sabato 15 giugno 2013

Saturday Evening Recensioni. Project:Jinsei - Capitolo 10. (anche se in ritardo ce l'abbiamo fatta!)

Good evening Avventori! Ho dovuto imprecare in 5 lingue diverse (italiano, inglese, francese, tedesco, latino) e impararne altre 10 di nuove per imprecare anche in quelle lingue, ma alla fine l'uomo ha avuto la meglio sulla macchina! Modem Alice 0 - Locandiere 1, palla al centro!
Innanzitutto volevo scusarmi nuovamente con voi per il ritardo provocato, poi volevo scusarmi anche con Symo e con i lettori del suo blog che, non vedendo traccia della recensione, si saranno armati di torce e forconi!



Ma non perdiamo ulteriore tempo in chiacchiere, c'è molto da fare e io sono in un ritardo stratosferico, povero me!
Dunque, as usual oggi si recensisce un nuovo capitolo del romanzo a puntate Project: Jinsei che esce mensilmente sul blog A Star Crossed Wasteland. Come al solito, per chi si fosse perso le recensioni e i relativi capitoli precedenti, ora vi faccio tutto il bell'elenchino.



Volevo ricordarvi che, ogni recensione contiene anche il link di reindirizzamento ai relativi capitoli sul blog di Symo, così non potete dire che non vi vizio. Ultimo avviso di rito, passate sulla pagina Facebook di Project: Jinsei, così ci mettete un bel mi piace. Ok, ora che tutti i riferimenti sono stati dati possiamo iniziare a recensire il capitolo; ma prima...leggiamocelo:


Trama: Symon Sullivan, dopo essere fuggito di galera, è a Tokyo per onorare la memoria di una certa Delilah Farrow, una donna che sicuramente ha avuto una parte importante nella vita di Symon stesso. Mentre  si trova raccolto nel suo intimo dolore viene raggiunto da suo vecchio maestro, con il quale avrà uno spiacevole rendez-vous. L'azione quindi si concentra su Roberta Mendoza, cantautrice, famosa e bellissima che inizia il suo primo tour mondiale proprio da Tokyo; ma Roberta è scontenta, scontenta del mondo che la circonda, fatto di tanta apparenza e pochissima sostanza. Mentre Roberta si esibisce in un locale, Symon incontra proprio quel mostro di Lorelei Marston, questa ha una proposta per il nostro Symon...

Parliamone: decisamente interessante, il nuovo capitolo non è dedicato esclusivamente ad un personaggio. Il che costituisce una novità molto bene accetta, soprattutto per i soliti malcontenti tipo: uffa che palle, è sempre la stessa solfa. Quindi, se da una parte ci presenta il nuovo personaggio di Roberta Mendoza, dall'altra ci fa rituffare nelle turbolente sensazioni percepite da Sullivan. 
Questo capitolo non lascia nulla al caso e prende in considerazione alcuni importanti temi, molto classici, ma cari alla stragrande maggioranza degli autori tra cui: il sentimento di perdita, il conflitto con l'autorità (il maestro e la Marston poi), la perdita di valori della società e la sensazione di soffocamento (per la situazione che vive Roberta). Partiamo prima di Symon.
Che fosse un personaggio eccentrico s'era capito subito dal capitolo 5 (curioso è che Symon ricompaia 5 capitoli dopo, quasi per caso...ma sarà davvero un caso?), complesso, intrigante e a volte contraddittorio; ama i samurai ma li teme al tempo stesso, e manca di rispetto al suo vecchio maestro; possiamo azzardare a dire che questo personaggio, il maestro appunto, sia una sorta di coscienza? Di Super Io sempre pronto a giudicare l'operato di Symon? Probabile, chi lo sa!
Tutte queste caratteristiche, però, rendono il personaggio di Symon estremamente dinamico e intrigante. Dicevamo, senso di perdita. Sì perché all'inizio del capitolo, prima dell'arrivo di Miyazaki, troviamo Symon in un profondo e mistico raccoglimento; Symon può essere un personaggio negativo (un assassino, un brigante, un pluriomicida), ma non lo sarà mai totalmente, in quanto rispettoso nei confronti delle persone a lui care, che hanno passato il sottile confine tra la vita e la morte.
Oltre a questo sentimento possiamo rintracciare il conflitto con l'autorità, non si sa perché, ma Symon ha sempre avuto problemi con chi sta al di sopra di lui (in scala gerarchica). Coi secondini e con gli altri prigionieri nel capitolo 5 e col suo vecchio Maestro nel capitolo 10.
Sei una disgrazia Symon, una delusione, una tragedia, una maledizione che si è abbattuta su di noi per colpa di un Dio maligno
Così il Maestro ammonisce Symon, il quale a sua volta ribatte senz'alcun riguardo per il suo rango, per l'età o per qualsiasi altro valore sociale/morale (in quanto Maestro si suppone sia il detentore dell'Autorità, no?).
Il conflitto torna poi ad acuirsi anche alla fine di questo capitolo, quando Symon sbeffeggia la Marston senza curarsene; non sapendo che la Marston rappresenta sì un'autorità, ma un'autorità malvagia, distruttiva e senza scrupoli.

