sabato 30 marzo 2013

Scusi dov'è Mordor? Guida pratica per i viandanti della Terra di Mezzo: i Lughi (Parte II)

Bentornati cari Avventori, dunque settimana scorsa abbiamo saltato la seconda parte del nostro appuntamento a base Signore degli Anelli per ovvi motivi, ma non temete; eccoci di nuovo e continuiamo con la nostra carrellata sui luoghi simbolo della celeberrima trilogia cartacea e cinematografica.
Oggi si parla dei luoghi del Male.

Barad-Dur


Sarebbe assurdo non parlare dei luoghi del Male senza tirare in ballo la Torre Oscura, questa è la casetta di Sauron, da dove progettava le sue simpatiche scampagnate per tutta la Terra di Mezzo. Fu costruita a Mordor, poi distrutta durante la battaglia dell'Ultima Alleanza e poi ricostruita. Inutile dirvi che il posto brulicava di Orchi e di altre creature malvagie. Barad Dur ospitò anche Gollum per un certo tempo, lì venne torturato finché non comunicò il nome di colui che era in possesso dell'Unico Anello.

Monte Fato


Monte Fato è il luogo fisico in cui fu forgiato l'Unico Anello, qui Sauron infuse parte della sua essenza del metallo prezioso che suggellò tale malefica e terribile azione. Sam e Frodo arrivarono fin dentro le viscere del vulcano per distruggere l'Unico, poiché solo il fuoco del vulcano avrebbe potuto scalfirlo.

Orthanc


Orthanc era un'antica roccaforte costruita dagli uomini scappati da Numénor durante la caduta della stessa. Poi venne occupata da Saruman lo Stregone Bianco (che prima era buono, ma poi decise che essere cattivi faceva più figo) , il quale vi trovò uno dei palantìr. Saruman fu corrotto dalla brama di possedere l'Unico per sostituirsi a Sauron stesso. Fondò un esercito di Uruk-Hai per stroncare la resistenza degli uomini in Rhoan, ma l'esercito venne sconfitto al fosso di Helm e Orthanc distrutta da un'invasione di Ent provenienti dalla foresta vicina. Saruman morì poco dopo la sua sconfitta, rinchiuso ad Orthanc assieme al suo servitore Grima Vermilinguo.

Minas Morgul


Minas Morgul era la vecchia Minas Ithil, quando fu conquistata dai Nazgul le venne dato il nome di Minas Morgul, cioè Torre della Negromanzia. Questa è la base dei Cavalieri Neri, dove risiede anche il Re degli Stregoni di Angmar, uno dei più fidati servitori di Sauron ed il capo dei Nazgul. Da Minas Morgul partì un contingente di Orchi che conquistò Osgiliath. Quando Sauron fu sconfitto, Minas Morgul venne demolita e i campi attorno ad essa incendiati.

Cirith Ungol


Cirith Ungol era una roccaforte a guardia di una delle entrate per Mordor. Qui venne trasportato Frodo dopo che fu trovato avvelenato dagli Orchi di pattuglia. Poco dopo verrà tratto in salvo da Sam, che seppe sfruttare una rissa per intrufolarsi.

Tana di Shelob


La tana di questo ragno gigante era collocata in alto al passo della Valle di Morgul, secondo Gollum questo era uno dei modi per entrare a Mordor senza attirare troppa attenzione. Shelob era un enorme Ragno, probabilmente un discendente di Ungoliant, che si installò in quella profonda galleria, tendendo imboscate a qualunque essere nei paraggi (anche gli Orchi). Frodo e Sam affronteranno Shelob mutilandola e scampando dalle sue venefiche grinfie.

Cancelli del Morannon (Cancello Nero)


Si tratta di un complesso di fortificazioni sorvegliate, poste all'ingresso di Mordor. Il Nero Cancello era un'enorme struttura che veniva aperta per far entrare o uscire le truppe di Mordor e i suoi alleati. Compare brevemente nella trasposizione cinematografica quando Sam e Frodo tentano per la prima volta il loro ingresso a Mordor. Una più ampia comparsa la ottiene durante l'ultima battaglia, in cui i sopravvissuti dell'assedio di Minas Tirith raggiungono le porte di Mordor per dar battaglia e distrarre, così, il nemico.

Dol Guldur


Dol Guldur era una delle tante fortezze di Sauron, qui si rifugiò durante i fatti antecedenti alla Guerra dell'Anello, ovvero quando il Signor Bilbo Baggins e la Compagnia di Nani era in viaggio per Erebor. In realtà non si sa esattamente chi presidiava la fortezza, poi rinominato Negromante. Esistono diverse interpretazioni, alcuni dicono che fosse lo spirito di Sauron, che vi si rifugiò prima di tornare a Mordor; altri sostengono si trattasse del luogotenente di Sauron: il Re degli Stregoni di Angmar. 
Nella trasposizione cinematografica pare si tratti di Sauron, ma nello Hobbit non si chiarirà mai questo punto.
Dol Guldur è situata nella foresta di Bosco Atro, ora invasa da ragni giganti e crudeli.

Questi sono grossomodo i luoghi chiave che erano in mano al Male. In realtà, per una trattazione più completa, dovrei fare riferimento ai vari insediamenti di Orchi lungo le Montagne Nebbiose (Moria), della calata dei Troll dagli Erenbrulli e delle poplazioni dell'Harad e di Rhun; ma poiché essi vengono solo nominati nelle trilogie, non voglio addentrarmi per perdermi in inezie. Per ulteriori informazioni vi consiglio di leggere il Silmarillion. Ah, se vi siete persi le puntate precedenti, potete Rovistare nelle etichette se volete; qualora foste pigri, invece, qui trovate il post che parla della Geografia della Terra di Mezzo e qui la Prima Parte dell'argomento di questo post.

Matt - Il Locandiere

mercoledì 27 marzo 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 12: Un film del tuo regista meno preferito.

Oggi è Mercoledì? Sì? Allora è il giorno del 30 Days Movie Challenge! Accomodatevi, che vi servo subito cari Avventori!
Ordunque, prima di cominciare volevo fare un paio di annunci.
Annuncio numero 1, ieri mia cugina ha dato alla luce uno splendido maschietto di nome Jago, che saluto con tanto affetto, assieme alla sua famiglia. Secondo annuncio, oggi Martedì 27 compie gli anni il mio amico Symo, unitevi a me nel fargli gli auguri alla maniera del Sergente Maggiore Hartman:


Ora passiamo a noi...al film del mio regista meno amato, cioè quel simpaticone di Joel Schumacher.

Giorno 12 - Il film del tuo regista meno amato: Batman & Robin.


Titolo: Batman & Robin
Titolo originale: Batman & Robin
Regia: Joel Schumacher
Durata: 120 min.
Anno: 1997
Genere: Azione
Cast: George Clooney, Uma Thurman, Arnold Schwarzenegger, Chris O'Donnel, Alicia Silverstone.

Trama: altra super-avventura per l'Uomo Pipistrello e il suo compare, che questa volta si vedranno costretti ad affrontare due villain d'eccezione Mr Freeze e Poison Ivy, i quali hanno tutta l'intenzione di seminare il panico a Gotham City.


Parliamone: ma che vi devo dire? Che vi devo dire? No no, non vi dico nulla...no, devo, no non posso. Sigh...e va bene...
Premessa, non sono mai stato un grande fan dell'uomo pipistrello. Ciò è anche dovuto a questo film, presumo, e al fatto che io non credevo particolarmente nei supereroi. Detto questo, procediamo.
Ora, ce ne sarebbero di cose da dire, tipo cose volgari; ma visto che sono una persona educata e non voglio insozzare questo blog con del turpiloquio, cercherò di trattenermi.
Dovete sapere che Batman & Robin è il seguito uscito male di Batman Forever; vedete, il problema non è che è stato girato da persone incompetenti (Oddio...non saprei), il vero problema consiste nell'intenzione dichiarata fin da subito di rendere il personaggio di Batman ancora più pacchiano, o meglio " commerciale ".
Vero è che se vuoi rendere commerciale una cosa devi essere disposto a prostituirti, ma c'è un limite anche nell'indecenza e questo film oltrepassa questi limiti per scadere nel ridicolo. Ma andiamo per punti, che sennò mi perdo via come al solito.

