domenica 30 giugno 2013

Speciale Storia. 150° Anniversario della Battaglia di Gettysburg (1863 - 2013). Premessa.

Buongiorno cari Avventori, come vi dissi qui , oggi ci dedichiamo alla storia. Non ad una storia qualsiasi, ma proprio la Storia, con la s maiuscola. Oggi inizia il primo dei cinque post speciali sul 150° Anniversario della Battaglia di Gettysburg. Gli altri tre usciranno il 1, il 2 e il 3 luglio rispettivamente; mentre il 4 Luglio vi esporrò una summa di questi tre giorni di fuoco, con gli esiti, le perdite e le conseguenze della battaglia. Ma vi vedo un po' perplessi...Ecco a voi 3 perché per spiegarmi meglio:

Perché parlare di storia?
La storia è una mia grande, grandissima passione, tant'è vero che spesso e volentieri vi propino dei post a sfondo storico. Ah non ve lo ricordate? Che ne dite di questo? Oppure questo? E questo qui invece?

Perché proprio la Battaglia di Gettysburg?
Checché ne diciate, la storia americana ci ha sempre influenzato in un modo o nell'altro; la Guerra di Secessione Americana è stata fondamentale per la formazione degli U.S.A come li conosciamo noi. Pur trascinandosi dietro un numero di morti e feriti impressionante, la Battaglia di Gettysburg ha avuto una eco mondiale, tant'è vero che alcuni storici l'hanno indicata come il punto di svolta della Guerra Civile. Poi c'è anche il discorso che essendo cresciuto a pane e film di John Ford, ad un certo punto mi sono chiesto se era proprio vero che i confederati fossero tutti cattivi e brutti; mentre gli yankees erano tutti belli, puliti e buoni.
Ma poiché la storia la scrivono i vincitori, è noto che in passato molte pellicole sulla Guerra Civile Americana risultavano a dir poco faziose; tuttavia il lavoro alacre degli storici ha permesso di demolire questi luoghi comuni e rendere giustizia anche agli uomini che hanno combattuto vestiti di grigio (i vari Johnny Reb).

Perché proprio 5 giorni di post?
Ma quante cose volete sapere! Beh a questa domanda si risponde facilmente. La Battaglia di Gettysburg è divisa in tre fasi, corrispondenti ai 3 giorni in cui si sono svolte le manovre militari e in cui si è combattuto. Fare un post unico significa omettere sicuramente certe cose e comunque renderlo molto prolisso e probabilmente difficoltoso da leggere. Visto che la brevità e l'eleganza sono molto apprezzati nell'ambiente scientifico, perché non snellire un fatto storico molto rilevante diluendolo in tre giorni? Così facendo, cari miei Avventori, potremmo concentrarci solo sugli eventi del giorno senza doverci perdere in mezzo agli schemi tattici del giorno prima o ricordarci tutti i generali che vanno e vengono. In più ci saranno altri due post: uno introduttivo che esce oggi (Domenica 30 Giugno) e l'altro al 4, così da fare un bel riassuntone completo.

Ora che ho soddisfatto la vostra curiosità, direi che possiamo iniziare senza alcun indugio col post introduttivo. Questa serie di spiegoni ci darà la base su cui lavorare per i prossimi tre giorni senza dover fare ulteriori richiami a termini tecnici.


1. Premessa.
1.a. Background Storico.
Dunque, se dovessimo metterci qui a raccontare la rava e la fava sulla Guerra Civile Americana, fra due o tre anni saremmo ancora qui e non avremmo concluso un tubo di niente; indi diamo subito i fatti essenziali, senza perderci in chiacchiere. Nel Maggio dello stesso anno l'Armata Unionista del Potomac le aveva prese di santa ragione dai confederati dell'Armata del Nord Virginia durante la Battaglia di Chancellorsville. Forte di questo successo il Generale Lee (comandante dell'Armata del Nord Virginia) pensò di intraprendere una campagna di conquiste per diversi motivi:
a) Alleggerire la pressione sulla guarnigione confederata assediata a Vicksburg dalle truppe di Grant.
b) Fare incetta di rifornimenti (Gettysburg era un importante centro manifatturiero).
c) Marciare su Baltimora, Philadelphia e Washington, così da aumentare la pressione sul governo federale.
d) Dare tregua alla Virginia devastata dalla guerra.


Il Generale Robert E. Lee, comandante dell'Armata del Nord Virginia

Lee partì da Fredericksburg dividendo l'Armata in tre corpi, anziché mantenere i due originali (dopo vedremo l'organigramma) e consentì al generale di brigata J.E.B. Stuart (che comandava la cavalleria) di andarsene a zonzo aggirando le forze unioniste; Stuart non solo sarà totalmente irrintracciabile, ma arriverà due giorni dopo l'inizio della battaglia. Quando Lee apprese che il 29 giugno l'Armata Unionista al comando del generale Meade aveva attraversato il fiume Potomac, diede ordine affinché tutte le sue unità sparpagliate si concentrassero su Cashtown ad una decina di chilometri da Gettysburg. Il 30 Giugno gli esploratori confederati confermavano una presenza militare unionista a Gettysburg (si trattava della cavalleria del generale di brigata Buford); ignorando gli ordini di Lee, cioè di non ingaggiare un combattimento col nemico, il generale Hill fece avanzare la divisione del generale Henry Heth su Gettysburg. Era il mattino del 1° Luglio 1863, una delle più cruente battaglie della storia stava per cominciare.


Il generale George Gordon Meade, comandante dell'Armata Unionista del Potomac
1.b. Le forze in gioco
L'Armata del Nord Virginia, al comando del generale Lee, all'inizio poteva contare su due corpi d'armata: quello del generale James Longstreet e quello del generale Thomas "Stonewall" Jackson. Ma Jackson era venuto a mancare poco prima della campagna di Gettysburg, così il secondo corpo d'armata fu smembrato:
  • I Corpo d'Armata. Tenente Generale James Longstreet. 3 Divisioni.
  1. Divisione McLaws (mag. gen. Lafayette McLaws).
  2. Divisione Pickett (mag. gen. George Pickett) 3 Brigate (Armistead, Kemper e Garnett) + 1 Battaglione di artiglieria.
  3. Divisione Hood (mag. gen. John Bell Hood).

  • II Corpo d'Armata. Tenente Generale Richard S. Ewell. 3 Divisioni.
  1. Divisione Early (mag. gen. J. A. Early).
  2. Divisione Johnson (mag. gen. Edward Johnson).
  3. Divisione Rodes (mag. gen. R. E. Rodes).

  • III Corpo d'Armata. Tenente Generale Ambrose Powell Hill. 4 Divisioni + Riserva artiglieria.
  1. Divisione Heth (mag. gen. Henry Heth).
  2. Divisione Pender (mag. gen. William D. Pender).
  3. Divisone Anderson (mag. gen. R. H. Anderson).
  4. Divisione di Cavalleria Stuart (mag. gen J. E. B. Stuart).
Abbiamo omesso le riserve per i vari corpi d'armata e abbiamo sottolineato il numero delle brigate che compongono la Divisione Pickett, poiché ci torneranno utili più avanti durante l'esposizione dei fatti. Il generale Lee poteva contare su 71.655 effettivi.

