sabato 13 luglio 2013

Top 10. I personaggi più fuori di testa della storia: Posizione 7.

Gooooooooood Morning Avventori! Mentre voi vi cimentate nella lettura della settima posizione nella nostra strampalata Top 10, io mi trovo in viaggio verso la Toscana, un week-end tutto relax prima del rush finale con la sessione estiva.
Ma con che coraggio avrei potuto io lasciarvi a bocca asciutta? Eccoci qui dunque, prima di iniziare vi linko le puntate precedenti:
Per stabilire chi meritasse il settimo posto ho dovuto riflettere non poco, del resto il mondo è pieno ed è stato riempito da squinternati e pazzoidi più o meno assassini. Ma oggi, un po' per alleviarvi l'insopportabile peso del caldo (mi rivolgo a chi, come me, deve subire le angherie dell'opprimente afa cittadina), un po' perché  il tizio di cui parleremo è un vero spiritosone, ho deciso di fare di nuovo un saltino nella più fresca Russia...stavolta qualche secolo prima del periodo in cui visse il nostro Ras. Buon vecchio Ras.

I Personaggi più fuori di testa della storia. Posizione 7: Ivan IV il Terribile.



Biografia: Ivan venne al mondo il 25 Agosto 1530; la sua nascita venne predetta come avvenimento infausto. Nel 1533 il padre Basilio III, Duca di Tutte le Russie, morì trasferendo i propri poteri nelle mani della moglie Elena.
Ivan crebbe in un ambiente molto violento, lui e suo fratello Yuri erano trattati con falsa cortesia; ma il più delle volte subivano l'indifferenza della corte russa. Nel 1538 la madre di Ivan venne avvelenata con del mercurio, morì lasciando il paese sull'orlo della guerra civile. La lotta per la successione al trono era aperta e si fece spietatissima. 
In questo clima di precarietà e diffidenza, temendo perennemente per complotti contro la sua vita, Ivan crebbe iniziando a mostrare preoccupanti segni di instabilità mentale.
A 13 anni invitò i boiardi ad una cena, qui si mise ad inveire contro il loro capo (Shuisky) e ordinò alle guardie di catturarlo, quindi lo fece gettare in una cella piena di cani affamati che fecero scempio del suo corpo.
Ivan era diventato un giovane dissoluto, che si aggirava per le strade di Mosca con la sua cricca rubando, uccidendo e violentando. L'ubriachezza era una cosa del tutto normale.
Tuttavia era un uomo molto devoto, a suo modo. Quando beveva o commetteva violenza, egli reputava che fosse Dio a compiere il suo volere per mezzo di lui; questa sua incrollabile fede lo accompagnerà per il resto della vita, tant'è vero che spesso, davanti alle immagini sacre, si genufletteva battendo violentemente e ripetutamente la fronte contro il pavimento.
Nel 1547 venne incoronato e si autonominò Zar di Tutte le Russie, evento senza precedenti. Nello stesso anno sposò la principessa Anastasia Romanovna, la quale per tredici anni smorzerà con successo il temperamento collerico e imprevedibile di Ivan.
Ma un grave incendio raderà al suolo gran parte di Mosca, uccidendo migliaia di abitanti e lasciandone altrettanti senza più una casa.
Ivan, convinto di essere stato punito da Dio, fece pubblica ammenda davanti ad una folla gremita; dando la colpa dell'accaduto ai boiardi, giurando di farsi protettore del suo popolo.


