giovedì 31 gennaio 2013

EDIZIONE STRAORDINARIA. Django s-catenato. No spoiler.

Bentornati cari Avventori. Ormai è sulla bocca di tutti, l'hanno visto più o meno tutti e ne parlano (spesso impropriamente) tutti...e di che stiamo parlando??? Ma di Django Unchained ennesima faticaccia di Quentin Tarantino, che una ne imbrocca e due ne fa sbagliate. Ma vabbé...

Non è questo...

...ma questo.
No dai, a sto giro l'ha imbroccata. In che senso? Ve lo spiego meglio.

Dunque, innanzitutto si sa che i film di Tarantino vanno presi con le pinze, possono presentarsi come dei capolavori e poi si possono risolvere in cagate. Con Django Unchained, Tarantino ha dimostrato di aver modificato un bel po' il suo modus operandi passato. Non ci sono salti temporali a caso e scene scollegate, tutto quanto è collegato da flashback o flashforward; si nota che i tempi di Pulp Fiction sono ormai lontani e che un pulp ambientato nel profondo sud degli USA del 1858, beh, diciamocelo, è una cosa che non sta né in cielo né in terra. E meno male che l'ha capito!
Le scene con i dialoghi sono sempre molto bene curate, anche se possono sembrare insignificanti; ricordatevi, Tarantino non affida mai nulla al caso.
Altro punto forte è la trama, che sembra solo vendetta nuda e cruda...ma in realtà...in realtà andatevelo a vedere come ho fatto io, perchè questo non è il blog degli spoilerazzi.
I personaggi. Bella riconferma di Waltz, che si era portato a casa l'oscar come miglior attore non protagonista in Bastardi Senza Gloria, in questo film si è comportato proprio bene, dimostrando di essere tagliato per i ruoli un po' stravaganti, ciarloni tipici di Tarantino.

Magari stavolta ci scappa la nomination all'Oscar come miglior attore
Jamie Foxx ha recitato bene pure lui, anche se mi aspettavo un comportamento più da spaccone. Ha saputo calarsi bene nella parte.

Anche se con questo abitino non lo si può proprio vedere...

E Leonardo Di Caprio? Insolito vederlo nei panni del badass di turno, specie nei panni del classico latifondista sudista che si accoppia con le cugine, giusto per spingere un pochino sul pedale dei luoghi comuni. Scherzi a parte, dopo aver dato prova di sé come ghiacciolo, come capo dell'FBI ed altre interpretazioni, eccolo come cattivo tarantiniano, un po' lunatico, un po' pirata, ma poco signore...e gli riesce bene questa parte, chapeau!

Un personaggio che unisce raffinatezza e grossolanità assieme, mica facile!

E le scene di violenza gratuita ci sono? Ovviamente.

E il cameo con Tarantino? Certo, altrimenti non è un film di Tarantino.

In conclusione, è una buona fatica cinematografica, omaggio ai western classici, ma che non è un western in senso ristretto del termine. Un paradosso? No, solo un film di Tarantino. Se citate a memoria i film di John Ford, o Sergio Leone è l'unico Dio a cui rivolgete le vostre suppliche, forse potreste rimanere un po' delusi. Qualche zingarata e tamarrata da ghetto yo-yo è riuscito a ficcarla anche nel brutale e selvaggio West...o meglio South, mannaggia a te Quentin.
Se invece non siete intregralisti westerniani troverete un sacco di citazioni divertenti, situazioni al limite del paradossale, che vi faranno dire: "Soldi ben spesi!"

Se andrete a vedere Django Unchained (e ci andrete, ve lo ordino), prestate attenzione alle scene finali, mi raccomando!
Un'altra cosa, Christoph Waltz è Austriaco, Austriaco! E non è equivalente a dire che è Tedesco! Sarebbe come insinuare che Inglesi e Irlandesi sono le stesse persone (non me ne vogliano, è solo per puro scopo dimostrativo il mio paragone)! Anche se io e voi parliamo la stessa lingua, non significa che siamo tutti italiani (per quel che ne so io potreste essere gli asini sulfurei di Omicron 56 Z, naturalizzati italiani!)

Matt - Il Locandiere

mercoledì 30 gennaio 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 4: Un film che guardi per deprimerti.

E rieccoci di nuovo, cari miei ospiti diletti, con l'appuntamento settimanale del 30 Days Movie Challenge, dopo il 3 c'è il 4 se la matematica non mi inganna, anche se di solito sono io  che tento di ingannare la matematica con trucchetti beceri destinati a fallire miseramente. Comunque, sì, oggi è il quarto giorno del Movie Challenge, ma andiamo subito a scoprire che film vi propongo.


Giorno 3 - Un film che guardi per deprimerti: Apocalypse Now.


Titolo: Apocalypse Now
Titolo originale: Apocalypse Now
Regia: Francis Ford Coppola
Durata: 153 min / 196 min (Apocalypse Now Redux)
Anno: 1979
Genere: Storico/Guerra
Cast: Marlon Brando, Robert Duvall, Martin Sheen, Laurence Fishburne, Dennis Hopper, Harrison Ford.

Trama: 1969 Saigon. La guerra del Vietnam è al culmine. Il capitano Willard (Sheen), un ufficiale della 173° Aviotrasportata, ormai incapace di riprendere una vita normale a causa delle missioni che ha dovuto affrontare. Ma tornato da casa ha una missione ben diversa dalle altre. Suo compito è rintracciare e uccidere il colonnello Kurtz (Brando) dei Berretti Verdi e ora disertore. Kurtz si è rifugiato in Cambogia, da dove comanda un gruppo di indigeni come un signore della guerra. Willard si imbarcherà, assieme ad una squadra, su una motovedetta della marina, col compito di risalire il fiume Nung, alla ricerca di Kurtz.
Durante il viaggio Willard e la squadra, faranno la conoscenza di molti personaggi, tra cui il tenente colonnello Kilgore, del 1° Divisione di Cavalleria, letteralmente pazzo del surf. Il viaggio metterà a nudo la realtà della guerra presentando scenari sempre più allucinanti e surreali. Infine i superstiti giungono in Cambogia e Willard, catturato da Kurtz, dovrà in un modo o nell'altro portare a termine la sua missione.


Parliamone: Se non lo sapete, il film è basato da un racconto di Conrad, Cuore di Tenebra. Detto questo possiamo partire con l'analisi. Analisi che di per sé non è per nulla facile.
Tecnicamente parlando è uno di quei film che non ha età. Nel 1979 la ferita del Vietnam era ancora piuttosto sanguinante, soprattutto per la questione dei reduci. Coppola ci ripropone gli eventi precedenti di 10 anni, in una visione totalmente diversa da altri film sull'argomento. Effettivamente non si può dire che Apocalypse Now sia un film strettamente di aperta polemica contro l'impegno militare in Vietnam. Full Metal Jacket è strettamente polemico, ma si tratta di un altro paio di maniche. Ora, fermi un momento. Apocalypse Now, a mio parere, oltre alle tematiche della critica alla guerra, condensa in sé altre tematiche, come quella del viaggio, della follia e, soprattutto, della disumanizzazione dell'uomo durante il conflitto. Infatti, parlo per chi l'ha visto, noterete che le riprese diventano sempre più fumose, più oniriche, col passare del tempo. Se all'inizio la guerra viene vista a livello tecnico-tattico come ogni conflitto, presto i combattimenti saranno permeati da luci, fumogeni e tutto il possibile per rendere la guerra qualcosa di allucinogeno e quasi ultraterreno.