Punto numero 1: George Clooney.
Ora, in realtà abbiamo visto George Clooney in parti migliori, tipo il Dr Ross in ER, o in L'uomo che fissava le capre. Questa è stata una delle sue prime interpretazioni e, senza alcun dubbio, posso affermare che di Bruce Wayne/Batman il caro Clooney ha solo il fascino del milionario, that's all. Di conseguenza è inutile descrivervi quanto sia stato davvero imbarazzante vederlo recitare con una maschera addosso e l'ombretto, mentre manteneva la stessa faccia da "Ian-Solo-Intrappolato-Nella-Grafite"...oddio anche nel resto del film non è che abbia assistito a queste grandi performance di recitazione...

Punto numero 2: i Costumi.
Ok, non sono un fan dei supereroi in senso stretto, però diciamo che so cosa aspettarmi da uno di loro. Oltre magari ad avere poteri eccezionali, mi aspetto un costume figo...non un ammasso di PVC colorato e argentato...


Costumi a cui, peraltro, sono stati aggiunti degli inutili, inutilissimi e ridicoli capezzoli di plastica (sì anche a Batgirl).

Capezzolini piccini picciò e significativa espressione hurr durr di Clooney
Senza contare la risibile forma dei muscoli addominali dei nostri supereroi, roba che nemmeno i peggio fotoshoppati hanno...aaaaaah la magia dei magnifici anni 90.

Punto numero 3: Mr Freeze.
Ok, ci vuoi mettere un cattivone che non riesce a sopravvivere a temperature superiori allo zero assoluto, che trasforma tutto in ghiaccio col suo fichissimo cannone di plastica rubato direttamente dalla fabbrica dei Polaretti, ok che lo vuoi caratterizzare, passi anche il fatto che rubi a destra e a manca per trovare una cura per la sua dolce metà ammalata gravemente e mantenuta in criostasi (a onor del vero, non è nemmeno una brutta idea), ma dico io: Arnold Schwarzenegger come Mr Freeze? Seriously!?!?

Sì, proprio lui
Personaggio a cui sono stati affibbiati dialoghi imbarazzanti, banali e battutine che hanno come effetto collaterale quello di scatenare un pianto isterico, che alla Warner hanno interpretato maldestramente come una risata...giusto per farvi capire meglio:


Punto numero 4: la Carta di Credito di Batman.
Bruce Wayne è ricco, Bruce Wayne è Batman, allora Batman è ricco (certo, altrimenti non si potrebbe permettere tutti i gadgettini fichissimi che usa contro i cattivoni di turno). Però a Gotham non sanno che Wayne = Batman, forse perché sono tutti miopi, o sono stupidi, o tutte e due le cose, però la scena in cui per far colpo sulla "bella" Poison Ivy (Thurman) Batman sfodera la sua carta di credito con il suo nome ed il suo simbolo sopra, è davvero ridicola, peggio deprimente ("Mai uscire senza")...e poi chiaramente a Gotham City intestano carte di credito a uno che si chiama Batman, magari fa pure Batman di cognome? Mio Dio, che disagio.

Punto numero 5: Poison Ivy e Ban...eeerrrr...volevo dire Flagello.
Altra coppia di villains che sosterrà il gelataio magico con il vizio per l'azoto liquido (vedi Mr Freeze), la Thurman interpreta una sinuosa e ammiccante Poison Ivy, con le sue curve da urlo coperte un po' qua ed un po' là da edera velenosa, tanto chissenefrega? I veleni peggiori non l'hanno accoppata al tempo dell'incidente, figurati se l'accoppano ora che è Poison Ivy. Vabbé...volevo dire che in realtà c'era di meglio, molto meglio di Uma Thurman...


Che poi c'è pure Bane, o Flagello. Che non è lo stesso Bane della trilogia di Nolan:

Oh God, why?
Ma è un panzone, iperpompato con seri ritardi mentali, che fa da schiavetto a Poison Ivy per tutte le 2 ore di film e non rompe nemmeno la schiena a Batman (tra l'altro...). Voi che siete più informati di me converrete che non si tratta del vero Bane, del maniaco psicopatico che ha spezzato la schiena a Batman per davvero:


Sicché è una cosa bruttina, verdastra, con tante venuzze...insomma uno schifo inguardabile...


Insomma, avete capito no?

Che poi a voler ben vedere ci sono anche quelle stronzate tutte tipiche dei magnifici 90, come gli effetti speciali orrendi, i bat-veicoli tamarrati et similia. Come anche il discorso di Bat Girl che non è Barbara Gordon, ma fa nulla (sì lo so, non sono un esperto però vi faccio i paragoni...mi informo eh!) Batman & Robin è stato pensato per essere quel che è, cioè un cumulo di pattume. Concludendo posso facilmente dedurre che la sceneggiatura sia stata scritta durante una delle tante fatiche intestinali dei criminali che hanno partecipato a questo scempio, che hanno osato chiamare film.

Matt -Il Locandiere

sabato 23 marzo 2013

Saturday Morning Recensioni. Project: Jinsei - Capitolo 7.

Beeeentornati Avventori, ora, non so quanti di voi frequentino assiduamente questo mio piccolo spazietto, ma sapete che un giorno al mese lo si dedica alla recensione di Project: Jinsei, romanzo a puntate con cadenza mensile che esce sul blog A Star Crossed Wasteland. Nelle puntate precedenti avevamo recensito i primi 6 capitoli, ma poiché il Locandiere è buono e generoso, vi metto i link per andare a recuperare tutte le recensioni precedenti, così rimanete sempre aggiornati! Che animo nobile e generoso!

Capitoli 1 - 2 - 3 - 4.
Capitolo 5.
Capitolo 6.

Inoltre, giusto per essere ripetitivo, esiste la pagina FB di Project: Jinsei, che potete trovare qui. Fate i bravi e passare a darci uno sguardo!
Bene, ora che le premesse sono finite, partiamo con la recensione del nuovo capitolozzo fresco fresco.


Allora, prima di leggere la recensione vi consiglio di passare a leggervi il capitolo 7, uscito per l'appunto Mercoledì scorso.

Trama: nuovo capitolo nuovo personaggio introdotto, Samuel Nicholson, figlio dell'esimio Dottor Daniel Nicholson, chirurgo ormai anziano e morente. Samuel, che fa il poliziotto a Chicago e, appena smontato dal turno, va a fare visita al padre malato terminale. In realtà non corre buon sangue tra i figli e il padre, ma quest'ultimo desidera vedere il proprio figlio, visto che ormai il male ha preso il sopravvento. Alla fine, dopo le raccomandazioni del fratello, Samuel entra nella camera di ospedale del padre, ma succederà che...

Parliamone: nettamente più riflessivo e, in un certo qual senso, alienante il settimo capitolo si apre e si chiude allo stesso modo, cioè con circa le stesse parole. Mancanza di fantasia? Non direi.
Stavolta si è abbandonato un po' il ritmo concitato dei capitoli precedenti, anche se non manca certo il colpo di scena, per dei toni un po' più blandi, un po' più adatti alla situazione.
Del resto, parlando di un uomo che sta vivendo gli ultimi istanti della sua vita, non puoi scriverla come se fosse tratta da una gara di formula uno.
Toni pacati, quindi, che danno bene la descrizione di un ambiente ovattato, tipico delle stanze degli ospedali, ben lungi dalla confusione dei pronto soccorsi, si ha una dimensione più ristretta, più famigliare del dolore. Il dolore dei figli e della moglie riuniti al capezzale del padre/marito, che poi non è stato così esemplare come di solito si usa.
Ecco, in questo caso il padre è un po' l'anti-eroe, di solito il ruolo del Padre è quello di pilastro fondamentale della famiglia, il detentore dei valori morali da trasmettere al figlio, il quale poi li userà per affrontare i nemici, insomma ci si rifà un pochino alla concezione del paterfamilias. Stavolta no però, stavolta è il figlio poliziotto (la figura dell'eroe urbano) che va a trovare un padre indegno, che, pur essendo un famoso chirurgo che ha salvato tante vite umane, non è riuscito a salvare l'integrità della sua famiglia, regalandole solo astio e rancore nei suoi confronti. Nonostante tutto, in questo nido di sofferenza e lutto troviamo una famiglia a suo modo unita.

Altro elemento essenziale, l'ironia. O meglio, la sottile ironia che accompagna il lettore per tutto il capitolo, cammina passo passo a fianco dei protagonisti, sorride loro col suo ghigno malevolo e contorto e li fa soffrire interiormente. Sottile ironia che apre, accompagna e chiude il capitolo, lasciando quell'impressione di amaro nel fondo della bocca.

