lunedì 22 luglio 2013

CHIUSURA ESTIVA DELLA LOCANDA. DAL 22 LUGLIO AL 5 AGOSTO!

Come vi specificai qui, la Locanda resta chiusa per ferie per due settimane, quindi ci vediamo ad Agosto!

Buone Vacanze a tutti, cari Avventori!


Matt - Il Locandiere

sabato 20 luglio 2013

Top 10 una sega...un saluto speciale dal vostro Locandiere.

Lo so, lo so. Non vi agitate. Oggi avrebbe dovuto esserci il post con la posizione 6 della nostra celebre Top 10 sui personaggi più squinternati che la storia abbia mai partorito...
Il fatto è che terminare così, brutal, senza nemmeno un salutino è una cosa proprio indegna; che grida vendetta di fronte all'umanità!


Eccola, la canonica immaginona del mare cristallino, con l'acqua calda, i pesciolini, il cielo limpido e ceruleo...
Ebbene sì, cari amici, le vacanze sono giunte anche per me alla fine; il mare mi attende! Ok, non sarà proprio come quello in foto, ma comunque è sempre mare di casa!
Quindi, prima di abbandonare (momentaneamente eh!) questo giornale di bordo on-line per ben due settimane, vorrei dirvi 10, 100, 1000, 10000 e millantamila volte GRAZIE!
Per esser stati partecipi, per esservi interessati o anche solo per essere passati di qua una o due volte solo.
Lo ammetto, ultimamente sono stato poco brillante. Ahimé gli esami hanno richiesto un elevato tributo di sangue e sudore (con energie fisiche mentali annesse e connesse), indi per cui ho visto ridurre drasticamente il mio tempo libero e le mie forze.
Non temete però! Dopo questa breve pausa tornerò più in forma che mai, nel frattempo non posso fare altro che augurarvi buone vacanze e cercate di riposarvi!

Matt - Il Locandiere

mercoledì 17 luglio 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 26: il tuo film preferito in lingua straniera.

Eccoci di nuovo qui, cari amici Avventori, ultimo appuntamento prima delle pausa estiva col nostro 30 Days Movie Challenge. Eh sì, per chi non lo sapesse la Locanda resta chiusa per due settimane, più precisamente dal 22 Luglio al 5 Agosto compreso. Su su, non fate quella faccia! Anche i Locandieri hanno bisogno di rilassarsi ogni tanto!


Oggi, cari Amicicicici, casca l'asino. Secondo la programmazione oggi si parla del mio film preferito in lingua straniera. Ecco, in realtà, non guardo molti film in lingua straniera: se togliamo The Warriors (visto in francese in preparazione del DELF), Apocalypse Now, Scarface e pochi altri, forse arriviamo a una decina...forse.
Tra tutti però me n'è piaciuto uno, visto ai tempi della quarta liceo (sembrano passati secoli)...

Giorno 26. Il tuo film preferito in lingua straniera: Germinal.


Titolo: Germinal
Titolo originale: Germinal
Regia: Claude Berri
Durata: 160 min
Anno: 1993
Genere: Drammatico, storico
Cast: Gérard Depardieu, Miou-Miou, Jean Carmet

Trama: Il film ripercorre grossomodo le vicende narrate nell'omonimo libro del celebre scrittore di origini italiane Emile Zola. La pellicola è ambientata nelle miniere di Montsou, dove Etienne (il protagonista) si fa assumere come minatore, conoscendo la famiglia Maheu, minatori. Il giovane inorridito dalle condizioni lavorative inizia a diffondere le idee rivoluzionarie tra i lavoratori...


Parliamone: mmmm in realtà non ci sarebbe molto da dire, se non che l'ho visto quasi 5 anni fa, in francese, durante alcune piovose giornate. Non avendo letto Germinal (se non piccoli brani come si suol fare per la letteratura straniera), non so dirvi se codesta pellicola rispecchia o meno il racconto.
Limitiamoci a dire due parole. Per quanto riguarda il comparto contesto storico, sono state ben rese le ambientazioni anguste delle miniere, con le abitudini di vita e la povertà estrema in cui vivevano i minatori.
Ricordiamoci che era circa il 1860 e i sindacati col Kaiser che ci stavano, però un po' di idee rivoluzionare circa l'uguaglianza sociale (che all'epoca faceva stringere il culetto dei borghesi) circolava...anche se, come sappiamo, la prima vera rivoluzione proletaria si avrà in Russia una cinquantina di anni più tardi.
 Certo, la pellicola rientra nell'enorme filone storico/drammatico, quindi non raccoglie un pubblico nutritissimo; però gli amanti di Zola sono certo che si faranno avanti e sopporteranno le quasi tre ore di pellicola molto agilmente!

Matt - Il Locandiere

sabato 13 luglio 2013

Top 10. I personaggi più fuori di testa della storia: Posizione 7.

Gooooooooood Morning Avventori! Mentre voi vi cimentate nella lettura della settima posizione nella nostra strampalata Top 10, io mi trovo in viaggio verso la Toscana, un week-end tutto relax prima del rush finale con la sessione estiva.
Ma con che coraggio avrei potuto io lasciarvi a bocca asciutta? Eccoci qui dunque, prima di iniziare vi linko le puntate precedenti:
Per stabilire chi meritasse il settimo posto ho dovuto riflettere non poco, del resto il mondo è pieno ed è stato riempito da squinternati e pazzoidi più o meno assassini. Ma oggi, un po' per alleviarvi l'insopportabile peso del caldo (mi rivolgo a chi, come me, deve subire le angherie dell'opprimente afa cittadina), un po' perché  il tizio di cui parleremo è un vero spiritosone, ho deciso di fare di nuovo un saltino nella più fresca Russia...stavolta qualche secolo prima del periodo in cui visse il nostro Ras. Buon vecchio Ras.

I Personaggi più fuori di testa della storia. Posizione 7: Ivan IV il Terribile.



Biografia: Ivan venne al mondo il 25 Agosto 1530; la sua nascita venne predetta come avvenimento infausto. Nel 1533 il padre Basilio III, Duca di Tutte le Russie, morì trasferendo i propri poteri nelle mani della moglie Elena.
Ivan crebbe in un ambiente molto violento, lui e suo fratello Yuri erano trattati con falsa cortesia; ma il più delle volte subivano l'indifferenza della corte russa. Nel 1538 la madre di Ivan venne avvelenata con del mercurio, morì lasciando il paese sull'orlo della guerra civile. La lotta per la successione al trono era aperta e si fece spietatissima. 
In questo clima di precarietà e diffidenza, temendo perennemente per complotti contro la sua vita, Ivan crebbe iniziando a mostrare preoccupanti segni di instabilità mentale.
A 13 anni invitò i boiardi ad una cena, qui si mise ad inveire contro il loro capo (Shuisky) e ordinò alle guardie di catturarlo, quindi lo fece gettare in una cella piena di cani affamati che fecero scempio del suo corpo.
Ivan era diventato un giovane dissoluto, che si aggirava per le strade di Mosca con la sua cricca rubando, uccidendo e violentando. L'ubriachezza era una cosa del tutto normale.
Tuttavia era un uomo molto devoto, a suo modo. Quando beveva o commetteva violenza, egli reputava che fosse Dio a compiere il suo volere per mezzo di lui; questa sua incrollabile fede lo accompagnerà per il resto della vita, tant'è vero che spesso, davanti alle immagini sacre, si genufletteva battendo violentemente e ripetutamente la fronte contro il pavimento.
Nel 1547 venne incoronato e si autonominò Zar di Tutte le Russie, evento senza precedenti. Nello stesso anno sposò la principessa Anastasia Romanovna, la quale per tredici anni smorzerà con successo il temperamento collerico e imprevedibile di Ivan.
Ma un grave incendio raderà al suolo gran parte di Mosca, uccidendo migliaia di abitanti e lasciandone altrettanti senza più una casa.
Ivan, convinto di essere stato punito da Dio, fece pubblica ammenda davanti ad una folla gremita; dando la colpa dell'accaduto ai boiardi, giurando di farsi protettore del suo popolo.