D'altra parte le file dell'Unione contavano quasi 94.000 effettivi, grazie ai 7 corpi di fanteria (Reynolds, Hancock, Howard...) e di un corpo di cavalleria (Buford) che il generale Meade si portava dietro.

1.c. Le armi e i modi di combattere
Mi rendo ben conto che molti di voi non masticano di gergo militare e non sanno distinguere un fucile a pietra focaia da un Karabiner 98K. Questa non è una vergogna, anzi noi siamo tutti qui per imparare. Perciò con il vostro permesso cercherò di condensare in una breve digressione tutti i concetti chiave necessari per destreggiarci sul campo di battaglia.
Dunque, come sapete l'Armata è l'unità fondamentale dell'esercito e fu introdotta da Napoleone. Inoltre, nell'esercito, oltre ad esserci la divisione gerarchica per gradi (dal soldato semplice al capitano fino al generale), ogni elemento ha una specifica mansione. Pertanto identificheremo:

  • La Fanteria => spina dorsale dell'esercito, costituita da uomini che marciano a piedi e possiedono un armamento che si è standardizzato sempre più nel corso della storia. All'epoca dei fatti di Gettysburg la fanteria di linea era armata con fucili ad avancarica a canna rigata, baionetta, cartucce e, per gli ufficiali, una sciabola corta e un revolver.
  • La Cavalleria => una volta i cavalieri erano l'unità d'élite degli eserciti occidentali e, in genere, si dimostravano determinanti nella rapida risoluzione di una schermaglia; questo corpo era costituito perlopiù da nobili o da personalità che erano in grado di mantenere le alte spese di mantenimento di un cavallo, delle armi e della pesante armatura indossata dal cavaliere. Con lo sviluppo delle tattiche militari e l'avvento delle armi da fuoco questo ruolo elitario della cavalleria venne meno; presto i cavalleggeri si trovarono sprovvisti di corazza, armati di lunghe sciabole affilate, corti fucili, lance e pistole. I cavalieri si videro affidati nuovi compiti come azioni di disturbo dietro le linee nemiche, pattugliamenti e supporto della fanteria che ora era il fulcro dell'esercito.
  • L'Artiglieria => la polvere nera fu inventata in Cina attorno al X secolo e non venne introdotta in Europa, per usi bellici,  che nel XIII secolo quando i Mongoli attaccarono gli Ungheresi. All'inizio i prima pezzi di artiglieria erano montati su affusti fissi (l'affusto è quella struttura generalmente lignea dove viene posta la canna del cannone) e sparavano enormi palle in pietra contro le mura nemiche...beh in realtà erano più le volte che esplodevano ammazzando gli artiglieri, che le volte che centravano il bersaglio. Mentre gli eserciti moderni andavano modernizzandosi nacquero differenti pezzi d'artiglieria usati per scopi diversi: pezzi da campagna (usati negli scontri tra eserciti) e pezzi d'assedio (di calibro maggiore), tutti difesi da reparti di fanteria di linea in quanto essenziali per determinare le sorti di una battaglia.
  • Il Genio => in realtà si tratta di un'innovazione piuttosto recente, il Genio accorpa tutti quei reparti combattenti e non che hanno compiti i compiti più vari, dalla logistica, alla costruzione di ponti e strade, all'apertura di varchi nelle difese murarie dei nemici, fino alla consegna di munizioni e, in tempi più recenti, la posa e la bonifica di campi minati, ordigni inesplosi e IED (Improvised Exposive Device). Prima dell'avvento dell'arma del genio esistevano corpi isolati o i compiti venivano espletati da soldati comuni.
  • La Marina => la Marina Militare esiste da quando un uomo ha pensato bene di armare una barchetta con una lancia; con l'evolversi delle imbarcazioni e degli armamenti disponibili si sono evoluti anche gli equipaggi, gli ufficiali e i compiti dei vascelli. Al tempo della Guerra di Secessione Americana esistevano i primi prototipi di corazzate, ma non sono mai stati protagonisti di battaglie famose.
Queste sono le unità di base combattenti dell'epoca. Non esisteva un corpo medico come la Croce Rossa (che fu fondata in seguito) e, quando non bastavano i medici militari, veniva richiesto l'aiuto ai medici civili. Ovviamente gli ospedali da campo versavano in condizioni orribili, con centinaia di migliaia di feriti urlanti che richiedevano cure tempestive con utensili ancora molto rudimentali. Scordatevi l'anestesia (il cloroformio non cresceva di certo sugli alberi), se girava bene c'erano degli alcolici o una striscia di cuoio da stringere coi denti per non urlare, se girava male...niente.
Ora notiamo la prima grossa differenza tra i soldati nel Nord e quelli del Sud. Mentre i primi potevano contare su un abbigliamento omogeneo e confezionato nelle ricche e produttive città del Nord fortemente industrializzate, i soldati del Sud (prevalentemente agricoltori) avevano le loro uniformi confezionate in casa, per questo esisteva grande varietà e, al giorno d'oggi, possiedono un valore inestimabile. 

Soldati della Iron Brigade, veterani volontari del Wisconsin e temibili nemici sul campo di battaglia
Ora diamo rapidamente uno sguardo agli armamenti e alle munizioni utilizzate da entrambi gli schieramenti, cercherò di essere breve, conciso e compendioso nei limiti della correttezza. Qui notiamo una seconda differenza tra Nord e Sud, il Nord grazie alla possente industrializzazione riusciva a fornire moschetti e munizioni a tutti i soldati; mentre il Sud decisamente meno industrializzato faticava ad armare i propri uomini, ciò anche a causa del blocco navale posto dalla marina degli stati del Nord. Quindi, mentre tutti i fanti di linea nordisti avevano il nuovissimo fucile Spingfield 1861, i soldati confederati avevano un armamento piuttosto eterogeneo fatto anche di pezzi piuttosto datati come l'Enfield 1853.


