miscelate e i salti narrativi tra Gmor prigioniero e Ian inseguitore non disorientano chi legge. L'unica cosa che mi lascia un po' perplesso è la copertina; ti perdi in cagate direte voi, però non c'azzecca quasi mai con quanto viene poi fatto vedere durante il fumetto. Forse sono troppo rigido io? Bah.

mercoledì 13 novembre 2013

Giusto 2 Parole

Preso il numero 6 di Dragonero, fresco fresco. C'è ancora attaccata la mano dell'edicolante...


Domani ne parliamo!

Matt - Il Locandiere

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Mercoledì, significa che la settimana è arrivata allo zenit e che il prossimo week-end (per chi di voi non lavora come una bestia) si sta avvicinando a passi da gigante. Buongiorno cari amici e bentornati. Oggi ci spariamo un'altra bella pellicola violenta, di quelle che piacciono tanto a me, dritta dritta dalla città del carnevale più famoso del mondo.

Tropa de Elite - Gli Squadroni della Morte


Titolo: Tropa de Elite - Gli Squadroni della Morte
Titolo originale: Tropa de Elite
Regia: José Padilha
Durata: 120 min.
Anno: 2007
Genere: Azione
Cast: Wagner Moura, André Ramiro, Caio Junqueira, Milhem Cortaz, Fernanda Machado.

Trama:  Siamo a Rio de Janeiro, Neto e André, due poliziotti appena entrati in servizio, finiscono intrappolati in uno scontro a fuoco nella favela della Babilonia. Solo l'intervento degli operativi del BOPE (Batalhao de Operaçoes Policiais Especiais) li farà uscire illesi. Dopo quell'esperienza e dopo il salvataggio tempestivo, i due decidono di entrare nei corpi speciali; ma dovranno sacrificare molto più che gli affetti per fare parte dei teschi....


Parliamone: film un po' scandalo che ha vinto l'Orso d'oro al festival di Berlino del 2008. In realtà più che scandaloso è realismo addolcito con un po' di romanzo. In particolare mette a nudo tutte le contraddizioni di Rio de Janeiro che, come altre città del Brasile, un paese in via di sviluppo, ospita fatiscenti e malfamate baraccopoli alla sua periferia; mentre se si percorre solo qualche km si giunge al centro vitale della città, coi suoi grattacieli scintillanti e le macchine di lusso. Critico della società, ma soprattutto critico nei confronti di chi fa uso di droghe, specialmente i ricchi che possono permettersele, visti come cause della crescita del narcotraffico e della criminalità.


Il tutto viene condito con quelle scene di violenza quasi giustificata, ben lontana dallo sfoggio di muscoli e dalle grandinate di pallottole dei film made in U.S.A. Nel senso, di sparatorie violente ce ne sono, anche perché i trafficanti non ci vanno sul leggero coi poliziotti, ma non sono quegli uragani di fuoco che fanno morire anche chi non c'entra per avvelenamento da metalli pesanti, tale è la quantità di piombo che fila per l'aria.
La violenza, beh, è risaputo (se non è risaputo un giorno o l'altro vi faccio un bel post a riguardo), che il BOPE non ci va leggero coi trafficanti; pensate che quando fanno gli assalti alle favelas ci vanno in assetto da guerra, roba da far sembrare gli scontri nell'Ulster una rissa di quartiere tra ragazzotti. Dicevamo, scene violente che si concretizzano in qualche scena di tortura, interrogatori poco politically correct e via dicendo...
Forse è anche per questo che ha riscosso così tanto successo? Probabile. Ma giusto per rendervi un pizzico l'idea beccatevi questa scena del film.


Oltre a elencare lo schifo della società, la pellicola ci offre un bello spaccato dello schifo che c'è all'interno della polizia. Agenti e ufficiali corrotti che chiedono il pizzo, chiudono tutti e due gli occhi, vendono armi ai narcos e ricevono felici e contenti le loro belle bustarelle. Tutto normale amministrazione; a contrastare questo letamaio sempre loro, gli uomini in nero, non quelli di MIB, ma gli operativi del BOPE.
Oh, questa ve la devo dire. Avete presente il sergente maggiore Hartman no?


Ecco, vi posso assicurare che in questo film, le scene di addestramento dei futuri agenti del BOPE vi faranno sembrare i monologhi incazzosi del personaggio interpretato da Ermey degli affettuosi epiteti tra innamorati, idem per le varie umiliazioni inflitte al soldato Palla di Lardo. In realtà può sembrarvi che io stia esagerando, ma non è così; del resto sono le parole del capitano Nascimento: neanche gli israeliani addestrano così bene i propri soldati. E fidatevi che l'esercito israeliano è uno dei migliori al mondo, non solo per le soldatesse...
Sono due orette e spicci di film, ma fidatevi che ne vale la pena di guardarlo.


Matt - Il Locandiere