Gli anni che seguirono furono segnati da una serie di successi. Ivan IV iniziò ad avviare delle fruttuose relazioni commerciali con l'Inghilterra e la Svezia, ottenne anche alcune importanti vittorie militari contro i Tartari, annettendo al suo regno qualcosa come oltre un milione di chilometri quadrati di territori. Fu proprio in questo periodo che a Ivan venne dato il titolo di Grozny, il Terribile, che però faceva riferimento alle sue abilità di governante, più che alla sua inclinazione per la violenza.
Nel 1553 Ivan si ammalò gravemente e molti pensavano che la sua morte fosse imminente, radunati i boiardi attorno al suo capezzale cercò di strappar loro la promessa di fedeltà nei confronti del suo figlio (di appena un anno!) Dimitri. I boiardi si rifiutarono, pensando che il paese sarebbe sprofondato nuovamente nella guerra civile.
Per loro sfortuna Ivan si riprese, ma per una promessa fatta a Dio si trattenne dal vendicarsi contro i boiardi.
Per quasi tredici anni, Ivan regnò saggiamente, grazie soprattutto alla presenza della forte e taciturna zarina Anastasia, unico vero amore di Ivan. Purtroppo nell'Agosto del 1560 Anastasia spirò dopo una lunga malattia.
Il povero Ivan ne uscì distrutto, perso il suo unico punto di riferimento sicuro la sua indole paranoica e violenta esplose nuovamente. Durante una seduta della corte, lo zar inveì contro i boiardi picchiando la testa sul pavimento e iniziando a sfasciare il mobilio del Cremlino. Iniziò a vedere cospirazioni ovunque, emanando editti d'arresto del tutto arbitrari e accogliendo le più fantasiose denunce presentate senza uno straccio di prova; ben presto centinaia di nobili furono imprigionati, torturati e uccisi con i propri figli.

Nel 1564 Ivan lasciò in segreto Mosca con la famiglia e il tesoro reale, minacciando di abdicare. Questa era un'idea assurda, infatti i russi ritenevano che lo zar fosse il rappresentate di Dio sulla terra; pertanto era semplicemente impensabile che se ne andasse. Nel 1565 ritornò a Mosca, poco più che trentenne, lo zar si mostrava estremamente invecchiato, con la pelle grinzosa e gli occhi spenti.
Divise l'esercito in due parti:
  • La Zemshchina: che era sotto il controllo della Duma e di Ivan.
  • L'Opricnina: controllata esclusivamente dallo zar e dotata di particolari privilegi.
L'Opricnina era il prototipo della polizia segreta, i suoi agenti (opricniki) erano vestiti di nero e percorrevano la Russia in lungo e in largo alla ricerca dei nemici dello zar. Il loro simbolo era un cane ed una scopa. Grazie ai privilegi loro concessi, gli opricniki potevano torturare, uccidere, bruciare e imprigionare senza dover rendere conto a nessuno. Questa formidabile forza consentì allo zar di iniziare la sua opera di ridimensionamento del potere nobiliare, si stima che circa 10000 boiardi finirono nelle mani degliopricniki e 12000 famiglie furono trasferite con la forza.
Più Ivan stringeva la sua presa, più si sentiva odiato e più le purghe diventavano feroci. Come nel 1570, Ivan, suo figlio e gli Opricniki giunsero a Novgorod e per cinque settimane si dilettarono a uccidere e torturare gli inermi cittadini. Nello stesso anno i Tartari giunsero alle porte di Mosca e diedero alle fiamme alcuni sobborghi, Ivan fuggì. Due anni dopo i Tartari tornarono, ma questa volta vennero fermati. Nel 1578 lo zar iniziò ad accusare una serie di problematiche di salute che peggiorarono ulteriormente il suo umore.
Nel 1580 percosse la nuora facendola abortire, il figlio prese le difese della moglie e litigò col padre. In un eccesso d'ira Ivan, con un bastone, fracassò la testa al figlio, il quale morì qualche giorno più tardi.


Gli ultimi anni e la morte: dopo la morte del figlio Ivan dovette farsi portare in giro in lettiga, la sua vita di eccessi l'aveva reso estremamente grasso e sofferente. Si drogava e aveva l'abitudine di ingerire del mercurio lasciato in ebollizione sul fuoco. Ivan consultò alcuni astrologi, i quali predissero la sua morte per il 18 Febbraio 1584. Quel giorno però Ivan si sentiva in gran forma e minacciò gli indovini di farli bruciare vivi; ma dopo aver preso un bagno si accasciò improvvisamente mentre giocava a scacchi. Alcuni dei presenti dissero che si trattò di morte violenta. Quando le sue ossa furono riesumante durante il XX secolo, le analisi dimostrarono che nelle sue ossa c'era un'elevata concentrazione di mercurio; il che ci può indicare l'avvelenamento come probabile causa di morte.

Spetegulesssssssss: la particolare indole di Ivan venne a galla molto presto, da bambino si aggirava per il Cremlino, inchiodando le zampe di cani e gatti a degli assi oppure defenestrandoli, assistendo poi incuriosito alla loro lenta agonia.
Certo, Ivan è stato anche un po' vittima delle circostanze: morta la madre, il piccolo Terribile non visse proprio bene la sua fanciullezza, soprattutto con lo spettro di una cospirazione e la paura che la morte sarebbe potuta sopraggiungere dovunque per mano di chiunque, da dietro un angolo, dalla picca di una guardia, da una coppa avvelenata.
Quando poi Ivan raggiunse l'età e la forza necessaria per dare libero sfogo al proprio ego (quello sotto alla cintura), allora ne fece di cotte e di crude.
Per lui lo stupro era un piacevole sollazzo, si vantava di aver violentato un migliaio di vergini e di aver affogato altrettanti "bastardi frutti del suo spasso".
In fin dei conti l'Opricnina non era altro che la rappresentazione dell'ego dello zar sotto forma di corpo militare. Paranoia, violenza, egocentrismo.
All'apice del suo potere l'Opricnina aveva assunto il ruolo di guardia del corpo dello zar. Ivan stesso scelse tra le sue fila i membri più spietati e violenti per fare di loro un nuovo ordine monastico. Lo zar e i suoi opricniki fedelissimi si ritiravano dal mondo, dividendo le giornate tra preghiere, riposo e torture.

Altro elemento fondamentale: la Religione. La religione sarà, a suo modo, un punto fondamentale nella travagliata vita di Ivan. Credendosi lo strumento di Dio in terra, si sentirà legittimato a compiere le più atroci malefatte: "Quando Ivan fornicava o beveva, Dio fornicava e beveva per mezzo di lui", la presunzione di quest'uomo non aveva fine.
Spesso poi si ritirava in preghiera mentre i suoi orpicniki distruggevano, bruciavano, torturavano e uccidevano. Spesso i suoi ordini più spietati venivano dati mentre pregava.

Ivan il Terribile conduceva spesso personalmente le torture. Per un certo periodo iniziò una serie di processi di massa, facendo installare nella Piazza Rossa delle forche, un enorme graticola per uomini (tipo grill per le salsicce), un pentolone sospeso sul fuoco ed altre amenità. Circa 300 persone passarono sul ceppo del boia.
A Novgorod toccò l'apice della sua crudeltà. La popolazione, rea di infedeltà, venne ripetutamente attaccata e subì abusi d'ogni tipo: gli uomini vennero percossi, squartati, evirati, arrostiti o bolliti vivi. Alla fine quasi 60.000 individui persero la vita.
Il principe Telupa fu impalato (messo su un lungo palo appuntito, che penetrò nella parte inferiore del suo corpo per uscire dal collo), il condannato rimase in vita per 15 ore e fu obbligato a parlare con la madre, convocata di proposito per assistere al supplizio. Dopodiché Ivan consegnò la donna a 100 fucilieri, che la stuprarono a morte, per poi dare il cadavere in pasto ai cani. Il tesoriere dello zar, Funikov, venne bollito vivo in un pentolone.
Nemmeno i prelati sfuggivano all'ira e alla violenza di Ivan: Filippo, il patriarca della Chiesa ortodossa russa, venne imprigionato dagli opricniki e strangolato per aver osato rimproverare lo zar.