Springfield 1861


Ma cos'è lo Springfield 1861? In sostanza si tratta di un moschetto a canna rigata usato dai soldati durante la Guerra Civile. Il meccanismo a pietra focaia (come i vecchi moschetti Brown Bess) fu sostituito con uno a capsula, più preciso e più efficace; grazie a questa nuova arma lunga poco più di un metro e pesante circa 4 kg, un uomo addestrato poteva sparare circa tre colpi al minuto che, per un fucile ad avancarica, non è niente male. La rigatura interna della canna permetteva la rotazione del proiettile e, quindi, l'eliminazione degli effetti degli attriti causati dal vento all'uscita dalla bocca di fuoco (se un corpo rigido -il proiettile- ruota attorno ad un asse esso ha: una velocità angolare, un'accelerazione angolare e un momento). Inoltre la nuova arma faceva uso della nuovissima pallottola Minié (detta anche balle Minié, dal nome del suo co-inventore Claude Etienne Minié). Si trattatava di un proiettile conico-cilindrico di piombo con un calibro leggermente inferiore a quello dell'arma (cos'è il calibro? Dopo lo vediamo) così da venire inserita agevolmente nell'arma. Adesso con l'aiuto di un piccolo schemino home-made vi spiego come funziona la pallottola:
Ok, nel punto 1 vediamo la pallottola (A) venire spinta all'interno della canna rigata verso la polvere da sparo (B), si noti che in fondo alla palla c'è un piccolo segmento (in verde) di ferro. Nel punto 2 assumiamo che il soldato abbia premuto il grilletto e che le polveri siano esplose (D), la pallottola (C - di cui si è volutamente esagerata la dimensione) subisce una spinta da parte della coppa in ferro (il segmento verde) che, deformandosi, fa aderire i margini della pallottola alla canna rigata, così da iniziare a farla girare su sé stessa dandole stabilità ed una maggiore velocità.



All'impatto la palla si deforma appiattendosi, ha una potenza tale da rompere le ossa ed entrare ancora più in profondità nei tessuti rispetto alle pallottole tradizionali.
Seconda arma simbolo della Guerra Civile e del West in generale è la Colt Navy, inventata da Samuel Colt, si trattava di una pistola a tamburo che doveva essere destinata alla marina. Di quest'arma ne furono creati numerosi esemplari migliorati e ingranditi (come la Colt Army cal .44, che sparava proiettili leggermente più grandi dei .38 della Navy), in genere era in dotazione a ufficiali e cavalleggeri.



Infine parliamo di cannoni. Di calibro diverso, pochi pezzi posizionati con intelligenza potevano cambiare il corso di una battaglia. A Gettysburg furono centinaia i cannoni di entrambi gli schieramenti che martellavano le posizioni nemiche sparando quasi senza sosta, prima aprivano il fuoco i cannoni a canna rigata in grado di lanciare granate esplosive e shrapnel capaci di abbattere anche 10 uomini alla volta disintegrandoli; quando i soldati nemici erano più vicini, questi potevano essere presi di mira dai vecchi cannoni napoleonici da 12 libbre, in grado di sparare palle da 5 kg alla velocità di 500 m/s.
Infine vi era il canister, consisteva in un barattolo di latta riempito con 28 palle di ferro usato contro le formazioni serrate di fanteria. Il canister trasformava il cannone in un enorme fucile a pompa, generando una vasta rosa di pallettoni che maciullavano più di 20 uomini per volta.
Ora vi chiederete, ma che diavolo è il calibro di un'arma? Banalmente, se prendiamo un tubo il calibro è il diametro del tubo; per un'arma da fuoco, se si tratta di una canna ad anima rigata il calibro è misurato al netto delle rigature, per un'anima liscia (senza rigature) il calibro è il normale diametro della canna. Spesso non si misurano i diametri dei cannoni col calibro ma in libbre; quindi cosa mai vorrà significare cannone da 12 libbre? Semplice, questo metodo di misura voleva significare che la bocca del pezzo era riempita con 12 pezzi da una libbra ciascuno; 12 libbre equivalgono a 5,4 Kg che è circa il peso delle palle utilizzate dagli artiglieri a Gettysburg. Semplice no?



Contrariamente a quanto si possa pensare gli assalti alla baionetta non erano così frequenti, anzi era spesso l'ultima risorsa utilizzata dagli schieramenti. Ma allora come avveniva una battaglia campale tra, poniamo, due reggimenti di fanteria? Anche in questo caso ci serviremo di un grafichino a paint. 



Supponiamo che x e y siano due reggimenti nemici e che stiano avanzando l'uno verso l'altro (A), arrivati a distanza di tiro con i moschetti, i due reggimenti in file serrate iniziano a scambiarsi violente raffiche di fucileria (B), ora possono succedere due cose: o il reggimento y a fronte delle perdite onerose cede e si sbanda (C), oppure se entrambi gli schieramenti sono determinati possono lanciarsi in un sanguinoso assalto alla baionetta. Spesso non si arrivava al contatto fisico, ma bastava la minaccia della carica per far desistere il nemico e costringerlo a retrocedere. In sostanza le schermaglie non erano altro che una gara di nervi in cui contavano la tenacia dei soldati, la loro velocità nel ricaricare l'arma e soprattutto la loro mira. Di sicuro non doveva essere facile subire le raffiche di fucileria dei soldati dello schieramento opposto senza poter scappare, senza contare che accanto a noi vedevamo uno ad uno i nostri compagni cadere come mosche, mentre cannonate e pallottole ronzavano intorno a noi con fragore assordante; in tutto questo il soldato doveva possedere sufficiente sangue freddo per ricaricare il suo fucile, prendere la mira e sparare. Sono pochi i casi in cui una schermaglia si è risolta effettivamente con l'uso delle baionette; spesso gli ufficiali ritiravano molto prima i propri uomini, quando vedevano che il nemico era in posizione dominante e che le perdite si stavano facendo consistenti: perdere un reggimento procurando solo lievi danni all'avversario non giovava di certo all'esercito. Quindi lo scontro avveniva dopo lunghe manovre complesse e ponderate, in grado di fornire le migliori posizioni ad uno dei due schieramenti.
A Gettysburg gli scontri saranno particolarmente intensi e cruenti, come avremo modo di vedere da domani.


1.d. Gradi
No, non stiamo parlando di temperature, ma della scala gerarchica dell'esercito. Bene o male quasi tutti sanno la differenza che c'è tra un soldato semplice ed un sergente, ma non tutti sanno la differenza tra un generale di divisione e uno di brigata. Vediamoli assieme partendo dal gradino più basso:
Infine, i raggruppamenti di soldati erano divisi secondo la quantità degli stessi, un tot numero di soldati formava un battaglione, tot battaglioni un reggimento e così via. Ogni reggimento e brigata aveva un numero identificativo proprio (es. 20° Reggimento Volontario del Maine, 140° New York), anche le divisioni erano numerate, oppure prendevano il nome del loro comandate. Ora vi metto dal più piccolo al più grande la suddivisione delle unità di un esercito.

Squadra << Plotone << Compagnia << Battaglione << Reggimento << Brigata << Divisione << Corpo d'Armata << Armata

1.e. I Luoghi
Gettysburg è una località della Pennsylvania nella contea di Adams. Ha una popolazione di circa 10 000 abitanti. La città venne fondata nel 1786 e, ai tempi della narrazione, era un'importante crocevia nonché centro manifatturiero di calzature. Ora ospita l'omonimo parco nazionale, in cui è stato girato il film Gettysburg nel 1993 in occasione del 130° anniversario della battaglia.


La Battaglia si svolse sia in città che sulle colline circostanti durante i torridi primi giorni di Luglio, nel 1863.

