sabato 8 giugno 2013

Top 10. I personaggi più fuori di testa della storia: Posizione 9.

Good Morning Avventori! Bentornati all'appuntamento storico del sabato mattina. L'altra volta avevamo iniziato questa Top 10 tutta particolare, e con le News di Giugno vi anticipai qualcosina. Ma non perdiamo altro tempo in chiacchiere inutili, vai con la Posizione 9.


I personaggi più fuori di testa della storia. Posizione 9: Rasputin.


Biografia: Grigorij Efimovic Novykh  (Rasputin), per gli amici Rasputin o Greg, noi lo chiameremo Greg. Nacque nello sperduto paesino di Pokrovskoe della gelida Siberia nel Gennaio 1869. Della sua infanzia non si sa molto, non frequentò mai la scuola (del resto non si poteva nemmeno fargliene una colpa, la Siberia non è il posto più gettonato dove vivere). Il giovane Greg era analfabeta, mostrava un carattere stravagante e violento, rubacchiava, beveva e aveva una particolare tendenza alla rissa; ciò gli provocò un sacco di guai e il nomignolo dispregiativo Rasputin.
Tuttavia, durante una visita in un monastero degli Urali venne toccato dalla mano di Dio. Affascinato dalla vita dei monaci ortodossi si avvicinò alla religione, abbandonando la vita rurale, smise di fumare, di bere e di mangiare carne, imponendosi dei rigidi digiuni.
Sappiamo che venne in contatto con una setta Khlysty, un culto eretico che univa elementi del cristianesimo ortodosso con altri decisamente più pagani: in sostanza, per purificarsi dal peccato bisognava peccare.
Sempre in questo periodo Rasputin iniziò ad atteggiarsi da starets, una specie di santone che in Russia era una figura particolarmente rispettata. Gli starets non erano esattamente dei sacerdoti o monaci, ma delle figure eccentriche con presunti poteri curativi e molto carisma.
Rasputin aveva il dono di uno sguardo molto penetrante e del suo rozzo, ma efficace, modo di parlare, facendo leva soprattutto sull'ignoranza della gente.
Rasputin iniziò a predicare la dottrina dell'espiazione del peccato attraverso il peccato stesso, irretendo persone appartenenti ad ogni estrazione sociale e piegandoli al suo volere. 
Grazie alla sua nuova condizione di predicatore itinerante, presto Rasputin esce dai confini della gelida Siberia.
Nel 1903 sappiamo che Rasputin si trovava a San Pietroburgo ed entrò all'Accademia Teologica. Sempre grazie al suo carisma, in questo periodo iniziò a circondarsi di donne appartenenti alla borghesia ed alla aristocrazia di San Pietroburgo.
All'epoca San Pietroburgo era la capitale dell'Impero Russo, tuttavia erano ben lontani i fasti del regno di Pietro il Grande, ora l'aristocrazia russa viveva negli eccessi, concedendosi ogni forma di libidine (pederastia, rapporti promiscui, orge), stordendosi con l'alcool e l'oppio; mentre negli strati sociali più poveri iniziavano i primi moti che avrebbero portato alla nascita del Bolscevismo.
Particolarmente significativo era il fatto che la famiglia imperiale non viveva nel Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo, ma in una residenza ad un'ora e mezza di treno dalla capitale. Qui i figli dello Zar Nicola II vissero in un ambiente ovattato, alienante, circondati da un sacco di persone falsamente cortesi, mediocri adulatori; di fatto impedendo il contatto con la pressante questione sociale che iniziava a movimentare la vita politica russa.


