venerdì 30 agosto 2013

Le News da dietro il bancone. Mese di Settembre.

Ooooooooooh, non è esattamente il primo di Settembre ma mancano poco più di 12 ore, quindi quid fottitur? Nonostante io sia alle prese col mio nuovo tablet, ottenendo scarsi progressi, riesco a trovare un angolinino da cui scrivervi e per raccontarvi che cosa accadrà di bello in questo mese di Settembre.


  • Niente più Challenge e mò? Mò vi dico io che si fa. Terminata (finalmente) l'eterna challenge volutamente diluita, altrimenti non avremmo parlato di tante altre cose interessanti, dobbiamo trovarne un degno rimpiazzo. Sempre restando in tema di cinematografia il 30 Days Movie Challenge, verrà sostituito con il Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema. In questo appuntamento non parleremo certo di meccanica quantistica, anzi vi consiglierò uno dei miei film scelti accuratamente dalla mia personale e vastissima videoteca; non avremo un tema specifico, potrei proporvi un western, un drammatico, un comico o qualsiasi altra pellicola che più m'aggrada al momento.
  • Orari invernali. Salvo opportune avvertenze, la Locanda torna a pieno regime con tre appuntamenti alla settimana. L'orario invernale inizia a Settembre e finisce a Giugno. Seguiranno ulteriori avvisi, se necessario...o se i miei Avventori fossero diventati improvvisamente tutti stupidi! (via si scherza).
  • Il Lunedì del Locandiere. Abbandoniamo i toni un po' patetici, un po' morbidi e cerchiamo di convogliare questo appuntamento su una critica seria e un po' pungente (ove necessario), oppure parlando di tutt'altro. Cosa vi sta cucinando il Locandiere per questo Lunedì? Si accettano proposte da parte del gentile pubblico!
  • Top 10? Ma quante ce ne sono??? Noi abbiamo ancora in sospeso una certa Top 10: I personaggi più fuori di testa della storia, giusto? Visto che con Idi Amin Dada siamo giunti alla Posizione 5, mi sembra il caso di anticiparvi qualcosina su ciò che verrà poi...sarà sempre una Top 10, riguarderà da vicino delle persone reali e viventi, nell'ambito della cinematografia. Più in dettaglio sarà una top 10 tutta al femminile, che manderà in visibilio i maschietti Avventori: stiamo parlando della: Top 10: Le attrici più affascinanti di Hollywood, ma poiché questa casa ha prodotto un gran numero di dee della bellezza, noi ci limiteremo a considerare quelle un po' più recenti e che sono ancora in attività. Ma visto che mi voglio rovinare, R-O-V-I-N-A-R-E amicici telespettatori vi annuncio che seguiranno ben altre due Top 10. Ma di questo ne parleremo nelle prossime News.
  • Varie ed eventuali. Dopo un mese di stop riprende anche l'appuntamento recensionistico del romanzo a puntate Project:Jinsei sul blog A Star Crossed Wasteland, preziosa collaborazione che ci consente di spaziare a livello di argomenti e scoprire un nuovo talento. Prossimo capitolo in uscita il 26 Settembre. Anche l'appuntamento del primo venerdì del mese dedicato al nostro Dylan Dog prosegue imperterrito, quindi ci si vede il 6 Settembre per la recensatio del Numero 324 (si preannunciano tra le altre cose delle novità, chissà! Mah, vedremo!). Ma di Dragonero non ne parli più? Con calma boys, con calma.
Matt - Il Locandiere

mercoledì 28 agosto 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 30: Il tuo film preferito che hai visto quest'anno.

Settembre si sta avvicinando, un po' troppo in anticipo invero, il tutto grazie alle solite perturbazioni poco propense a lasciarci godere di questi ultimi sprazzi d'estate, spendibili al lago o in piscina...col cazzo invece. Come direbbe Eddard Stark:


E con l'arrivo di Settembre si risveglia in me la voglia di polemizzare, soprattutto dopo aver spulciato su vari blog del settore un po' di articoli. In questo periodo me la sto prendendo un po' con tutti: con gli animalisti ignoranti, con gli egiziani ignoranti, coi militanti politici ignoranti, con gli ignoranti in genere e con la mia vicina di casa, vecchia rompicoglioni che passa metà della vita a fumare e l'altra metà a farsi i cazzi miei.
Anyway, c'è un tempo e un luogo per ogni cosa giusto? Giusto, ergo lasciamo le nostre riflessioni per il Lunedì del Locandiere prossimo venturo, che uscirà presto presto.
Tornando a bomba, oggi c'è l'ultimo, ultimerrimo appuntamento con questo oblungo 30 Days Movie Challenge, Challenge che, tra alti e bassi, ha convinto, emozionato e sfrantecato parecchio i maroons e che verrà presto rimpiazzata da qualcos'altro.
Per l'ultimo appuntamento si parla di film che si è visto di recente. Più precisamente di:

Giorno 30. Il tuo film preferito che hai visto quest'anno:
Attacco al potere.


Titolo: Attacco al potere
Titolo originale: Olympus has fallen
Regia: Antoine Fuqua
Durata: 120 min
Anno: 2013
Genere: Azione
Cast: Gerard Butler, Aaron Eckhart, Morgan Freeman, Dylan McDermott

Trama: un gruppo di terroristi nordcoreani riesce, in modo piuttosto teatrale, a dare d'assalto alla Casa Bianca, tenendo in ostaggio il Presidente e avanzando richieste pesanti: il ritiro della Settima Flotta e delle truppe americane dalla zona demilitarizzata coreana. L'unica speranza per il Presidente è l'agente Mike Banning, ex membro della scorta del Presidente stesso, riassegnato dopo un brutto incidente 


Parliamone:  avete presente quella strana legge fisica per cui: "Se nella pellicola c'è almeno un'esplosione, allora si tratta di un film americano"? Ecco, in questo caso possiamo dire che la regola è adempiuta largamente. Che dire? Il massiccio Butler colpisce ancora cazzottando, sparando e mutilando tanti poveri terroristi nordcoreani, i quali non hanno preso molto bene la faccenda degli anni '50...sapete no? Quella piccola questione irrisolta; pertanto sono tutti molto decisi a tirare su il conto...e pare che sarà piuttosto salato.


Decisamente balzano il Gerard che, in vena di spacconerie, si mette a bullizzare i terroristi, che hanno solo per le mani il Presidente degli Stati Uniti, Presidente che tu hai salvato da un incidente automobilistico teriiibbbile; ma non sei riuscito a salvargli la dolce mogliettina, facendola precipitare assieme alla macchina in un fiume ghiacciato...ovviamente sei stato ricompensato del servizio reso finendo al Dipartimento del Tesoro. Paragone automobilistico: è come convertire una Jaguar in un tagliaerba. Dettagli...
Per il resto il film non è nulla di che, sparatorie, esplosioni, sparatorie, altre esplosioni, colli rotti, crani bucati e un C - 130 Spectre che abbatte degli aerei da caccia...banale...
Certo, l'idea di vedere la White House sbrindellata e bucherellata da millantamilioni di proiettili sparati dalla Gang del Bosco di Pyongyang può farvi sorridere, anzi potrebbe sembrarvi più divertente di una ragazza che imbraccia un AK - 47 rosa...