Bene cari avventori, direi che per oggi è tutto, abbiamo messo sufficiente carne sul fuoco e siamo pronti per dare il via alla descrizione degli eventi a partire da domani, primo giorno della Battaglia. A domani! Vi voglio puntuali come orologi svizzeri, on-line dalle 9:30 del mattino.

Matt - Il Locandiere

sabato 29 giugno 2013

Le News da dietro il bancone. Mesi di Luglio e Agosto.

Eccoci ormai nei caldi mesi dell'estate, ma imperterrito continuo a sudare sulla tastiera del pc per portarvi un po' di conforto letterario, anche quando tutti partono per le ferie (mica vero in realtà, visto che per colpa della crisi forse neanche il 50% degli italiani andrà in vacanza). In questo post condensiamo le notizie relative ai due mesi centrali dell'estate per motivi che vi spiegherò nel corso del post.


Dunque, innanzitutto post anticipato, di solito le notizie ve le do all'inizio del mese, non alla fine di quello prima. Ma abbiate pazienza, vedrete che adesso tutti tasselli del puzzle torneranno al loro posto!


  • 150 Anniversario della Battaglia di Gettysburg. La Guerra Civile Americana, pur non essendo ampiamente trattata nei corsi di studi di storia dei vari licei, ha avuto delle conseguenze importanti nel percorso di crescita degli Stati Uniti d'America. Proprio perché questo argomento non viene mai trattato esaustivamente, oppure viene marginalmente accennato; la Locanda è ben felice di annunciarvi che dal 30 Giugno al 4 Luglio farò uscire una serie di post in cui commenteremo giorno per giorno gli eventi della Battaglia di Gettysburg (1-2-3 Luglio 1863), contestualizzando e descrivendo le cause che portarono allo scontro che lasciò quasi 50.000 uomini sul campo di battaglia (tra morti e feriti). In totale i post dedicati all'argomento saranno 5. Uno introduttivo domani Domenica 30 Giugno, 3 per i 3 giorni della battaglia e uno conclusivo il 4 Luglio (tra l'altro giorno dell'Indipendenza).
  • Modifiche al palinsesto. Trattando giorno per giorno le fasi della Battaglia di Gettysburg, viene da sé che salteranno gli appuntamenti del Lunedì del Locandiere e del 30 Days Movie Challenge relativamente alla prima settimana di Luglio, mentre l'appuntamento con la Top 10: I personaggi più fuori di testa della storia salterà di una settimana (quindi al 13 Luglio con la posizione 7). Anche l'appuntamento del primo venerdì del mese col #322  di Dylan Dog verrà posticipato al venerdì successivo, cioè al 12 Luglio. Il tutto per far spazio ai post sulla storia.
  • Orario estivo. Visto che d'estate certi servizi vengono meno, si riducono anche gli orari lavorativi delle persone (in teoria). Anche la Locanda riduce i suoi orari sospendendo l'appuntamento del Lunedì del Locandiere per tutti i mesi di Luglio e Agosto. L'appuntamento dell'inizio della settimana tornerà Lunedì 2 Settembre 2013. Restano tuttavia invariati gli altri due appuntamenti, cioè il  30 Days Movie Challenge e la Top 10: I personaggi più fuori di testa della storia.
  • Chiusura per ferie. Credete che solo voi abbiate bisogno di andare in vacanza? E io che ci sto a fare qua? Mi spiace cari miei Avventori, ma anche i Locandieri necessitano di un po' di tintarella. Sicché la Locanda resterà chiusa per due settimane, l'ultima di Luglio e la prima di Agosto: dal 29 Luglio al 9 di Agosto in sostanza. Dal 10 in poi riprenderanno i programmi portati avanti nel mese di Luglio. Seguiranno ulteriori informazioni
Matt - Il Locandiere

mercoledì 26 giugno 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 24: il tuo film d'animazione preferito.

Buongiorno cari Avventori, nonostante i punti sul cuoio capelluto (che ti sei fatto? Mah chi lo sa!) eccomi a voi per il nostro appuntamento infrasettimanale cinematografico: il 30 Days Movie Challenge.


Oggi facciamo un altro -hop - balzo indietro nel passato del Locandiere con uno dei miei film d'animazione preferiti.

Giorno 24. Il tuo film d'animazione preferito: Il gigante di ferro.


Titolo: Il Gigante di Ferro
Titolo originale: The Iron Giant
Regia: Brad Bird, Jeffrey Lynch
Durata: 83 min
Anno: 1999
Genere: animazione

Trama: siamo nel 1957, in piena Guerra Fredda e i russi hanno da poco lanciato lo Sputnik. Hogarth Huges, un bambino di 9 anni, vive solo con la madre che lavora in una tavola calda locale. Una sera, mentre la madre è al lavoro, si accorge che la televisione non prende più; uscito in giardino lo trova devastato, come se qualcosa di enorme ci fosse passato in mezzo. Seguendo le tracce lasciate, Hogarth trova un enorme androide che tenta di mangiare i tralicci dell'alta tensione rimanendovi però impigliato, il ragazzino lo salva abbassando l'interruttore della centrale elettrica, ma tornando a casa viene ripreso dalla madre per il suo allontanamento.
Hogarth va a cercare il gigante e lo trova, dopo i primi istanti di insicurezza i due iniziano a stringere una profonda amicizia; ma non sanno che il governo degli Stati Uniti è convinto che un mostro si aggiri per i boschi attorno alla città di Hogarth.
Presto l'amicizia del ragazzino col gigante sarà messa a dura prova, soprattutto quando l'automa mostrerà un lato di sé piuttosto inquietante...


Parliamone: film decisamente carino, molto umano anche se c'è di mezzo un automa alto 80 metri, che mangia acciaio e ha dalla sua parte un arsenale militare di tutto rispetto. Ingenuo quanto basta a farci tornare all'infanzia e, allo stesso tempo, maturo a sufficienza per farci capire che la violenza, la guerra e la distruzione non sono un'opzione da considerare.


L'ambientazione anni 50 è decisamente molto azzeccata, quel gusto vintage delle tavole calde americane ci scalderà il cuore, lasciandoci in bocca un vago retrogusto di invidia (per noi che magari non abbiamo vissuto in quegli anni). Bene ricostruita è la maniacale ricerca del nemico, o meglio l'isterismo di massa per il nemico rosso, cioè per l'Unione Sovietica, che da poco aveva spedito in orbita i primi due satelliti artificiali (Sputnik 1 e Sputnik 2); quindi si riteneva che una guerra nucleare fosse ormai imminente.
In particolare, l'agente dell'FBI che da la caccia al gigante è una sintesi ridicola, una caricatura di tutte queste congetture e luoghi comuni verso i russi. Insomma, rappresentava un po' l'americano medio di allora, con l'indice teso sul pulsante di lancio dei missili ICBM, ma pronto a credere all'esistenza di Bigfoot nei boschi fuori dalla sua città.