Nicola II Romanov, Zar di tutte le Russie

Il 30 luglio 1904, finalmente, la zarina Alessandra (Alice) d'Assia mise al mondo il piccolo Alexei, colui che avrebbe preso il posto del padre in un futuro. Tuttavia ci si accorse che il piccolo zarevic soffriva di emofilia (per ulteriori informazioni sulla patologia cfr. qui!). Spesso la famiglia reale si rivolgeva a sedicenti imbroglioni e "santoni" con il solo risultato di venire raggirati; ciò portò la zarina Alessandra a chiudersi sempre più in sé stessa.
Rasputin era già un uomo di mezza età quando fu notato e presentato alla famiglia reale, tutto grazie agli agganci che possedeva presso alcune donne aristocratiche molto vicine alla zarina.
Nel 1905 Rasputin venne presentato alla famiglia reale, fu l'inizio della fine.
La fama di Rasputin continuava ad aumentare.
Nel 1907 il piccolo Alexei iniziò a sanguinare copiosamente e Rasputin fu chiamato al suo capezzale; la presenza dello starets calmò il piccolo all'istante fermando l'emorragia interna. Questo evento legò la figura di Rasputin alla famiglia reale fino alla fine. La nobiltà iniziava a mormorare per questa stravaganza dei reali, soprattutto per il fatto che stavano esibendo un uomo dagli atteggiamenti altamente discutibili. Perfino Stolypin (che verrà ucciso nel settembre 1911) si permise di criticare apertamente il santone, mandando su tutte le furie la zarina.
Rasputin partì per un pellegrinaggio in Terra Santa e restò a Gerusalemme per qualche tempo.
Nell'ottobre 1912 un grave incidente portò il piccolo Alexei ad un passo dalla morte, durante una battuta di caccia, il giovane andò a urtare con l'anca uno spigolo; ciò gli procurò una ferita che sanguinava copiosamente.
Si pensava che la morte dello zarevic fosse imminente. Disperata, la zarina Alessandra telegrafò a Rasputin, questi rispose:
<<Dio ha visto le vostre lacrime. Non affliggetevi. Il piccolo non morirà>>
Sorprendentemente, qualche ora più tardi, l'emorragia cessò e la vita di Alexei fu salva. Ciò mise la parola fine ad ogni possibile questione riguardante la presenza di Rasputin a corte.
Nel 1914 Rasputin riuscì a scampare ad un'attentato per mano di una sua vecchia discepola, nello stesso anno la Russia (per il gioco di alleanze stipulate) entrava nella Prima Guerra Mondiale.
Ovviamente, l'Impero degli Zar era totalmente impreparato ad una guerra, nonostante le imponenti risorse umane, l'esercito mancava di mezzi, equipaggiamenti e, soprattutto di comandanti che potevano definirsi tali.
Anche il Governo fu affidato a una masnada di incompetenti, arraffoni e psicolabili; il tutto grazie alle  pressioni di Rasputin e Alice su Nicola II. Nel 1915 l'esercito russo era al collasso e lo Zar assunse il ruolo di comandante in capo dell'Esercito. Il morale dell'esercito era ai minimi, le sconfitte subite fecero crollare l'effimera speranza che lo Zar (scelto da Dio) fosse davvero un degno capo di stato; inoltre le origini tedesche della zarina non fecero altro che aumentare il malcontento. In tutto questo Rasputin stringeva la sua presa sulla famiglia reale.
La società russa, che un tempo vedeva con favore questo contadino/santone, ora non ne poteva più; i protetti di Rasputin erano la crema dell'incompetenza della Russia e avevano portato il paese al collasso. Purishkevic, uno dei rappresentanti della Duma, chiese ai suoi colleghi membri di fare pressioni sullo zar affinché Rasputin venisse allontanato, senza ottenere successo. Rasputin doveva morire.
Il principe Yusupov si unì alla causa di Purishkevic e architettarono un piano per uccidere il santone siberiano.


Lo zarevic Alexei


Morte: il 16 Dicembre 1916 il piano era pronto. Rasputin fu invitato al palazzo di Yusupov, poiché la principessa Irina Yusupova voleva conoscerlo (non sapendo che Irina si trovava a chilometri di distanza da San Pietroburgo). Il principe creò un ambiente adatto per consumare l'omicidio. Verso mezzanotte andò a prendere Rasputin e lo portò a palazzo; qui disse che Irina era impegnata in una festa (ai piani superiori fu fatta suonare della musica per simulare un ricevimento) e che sarebbe giunta da lui molto presto; così fu fatto accomodare in una stanza.
Qui Yusupov fece servire bevande e dolci avvelenati a Rasputin, questi li mangiò senza patire conseguenze, a quanto pare il veleno non faceva effetto, anzi mise Rasputin di buon umore, che chiese che venisse suonata della musica gitana. Allora Yusupov estrasse un revolver e gli sparò all'altezza del cuore. 
Rasputin stramazzò al suolo. Pochi istanti dopo si risollevò barcollando fino all'uscita per tentare la fuga. Yusupov, in preda al panico, sparò altre due volte colpendolo alla testa e alla schiena. Ma anche questo non fu abbastanza, Rasputin viveva ancora.
Così i congiurati lo evirarono e gli legarono mani e piedi, gettandolo vivo nelle gelide acque della Neva.
Pochi giorni dopo il suo corpo gonfio fu ripescato dalle acque, l'autopsia stabilì che Rasputin era deceduto non per i proiettili né per il veleno ingerito, ma per annegamento (venne trovata dell'acqua nei polmoni). Per le strade di San Pietroburgo ci furono moltissime manifestazioni di giubilo quando si sparse la notizia che il contadino siberiano era morto.