Terzo elemento che, seppur marginale, mi ha colpito abbastanza. La pioggia, come ci dice l'autore, nei classici film la pioggia scende e nasconde le lacrime di chi soffre. Si rimanda alla pioggia, ma non piove, quindi in questo capitolo c'è l'impossibilità di nascondere o lavare via la tristezza, la tristezza provocata da tutto ciò che c'è di male, o che ha provocato del male.

Quarto elemento, per chiudere il discorso, prima di passare all'Approvometro, il colpo di scena del padre (CAUTION! INCOMING SPOILERS!), semplicemente toccando il figlio riesce a trasferire la sua mente e i suoi ricordi in lui, scambiando i ruoli. Diciamo che lo "spirito" del figlio passa nel corpo piagato e devastato dal cancro del padre (anche in questo caso, come non notare una ripercussione fisica della mente depravata del padre) e lo "spirito" del padre passa nel giovane corpo del figlio; che poi, in realtà non si è pentito di quello che ha fatto, anzi ringrazia beffardamente Samuel e scappa, lasciandolo morire nel suo vecchio guscio, mentre lui corre a testare il suo nuovo corpo, con la fidanzata del figlio. Ma c'è un problema, nel trasferimento qualcosa è mutato, gli occhi di Samuel non sono più castani, ma sono di ghiaccio come quelli di Daniel Nicholson, è proprio vero, allora, che gli occhi sono lo specchio dell'anima! Anche il suo riflesso non è lo stesso, ma rispecchia le vecchie sembianze del padre, come se...in fin dei conti...puoi cambiare aspetto e corpi quanto vuoi, ma la tua vera natura infine salta fuori.

Respinto o Approvato? Approvato



Curiosità-tà-tà-tà-tà: come sapete è consuetudine che, una volta chiusa la Locanda, io inviti da me l'Autore e che lui in gran segreto si confessa, rivelando alcune succose novità che io poi vi riporto. Ecco cosa è successo.

Locandiere: Bene bene, eccoci tornati col nostro autorevole ospite. Ciao Symo! Allora, partiamo subito con le domande, visto che il tempo è tiranno. Il Capitolo 7 inizia e finisce allo stesso modo, cioè usando circa le stesse parole. Come mai?
Symo: Buongiorno a voi, è sempre un piacere essere ospiti della Locanda. Ecco, mi sembrava giusto fare qualcosa "a cerchio". Mi spiego meglio. Nell'ambito famigliare c'è un solo obiettivo, sostanzialmente portare avanti il proprio nome e consegnare il testimone a qualcuno. Nonostante la morte del figlio e la sopravvivenza del padre, in modo diverso, il cerchio si chiude ma l'obiettivo rimane lo stesso. Daniel inizia una nuova vita in un corpo nuovo, ma che appartiene al passato. Spero di essermi spiegato bene.
Locandiere: Cristallino, come sempre. un'altra domanda. Daniel Nicholson, quando si specchia vede riflesso sé stesso, è naturale pensare che questo possa essere un tributo o un riferimento a Dorian Gray, è così? 
Symo: No, assolutamente no. La decisione di fargli vedere sempre e comunque il riflesso di sé stesso e per non fargli dimenticare chi e che cosa è, ogni volta che cambia corpo. Ora non dire se venga da Dorian Gray o no, però posso dire che non ho pensato a lui.
Locandiere: Per quanto riguarda gli occhi, quando Daniel si trasferisce nel corpo del figlio, non solo porta con sé il suo spirito, ma anche il colore degli occhi. In fin dei conti, ci vuoi dire che gli occhi sono lo specchio dell'anima?
Symo: Diciamo che mi serviva un espediente fisico. Non bastava il dialogo per far capire che ora stava da un'altra parte così ho usato gli occhi. 
Locandiere: Hai altre curiosità da dirci?
Symo: sicuro, ne ho una...anzi un paio. Se notate tutti i membri della famiglia Nicholson hanno i nomi che terminano in "-el" (Rachel - Daniel - Isabel), la considero una specie di presa in giro per Superman, i cui personaggi spesso hanno nome e cognome che iniziano per L (Lex Luthor, Lois Lane). Ma questo cosa c'entra? C'entra che il vero nome di Superman è Kal-El, il connubio linguistico tra E e L si pronuncia come la lettera L in inglese. L'altra curiosità riguarda il capitolo, che io definisco subdolo.
Locandiere: perché subdolo?
Symo: subdolo per l'ironia dilagante che vi fa prendere male! Poi perchè il cattivo la fa franca. Daniel non è malvagio, ma è un cattivo padre, solo che per questa ragione passa dalla parte dello stronzo e non riceve la punizione che merita. 
Locandiere: Sempre arguto, sempre preparato il nostro Symo. Bene, purtroppo il tempo a nostra disposizione è finito e dobbiamo chiudere. Ti ringraziamo ancora calorosamente per la partecipazione. 
Symo: grazie a voi! Buon proseguimento! 


Bene, ora è giunto il momento di abbassare la serranda, noi ci sentiamo Lunedì per l'ormai consueto Lunedì del Locandiere, Mercoledì per il  30 Days Movie Challenge e sabato prossimo con la II Parte dei luoghi chiave della trilogia del Signore degli Anelli ( che avevamo iniziato qui), ovviamente per ragioni di impegni la spostiamo, ma non temete, arriverà, arriverà! Alla prossima, cari Avventori!

Matt - Il Locandiere

mercoledì 20 marzo 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 11: Un film del tuo regista preferito.

Bentornati cari Avventori, oggi è Mercoledì e sapete che significa? Che c'è il 30 Days Movie Challenge quindi mettetevi comodi e lasciate che sia io a fare gli onori di casa.
Quando si parla di personaggi preferiti, come avete intuito, sono un po' nell'imbarazzo. Sarà che sono poco estremista e tendo a vedere del buono in qualsiasi opera cinematografica...tranne per Joel Schumacher...e Sam Raimi...
Tuttavia, possiamo andare abbastanza sicuri sul fatto che Stanley Kubrick è uno dei miei registi preferiti.

Kubrick che, porello, viene esaltato solo per due o tre dei suoi film, senza sapere che nel suo repertorio ci sono altri capolavori. L'equazione Kubrick = Arancia Meccanica è vera, ma incompleta quindi oggi parleremo di un altro prezioso capolavoro...

Giorno 11. Un film del tuo regista preferito: Il Dottor Stranamore




Titolo: Il Dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba
Titolo originale: Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love The Bomb
Regia: Stanley Kubrick
Durata: 93 min.
Anno: 1964
Genere: Satira
Cast: Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden, Slim Pickens.

Trama: il generale americano Ripper ordina al suo stormo di bombardieri B-52, che durante la Guerra Fredda erano perennemente in volo ed armati di bombe nucleari, di attaccare la Russia. Il colonnello Mandrake della RAF scopre per caso questo piano e chiede spiegazioni al generale, questi è ormai preda delle proprie innaturali paure anti-comuniste e sostiene che un attacco preventivo all'Unione Sovietica scongiurerebbe la "contaminazione dei fluidi vitali". Seguono alcune concitate scene al Comando Strategico in cui si assiste ad alcune divertenti chiamate al Presidente dell'URSS. Le truppe americane assaltano la base del generale Ripper e riescono a richiamare tutti i bombardieri, tranne uno. Esso si sta dirigendo verso una base dove sarebbe collocato "l'ordigno fine di mondo". A questo punto entra in scena il Dr Stranamore, ex nazista, ora direttore del programma nucleare USA, riusciranno a scongiurare l'Olocausto Nucleare?


Parliamone: forse noi, io no di sicuro, non possiamo capirlo; ma durante la Guerra Fredda non è che si respirava un bel clima, all'epoca il pericolo era ad Est ed era rosso (parlando per l'Occidente, viceversa per la Russia, che vedeva come una minaccia il capitalismo a stelle e strisce). La gente viveva costantemente nel timore di una nuova, terribile guerra mondiale, una di quelle che avrebbe causato lo sterminio totale della razza umana, o meglio...la cessazione di ogni forma di vita sul pianeta.
Si sa, la minaccia nucleare è ancora presente, seppur ridotta drasticamente. Al giorno d'oggi la bomba non fa più paura, ma fa paura il nucleare delle centrali, o delle bombe sporche di qualche gruppo terroristico...ma questa è un'altra storia.