Questo film mi ha tenuto compagnia spesso e volentieri (un po' meno ultimamente), lo apprezzavo soprattutto per la sua semplicità e la sua grande carica comunicativa. Ok, forse non sarà da premio Oscar, però come non si può restare rapiti da questa strana amicizia tra un ragazzino senza padre e un robot enorme 
proveniente da un'altra galassia (che tra le altre cose è atterrato proprio qui sulla terra e in America)?
Una bella fiaba moderna a lieto fine (ovvio), che ci farà scoprire quanto ognuno di noi possa essere Superman dentro di sé, e chi ha visto il film capirà.

Matt - Il Locandiere

lunedì 24 giugno 2013

Il Lunedì del Locandiere.

Il Dottor Dovahkiin: ovvero come imparai a non preoccuparmi della sessione estiva e ad amare i Draugr

[Abstract] Ultimo appuntamento col Lunedì del Locandiere prima della pausa estiva, non temete, vi spiegherò meglio sabato con le News del Mese anticipate. Oggi si parla di un videogioco un po' datato, capolavoro della Bethesda che a volte ritorna, ma lo fa nei momenti meno opportuni. Ritorna e alla fine si scopre che il suo arrivo è stato provvidenziale per la salvezza dei nervi di quelli che, come me, sono universitari frustrati alle prese con la sessione estiva d'esami. Disagio totale proprio.

Oggi, tanto per cambiare, mi rivolgo al solito pubblico di nerdssss e appassionati di videogiochi che sono soliti leggere le mie farneticazioni. Ecco, quella di oggi non è una recensione, per carità! Di Skyrim se n'è parlato così tanto che ormai ogni volta che apro Google Chrome, scrivo sulla toolbar: "Skyrim recensione", i suggerimenti mi dicono: 


Forse cercavi Skyrim che due coglioni!

Oggi si parla della potenza distruttiva, in senso buono, di codesto videogioco e dei motivi per cui io, se Skyrim esistesse sul serio, ci andrei a vivere.


Bene o male, chi è avvezzo a Internet come me, ha sentito abbondantemente parlare di TES V, fin troppo a volte. Sappiamo tutti quant'è figherrimo ammazzare draghi, entrare in casa e rubare qualsiasi cosa, correre in mutande per mezzo feudo senza nessuno che ti dica nulla e soprattutto sappiamo tutti il famoso tormentone estate-autunno-inverno-primavera delle Guardie delle città:


Ogni soldato era un avventuriero, ognuno di loro si era preso (a suo tempo) una freccia nel ginocchio...probabilmente era una sorta di flash mob molto popolare all'epoca.
Ma torniamo a noi.
Come tutti gli studenti universitari sanno, la sessione estiva è quel mostro che resta in agguato tutto l'anno, nascosto tra gli appunti, acquattato tra le pagine dei libri che osserva malefico con occhi taglienti lo studente. Lo assale quando è più vulnerabile, in luoghi oscuri e senza scampo. Le aule studio e le biblioteche sono il suo terreno di caccia, può essere visto da giugno a luglio aggirarsi liberamente tra le enormi scaffalature delle biblioteche, tra le aule universitarie, pronto a ghermire la sua prossima preda.
Esiste un unico rimedio contro la sessione estiva...ed è lo studio. Ok, ognuno ha i suoi metodi di studio, tendenzialmente però per battere la sessione estiva ci vuole molto studio, fin troppo anche...
Di conseguenza se si vuole studiare non bisogna avere distrazioni, per non avere distrazioni bisognerebbe vivere nella Stanza dello Spirito e del Tempo come in Dragon Ball, questo è il trucco per una preparazione ottimale.
Ma a noi cosa importa della preparazione migliore per un esame? Siamo in estate, ci sono 40 gradi all'ombra col 60% di umidità, solo a muoversi sembra di galleggiare in un altoforno di un'acciaieria...diciamocelo, con che coraggio studiamo?
Ma si deve studiare lo stesso.

Io costituisco un'eccezione, non so se per il gusto del rischio o per l'incoscienza nuda e cruda, tuttavia ogni volta che qualche esame consistente è alle porte io mi diletto nel trovarmi passatempi via via più time-consuming (tranne per agosto, quando dovrò mettere la catramina sul tetto del garage, speriamo sia bel tempo!). Allora quale trastullo migliore di un videogioco? 


Fra tanti videogiochi, Skyrim è sicuramente uno dei più time consuming che il genere umano abbai mai creato. Parti con una quest e un'ora e mezza dopo ti ritrovi con altre dieci missioni aperte, cavalcando al tramonto verso un covo di ladri sbattendotene altamente di quello che dovevi fare all'inizio.
Inoltre Skyrim non è quel classico gioco del tipo: massì, 10 minuti e poi torno a studiare. Una volta che inizi...è finita.
Tuttavia, Skyrim mi ha salvato la vita, o meglio i nervi. Benché la scelta di re-installarlo settimana scorsa, cioè a meno di 7 giorni dall'orale di fisica, sia stato un qualcosa di altamente discutibile; in verità questo preziosissimo capolavoro di computer grafica mi ha reso possibile un lungo rilassamento serale pre-esame, incredibile ma vero. Ecco la mia storia:

Venerdì 21 Giugno dovevo sostenere l'orale di Fisica 1, quella fisica, la famosa fisica...sì insomma avete capito Newton, Bernoulli, D'Alambert e compagnia bella. Ecco, di giorno ero preso nel mio studio matto e disperatissimo, tant'è vero che ho disertato spesso la palestra. Ora, voi direte: tutto questo chiasso per un orale? Ma che ti prende? Non sai parlare l'italiano per caso?
Voi non conoscete il mio docente di fisica, che per carità, pur essendo una validissima e ottima insegnante, ha quel non so che di inquietante, soprattutto quando la si fissa direttamente nei suoi occhi azzurro ghiaccio. Essendo molto severa e precisa, ci tiene molto affinché i teoremi e le dimostrazioni vengano descritte in modo esaustivo; di conseguenza non è disposta a transigere quasi su niente all'orale...ma vabbé, ognuno ha i suoi metodi no?
Sta di fatto che, studiando e disertando la palestra, mi trovavo momentaneamente sprovvisto di una valvola di sfogo; tra l'altro essendo anche single non potevo sfogare la mia frustrazione con continui piagnistei al telefono. Una sera stavo rovistando tra le varie cartelle della mia memoria esterna, ad un certo punto noto: TES V: Skyrim. E la Madonna, ce l'ho ancora in memoria? (e sì cari miei, l'ho messa nel culo a quelli di Steam), allora ci penso un attimo e dico...beh dai proviamo a reinstallarlo, tanto 10 minuti e poi esco.
Erano le 21:22 quando l'ho avviato, alla 1 di notte stavo salvando e uscendo dal gioco.