Spetegulesssssssss: Rasputin fu senza dubbio l'uomo più controverso di Russia nel periodo antecedente alla Rivoluzione. I motivi? Partiamo dall'inizio.
Beh innanzitutto non aveva istruzione, crebbe in una casa in cui le scuole era considerate il male (deviavano la mente e allontanavano le persone dalla fede); ma ciò che segnò indelebilmente il carattere di quest'uomo fu un incidente. Da piccolo cadde nelle acque gelide di un torrente e il fratello gli salvò la vita, quest'ultimo morì a causa della polmonite, mentre Gregorij sopravvisse lottando per molto tempo tra la vita e la morte; in questa fase della sua vita ebbe diverse visioni (deliri) e affermò di essere in grado di parlare con la Vergine Maria. L'incidente lo segnò a vita donandogli quello sguardo penetrante e stralunato.
Da giovane, come abbiamo accennato, fu piuttosto dissoluto, attaccabrighe, dedico all'alcool e alla lussuria. Si sposò ed ebbe un paio di figli prima di "convertirsi".
Già perché di vera e propria conversione non credo si tratti, visto che abbracciò quella dottrina eretica decisamente poco...casta.
Inoltre sfruttò il proprio status di monaco errante per sedurre e possedere/violentare le ingenue donne che componevano la società rurale della Siberia.
Ci si aspetterebbe che un uomo del genere rozzo, volgare e con una scarsa igiene personale avrebbe scatenato il riso e il disgusto della San Pietroburgo bene; in realtà questo non avvenne, anzi sempre più gente veniva morbosamente attratta dalla grezza brutalità di quel sedicente santone, ciò è imputabile a due motivi:

  1. Come abbiamo accennato l'aristocrazia russa non possedeva molte valvole di sfogo, o meglio aveva indirizzato tutte le sue attenzioni verso pratiche dissolute e discutibili. Il tutto col benestare della famiglia reale che viveva nel suo universo ovattato e lontano dagli eccessi e dagli estremi della capitale. Infatti, se da un lato vi era l'aristocrazia e la borghesia sprecona dedita alla lussuria, all'alcool e allo stordimento delle droghe, dall'altra vi erano gli strati sociali più poveri (i contadini e gli operai), che si impoverivano sempre di più di fronte all'indifferenza e all'impotenza dello Zar. Ciò in sostanza contribuì a creare terreno fertile per l'avvento del bolscevismo.
  2. Dimentichiamo che, sebbene fosse rozzo e ignorante, Rasputin non era mica scemo. Sapeva usare il suo innaturale carisma e il suo sguardo penetrante (e non solo quello) per piegare la gente al suo volere. Se contiamo anche che all'epoca la gente era più propensa a credere ai miracoli che ai fatti scientifici fatti e finiti (di sicuro meno interessanti), il gioco è fatto...
  3. L'aspetto di Rasputin giocava tutto a suo favore. Barba e capelli incolti lo rendevano l'espressione della più schietta e pura ortodossia degli starets, anche se in fin dei conti chi ce l'aveva di fronte non si rendeva conto che si trattava di un maniaco stupratore seriale, ciarlatano e psicopatico.


