venerdì 9 agosto 2013

Era una notte buia & tempestosa...appuntamento DOPPIO!

Cari amicici come al solito ci dedichiamo un venerdì al mese parlando di Dylan Dog, di cui mi permetto di recensire gli ultimi numeri usciti. Ma oggi, mi voglio rovinare! Non mi limiterò a recensire solo l'ultimissimo numero uscito (quello di Luglio); ma prenderò anche un numero provenienti dalla mia personale personalissima collezione. E poi ditemi che non vi vizio...
Ma andiamo con ordine...partiamo da:

Dylan Dog #323: L'occhio di Balor.


Titolo: L'Occhio di Balor
Soggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Giampiero Casertano
Lettering: Luca Corda

Trama: una misteriosa ragazza giunge a Londra e, grazie ad un'amicizia stretta su di un treno, riesce a trovare un alloggio ed un lavoro. Nel frattempo, per le strade di Londra compare un mostro aberrante che ha una particolarità. Tampina sempre le persone con lo stesso nome, ciò porta una marea di denunce, spingendo l'eterno tapino Bloch ad un ennesimo esaurimento nervoso. Ma niente paura, il nostro indagatore dell'incubo è pronto ad entrare in azione e scoprirà che...

Commento: tendenzialmente quando si è in vacanza si è più concilianti, verso il caldo, verso i vostri vicini d'ombrellone che schiamazzano, verso il bambino che scava fossati con paletta e secchiello manco stesse preparando una Guerra Mondiale...però sai, sotto l'ombrellone, uno crede di leggersi qualcosina di divertente. Qualcosa che concili ancora di più il suo meritato riposo, e invece cosa fa Bonelli Editore? Ti propina un qualcosa di messo lì alla cazzum canis. Si vede che, essendo Luglio, tutti pensano già alle ferie e non hanno voglia di lavorare. Oh, ma vi sembra una cosa da fare quella di pubblicare storielle insipide? E IO LE PAGO ANCHE!


Carina l'idea della razza antropomorfa-mitologica venuta dalla terra della Micronite, un po' meno carina il discorso: nel tempo si sono confusi tra noi. Definitivamente stupido il finale in cui il cattivone, poi più simile ad un magnate del porno softcore monocolo (eh sì, ha la benda da pirata), riesce a impossessarsi del succitato occhio di Balor e se lo ficca nell'orbita vuota...senza riuscire poi a controllarlo.
Così il cattivo muore da stupido, uccidendo il suo maggiordomo col raggio laser powa dell'Occhio e demolendo la sua casetta tocco a tocco (rimanendo impiastrato sotto le macerie)...
E la tipa-mostro? Sopravvive...sopravvive...l'unico dubbio che viene è perché lei? Solo per entrare nel numero infinito di donne che s'è portato a letto il nostro Old Boy? Forse...
Unico pregio? Lo stile di disegno e il vecchietto spanato troppo arrapato.


Dylan Dog #288: Lavori forzati.


Titolo: Lavori Forzati
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Maurizio Di Vincenzo
Lettering: Marina Sanfelice

Trama: Il London Clipper è un grattacielo nuovo nuovento nel centro di Londra, ma ha una particolarità di notte si vedono luci inspiegabili, si sentono rumori di passi e...urla di dolore strazianti.
Così Dylan Dog viene ingaggiato dal costruttore per indagare sui fatti. Ma durante un sopralluogo Old Boy, il Costruttore, l'Architetto, l'Avvocato e il Custode verranno catapultati in un enorme campo di lavoro e verranno schiavizzati da numerose guardie dall'aspetto mostruoso, così scopriranno che dietro ai fenomeni del 13° piano sono espressione di una realtà parallela piuttosto inquietante...

Commento: Giusto per fare un po' i nostalgici, soliti sentimenti stupidi del tipo: "si stava meglio quando si stava peggio", paragonato al numero appena recensito è un bijou. Se non altro rientra in quella categoria di numeri alienanti; cioè che ti scardinano dalla poltrona/divano/sdraio e ti portano in un mondo intricato, ricco di mostriciattoli più o meno inquietanti (cfr. guardie nerborute col corpo umano e la testa da mastino, mantide, cobra o civetta...la civetta è davvero creepy), mondo in cui il nostro Dog dovrà districarsi, cercando di interpretare l'oscuro significato nascosto che si cela dietro all'enorme pilastrone di cemento che reca la scritta 13...tutto con un occhio di riguardo per i suoi compagni di sventura...più o meno.

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