Potete ben immaginare i sensi di colpa, visto che quella sera (che in realtà era mercoledì) avevo in programma di ripassare il moto armonico smorzato e le oscillazioni forzate! D'altro canto mi sentivo anche piuttosto appagato, l'aver dato mazzate a destra e a manca, tirando giù draghi e salvando fanciulle in difficoltà mi ha messo di buon umore. Così ho continuato la mia terapia serale a base di Skyrim e Venerdì mattina sono andato fresco e rilassato all'esame orale. Devo dire che mi è andato bene, un 25 così su due piedi non si rifiuta certo (soprattutto se lo si da ad uno come me che alle superiori aveva la media del 6 risicato nelle materie matematiche).

Questa è una storiella a lieto fine, certo poteva andarmi anche peggio, visto che gli sventurati che hanno subito l'orale al mattino sono stati bocciati tutti o quasi. Così nell'impeto della gioia mi sono messo a fantasticare ed ho realizzato che, in fin dei conti, se Skyrim esistesse davvero non sarebbe poi un brutto posto in cui vivere, ciò per diversi motivi:

  • Hai miglia e miglia di spazio percorribile, senza che nessuno ti rompa le palle. 
  • Vuoi stare da solo? Vai a Hrotgar Alto, anche se ci sono i monaci tanto non ti parlano.
  • Ti piace la vita agreste? Prenditi un pezzettino di terra fuori Whiterun e coltiva!
  • Ti piace il profumo della legna appena tagliata? Armati di accetta e olio di gomito e spacca la legna per la gloria di Skyrim! Oppure divertiti a caricare tronchi nelle segherie e tira la leva del mulino.
  • Sei un appassionato del trekking? Skyrim è perlopiù montagnosa, quindi ci sono tanti sentieri e stradine da percorrere in lungo e in largo.
  • Sei uno speleologo alle prime armi? Le grotte non mancano mai, occhio ai banditi e ai Falmer però.
  • Non hai ricevuto la tua lettera per Hogwarts? Basta avere un minimo di talento e dirigersi a Nord a Winterhold, dove troverai la migliore (e unica) Accademia di Magia.
  • Ti piace l'avventura e non disdegni di sguainare la spada ogni tanto? Unisciti ai compagni a Jorrvaskr.
  • Credi nella causa di Ulfric Manto della Tempesta? Unisciti alle sue truppe...oppure se sei un fedele all'Impero puoi sempre arruolarti nella Legione.
  • Ehi pssst...dico a te...vuoi guadagnare qualche soldino in modo poco pulito? Si dice che la Gilda dei Ladri stia cercando personale qualificato.
  • Se hai almeno venti dita di peli sullo stomaco puoi sempre darti al banditismo oppure entrare nella Confraternita Oscura. Certo non lamentarti se poi ti ritrovi col collo sul ceppo del boia.
  • Sei un cacciatore professionista? Lo sanno tutti che le lande di Skyrim sono piene di prede. Occhio ai mammut dei giganti però!
  • Se sei uno sfaticato e ami stare in panciolle tutto il giorno scegli una delle tante taverne e inizia a fare gare di bevute.
  • Vuoi andare a sciare? Dicono che Winterhold sia un posto stupendo per le settimane bianche.
  • Se invece preferisci l'ambiente lacustre, sorseggiando del buon idromele, puoi sempre fare un salto a Riften, occhio al portafogli però!

Matt - Il Locandiere

sabato 22 giugno 2013

Top 10. I personaggi più fuori di testa della storia: Posizione 8.

Eccoci di nuovo ad un altro appuntamento storico di questa insolita Top 10, un po' fuori dagli schemi, ma che noto sta riscuotendo un discreto successo. Oggi siamo alla posizione 8 e siamo pronti con un altro super-cattivone della storia.

Per completezza vi linko le puntate precedenti:


Oggi proseguiamo con la nostra carrellata con un personaggio di sesso femminile, vissuto nel secolo scorso e che si è macchiata di reati efferati, di una bestialità indicibile.

I Personaggi più fuori di testa della storia. Posizione 8: Ilse Koch.


Biografia: nata Ilse Kholer, pochi avrebbero sospettato che dietro questo volto sorridente ed ingenuo si celasse uno dei più spietati aguzzini nazisti che il regime ebbe mai partorito.
Nacque il 22 settembre 1906 a Dresda, crebbe in una realtà rurale tranquilla, il padre era operaio, a scuola gli insegnanti la consideravano una ragazza tranquilla e posata, con alle spalle una solida famiglia premurosa. Sappiamo anche che era molto popolare tra i ragazzini.
A 15 anni lasciò la scuola per andare a lavorare in fabbrica, poco tempo dopo venne assunta come bibliotecaria.
Erano gli anni immediatamente successivi al Primo Conflitto Mondiale, la Germania era prostrata dalla crisi economica e dalle ingenti perdite subite durante la guerra, inoltre il Trattato di Versailles (1919)  pesava sulle coscienze del popolo tedesco come un macigno, rendendo ancora più precaria la già fragile stabilità politica della Repubblica di Weimar.
In mezzo al grigiore degli anni Trenta, Ilse iniziò ad accorgersi che un movimento politico iniziava a guadagnare ampi consensi tra la popolazione tedesca: si trattava del Nationalsozialistische Deutsche Arbeitpartei, il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, alla cui guida vi era il carismatico reduce e artista fallito Adolf Hitler. 
Ilse seguiva sempre con maggior interesse le adunanze dei baldi giovanotti, desiderosi di rivincita, che partecipavano alle manifestazioni del NSDAP; ciò grazie anche ad alcuni agganci con gli uomini delle SS.
Una volta che Hitler fu al potere, Ilse venne assunta come segretaria da Himmler in persona (il Reichsfuhrer delle SS). Una sera del 1936 Ilse si sposò con Karl Koch in un boschetto di querce secondo i riti occulti praticati dalle SS. La coppia doveva rappresentare il modello di una nuova razza emergente che avrebbe dominato su tutti gli altri untermensch: gli ariani. 


Karl Koch era, in realtà, un ex dipendente di una banca frustrato e con un matrimonio alle spalle. Divenuto ufficiale delle SS (nella foto sopra lo vediamo con le mostrine da Maggiore delle SS - Totenkopf, poi diventerà Colonnello) era il modello di nazista, preciso, maniacale e disposto ad applicare la disciplina con l'uso della violenza. Adorava percuotere i prigionieri con un frustino sul quale erano legate delle lamette da rasoio, utilizzava la tortura dello schiacciapollici e dei ferri per marchiatura.