A livello storico è molto ben ricostruito, come unità, divise e tutto quello che c'è di storico. Specie l'impiego delle Forze Speciali, che in sostanza sono nate a cavallo tra la Seconda Guerra Mondiale e la guerra del Vietnam.

Del cast cosa c'è da dire? Stellare semplicemente! Un divino Marlon Brando.


Un ottimo Martin Sheen.


Un sorprendente Robert Duvall.


Ma, soprattutto, un imprevedibile giovincello noto ai più come Harrison Ford!



Sempre tornando al tema dell'alienazione. Vorrei farvi notare come cambiano i contenuti dei dialoghi nel corso del film. All'inizio sono piuttosto frequenti e "normali" per noi comuni mortali; durante lo svolgimento della storia si fanno sempre più radi e assurdi. Anche se l'elogio dell'assurdità arriva quando il tenente colonnello Kilgore decide di decimare un villaggio vietnamita solo per andare a fare surf. A proposito dei dialoghi profondi e assurdi al tempo stesso, sentite un po' Marlon Brando a proposito dell'orrore:


Dunque, c'è la storia, c'è il cast, ci sono i dialoghi. Cosa manca? Luce, musica e colori. Come vi ho già detto, la guerra ad un certo punto si riduce ad un mero confuso insieme di suoni, luci e colori. Fateci caso in questa scena, quando gli uomini del 9° Reggimento Cavalleria attaccano i Vietcong con sottofondo la Cavalcata delle Valchirie:


Direi eloquente. Sempre a proposito della musica (e qui gli amanti del genere protesteranno perché non ne ho parlato prima), il film include canzoni di eccezionale bellezza come The End dei Doors, canzone che apre il film.



Conclusioni: Ci sarebbe ancora molto da dire, tant'è che ci si potrebbe fare un blog solo di contenuti del film. Ma non mi pare il caso. Ma allora perché guardo questo film per "deprimermi"? Beh, per un motivo semplicissimo, durante i 153 minuti di pellicola si procede passo passo, lentamente verso la totale alienazione dal mondo, in una spirale vorticosa di violenza insensata, con la brutale estirpazione di qualsiasi principio a cui ci si possa attaccare un individuo per mantenere il suo status di essere umano. Insomma, non è da vedere tutti i giorni pucciando il cornetto nel caffelatte. Per questo adoro questo film, per la sua straordinaria capacità di riflettere il viaggio dei personaggi nella mente di chi lo guarda, lasciandogli qualcosa su cui riflettere.

Curiosità: 

  •  Il film fu girato nelle Filippine. Ma i rapporti tra la troupe ed il governo locale (allora guidato da una dittatura militare) non furono affatto facili.
  •  Tra i piloti dell'attacco al villaggio Vietcong c'era Ronald Lee Ermey, conosciuto soprattutto per la parte da lui interpretata in Full Metal Jacket, cioè il sergente istruttore Hartman.
  • Durante le riprese i set furono distrutti da un tifone. Martin Sheen fu colpito da infarto e si dovette usare una controfigura per tutta la durata della convalescenza.
  • Altre sfighe funestarono le riprese. In particolare, nella scena iniziale, Martin Sheen, che era ubriaco davvero, si ferì ad una mano con lo specchio. I produttori poi non credevano più nel progetto, mancavano i fondi e la troupe, demotivata, iniziava a fare uso di droghe.
  • Coppola andò incontro ad una forte depressione, che lo portò a tentare il suicidio. Perse quasi 30 kg e rischiò di divorziare dalla moglie.
  •  Il governo americano osteggiò in tutti i modi la pellicola, ciò per i contenuti scomodi e anti-militarsiti della pellicola.
Detto questo non mi resta che congedarvi da voi, con le ultime parole del colonnello Kurtz (tanto per chiudere in bellezza un post davvero deprimente, se vedrò le visite calate capirò bene il perchè!). A presto cari Avventori!


Matt - Il Locandiere

mercoledì 23 gennaio 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 3: Un film che guardi per sentirti meglio.

Ah eccovi tornati cari Avventori, innanzitutto prima di introdurre il terzo appuntamento dei 30 Days Movie Challenge volevo ringraziare nuovamente il mio amico Symo, che tra le altre cose mi ha fatto il grande onore di chiedere la mia opinione per un articolo del suo blog, che è A Star Crossed Wasteland . Symo se sei in ascolto, grazie di nuovo! Spero in una nuova futura e fruttuosa collaborazione del genere!

Ah, ma che sbadato! Dimenticavo! Per chi non conoscesse ancora il mio migliore amico troverà che ho parlato di lui quiqui e, soprattutto qui! Tra l'altro, stavo anche dimenticando che parleremo di un film che piace assai anche a Symo, perciò ce lo dedichiamo tanto, perchè è proprio un bravo bimbo! (Si scherza, via!)



Ma ora torniamo a noi, devo andare avanti col programma. Eeeeee lanciamo subito il terzo appuntamento della Challenge!


Giorno 3 - Un film che guardi per sentirti meglio: L'ultimo Samurai.




Titolo: L'ultimo Samurai
Titolo originale: The Last Samurai
Regia: Edward Zwick
Durata: 150 min
Anno: 2003
Genere: Guerra / Drammatico
Cast: Tom Cruise, Ken Watanabe, Timothy Spall, Koyuki Kato

Trama: nella seconda metà del 1800, Nathan Algren, ex-capitano dell'esercito USA tormentato da incubi tremendi sul suo passato di guerra, approda nella terra del Sol Levante, da poco entrato nell'epoca Meiji. Qui ha il compito di formare un esercito in senso moderno del termine, per scontrarsi con Katsumoto. Questi guida una ribellione di samurai contro il governo del debole imperatore, poiché, secondo lui, stanno venendo meno le millenarie tradizioni giapponesi. Durante una battaglia Algren viene fatto prigioniero da Katsumoto e scoprirà che...


Parliamone: premessa fondamentale, non amo particolarmente Tom Cruise, però devo ammettere che in questo film la parte dello yankee alcolizzato lo fa piuttosto bene. Detto questo...