Ultima curiosità, Ivan si sposò altre sette volte dopo la morte di Anastasia. Ovviamente nessuna delle consorti avrebbe mai potuto rimpiazzare l'amata zarina. Di esse una non era vergine al momento delle nozze, fu quindi affogata su ordine dello zar il giorno successivo; un'altra ebbe l'incauta idea di farsi un amante: Ivan scoprì tutto e fece impalare l'uomo sotto la finestra della zarina, dopodiché la ripudiò e la segregò in un convento.

Non c'è molto altro da aggiungere, Ivan fu una figura tragica e terribile al tempo stesso, due facce della stessa medaglia. Da una parte la fragilità di un uomo cresciuto in un clima ostile, in bilico tra la vita e la morte; dall'altra l'affermazione del potere autocratico dello Zar che avrebbe  accompagnato la storia russa fino al 1917 con la Rivoluzione d'Ottobre. La fragile psiche del primo Zar di Tutte le Russie avrebbe senz'altro avuto uno sviluppo meno traumatico se non fossero venute a mancare alcune importanti figure di riferimento (come la madre).

Matt - Il Locandiere

venerdì 12 luglio 2013

Era una notte buia & tempestosa: la piccola rubrica per gli Avventori dylaniati.

Ordunque, dopo l'estasiante sorpresone di Blogger che mi ha fatto pubblicare il post del 30 Days Movie Challenge Lunedì anziché Mercoledì, questa volta ho controllato benebene e l'appuntamento dell'horror fumettistico di Venerdì sera è al sicuro.
Vi avevo anticipato che avrei posticipato il commento ad oggi solo per darvi il tempo di metabolizzare l'enorme molte di informazioni spiattellata coi post sulla Battaglia di Gettysburg, i quali hanno riscontrato un modesto successo.


Oggi si commenta Dylan Dog #322. Siamo pronti? Via!




Titolo: Il Pianto della Banshee
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Gualdoni
Disegni: Corrado Roi
Lettering: Ileana Colombo

Trama: Un brutale omicidio sconvolge la prima notte di nozze di due sposini, in un villaggio dell'Irlanda. Subito viene arrestata la moglie, le prove contro di lei sono schiaccianti; ma pare che essa sia tormentata dal pianto di una donna. Per la madre si tratta senz'altro di una Banshee, creatura mitologica il cui pianto sarebbe capace di far impazzire le persone. Ma la tesi della madre della sposa troveranno l'ostinato scetticismo del nostro Old Boy che, alla fine, partirà alla volta della verde isola. Qui scoprirà, però, che l'omicidio perpetrato non ha nulla di soprannaturale, così come la serie di assassinii in cui si imbatterà...

Commento: benché mi sia scofanato il #322 in un assolato pomeriggio di Luglio, temperatura 27°C, percepita 78°C, vi confesso che qualche bel brividino gelido me l'ha lasciato.
Volete che molte scene vengono disegnate di notte o comunque nelle ore crepuscolari, oppure volete che Roi utilizza un tratto particolarmente longilineo (soprattutto nelle scene più dinamiche) più ampio in basso e che si stringe verso l'alto.
Mettete anche il fatto che si gioca molto sui contrasti bianco nero (ok, lo so che il fumetto non è a colori, che spiritosi!), a titolo di esempio, il cielo notturno è solamente nero...nemmeno una stella, il tutto per aumentare il senso d'inquietudine. Le uniche luci che squarciano queste tenebre sono quelle dei lampi e delle lanterne di una nera carrozza, condotta da un personaggio col volto cadaverico, che indossa mantello e cilindro. Questo personaggio parla solo coi morti, con le vittime degli efferati omicidi commessi in quel piccolo angolo d'Irlanda visitato da Old Boy.


Dette quelle due o tre cose che rendono questo numero godibile, veniamo a qualche critica. Va beh, innanzitutto la presenza di Groucho. Sapete che non è un personaggio che amo particolarmente; tuttavia sono riuscito a tollerarlo, soprattutto data la sua lunga assenza.
Piccolo, simpatico, petulante rompicoglioni che starà quasi sempre alle costole di Dylan solo per sfrantecarci i maroni, esibendosi davanti ad un pubblico disegnato decisamente troppo accondiscendente. Ma stavolta lo perdoniamo...t'è andata bene.
Cosa decisamente meno piacevole, l'estremo scetticismo di Dylan. Ok che sei un investigatore dell'incubo, passi anche che tu, Dylan, ti debba difendere da mitomani e pazzoidi che vedono Nosferatu appeso a testa in giù in ogni armadio/scarpiera/sottolavello, va bene anche che non sei uno che fa questo mestiere da due giorni; però tutto questo scetticismo aggratis senza nemmeno fare uno sforzo per credere a qualcosina della storiella della vecchia madre (che poi si rivelerà fasulla), senza nemmeno tirare in ballo il celeberrimo quinto senso e mezzo (!) mi ha lasciato piuttosto basito.
Dylan ha fatto pazzie per molto meno...

Lo scetticismo di Dylan lascia perplesso anche questo canide.
Certo, se si fosse presentata la strappona di turno, con 2 metri di coscia scoperta, 90 60 90 e in carenza d'affetto (tra le lenzuola); allora Dylan, forse, si sarebbe degnato, ci avrebbe anche provato a credere alle fanfaluche della tapina.
Ma trattandosi di una vecchia decrepita incartapecorita, con una figlia squilibrata che sente il pianto di una Banshee, con una storia familiare tale da generare puntate di Domenica 5 per almeno un quinquennio e soprattutto Irlandese (giusto per sottolineare quanto possano essere meschini gli Inglesi), allora cambia tutto...Signora, lei dice cazzate, se sua figlia non è colpevole io sono Topolino.
No beh, in fin dei conti Dylan non ha mai avuto pregiudizi sugli Irlandesi, tant'è vero che quando fu ciofane ebbe un tenero idillio amoroso con una ginger esplosiva ed un po' incazzosa ( non so se ve lo ricordate...). 

Ad averne tutti i giorni di tragedie familiari del genere!
Ah ultima curiosità, anche in Irlanda c'è il buon vecchio Bloch, anche lui con problematiche correlate alla pensione, anche lui con una calvizie marcata...ma con un bel paio di folti baffoni. Sì, è un sosia...Bloch è piuttosto sedentario e, quasi certamente, non ha una doppia vita.
Finale un po' amaro, poco soprannaturale, forse un po' superstizioso (in alcune scene compaiono dei minuscoli folletti), riflessivo e freddamente logico. La carrozza nera ha quasi più una connotazione onirica, che legata alla sfera del mistero. Magari un modo per descrivere come avviene il passaggio da questa all'altra vita?

Matt - Il Locandiere

giovedì 11 luglio 2013

AVVISO IMPORTANTE! Modifica giorni di chiusura della Locanda!


Nelle News di Luglio e Agosto vi avvertii erroneamente che la Locanda sarebbe rimasta chiusa l'ultima settimana di Luglio e la prima di Agosto. In realtà, controllando bene il mio periodo di ferie, ho commesso un grave errore di calcolo!
Di conseguenza, la Locanda sarà chiusa ufficialmente le ultime due settimane di Luglio, Ovvero:

Dal 22 Luglio al 5 Agosto


Da Mercoledì 7 Agosto riprenderanno i soliti appuntamenti. La recensione del nuovo capitolo di Project:Jinsei verrà posticipata ad Agosto (più precisamente al 10). Grazie dell'attenzione e mi scuso per lo spiacevole inconveniente creato!