...o forse non è così divertente?
Ultime due considerazioni prima di far piombare questo elogio del tritolo nel dimenticatoio:
  • Morgan Freeman: sa solo Dio (cioè lui stesso) perché ricopre sempre cariche di spicco, tipo il portavoce della casa bianca, il vicepresidente del vicepresidente del mondo, Presidente USA ad interim, divinità und so weiter...
  • L'Asiatico agguerrito di cui non sappiamo il nome e non vogliamo saperlo, si sa benissimo però che è un bastardone di prima categoria, col sorrisetto sornione da "ah ah! te l'ho fatta ancora!", oppure: "Tu sei stupido sempre una volta in più di me caro Mike". Le prende, le caccia, le prende di nuovo, le rende e muore male...

Una fine giusta per un simpatico terrorista internazionale a cui i servizi segreti di mezzo mondo torcerebbero il collo volentieri.

Matt - Il Locandiere

sabato 24 agosto 2013

Top 10. I personaggi più fuori di testa della storia: Posizione 5.

Good morning Avventori! Oggi si entra nel vivo della nostra rassegna sui personaggi più improbabili della storia. Chi ci sarà mai oggi? Ma prima ricordiamo le posizioni precedenti...



Oggi parliamo di un altro personaggio piuttosto eccentrico, si tratta di un dittatore africano che ha toccato vette di crudeltà impensabili:

I personaggi più fuori di testa della storia. Posizione 5: Idi Amin Dada.


Biografia: Idi Amin Dada nacque nel 1928 nel distretto ugandese del Nilo Occidentale, il padre era musulmano e la madre cristiana. I genitori si separarono presto e Idi seguì la madre per vari accampamenti militari. Nel 1946 entra nell'esercito coloniale inglese. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che l'Uganada era protettorato britannico, ottenne l'indipendenza solo nel 1962; inoltre il governo inglese favorì lo sviluppo culturale ed economico solo nel sud del paese, mentre la maggior parte delle forze di polizia e di militari proveniva dal nord, nettamente meno sviluppato.
Dada era una persona di grande presenza fisica, alto 1.93 m, ben piazzato, totalmente privo di istruzione, era il soldato ideale per gli ufficiali inglesi. Fece rapidamente carriera, diventando capitano e frequentando alcuni corsi per ufficiali superiori, nel 1962 e 1964, senza riuscire a finirli, ricevendo però il brevetto dei paracadutisti israeliani. Nel 1966 divenne vicecomandante dell'esercito ugandese, una figura chiave per qualsiasi politico che desiderasse governare il paese.
Nel 1966, anno in cui l'Uganda attraversava un grave periodo di instabilità politica, Amin Dada venne indagato per corruzione, dato che sul suo conto aveva versato ben 20.000 sterline, cifra che, con uno stipendio da colonnello, avrebbe potuto ottenere in 10 anni di lavoro. Ma le accuse caddero.
Dopo l'indipendenza, Milton Obote era il primo ministro ugandese e si trovò nella difficile posizione di dover catturare le menti e i cuori dei suoi 14 milioni di cittadini, più propensi ad ascoltare i propri capitribù che qualche organo governativo.


Obote decise di nominare re Freddy presidente dell'Uganda, Freddy era il capo della tribù dei Buganda, che costituiva la maggioranza della popolazione. Facendo così attirò su di sé il malumore delle minoranze.
Infine, Obote si alienò anche il favore della maggioranza limitando i poteri di re Freddy.
Ed è proprio ora che entra in scena il nostro Amin. Obote nominò Idi Amin Dada vicecomandante dell'esercito. Ma cosa combinò il nostro?
Prese a cannonate il palazzo di re Freddy costringendolo a fuggire e diventando il miglior amico di Obote per i quattro anni successivi, un'amicizia pericolosa.
Nel  gennaio 1971 partì alla volta di Singapore per partecipare ad una conferenza del Commonwealth, qualche giorno più tardi, alla radio, venne annunciato che l'esercito aveva rovesciato il governo ed aveva rimesso i poteri nelle mani del generale Dada.
All'inizio il regime di Dada fu visto come un punto, tant'è vero che molte testate giornalistiche inglesi lo salutavano con favore.
Incoraggiato dall'euforia generale, ma del tutto incapace di gestire uno stato a causa della sua istruzione estremamente lacunosa, di lì a qualche tempo avrebbe fatto piombare l'Uganda in un baratro di violenze e barbarie.
Assieme ai suoi fedelissimi epurò l'esercito e fece eliminare tutti i sostenitori di Obote, membri della sua tribù, oppure chi semplicemente gli si opponeva.
Nel 1972 annunciò un vasto programma di rinnovamento dell'esercito, eliminando la maggior parte degli ufficiali e sostituendoli coi suoi protetti (i metodi di eliminazione li vedremo dopo). Per gran parte del 1971 le aree a Nord del paese rimasero interdette agli stranieri, poiché il bagno di sangue era ancora in atto; un giornalista americano, Nicholas Stroh, colpevole di essere troppo curioso riguardo ai massacri dell'esercito, venne ucciso da un ex tassista promosso maggiore da Dada.
In quel periodo il nostro Amin decise di affermarsi quale leader mondiale desideroso di pace iniziando una serie di viaggi all'estero. Visitò Israele tornando a mani vuote, quindi andò in Inghilterra senza alcun preavviso, costringendo la regina ad invitarlo a Buckingham Palace. Lo scopo della visita era semplice: avere cannoni, munizioni, aerei ed armi...il tutto ovviamente a costo zero (sì cos'è? Il laboratorio di Babbo Natale?).
Davanti ad una risposta negativa, Dada ritornò in Uganda furente contro l'Inghilterra e Israele, che peraltro riteneva sue alleate.
Quando l'Uganda ottenne l'indipendenza era una nazione florida, con una solida economia basata sul turismo sempre in crescita. Pochi mesi dopo l'ascesa del Generale Dada il paese era sull'orlo della bancarotta. Amin ordinò di stampare banconote senza valore da immettere nell'economia, per dirne una, il prezzo di una saponetta raggiunse le 6 sterline (l'equivalente di due settimane di lavoro in una piantagione di caffé).
A salvare l'economia dell'Uganda giunse Gheddafi, altro personaggino a modo, che profuse una grande quantità di picciuli...ma come si sa, nessuno fa niente per niente...figuriamoci un dittatore!
Il 27 marzo 1972 Dada ordinò a tutti gli ebrei di lasciare l'Uganda, inventando fantasiose accuse, appoggiando la causa palestinese e spingendo per erigere un monumento dedicato ad Adolf Hitler nel centro di Kampala (wtf, man?!).
Nell'Agosto dello stesso anno la situazione si era fatta insostenibile, la disoccupazione era alle stelle e ormai nessuno credeva più agli sproloqui del generale, il quale sosteneva che le sparizioni delle persone fossero dovute agli imperialisti ed ai sionisti.
A questo punto Idi Amin Dada se la prese con gli asiatici, dapprima impose loro di non tenere più riunioni politiche private, poi diede 90 giorni di tempo agli 80.000 asiatici residenti per abbandonare l'Uganda, il tutto perché Dio gliel'aveva suggerito in sogno.
Ovviamente gli asiatici fuggirono terrorizzati dal paese, subendo le violenze dei soldati di Dada e delle famigerate Unità di salute pubblica; mentre il generale e i suoi favoriti arraffavano quanto potevano. Dopodiché Dada confiscò tutte le proprietà degli inglesi residenti.
Il 28 Settembre 1976 un aereo dell'Air France atterrò all'aeroporto di Entebbe dopo essere stato dirottato da alcuni palestinesi sui cieli d'Atene, il volo andava da Parigi a Tel Aviv e portava circa 300 persone, di cui la maggior parte erano ebrei. All'interno di un paese il cui capo di stato idolatrava Hitler sembrava che il destino degli ostaggi fosse ormai segnato, Dada appoggiava i sequestratori, annunciando che se entro quarantotto ore non fossero stati liberati alcuni prigionieri palestinesi, tutti gli ostaggi sarebbero stati uccisi. Il termine ultimo fu prorogato alle prime luci del 4 Luglio; nel frattempo alcuni aerei dell'aviazione israeliana carichi di agenti del Mossad e del Sayeret, atterrarono a Entebbe, liberando gli ostaggi, uccidendo i terroristi e alcuni uomini di Dada in meno di un'ora.
Ah, per chi non lo sapesse furono proprio degli ebrei a progettare l'aeroporto e, quando Amin li cacciò si portarono via i progetti...alla faccia sua.
Ovviamente Amin non la prese molto bene.