A proposito delle sue avventure sessuali. Le nobildonne russe eran ben contente di gettarsi tra le braccia nerborute di quello strano monaco vestito come un contadino, con un mantello di zibellino e un forte odore caprino emanato dalla sua persona (l'igiene era circa assente). Rasputin, che non aveva il minimo senso del tanto, ma ambiva esclusivamente a soddisfare la propria libido, stuprava brutalmente le matrone, che dal canto loro lasciavano fare, un po' per curiosità, un po' per sfuggire alla noia, un po' per soddisfare gli appetiti nati in seno alla loro estrazione sociale di cui sopra.
Rasputin dovette ringraziare la sua buona stella per la botta di culo che ebbe nel "curare" l'emofilia dello zarevic, il successo incredibile era figlio, ahimé, di una serie di tentativi falliti miseramente, tutti imputabili a ciarlatani e imbroglioni della stessa stoffa di Rasputin stesso, che ronzavano attorno alla famiglia reale fomentando false speranze e garantendo guarigioni impossibili.
Ovviamente il morale della zarina era a terra e solo la guarigione di Alexei nel 1907, garantì a Rasputin di entrare nelle sue grazie. Da quel momento in poi ogni cosa gli venne concessa e la maggior parte della società, che prima guardava incuriosita il monaco, ora era seriamente agitata e preoccupata dallo strapotere di Rasputin. Strapotere che ebbe come conseguenza quello di elevare al grado di ministro dei totali fannulloni, incompetenti e leccapiedi:
  • Alexander Protopopov era un ridicolo omuncolo, un pagliaccio che indossava stivali alti e un'uniforme da operetta da lui ideata, era il favorito di Rasputin e venne creato Ministro dell'Interno. Controllava l'Okhrana, la polizia segreta dello Zar. Soffriva di sifilide ed era frequentemente soggetto ad allucinazioni, era considerato un malato di mente. Sosteneva di saper predire il futuro e di comunicare con gli spiriti dei defunti.
  • Boris Sturmer venne creato Primo Ministro. Questo imbecille passava il tempo ammirandosi allo specchio durante le riunioni, arricciandosi i baffi impomatati.
  • Vladimir Sukomlinov, arrampicatore sociale, parassita, accattone e amico intimo di Rasputin, divenne Ministro della Guerra. Grazie al suo operato, ben presto, al fronte iniziarono a scarseggiare armi e munizioni, così che nel 1915 solo un soldato su tre poteva avere un equipaggiamento decente.
Ormai era Rasputin a regnare, appoggiato dalla zarina Alice, la quale a sua volta esercitava forti pressioni sul debole e perennemente insicuro marito. Nonostante i mormorii e le continue chiacchiere sul comportamento dissoluto di Rasputin, nonostante i rapporti dell'Okhrana, nonostante le suppliche dei rappresentanti della Duma, la famiglia reale non poteva e non voleva fare a meno di quell'uomo. Egli esercitava una presa così salda, che solo la sua morte avrebbe potuto separarlo dallo Zar.
Iniziarono a circolare voci secondo cui Rasputin avesse rapporti carnali continui con le figlie dello zar e con la Zarina stessa. Una sera, il monaco pazzo andò a cenare e a fare bagordi in una bettola di infimo ordine a San Pietroburgo; lì mostrò le proprie parti intime ad un gruppo di donne, facendo dei commenti osceni e chiamando la zarina "la sua vecchia ragazza". Venne trascinato via dalla polizia.
E nonostante questo Rasputin continuava ad avere un'enorme influenza, ad affascinare e possedere, spinto esclusivamente dalla sua voglia di soddisfare le sue esigenze primitive e di piegare tutto e tutti al suo volere.
Ah, ultima curiosità, qui il pubblico femminile inizierà a scaldarsi. Pare che il caro Rasputin fosse ben fornito...insomma avesse un arnese mica male...sì, certo, ci poteva scavare le gallerie con quello...ok, aveva un pene piuttosto notevole. Pene che, una volta asportato, pare sia conservato in questo vaso (come ricordo?)


Queste sono solo congetture, in effetti non si sa chi sia il legittimo proprietario del notevole armamentario sopra esposto (che misura circa 33 cm), leggenda vuole che si tratti di Rasputin. Ma ciò è impossibile da verificare, infatti nel 1917 alcuni soldati dell'Armata Rossa disseppellirono il cadavere, lo bruciarono e sparsero le ceneri al vento.

Conclusioni: Rasputin fu un personaggio totalmente negativo, non ha scusanti né attenuanti di alcun tipo. Ha soddisfatto i propri appetiti senza alcun riguardo per il prossimo, esercitando la propria autorità su menti deboli, inermi e ignoranti; provocando scandalo con la sua condotta e affossando ulteriormente la Russia, già in grave crisi, con i suoi consigli dispensati alla zarina. Di Rasputin si può dire che egli fu la cosa più lontanamente simile ad un uomo di chiesa o ad un credente. Rasputin resta un demonio, tuttavia è in grado di influenzare ancora le persone e la cultura a quasi 100 anni dalla sua scomparsa, tant'è che dalla sua personalità sono state tratti alcuni personaggi più o meno fedeli all'originale, che hanno popolato il mondo dei cartoni animati (cfr. Anastasia della Fox) e del fumetto (Corto Maltese di Hugo Pratt) o di altre pellicole (Hellboy), finanche la musica. Proprio con la musica ci lasciamo, cari amici Avventori, con un pezzo dei Boney M, che guarda caso si chiama proprio Rasputin.


Matt - Il Locandiere

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