sabato 14 settembre 2013

Top 10. I personaggi più fuori di testa della storia: Posizione 3.

Gooooooooooooooooooooooooooooooood Moooooooooooorning Avventori! Ormai siamo sul podio, questi ultimi tre personaggi sono stati scelti tra i peggiori dittatori, tiranni e assassini. Insomma, la créme de la créme umana. Ma andiamo per ordine. Prima le puntate precedenti!




Al terzo posto, si prende la MEDAGLIA DI BRONZO un uomo di chiesa, un altro uomo di chiesa, meglio ancora: un altro papa. Stiamo parlando di...


I personaggi più fuori di testa della storia. Posizione 3: Giulio II


Biografia: Nato Giuliano della Rovere ad Albisola (Savona) il 5 Dicembre 1443. Era un nipote del papa Sisto IV. Si sa che studiò presso i frati francescani, sotto la tutela dello zio paterno.Giuliano non entrò mai nei francescani, ma restò sempre un membro del clero. Partì per il convento a La Pérouse con lo scopo di approfondire la sua conoscenza delle scienze. Nel 1471 venne nominato vescovo di Carpentras, guarda caso poco dopo l'elezione al soglio pontificio dello zio Francesco della Rovere, col nome di Sisto IV.
Sempre grazie alle spintarelle dello zio, Giuliano ottenne la porpora cardinalizia, la sede di San Pietro in Vincoli e le sedi arcivescovili di Avignone e di Catania (in qualità di amministratore apostolico). 
Venne mandato per quattro anni in Francia come legato pontificio, ciò non fece che aumentare la sua influenza presso il Collegio dei Cardinali; influenza che continuò a crescere anche durante il papato di Innocenzo VIII. 
Probabilmente fu proprio durante questo periodo che conobbe ed entrò in contrasto con un altro eminente esponente della curia romana: Rodrigo Borgia.
Anch'egli cardinale (lo avevamo conosciuto qui ), ambizioso e disposto a tutto pur di ottenere ciò che voleva. Insomma la copia catalana del della Rovere. 
Alla morte di Innocenzo VIII, Borgia riuscì a smuovere le pedine giuste e venne eletto (grazie ad Ascanio Sforza). Giuliano, che detestava a morte il Borgia, temette per la sua vita e si rifugiò prima a Ostia, poi in Francia. A Parigi convinse Carlo VIII di Valois a riprendersi Napoli.


Carlo VIII col suo naso che faceva provincia
Durante le guerre in Italia, il Della Rovere accompagnò Carlo, entrando in Roma e spingendo le famiglie più influenti a rivoltarsi contro papa Borgia. Ma, come sappiamo, Alessandro VI era uomo troppo di mondo per lasciarsi portare via la cattedra di Pietro da "un volgare genovese pederasta". Fattosi amico un ministro di Carlo, il Borgia riuscì a salvare capra e cavoli...con sommo dispiacere di Giuliano, che se ne tornò in Francia col Re.
Nel 1503 trapassava l'odiato Borgia e subito si organizzò il conclave, dal quale uscì pontefice il cardinale Francesco Nanni Todeschini Piccolomini, col nome di Pio II. 
Ma Piccolomini era molto malato, infatti sopravvisse solo ventisei giorni e morì a causa di un'ulcera alla gamba. Durante questo breve lasso di tempo cercò di sanare tutti i danni creati dal Borgia, ma non vi riuscì. 
Il Della Rovere era totalmente impreparato a questo evento, ma grazie all'appoggio di Cesare Borgia (che sperava di farsi perdonare tutte le bestialità commesse) riuscì a spuntarla in Conclave.
Conclave che peraltro contava nomi noti e importanti, tra cui Ascanio Sforza, Giovanni Colonna, Giovanni de' Medici (il futuro Leone X), Oliviero Carafa (parente del futuro papa Paolo IV, Gian Pietro Carafa).
Giuliano Della Rovere uscì vittorioso e si fece incoronare col nome di Giulio II. Nome scelto non a caso, ma come tributo a Giulio Cesare...vabbé.
Con una serie di decreti astuti e magheggi politici, Giulio riuscì a cacciare definitivamente i Borgia dallo Stato Pontificio, riappacificando le due storiche famiglie rivali Orsini e Colonna.
Una messa in sicurezza Roma, il papa iniziò una serie di campagne militari in Italia per estromettere i Veneziani da Faenza e Rimini. Sacrificando l'indipendenza dell'Italia siglò un'alleanza antiveneziana con Francia e Germania (1508 - Lega di Cambrai).
Riuscì a prendere Bologna e Perugia. Grazie a questa aggressiva e sorprendente politica, in breve tempo, Giulio II divenne il migliore amico dell'Imperatore tedesco e del Re di Francia.



Ma Imperatore e Re non erano per nulla soddisfatti degli esiti della guerra contro Venezia (la quale ottenne il perdono papale nel 1510). La Francia venne posta sotto il bando papale, i vescovi francesi si rifiutarono di sottomettersi all'autorità di Roma e cercarono l'aiuto dell'Imperatore Massimiliano per far deporre il Della Rovere. Nel concilio di Pisa nel novembre del 1511 il papa fu definito "sodomita" e accusato di aver portato la corruzione nella Chiesa (sai che novità).
Giulio II trovò più conveniente entrare nella Lega Santa, assieme a Ferdinando d'Aragona e Venezia contro la Francia, a cui si aggiunsero Enrico VIII d'Inghilterra e l'Imperatore Massimiliano. Nel 1512 i Francesi vennero ricacciati oltre le Alpi, ma a quale prezzo!
Giulio aveva mantenuto il dominio nei territori adiacenti a Roma, ma il resto della penisola cadde in mano alle potenze europee. Non era esattamente ciò che rientrava nei grandi progetti del Della Rovere; ma ehi, hai voluto la bicicletta? Ora pedali.