A essere onesti, l'Ultimo Samurai è stata una grande riscoperta, diciamo che prima occupava una posizione un po' appartata nella mia videoteca. Sì, lo so è da stupidi...ma quando ero più piccino provavo una sorta di vergogna per la cultura Estremorientale, forse per l'eccessiva disciplina esasperata? Forse perché all'epoca pensavo che una pistola ed una parola gentile erano meglio di una spada da samurai? Vallo a sapere.
Poi una sera di cazzeggio invernale ci si è riguardati sto film in VHS (cioè...in VHS ragazzi, ma roba da paleolitico!)...e sapete cosa è successo? Mi è piaciuto un casino.

Dunque, le tematiche del film non sono per nulla facili, anzi...se contiamo poi che il film è ispirato ad un periodo storico piuttosto complesso della storia giapponese, quello della Ribellione di Satsuma, quindi mica pizza e fichi. Ovviamente il film è piuttosto romanzato; ma su una cosa mi trovo perfettamente d'accordo: l'ostinata cripticità dei giapponesi. Che, per quasi tutto il film, si mostrano come si fossero di un altro pianeta. In che senso?
Beh, in sostanza, mentre Algren era prigioniero, non è che lo trattavano male, né comunque gli facevano mancare qualcosa. Ma il loro essere così chiusi verso le altre culture, ti fa capire quanto dannatamente sia dannatamente interessante la loro cultura. Chiaramente per l'economia del film, questo ostracismo intellettuale non poteva durare in eterno, alla fine anche il più duro dei duri si sbottonerà prorompendo in un gioioso sorriso verso il nostro Tom (non proprio un sorriso, ma ci siamo quasi).

Come vi dicevo le tematiche sono piuttosto complicate, lasciando perdere la storia, la cultura giapponese (e Symo ne sa qualcosa) è una delle più complesse e variegate al mondo; tanto per citarvene un esempio: il Bushido. Io vi sfido a trovare un capolavoro di scienza marziale ed etica di tale valore nella nostra cultura, avanti...cercate!

Ve lo dico io: è impossibile trovarlo! IMPOSSIBILE!

Nemmeno il buon vecchio Giulio Cesare avrebbe mai pensato ad una cosa talmente bella. E Cesare, ridendo e scherzando, si era girato mezza Europa mentre giocava a fare Capitan Fracassa. 

Sì, ma tutto sto giro di parole, ma perchè lo guardi per sentirti meglio? direte voi

Mah, la risposta non è così semplice. Diciamo che riesce sempre ad alzarmi il buonumore, soprattutto quando sono un po' giù di corda e senti alcune piccole pillole di saggezza nipponica che, alla fin fine, male non fanno, soprattutto quando si raggiunge l'apoteosi dell'epos nella fase finale del film in cui...beh andatevelo a vedere! In conclusione, mi piace proprio perchè è un gran film riflessivo che, come un'immensa finestra si apre su un mondo complicato, che ambisce più di ogni altra cosa alla perfezione, seguendo un rigido codice etico-morale, che in fin dei conti non è poi così sbagliato avercene uno...specie al giorno d'oggi.

Ah! Ultima considerazione, stavolta un filo tanto maschilista, col benestare del mio scarsissimo pubblico femminile (ahimé). Degna di nota è l'attrice che interpreta la sorella di Katsumoto nel film, che alla fine andrà in brodo di giuggiole per il bel capitano sempre avvinazzato e con l'antipatia per i rasoi (Cruise). Vi dirò, non tutti sono cultori della bellezza orientale, ma devo ammettere che questa Koyuki Kato è proprio una bella fanciulla:

Trés jolie, n'est ce pas?
Come al solito il  30 Days Movie Challenge torna Mercoledì prossimo, cioè il 23 Gennaio. Alla prossima cari Avventori!

Matt - Il Locandiere

domenica 20 gennaio 2013

EDIZIONE STRAORDINARIA. I menù del Locandiere.

Bentornati cari avventori! Non mi aspettavate eh? Ebbene, eccomi qui.

Oggi mi sono alzato decisamente di buon umore, così ho deciso di mettermi ai fornelli per cucinare qualcosina di diverso dal solito e, perchè no?, condividere con vuoi qualche ricettina niente male (niente di pretenzioso si intende), tanto più o meno tutti parlano di cucina, lo fanno anche la Parodi e la Clerici (che non mi pare siano degli chef diplomati), quindi perchè non posso farlo anche io ogni tanto?

No, non preoccupatevi, non è mai morto nessuno assaggiando i miei piatti, quindi potete andare tranquilli. Pronti? Mettiamoci ai fornelli!

No, non cercherò di farvi comprare dei coltelli...

Oggi si cucina...

Passatelli in Brodo

Questo è uno di quei tipici piatti che si fanno quando fuori fa freddo e si ha voglia di qualcosa che scaldi le budella ben bene. Un piatto semplice, gustoso, da Locanda proprio. Pronti? Allacciatevi i grembiuli che iniziamo.


Per il Brodo...

Ingredienti:
  1. Un pezzo di muscolo di carne di manzo (io lo preferisco), in alternativa si può usare anche il pollo o la carne che più vi aggrada.
  2. Verdura mista, io consiglio: pomodori, sedano, porro, una cipolla (con la buccia se volete colorare il brodo), una patata.
  3. Uno o due spicchi di aglio.
  4. Un rametto di salvia.
Mettete in una pentola acqua fredda e salvia e la mettete sul fuoco, quando bolle mettete le verdure pulite nell'acqua, poi mettete la carne, abbassate il fornello al minimo e lasciate andare. Io personalmente rimuovo il grasso con una schiumarola quando si forma in superficie. Una volta pronto il brodo filtratelo con un colino. Io non lo utilizzo direttamente per fare i passatelli, ma lo allungo un po', così risulta meno forte.

Per i Passatelli...

Ingredienti:

  1. 150 g di Parmigiano Reggiano.
  2. 50 g di pan grattato.
  3. 1 cucchiaio di farina bianca.
  4. 2 uova.
  5. noce moscata e sale quanto basta.
In una terrina unite il parmigiano, il pan grattato, la farina e le uova e iniziate a unire il composto, aggiustate di sale e mettete la noce moscata a seconda dei vostri gusti. Amalgamate bene l'impasto fino ad ottenere un composto bello sodo, se è troppo molle aggiungete del pan grattato fino a ottenere la giusta consistenza (deve essere malleabile, ma non vi si deve appiccicare dappertutto). Per i fare i passatelli ci sono due modi:
a) Usate un tritacarne a manovella, con i buchi più larghi, così da ottenere come dei vermicelli fatti con l'impasto.
b) In alternativa potete usare uno schiacciapatate coi buchi grandi, inserite l'impasto nello schiacciapatate e lavorate di muscoli, ogni tanto tagliate l'impasto che fuoriesce per non creare delle strisce chilometriche.

Mettete i passatelli su un vassoio o, se avete il brodo già pronto, buttateli direttamente in pentola e, in pochi minuti, verranno a galla, a quel punto saranno cotti. Serviteli fumanti assieme al brodo e gustatevi un bel piatto bollente quando fuori c'è un tempo da lupi.