La pellicola in sé è un mix accurato dei peggio luoghi comuni esistenti sul Comunismo (succhiavodka, avvelenatori, ubriaconi ecc ecc..) e delle varie teorie sui complotti. Esempio?
Quando Mandrake scopre dell'attacco lanciato da Ripper, quest'ultimo nel tentativo di giustificarsi gli espone una sua brillante, quanto patetica e delirante teoria su come i comunisti inquinino gli elementi preziosi alla vita dell'uomo...


...tutto ciò per giustificare la sua impotenza, vabbé...al prossimo esame, se sarò bocciato, urlerò al complotto comunista.

Anche se il top dell'ilarità lo si raggiunge quando il Presidente degli Stati Uniti telefona al presidente dell'Unione Sovietica:


Capite bene che l'ironia si basa proprio sul fatto che personaggi di spicco, come i due Presidenti, si telefonino per dirsi una "sciocchezzuola" come un attacco nucleare in arrivo; notare il tono estremamente confidenziale, quasi come se fossero amiconi. Magistrale il litigio finale per stabilire a chi dispiace di più.
Seguono poi alienanti teorie su come cavare un ragno dal buco e, quando ormai si capisce che non c'è più nulla da fare, e che un aereo non riuscirà ad essere fermato in tempo, assisteremo alle varie teorie per sopravvivere alla Guerra Nucleare.
Tutto ciò non è solo frutto della fantasia di Kubrick, ma costituiva la normale, se si può definire tale, psicosi da guerra nucleare. Poiché ai tempi la minaccia di un inverno nucleare era più che concreta, molti decisero di costruirsi bunker antiatomici in previsione del Giorno del Giudizio.
A proposito di Giorno del Giudizio, nel film viene citato "L'ordigno fine del mondo" o "Macchina del giudizio universale", questa non è che un ordigno nucleare in grado di cancellare la vita sulla Terra, nel film essa è una macchina in grado di attivare bombe nucleari multiple rivestite dal "Torio Cobalto G".

Ma l'epicità, l'apice della comicità lo si raggiunge alla fine, quando il B-52 del maggiore "King" Kong raggiunge l'obbiettivo, ma i portelloni di apertura sono bloccati; perciò vediamo King Kong a cavalcioni della bomba che cerca di risolvere la situazione, con questo esito:


Oddio, se dovessi mettermi d'impegno vi racconterei tutto il film e vi toglierei il gusto di andarvelo a vedere, e non voglio che succeda. Ultima curiosità, vi chiederete cosa mi ha spinto a guardare questo film, ve lo dico subito.
Al primo anno di università, il prof di Matematica I stava amenamente spiegando (credo la definizione di integrale di Riemann), ad un certo punto si ferma e ci fa: <Avete presente il film del Dottor Stranamore? Quando all'inizio c'è la scena in cui viene rifornito di carburante il B-52 in volo e si sente come musica di sottofondo quella di un balletto?>, e poi va avanti a spiegare. Beh, del resto cosa potevo mai pretendere da uno che ci spiegava i logaritmi  parlandoci della battaglia di El Alamein, dei cannoni e dei "Camilli" (i nostri peggiori nemici) da eliminare?

E a proposito di eliminazioni, vediamo cosa ne pensa (e con questo vi lascio) il generale Turgidson su come condurre una guerra nucleare contro i russi e su come, ai tempi, i militari consideravano una vittoria accettabile in termini di perdite.


Matt - Il Locandiere

lunedì 18 marzo 2013

Il Lunedì del Locandiere.

Questo sarà un post abbastanza sostanzioso, un po' perché ne sono successe di ogni, un po' perché non ho più voglia di rimandare ed un po' perché sì, non rompete...vi beccate tutto il sermone.
Sermone che verrà diviso in due parti. In realtà avrei giusto due o tre macigni da togliermi dalle scarpe, ma poiché di politica italiana non mi sento ancora di parlarne (volete la situazione estremamente precaria), apriamo con un paio di discorsetti ampi su eventi di una notevole rilevanza internazionale. Incominciamo:


1) Oppa Nuclear Style!
Avete presente quando avete un déja-vu e vi chiedete da dove salti fuori? No? Sì? Adesso mi spiego meglio.
Facciamo un salto fuori dai confini del Bel Paese (Bel di sicuro, Paese...boh, se si va avanti così potremmo diventare una provincia della Svizzera, ma vabbé) e facciamo anche un saltino fuori dall'Europa, tipo verso oriente. Ma dove vi sto portando? Semplice, qui:

La proletarissima Corea del Nord
Mentre al di sotto del 38° parallelo Psy si gode millemila petroldollari guadagnati con QUEL VIDEO, e benché noi si ritenga che sia un'emeritissima minchiata stellare, non possiamo fare altro che prendere atto della furbizia dell'omino dagli occhi a mandorla più cliccato. Dicevamo? Ah sì, mentre in Corea del Sud si cazzeggia, i vicini del Nord preparano la guerra. Sarà che non gli va giù il fatto che la Corea è divisa dal 1950, sarà che tipo sono gli unici al mondo che non possono godersi appieno le gioiose gioie del World Wide Web, sarà che...uh...hanno come Grande Leader uno che assomiglia a Doraemon:

Doraemon, Doraemon che dittatore spaziale, solo tu ci regali dei gulag speciali!
Che per quanto tenero e paccioccoso possa essere, purtroppo non ha la tasca magica da cui estrarre le soluzioni alle infinite sfighe della Corea del Nord...o meglio non esattamente.
Il fatto che Kim Jong-Un sia un dittatore pazzo furioso, instabile e guerrafondaio è noto ai più, di Grande ha molto, ma di Leader ha poco. Se in più gli si concede il privilegio di avere delle armi atomiche, si capisce bene quanto non possiamo dormire sonni tranquilli, e come soprattutto alla Casa Bianca scotti la sedia sotto all'abbronzato sedere di Obama. Due note di storia: durante i vari processi di pacificazione tra le due Coree, si è cercato di ridurre l'imponente quanto risibile sforzo nucleare della Corea del Nord che, per dirla tutta, non ha di che dar da mangiare al proprio popolo e si salva grazie ai treni carichi di cibo e sussistenze varie che giungono dalla Cina. Sembrava si fosse giunti ad un accordo, grazie anche alla chiusura di alcuni impianti per la produzione di materiale atto alla fabbricazione di armi. Tutto fino a quando non si è giunto all'escalation dei tre test nucleari con armi di una manciata di chilotoni, che, a livello di deterrenza, equivalgono ad un peto...di quelli silenziosi però.

Già qui, tra voi ci saranno degli indignati: <Ma come? Oste della malora, quello c'ha la bomba atomica e tu ci scherzi sopra?>, in realtà ci sarebbe da piangere. Soprattutto se contiamo che a breve potrebbe scoppiare un nuovo conflitto e che, ovviamente, coinvolgerebbe gli USA e l'ONU...il che crea un terribile déja-vu...


Mercenari piccola perla della Pandemic e Lucas Arts in cui impersoniamo un mercenario libero di agire...SULLO SCENARIO DI UN CONFLITTO IN COREA DEL NORD. Quando si dice l'ironia della sorte. Anche la trama ricalca grossomodo gli eventi attuali, un leader tirannico noto come generale Song, minaccia di distruggere il mondo intero con le sue temibili armi nucleari che, nel videogame, sono più forti di quelle possedute dal Kim in carne e ciccia. L'analogia coi fatti attuali è stata spontanea, come è stata spontanea la domanda: vuoi vedere che i programmatori di Pandemic ci hanno visto giusto?
Notare che esiste un secondo capitolo di Mercenari, ambientato in Venezuela, che ha già i suoi problemi con la dipartita di Chavez, speriamo che i ragazzi di Pandemic non abbiano doppiamente ragione!

2) Habemus Papam!
E ora torniamo in Italia, più precisamente a Roma, Città del Vaticano. Ora, non conosco la vostra fede religiosa, non entro nemmeno nel merito di indicarvi quale sia la migliore e se ne esiste una migliore; però vi chiedo uno sforzo di onestà intellettuale non indifferente. Obiettivamente: l'elezione di un Pontefice, indipendentemente dalla fede di ciascuno di noi, è un evento storico estremamente interessante. Perchè?
Tanto per incominciare nessun Pontefice è lo stesso di prima, soprattutto ogni conclave è diverso da quello precedente: cambiano priorità, tempi, eventi e partecipanti. Cambiando i partecipanti, viene da sé che un'elezione potrebbe cambiare gli assetti geopolitici mondiali (cfr. Wojtyla e Solidarnosc), non si inneggia alla rivoluzione mondiale, ma in un'epoca di siffatti mutamenti non ci si può non porre la fatidica domanda: vuoi vedere che non è stata un'elezione tanto imprevista?



