giovedì 14 marzo 2013

EDIZIONE STRAORDINARIA. John Malkovich t'impara l'educazione.

Benvenuti cari Avventori miei, magari vi aspettavate un post sul nuovo Papa Francesco? Non oggi, sebbene si tratti di un succosissimo argomento di attualità, lasciamo calmare le acque e soprattutto gli ardori più o meno religiosi che sono scoppiati in giro per il mondo.
Ordunque di che si parla oggi? Mah, come potete aver intuito dal titolo sgrammaticato, si parla di un film attualmente in proiezione, che è proprio Educazione Siberiana.


Piccolo capolavoro di Salvatores, alcuni lo hanno già definito una specie di sequel del film di Cronenberg: La promessa dell'Assassino. Niente di più falso.

Sebbene entrambe le pellicole sviluppino un tema comune, cioè quello della criminalità russa,  essi prendono due strade ben diverse. Ne La promessa dell'assassino viene dato un assaggino di quello che è davvero la criminalità russa e dell'arte del tatuaggio, mentre il resto è dedicato più che altro alla storia che gravita attorno ad una neonata, una storia di violenza, stupri e borshch.

Educazione Siberiana, invece, parla delle storie parallele di alcuni ragazzi, due in particolare Gagarin e Kolima sono amici fin dall'infanzia. Kolima cresce seguendo le rigide regole dei siberiani, regole spiegategli dal nonno, che occupa la posizione di paterfamilias e capo della piccola comunità di siberiani che furono deportati a forza da Stalin, nel tentativo di sradicare i vari clan criminali esistenti.
Kolima e Gagarin affronteranno due processi di crescita differenti. Mentre Kolima rimarrà fedele ai principi del nonno, imparando anche l'arte tatuatoria; Gagarin, finito in galera dopo aver accoltellato un soldato, torna e abbandona questi principi dandosi all'alcolismo e alla droga, entrambe malviste dai siberiani. Purtroppo le scelte di Gagarin avranno ripercussioni anche sulla sua amicizia con Kolima.


Vi ricordate quando qui vi parlavo dei tatuaggi in uso presso i criminali russi? Sì, bene. Quell'articolo è stato un interessante punto di partenza, sebbene approssimativo, per approfondire il discorso del tatuaggio. Ora, dal film si evince chiaramente l'importanza dello stesso, ma soprattutto si pone particolarmente attenzione alla figura del tatuatore. Il "tatuatore è come un confessore" così dice il Maestro all'allievo Kolima, non basta avere la dote del disegno, bisogna saper ascoltare la storia della vita di un individuo ed interpretarlo.
Quando Kolima finirà in galera questo aspetto salterà fuori, infatti in carcere ognuno ha la sua utilità, c'è chi cuce, chi sistema i letti, chi cucina ed il tatuatore occupa una delle posizioni più elevate della piramide sociale carceraria. Momenti di infinita bellezza si hanno quando Kolima è intento ad ascoltare la "confessione" della persona da tatuare e, solo alla fine, produce il disegno da riprodurre sulla pelle. Inutile dire che i disegni sono unici, sebbene alcuni motivi si ripetano. Il tatuatore non deve solo saper disegnare e incidere sulla pelle i propri disegni, ma deve saper "leggere" i tatuaggi degli altri, così da capire chi si trova di fronte, a che clan appartiene, qual è la sua fede, cosa ha fatto per finire in galera. Dei tatuaggi casuali sono illeggibili e inducono sospetti e diffidenza. La pelle di un uomo è un libro da scrivere, che può essere letto da chiunque.
In effetti questo è un tema ben più complesso, in cui peraltro non voglio avventurarmici più di tanto, non possedendo le conoscenze e le competenze adeguate; tuttavia non può non colpire questa aura di rispetto e timore reverenziale per la figura del tatuatore, come se fosse investito da un mandato celeste, voluto dalla Madonna.

Altro tema è la polemica contro le altre forme di criminalità organizzata. I Siberiani, fra tutti, sono i più poveri, ma quelli che maggiormente credono nel senso dell'onore. Per loro, ogni creatura vivente deve essere rispettata e protetta, fanno eccezione:

  • i politici
  • i banchieri
  • gli usurai
  • i poliziotti
  • i soldati
Insomma qualsiasi elemento che appartenga in modo diretto o meno all'apparato statale. Il furto è autorizzato, ma il maltolto non va tenuto per sé. Viene da sé, poi, che la droga, il gioco d'azzardo, l'alcool e la prostituzione non rientrano nella mentalità rigida dei Siberiani, anzi rifuggono queste nefandezze, punendo chi si macchia anche si uno solo di questi "peccati".
Da notare anche l'estrema religiosità che permea la vita dei Siberiani, tanto da rappresentare la Madonna armata di pistole.

Il film è girato seguendo un continuo flashback-flashforward, che si districherà solo dopo la metà del film, circa, perciò è importante stare bene attenti. Colossale, epica è la presenza di Malkovich, un ruolo delicato che sa affrontare con estrema scioltezza; credo che con questa interpretazione si sia fatto perdonare quell'orribile cataclisma che è Jonah Hex

Si noti la Madonna Armata, che non è una bestemmia ma una constatazione...

Chiaramente potremmo perderci in chiacchiere per tutto il giorno, eppure avremo sempre qualcosa da dire su questo capolavoro firmato Gabriele Salvatores e Rai Cinema. Che ve lo dico a fare? Non può mancare nella to do list dei cinefili. Merita, per n-mila motivi, non aspettatevi un'overdose di violenza, soldi, cocaina e vodka alla Scarface di Pietrogrado, anzi è un film piuttosto riflessivo che getta uno spiraglio di luce su una delle società criminali più controverse, rendendogli quasi onore e dandogli l'aspetto un po' romantico di Robin Hood moderni, che rubano ai ricchi per dare ai poveri, ma con i tatuaggi ed una parlata tipicamente russa.
Non ultimo è da considerare il discorso della colonna sonora, arricchita con tanti pezzi originali, cantati esclusivamente in russo (per quel che ne so io), l'unica canzone "occidentale" è quella suonata durante la scena della giostra, rendendo l'evento unico, onirico; una cosa di quelli che sognano l'occidente. Ricordiamoci che il film è ambientato durante il periodo del socialismo, durante la crisi dello stesso fino al 1989 e dopo il crollo del muro, con la fondazione della Federazione Russa.

E non ci dici altro? No cari miei, andate a vedervelo, fidatevi. Non ve ne pentirete davvero!

Matt - Il Locandiere

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