Impo! In tempi di crisi non si butta via niente, le verdure e la carne che avete usato per il brodo vanno mangiate, perchè fanno molto bene. La carne può essere fatta a pezzettini e condita con dei sottaceti vari, oppure può essere gustata con della buona mostarda, se siete amanti del genere.

Matt - Il Locandiere

mercoledì 16 gennaio 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 2: Un Film che Odi

Oh, siete già arrivati? Scusate miei cari Avventori, oggi sono in ritardo io! Arrivo subito, devo solo...un momento...voilà...ho cambiato or ora la spina, volete un buon boccale di birra? Mmh?



Ed eccoci al secondo giorno del 30 Days Movie Challenge, allora oggi parleremo di un film che ho odiato pazzescamente e che, odio tutt'ora. Nel senso, di film ne ho visti parecchi, me ne sono piaciuti un po' ne ho amati pochi e ne ho odiati tanti. Buuuu che precisino so-tutto-io! Un pochino, su certe cose non transigo, anche se amo i filmacci di serie Z. Ma non divaghiamo, torniamo all'argomento di oggi.


Giorno 2 - Un film che odi: Jonah Hex


Titolo: Jonah Hex
Titolo originale: Jonah Hex
Regia: Jimmy Hayward
Durata: 70 min / 140 versione USA
Anno: 2010
Genere:West/Fantastico
Cast: Josh Brolin, John Malkovic, Megan Fox, Michael Fassbender

Trama: Jonah Hex (Brolin) è un cacciatore di taglie che vuole vendicarsi di un suo vecchio commilitone (Malkovic), questi durante la Guerra Civile sterminò la sua famiglia. Ma la vendetta assumerà un significato diverso, quando Hex scopre che l'assassino dei suoi cari ha in mente un piano per distruggere l'America. Al fianco del cacciatore di taglie sfregiato c'è una prostituta (Fox) che farebbe di tutto per lui.


Parliamone: sulla scia del successo ottenuto dalla Marvel, anche DC Comics sta investendo tantissimo sui film con i propri main characters. Il problema è che DC non ha collezionato molti successi ultimamente, eccezion fatta per la trilogia del Cavaliere Oscuro di Nolan. Purtroppo anche Jonah Hex fa parte di quei film un po' così. Per la scheda del personaggio vi rimando alla nostra amata enciclopedia internettiana.

La porno-Fox che interpreta una prostituta.

Guardando il film e leggendo poi le informazioni tratte da Wiki si pensa di avere davanti due cose diverse. In sostanza Hex viene sfigurato un'altra volta e viene trasformato in un personaggio che poco ha a che fare con quello del fumetto originale. Analizziamole con calma:
  1. L'ameno idillio familiare di Hex. Nel film, ad un certo punto, ci viene presentato il quadretto tutto "casa della prateria" di Mr Hex, quando ancora cantava Dixie e credeva che Lee avrebbe vinto la guerra. Sposato con un'indiana e con un bel figlioletto tutto somigliante al babbo. Cagata, perché in realtà non solo Hex non si sposa con un'indiana, ma metterà su famiglia molto tempo dopo aver intrapreso la carriera di cacciatore di teste, cosa che nel film è la diretta conseguenza del massacro della sua famiglia.
  2. Superpoteri? Manco per idea! No, Jonah Hex è un po' come Batman. E Batman, come sapete, non ha superpoteri. Mentre nel film vediamo Brolin con una sottospecie di superpotere in grado di riportare temporaneamente in vita i mortacci vari per interrogarli. Un po' creepy come cosa.
  3. Poca brigata vita beata. La vita del cacciatore di taglie non è poi così divertente, anzi si rischia di essere un po' soli. Infatti Jonah dovrebbe esserlo. Il fatto che si faccia allegramente sbattere da un'avvenente prostituta impersonata dalla Megan Fox, insomma è un altro punto poco chiaro di questo film.
  4. Carneade chi era costui? Guardando il film si ha una specie di dèjà vu, qualcosa che penso: "mmmmm mi ricorda qualcosa...o qualcuno". In effetti mi ricorda pure troppo qualcosa come Wild Wild West, pseudo-western ultranigga yo-yo con il Principe di Bel Air prima di diventare Leggenda (anche se leggenda non è mai diventato, in fin dei conti). Un po' le armi, un po' l'idea di Malkovic che, da buon sudista perfetto libro e moschetto, vuole disintegrare gli U.S.A, cosa che tentò di fare anche il perfidissimo Arliss Loveless un po' di tempo fa (1999).
Malkovic supercattivo

Loveless con la petosedia a rotelle












Tiriamo un po' le somme. Dal punto di vista artistico fumettistico non posso dirvi molto, non sono un purista dei comics, né sono un appassionato della DC; anzi io detesto profondamente Superman, coi suoi occhiali da nerd brufoloso, il suo ciuffo alla leccata di cammello e la sua allergia alla menta piperita. Odio che poi si è ripercosso su altri personaggi della casa.
Anyway, in generale, come film è piuttosto scadente, anti-originale, assomiglia ad un remake bruttino di Wild Wild West, decisamente meno humor e con la strappona di turno interpretata dalla Megan Fox che, diciamocelo, non è poi nemmeno sto grande asso della recitazione.

Chiudiamo le trasmissioni, il 30 Days Challenge ritorna come consuetudine Mercoledì prossimo! A presto cari Avventori!

Matt - Il Locandiere

domenica 13 gennaio 2013

EDIZIONE STRAORDINARIA. Quando le nuvole disegnano un atlante

Bentornati cari Avventori. Oggi appuntamento domenicale extra, ma vediamo subito cosa bolle in pentola.


Dunque, ieri sera mi sono lasciato convincere ad andare al cinema, a dir la verità non è che ci sia voluto molto, io adoro il profumo dei pop-corn; sicché il cinema sarebbe il mio luogo di lavoro ideale, se non stessi studiando per fare altro...ma vabbé sono dettagli.

Premessa importante per i sig. Avventori e le sig.ne Avventrici, come ben sapete, quando si parla di film che sono ancora nelle sale, i miei articoli sono NO SPOILER, di conseguenza potete continuare a leggere senza farvi guastare niente.

Che film sono andato a vedere? Cloud Atlas

A dir la verità, quando ero andato a vedere questo film trovai qualche difficoltà nell'interpretare il trailer, che ora vi ripropongo.


Effettivamente mi trovo un po' nell'imbarazzo, poiché non saprei bene da che parte iniziare. Anche perché, dal mio punto di vista, è uno di quei film che guardi, ma non dici subito: che figo! Che bello!
Io personalmente ci ho dovuto riflettere sopra, poi mi sono detto: effettivamente vale il prezzo del biglietto.