Morte: Dopo aver ottenuto questo brillante scempio, Giulio II cadde gravemente malato e morì a causa di una forte febbre il 21 Febbraio 1513.

Spetegulesssssssss: per chi non lo sapesse Giulio II era chiamato anche "il papa guerriero" o "il papa terribile". Possedeva un'armatura d'argento, che portava più frequentemente degli abiti da cerimonia. Del resto fu una sua precisa dichiarazione : appena eletto avrebbe ridato il potere temporale che spettava alla Chiesa.
Si dice che abbia gettato le Chiavi di San Pietro nel Tevere ed abbia solamente tenuto la spada di San Luca.
Si racconta anche che, quando Michelangelo stava abbozzando la statua da erigere a Bologna, dopo aver abbozzato la mano destra in atto di benedizione chiese al pontefice se nella sinistra andasse bene un libro, questa fu la risposta di Giulio: "A me un libro? Mi tratti da scolaro? Voglio una spada."
A conferma delle "tendenze secolari" del papa riportiamo il passaggio della descrizione dell'assedio di Bologna.  Dopo aver scomunicato i cardinali francesi montò a cavallo e si diresse alla testa delle sue truppe verso Bologna. Aveva settanta anni ed i continui strapazzi gli procurarono una febbre molto alta, che lo costrinse a letto per un lungo periodo in preda al delirio. Non appena si riprese fece voto di non tagliarsi più la barba finché l'ultimo francese non fosse stato cacciato. Contrariamente al parere dei medici tornò dove erano alloggiate le sue truppe e lì rimase fino alla presa della città. Per poco non ci rimase secco quando una palla di cannone dei francesi cadde nell'appartamento presso cui risedeva al chiostro di San Giustina; la palla uccise due domestici e lasciò illeso Giuliano, per questo venne inviata ex voto al santuario di Loreto.
Tre giorni più tardi la città capitolava e il Della Rovere fu uno dei primi a scalare le mura grazie ad una scala a pioli.
Giulio aveva anche l'ardire di battere i cardinali del suo seguito che si mostravano timorosi o restavano nelle retrovie.




Oltre alla natura prettamente bellica, il papa possedeva anche dei meriti. Fu grazie a Giulio II se Roma fu letteralmente invasa dai più grandi architetti e pittori del periodo. Bramante concepì l'idea per San Pietro, Raffaello e poi Michelangelo completarono l'opera iniziata sotto Sisto V: la Cappella Sistina (poiché iniziata da Sisto). A Michelangelo Buonarroti fu commissionato anche l'enorme mausoleo per il papa, che tuttavia non venne mai completato, ma di cui ci restano altre numerose e stupende opere, come il Mosè: l'incarnazione della fierezza papale,in grado di cacciare lo straniero dall'Italia.
Nonostante le accuse di sodomia e pedofilia, Giulio II ebbe numerose amanti donne, tra cui la moglie del maggiordomo di casa Della Rovere, dalla quale ebbe un figlio.
Fu persona estremamente vendicativa, non ne volle sapere di vivere negli appartamenti Borgia, che gli ricordavano perennemente il tanto odiato rivale cardinale. Nonostante ottenuto l'appoggio di Cesare Borgia, Giulio II lo fece arrestare e portare di peso a Roma.
Nella capitale Cesare pensò di essere ormai spacciato, tuttavia il papa si mostrò piuttosto magnanimo, dandogli un appartamento in Vaticano (dove era tenuto sotto stretta sorveglianza). Era un'abile strategia, dalla sua prigione il Borgia scrisse ai suoi capitani di consegnare le sue città a Giulio, molti rifiutarono e il capitano di Cesena fece addirittura impiccare i messi papali. Era un affronto inaudito, pertanto Giulio fece rinchiudere Cesare nella torre Borgia.
Ah, quasi dimenticavo! In Europa, Giulio II non era visto di buon occhio, anzi era odiato da molti che mal tolleravano le sue stravaganze militari; quando tirò le cuoia, il buon Erasmo da Rotterdam (l'autore dell'Elogio della Follia) scrisse un feroce pamphlet satirico titolato Iulius Exclusus e Coelis, in cui il pontefice, giunto alle porte del Paradiso, si vedeva rifiutare l'ingresso, montando su tutte le furie con San Pietro.

Conclusioni: Siamo in un caso analogo a quello di Alessandro VI con una differenza, tuttavia, sostanziale. Se il Della Rovere fosse nato principe e non fosse divenuto un papa, molto probabilmente sarebbe stato uno dei più brillanti statisti dell'Europa. Aggressivo, abile e pratico, il papa cercava di rivendicare per sé parte di quell'importanza che venne sottratta al papato da una lunga serie di guerre e prepotenze. Risulta, tuttavia, difficile spezzare una lancia in favore del papa terribile, soprattutto per quanto riguarda le misure prese contro i suoi avversari politici.
Il suo sogno era quello di "dare l'Italia agli italiani", come molti altri principi-mecenati del suo tempo, il problema è che si rivolse alle persone sbagliate, poiché sia il Re di Francia, che l'Imperatore che il Re di Spagna avevano tutto da guadagnare in Italia. Nel suo intento di riunire la penisola, Giulio II aprì le porte all'invasione straniera.
Infine ricordiamo il papa Della Rovere per il suo merito più grande: il mecenatismo. Come altri papi suoi predecessori e successori, poco inclini alla morigerata vita religiosa, furono particolarmente munifici verso artisti e architetti provenienti da ogni angolo d'Italia. Grazie alla loro generosità, la Roma dei papi tornò ad essere la Roma caput mundi, e Giulio II prese parte attiva a questo processo di elevazione artistica.

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