Ma anche il regno del terrore imposto di Dada stava per finire. Nel 1979 iniziò ad accusare la Tanzania di volerlo invadere, mandando alcune pattuglie dell'esercito ugandese a rompere le palle ai pacifici vicini. Ovviamente il presidente della Tanzania non prese molto bene la questione e l'esercito, una volta respinti i contingenti nemici, penetrò in profondità in Uganda, accolto dai cittadini festanti, liberando Kampala nell'aprile dello stesso anno.

L'esilio e la morte: Idi Amin Dada era un uomo finito, fuggì in esilio presso Gheddafi, quindi passò in Arabia Saudita. Qui, dopo un tentativo fallito di riprendere il potere in Uganda (1989), rimase per il resto della sua vita. A causa di un'insufficienza renale il suo peso aumentò fino a 170 Kg, andò in coma e il 16 Agosto 2003 spirava uno dei dittatori più sanguinari dell'Africa.

Spetegulesssssssss:  Dada era da sempre stato incline alla violenza. Quando era caporale aveva minacciato con un machete di tagliare i testicoli ad alcuni membri di una tribù.
Non appena prese il potere adottò le più brutali tecniche per eliminare gli ufficiali superiori da lui ritenuti dissidenti: ne fece riunire alcuni in una piazza d'armi e poi diede ordine ai cingolati di stritolarli, coloro che sopravvissero vennero usati come bersagli. Altri vennero richiesti alla prigione di Kampala per frequentare un corso sulla sicurezza, in realtà Amin li fece arrestare e torturare barbaramente; alcuni ufficiali furono obbligati a guardare alcuni di loro che, con le braccia e le gambe spezzate, venivano punzecchiati con le baionette per farli muovere, dopodiché vennero squartati o sgozzati. L'ex capo di stato maggiore dell'esercito venne percosso a morte con il calcio dei fucili e la sua testa consegnata ad Amin, il quale la teneva in un refrigeratore in casa propria.
Ma il mostro peggiore partorito dalla diabolica mente di Dada furono le Unità di salute pubblica, dei veri e propri reparti della morte finanziati dallo stato con un unico scopo: uccidere e incassare le proprietà confiscate.
Gli uomini di queste Unità percorrevano il paese vestiti all'ultima moda, prendendosela anche con gente che poco o nulla aveva a che fare con Amin. I cadaveri dei poveretti che venivano torturati (donne violentate, uomini a cui i genitali venivano recisi o bruciati, percosse, scosse elettriche) venivano gettati nel lago Vittoria, alcuni di essi finivano in pasto ai coccodrilli, altri bloccavano le pompe d'aspirazione delle turbine della centrale idroelettrica, causando imponenti black out.
Non esistono casi analoghi a queste Unità, forse possono essere assimilate alle SS; ma in sostanza rappresentavano più una sorta di Stato nello Stato, come una mafia. Eseguendo lo spietato volere del leader non facevano altro che prostrare ulteriormente la popolazione impoverita.
Nemmeno le mogli di Amin furono risparmiate. Tre di esse (in tutto erano quattro) furono allontanate durante un attacco di collera. Una morì durante un tentativo di aborto e Amin decise di vendicarsi di lei: diede ordine di squartarla e di attaccare le gambe al posto delle braccia e le braccia al posto delle gambe, facendole ricucire la testa all'ingiù. Quindi mostrò questo macabro trofeo alla moglie rimasta in vita ed al figlioletto.

Matt - Il Locandiere

mercoledì 21 agosto 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 29: Il tuo film preferito da bambino.

Eccoci qua cari amici, col penultimo appuntamento con questo 30 Days Challenge. Oggi ritorniamo ancora indietro nel passato, parlando del film che, posso dire con una discreta sicurezza, ha segnato la mia infanzia. Ma di cosa parliamo?

Giorno 29 - Il tuo film preferito da bambino: Don Camillo.


Titolo: Don Camillo
Titolo originale: Don Camillo
Regia: Julien Duvivier
Durata: 107 min.
Anno: 1952
Genere: Commedia
Cast: Fernandel, Gino Cervi, Saro Urzì, Leda Gloria.

Trama: Sono i primi anni del Dopoguerra, Don Camillo è parroco di un piccolo paese situato lungo la riva del Po' (Brescello). Le elezioni sono state vinte dai comunisti ed il sindaco è nientepopodimenoche Giuseppe Bottazzi, detto Peppone, amico/nemico del parroco d'assalto. In sostanza nel film vedremo i due fronteggiarsi costantemente per avere ragione l'uno dell'altro, ma sempre legati da un vincolo di amicizia nato durante la guerra e mantenuto negli anni...nonostante l'enorme differenza di opinione politica.


Parliamone: avanti, chi di voi non ha mai visto almeno un film della fortunata serie tratta dai libri di Giovannino Guareschi? Oppure chi di voi non ha mai sentito la mitica sigla iniziale? 
Unico, il vero Don Camillo è quello che vede Fernandel e Gino Cervi come protagonisti. Hanno tentato di ripercorrere i passi dei due famosissimi attori (tipo il film con Gastone Moschin, o quello con Terence Hill) riscuotendo, però, uno successo miserrimo.


Del resto è risaputo che anche Pio XII (Eugenio Pacelli!) volle conoscere di persona Fernandel mentre si trovava in visita a Roma, in quanto desiderava vedere "il prete più famoso della cristianità!".
Ma in sostanza a cosa si deve tanto successo? Perché la coppia Cervi - Fernandel ha riscosso un successo tale da sentire gli effetti ancora oggi?
Molto probabilmente per la semplicità con cui le storie vennero presentate, con quel pizzico di litigiosità e passione politica tipico degli anni immediatamente successivi al Secondo Conflitto Mondiale.
Semplicità e schiettezza che si riflette anche sulla vita degli abitanti di Brescello e del suo sindaco...