Gli anni che seguirono furono segnati da una serie di successi. Ivan IV iniziò ad avviare delle fruttuose relazioni commerciali con l'Inghilterra e la Svezia, ottenne anche alcune importanti vittorie militari contro i Tartari, annettendo al suo regno qualcosa come oltre un milione di chilometri quadrati di territori. Fu proprio in questo periodo che a Ivan venne dato il titolo di Grozny, il Terribile, che però faceva riferimento alle sue abilità di governante, più che alla sua inclinazione per la violenza.
Nel 1553 Ivan si ammalò gravemente e molti pensavano che la sua morte fosse imminente, radunati i boiardi attorno al suo capezzale cercò di strappar loro la promessa di fedeltà nei confronti del suo figlio (di appena un anno!) Dimitri. I boiardi si rifiutarono, pensando che il paese sarebbe sprofondato nuovamente nella guerra civile.
Per loro sfortuna Ivan si riprese, ma per una promessa fatta a Dio si trattenne dal vendicarsi contro i boiardi.
Per quasi tredici anni, Ivan regnò saggiamente, grazie soprattutto alla presenza della forte e taciturna zarina Anastasia, unico vero amore di Ivan. Purtroppo nell'Agosto del 1560 Anastasia spirò dopo una lunga malattia.
Il povero Ivan ne uscì distrutto, perso il suo unico punto di riferimento sicuro la sua indole paranoica e violenta esplose nuovamente. Durante una seduta della corte, lo zar inveì contro i boiardi picchiando la testa sul pavimento e iniziando a sfasciare il mobilio del Cremlino. Iniziò a vedere cospirazioni ovunque, emanando editti d'arresto del tutto arbitrari e accogliendo le più fantasiose denunce presentate senza uno straccio di prova; ben presto centinaia di nobili furono imprigionati, torturati e uccisi con i propri figli.

Nel 1564 Ivan lasciò in segreto Mosca con la famiglia e il tesoro reale, minacciando di abdicare. Questa era un'idea assurda, infatti i russi ritenevano che lo zar fosse il rappresentate di Dio sulla terra; pertanto era semplicemente impensabile che se ne andasse. Nel 1565 ritornò a Mosca, poco più che trentenne, lo zar si mostrava estremamente invecchiato, con la pelle grinzosa e gli occhi spenti.
Divise l'esercito in due parti:
  • La Zemshchina: che era sotto il controllo della Duma e di Ivan.
  • L'Opricnina: controllata esclusivamente dallo zar e dotata di particolari privilegi.
L'Opricnina era il prototipo della polizia segreta, i suoi agenti (opricniki) erano vestiti di nero e percorrevano la Russia in lungo e in largo alla ricerca dei nemici dello zar. Il loro simbolo era un cane ed una scopa. Grazie ai privilegi loro concessi, gli opricniki potevano torturare, uccidere, bruciare e imprigionare senza dover rendere conto a nessuno. Questa formidabile forza consentì allo zar di iniziare la sua opera di ridimensionamento del potere nobiliare, si stima che circa 10000 boiardi finirono nelle mani degliopricniki e 12000 famiglie furono trasferite con la forza.
Più Ivan stringeva la sua presa, più si sentiva odiato e più le purghe diventavano feroci. Come nel 1570, Ivan, suo figlio e gli Opricniki giunsero a Novgorod e per cinque settimane si dilettarono a uccidere e torturare gli inermi cittadini. Nello stesso anno i Tartari giunsero alle porte di Mosca e diedero alle fiamme alcuni sobborghi, Ivan fuggì. Due anni dopo i Tartari tornarono, ma questa volta vennero fermati. Nel 1578 lo zar iniziò ad accusare una serie di problematiche di salute che peggiorarono ulteriormente il suo umore.
Nel 1580 percosse la nuora facendola abortire, il figlio prese le difese della moglie e litigò col padre. In un eccesso d'ira Ivan, con un bastone, fracassò la testa al figlio, il quale morì qualche giorno più tardi.


Gli ultimi anni e la morte: dopo la morte del figlio Ivan dovette farsi portare in giro in lettiga, la sua vita di eccessi l'aveva reso estremamente grasso e sofferente. Si drogava e aveva l'abitudine di ingerire del mercurio lasciato in ebollizione sul fuoco. Ivan consultò alcuni astrologi, i quali predissero la sua morte per il 18 Febbraio 1584. Quel giorno però Ivan si sentiva in gran forma e minacciò gli indovini di farli bruciare vivi; ma dopo aver preso un bagno si accasciò improvvisamente mentre giocava a scacchi. Alcuni dei presenti dissero che si trattò di morte violenta. Quando le sue ossa furono riesumante durante il XX secolo, le analisi dimostrarono che nelle sue ossa c'era un'elevata concentrazione di mercurio; il che ci può indicare l'avvelenamento come probabile causa di morte.