Il personaggio di Roberta Mendoza, invece, rappresenta una sorta di anti-eroe, in perenne contrasto con ciò che la circonda. Ama suonare, ama i componenti del suo gruppo, ama Tokyo ed è il giorno della prima data del suo tour mondiale, che altro volere di più dalla vita?
Ma non è così, a che prezzo i sogni di Roberta sono diventati realtà?
Non un attimo di privacy, non un attimo di tregua, soffocata dagli agenti e dai produttori che vogliono il suo corpo, la sua immagine, la sua voce, ma non vogliono Roberta. Pretese che, purtroppo, possono essere solo posticipate e mai rigettate; pretese che suscitano sdegno e disagio in Roberta (come la proposta di posare nuda per la copertina del suo nuovo album), che suscitano angoscia, costrizione e che necessitano di una valvola di sfogo: la musica.
Quarto e ultimo tema toccato, la perdita di valori della società. Mica facile parlarne, per ovvi motivi:
  • Come se ne parla?
  • Quando se ne parla?
  • In che termini se ne parla?
  • Con chi se ne parla?
Le frasi a effetto tipo: non ci sono più i giovani di una volta le sanno fare tutti, affermazioni che lasciano il tempo che trovano, più adatte ad una conversazione da bar che ad una seria riflessione. Qui Symo riesce a centrare il punto facendo parlare un personaggio che vive in prima persona questo sfacelo. Lei, che è sotto i riflettori, che è desiderata, che più di tutti potrebbe vivere una vita superficiale, fatta di agi, ricchezze e noncuranza, si rende conto di quanto marcio sia ciò che la circonda: l'apparire. Solo apparire.
 Ama e odia il suo lavoro, ama la musica, i suoi fan, i membri del suo gruppo; ma odia il business sfrenato e i biechi trucchi di mercato fatti sulla sua pelle, sulla sua voce e sulla sua dignità di artista, di donna e di essere umano.
Lei sa che non vuole solo apparire, ma vuole anche ESSERE una persona, per questo soffre; perché è insoddisfatta di ciò che la circonda e di ciò che la società le riserva. Lo capiamo tanto bene da questa sua frase:
No, non è che odio essere qui...odio tutto questo, capisci? Odio i contratti, odio la prenotazione dei concerti e tutto il resto. Interviste a parte, odio tutto il resto. E' paradossale, capisci? Una musicista dovrebbe farci il callo dopo un po', ma io non me ne sono ancora fatta una ragione! Odio questa faccia della musica, una cantante dovrebbe suonare e basta, dovrebbe far divertire il pubblico e fargli fare quello che non può fare tutti i giorni della settimana. E invece? Guarda! Guardali! iPhone, Smartphone, vestiti firmati e acconciature alla moda. GUARDA! Al giorno d'oggi non conta più quello che hai dentro, non conta più quello che puoi dare...conta solo come appari, conta solo l'immagine, conta solo rispettare un certo standard che ti impone la società...contano solo i soldi. E' uno schifo. Odio tutto questo.
Infine, prima dell'Approvometro vogliamo non parlare del tema della musica? Musica come liberazione da ogni convenzione sociale, da ogni dovere sociale, musica come raggiungimento estatico della felicità di ogni individuo che può, a suo modo, assaggiare quel piccolo angolo di Paradiso che più ritiene adatto a sé. Solo nella musica ci si può permettere di abbandonarsi, solo nella musica ci si può sentire felici e liberi.

Approvato o Respinto? Approvato



Una riconferma. Ancora una volta Symo ci ha fornito la prova che Project:Jinsei non ha un unico stile narrativo, ma che riesce comunque a infilare momenti più distesi e riflessivi in spazi più adrenalinici e, a volte, truculenti.

Matt - Il Locandiere

Nessun commento:

Posta un commento