Mi spiego meglio. Il Santo Padre, a mio avviso, prima di essere un pastore di anime, deve essere uno sfacciato regnante, pronto a dire la sua (come peraltro è sempre accaduto) su faccende che riguardando tutto il mondo, si veda Benedetto XV, il papa che condannò la Prima Guerra Mondiale. Sebbene ai Ghibellini più accaniti la cosa faccia storcere il naso, non possiamo non convenire che questo è un fatto innegabile, legato necessariamente alla doppia natura inscindibile del Papa. Da un lato abbiamo il successore di Pietro, dall'altro abbiamo il Re dello Stato della Città del Vaticano.
Il cardinal Bergoglio, ora Francesco, sembra essersi presentato come l'uomo giusto al momento giusto.
Con quel semplice sorriso e quel buonasera da annunciatore televisivo è entrato subito nelle grazie degli italiani e di tutti i popoli del mondo. Italiani che in questo momento seguono con frustrazione l'evolversi...o meglio...lo snervante stallo della politica, la quale dovrebbe entro tempi brevi dare segnali di concretezza e sicurezza, lasciando perdere i giaguari da smacchiare.
Il Santo Padre, dal canto suo, ha raccolto la palla al balzo, presentandosi come un umile servo della Chiesa, solo con l'abito talare, con un semplice crocefisso e con lo sguardo pulito di chi è pronto a far pulizia. Se a tutto ciò aggiungiamo un nome pesante come Francesco (il poverello d'Assisi), agitiamo e diamo una spruzzata di spagnolo, eccovi servito Bergoglio

Ora, ben lungi da sostenere il fatto che la Chiesa stia complottando per ottenere una Seconda Donazione di Costantino, stavolta magari vera, va tenuto presente il seguente punto.
A fronte dei fallimenti delle politiche economiche di un po' tutta Europa e non solo, con la crisi economica e spirituale che avanza e che ha travolto il povero papa emerito, la Chiesa si è riorganizzata per dare una risposta forte e subitanea. Come? Francesco. Ed in che modo?
Basti pensare solo al modo in cui si è presentato, rifiutando la mozzetta (si dice che di fronte alle insistenze del cerimoniere per indossarla, egli abbia risposto: <Se la metta lei>), rifiutando ori, riducendosi la scorta, tornando nella sua stanza col pullmino dei cardinali e ventilando colpi di ramazza a destra e a manca.
Il Papa piace perché ha dato subito segnali positivi, piace perché arriva da una realtà di povertà, ai più intransigenti piace perché è di origini italiane, piace perché agli innumerevoli dubbi e preoccupazioni moderne sta iniziando a dare risposte. Piace...piacerà a tutti anche in futuro? Staremo a vedere, l'impressione è che in Vaticano presto rotolerà qualche testa.
Pare quindi che la risposta sia stata recepita, a giudicare dalla folla immensa che si è riversata in Piazza San Pietro e dagli speciali che imperversano in TV da giorni e giorni.

Concludendo, risalta fuori una strana somiglianza fisica con un altro vicario di Cristo, il cui mandato durò solo 33 giorni, Papa Luciani. Infine, come non poteva far sorridere quell'affermazione: <Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo alla fine del mondo (riferito al Papa)>, che fa tornare in mente quel Papa che veniva di molto lontano.

Matt - Il Locandiere

sabato 16 marzo 2013

Scusi dov'è Mordor? Guida pratica per i viandanti della Terra di Mezzo: i Luoghi (Parte I)

Beeeentornati cari Avventori? Come andiamo? Prego, prego accomodatevi, sarò subito da voi.
Dopo una rapida lezione sulla Geografia della Terra di Mezzo, col secondo appuntamento daremo un'occhiata ai luoghi più significativi delle trilogie cinematografica e cartacea. Poiché di luoghi da descrivere ce ne sono un bel po' dividerò questo post in due parti, oggi parleremo dei luoghi segnati dal Bene, o che comunque appartennero al Bene per un certo tempo, mentre nel prossimo post parleremo dei luoghi corrotti dal Male. Partiamo dall'inizio...

Hobbiville (Hobbiton) - Contea


Hobbiville (Hobbiton in english) è un'amena cittadina della Contea da cui, che sfiga, partono tutte le nostre avventure. Qui vivono gli Hobbit, nelle loro belle caverne Hobbit, arredate con buongusto Hobbit e che Sauron se li porti via tutti gli Hobbit. Comunque, gli umani non vivono a Hobbiville e gli abitanti nemmeno ce li vogliono. A Hobbiville vivono Frodo Baggins, Bilbo Baggins e Samwise Gamgee. Luoghi di interesse sono: la Locanda del Drago Verde, il Mulino e Casa Baggins, che si dice sia ricolma di tesori di inestimabile valore, recuperati da Bilbo Baggins durante i suoi viaggi.


Gran Burrone (Imladris)


Imladris, o Gran Burrone che di si voglia, è uno dei pochi luoghi della Terra di Mezzo in cui vivono stabilmente gli Elfi. Non solo, ma è la dimora di Elrond Mezzelfo, uno dei più grandi esponenti della sua razza che ancora non sono partiti per Valinor. Gran Burrone è uno dei pochi posti sicuri ai piedi delle Montagne Nebbiose, vigilato notte e giorno dalla vista acuta degli Elfi. A Imladris il Male non ci entra, a meno che tu sia così scemo da portarcelo. Ma anche gli abitanti di questa allegra valle stanno lasciando le loro case, questo a causa dell'Oscurità crescente. Qui giunge Frodo Baggins dopo essere stato ferito dal Re degli Stregoni di Angmar a Collevento (insieme a Pipino, Merry, Sam e Aragorn). Sempre a Gran Burrone si tennero due importanti consigli:
- Il Bianco Consiglio che deliberò sulla faccenda "Negromante" (durante gli eventi narrati ne: Lo Hobbit).
- Il Consiglio di Elrond che deliberò sul destino dell'Unico Anello.
Luoghi di interesse: la casa di Elrond, i frammenti di Narsil la Spada di Elendil (riforgiata col nome di Andùril).


Miniere di Moria (Kazhad-dum o Nanosterro)


Moria è il nome dato al complesso di scavi, sale e fucine sotto le Montagne Nebbiose, dopo che il popolo dei Nani la abbandonò. La storia di Moria è piuttosto travagliata, ma tutti sono d'accordo che costruì gran parte della sua fortuna (e sfortuna) sull'estrazione dell'argento mithril, un metallo dalle proprietà portentose, adatto per la costruzione di armature e cotte di maglia. La brama di mithril spinse i nani a scavare troppo a fondo e troppo avidamente, lì risvegliarono un orrore da tempo dimenticato: un Balrog, una delle antiche creature al servizio di Mogoth Bauglir. A causa di questo mostro, i Nani fuggirono da Moria lasciando le ampie sale incustodite, il loro posto venne preso dagli Orchi che sciamarono sulle Montagne Nebbiose. Balin  tentò di recuperare l'antico reame guidando una spedizione militare, purtroppo fallì nel suo intento e rimase ucciso. Durante gli eventi de "Il Signore degli Anelli" la Compagnia attraversa le miniere e Gandalf affronta il Balrog sconfiggendolo. Le porte ovest di Moria sono incantate con la magia degli Elfi e recano la scritta:

Ennyn Durin Aran Moria, Pedo Mellon A Minno.
Che significa:

Le Porte di Durin Signore di Moria,Dite Amici ed entrate 
 Luoghi di Interesse: armerie, la camera di Mazarbul (Tomba di Balin), miniere di mithril.
Ho deciso di inserire Moria nei luoghi del Bene perché in sostanza è stata corrotta a causa di guerre e invasioni da parte delle razze malvagie, al contrario di Orthanc che è partito come luogo del Bene, ma Saruman lo ha corrotto con la sua brama di potere.

Fosso di Helm


Si tratta di una fortezza eretta nei territori di Rhoan, ai piedi dei Monti Bianchi. Prende il nome da un Re di Rhoan che combatté gli Esterling quando essi invasero il suo territorio. La fortezza fu luogo di un'altra battaglia decisiva per la guerra dell'Anello, quella combattuta tra l'esercito di Saruman e quello di Re Theoden (con l'aiuto degli Elfi di Lothlòrien). I luoghi di interesse sono l'Armeria, il Trombatorrione e le Caverne in cui si nascose il popolo di Rhoan.

