mercoledì 30 gennaio 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 4: Un film che guardi per deprimerti.

E rieccoci di nuovo, cari miei ospiti diletti, con l'appuntamento settimanale del 30 Days Movie Challenge, dopo il 3 c'è il 4 se la matematica non mi inganna, anche se di solito sono io  che tento di ingannare la matematica con trucchetti beceri destinati a fallire miseramente. Comunque, sì, oggi è il quarto giorno del Movie Challenge, ma andiamo subito a scoprire che film vi propongo.


Giorno 3 - Un film che guardi per deprimerti: Apocalypse Now.


Titolo: Apocalypse Now
Titolo originale: Apocalypse Now
Regia: Francis Ford Coppola
Durata: 153 min / 196 min (Apocalypse Now Redux)
Anno: 1979
Genere: Storico/Guerra
Cast: Marlon Brando, Robert Duvall, Martin Sheen, Laurence Fishburne, Dennis Hopper, Harrison Ford.

Trama: 1969 Saigon. La guerra del Vietnam è al culmine. Il capitano Willard (Sheen), un ufficiale della 173° Aviotrasportata, ormai incapace di riprendere una vita normale a causa delle missioni che ha dovuto affrontare. Ma tornato da casa ha una missione ben diversa dalle altre. Suo compito è rintracciare e uccidere il colonnello Kurtz (Brando) dei Berretti Verdi e ora disertore. Kurtz si è rifugiato in Cambogia, da dove comanda un gruppo di indigeni come un signore della guerra. Willard si imbarcherà, assieme ad una squadra, su una motovedetta della marina, col compito di risalire il fiume Nung, alla ricerca di Kurtz.
Durante il viaggio Willard e la squadra, faranno la conoscenza di molti personaggi, tra cui il tenente colonnello Kilgore, del 1° Divisione di Cavalleria, letteralmente pazzo del surf. Il viaggio metterà a nudo la realtà della guerra presentando scenari sempre più allucinanti e surreali. Infine i superstiti giungono in Cambogia e Willard, catturato da Kurtz, dovrà in un modo o nell'altro portare a termine la sua missione.


Parliamone: Se non lo sapete, il film è basato da un racconto di Conrad, Cuore di Tenebra. Detto questo possiamo partire con l'analisi. Analisi che di per sé non è per nulla facile.
Tecnicamente parlando è uno di quei film che non ha età. Nel 1979 la ferita del Vietnam era ancora piuttosto sanguinante, soprattutto per la questione dei reduci. Coppola ci ripropone gli eventi precedenti di 10 anni, in una visione totalmente diversa da altri film sull'argomento. Effettivamente non si può dire che Apocalypse Now sia un film strettamente di aperta polemica contro l'impegno militare in Vietnam. Full Metal Jacket è strettamente polemico, ma si tratta di un altro paio di maniche. Ora, fermi un momento. Apocalypse Now, a mio parere, oltre alle tematiche della critica alla guerra, condensa in sé altre tematiche, come quella del viaggio, della follia e, soprattutto, della disumanizzazione dell'uomo durante il conflitto. Infatti, parlo per chi l'ha visto, noterete che le riprese diventano sempre più fumose, più oniriche, col passare del tempo. Se all'inizio la guerra viene vista a livello tecnico-tattico come ogni conflitto, presto i combattimenti saranno permeati da luci, fumogeni e tutto il possibile per rendere la guerra qualcosa di allucinogeno e quasi ultraterreno.

A livello storico è molto ben ricostruito, come unità, divise e tutto quello che c'è di storico. Specie l'impiego delle Forze Speciali, che in sostanza sono nate a cavallo tra la Seconda Guerra Mondiale e la guerra del Vietnam.

Del cast cosa c'è da dire? Stellare semplicemente! Un divino Marlon Brando.


Un ottimo Martin Sheen.


Un sorprendente Robert Duvall.


Ma, soprattutto, un imprevedibile giovincello noto ai più come Harrison Ford!