Pronti a menare le mani per un nonnulla (bastonando i rivali politici), ma che almeno si rispettano a vicenda.
In sostanza è proprio per questo che Don Camillo (e i suoi seguiti) mi hanno divertito così tanto, per la calda familiarità che sprigionano, dipingendo l'allegra realtà agricola della gente abituata a vivere bene con poco, senza pretendere nulla che non derivi dal duro lavoro della terra.

Matt - Il Locandiere

sabato 17 agosto 2013

Top 10. I personaggi più fuori di testa della storia: Posizione 6.

Dopo questa lunga attesta, mi rivolgo a voi Avventori amanti della storia, rieccoci di nuovo qui con la nostra breve carrellata a proposito dei personaggi più pazzi (e anche un poco sanguinari) nella storia dell'umanità. Dopo esservi sciroppati le seguenti posizioni:



Direi che è, finalmente, giunto il momento di lanciare la prossima candidata nella lista! E sì, a sto giro si tratta di una donna...

I personaggi più fuori di testa della storia. Posizione 6: Elisabetta Bàthory.


Biografia: Elisabetta nacque nel 1560 in Transilvania e venne allevata nella proprietà di famiglia. I Bàthory erano una delle più antiche e potenti casate protestanti ed erano molto ricchi; il padre di Elisabbetta, Giorgio aveva sposato una cugina, pareva infatti che l'incesto non fosse una cosa poco comune. Sarà anche per questo che la famiglia contava numerosi degenerati e tipi strampalati, ma anche eroi di guerra, un cardinale e un futuro Re di Polonia.
La piccola Elisabetta mostrò segni di squilibrio fin dalla più tenera età, a volte veniva sopraffatta dalla collera e diventava estremamente violenta.
In quei periodi l'Impero Ottomano stava conoscendo una profonda crisi e la sua stretta sulla Transilvania si stava allentando, ciò fu dovuto soprattutto al fatto che molti sultani preferirono le gioie dell'harem ai campi di battaglia. 
Elisabetta era una ragazza molto vivace e dall'intelligenza acuta, imparò a parlare l'ungherese, il tedesco ed il latino (tenendo presente che spesso i principi regnanti erano loro stessi analfabeti); inoltre apprese subito le buone abitudini, cioè quelle di brutalizzare i contadini rivoltosi. Infatti nel 1571 suo cugino diventò principe regnante di Transilvania e, a seguito di una rivolta, fece tagliare naso e orecchie ad alcuni sospettati.
A undici anni venne promessa in sposa al principe Ferenc Nadasdy, un eroe nazionale brutale e crudele. 
Una stranezza tutta tipica dell'adolescente Elisabetta consisteva nel vestirsi da uomo e partecipare alle loro gare; malauguratamente rimase incinta (che volete che sia?), così la figlia venne affidata alle cure di un contadino e di lei non se ne seppe più niente.
L'8 Maggio 1575 Elisabetta (quindici anni) e Ferenc (ventun anni) si sposarono nel castello di Varanno, al matrimonio partecipò persino una delegazione del Sacro Romano Imperatore.
Tuttavia il giovane sposino era perennemente impegnato nelle guerre contro i Turchi, sicché Elisabetta si vide affidare la gestione del castello dei Nadasdy in Ungheria. La lontananza del marito diede alla Bàthory la possibilità di farsi un innumerevole numero di amanti, sia uomini che donne. Del resto la contessa era famosa per la sua bellezza, ma soprattutto per la sua crudeltà
Per i primi dieci anni la coppia non ebbe figli. Nel 1598 nacque il primo e unico figlio: Paolo.
Ma la vita nel castello era estremamente noiosa, nemmeno la maternità riuscì a porre un freno all'estrema libido di questa donna; così Elisabetta iniziò a frequentare una zia dichiaratamente lesbica, la contessa Karla Bàthory. Da questi incontri pare sia esplosa tutta la indole sadica e perversa della giovane e bellissima Elisabetta...indole di cui parleremo dopo.
Sempre in questo periodo iniziò ad avvicinarsi al mondo dell'occulto.
Nel 1603, il marito Ferenc cadde malato gravemente ed il 4 gennaio 1604 morì. Dopo qualche settimana di lutto Elisabetta si trasferì a Vienna iniziando a comparire a corte (facendo incazzare a morte l'imperatore Rodolfo, che non la vedeva di buon occhio); anche se la maggior parte del tempo lo passava alla fortezza di Cachtice sul fiume Vah, un posticino piuttosto lugubre.
Sempre nel 1604 entrò nella vita della Bàthory una figura piuttosto enigmatica: Anna Darvulia. Sadica, mistica, truffatrice...nessuno seppe mai esattamente chi fosse; tuttavia quello che sappiamo certamente è che fomentò le tendenze sadiche di Elisabetta insegnandole nuove torture.
Purtroppo la Bàthory si accorse di invecchiare, pur mantenendo ancora un discreto fascino non accettava il lento sfacelo del suo corpo dovuto al tempo, così diede inizio ai riti (reali o immaginari) che la resero famosa agli occhi della storia.
Ben presto si sparse la voce di ciò che accadeva nel castello degli orrori. Benché i suoi legami di sangue e il suo alto lignaggio gli concedessero una certa immunità, ella non si accorgeva che la terra sotto ai suoi piedi iniziava a mancare. Ciò soprattutto a causa di tensioni fra il cugino di Elisabetta, Gabor Bàthory, e l'arciduca Mattia II, diventato Imperatore e deciso a ristabilire l'ordine sullo strapotere dei nobili. Nel 1610 giunsero sulla scrivania del conte Thurzo, il principe palatino, una serie di denunce formali contro Elisabetta; tuttavia era necessario un atto ufficiale del Parlamento Ungherese per arrestarla, atto che, sotto molte pressioni, non tardò ad arrivare.
Una notte il principe palatino di Ungheria Thurzo e alcuni pubblici ufficiali fecero un'incursione a Cachtice, con lo scopo di trovare le prove necessarie a incastrare la Bàthory...e le trovarono.
Il 2 Gennaio 1611 iniziò il processo a Elisabetta, anche se ha qualcosa di poco chiaro, durante il quale la contessa fu condannata ad essere imprigionata a vita nel suo castello. Quanto ai suoi servi, essi vennero accusati di vampirismo, stregoneria e paganesimo ( in realtà accuse ben più risibili rispetto a quelle che avrebbero dovuto essere formulate: omicidio e occultamento di cadavere), quindi vennero torturati, alcuni furono bruciati vivi. Il nano di Elisabetta, Fizcko, venne decapitato, dissanguato e bruciato.

Gli ultimi anni e la morte: nonostante le ripetute suppliche presso la corte imperiale per essere ascoltata, la Bàthory non ottenne mai un'udienza. Nell'Agosto del 1614, a soli cinquantaquattro anni, la contessa venne trovata riversa sul letto da alcune guardie. La leggenda narra che sia morta per "mancanza di sangue di vergine".