La pellicola è diretta dai fratelli Wachowski (già noti per la trilogia di Matrix)e Tom Tykwer, pertanto mi aspettavo qualcosa un po' fuori dagli schemi. Dunque, non è facile nemmeno darvi un'idea di trama evitando gli spoiler. Mmmmmm fatemi pensare...ah sì! Mettiamola così.

In sostanza, nel film, c'è un filo continuo tra passato, presente e futuro, che lega tutte le persone, perciò un azione buona o una cattiva si possono ripercuotere nel futuro dell'individuo. E i registi lo fanno capire bene mostrando epoche diverse in cui interagiscono tra loro i personaggi.

Il cast è molto variegato, comprende Tom Hanks, che ha dato ancora prova di essere un attore versatile, Hugh Grant, Hugo Weaving, insormontabile, ma un po' troppo fossilizzato nel cliché da antagonista per eccellenza, infine troviamo Halle Berry, che s'era meritata dei buuuuuuu per Catwoman, e qualche prrrrrrlt per aver fatto la parte di Tempesta nei film degli X-Men. Tuttavia in Cloud Atlas ci sguazza meglio, dimostrando che è più tagliata per le parti un po' drammatiche, diciamo.

Altro non vi voglio dire, vi consiglio di andare a guardarlo. Anche perché, per cinefili come me, è una bella matassa di eventi e concetti da districare sulla poltrona del cinema; matassa che, se prestate attenzione, si svolgerà pian piano da sola ai vostri piedi. Nonostante io mi sia andato a leggere un po' di recensioni, e ognuno dice la sua come gli pare e piace, non mi trovo d'accordo su alcune cose che vengono dette. Io credo che Cloud Atlas abbia del potenziale perché è come un libro di Nietzsche, cioè lo leggete oggi e per voi ha un significato, rileggete lo stesso pezzo fra un anno, in tempi e uomore diverso, e ne trarrete conclusioni diverse. Davvero visionario e che merita l'attenzione di un pubblico che sa riflettere; di conseguenza, se il vostro massimo è I soliti idioti, per favore lasciate perdere...

Matt - Il Locandiere

sabato 12 gennaio 2013

Piacevoli conversazioni di carattere vario...

Ah eccovi miei cari amici Avventori, state bene? Eccoci qui per un altro appuntamento week-endoso!


Dunque, poco fa stavo amabilmente conversando con Symo, il mio migliore amico, di cui vi parlo ogni tanto e che ha anche lui un blog, decisamente più serio del mio (A Star Crossed Wasteland ). Dalle nostre conversazioni emerge sempre qualcosa di interessante, tipo che mi stavo chiedendo come potesse essere il telefilm di casa DC Comics su Green Arrow chiamato appunto, Arrow.


Premetto che non sono questo grande critico ed esperto di fumetti, anzi in realtà conosco molto poco del mondo dei comics; però sapete com'è, alla fine vi prende la curiosità, un po' le abbiamo subite in tutte le salse, prima con Smalville (che allietava parte dei miei pomeriggi da liceale e che mi ha subito molato i coglioni), poi Heroes. Heroes non era neanche tanto male, a parte un po' la versione Japan dell'Uomo Gatto di Papi, sembrava promettere bene; poi però è caduto nel dimenticatoio e chi s'è visto s'è visto. Stamani sfogliando giornali di alta cultura (come per esempio TV Sorrisi & Canzoni, che in realtà non fa poi nemmeno tanto sorridere) mi sono imbattuto nello sponsor per questo telefilm. Sembra più o meno convincente; ma prima, chiedo all'esperto del campo, cioè a Symo.

Ecco, se c'è una cosa che mi fa piacere di Symo è la schiettezza, se una cosa fa cagare te lo dice, senza mezzi termini. Ecco qual è stato il suo commento:
Symo: obiettivamente è un prodotto mediocre. Si intravedono alcune cose che già con Avengers ci sono, ovvero il rispetto dei personaggi, si vede che è una cosa fatta con passione. Hanno chiamato gente esperta del personaggio [Green Arrow], insomma si cerca di presentare un prodotto su Freccia Verde e non su un suo clone. Il punto è che c'è troppo Nolan's Batman. Ok che Freccia Verde rimane il Robin Hood dei fumetti. Ok che il suo unico pregio è quello di essere un arciere formidabile e non avere nessun potere. Ok che Freccia Verde è anche ricco. Però Oliver Queen che diventa Freccia Verde per vendicare l'omicidio dei genitori, usando le tecniche imparate a Inculandia e i suoi picciuli, a me ricorda qualcun altro...[a chi mai si starà riferendo??Ma a lui!]

Ci credo, in fin dei conti le sue previsioni si sono dimostrate sempre veritiere, fumettisticamente parlando. Però ci vuole un pochino di senso critico e un'oretta di tempo, perciò torrent sta già macinando bytes per permettermi di guardare in anteprima il primo episodio di questa nuova serie, che in Italialand uscirà in primavera (a quanto dice il giornale infelice).

Quando Torrent mi avvisa, gentilmente, che l'episodio è bello che scaricato, mi accingo a guardarlo.

Dunque, l'episodio pilota, come tutti gli episodi pilota di qualsiasi serie, introducono il personaggio. Detto in breve, si parla di questo tizio, Oliver Queen, che, dopo un'innumerevole quantità di sfighe passate su un'isola deserta per 5 anni, dopo il naufragio della Costa Concordia...errrr...cioè volevo dire dello yacht del babbo, torna a casa e si trova:
- La mamma che, affranta dal dolore per la perdita di figlio e marito, ha fatto presto a sposarsi con l'ex socio d'affari del caro compagno estinto.
- La sorella che sta diventando un'allegra tossicodipendente con le sue amiche molto Gossip Girl.
- L'amicone riccone che pensa bene di organizzargli una festa a base di tette e culi per reintegrarlo nella società.
- Altre storiacce di ordine vario, ma non ve le racconto perchè preferirei che andaste a guardarvi l'episodio.

Per essere il primo capitolo Arrow non è che faccia una bella impressione. Apprezzo, però,  che hanno preso attori abbastanza ignoti, mi piace quando si da la possibilità ai giovani di mettersi alla prova. Per il resto Green Arrow si presenta un po' come un Batman con arco e frecce, sa delle tecniche di arti marziali poderosissime, s'arrampica su cancelli, muri, specchi manco fosse il buon Spidey, ogni tanto ha flashback da reduce del Vietnam, insomma...non vi sembra un po' di esagerare? Vero è che dal primo episodio non si possono trarre tante conclusioni, secondo me è da seguire con attenzione, più avanti capiremo se hanno intenzione di incanalare la potenza del personaggio nel cliché "nolaniano" del Batman della Trilogia del Cavaliere Oscuro, sfortunatamente le premesse ci sono, e non è una bella cosa.