Sempre tornando al tema dell'alienazione. Vorrei farvi notare come cambiano i contenuti dei dialoghi nel corso del film. All'inizio sono piuttosto frequenti e "normali" per noi comuni mortali; durante lo svolgimento della storia si fanno sempre più radi e assurdi. Anche se l'elogio dell'assurdità arriva quando il tenente colonnello Kilgore decide di decimare un villaggio vietnamita solo per andare a fare surf. A proposito dei dialoghi profondi e assurdi al tempo stesso, sentite un po' Marlon Brando a proposito dell'orrore:


Dunque, c'è la storia, c'è il cast, ci sono i dialoghi. Cosa manca? Luce, musica e colori. Come vi ho già detto, la guerra ad un certo punto si riduce ad un mero confuso insieme di suoni, luci e colori. Fateci caso in questa scena, quando gli uomini del 9° Reggimento Cavalleria attaccano i Vietcong con sottofondo la Cavalcata delle Valchirie:


Direi eloquente. Sempre a proposito della musica (e qui gli amanti del genere protesteranno perché non ne ho parlato prima), il film include canzoni di eccezionale bellezza come The End dei Doors, canzone che apre il film.



Conclusioni: Ci sarebbe ancora molto da dire, tant'è che ci si potrebbe fare un blog solo di contenuti del film. Ma non mi pare il caso. Ma allora perché guardo questo film per "deprimermi"? Beh, per un motivo semplicissimo, durante i 153 minuti di pellicola si procede passo passo, lentamente verso la totale alienazione dal mondo, in una spirale vorticosa di violenza insensata, con la brutale estirpazione di qualsiasi principio a cui ci si possa attaccare un individuo per mantenere il suo status di essere umano. Insomma, non è da vedere tutti i giorni pucciando il cornetto nel caffelatte. Per questo adoro questo film, per la sua straordinaria capacità di riflettere il viaggio dei personaggi nella mente di chi lo guarda, lasciandogli qualcosa su cui riflettere.

Curiosità: 

  •  Il film fu girato nelle Filippine. Ma i rapporti tra la troupe ed il governo locale (allora guidato da una dittatura militare) non furono affatto facili.
  •  Tra i piloti dell'attacco al villaggio Vietcong c'era Ronald Lee Ermey, conosciuto soprattutto per la parte da lui interpretata in Full Metal Jacket, cioè il sergente istruttore Hartman.
  • Durante le riprese i set furono distrutti da un tifone. Martin Sheen fu colpito da infarto e si dovette usare una controfigura per tutta la durata della convalescenza.
  • Altre sfighe funestarono le riprese. In particolare, nella scena iniziale, Martin Sheen, che era ubriaco davvero, si ferì ad una mano con lo specchio. I produttori poi non credevano più nel progetto, mancavano i fondi e la troupe, demotivata, iniziava a fare uso di droghe.
  • Coppola andò incontro ad una forte depressione, che lo portò a tentare il suicidio. Perse quasi 30 kg e rischiò di divorziare dalla moglie.
  •  Il governo americano osteggiò in tutti i modi la pellicola, ciò per i contenuti scomodi e anti-militarsiti della pellicola.
Detto questo non mi resta che congedarvi da voi, con le ultime parole del colonnello Kurtz (tanto per chiudere in bellezza un post davvero deprimente, se vedrò le visite calate capirò bene il perchè!). A presto cari Avventori!


Matt - Il Locandiere

3 commenti:

  1. Questo rientra nella mia classifica: "Film Da Guardare Una Volta Nella Vita (Ma Veramente Una Volta Eh)" per tutti i motivi che hai detto.

    Ma ogni amante del cimena, deve farsi coraggio, e guardarlo perchè è decisamente una di quelle cose che non puoi tipo perderti...e se lo fai, sei il cugino scemo di Scottex Summers.

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  2. Mr. Yellow Duck30 gennaio 2013 15:01

    Che dire...il TOP! Miglior film del mondo

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  3. Kunoichi Mazzinga30 gennaio 2013 15:03

    Mmmm, nn saprei...ma su qst blog non parli mai di Deaf Note...Uan Pis, cs csì?

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