Spetegulesssssssss: Elisabetta Bàthory è una delle figure più enigmatiche e affascinanti dei suoi tempi, affascinanti per modo di dire, poiché secondo la versione ufficiale dei fatti si tratterebbe di una delle più micidiali serial killer della storia.
Ma chi era in realtà la Contessa sanguinaria? Una donna annoiata dalla vita agiata, troppo acuta per accontentarsi del ruolo marginale della donna nella società dell'epoca. Una donna costretta a vivere nella tetra Transilvania, costretta a subire un clima di eccezionale e brutale violenza.
Senza dubbio uno degli eventi che più segnò l'infanzia della piccola Betty (possiamo chiamarla anche Betsy, Bet o Erzsébet...Gianni no) fu il seguente. Quando viveva ancora coi genitori, un giorno giunse un gruppo di zingari nei pressi della loro residenza. Uno dei suddetti zingari venne accusato di aver venduto i propri figli ai Turchi e venne condannato. Riuscendo a sfuggire alla sorveglianza la piccola Contessa Dracula seguì di persona l'esecuzione:
alcuni soldati legarono un cavallo a terra e ne aprirono il ventre, dopodiché vi inserirono lo zingaro di modo che solo la sua testa penzolasse fuori dal corpo dell'animale, quindi mentre la soldataglia lo tratteneva, uno di loro ricucì il ventre dell'animale con un lungo ago ed un filo doppio.
Altro tratto caratteristico di Elisabetta è il sadismo, con al sua irrefrenabile libido; oltre ad essersi costituita un reggimento di amanti di ambo i sessi, la Bàthory amava torturare la sua servitù per un nonnulla.
Spesso faceva infilare degli spilli sotto le unghie delle domestiche che, a suo insindacabile giudizio erano colpevoli di qualche mancanza. Una volta, per punire una serva sospetta di "fingersi malata", la Bàthory le fece infilare dei pezzi di carta imbevuti d'olio tra le dita dei piedi per dar loro fuoco. Oppure usava percuotere e torturare le ragazze dal seno prosperoso. Oppure ancora, si dice, d'inverno obbligava alcune servitrici a posare nude nel suo giardino, facendo versare loro addosso dell'acqua gelida finché le temperature rigide non le trasformavano in statue di ghiaccio (anche se mi sembra troppo come cosa).
Ora, al lettore medio del mio blog sembrerà che tutto ciò sia estremamente crudele e fuori da ogni umana comprensione, in realtà è così; tuttavia non dobbiamo dimenticarci che la Bàthory apparteneva all'aristocrazia della Transilvania, il che implicava potere di vita o di morte sui poveri sudditi privi di diritti. Betty aveva trovato il suo ambiente ideale per esercitare tutto il potere che voleva.
Presto prese a circondarsi anche di persone poco raccomandabili, come streghe e negromanti, anche se in realtà si trattava di cialtroni e venditori di fumo, i quali sapevano far leva sulla debolezza della contessa: il suo aspetto fisico.
Come avevamo già accennato, Erzsebet Bàthory era una delle donne più belle d'Europa, forse la più bella. Tuttavia, e qui non me ne vogliano le care lettrici, il tempo riesce ad essere particolarmente crudele verso il corpo di una donna; quindi, ad un certo punto, consapevole di invecchiare cercò di porre un rimedio.
All'inizio fece ricorso ai cosmetici, poi al sangue di fanciulle vergini. Esatto, perché tra le tante perversioni che vennero instillate nella sua mente, quella di fare il bagno nel sangue di contadine vergini è quella che l'ha resa nota al grande pubblico occasionale della storia.
Ma perché contadine? E perché vergini?
Beh, la verginità per indicare la purezza e quindi il vigore che ancora possedevano le generose giovinette della Transilvania.
Perché le contadine? C'è bisogno di chiederlo? Sparisce una ragazza di nobili origini, si mobilita l'esercito; sparisce una povera villica sconosciuta, chi mai andrà a cercarla? Nessuno.
Allora cosa ha portato alla condanna di Erzsebet? Beh, io reputo l'esistenza di due teorie, una più classica che vi espongo (e che è supportata dai documenti) e l'altra, un po' più complottista, ma abbastanza calzante.
La nobiltà chiudeva circa un occhio sulle stranezze, sulla bisessualità e sull'eccessiva severità della contessa Bàthory; ma ad un certo punto ci si rese conto che molte ragazze sparivano nel nulla, oppure quelle che andavano a servizio al castello di Cachtice non tornavano più. 
Inoltre, il tributo di sangue richiesto dalla contessa (per fare un bagno nel sangue non bastava di certo una sacca presa in prestito all'AVIS) creava degli imbarazzanti problemi logistici: ovvero lo smaltimento dei cadaveri straziati dalla contessa.
Presto le grotte sotterranee della fortezza-mattatoio furono riempite e le serve arruolate per spargere la calce viva sui cadaveri putrescenti non bastavano più, tant'è vero che l'olezzo dei corpi si sentiva a chilometri di distanza.
Gli eccessi della Bàthory non potevano più essere occultati, quindi bisognava porvi un freno, prima che la situazione sfuggisse di mano e si trasformasse in un'ennesima rivolta di bifolchi.

Conclusioni: un po' tragica, un po' misteriosa, un po' affascinante, un po' malvagia. La figura di Elisabetta Bàthory ha ispirato e ispira tuttora molti scrittori, registi ed artisti, stimolando l'immaginario collettivo che la identifica come la: Contessa Dracula.
Benché si trattasse di una donna dissoluta e problematica (qui arriva la tesi complottista), io credo che sia stata in parte vittima delle circostanze. In che senso?
Il marito di Elisabetta, Ferenc, aveva prestato una considerevole cifra di denaro alle sempiternamente vuote casse dell'erario imperiale; la Bàthory, che non era scema, pretendeva di riavere indietro i soldini (si sa, possono far sempre comodo), allora qual è stato il magheggio? Incastrarla a causa delle sue stravaganze.
Ricordiamoci anche che la contessa costituiva un caso anomalo, era colta e acuta, al contrario di molti regnanti rozzi e analfabeti; ciò causava un certo imbarazzo ed una buona dose di astio nei suoi confronti. Quindi viene naturale sfruttare la stranezza di una contessa tutta intenta ad ascoltare personaggi equivoci come maghi, stregoni e roba del genere. Anche perché Mattia II, dal processo con relativa condanna, non sarebbe uscito certo a mani vuote, tutte le proprietà della contessa (mobili e immobili) sarebbero finite immediatamente nelle sue casse. Col benestare del clan Bàthory si intende.
Altra stranezza è il fatto che alla testimone fu praticamente impedito di difendersi e che le sue richieste di udienza vennero sempre respinte. Ma poiché qui non siamo a mistero, non possiamo prendere questi lati oscuri della storia come nuovi dati su cui costruire una nuova teoria, anche perché esiste un'abbondante documentazione (sicuramente faziosa ed esagerata) che prova tutte le scelleratezze della contessa.
Ah, un'ultima cosa, magari vorreste sapere quante vittime hanno mietuto la Bàthory e soci. Dalle denunce e dalle testimonianze raccolte, si parla poco più che una trentina di vittime accertate; tuttavia una supertestimone detta "Zusanna" affermò che la contessa teneva un registro con i nomi di tutte le vittime brutalmente assassinate, questa lista contava non meno di seicento persone!

Matt - Il Locandiere

mercoledì 14 agosto 2013

30 Day Movie Challenge. Giorno 28: Il film più oscuro che tu abbia mai visto.

Oh buongiorno cari amici, ormai siamo agli ultimi colpi di questo lungherrimo Challenge (che ci ha anche rotto un po' le palle, ammettetelo), anyway resistete che manca poco!
Un momento che porto fuori la mia nuova pianta carnivora (ebbene sì, mi sono riscoperto col pollice verde) e sono subito da voi!