Lòrien (o Lothlòrien)


Costituisce il secondo reame dei boschi degli Elfi, qui vi abita Dama Galadriel con suo marito Celeborn. Lòrien è situato a est delle Montagne Nebbiose, è situato alla confluenza tra i fiumi Celebrant e Anduin. Per i boschi di Lòrien passò la Compagnia dell'Anello, quando riuscii a fuggire dalle Miniere di Moria. Lì si riposarono per poi ripartire nella loro impresa. Sempre da Lòrien giunsero gli arcieri che aiutarono Theoden e Aragorn nella battaglia del Fosso di Helm. A pochissimi è concesso il privilegio di osservare da vicino gli alberi di mallorn e di carpire i segreti del popolo dei Galadhrim. Quando Frodo & compagni giungono Lòrien, le guardie dei confini li conducono bendati al cospetto di Galdriel. Alla fine della Guerra dell'Anello, Lòrien, come tutti gli altri reami degli Elfi, iniziò pian piano a svuotarsi dei suoi antichi padroni. Luoghi di interesse: mah, più o meno qualsiasi cosa, anche se la cosa più figa in assoluto è lo specchio di Galadriel...e Galadriel stessa ovviamente ( <3 )

Minas Tirith



Minas Tirith è la capitale di Gondor, fu costruita dai superstiti di Numénor (un'antica civiltà di uomini dell'Ovest che fu distrutta a causa della loro corruzione) col nome di Minas Anor. Aveva una città gemella ai piedi delle montagne che formano i confini di Mordor, chiamata: Minas Ithil. Ma con l'avvento della Seconda Oscurità di Sauron, Minas Ithil venne conquistata dai Nazgul (gli Spettri dell'Anello) e divenne Minas Morgul. Così il trono venne trasferito a Minas Anor, in seguito ribattezzata Minas Tirith (Torre di Guardia).
Dopo la caduta dei Re di Gondor, ospitò i Sovrintendenti, che avevano il compito di reggere il Governo dello stato fino all'arrivo di un nuovo Re. L'ultimo Sovrintendente fu Echtelion II che morì durante la Battaglia dei Campi del Pelennor, in cui le forze di Sauron vennero sconfitte. Fu danneggiata gravemente durante questa battaglia, ma con l'ascesa al trono di Aragorn, venne ricostruita e continuò a prosperare. Di luoghi interessanti ce ne sono molti, oltre alle tombe dei Re, c'è la Torre Bianca, l'Albero Bianco (che è un discendente degli Alberi di Valinor), le immense biblioteche e le armerie. Merry e Pipino furono sepolti proprio a Minas Tirith quando morirono molti anni più tardi.

Bosco Atro


Reame degli Elfi Silvani, il cui Re Thranduil è il padre di Legolas. Bosco Atro viene attraversato dalla compagnia di Nani e dal Signor Bilbo Baggins nel suo viaggio verso la Montagna Solitaria. Bosco Atro prese tale nome dopo che un Negromante si insediò in una vecchia roccaforte a Sud; presto il bosco si riempì di orrori indicibili, soprattutto di ragni giganti (c'è chi dice fossero discendenti di Ungoliant, mostro mitologico malvagio a forma di ragno). A Bosco Atro i Nani furono fatti prigionieri dagli Elfi, mentre Bilbo, che riuscì a nascondersi grazie all'anello rubato a Gollum, vagò per il Palazzo. Con un abile stratagemma riuscì a farli fuggire.

Erebor (la Montagna Solitaria)


La meta del viaggio del Signor Bilbo Baggins e dei suoi 13 compagni. La Montagna Solitaria era un antico reame dei Nani situato a Nord Est, famoso soprattutto per la perizia con la quale gli artigiani forgiavano oggetti di ogni tipo, dai comuni giocattoli alle armi per i re. Il Regno fu fondato da Thrain I dopo l'avvento del Balrog a Moria. Purtroppo l'avvento del Drago Smaug offuscò lo splendore di questo Reame. Smaug distrusse la vicina città di Dale e attaccò Erebor, molti Nani morirono a causa della furia del drago e la città fu abbandonata. Thorin Scudodiquercia, i suoi 12 compagni e Bilbo Baggins si diressero a Erebor per scacciare Smaug e riconquistare il vecchio Regno, nelle cui sale più profonde nascondeva ancora tesori di valore inestimabile.

Altri luoghi della trilogia cinematografica e cartacea.
Brea: piccolo borgo ai margini della Contea, verso Est. Ospita in prevalenza Umani, anche se esistono delle piccole comunità di Hobbit, mal viste dagli abitanti della contea. Compare sia nella versione cinematografica che in quella cartacea de il Signore degli Anelli. A Brea Frodo, Merry, Pipino e Sam incontrano Grampasso/Aragorn e scampano per un soffio ad un attacco dei Nazgul.
La Vecchia Foresta: compare solo nei libri. Si tratta di un'antica foresta ai margini della Contea che Frodo & Co, devono attraversare per raggiungere Brea senza essere notati, non è un luogo benigno, ma neanche maligno. Diciamo che gli alberi non vedono di buon occhio gli Hobbit, poiché tagliarono molti di loro per costruire le proprie abitazioni.
Foresta di Fangorn: è una delle antiche foreste della Terra di Mezzo situata ai margini di Isengard, dimora degli Ent e di Barbalbero. Questi, dopo che viene a sapere che Saruman è diventato malvagio e che ha deturpato parte della foresta, decide di scendere in Guerra contro Isengard. Sempre qui troviamo Gandalf, dopo il suo ritorno dalla vittoria contro il Balrog.
Casa di Tom Bombadil: compare solo nel libro. Questa è una casa collocata in mezzo alla vecchia foresta, dove abita questo curioso personaggio, Tom Bombadil appunto, con la sua compagna Baccador. Tom Bombadil soccorre Frodo, Sam, Merry e Pipino e li ospita a casa sua per un certo periodo di tempo, rifocillandoli e indicandogli la direzione più sicura da seguire. Tom Bombadil è un personaggio del tutto inedito, si pensa sia un maiar (uno spirito molto potente che costituisce il pantheon delle divinità minori).
Osgiliath: era l'antica città in cui sedevano i Re di Gondor, con la cattura di Minas Ithil da parte dei Nove Nazgul, i re si trasferirono a Minas Tirith. La città cadde in rovina e fu presto oggetto di assalti e razzie da parte dei Corsari Umbar e degli Orchi di Sauron, è posta lungo il fiume Anduin, di fronte a Minas Tirith. Nella trilogia cinematografica la vediamo come una città straziata perennemente contesa dalle forze del Bene e del Male.
Casa di Beorn: per quanto ne sappiamo compare solo nel libro Lo Hobbit. Si tratta della casa di un uomo, Beorn, che vive tra le Montagne Nebbiose e Bosco Atro; è un uomo dall'aspetto possente che è in grado di trasformarsi in orso. Qui vengono ospitati e aiutati Gandalf, Bilbo e i 13 nani della compagnia.

Matt - Il Locandiere

giovedì 14 marzo 2013

EDIZIONE STRAORDINARIA. John Malkovich t'impara l'educazione.

Benvenuti cari Avventori miei, magari vi aspettavate un post sul nuovo Papa Francesco? Non oggi, sebbene si tratti di un succosissimo argomento di attualità, lasciamo calmare le acque e soprattutto gli ardori più o meno religiosi che sono scoppiati in giro per il mondo.
Ordunque di che si parla oggi? Mah, come potete aver intuito dal titolo sgrammaticato, si parla di un film attualmente in proiezione, che è proprio Educazione Siberiana.


Piccolo capolavoro di Salvatores, alcuni lo hanno già definito una specie di sequel del film di Cronenberg: La promessa dell'Assassino. Niente di più falso.

Sebbene entrambe le pellicole sviluppino un tema comune, cioè quello della criminalità russa,  essi prendono due strade ben diverse. Ne La promessa dell'assassino viene dato un assaggino di quello che è davvero la criminalità russa e dell'arte del tatuaggio, mentre il resto è dedicato più che altro alla storia che gravita attorno ad una neonata, una storia di violenza, stupri e borshch.