Matt - Il Locandiere

mercoledì 10 luglio 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 25: Il tuo film documentario preferito.

Good Morning Avventori! Ormai 'sto good morning molto Vietnam ma poco Robin Williams mi appartiene (lo so, ne abuso), quindi probabilmente diventerà un marchio di fabbrica (col benestare di Williams). Dopo la pausa di settimana scorsa eccoci di nuovo qui, nel nostro angolino cinematografico per eccellenza che ormai sta per concludere il suo ciclo. Oggi si parla di film documentari!


Diaz, in realtà non è che sia esperto di film documentari; in verità ne avrò guardati forse un paio in tutta la mia vita. Quello che mi ha colpito più di tutti per crudezza è stato Mondo Cane.

Giorno 25. Il tuo film documentario preferito: Mondo Cane.


Titolo: Mondo Cane
Titolo originale: Mondo Cane
Regia: Paolo Cavara, Gualtiero Jacopetti, Franco E. Prosperi.
Durata: 108 min.
Anno: 1962
Genere: Documentario

Trama: in sostanza non esiste una trama unica, il documentario si ripropone di filmare alcune scene di usanze strane, eventi e costumi di comunità indigene del pianeta, il tutto commentato da una voce fuori campo.


Parliamone: beh, innanzitutto le riprese sono state effettuate nei lontani anni 60; quindi alcune scene che all'epoca potevano sembrare eccezionali o riprovevoli (come la pubblica ubriachezza di uomini e donne in Germania) ora sono scenari piuttosto comuni.
Vero è che altre situazioni, come le usanze di alcuni abitanti della Guinea di ingozzarsi di carne solo una volta ogni 5 anni, sono e restano eccezionali anche a 50 anni di distanza. Vediamo qualche esempio concreto:
Alcuni cacciatori di squali, per vendicare la morte di un bambino divorato dagli squali stessi, la notte sono usciti a pescare e, dopo aver preso alcuni squali, non li hanno uccisi, ma si sono limitati a riempir loro le gole con dei ricci di mare velenosissimi. Il veleno e i ricci provocheranno forti dolori allo squalo, che morirà solo dopo una lenta agonia.
Altra stranezza, stavolta tutta Occidentale. In un ristorante di New York, della New York bene per essere precisi, vengono servite ad un costo abbastanza esorbitante delle prelibatezze un po'...eccentriche. Ora, non so se questo ristorante sia ancora in attività o meno, ma il menù comprendeva larve, cavallette, formiche fritte ed altre prelibatezze da entomologi. La voce narrante raccontava come per una colazione si spendesse ben 20 $, ai tempi 12.000 delle vecchie lire (sigh).
Altra stranezza, stavolta un pochino più forte, viene documentata l'usanza dei Sacconi Rossi, una confraternita religiosa, di andare a spolverare e ordinare le ossa dei morti presso la cripta del loro convento, a Roma.
Infine, least but not last (anche perché se volete andate a vedervelo tutto il film, cosa che vi consiglio caldamente), le riprese giungono all'atollo di Bikini. Alt, per chi non lo sapesse Bikini (oltre a dare il nome agli stupendi costumi da bagno) è stato un poligono per armi nucleari e all'idrogeno durante il periodo dal 1946 al 1958. Benché il governo USA nel 1997 abbia considerato Bikini di nuovo abitabile, l'atollo resta ancora deserto.

Questi sono dei bikini...
Nel 1962 gli effetti delle radiazioni erano ancora molto potenti, le riprese mostrano alcune specie animali che si sono adattate all'ambiente estremamente radioattivo.

...questo è una parte di Bikini (Know the difference!).
Per esempio, esistono alcune specie di pesci, molto simili alle bavose (per chi se ne intende un minimo di pesca, sennò si tratta di pesci simili a questo qui) che stanno anche per ore...appollaiate sugli alberi vicino alla riva, il tutto per sfuggire alle acque fortemente radioattive. Esatto cari amici, io dagli alberi tiro giù fichi e ciliege...a Bikini tirano giù i pesci appollaiati. Paese che vai, usanze che trovi.
Un po' più tragica è la conseguenza delle radiazioni sulle tartarughe di mare che vengono a deporre le uova su Bikini. Dopo la deposizione, invece che riprendere il largo, le tartarughe si inoltrano nell'entroterra, dove incontreranno la morte certa per inedia e stenti.
Nel complesso possiamo dire che è un documentario ben fatto, figlio del suo tempo, ma immancabile per un cinefilo che si rispetti!

Matt - Il Locandiere

giovedì 4 luglio 2013

Speciale Storia. 150° Anniversario della Battaglia di Gettysburg (1863 - 2013). 4 Luglio: Si contano i morti.

Buongiorno carissimi amici, oggi si pubblica l'ultimo dei post a tema storico riguardanti il 150° Anniversario della Battaglia di Gettysburg. Innanzitutto volevo ringraziare tutti voi che avete seguito pazientemente questi post, magari anche nei passaggi un po' più ostici; mi rivolgo soprattutto a chi non è abituato al gergo militare, ma nonostante tutto si è lasciato appassionare dall'esposizione.
Questo è stato un lavoro particolarmente ponderato, ma davvero sentito. Benché io sia Italiano (e qui mi rivolgo, magari, a qualche straniero che legge le mie indegne quattro righe) non posso non sentirmi vicino a quegli uomini che hanno lottato strenuamente sul campo di battaglia, in quel lontano mese di Luglio del 1863.
Si sa, la storia non conosce nazionalità. Per chi, come me, è amante delle azioni dei nostri predecessori non esiste argomento da trattare con superficialità o da trascurare; ma solo eventi da approfondire.
Certo, alcune informazioni non sono state facili da reperire. Un po' perché, appunto, la storia americana viene trattata con minor peso qui in Europa; un po' perché molti, soprattutto tra i giovani come me, hanno perso la passione per la storia; come se puzzasse di muffa, la aborriscono quasi totalmente e la deridono come un inutile gingillo da secchioni, o da vecchi professoroni incartapecoriti. Certo non si può incolpare solo loro, nemmeno esclusivamente i professori, sarà una serie di cause che ha portato a questo allontanamento da una delle materie vecchie quasi quanto l'uomo. Perché è così, l'uomo, quando ha iniziato a scrivere di sé, dipingendo anche scene nelle caverne, ha iniziato a registrare la sua Storia.
Ma ora non perdiamoci in altre chiacchiere. Ringrazio quindi tutti voi amanti della storia e anche voi che, magari passando per caso, avete reputato degno d'attenzione questa serie di post che ora riassumo brevemente prima di entrare nel vivo.



