lunedì 16 settembre 2013

Il Lunedì del Locandiere.

Che bel clima autunnale, finalmente! Benché io riesca a tollerare il caldo più di un cammello in un forno a legna, l'arrivo dell'autunno mi mette piuttosto di buon umore, sarà per le tinte delle foglie? Sarà per il cielo plumbeo? Sarà che ormai pochissimi esami mi separano dalla tanto agognata laurea? Probabile, ma sarà anche perché abbiamo sufficiente materiale per tornare a parlare di Dragonero, che avevamo lasciato un po' in sospeso in quell'afoso 17 Giugno. In cui vi avevo esposto a grandissime linee un po' l'idea di base del fumetto.
Diaz, mi rendo conto solo ora che esprimere un giudizio, anche se approssimativo, sul primo numero l'era un'impresa bella pretenziosa! Ora, dopo essersi concluso un primo ciclo durato quattro mesi (per quattro numeri), posso tirare un po' le somme.
Con il numero 4: La fortezza oscura, Enoch e Vietti hanno concluso una saga introduttiva, che ci ha permesso di conoscere i nostri protagonisti senza però perdere in termini di narrazione. Prima di procedere con la trama vediamo di conoscere i personaggi principali.


Ian Aranil: possiamo dire che è il personaggio principale, la cui lama si è annerita quando uccise un drago e lui, bevendone il sangue ne assorbì i poteri. Ian è uno scout imperiale, sempre intento a gironzolare per compiere missioni supersegrete per conto dell'impero. Grazie al potere del sangue di drago ha un udito finissimo, dei sensi iper-sviluppati ed è in grado di comunicare telepaticamente.


Myrva Aranil: la sorellina di Ian. Oltre ad essere una tecnocrate, è vestita di pelle nera...Ma cos'è un tecnocrate? All'inizio pensavo fosse un modo elegante per definire i nerd, poi ho capito che si tratta di una gilda di ingegneri, inventori ecc ecc. Insomma, tutta gente che crede di migliorare la qualità della vita attraverso il progresso della scienza e della tecnologia. Esegue spesso delle missioni insieme a Ian.

Gmor: gigantesco Orco amico di Ian da una vita, anche lui fa parte degli scout imperiali (diventando un disonore per quelli della sua razza). Ha condiviso parecchie avventure e missioni con Ian; ha un buco nero al posto dello stomaco, lasciando allibiti gli astrofisici di mezzo mondo.


Sera: è un'Elfa dei Boschi. Nonostante superi abbondantemente i cento anni, Sera è una delle più giovani della sua stirpe. Accompagna Ian e Gmor, col quale è perennemente in lotta, in giro per le loro avventure. Grazie ai poteri della sua razza ha una sensibilità eccezionale, riesce a capire l'esatta ubicazione di una fonte d'acqua a miglia di distanza, nel bel mezzo di una foresta. Banale.

Alben: mago brontolone, troppo deluso dalla corte imperiale per restarci in pianta stabile, vive in un eremo a picco sul mare, circondato da barriere magiche (così da tenere lontani Monti e gli esattori delle tasse). Nonostante il suo carattere burbero e la sua propensione all'isolamento, Alben è un molto potente, ha aiutato in più di un'occasione Ian e lo fa tuttora. Non sopporta Myrva, con cui è perennemente in lotta a causa della sua appartenenza alla gilda dei Tecnocrati.

Xara: non si sa molto di lei, se non che era una Tecnocrate in missione con Ian. Sappiamo anche che tra i due ci fu del tenero e che, purtroppo, fu data per morta proprio durante una missione.

Atrea: un'Elfa nera che vive in solitudine, Ian e Xara la conobbero durante una delle loro avventure. Un personaggio un po'...inquietante.

Per il ciclo A volte ritornano ora diamo una rapida ripassata a tutta la trama di questi primi quattro numeri. Dunque, ci eravamo lasciati parlando di quello che era successo nel volume 1, no? Ian, Myrva, Sera e Gmor tutti intenti a seguire la pista di un trafficante d'armi, trovano il trafficante, ma questi crepa precipitando in un vortice di fiamme...dando fuoco anche alla zattera sottostante che, pochi istanti prima, era invisibile!
Ian capisce subito che si tratta di qualcosa di noto, infatti inizia una lunga digressione sugli eventi successi qualche anno prima: lui, Xara ed un altro tizio furono mandati per osservare una guerra contro gli orchi in cui veniva usata un'arma terribile: il fango pirico (una sorta di fuoco greco per intenderci).



Nel volume due, vediamo la nostra combriccola che si dirige da Alben per cercare consigli, soprattutto per capire come mai quella zattera fosse invisibile; durante il viaggio Ian riprende la digressione, in cui spiega come lui e Xara tentarono di carpire il segreto del fango, grazie anche all'aiuto di Atrea, un'Elfa scura; Xara morì in un'esplosione e Ian fu salvato da Gmor. Alben svela rapidamente il segreto di questa invisibilità, si tratta del suanin una pietra avvolta nel mistero, posseduta da un'antica gilda di negromanti, gli Impuri, solo loro possiedono il suo segreto e, quindi, come rendere visibili gli oggetti resi invisibili da questo suanin. Così il mago mette Ian, Gmor e Sera su di un trabiccolo volante, destinazione: la casa di questi Impuri. Nel frattempo Myrva torna a organizzare l'attacco sull'isola degli Orchi; qui gli abitanti sono in rivolta e stanno attaccando i coloni umani, pare che vi sia una forza oscura dietro a questa violenta ribellione.