Lo schiacciapollici

Nel 1939 i suoi superiori notarono le sue potenzialità e gli affidarono il comando del campo di concentramento di Buchenwald, lì Karl si sistemò con la moglie Ilse. Buchenwald fu costruito nel 1937 dai prigionieri ebrei che vi risiedevano, a prezzo di un numero spropositato di vite umane. Il campo comprendeva tre siti principali, più gli alloggiamenti delle SS, gli uffici amministrativi, le fabbriche e altri 130 campi satelliti, in cui si trovavano i prigionieri politici, i prigionieri di guerra ecc, mentre gli elementi antisociali (ebrei, omosessuali e zingari) venivano trattati con estrema brutalità dalla guardie. Buchenwald venne usato come centro di smistamento per gli ebrei tedeschi arrestati, alcuni venivano mandati ad Auschwitz, altri (una volta eliminati i "soggetti deboli"), venivano fatti lavorare a sfinimento nelle fabbriche e nelle cave di pietra: se un prigioniero era così sfortunato da portare una pietra poco pesante, veniva ucciso immediatamente. Il lavoro si svolgeva sotto i continui abusi degli aguzzini nazisti.
A Buchenwald non esistevano le camere a gas, la gente veniva fatta morire di stenti e di lavoro, l'aspettativa media di vita di un prigioniero era di circa 3 mesi.
Sempre a Buchenwald venne creata una Divisione Medica delle SS che aveva lo scopo di portare avanti ricerche sul tifo e su vari virus.
Esperimenti d'inumana crudeltà venivano condotti sui prigionieri, essi venivano sottoposti ai più inutili e bizzarri trattamenti partoriti dalle distorte menti dei medici. In particolare, questi sedicenti scienziati si accanirono sugli omosessuali, cercando una cura per la loro "malattia". Quando le cavie non servivano più venivano semplicemente lasciate morire.
Giunti al campo i coniugi Koch si dedicarono a mettere al mondo un altro bambino, così come prevedeva la dottrina per le famiglie ariane (avere almeno due bambini). Secondo quanto prevedeva l'etichetta nazionalsocialista, la donna ariana doveva dedicarsi esclusivamente al marito, ai figli ed alla cura della casa; ben lungi dall'accettare questo destino, Ilse troverà nuovi e agghiaccianti passatempi per sopperire alla noia della vita nel campo.
Certo, essere la moglie di un ufficiale superiore aveva anche i suoi vantaggi: Ilse viveva nel lusso più sfrenato, grazie alla posizione del marito, mentre a pochi passi di distanza i prigionieri morivano di fame e di stenti.
Come vedremo più tardi, la cagna di Buchenwald  ed il consorte seminarono il terrore nel campo, macchiandosi dei più efferati delitti mai perpetrati. Delitti che iniziavano a essere troppo anche per le alte sfere del Terzo Reich.
I gerarchi nazisti avevano dato ordini ben precisi sull'esecuzione dell'olocausto, autorizzando anche i brutali esperimenti di cui sopra abbiamo brevemente parlato; tuttavia erano anche pronti a rimettere in riga i loro aguzzini troppo zelanti o gli indisciplinati.
Nel 1941 i Koch furono invitati a presentarsi davanti ad un tribunale delle SS per rispondere delle seguenti accuse:

  • Eccessiva brutalità
  • Corruzione
  • Infamia
Un tribunale delle SS che giudica degli aguzzini è un po' come la storia del bue che da del cornuto all'asino; ma a quanto pare le sevizie dei coniugi Koch erano troppo anche per quella masnada di tagliagole e macellai a Berlino. Inoltre le voci sui comportamenti immorali e il fatto che i Koch depositassero del denaro sul loro conto estero in Svizzera, denaro sottratto al Reich grazie alle ruberie di Karl, erano giunte alle orecchie di molti. Karl, infatti, fece costruire un enorme centro sportivo al coperto con un costo di 250 000 marchi; denaro sottratto allo stato ed estorto ai prigionieri con la forza.
Sempre tornando al processo, secondo i giudici: <Una cosa era torturare, percuotere e uccidere la gente; un'altra era divertirsi nel farlo!>. Le accuse vennero fatte cadere; ma Karl venne mandato in Polonia al comando del campo di Majdanek. Ilse, senza la protezione del marito, avviò una serie di relazioni con gli ufficiali del campo e cercò di rigare dritto.


Nel 1944 Karl si riunì con la moglie, ma la sorte aveva voltato le spalle ai coniugi. Karl Otto Koch venne incriminato nuovamente di furto e attività illecite ai danni del Reich, cosa che, per i giudici tedeschi, costituiva un reato peggiore dell'omicidio e della tortura.
Karl cercò di salvarsi avvelenando un testimone chiave, ma non c'era più nulla da fare. Un mattino dell'Aprile 1945 Karl Koch fu trascinato davanti al plotone d'esecuzione e fucilato in quello che una volta era il suo campo di concentramento. Tuttavia la Koch era ancora viva.
Ormai per il Terzo Reich era finita. I soldati russi entravano a Berlino, innalzando la bandiera rossa sul Reichstag. Il 10 Aprile dello stesso anno, gli americani liberarono il campo di Buchenwald, anche se Ilse si trovava lontano a Ludwigsburg.
Ma i prigionieri da lei torturati non erano certo disposti a perdonarla, avevano visto morire il marito, ora toccava alla moglie.
Nel 1947 Ilse Koch, convinta che gli americani cercassero persone più importanti di lei, venne identificata e arrestata.

Il Processo: venne processata a Dachau mentre era incinta di un altro detenuto. Per quattro settimane 50.000 persone testimoniarono contro di lei, presentando ancora i segni della denutrizione e dei supplizi subiti. Quando l'accusa mostrò le foto di mucchi di cadavere nel campo, Ilse gridò: <Bugie! Tutte bugie!> e continuò a negare arrivando al punto di simulare una crisi epilettica. Si levarono molte voci favorevoli alla sua condanna a morte; ma la Corte  la condannò all'ergastolo e ai lavori forzati. Nel 1951 venne rimessa temporaneamente in libertà; ma l'evento suscitò uno scandalo così grande che il processo venne riaperto e la Koch venne condannata in via definitiva all'ergastolo.

Morte: Il 1 settembre 1967, dalla sua cella del carcere di Aichach (Baviera), Ilse scrisse un'ultima lettera al figlio Uwe, lamentandosi della sua condizione e sostenendo di essere solamente un capro espiatorio per proteggere le alte sfere delle SS. Dopodiché annodate assieme alcune lenzuola e fissate alla lampada della sua cella, si impiccò. Aveva sessantun anni.