Educazione Siberiana, invece, parla delle storie parallele di alcuni ragazzi, due in particolare Gagarin e Kolima sono amici fin dall'infanzia. Kolima cresce seguendo le rigide regole dei siberiani, regole spiegategli dal nonno, che occupa la posizione di paterfamilias e capo della piccola comunità di siberiani che furono deportati a forza da Stalin, nel tentativo di sradicare i vari clan criminali esistenti.
Kolima e Gagarin affronteranno due processi di crescita differenti. Mentre Kolima rimarrà fedele ai principi del nonno, imparando anche l'arte tatuatoria; Gagarin, finito in galera dopo aver accoltellato un soldato, torna e abbandona questi principi dandosi all'alcolismo e alla droga, entrambe malviste dai siberiani. Purtroppo le scelte di Gagarin avranno ripercussioni anche sulla sua amicizia con Kolima.


Vi ricordate quando qui vi parlavo dei tatuaggi in uso presso i criminali russi? Sì, bene. Quell'articolo è stato un interessante punto di partenza, sebbene approssimativo, per approfondire il discorso del tatuaggio. Ora, dal film si evince chiaramente l'importanza dello stesso, ma soprattutto si pone particolarmente attenzione alla figura del tatuatore. Il "tatuatore è come un confessore" così dice il Maestro all'allievo Kolima, non basta avere la dote del disegno, bisogna saper ascoltare la storia della vita di un individuo ed interpretarlo.
Quando Kolima finirà in galera questo aspetto salterà fuori, infatti in carcere ognuno ha la sua utilità, c'è chi cuce, chi sistema i letti, chi cucina ed il tatuatore occupa una delle posizioni più elevate della piramide sociale carceraria. Momenti di infinita bellezza si hanno quando Kolima è intento ad ascoltare la "confessione" della persona da tatuare e, solo alla fine, produce il disegno da riprodurre sulla pelle. Inutile dire che i disegni sono unici, sebbene alcuni motivi si ripetano. Il tatuatore non deve solo saper disegnare e incidere sulla pelle i propri disegni, ma deve saper "leggere" i tatuaggi degli altri, così da capire chi si trova di fronte, a che clan appartiene, qual è la sua fede, cosa ha fatto per finire in galera. Dei tatuaggi casuali sono illeggibili e inducono sospetti e diffidenza. La pelle di un uomo è un libro da scrivere, che può essere letto da chiunque.
In effetti questo è un tema ben più complesso, in cui peraltro non voglio avventurarmici più di tanto, non possedendo le conoscenze e le competenze adeguate; tuttavia non può non colpire questa aura di rispetto e timore reverenziale per la figura del tatuatore, come se fosse investito da un mandato celeste, voluto dalla Madonna.

Altro tema è la polemica contro le altre forme di criminalità organizzata. I Siberiani, fra tutti, sono i più poveri, ma quelli che maggiormente credono nel senso dell'onore. Per loro, ogni creatura vivente deve essere rispettata e protetta, fanno eccezione:

  • i politici
  • i banchieri
  • gli usurai
  • i poliziotti
  • i soldati
Insomma qualsiasi elemento che appartenga in modo diretto o meno all'apparato statale. Il furto è autorizzato, ma il maltolto non va tenuto per sé. Viene da sé, poi, che la droga, il gioco d'azzardo, l'alcool e la prostituzione non rientrano nella mentalità rigida dei Siberiani, anzi rifuggono queste nefandezze, punendo chi si macchia anche si uno solo di questi "peccati".
Da notare anche l'estrema religiosità che permea la vita dei Siberiani, tanto da rappresentare la Madonna armata di pistole.

Il film è girato seguendo un continuo flashback-flashforward, che si districherà solo dopo la metà del film, circa, perciò è importante stare bene attenti. Colossale, epica è la presenza di Malkovich, un ruolo delicato che sa affrontare con estrema scioltezza; credo che con questa interpretazione si sia fatto perdonare quell'orribile cataclisma che è Jonah Hex

Si noti la Madonna Armata, che non è una bestemmia ma una constatazione...

Chiaramente potremmo perderci in chiacchiere per tutto il giorno, eppure avremo sempre qualcosa da dire su questo capolavoro firmato Gabriele Salvatores e Rai Cinema. Che ve lo dico a fare? Non può mancare nella to do list dei cinefili. Merita, per n-mila motivi, non aspettatevi un'overdose di violenza, soldi, cocaina e vodka alla Scarface di Pietrogrado, anzi è un film piuttosto riflessivo che getta uno spiraglio di luce su una delle società criminali più controverse, rendendogli quasi onore e dandogli l'aspetto un po' romantico di Robin Hood moderni, che rubano ai ricchi per dare ai poveri, ma con i tatuaggi ed una parlata tipicamente russa.
Non ultimo è da considerare il discorso della colonna sonora, arricchita con tanti pezzi originali, cantati esclusivamente in russo (per quel che ne so io), l'unica canzone "occidentale" è quella suonata durante la scena della giostra, rendendo l'evento unico, onirico; una cosa di quelli che sognano l'occidente. Ricordiamoci che il film è ambientato durante il periodo del socialismo, durante la crisi dello stesso fino al 1989 e dopo il crollo del muro, con la fondazione della Federazione Russa.

E non ci dici altro? No cari miei, andate a vedervelo, fidatevi. Non ve ne pentirete davvero!

Matt - Il Locandiere

mercoledì 13 marzo 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 10: Un film della tua attrice preferita.

Ah eccovi miei carissimi Avventori! Che piacere rivedervi! Accomodatevi, eh lo sapevo che non avreste mancato al consueto appuntamento del Mercoledì. La volta scorsa abbiamo parlato dell'attore, oggi parliamo della mia attrice preferita. Anche qui, disagio totale. Perchè tipo ci sarebbe anche una certa Emma Watson, che oltre ad essere bella è pure brava; oppure ci sta anche la Cameron Diaz, o quella delizia di Uma Thurman che anche lei ha il suo perché...


... in realtà, colei che mi ha stregato più di tutti è Kate Beckinsale.

Giorno 10 - Un film della tua attrice preferita: Underworld



Titolo: Underworld
Titolo originale: Underworld
Regia: Len Wiseman
Durata: 121 min
Anno: 2003
Genere: Azione / Horror (pochino)
Cast: Kate Beckinsale, Scott Speedman, Michael Sheen

Trama: film sull'eterna lotta tra vampiri e licantropi, stavolta con un'improbabile alleanza tra una vampira ed un umano misteriosamente perseguitato dai lupi mannari. Riuscirà la nostra eroina a salvare il tapino?


Parliamone: si sa, ultimamente i film sui vampiri (o sulle lucciole approssimate a vampiri) hanno spopolato e hanno colonizzato brutalmente le sale cinematografiche un po' ovunque; che siano parodie, che siano film tratti da libri o che siano capitoli a sé stanti, i vampiri acchiappano sempre abbastanza.
Se poi li mettiamo assieme ai loro nemici giurati, che non sono il dr Van Helsing & Co., ma i lupi mannari, si agita e si aggiunge un'oliva, allora si ottiene qualcosa tipo Underworld.

Sangue dal gusto fruttato, invecchiato 22 anni, con note amarognole di vodka...direi universitario post-sbornia

Siamo onesti, Underworld è una pellicola senza troppe pretese, troppo action per essere horror, troppo poco horror per spaventare davvero. In un tripudio di pallottole d'argento e pelle aderente a delle curve spettacolari (quelle della cara dolce Kate) vediamo Selene, la protagonista dal capello corvino e gli occhi di ghiaccio, trivellare Lycan (i licantropi) senza pietà, proteggendo il belloccio della situazione. Il tutto condito da un uomo-lupo cattivo, che ha il brutto vizio di andare in giro conciato come un...uh...un senzatetto...
Che poi, pur essendo cattivo, non è così cattivo come gli amici di merenda di Selene; anche perché in fin dei conti, ad un certo punto, ci si metto pure i vampiri a rompere, come se la situazione non fosse incasinata abbastanza, portando un quantitativo infinito di rotture di coglioni alla povera Selene.

Ce l'hai qualche spicciolo per il caffé, amico?
Storie trite e ritrite, non è un capolavoro, lo guardo quando sono ammalato (il che è raro) o quando ce l'ho col mondo intero e serve un film burlone, non troppo pretenzioso. Film di cui peraltro sono stati girati due seguiti e un prequel, assolutamente non richiesti. Volete anche che nel prequel hanno sostituito la Kate con Rhona Mitra, che per carità, ha il suo appeal, ma non è Kate Beckinsale.