Spetegulesssssssss: la particolare indole di Ivan venne a galla molto presto, da bambino si aggirava per il Cremlino, inchiodando le zampe di cani e gatti a degli assi oppure defenestrandoli, assistendo poi incuriosito alla loro lenta agonia.
Certo, Ivan è stato anche un po' vittima delle circostanze: morta la madre, il piccolo Terribile non visse proprio bene la sua fanciullezza, soprattutto con lo spettro di una cospirazione e la paura che la morte sarebbe potuta sopraggiungere dovunque per mano di chiunque, da dietro un angolo, dalla picca di una guardia, da una coppa avvelenata.
Quando poi Ivan raggiunse l'età e la forza necessaria per dare libero sfogo al proprio ego (quello sotto alla cintura), allora ne fece di cotte e di crude.
Per lui lo stupro era un piacevole sollazzo, si vantava di aver violentato un migliaio di vergini e di aver affogato altrettanti "bastardi frutti del suo spasso".
In fin dei conti l'Opricnina non era altro che la rappresentazione dell'ego dello zar sotto forma di corpo militare. Paranoia, violenza, egocentrismo.
All'apice del suo potere l'Opricnina aveva assunto il ruolo di guardia del corpo dello zar. Ivan stesso scelse tra le sue fila i membri più spietati e violenti per fare di loro un nuovo ordine monastico. Lo zar e i suoi opricniki fedelissimi si ritiravano dal mondo, dividendo le giornate tra preghiere, riposo e torture.

Altro elemento fondamentale: la Religione. La religione sarà, a suo modo, un punto fondamentale nella travagliata vita di Ivan. Credendosi lo strumento di Dio in terra, si sentirà legittimato a compiere le più atroci malefatte: "Quando Ivan fornicava o beveva, Dio fornicava e beveva per mezzo di lui", la presunzione di quest'uomo non aveva fine.
Spesso poi si ritirava in preghiera mentre i suoi orpicniki distruggevano, bruciavano, torturavano e uccidevano. Spesso i suoi ordini più spietati venivano dati mentre pregava.

Ivan il Terribile conduceva spesso personalmente le torture. Per un certo periodo iniziò una serie di processi di massa, facendo installare nella Piazza Rossa delle forche, un enorme graticola per uomini (tipo grill per le salsicce), un pentolone sospeso sul fuoco ed altre amenità. Circa 300 persone passarono sul ceppo del boia.
A Novgorod toccò l'apice della sua crudeltà. La popolazione, rea di infedeltà, venne ripetutamente attaccata e subì abusi d'ogni tipo: gli uomini vennero percossi, squartati, evirati, arrostiti o bolliti vivi. Alla fine quasi 60.000 individui persero la vita.
Il principe Telupa fu impalato (messo su un lungo palo appuntito, che penetrò nella parte inferiore del suo corpo per uscire dal collo), il condannato rimase in vita per 15 ore e fu obbligato a parlare con la madre, convocata di proposito per assistere al supplizio. Dopodiché Ivan consegnò la donna a 100 fucilieri, che la stuprarono a morte, per poi dare il cadavere in pasto ai cani. Il tesoriere dello zar, Funikov, venne bollito vivo in un pentolone.
Nemmeno i prelati sfuggivano all'ira e alla violenza di Ivan: Filippo, il patriarca della Chiesa ortodossa russa, venne imprigionato dagli opricniki e strangolato per aver osato rimproverare lo zar.

Ultima curiosità, Ivan si sposò altre sette volte dopo la morte di Anastasia. Ovviamente nessuna delle consorti avrebbe mai potuto rimpiazzare l'amata zarina. Di esse una non era vergine al momento delle nozze, fu quindi affogata su ordine dello zar il giorno successivo; un'altra ebbe l'incauta idea di farsi un amante: Ivan scoprì tutto e fece impalare l'uomo sotto la finestra della zarina, dopodiché la ripudiò e la segregò in un convento.

Non c'è molto altro da aggiungere, Ivan fu una figura tragica e terribile al tempo stesso, due facce della stessa medaglia. Da una parte la fragilità di un uomo cresciuto in un clima ostile, in bilico tra la vita e la morte; dall'altra l'affermazione del potere autocratico dello Zar che avrebbe  accompagnato la storia russa fino al 1917 con la Rivoluzione d'Ottobre. La fragile psiche del primo Zar di Tutte le Russie avrebbe senz'altro avuto uno sviluppo meno traumatico se non fossero venute a mancare alcune importanti figure di riferimento (come la madre).

Matt - Il Locandiere

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