4 Luglio 1863: Un amaro Giorno dell'Indipendenza.


Anche il 4 Luglio i due eserciti rimanevano schierati, Lee si aspettava un contrattacco di Meade che non arrivò mai. Decisione che più tardi venne aspramente criticata.
Era tempo di fare i conti. L'Armata del Nord Virginia, pur essendo stata temporaneamente bloccata, era ancora forte ed agguerrita. Tuttavia le perdite erano state molto gravi.
La Divisione di Pickett era distrutta, i generali Kemper e Armistead erano morti; Heth, Hood, Garnett, Pender e molti altri giacevano feriti più o meno gravemente, alle truppe mancava la guida sicura dei loro ufficiali superiori veterani.
Anche l'Armata unionista del Potomac non se la passava molto bene. Il III Corpo venne annientato, Sickles era stato ferito e perse una gamba, Hancock venne colpito durante la carica di Pickett e i reggimenti che combatterono al primo giorno e lungo i fianchi della linea difensiva il 2 Luglio avevano i loro problemi, erano stanchi e molti degli effettivi erano morti o feriti.
La notizia della "vittoria" a Gettysburg, infiammò l'opinione pubblica nordista, finalmente si era dimostrato che Lee non era invincibile; molti azzardarono a dire che era un punto di svolta per la guerra.
Al sud la notizia fu accolta molto più tiepidamente, in ogni caso la campagna di Gettysburg aveva concesso alla Virginia un attimo di respiro dalle devastazioni della guerra.
Sempre il 4 Luglio, la guarnigione confederata che presidiava Vicksburg si arrese alle truppe unioniste del generale Ulysses Simpson Grant.
La Battaglia di Gettysburg fu lo scontro con il maggior numero di vittime di tutta la Guerra Civile; mentre ad Antietam ci fu il maggior numero di vittime in una sola giornata (23.000 vittime). Tuttavia a Gettysburg durante il 2 Luglio ci furono ben 20.000 vittime durante le poche ore di scontro dalle quattro del pomeriggio fino al tramonto. Il tasso di caduti nelle zone delle schermaglie più intense (Little Round Top, Devil's Den, Wheatfield, Peach Orchard) è stimato a più di una vittima per secondo.
Si stima una cifra tra i 46.000 e 51.000 vittime tra morti, feriti e dispersi. Altre cifre attribuiscono 23.231 vittime tra i confederati ( 4.708 morti / 12.693 feriti / 5830 scomparsi o catturati); e perdite attorno a 23.055 uomini ( 3.155 morti / 14.531 feriti / 5.369 scomparsi o catturati) per gli unionisti (fonte Wikipedia.)
A mio parere queste sono cifre indicative e non vanno prese troppo alla lettera; al tempo della battaglia non esistevano piastrine di riconoscimento e molti soldati vennero seppelliti in fosse comuni.


Il 5 Luglio l'Armata di Lee iniziò a ripiegare sotto una pioggia battente. Meade inseguì il nemico, ma non riuscì ad essere determinante.
Nei mesi che seguirono la città di Gettysburg fu invasa dai feriti, mentre gli abitanti radunavano le loro poche cose rimaste e davano una mano a spostare i morti dai campi circostanti, che stavano già iniziando a decomporsi.

Il 19 Novembre 1863, il Presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln inaugurò il cimitero militare di Gettysburg tenendo un discorso destinato ad entrare nella storia (Gettysburg Address), ritenuto una pietra miliare per la costruzione del futuro stato americano. Riportiamo il discorso nella sua versione originale, per chi desiderasse visionare la traduzione la può trovare qui.

FOUR SCORE AND SEVEN YEARS AGO OUR FATHERS BROUGHT FORTH ON THIS CONTINENT A NEW NATION CONCEIVED IN LIBERTY AND DEDICATED TO THE PROPOSITION THAT ALL MEN ARE CREATED EQUAL •
NOW WE ARE ENGAGED IN A GREAT CIVIL WAR TESTING WHETHER THAT NATION OR ANY NATION SO CONCEIVED AND SO DEDICATED CAN LONG ENDURE • WE ARE MET ON A GREAT BATTLEFIELD OF THAT WAR • WE HAVE COME TO DEDICATE A PORTION OF THAT FIELD AS A FINAL RESTING PLACE FOR THOSE WHO HERE GAVE THEIR LIVES THAT THAT NATION MIGHT LIVE • IT IS ALTOGETHER FITTING AND PROPER THAT WE SHOULD DO THIS • BUT IN A LARGER SENSE WE CAN NOT DEDICATE~WE CAN NOT CONSECRATE~WE CAN NOT HALLOW~THIS GROUND • THE BRAVE MEN LIVING AND DEAD WHO STRUGGLED HERE HAVE CONSECRATED IT FAR ABOVE OUR POOR POWER TO ADD OR DETRACT • THE WORLD WILL LITTLE NOTE NOR LONG REMEMBER WHAT WE SAY HERE BUT IT CAN NEVER FORGET WHAT THEY DID HERE • IT IS FOR US THE LIVING RATHER TO BE DEDICATED HERE TO THE UNFINISHED WORK WHICH THEY WHO FOUGHT HERE HAVE THUS FAR SO NOBLY ADVANCED • IT IS RATHER FOR US TO BE HERE DEDICATED TO THE GREAT TASK REMAINING BEFORE US~THAT FROM THESE HONORED DEAD WE TAKE INCREASED DEVOTION TO THAT CAUSE FOR WHICH THEY GAVE THE LAST FULL MEASURE OF DEVOTION~THAT WE HERE HIGHLY RESOLVE THAT THESE DEAD SHALL NOT HAVE DIED IN VAIN~THAT THIS NATION UNDER GOD SHALL HAVE A NEW BIRTH OF FREEDOM~AND THAT GOVERNMENT OF THE PEOPLE BY THE PEOPLE FOR THE PEOPLE SHALL NOT PERISH FROM THE EARTH •

Prima di passare alle conclusioni proviamo a chiederci perché gli Unionisti hanno resistito e i Confederati non sono riusciti a spezzare le linee difensive? Mettiamo giù qualche idea per punti:

  • Primo fra tutti, dobbiamo ricordarci che "Stonewall" Jackson, il leggendario generale confederato, era morto qualche tempo prima (ironia della sorte per mano dei suoi stessi uomini) ed il suo Corpo d'Armata venne diviso tra i generali Ewell e Hill. Benché questi due fossero stati degli ottimi generali di divisione, erano ancora troppo inesperti per guidare un corpo d'armata, ciò influenzò negativamente le manovre e gli ordini impartiti furono spesso confusionari, frustrando le possibilità dei subordinati e smorzando l'impeto offensivo dei soldati.
  • L'assenza del generale Stuart, di cui abbiamo spesso e volentieri parlato, è un'altra delle cause che hanno portato alla disfatta di Gettysburg. Poiché Lee non aveva a disposizione la cavalleria per esplorare il territorio e monitorare i movimenti del nemico, dovette fare affidamento esclusivamente sulle informazioni in suo possesso (peraltro sbagliate) e conseguentemente formulò una strategia poco efficace.
  • Lee insistette nell'attaccare il centro dell'Armata Unionista, nonostante le ripetute proteste di Longstreet, uno dei generali più capaci e criticati della Confederazione.
  • L'artiglieria di Lee, pur essendo numerosa, non disponeva di munizioni sufficienti per annientare le difese nemiche; quindi la carica di Pickett fallì anche perché tutti i cannoni nordisti erano in grado di sparare quando il bombardamento cessò.
  • Una serie di incomprensioni e malumori tra gli ufficiali della confederazione provocò confusione durante le manovre, facendo perdere tempo prezioso per lo schieramento.
  • Il tempo atmosferico non giovava di certo, sebbene sia gli attaccanti che i difensori si trovassero nelle stesse condizioni climatiche, i Nordisti potevano contare sull'ombra degli alberi o comunque si trovavano in postazioni fisse. I Sudisti, invece, dovettero marciare lungamente sotto il sole cocente, dopodiché si lanciarono all'assalto di postazioni sulle sommità delle colline. Lo sforzo fisico notevole unito all'afa insopportabile influì negativamente sul morale e sulle energie dei soldati della Confederazione.
  • Un pizzico di fortuna sorrise sicuramente a Meade; soprattutto quando il 1 Luglio i Confederati, troppo stanchi, si limitarono ad occupare Gettysburg, permettendo agli Unionisti di accomodarsi sulle colline a Sud e di rinsaldare le loro posizioni.  
Cerchiamo, infine, di trarre qualche conclusione dopo queste 5 giornate intense di post. La Battaglia di Gettysburg magari non fu il vero punto di svolta della guerra (che peraltro durerà ancora due anni); ma senza dubbio fu significativa a livello tattico, in quanto ebbe due conseguenze fondamentali per il Nord: da una parte segnò la fine dell'invincibilità di Lee, dall'altra impedì all'Unione di perdere la guerra. Se Lee avesse sconfitto Meade, probabilmente avrebbe marciato su Philadelphia e Washington, catturando Lincoln e mettendo fine alla Guerra Civile.
Possiamo rimanere qui tutta la notte a fare congetture e a dirci "come sarebbe andata se...", tuttavia coi se e coi ma la storia non si fa. In questi giorni mi sono limitato a esporre le vicende nel modo più semplice e fluido possibile, chiedo perdono se a volte sono stato troppo semplicistico, ma ho cercato di accontentare un po' tutti (sia gli amanti della storia che gli Avventori occasionali). Detto questo, prima di salutarvi volevo brevemente riassumere gli appuntamenti per la prossima settimana.
Come sapete i post di questa settimana finiscono oggi. Lo speciale storia è stato molto time consuming e mi piacerebbe lasciarvi così senza aggiungere nuovo materiale da leggere per un po'. Settimana prossima, invece, ci aspettano i seguenti appuntamenti:
  • Mercoledì il 30 Days Movie Challenge.
  • Venerdì l'appuntamento coi fan di Dylan Dog per la recensione del numero 322.
  • Sabato c'è il solito speteguless storico Top 10: I personaggi più fuori di testa della storia.