Spetegulesssssssss: pur non rientrando nell'organico di quella cricca di assassini che costituivano i sorveglianti dei campi di concentramento, Ilse Koch merita una medaglia al merito della depravazione umana. In tutti i campi.
Sadica, lasciva, crudele e instabile.
Oltre ad avere un numero imprecisato di amanti all'interno del campo di concentramento di Buchenwald, Ilse si dilettava organizzando vere e proprie orge lesbiche con le mogli degli altri ufficiali del campo. 
Oltre agli eccessi in campo sessuale, Ilse ebbe tutto il tempo e i prigionieri necessari per sperimentare le sue personalissime tecniche di tortura; si aggirava per il campo con un frustino percuotendo i prigionieri, sguinzagliando il suo pastore tedesco contro le prigioniere e provocando aborti nelle sventurate che erano incinta. 
Quando al campo arrivavano dei nuovi prigionieri, Ilse si metteva all'ingresso a seno nudo urlando contro di loro frasi lascive, gli sventurati che osavano fissarla troppo a lungo, venivano ammazzati di botte. Un giorno due prigionieri furono percossi a morte e uno affogato nel fango solo perché avevano fissato la Koch troppo a lungo.
La sofferenza le provocava brividi di eccitazione.
Una volta alcuni soldati si misero a sparare sui prigionieri, Ilse dal canto suo prese una pistola e aggiunse ventiquattro al numero di prigionieri uccisi. Ma presto la Koch toccò il fondo della perversione umana.
Amava decorare la sala da pranzo con teste dei prigionieri decapitati, rimpicciolite grazie all'uso di sostanze chimiche. Inoltre faceva scuoiare i prigionieri che avevano i tatuaggi corporei più belli, con la pelle faceva produrre dei paralumi, delle copertine per le agende, dei portafogli e dei guanti.


Questi "prodotti", confezionati nel Blocco 2, erano scambiati con estrema allegrezza tra gli ufficiali del campo e le loro rispettive mogli, ma la Koch vantava una collezione estesa. Proprio con dei guanti di pelle umana ella si aggirava per il campo infliggendo torture.
Spesso faceva riunire i prigionieri maschi, giovani, nudi nel cortile del campo e con le sue compagne di malefatte si metteva a scegliere quelli coi tatuaggi migliori.
Sempre per placare la sua lascivia obbligava i detenuti a compiere tra loro gli atti sessuali più osceni, mentre lei restava a guardare.
Nemmeno il marito Karl era uno stinco di santo, anzi...
All'interno del campo aveva fatto installare un mini-zoo con le gabbie degli orsi esposte verso il recinto dei prigionieri, qui dentro, una volta al giorno, ci finiva un ebreo che sfamava le fiere; mentre le aquile beccavano le ossa ripulendole.

Conclusioni: La storia ha partorito un numero infinito di rifiuti della società, assassini, tagliagole e sadici pervertiti; pochi riuscirono ad eguagliare in efferatezza i coniugi Koch, anche all'interno delle disumane realtà dei campi di concentramento o dei gulag sovietici.
La Giornata della Memoria non esiste solamente come una serie di documentari che elenca in loop il numero dei detenuti uccisi da un regime tutt'altro che illuminato, ma esiste anche per ricordare al mondo di come pochi assassini si attribuirono il diritto di decidere sulla vita e sulla morte di un essere vivente, considerato inferiore solo per motivi legati alla razza, alla discendenza o al modo di vivere la propria vita sentimentale.
La Giornata della Memoria non è solo la giornata relativa all'Olocausto, ma è anche il monito alle generazioni future affinché simili atrocità non vengano mai più perpetrate. Mai più torture, mai più pulizie etniche, mai più violenze indiscriminate.

Matt - Il Locandiere

mercoledì 19 giugno 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 23: Il tuo thriller preferito.

Buongiorno Avventori, nell'afa che ci attanaglia già dalle prime ore del mattino eccomi a voi, unico conforto per voi videoterminalisti accaldati e pure senza aria condizionata (e la Madonna, che tragico!). Ma non perdiamoci in ulteriori sterili chiacchiere, attacca col 30 Days Movie Challenge!


Ok, allora oggi che bolle in pentola? Bollire? Argh meglio di no! Forse è il caso che vi tiri fuori da frigorifero un bel thriller fresco fresco!

Giorno 23 - Il tuo thriller preferito: Nella mente del serial killer.


Titolo: Nella mente del serial killer
Titolo originale: Mindhunters
Regia: Renny Harlin
Durata: 102 min
Anno: 2004
Genere: thriller
Cast: Val Kilmer, LL Cool J, Christian Slater, Patricia Velasquez, Johnny Lee Miller.

Trama: Sette agenti dell'FBI iperaddestrati vengono spediti in questo centro di simulazione su un'isola deserta. Solo passando il test riusciranno a guadagnare l'agognata qualifica a profiler. Tuttavia la simulazione a cui partecipano si rivelerà un gioco mortale, quando un serial killer infiltrato inizierà a uccidere i membri uno ad uno; così i 7 si troveranno costretti a unire le forze per smascherare il colpevole...


Parliamone: parlare di un film uscito quasi 10 anni or sono fa sempre un po' sorridere...tipo che 10 anni fa ero un pischello di 13 anni e non riuscivo quasi a distinguere Harrison Ford da Rutger Hauer (no hate pls). 
Certo che ai tempi il nostro caro Val Kilmer pesava anche qualche tonnellata di meno, rientrando nella categoria pesi medi e non in quella "Trasporti Eccezionali anche per le Eccezioni". 


La pellicola, di per sé, risulta piuttosto valida, con un vago sentore di Saw (uscito peraltro nello stesso anno), specie in qualche scena di uccisioni o di ritrovamento di cadaveri. Per esempio, uno dei sette agenti dell'FBI muore congelato da una bombola di azoto liquido impazzita, un'altra muore dopo aver fumato delle sigarette all'acido che le bruciano i polmoni, Val Kilmer viene ritrovato morto (non per davvero s'intende!) appeso a degli amini da pesca in modo da simulare una marionetta, fico no? L'ambientazione desolata e gelida è una perfetta cornice per i crimini perpetrati da questo sfuggevole serial killer. Colpo di scena finale garantito, ma un pochino prevedibile per i più avvezzi al genere.

Che poi ci sarebbe anche il discorso di LL Cool J, che tutto può sembrare fuorché un agente dell'FBI (tant'è vero che viene spesso e volentieri sospettato...razzisti di merda!), soprattutto con quel look radical asshole shit chic. Poi uno non deve avere luoghi comuni...no, ci pensano loro a fornirteli!


Decisamente trendy l'ammucchiata: abito, cravatta da emicrania, giubbetto di pelle e coppola da rapinatore di banche esperto feat spacciatore a tempo indeterminato. 

Ma i nostri agenti, essendo su un'isola isolata (gioco di parole voluto) da tutto e tutti, dimenticata da Dio, pensano di prendersela comoda intrecciando una serie di relazioni e di scopate sotto la doccia...


Dalle mie parti si dice: Prima il dovere poi il piacere. Ma questi sono agenti dell'FBI e se ne sbattono alla grande del dovere...ah beh!
Un paio di curiosità. Il film pare sia tratto dal racconto di Agatha Christie 10 Piccoli Indiani, ma non avendo letto la storia non posso né confermare né smentire...anche se l'ambientazione dell'isola effettivamente...
In questa pellicola ritroviamo la cara e bellissima Patricia Velàsquez (della quale avevamo parlato qui. ). Per chi non se lo ricordasse la sua faccia è questa:


Infine, il film, che a detta dei protagonisti è ambientato negli USA, è stato girato negli umidi e bagnatissimi Paesi Bassi.

Matt - Il Locandiere