Matt - Il Locandiere

mercoledì 9 gennaio 2013

30 Days Movie Challenge. Giorno 1: Il Tuo Film Preferito.

Eccoci qua, cari Avventori! Mercoledì 9 Gennaio 2013 e, come promesso, partiamo con i 30 Days Movie Challenge. Partiamo subito, senza ulteriori indugi.



Giorno 1 - Il tuo Film preferito: Gettysburg



Titolo: Gettysburg
Titolo originale: Gettysburg
Regia: Ronald F. Maxwell
Durata: 262  min
Anno: 1993
Genere: Guerra
Cast: Tom Berenger, Martin Sheen, Jeff Daniels, Sam Elliott, Stephen Lang

Trama: Il film ripercorre le fasi salienti dei tre giorni che costituiscono la battaglia di Gettysburg; uno dei momenti più bui e più significativi della storia degli stati uniti. Pur lasciando sul campo più di 53000 vittime, senza contare i feriti e i danni; molti storici sono d'accordo nel dire che questa battaglia, anche se non diede un vantaggio immediato, fu la svolta che permise all'Unione di trionfare. Il film ci presenta i generali e gli ufficiali dell'Armata del Potomac (Unionisti) e dell'Armata della Virginia del Nord (Confederati). Assieme ai protagonisti (ufficiali e uomini di truppa) di entrambi gli schieramenti, la pellicola fa rivivere in prima linea le emozioni e gli ideali che animavano questi grandi personaggi della storia.


Parliamone: eh, già parliamone. Perchè c'è davvero tanto da dire. Andiamo per gradi.
Dal punto di vista storiografico è ricostruito alla perfezione. Armi originali, unità originali, persino i luoghi dove è stato girato sono originali! Eh sì, poiché le riprese sono state effettuate al Gettysburg National Military Park, cioè sul luogo in cui 150 anni fa avvenne la battaglia. Il film è stato girato per commemorare i 130 anni dalla battaglia, perciò se tanto mi da tanto, quest'anno (che ricorre appunto il centocinquantesimo anniversario) verrà riproposto.
Ok, mò basta parlare di storia, che vi vedo già con la testa schiantata sulla tastiera a scrivere cose senza senso tra i commenti.
A livello tecnico (o tennico, come preferite), è uno di quei film che ti fanno restare a bocca aperta, tipo che vi devono portare al pronto soccorso con la mascella slogata, perchè? ve lo dico subito il perchè:

  • In sostanza è stata fatta una buona scelta su ciò che andava detto e ciò che non andava detto. Nel senso, le scene di battaglia e quelle in cui i vari personaggi dialogavano erano ben mescolate, ciò è un gran pregio, poiché in alcuni casi serve a smorzare la tensione. Le scene di dialoghi di solito coinvolgono i generali e i preparativi per le battaglie, anche se c'è spazio alla sfera un po' più personale. Vero è che: "in guerra non esiste nulla di più simile a Dio che un generale", però il regista ha saputo dare spazio ai loro dubbi, alle loro emozioni, alle gioie e ai dolori. Insomma, la battaglia viene ripresa a 360°.
  • La cosa most epic powa di questo film è che praticamente è stato girato arruolando una miriade di comparse, niente computer grafica. Ogni scena di combattimento è stata ripresa con degli attori in carne ed ossa intenti a fucilarsi, a baionettarsi e a sciabolarsi a vicenda. 

Chiaro il concetto?


  • Altra epicità, il cast. Martin Sheen lo si conosce per aver recitato in Apocalypse Now (si scherza un cazzo) e, più recentemente, in Bobby, The Departed e in the Amazing Spiderman (nel reboot dell'uomo aracnide, Sheen interpretava lo zio Ben che a livello di importanza per il personaggio, non è da poco). Tom Berenger, non lo conoscete? E se vi dicessi che era il sergente cattivo in Platoon? Ah, ora avete capito chi è. Forse un pochino meno conosciuto è Stephen Lang, che nel film interpreta il generale di divisione George Pickett, ma ultimamente ha recitato in un paio di film che hanno riscosso molto successo, prima in Nemico Pubblico e poi in Avatar (in cui faceva la parte del colonnello cattivo megapalestrato!).
Stephen Lang come Pickett
Stephen Lang come il Colonnello Avatar














  • Ultima considerazione sul cast. Quando sono stati scelti gli attori, è stato fatto in modo che poi, una volta truccati, assomigliassero il più possibile ai veri protagonisti della battaglia. E mò vi piazzo il video che ve ne da la prova.

Vediamo di tirare un po' le conclusioni, è il film che mi piace più di tutti per tanti motivi. Primo perchè è neutrale, cioè non siamo più nell'ottica "Unionisti belli, bravi & puliti" vs "Confederati, sagra annuale del barbone felice". Nord e Sud sono visti nelle loro differenze, coi loro meriti e i loro difetti (anche se un velo di critica maggiore cade sul Nord). Come film risulta parecchio interessante, chiaramente per gli amanti del genere, se il vostro massimo è costituito dai film di Pieraccioni, beh...lasciate perdere, per favore. Lo consiglio? Agli storici come me sì. Ai cinefili? Sicuro. A chi ama Twilight?... ma mi faccia il piacere!

Detto questo, chiudiamo le trasmissioni per questo primo giorno. Ci vediamo il prossimo Mercoledì (per chi non sa contare è il 16)  30 Days Movie Challenge - Day 2: Un Film che Odi.

sabato 5 gennaio 2013

I videogiochi di simulazione che mi hanno completamente alienato dal mondo. Parte II.

Bentornati cari avventori, eccoci al nostro secondo appuntamento. Come vi avevo detto qui, si parla di una delle mie grandi passioni, cioè dei videogiochi di simulazione. Nella prima parte avevamo visto alcuni dei videogiochi che ho tritato nella mia lunga carriera da gamer.

Dunque, senza ulteriori indugi procediamo con la carrellata. Ready...Aim...FIRE!!!

Farming Simulator 2009


Per chi ama l'odore della campagna, o di letame, o tutti e due. Questo è il gioco degli aspiranti agricoltori che non amano però sporcarsi le mani di terra. Un gioco piuttosto longevo che vi mette al comando di un'ampia gamma di macchinari atti a dissodare, fertilizzare, seminare e trebbiare il vostro raccolto, per poi andarlo a vendere al mulino (non quello di Antonio Banderas), alla distilleria o al porto. Principalmente potrete seminare quattro tipi di colture: grano, orzo, camola e granoturco. Avete a disposizione un'intera isola da accudire col vostro dolce pollice verde e i vostri potentissimi trattori. Anche in questo caso gli afecionados della mietitrebbia ne hanno inventata una più del diavolo, creando una serie infinita di mod che aggiungono nuovi mezzi, nuove mappe e nuove colture. Devo ammetterlo, pur essendo di una banalità disarmante, non ho potuto fare a meno di essere conquistato da tutta la franca semplicità di questo simulatore. Per gli amanti della vita di campagna è un must.