Matt - Il Locandiere

mercoledì 3 luglio 2013

Speciale Storia. 150° Anniversario della Battaglia di Gettysburg (1863 - 2013). Giorno 3: Oltre la staccionata.

Good Morning Avventori! Siete sopravvissuti ai primi tre post? Tenete duro, questo è il penultimo. Oggi parliamo di fatti molto sanguinosi. Dopo il parziale fallimento del 2 Luglio, il generale Lee era pronto a giocarsi il tutto per tutto nel giorno successivo.



Riassumiamo quanto detto precedentemente: dopo che gli unionisti furono cacciati da Gettysburg ripiegarono sulle colline a Sud (1 Luglio), Lee decise che la strategia vincente era quella di attaccare i fianchi della difesa "ad amo" degli unionisti; nonostante alcuni grossolani errori da parte di alcuni comandanti di Meade e nonostante il grande impegno dei soldati confederati, le battaglie sulle colline si conclusero in un sostanziale nulla di fatto (2 Luglio).





3 Luglio 1863: La Carica di Pickett.

Tanto più un esercito resta fermo in una posizione, tanto più rischia di subire una sconfitta; soprattutto quando ci si trova in territorio nemico. Dopo l'iniziale successo, la battuta d'arresto subita dai confederati il 2 Luglio ha costretto il generale Lee a modificare qualcosina della sua strategia. Ricordiamoci che solo nel tardo pomeriggio del 2 Luglio erano giunte le ultime unità dell'Armata del Nord Virginia, vale a dire il generale Stuart con la cavalleria e la divisione del generale George Pickett (così il I corpo di Longstreet era finalmente al completo).
Pensando che gli unionisti avessero rinforzato maggiormente le ali dopo i violenti attacchi del giorno prima, Lee pensò di concentrare l'attacco in un solo punto, al centro della linea difensiva degli unionisti a Cemetery Ridge, dove era collocato il II Corpo comandato da Hancock.



Secondo le direttive di Lee, l'intero I Corpo di Longstreet avrebbe dovuto convergere su Cemetery Ridge e assaltare frontalmente le postazioni unioniste, dopo un intenso bombardamento d'artiglieria. C'erano però alcuni problemi non indifferenti:

  • Il Generale Longstreet riteneva assurdo un attacco frontale contro delle posizioni così ben difese e con una lunga distanza da percorrere marciando.
  • Le divisioni di Hood e McLaws avevano combattuto duramente per tutto il 2 Luglio ed avevano subito perdite consistenti (anche il generale Hood cadde ferito) e non erano pronte ad un altro scontro.
  • Se le suddette divisioni avessero abbandonato le loro posizioni, il fianco destro dell'armata confederata sarebbe stato vulnerabile ad un eventuale contrattacco.
  • Lee non sapeva che il centro dell'unione era ancora forte e vi erano schierati circa un centinaio di cannoni.
  • Lee non sapeva nemmeno che le munizioni dell'artiglieria non erano sufficienti a fornire un'adeguata copertura alla fanteria; figuriamoci per bombardare efficacemente le posizioni unioniste!
Volente o nolente il critico Longstreet dovette ubbidire agli ordini del suo superiore. Per l'assalto Lee dovette usare l'unica divisione che non aveva ancora preso parte agli scontri, cioè la divisione di Pickett che contava tre brigate: quella di Garnett, quella di Armistead e quella di Kemper. Ad essa vennero affiancate una divisione e due brigate come rinforzo. Si trattava della divisione di Heth (III Corpo); ma poiché quest'ultimo era stato ferito, il comando passò al generale Pettigrew. Dietro c'erano due brigate della divisione Pender; ma anche Pender giaceva ferito, perciò il comando fu dato all'esperto generale Trimble. Va ricordato che le truppe di Trimble e Pettigrew, però, avevano già combattuto e non erano particolarmente in forma.
In totale la forza d'assalto era composta da 11 brigate, ovvero 50 reggimenti, che corrispondevano a circa 15.000 effettivi.
Secondo i piani di Lee, la divisione di Pickett avrebbe condotto l'attacco sulla destra della formazione confederata convergendo poi diagonalmente verso un piccolo gruppo di alberi al centro della formazione unionista (stellina verde), come possiamo vedere nello schemino home made qui sotto (N.B. La posizione delle truppe unioniste - blu- è solo indicativa e non rappresenta l'esatta collocazione sul campo di battaglia).

Attorno alle 13:00 circa 125 cannoni confederati (alcuni nascosti negli avvallamenti del terreno per renderli più difficili da identificare) iniziarono a martellare le posizioni unioniste, tentanto di fiaccarne la resistenza. Fu il fuoco di fila più poderoso mai visto durante la Guerra Civile ed il bombardamento fu udito a parecchi km di distanza. In sostanza erano stati schierati quasi tutti i cannoni dell'Armata del Nord Virginia al comando del colonnello Alexander.
Tuttavia la scarsità di munizioni impedì un bombardamento prolungato ed efficace e, dopo circa un quarto d'ora, anche i cannoni yankee iniziarono a sparare.
Alle 15:00 tutto era pronto e le divisioni confederate si mossero verso il loro obiettivo, li attendeva una marcia di 1200 m, in campo aperto e in file serrate verso i cannoni e i moschetti dell'unione.


Se le battaglie del 2 di Luglio vi sono sembrate piuttosto cruente aspettate di sentire la descrizione della Carica di Pickett.
Appena usciti dai ripari i soldati confederati si trovarono subito sotto il fuoco dei cannoni a lunga gittata degli unionisti, che già iniziavano a mietere le prime vittime. Gli uomini erano in fila serrate e avanzavano, incuranti del rombare lontano dell'artiglieria. Quando poi furono a tiro dei vecchi 12 libbre, iniziarono a piovere shrapnel e palle da 5 kg. Uno shrapnel era una granata sparata da un cannone che, dopo un certo tempo, esplodeva in aria lanciando schegge metalliche ovunque (il tempo era determinato dalla lunghezza della miccia interna). Nella loro avanzata i soldati confederati giunsero ad una staccionata, dovevano rallentare, lì furono esposti al tiro dei moschetti unionisti che, con continue raffiche di fucileria, falciavano gli attaccanti. Poi c'erano i canister. In men che non si dica i campi di fronte a Cemetery Ridge erano cosparsi da cadaveri e feriti urlanti, alcuni smembrati dalle cannonate, altri agonizzanti a causa dei colpi mortali inferti dalla palla Minié. I feriti dovettero attendere ore, sotto il sole cocente, prima di essere soccorsi dai soldati dei due schieramenti.
Più della metà degli attaccanti non riuscì a tornare indietro. Per qualche istante le linee dell'unione sembravano cedere, ma giunsero i rinforzi e l'attacco confederato venne respinto.