Hanno fatto un prequel?!?!
Pur essendo mediocre come film, la Beckinsale si difende piuttosto bene. Saranno quei suoi occhi di ghiaccio  (nel film eh), sarà quel suo visino dolce, saranno anche i suoi canini un po' troppo sporgenti, che farebbero ridere il mio dentista, ma nonostante tutto non può non rapire al primo sguardo. C'è da dire un'altra cosa, che  Kate ha nel suo curriculum altri film (tipo Serendipity) e filmoni ( vedi Pearl Harbour), quindi mica arriva dalle piantagioni di cotone (come direbbe il capo di Axel Floey).

Sorridi gioia che sei sulla Locanda del Legionario Ubriaco
Oh, che poi voglio dire, queste sono mie opinioni personalissime e accetto critiche e idee differenti dalle mie. Però non possiamo non essere tutti d'accordo su quanto sia...mmmm...espressiva la ragazza!


Ora basta foto, che sennò prendete questa Locanda come un postaccio da quattro soldi! Kate Beckinsale è la mia attrice preferita, non ci piove. Si è ritagliata una buona parte anche nel genere azione, dando già prova di essere all'altezza di ruoli un po' più composti e drammatici come in Pearl Harbour, brava Kate continua a farci sognare! Detto questo, chiudiamo le trasmissioni e, come sempre, il 30 Days Movie Challenge torna mercoledì prossimo! Alla prossima cari avventori.

Matt - Il Locandiere

lunedì 11 marzo 2013

Il Lunedì del Locandiere

Buongiorno cari Avventori, quale modo migliore per iniziare la settimana se non in compagnia del vostro Locandiere preferito?
Tutti odiano il Lunedì, ma adesso avete un motivo per amarlo, prosegue infatti l'appuntamento fisso della mattina qui alla Locanda, anticipato e allungato per tenervi compagnia fin dalle prime ore di questa nuova settimana, per chi si fosse connesso ora, magari dall'ufficio o sul treno mentre si sta recando a scuola/lavoro/altro, auguro un buon lavoro e una buona giornata.



Settimana scorsa avevamo introdotto così random questo nuovo appuntamento, il fatto è che mi sono divertito troppo! Per questo mi sa che il Lunedì del Locandiere diventerà appuntamento fisso. Ci eravamo lasciati parlando di Dylan Dog e della supermaxi serie nuova nuova nelle edicole con l'Espresso e che ha fatto già discutere. Mi ero dimenticato, tra le altre cose, di darvi un paio di spetegulesssss, o meglio di polemiche varie sempre riguardo alla collezione. Si noti la seguente foto:


E ora confrontatela con questa:


c'è una piccola, enorme differenza tra le due immagini (oltre al colore si intende) quale? Aspettate che mò ve la cerchio benebene:


Chi è il personaggio indicato dalla freccia??? Boooooh! Non è Groucho Marx:

Hello Ladies...
Il piccolo, inutile, insostituibile e petulante assistente di Dylan Dog, che ultimamente sta rompendo i coglioni come non mai e non vedo l'ora che qualcuno lo faccia morire...possibilmente male...
Anyway, la polemica nasce proprio dal fatto che questa pubblicità non ritrae Groucho Marx, cosa che ha fatto imbufalire abbastanza i fan, quanto rumore per nulla. Però ai puristi del fumetto italianissimo questo non è andato giù, hanno alzato la voce, hanno strepitato e hanno levato i pugni. Fiato sprecato, però ciò ha fatto di certo una cattiva pubblicità alla collezione che voleva rilanciare Old Boy. Tutto sto polverone in sostanza si è risolto in nulla, quelli che hanno messo il broncio, in fin dei conti, li hanno tirati fuori i loro euro per comprare l'album. Se proprio volevano protestare potevano lanciarli a quelli dell'Espresso come si fece con Craxi...ma questa è un'altra storia.
In realtà, a mio modesto parere, non vedo l'ora che Groucho sia eliminato dalla faccia della terra, per due motivi essenziali:
  1. Leggendo le storie più vecchie ho notato che Groucho era l'assistente di Dylan, quello che serve nei momenti del bisogno, che gli lancia la pistola in caso di necessità e che ogni tanto intrattiene i clienti con delle battute scadenti, che in fin dei conti non erano nemmeno così tanto scadenti...una volta. Andando avanti le battute di Groucho diventano sempre meno brillanti (ma vabbé la colpa è di chi scrive) e la sua presenza diventa sempre più frequente e fastidiosa.
  2. A Dylan ci vuole una bella svecchiata, più che altro per dare un percorso un po' nuovo al personaggio. Continua a dire di essere un ex-alcolista, di non fumare, di essere vegetariano...va bene, ci sta; ma perché usare sempre gli stessi cliché del personaggio? Facciamogli affrontare una nuova crisi, che lo metta davanti agli altri ( come era circa successo nel numero 311 ), che gli faccia prendere delle decisioni critiche o che gli sconvolga la vita. Cosa che l'eliminazione dell'assistente potrebbe senz'altro fare...
Le mie sono solo speculazioni e opinioni, che possono essere condivise o meno. Ma benedetti figlioli, la volta scorsa ci eravamo fermati parlando solo di due delle tre storie della supercollezione! Concludo il discorso iniziato la volta scorsa e lo completo con l'ultimo DYD uscito, cioè il numero 318: Leggende Urbane.

Nel primo volume della collezione di Dylan, la terza e ultima storia si chiama Le notti di luna piena


Qui vediamo il nostro Indagatore dell'Incubo impegnato nella terra del Bratwurst e dell'Apfelsaft: la Germania. Più precisamente la storia è ambientata in un'isolato paesino della Foresta Nera. Dylan e Groucho sono stati incaricati di indagare sulla sparizione di una ragazza da un collegio avvenuta nove mesi prima. Come anticipa la copertina, il Nostro avrà a che fare con lupi che non dovrebbero essere uomini e uomini che non dovrebbero essere lupi...
Bello, dopo la piccola caduta rimediata con Jack Lo Squartatore, che come saprete non mi entusiasmò particolarmente, qui la sfera del soprannaturale torna brutalmente con un classico: la licantropia.
Che, a onor del vero, non è esattamente licantropia nel senso stretto, ma si tratta di esperimenti di una maga, che non è Wanna Marchi, ma una appartenente ad un ordine antico che blablablasailcazzo. Decisamente degna l'atmosfera creepy della Foresta Nera. Noioso lo spiegone finale della strega, che sostiene di essere un genio solo lei, che Dylan non ci ha mai capito un'acca e che tutti gli umani sono degli stupidi perché non riconoscono la magia (blablablabla), scena piuttosto noiosa anche per il fatto che Dylan sostanzialmente subisce lo sproloquio senza intervenire se non con un "perchè?" e con un "no". Tuttavia non è questo che rende la storia meno interessante, anzi. Il colpo di scena finale rende poi la storia ancora più bella, bravo papà Sclavi e bravi i disegnatori: Montanari e Grassari.
Tra l'altro c'è un riferimento alla pellicola Frankenstein Jr, in quanto la proprietaria del collegio femminile è una certa Frau Blucher, che nel film...



Ora facciamo un *hop* salto avanti nel tempo, fino a qualche giorno fa, quando mi sono recato a compare l'ultimo numero di Dylanbello.


La storia è di Giovanni Di Gregorio e i disegni di Ugolino Cossu, che ho già avuto modo di apprezzare il suo tratto nel Dylan Dog numero 138. Allora, come si evince dal titolo, si parla di quei racconti pseudo-fantascientifici che popolano l'immaginario collettivo della società (tipo il classico coccodrillo nelle fogne, o certe canzoni che cantate al contrario evocano il diavolo) e che scatenano una serie di efferati omicidi, troppo anche per il povero ispettore Bloch, ormai prossimo alla pensione da 2500 anni e, soprattutto, con Dylan irrintracciabile. Lui, d'altra parte, è tutto preso nella sua ennesima conquista amorosa, conquista che in effetti si rivelerà piuttosto difficile e non senza conseguenze.
Groucho è sparito, volatilizzato, non si sa per quale divina concessione ma tant'è.
Come storia in sé non è male, decisamente diversa dal solito, che esplora a grandi linee il mondo di queste leggende urbane. C'è da capirla, può anche non piacere l'espediente della storia nella storia, ma tutto sommato risulta godibile.

Matt - Il Locandiere