Euro Truck Simulator


Il sottotitolo già dice tutto. Pick up, drive & deliver. Euro truck simulator ci porta nel mondo dei camionisti. Come corriere freelance ci troveremo alla guida dei nostri bolidi intenti a consegnare carichi di vario genere in giro per l'Europa. Da Roma a Newcastle, da Lisbona a Varsavia, nulla potrà fermare l'impavido camionista che c'è in noi. Come grafica siamo a buon punto, anche se un pochino scarna, la mappa dell'Europa è piuttosto approssimativa e si rischia di annoiarsi abbastanza facilmente, soprattutto se non si sopportano le lunghe sessioni di guida ESEMPLARE, al volante di questi bisonti della strada. Anche in questo caso la scelta è limitata, esistono solo 12 motrici, di marche inventate che ricordano Volvo, Scania, Mercedes e Renault e sono, tra l'altro, scarsamente personalizzabili (a parte il colore), l'unica ampia gamma si ha nella selezione del carico da trasportare (che a volte richiede specifiche licenze pagate fior fior di quattrini virtuali); la noia assale soprattutto per la mancanza di una colonna sonora durante il gioco; se mi permettete, il rumore dei pneumatici che graffiano l'asfalto dopo un po' diventa disturbante. 


Bus Simulator 2012


N-esimo capitolo della casa Astragon. Come si evince dal titolo dovremo metterci alla guida di un autobus di linea e lavorare per una società di trasporto pubblico. Il livello di simulazione è praticamente perfetto, con un buon numero di corse selezionabili, orari da rispettare e condizioni meteo in continuo cambiamento. Dovremmo destreggiarci nella giungla urbana affrontando gli orari di punta, evitando ritardi e raccogliendo tutti i passeggeri (i quali spesso ci chiederanno il biglietto a bordo, specialmente quando di tempo non ne avremo, simpatici) e portandoli a destinazione senza saltare nessuna fermata. Alla fine di ogni corsa riceveremo una mail dai nostri capi e ci diranno se siamo stadi dei bravi o dei cattivi autisti.
Come vi dicevo, questo gioco mi ha flippato abbastanza; sebbene tutti non vedono l'ora di scendere dai mezzi pubblici, io smanio di mettermi alla guida (virtualmente si intende) di un autobus.
Di per sé è un simulatore eccellente, sia a livello di grafica che, sarò ripetitivo, come scelta di percorsi e orari. Nonostante tutto ci sono delle pecche non da poco:
-Ci sono solo due modelli di autobus (normale e autosnodato), ai quali però si possono cambiare i colori della carrozzeria.
-I passeggeri possono mostrare dei bug molto gravi, per esempio vi si piantano davanti alle entrate o davanti alle uscite impedendo agli altri di salire/scendere, il che potrebbe farvi accumulare un punteggio negativo.
-Il traffico non è gestito al meglio, spesso vi vedrete la precedenza negata dal primo stronzo in Audi che vi spunta da uno stop, tamponandovi e facendovi finire con le zampe all'aria. 
-Una serie di bug ridicoli rendono frustrate le possibilità del gioco, come macchine piantate per metà nell'asfalto o macchine ferme all'inizio di una salita senza un preciso scopo, che vi faranno perdere minuti preziosi nel tentativo di sorpassarle senza provocare un incidente di proporzioni bibliche.


Emergency 4


Penso che la copertina sia piuttosto eloquente. In questo videogame di simulazione/gestione, ci troveremo a fronteggiare delle situazioni di emergenza più o meno gravi, dalla classica signora col calo di zuccheri agli incidenti stradali, ai terremoti, fino ai disastri ferroviari e oltre. Dalla nostra parte avremo a disposizione una consistente flotta di veicoli di emergenza divisi per categorie (Vigili del Fuoco, Polizia, Servizi Tecnici e Servizi Sanitari), la vita di centinaia di innocenti bot è nelle nostre mani.
Come gioco risulta piuttosto ben fatto, con tante situazioni da gestire al meglio, usando tutti i mezzi possibili. Nelle missioni singole dovremo affrontare un disastro per volta, dai più semplici fino agli scenari più apocalittici. Nella modalità libera, non ci sono limiti di tempo e fronteggeremo le varie condizioni di emergenza, alla fine avremo un punteggio in base alle nostre prestazioni. 
Onestamente questo è il gioco che mi ha preso più di tutti, forse perché da grande volevo fare il pompiere, ma alla fine sono finito a studiare ottica. La cosa più divertente di questo videogame? Le infinite scorte di mod! Ne esistono un macello, ognuna che modifica le unità del gioco con quelle realmente esistenti in varie parti del mondo. Per esempio, la mod di Los Angeles e quella di Londra sono le mie preferite. La grafica è buona, come gioco risulta essere piuttosto longevo già di base (tra missioni, multiplayer e gioco libero), tempo che può essere allungato testando le più belle mods con tante missioni extra, nuove mappe e veicoli. Per me, è stato amore a prima vista.


The Sims 3


Un nome, una garanzia. EA Games e Maxis hanno già dato tanto nel campo della simulazione di vita, the Sims 3 è la conferma che ci aspettavamo dai precedenti capitoli, con qualcosina in più. 
Lo sapete meglio di me, in questo episodio, come negli altri dobbiamo costruire il nostro alter ego Sim e farlo vivere nel mondo che ci siamo costruiti, trovandogli un lavoro, una moglie e accompagnandolo per tutte le fasi della vita. Divertente, magnifico, perfetto. Non trovo altri aggettivi per qualificarlo. Il non plus ultra dei simulatori. So solo io le ore che ho speso nel costruire villoni da sogni, cosa che avrebbero suscitato la libidine di Mario Monti per le tasse da pagarci; ma the Sims è bello proprio perché le tasse sono poche e non esistono scontrini fiscali, né finti ciechi e i criminali sono tutti buoni buoni in fondo, perché i poliziotti non girano nemmeno armati della loro Sim-pistola.

Matt - Il Locandiere





giovedì 3 gennaio 2013

I videogiochi di simulazione che mi hanno completamente alienato dal mondo. Parte I.

Bentornati cari Avventori, siete in vacanza? Avete fatto bene a passare, quattro chiacchiere in compagnia del vostro Locandiere preferito non guastano mai, prego accomodatevi, tra poco sarò da voi.

Stamattina stavo riordinando casa, poi mi sono soffermato sul mobiletto in cui tengo i miei videogiochi (mio padre ha il suo, quindi io ho il mio!) e ho realizzato che la mia collezione di videogiochi per pc è piuttosto consistente; ma soprattutto una grossa fetta di questa collezione è occupata dalla categoria dei simulatori!!