Il generale George Pickett, diventato famoso per aver dato il nome alla carica disastrosa di Gettysburg.
 L'esito fu disastroso, l'artiglieria confederata non aveva più niente per coprire la ritirata dei superstiti, la divisione di Pickett venne praticamente annientata. I generali di brigata Kemper e Armistead erano caduti (Armistead morirà qualche giorno più tardi in un ospedale da campo unionista, senza avere avuto la possibilità di dare l'ultimo saluto al suo amico, il generale Hancock), Garnett fu gravemente ferito, ma sopravvisse, gli ufficiali superiori della divisione vennero decimanti. Pickett, il quale non era assolutamente colpevole di questo strazio, verrà tormentato dai rimorsi per il resto della sua vita.
Anche il generale Hancock, il comandante del II Corpo, venne ferito; ma sopravvisse alla battaglia e alla guerra.
Il 3 Luglio fu un giorno particolarmente drammatico e sanguinoso, il giorno che mise la parola fine all'invasione del Nord da parte dell'armata di Lee.

Anche il generale J.E.B. Stuart, il ritardatario, subì una sconfitta poco a Nord di Gettysburg. Suo compito era quello di supportare la fanteria confederata quando il nemico si fosse ritirato; ma dopo una lunga battaglia contro la cavalleria unionista (era presente anche il celeberrimo e sconsiderato Custer), dovette ritirarsi.

Matt - Il Locandiere

martedì 2 luglio 2013

Speciale Storia. 150° Anniversario della Battaglia di Gettysburg (1863 - 2013). Giorno 2: Gli scontri si intensificano.

Gooooooooood Morning Avventori! Ecco il secondo giorno del nostro Speciale Storia. La Battaglia di Gettysburg sta per entrare nel vivo, infatti quasi tutte le forze dei rispettivi schieramenti combatteranno in questa giornata di fuoco. Cominciamo subito, perché oggi i concetti da esporre saranno molti; ma come al solito cercherò di essere il più chiaro possibile!



Ieri gli scontri s'erano fermati a pomeriggio inoltrato, quando Ewell e Hill cacciarono gli unionisti da Gettysburg, questi a loro volta si trincerarono ben bene su tutte le colline circostanti (da Cemetery Hill a Sud della città), iniziando a dare allo schieramento una forma ad amo.
Come sempre armiamoci di cartina e tanta pazienza.




2 Luglio 1863: Carneficina sulle colline.

Mentre gli unionisti lavoravano alacremente sulle colline il resto dell'Armata del Nord Virginia convergeva su Gettysburg. Tra la notte del 1 Luglio e il mattino del 2, giunse il I Corpo d'Armata al comando del tenente generale Longstreet, un veterano ed abile stratega. Gli unici che mancavano all'appello (oltre che al generale Stuart, la cui cavalleria era irreperibile) era la divisione di Pickett, che, essendosi mossa nella tarda mattinata, non sarebbe arrivata prima di sera.
La linea unionista partiva da Culp's Hill, passando per Cemetery Hill, arrivando fino a Sud presso Devil's Den e Little Round Top. Nella cartina sottostante gentilmente offerta da Wikipedia possiamo vedere la posizione "ad amo".


Anche per il 2 Luglio quella volpe del generale Lee aveva in serbo speciali progetti per il nemico, così radunò i suoi generali per discuterne.
Il piano di battaglia prevedeva che gli uomini di Longstreet, più freschi perché non avevano ancora combattuto, avrebbero aggirato in gran segreto le linee unioniste attaccando il fianco sinistro, nei pressi di Little Round Top. Nel frattempo le divisioni superstiti di Ewell e Hill avrebbero tenuto impegnato il nemico a Cemetery HillCulp's Hill e sugli altri fronti così da mascherare le vere intenzioni dei confederati.
Ma l'assenza del generale Stuart influenzò pesantemente le manovre.


Il grande assente: il maggior generale J.E.B Stuart, comandante della cavalleria confederata
Le informazioni in possesso di Lee erano parziali o del tutto erronee, così le Divisioni di Longstreet intrapresero una lunga marcia alla cieca per aggirare le posizioni nemiche. La Divisione di Lafayette McLaws, contro ogni aspettativa, finì per scontrarsi contro il III Corpo Unionista al comando del generale Daniel Sickles. Sickles era un personaggio piuttosto controverso. Politico e imprenditore, si dice che allo scoppio della guerra si sia comprato le stellette; ma non si può verificare questa diceria. Resta il fatto che Sickles, insoddisfatto per la posizione assegnatagli da Meade nella linea difensiva, fece avanzare tutto il suo terzo corpo, esponendo il fianco delle unità vicine e mettendo a repentaglio l'integrità della difesa unionista. Grazie a questa sciocca manovra, i confederati furono ad un passo dalla vittoria. Ora, come notiamo dalla cartina ingrandita, la nuova linea difensiva unionista si estendeva da Devil's Den, passando per un pescheto ( Peach Orchard), estendendosi lungo tutta la Emmitsburg Road, fino alla fattoria Codori.


L'attuale linea del fronte era troppo estesa per il solo III Corpo e, come potete notare, il fianco del corpo di Hancock era scoperto. Se i confederati avessero sfruttato questo varco avrebbero colto Sickles alle spalle e Hancock di lato.
Ma alcuni intoppi impedirono ai confederati di usare questo vantaggio. Longstreet doveva iniziare l'assalto il prima possibile, ciò per sfruttare l'effetto sorpresa delle manovre; ma dovette attendere l'arrivo di una brigata ritardataria. Durante la marcia di avvicinamento alle posizioni, i soldati notarono sulla cima del Little Round Top una postazione di segnalazione unionista (stellina blu); di conseguenza la marcia per aggirare la postazione fece perdere ulteriore tempo prezioso e le divisioni di Hood e McLaws non attaccarono prima del pomeriggio inoltrato (verso le 16:00 e le 17:00). Ricordiamoci che Longstreet non combatteva al pieno delle sue forze, infatti la divisione Pickett era ancora in marcia di avvicinamento.

Quando le divisioni di Longstreet attaccarono il III Corpo, Meade si vide costretto a mandare numerosi rinforzi (tutto il V Corpo, gran parte del XII Corpo, un paio di divisioni del II Corpo ed alcuni distaccamenti del VI Corpo); tra Devil's Den e Peach Orchard ci furono scontri furibondi, durante i quali il III Corpo venne annientato e Sickles perse una gamba, quando questa fu colpita da una cannonata.
Il pescheto era una posizione troppo precaria e anche al campo di grano (wheatfield) gli unionisti furono respinti sempre più indietro. Verso le 18:00 l'ultimo attacco dei confederati arrivò fin quasi alla sommità di Cemetery Ridge, ma il buio e i contrattacchi del II Corpo fecero retrocedere anche gli agguerriti uomini di Longstreet.
Nel frattempo, poco più a Sud, il generale di divisione Hood ed i suoi texani avevano il loro bel da fare cercando di prendere la Tana del Diavolo (Devil's Den) e Little Round Top. Come dicevamo su Little Round Top c'era una postazione unionista; per molto tempo Hood cercò di convincere il suo superiore Longstreet a dargli il permesso di posizionare l'artiglieria su Big Round Top (un colle poco più avanti della cima Little Round Top), così da poter bersagliare gli unionisti e facilitarsi la vita; ma poiché era già stato speso troppo tempo per le manovre, Longstreet rifiutò questa possibilità, mandando all'assalto i suoi uomini.