Giorno 28 - Il film più oscuro che tu abbia mai visto: Il Mistero di Sleepy Hollow.

Tecnicamente non so cosa si intenda per oscuro, se Oscuro nel senso di buio buio, oppure oscuro nel senso che non ci si capisce una mazza fionda. Assumiamo che si tratti di un film mediamente buio...



Titolo: Il Mistero di Sleepy Hollow
Titolo originale: Sleepy Hollow
Regia: Tim Burton
Durata: 110 min.
Anno: 1999
Genere: horror, fantascienza
Cast: Johnny Depp, Christina Ricci, Casper Van Dien, Michael Gambon, Richard Griffiths, Jeffrey Jones, Christopher Walken, Christopher Lee (comparsa).

Trama: Anno 1799, l'agente di polizia Ichabod Crane (Depp) usa nelle sue indagini metodi scientifici e razionali (decisamente troppo scientifici per l'epoca); così i suoi superiori lo spediscono nel piccolo paese di Sleepy Hollow, a quattro passi da New York, per indagare su una serie di brutali omicidi. I poveretti sono stati decapitati e la loro testa non è mai stata ritrovata. Ma Ichabod avrà a che fare con più di un semplice assassino, infatti nei boschi attorno alla cittadina, ai tempi della Guerra d'Indipendenza, un mercenario dell'Assia fu ucciso barbaramente e la sua testa mozzata...ora si pensa che il fantasma decapitato del mercenario sia sulle tracce di alcuni uomini di Sleepy Hollow con dei segreti da nascondere.
Riuscirà il raziocinio del poliziotto newyorkese a sopraffare la credenza popolare?


Parliamone: dall'eterno sodalizio tra Depp e Burton ha tirato fuori qualcosina di estremamente figo...però non è tutto oro quel che luccica e, sinceramente, Burton inizia a starmi davvero sui coglioni, soprattutto per l'uso e abuso del cliché del goth, con Johnny Depp che interpreta la parte di Jack Sparrow pressoché ovunque...
Ma vabbé!
Ma è oscuro oscuro sto film? Abbastanza, in ogni caso sono poche le scene in cui il sole impera per l'aere tutto...la maggior parte delle volte si gira in condizione di illuminazione scarsissima (cfr. notte, giornata grigia con pioggerella fetida, giornata gelida nebbiosa, cielo plumbeo et similia). Il che giuoca sicuramente a favore del nostro cavaliere nero, che piomba a cavallo sulle ignare vittime decapitandole! Muaahahahahahahahah....
Ah, ma forse non avete capito chi è questo cavaliere...ebbene signore e signori si tratta di Christopher Walken!


Piuttosto inquietante con quei denti limati e lo strabismo divergente equino. Ah, ma poi come non citare la comparsa di lui, il sommo, l'esimio, il dolcissimo Conte Dooku/Dracula/Saruman a.k.a Christopher Lee!!


Qui nei panni di un burbero e inflessibile giudice...che, con le ali d'aquila dietro la schiena, risulta qualcosa di un po' awkward....davvero tanto awkward.
Cast della madonna dicevamo, possiamo annoverare anche il compianto Richard Griffiths, famoso per aver interpretato zio Vernon nella saga cinematografica di Harry Potter. Casper Van Dien, che interpretò il belloccio di turno spaziosoldato in Starship Troopers - Fanteria dello Spazio e seguiti annessi & connessi.
Sopra non è citato nel cast, ma la pellicola ha l'onore di ospitare Ian McDiarmid...ovvero l'imperatore Palpatine!


Che poi avere un cast spaziale e non saperlo gestire è un bel casino...fortunatamente non è questo il caso. Soprattutto è un bene anche il fatto che non ci sia Johnny Depp che interpreta Jack Sparrow, sia lodato Gesù Cristo...sempre sia lodato!

Matt - Il Locandiere

sabato 10 agosto 2013

Saturday Morning Recensioni. Project Jinsei - Capitolo 11.

Rieccoci qui, con l'appuntamento recensionistico del Sabato mattina, a sto giro posticipato causa ferie meritatissime (come ben sapete), indi per cui non perdiamo altro tempo e gettiamoci a capofitto nel capitolo nuovo nuovo.

ALT! Prima di iniziare (credevate che me ne fossi dimenticato eh?) vi rimando al post precedente con tutti i link annessi & connessi dei 10 capitoli precedenti:


Inoltre, per chi lo desiderasse, c'è anche la pagina Facebook del romanzo:


Infine se vi garba farvi un giro sul blog di Symo:


Trama: qualche scagnozzo della Yakuza ha avuto la brutta idea di fare lo stronzo con Symon Sullivan. Dei teppisti della Takuza hanno fatto irruzione nel locale in cui si trovava e sono pronti a dare al nostro amico il benservito senza se e senza ma. Tuttavia, Symon è pronto a vender cara la pelle e non saranno certo tre o quattro mafiosi a rovinare la sua cena. Ma il massacro è inevitabile e a pagarne le conseguenze saranno proprio i più innocenti...

Parliamone: dunque, assumendo che si tratti di un capitolo molto più action ci limiteremo a dare una panoramica del capitolo. Molta azione molto concentrata in uno spazio ristrettissimo. Se possiamo riassumere in una frase direi che abbiamo centrato nel punto.
Certo, le scene di dialogo ci sono, ci sono gli insulti, gli accessi di spacconeria dei soliti mafiosetti da quattro soldi e le provocazioni; tuttavia sono le pallottole a parlare per conto di chi le vomita; pallottole che in realtà vanno a beccare maggiormente chi non c'entra niente con la faccenda.
Particolarmente emblematico è il caso di Roberta che vede cadere davanti ai suoi occhi gli amici, i compagni di vita e anche i suoi fan. Colpiti a morte dall'egoismo e dalla crudeltà di un mafioso qualunque.
Mafioso che, in realtà, non si può prendere sul serio, tanto è ridicolo nel modo di vestire quanto sono futili le sue motivazioni per vendicarsi di Symon: una macchietta insomma.
Ma, stavolta, piccola critichina mossa al nostro caro Autore: il capitolo è ben reso, ma sarebbe stato ancora migliore tagliando alcune parti descrittive (come l'elenco di tutti i movimenti di Symon sotto il fuoco), così da rendere più snella e intrigante la narrazione, che in questo caso soffre un po', appesantita da fronzolini descrittivi un po' eccessivi.

Approvato o Respinto? Approvato (ma attenzione alla forma della narrazione!)


Bene amicici per oggi basta così, sì lo so, magari vi aspettavate un commento più lunghino...e allora fatevelo voi! Onestamente sento di aver detto tutto l'essenziale, indi non mi resta che darvi l'appuntamento a Settembre (eh sì, ad Agosto niente capitolo!) con il Saturday Morning Recensioni.

Matt - Il Locandiere

venerdì 9 agosto 2013

Era una notte buia & tempestosa...appuntamento DOPPIO!

Cari amicici come al solito ci dedichiamo un venerdì al mese parlando di Dylan Dog, di cui mi permetto di recensire gli ultimi numeri usciti. Ma oggi, mi voglio rovinare! Non mi limiterò a recensire solo l'ultimissimo numero uscito (quello di Luglio); ma prenderò anche un numero provenienti dalla mia personale personalissima collezione. E poi ditemi che non vi vizio...
Ma andiamo con ordine...partiamo da:

Dylan Dog #323: L'occhio di Balor.


