mercoledì 21 agosto 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 29: Il tuo film preferito da bambino.

Eccoci qua cari amici, col penultimo appuntamento con questo 30 Days Challenge. Oggi ritorniamo ancora indietro nel passato, parlando del film che, posso dire con una discreta sicurezza, ha segnato la mia infanzia. Ma di cosa parliamo?

Giorno 29 - Il tuo film preferito da bambino: Don Camillo.


Titolo: Don Camillo
Titolo originale: Don Camillo
Regia: Julien Duvivier
Durata: 107 min.
Anno: 1952
Genere: Commedia
Cast: Fernandel, Gino Cervi, Saro Urzì, Leda Gloria.

Trama: Sono i primi anni del Dopoguerra, Don Camillo è parroco di un piccolo paese situato lungo la riva del Po' (Brescello). Le elezioni sono state vinte dai comunisti ed il sindaco è nientepopodimenoche Giuseppe Bottazzi, detto Peppone, amico/nemico del parroco d'assalto. In sostanza nel film vedremo i due fronteggiarsi costantemente per avere ragione l'uno dell'altro, ma sempre legati da un vincolo di amicizia nato durante la guerra e mantenuto negli anni...nonostante l'enorme differenza di opinione politica.


Parliamone: avanti, chi di voi non ha mai visto almeno un film della fortunata serie tratta dai libri di Giovannino Guareschi? Oppure chi di voi non ha mai sentito la mitica sigla iniziale? 
Unico, il vero Don Camillo è quello che vede Fernandel e Gino Cervi come protagonisti. Hanno tentato di ripercorrere i passi dei due famosissimi attori (tipo il film con Gastone Moschin, o quello con Terence Hill) riscuotendo, però, uno successo miserrimo.


Del resto è risaputo che anche Pio XII (Eugenio Pacelli!) volle conoscere di persona Fernandel mentre si trovava in visita a Roma, in quanto desiderava vedere "il prete più famoso della cristianità!".
Ma in sostanza a cosa si deve tanto successo? Perché la coppia Cervi - Fernandel ha riscosso un successo tale da sentire gli effetti ancora oggi?
Molto probabilmente per la semplicità con cui le storie vennero presentate, con quel pizzico di litigiosità e passione politica tipico degli anni immediatamente successivi al Secondo Conflitto Mondiale.
Semplicità e schiettezza che si riflette anche sulla vita degli abitanti di Brescello e del suo sindaco...


Pronti a menare le mani per un nonnulla (bastonando i rivali politici), ma che almeno si rispettano a vicenda.
In sostanza è proprio per questo che Don Camillo (e i suoi seguiti) mi hanno divertito così tanto, per la calda familiarità che sprigionano, dipingendo l'allegra realtà agricola della gente abituata a vivere bene con poco, senza pretendere nulla che non derivi dal duro lavoro della terra.

Matt - Il Locandiere

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