Nella cartina soprastanti possiamo notare gli scontri effettuati solo sulla cima di Little Round Top e a Devil's Den. Noi ci concentreremo solo sulla prima.
Gli strateghi unionisti capirono l'importanza della collina, così decisero di mandarci l'artiglieria di Hazlett e la brigata del colonnello Vincent (V Corpo), che durante gli scontri fu colpito gravemente e morì cinque giorni più tardi. Vincent e la sua brigata giunsero poco prima che Hood e i suoi uomini iniziassero l'assalto alla collina. La tattica era sempre la stessa, si lanciavano all'assalto due reggimenti alla volta, poi dopo una pausa di qualche minuto altri due reggimenti, così fino alla conquista dell'obiettivo.
Particolarmente degno di nota fu il comportamento degli uomini del 20° Reggimento di Fanteria Volontaria del Maine, schierati all'estrema destra della brigata, e del loro comandante Joshua Lawrence Chamberlain. Questi difese coraggiosamente la posizione assegnatagli respingendo i confederati con un assalto alla baionetta; questo episodio rimane uno dei più famosi di tutta la Guerra Civile e valse a Chamberlain la Medal of Honor.
Nonostante gli sforzi delle truppe di Hood, nulla valse il loro eroismo contro le posizioni predominanti degli unionisti; il loro slancio venne meno e si sbandarono. Lo stesso generale Hood venne ferito gravemente ad un braccio mentre guidava i suoi uomini all'assalto.


Il generale John Bell Hood, uno degli ufficiali più coraggiosi della confederazione, guidava i suoi soldati dalla prima linea.
Sul resto del fronte la situazione era circa la stessa. Attorno alle sette di sera i confederati si lanciarono all'assalto di Culp's Hill; nonostante questa fosse sguarnita di uomini gli unionisti tennero le posizioni (grazie anche alle fortificazioni improvvisate dagli uomini durante la notte). Appena fece buio un altro attacco dei confederati, stavolta a est di Cemetery Hill, fece temere il peggio. Tuttavia un po' a causa del buio, un po' per la mancanza di coordinazione e l'arrivo dei rinforzi del II Corpo, i confederati furono costretti a battere in ritirata.

La giornata si concluse con un sostanziale nulla di fatto, Lee era convinto che la sua strategia sarebbe risultata vincente ma si sbagliava di grosso. Inoltre perse inutilmente molti uomini e molti validi ufficiali sulle colline; questo ebbe come effetto quello di rendere nervosi i superstiti; ma nonostante tutto il morale restava altissimo. Nel tardo pomeriggio giunse, finalmente, la cavalleria di Stuart, troppo tardi per poter partecipare agli scontri. Pochi lo sanno, ma sempre in questa fatidica giornata combatté George Armstrong Custer, celebre ufficiale che combatté nelle guerre indiane e che fu massacrato a Little Big Horn, l'ambizioso comandante della cavalleria del Michigan si dovette accontentare di una scaramuccia di scarsa importanza a Nord di Gettysburg.


Matt - Il Locandiere

lunedì 1 luglio 2013

Speciale Storia. 150° Anniversario della Battaglia di Gettysburg (1863 - 2013). Giorno 1: L'inizio delle ostilità.

Dopo il lungo pappone storico di ieri oggi vi prometto di essere più sintetico, in quanto ci fermeremo alla descrizione degli eventi della giornata del 1 Luglio.



Ieri stavamo giusto notando che l'Armata del Nord Virginia, al comando del generale Lee, stava avanzando in Pennsylvania senza l'appoggio della cavalleria di Stuart (impegnato a fare razzia altrove); si sa, un'armata senza cavalleria è come cieca. Non appena Lee seppe che l'Armata Unionista del Potomac stava venendo loro incontro diede ordine ai suoi generali di convergere su Gettysburg, un crocevia strategico. Ora prima di iniziare a descrivere gli eventi riprendiamo la mappa della città:




1 Luglio 1863: Primo giorno di scontri.

Gli esploratori confederati sapevano già dalla fine di Giugno che in città vi era una presenza nemica, ma pensando si trattasse di miliziani volontari non ci fecero caso. In realtà i reparti presenti a Gettysburg facevano parte della Cavalleria Federale guidata dal Generale di Brigata Buford, soldato esperto che comprese l'importanza strategica della città e delle alture circostanti.
Tra queste alcune importanti si trovavano a Nord Ovest di Gettysburg ed erano: Herr Ridge, McPherson Ridge e Seminary Ridge (che vi segno sulla mappa con una stellina arancio). Qui decise di spiegare i suoi uomini smontati da cavallo e attendere l'arrivo della fanteria unionista che avrebbe occupato facilmente le posizioni difensive a Sud (Culp's Hill, Cemetery Ridge e Cemetery Hill segnate da una stellina viola).

Le manovre militari durante il primo giorno della battaglia.
Ma chi era in testa alle truppe dell'Armata Confederata?  La Divisione di Heth, sotto il Tenente Generale Hill. Heth mandò avanti due brigate lungo la strada che entrava in città da est ( Chamberburgs Pike), alle 7:30 ci furono i primi contatti tra i due schieramenti e alle 10:30 i confederati riuscirono a cacciare i cavalleggeri da McPherson Ridge, proprio mentre giungeva il I Corpo di fanteria unionista del Generale Reynolds.
Le due brigate confederate non se la passavano poi tanto bene, a Nord dopo un momentaneo successo la brigata di Davis fu costretta a battere in ritirata; mentre a Sud la brigata di Archer venne messa alle corde dall'Iron Brigade e lo stesso Archer venne catturato. 
Reynolds venne ucciso mente guidava a cavallo le sue truppe e gli scontri si arrestarono verso il mezzogiorno.
Questa pausa consentì a Heth di arrivare col resto della divisione e di schierarla. Nel primo pomeriggio la battaglia riprese la brigata di Pettigrew (appartenente alla Divisione Heth) dopo duri combattimenti riuscì a far ripiegare l'Iron Birgade verso Seminary Ridge. Da Nord giunse anche il secondo corpo di Ewell; così i Confederati riuscirono a schierare gli uomini in un semicerchio da Ovest a Nord-Est. Gli Unionisti non avevano forze sufficienti (in quanto erano presenti solo il I Corpo di Reynolds e l'XI del generale Howard) e piano piano furono ricacciati verso la città, nella quale intanto era scoppiato il caos.
Mentre le posizioni degli Unionisti iniziavano a vacillare, alle 14:00 le linee furono sfondate dai confederati ed il generale Howard diede l'ordine di ritirarsi da Gettysburg e di occupare le alture a sud della città, vicino a Cemetery Hill. Il generale Meade, dopo essere venuto a conoscenza della morte di Reynolds, diede il comando al generale di divisione Winfield Scott Hancock, il quale a sua volta comunicò a Meade l'ottimo terreno che si parava davanti a loro, perfetto per una battaglia.


Il Generale Hancock.
Adesso analizziamo uno degli episodi più enigmatici della Guerra Civile Americana. Quando Lee vide che gli Unionisti erano in rotta e stavano abbandonando Gettysburg a prezzo di numerose perdite diede ordine a Ewell "se possibile" di incalzarli, così da impedire che il nemico occupasse le colline (strategicamente importanti) a Sud.
Ewell, che aveva schierato tutta la divisione ed era pronto a piombare su Cemetery Hill da un momento all'altro, valutò bene la situazione. Era un luglio particolarmente afoso ed i suoi uomini avevano combattuto duramente per tutto il pomeriggio, erano stanchi e necessitavano di munizioni e riposo. La cavalleria di Stuart non era ancora arrivata, quindi Ewell non sapeva con esattezza quanta resistenza avrebbe potuto trovare risalendo Cemetery Hill, così decise di non attaccare.
Se gli ordini di Lee fossero stati un po' più energici e se Ewell avesse tentato un po' la sorte, i Confederati avrebbero scacciato gli Unionisti dalle loro precarie posizioni su Cemetery Hill, occupando posizioni strategiche e cambiando il corso della battaglia e, probabilmente della guerra.

Durante la notte, giunsero tutti gli altri corpi di fanteria nordista ed ebbero tutto il tempo per trincerarsi, costruendo barricate e terrapieni pronti ad accogliere i nemici il giorno dopo.

Il 1° di Luglio vennero impiegati 25.000 soldati confederati  e 18.000 soldati unionisti. La giornata si concluse con una parziale vittoria confederata che avrebbe potuto essere ancora più risolutiva.


Matt - Il Locandiere