Titolo: L'Occhio di Balor
Soggetto e Sceneggiatura: Giuseppe De Nardo
Disegni: Giampiero Casertano
Lettering: Luca Corda

Trama: una misteriosa ragazza giunge a Londra e, grazie ad un'amicizia stretta su di un treno, riesce a trovare un alloggio ed un lavoro. Nel frattempo, per le strade di Londra compare un mostro aberrante che ha una particolarità. Tampina sempre le persone con lo stesso nome, ciò porta una marea di denunce, spingendo l'eterno tapino Bloch ad un ennesimo esaurimento nervoso. Ma niente paura, il nostro indagatore dell'incubo è pronto ad entrare in azione e scoprirà che...

Commento: tendenzialmente quando si è in vacanza si è più concilianti, verso il caldo, verso i vostri vicini d'ombrellone che schiamazzano, verso il bambino che scava fossati con paletta e secchiello manco stesse preparando una Guerra Mondiale...però sai, sotto l'ombrellone, uno crede di leggersi qualcosina di divertente. Qualcosa che concili ancora di più il suo meritato riposo, e invece cosa fa Bonelli Editore? Ti propina un qualcosa di messo lì alla cazzum canis. Si vede che, essendo Luglio, tutti pensano già alle ferie e non hanno voglia di lavorare. Oh, ma vi sembra una cosa da fare quella di pubblicare storielle insipide? E IO LE PAGO ANCHE!


Carina l'idea della razza antropomorfa-mitologica venuta dalla terra della Micronite, un po' meno carina il discorso: nel tempo si sono confusi tra noi. Definitivamente stupido il finale in cui il cattivone, poi più simile ad un magnate del porno softcore monocolo (eh sì, ha la benda da pirata), riesce a impossessarsi del succitato occhio di Balor e se lo ficca nell'orbita vuota...senza riuscire poi a controllarlo.
Così il cattivo muore da stupido, uccidendo il suo maggiordomo col raggio laser powa dell'Occhio e demolendo la sua casetta tocco a tocco (rimanendo impiastrato sotto le macerie)...
E la tipa-mostro? Sopravvive...sopravvive...l'unico dubbio che viene è perché lei? Solo per entrare nel numero infinito di donne che s'è portato a letto il nostro Old Boy? Forse...
Unico pregio? Lo stile di disegno e il vecchietto spanato troppo arrapato.


Dylan Dog #288: Lavori forzati.


Titolo: Lavori Forzati
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Maurizio Di Vincenzo
Lettering: Marina Sanfelice

Trama: Il London Clipper è un grattacielo nuovo nuovento nel centro di Londra, ma ha una particolarità di notte si vedono luci inspiegabili, si sentono rumori di passi e...urla di dolore strazianti.
Così Dylan Dog viene ingaggiato dal costruttore per indagare sui fatti. Ma durante un sopralluogo Old Boy, il Costruttore, l'Architetto, l'Avvocato e il Custode verranno catapultati in un enorme campo di lavoro e verranno schiavizzati da numerose guardie dall'aspetto mostruoso, così scopriranno che dietro ai fenomeni del 13° piano sono espressione di una realtà parallela piuttosto inquietante...

Commento: Giusto per fare un po' i nostalgici, soliti sentimenti stupidi del tipo: "si stava meglio quando si stava peggio", paragonato al numero appena recensito è un bijou. Se non altro rientra in quella categoria di numeri alienanti; cioè che ti scardinano dalla poltrona/divano/sdraio e ti portano in un mondo intricato, ricco di mostriciattoli più o meno inquietanti (cfr. guardie nerborute col corpo umano e la testa da mastino, mantide, cobra o civetta...la civetta è davvero creepy), mondo in cui il nostro Dog dovrà districarsi, cercando di interpretare l'oscuro significato nascosto che si cela dietro all'enorme pilastrone di cemento che reca la scritta 13...tutto con un occhio di riguardo per i suoi compagni di sventura...più o meno.

mercoledì 7 agosto 2013

La Locanda riapre i battenti + 30 Days Movie Challenge!

Lo so, lo so, oggi dovrebbe esserci l'appuntamento cinematografico, ma abbiate un po' di cazzo di pazienza, cazzo!
Innanzitutto, ieri, dopo aver riaperto la Locanda, rassettato un po' il disordine, spolverato un po' le mensole, messo i fusti nuovi e buttato via i vecchi...sì insomma dopo aver dato una gran ripulita, ho pensato: <Certamente è indegno riaprire la Locanda così brutalmente parlando di film come se niente fosse...>
Perciò, dall'alto del mio insindacabile e insondabile giudizio, ho deciso di rendere eccessivamente prolisso questo post di bentornati, only for you cari Avventori.
Certo, quasi tutte le attività chiudono ad Agosto, anzi sicuramente non ci sarà più nessuno a leggere i miei post e io continuerò a scrivere solo per la gloria di Google, ma in fin dei conti, chissene frega?

In sostanza questa lunghissima anteprima serve a farvi capire quanto cavolo me la sono goduta per due settimane, senza pensare a niente, lontano da ogni rottura di palle, con l'opportunità di ricaricare degnamente le batterie, ormai fin troppo consumate dai soliti quantitativi industriali di grane et similia, che puntualmente costellano la già la noiosa quotidianità brianzola.
Avendo passato circa otto giorni in quella splendida località che è Roseto degli Abruzzi (Dio benedica gli abruzzesi), il riposo e la gran parte del tempo dedicato alla lettura (con una media di un libro ogni due giorni...ragazzi scofanarsi Germinal di Zola in poco più di 3 giorni è un'impresa titanica) hanno risvegliato in me quella classica vena polemica che ha caratterizzato più volte i miei post e, soprattutto, mi ha ridato l'energia fondamentale per andare avanti a intrattenere quei due o tre gatti che ancora passano per di qua.
Dunque, prima di passare al 30 Days Movie Challenge, togliamoci qualche sassolino dalle scarpe, facciamo una sorta di...

J'Accuse!