Nel numero 3 i nostri avventurieri, dopo un'aspra battaglia, riusciranno a carpire il segreto degli Impuri. Una volta ritornati presso il comando della flotta imperiale, dove li attendeva Myrva, decidono di partire per un'incursione sull'isola degli Orchi, evitando un'invasione ed ulteriori spargimenti di sangue. Mentre pattugliano il tratto di mare davanti all'isola, grazie al congegno preso agli Impuri, Ian e gli altri trovano una nave invisibile carica di fango pirico. Non fanno in tempo a gioire di ciò che, una lancia degli orchi ribelli li costringe ad abbandonare la nave, facendola esplodere in mille stuzzicadenti. Con un pugno di mosche in mano, ma certi che qualcosa di davvero brutto si stia preparando davanti a loro, approdano sull'Isola degli Orchi, dove fanno la conoscenza di uno dei pochi clan che si oppongono agli orchi ribelli. In una torre nera, una donna vestita di scuro, col volto coperto, comanda gli Orchi rivoltosi, facendo prigionieri tutti gli umani che trova, obbligandoli a lavorare in officine e fornaci per armare un esercito, un esercito che ha dalla sua parte il fango pirico. Ma in questa torre si annida anche un'altra creatura, che Ian ha già incontrato.

E ora, siamo alla resa dei conti, Ian e gli altri si sono accordati con gli Orchi anti-ribelli. Nel numero 4 vedremo i nostri prodi scout intrufolarsi all'interno della fortezza nera della Signora, con tutto l'intento di porre fine al suo dominio; ma subito c'è qualcosa che puzza: dalle trappole e dai marchingegni trovati in giro, si capisce subito che questa Signora Nera è una tecnocrate. Ahi ahi ahi!
Ma i nostri non si perdono d'animo e giungono a spadate e mazzate fino in cima alla torre. SORPRESA! La tiranna mascherata non è nientepopodimenoché Xara rediviva, curata dall'elfa Atrea e soggiogata alla sua volontà, Myrva affronta Xara, Ian affronta Atrea; tuttavia la vera Atrea era ancora buona, purtroppo è stata così poverina da subire le cattive influenze di alcuni spiriti malvagi della foresta, che ora la controllano. Grazie all'aiuto di Sera, Ian sconfigge gli spiriti uccidendo, però, la poverina Atrea. Anche Xara non fa una bella fine, morendo tra le braccia del suo amato Ian. La torre viene distrutta, la guerra evitata e Ian torna a casa, visibilmente prostrato, ma felice. Tutti a caricare le pile per una nuova avventura.

Ebbene, miei cari avventori, mi rendo conto che scrivere storie fantasy non è per nulla facile; ci ho provato anch'io, ma ho avuto l'onestà intellettuale di cestinarle senza indugio. Vedete, il mondo dell'editoria è vasto e caotico, risulta piuttosto difficile fare breccia con un'idea buona e convincente, figurarsi il fantasy! Genere che è stato e viene tuttora sfruttato in tutte le salse e che, in fin dei conti, attira a sé molti lettori/videogiocatori/adepti. Non ho voluto parlarvi di Dragonero prima, proprio perché non sapevo cosa aspettarmi; uno delle tante serie ambientate in uno dei tanti mondi paralleli? Qualcosa di appena passabile condito da teste staccate, culi e tette?
Metteteci anche il fatto che io sono un purista del fantasy, che ha come modello di riferimento le opere di Tolkien, non dico che sia giusto, però possiamo tranquillamente approssimare Tolkien come il creatore del genere fantasy; coi dovuti se e coi dovuti ma, perché il Signore degli Anelli è molto di più che una trilogia di un genere nuovo...ma sto divagando.
Pertanto mi sono preso la briga di spendere 3.30 euri in più al mese, per seguire un po' le vicende del nostro Ian. Devo ammettere che sono rimasto piuttosto soddisfatto dal lavoro di Enoch e Vietti che sono riusciti a proporre un titolo nuovo, che, in questi primi quattro numeri, ha saputo mantenere alta l'attenzione, riuscendo anche a fornire le prime informazioni necessarie tipo: chi? come? dove? perché? quando?
Ho avuto modo di apprezzare i disegni di Matteoni, soprattutto nelle scene dinamiche, creando dei modelli piuttosto buoni, ben dettagliati e (grazie al cielo) molto naturali, sia nelle pose che nelle forme (niente personaggi con seni ridicolmente prosperosi, bicipiti pazzeschi o amenità del genere) sapendosi destreggiare tra una razza e l'altra mantenendo i tratti ben separati.
Concludendo, posso dire di essere proprio contento di questa nuova impresa di casa Bonelli. A Ottobre andrò a comperare il Numero 5 di Dragonero, lo farete anche voi vero?
Ma quindi ci farai un appuntamento fisso anche per Dragonero?
Chi lo sa, cari amici, chi lo sa?
Ah quasi dimenticavo! Spulciando il sito della Bonelli mi sono imbattuto in un'intervista fatta ai due autori di Dragonero, vi piazzo il link, per chi è interessato, così da gustarvi delle novità sui prossimi numeri!


Matt - Il Locandiere

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