E chi accuso mò? Primi fra tutti, me la prendo con quelli che hanno fatto il diavolo a quattro per la questione comprare o non comprare i celeberrimi e travagliatissimi F35, che gridavano allo scandalo e si sdegnavano come se la Kamtchaka avesse deciso di muovere guerra al Siam. Chiariamoci, io sono da sempre stato favorevole all'acquisto degli F35 e mò vi spiego pure perché:
  1. Vi inviterei a fare un giretto sul sito dell'Aeronautica Militare, andate nella sezione mezzi e, togliendo gli aerei da addestramento, gli alianti, gli aerei per trasporto di uomini e mezzi, noterete che i modelli da caccia a nostra disposizione sono tre: il Tornado, l' Eurofighter 2000 e l'AMX. Il più recente dei quali ha circa una decina d'anni di servizio, mentre l'AMX è entrato in servizio negli anni '80. Capite bene che con apparecchi obsoleti non si va molto lontani; quei poverini dei nostri piloti cercano di ridurre al minimo le ore di volo usando il più possibile il simulatore (il carburante avio costicchia), tuttavia devono avere un numero minimo di ore di volo affinché non gli venga ritirato il brevetto, mica possiamo avere tanti piloti di caccia senza brevetto no?
  2. F35 è un brevetto di Lockheed Martin, la quale ha vinto il bando di concorso con altre aziende del settore. La CE ha deciso che F35 è il progetto più idoneo, quindi tutte le nazioni che fanno parte del patto devono adottarlo. Si tratta di democrazia, se la maggior parte dei paesi è favorevole allora ci si adatta, non si fa così anche per l'elezione del Parlamento?
  3. Lockheed Martin deve far fronte a una marea di ordinazioni, ma mica ha tutte ste risorse per soddisfarle in tempo! Allora che fa? Subappalta la fornitura di vari pezzi (es: ali, componenti elettroniche, carrelli) ad altre aziende. Aziende che partecipano al bando di concorso. Aziende italiane che, vincendo il bando, creano lavoro, vendono pezzi e ne fanno la manutenzione. Si ammortizzano così i costi e l'aereo, in definitiva, lo si paga meno. Comunque va pagato.
  4. Alcuni mi hanno detto: <<Eh! Ma non siamo mica in guerra!>>, vero. Sacrosanto. Ma guardate che ha fatto Gheddafi solo un paio di anni fa, o guardate quello che è successo in Egitto di recente. Se uno di questi paesi dovesse richiedere un aiuto all'Europa, in termini militari, che facciamo? Gli mandiamo gli alianti? Gli aquiloni? Oppure un bel bigliettone con scritto: arrangiatevi, noi non siamo in guerra. Si tratta del vecchio concetto di deterrenza, ma gli aerei da caccia servono a presidiare e pattugliare il territorio e ad intervenire solo in caso di estrema necessità.
  5. Altri mi dissero: <<Ci sono cose più importanti degli aerei!>>. Senza dubbio, quasi sicuramente; però uno può alzarsi e dire: i tagli alla spesa pubblica sono più necessari degli aerei militari. Poi si alza un altro astante e dice: il welfare sociale è più importante dei tagli...e via discorrendo finché non si arriva a ragionare dei massimi sistemi senza aver concluso un tubo. Comprare gli aerei per l'Aviazione è un punto di partenza, è un investimento che va fatto e che assicurerà competitività ai nostri piloti per almeno un'altra ventina d'anni o più.
Essere d'accordo sul comprare dei mezzi militari non fa di me necessariamente un guerrafondaio; ma razionalmente sono portato a credere che nessuno di noi si sentirebbe sicuro ad intraprendere un viaggio da Milano a Reggio Calabria su un Fiat 126 che non è mai stato sottoposto a revisione. La necessità di rinnovare la nostra flotta aerea è indiscutibile (che ci lanciamo poi dalla Cavour? Gli aeroplanini di carta?), le critiche mosse a questo apparecchio sono piuttosto fini a sé stesse. Eh, ma il prototipo è pieno di grane! Ci sono un sacco di difetti...appunto, è un prototipo, finché le magagne saltano fuori nei prototipi è meglio, così le si possono correggere. Via sassolino numero 1.

Sassolino 2. Purtroppo al mondo capitano le disgrazie, fa parte della caducità umana. Ciò che accadde  alla comitiva sull'autobus in Irpinia è una delle tante. La cosa che ha urtato particolarmente la mia sensibilità ed il mio buon senso è stata la diretta televisiva dei funerali delle vittime. Si è trattato dell'elogio dell'indiscrezione e della spettacolarizzazione della sofferenza e del dolore dei parenti delle vittime, senza se e senza ma. La scusa: c'è un po' di noi in ognuna di quelle lacrime non è nient'altro che un mero pretesto, uno squallido straccetto dietro a cui ripararsi, un finto buonismo che risulta ancora più odioso quanto più è ostinato.

Infine, il processo a Berlusconi. Personalmente io sono contento che la giustizia italiana abbia fatto il suo corso, senza intoppi o intralci. Non che tal individuo sia stato condannato o assolto (ovvio, le vignettine sull'argomento fanno sorridere, ma non devono essere prese troppo sul serio). Di conseguenza depreco aspramente l'usanza tutta italiana di far finire le questioni di rilevanza nazionale a tarallucci e vino, trattando la sentenza come se si parlasse di una partita di calcetto all'oratorio. Un uomo ha subito tre gradi di processo, è stato condannato in tutti e tre i gradi, è colpevole. La giustizia ha fatto il suo corso. Funziona così in ogni paese civile.
Di conseguenza il colpevole non abbisogna di ulteriori avvocati difensori o accusatori, eserciti, galoppini pro e contro, leccapiedi, paraculi o arringatori di virtuali folle inebetite. Via il macigno numero tre.

Ora, dopo essermi sfogato, passiamo al film in programma per oggi...

Giorno 27. Il tuo film indipendente preferito: Non aprite quella porta.

Titolo: Non aprite quella porta
Titolo originale: The Texas Chain Saw Massacre
Regia: Tobe Hooper
Durata: 84 min
Anno: 1974
Genere: horror/splatter
Cast: Marilyn Burns, Paul A. Partain, Allen Danziger, William Vail.

Trama: dei ragazzi del liceo in Texas si trovano in viaggio. Finita la benzina si fermano ad un distributore, questo però ne é sprovvisto. Da lì i ragazzi si dirigono verso una vecchia casa diroccata, non ascoltando gli ammonimenti del benzinaio, e scopriranno che...


Parliamone: innanzitutto mi scuso, ma non sono riuscito a trovare una locandina decente. Che dire? Sapete che non sono un patito dell'horror, questo film me lo sono sorbito in 5 e dico 5 riprese...il che, per una pellicola da un'ora e spicci, mi sembra fin troppo.
Dé, per essere stato girato nel 1974 come effetti speciali non eran mica niente male, nonostante il fatto che il cannibalismo non sia una cosa che mi faccia impazzire. Nppure i maniaci armati di motosega mi mettono allegrezza, ma tant'è.
Innegabile è il contributo di questa pellicola, tant'è vero che il personaggio di Leatherface è ormai entrato nell'immaginario collettivo e ha avuto numerosi tributi, comparendo spesso e volentieri sotto forma di parodia o come cliché/tributo in molti film/serieTV/videogames. Esempi? Ce ne sono a palate.
  • In Dylan Dog #18 - Cagliostro!, c'è una sequenza in cui un bruto armato di motosega insegue e uccide una ragazza in un bosco. Il manigoldo è molto simile a Leatherface.
  • In Grand Theft Auto Vice City c'è una missione in cui si deve usare una motosega per uccidere un poveraccio.
  • In Grand Theft Auto San Andreas sì dice che sia stato inserito dai programmatori come Easter Egg. Molti giocatori giurano di averlo avvistato nelle aree rurali, ma quasi sempre si tratta di mod o fake rendendo quasi impossibile verificare questo mito. Secondo la leggenda virtuale Leatherface si aggira tra The Panopticon, Shady Cabin e Fisher's Lagoon assalendo il giocatore alle spalle e uccidendolo quasi immediatamente.
  • Nel film Treciento Leonida insegue suo figlio con una motosega.
Uhm, c'è altro da dire? Non molto. Grazie di esservi sciroppati tutte le mie fregnacce di cui sopra e ho il piacere di comunicarvi che la Locanda è di nuovo aperta!

Matt - Il Locandiere