Posso vantare la cifra di ben 14 cofanetti, tra i quali posso contare The Sims, Simcity 4 e Farming Simulator; tutto ciò senza contare gli altri che sono stati "gentilmente offerti dal World Wide Web, ad uso gratuito dei gentili utenti"...quindi le cifre sarebbero un po' da ritoccare, ma vabbé.
In sostanza sono un appassionato dei giochi di simulazione, non so perché. In tanti mi hanno chiesto:
<Ma non ti rompi i coglioni a guidare un autobus? Che senso ha?>
No, non mi rompo i coglioni ed ha tanto senso quanto staccare la testa ad una Medusa a God Of War! Ok, va bene, non è la stessa cosa, ma era giusto per tirare un po' di acqua al mio mulino.

Sicché vi dicevo, questa passione è talmente gigante da spingermi a cercare e provare tutti i videogames di questo tipo che mi intrippano, non sono pochi fidatevi! Qui di seguito vi elenco alcuni di quelli che mi hanno regalato tante, ma tante ore di gioco. Visto che sono un po', ho deciso di dividere il tema in due post. Qui si parlerà dei simulatori che sì, mi hanno flippato un macello, ma fino ad un certo punto; nella seconda parte, invece, parleremo di quelli più alienanti dal mio punto di vista. Pronti? Partenza...VIA:


Emergency Ambulance Simulator 2012


Annotatevi bene il nome dei produttori (cioè la Astragon), perché non sarà l'ultima volta che lo vedrete. Ma cosa  si deve fare in questo gioco? Banalmente, si guida un ambulanza. Premetto che il gioco è parecchio ripetitivo, ci sono solo 4 livelli di "esperienza", raggiungibili accumulando Punti Esperienza durante l'adempimento del dovere di ambulanzista. Il che implica:
-Andare il più velocemente possibile sulla scena dell'incidente.
-Non tamponare le altre auto durante il percorso.
-Non sbagliare terapia durante l'assistenza al ferito
-Non metterci troppo tempo a portare il ferito all'ospedale.
-Non usare i lampeggianti e le sirene se non è necessario.
-Rispettare il codice stradale se non si è in emergenza.
L'infrazione di una o più regole sopra elencate comporterà all'accumulo di un punteggio negativo che verrà sottratto al punteggio finale della missione. Non una grossa tragedia, poiché in tempi relativamente ridotti vi troverete ad aver scalato tutti i livelli. Il livello di realismo è così così, non male; ma di sicuro si poteva fare meglio.
Come dicevo, poco longevo, troppo ripetitivo e una gestione del traffico automobilistico davvero imbarazzante, come le automobili che si piantano davanti al semaforo con luce verde e aspettano a ripartire solo quando per noi scatta il rosso (ovviamente). Diciamo che non è un gioco adatto agli amanti della guida sportiva di Need For Speed, Burnout o GTA ecco..


Destruction Simulator


 Ecco un altro prodotto targato Astragon, come vi dicevo, leader dei giochi di simulazione realistica.
Come si evince dal titolo e dall'immagine di copertina, in questo simulatore c'è solo una cosa che potrete fare: SPACCARE TUTTO! Eh sì, proprio così. Nelle varie missioni si dovrà utilizzare una serie di macchinari adatti allo scopo (c'è anche la palla da demolizione!). La fisica realisticissima inoltre ci consente di usare le leggi di Newton per prevedere dove cadranno le macerie ed impedirci di fare le cose alla cazzum canis (antico modo di dire latino che significa: guidato dal caso) lanciando mattoni e pezzi di immobile in giro per la mappa. Ricordiamoci di raccogliere le macerie una volta che la struttura sarà venuta giù!. I contro? un po' ripetitivo, una grafica un po' così così, e la limitatezza degli ambienti, nonostante la possibilità di creare con l'editor.


Ski Region Simulator 2012


Altro simulatore, ancora Astragon. In questo gioco rientra anche la componente gestionale. In pratica saremo catapultati in un'amena località delle alpi svizzere, partiremo come proprietari di un gatto delle nevi e di una minuscola pista a bordo mappa; nostro compito sarà quello di ingigantire il nostro business comprando altre strutture e rendendo disponibili ai turisti hotel, piste sempre ben curate, parcheggi, spa, negozi eccetera eccetera. Inoltre il meteo influenzerà le nostre mosse. Infatti se il tempo resta sereno per troppo tempo, le piste ne soffriranno, diminuendo gradualmente la quantità del prezioso candido manto e costringendovi ad usare i costosi cannoni spara-neve artificiale; invece, se nevica piste e strade diventeranno sporche, costringendoci a liberare i parcheggi con trattori, lame e spargisale...non dimentichiamoci di rendere le piste percorribili per non incorrere nelle ire dei facoltosi clienti! Decisamente carino, nulla di pretenzioso in verità; ma la presenza di innumerevoli mods gratuite ci consentiranno di installare tanto materiale extra da usare. Può tenerci incollati allo schermo per un po', perde decisamente di interesse una volta che i meccanismi sono stati compresi e si inizia a possedere un discreto capitale. All'inizio può essere ostico da capire.


Microsoft Train Simulator


Uno dei tanti simulatori ferroviari, per essere uno fra i primi è riuscito piuttosto bene. La grafica non è granché; ma ci si accontenta. Le tratte percorribili sono ridotte, così come le locomotive da utilizzare (essenzialmente sono di tre tipi: a vapore, elettrodiesel ed elettriche), il livello di realismo può essere modificato, così come le condizioni meteo (pioggia, neve, sereno) e le stagioni. Limitato ma carino, niente di più, niente di meno. Anche qui sono presenti alcune mod, ma sono di difficile installazione e possono creare problematiche nel corso del gioco. Purtroppo non è presente l'espansione di Trenord che ci consente di abusare dell'opzione "ritardo" e "soppressione".

SimCity 4: Deluxe Edition


Dagli stessi creatori di the Sims ecco un giochino simulazione/strategico/gestionale. Divertente, famosissimo quanto il fratello maggiore dedicato ai singoli Sim, Simcity 4 unisce gestione e simulazione con un sottofondo decisamente humor. Sta a noi decidere se creare metropoli scintillanti, super-ecosostenibili oppure giganteschi agglomerati industriali che inquineranno acqua, cielo e renderanno molto, molto scontenti gli ambientalisti. Choose wisely!
Come The Sims darà parecchie ore di divertimento, saremo tutti intenti ad accontentare i perennemente scassapalle cittadini che chiederanno più alberi, strade migliori, più sicurezza, più parchi e via dicendo; dovremo stabilire dove far passare le autostrade, le ferrovie, gli acquedotti, le linee metropolitane ed elettriche e, soprattutto, dove smaltire i rifiuti?
La grafica non sarà eccezionale, ma comunque non del tutto da buttare. Un difetto? Nonostante voi possiate essere i più geniali ingegneri urbanistici, i migliori manager o i più tagliati trafficoni-magheggiatori, i conti della vostra città andranno sempre in rosso...SEMPRE!


continua....


Matt - Il Locandiere

martedì 1 gennaio 2013

Mini-Concerto di Capodanno

Benvenuti cari avventori! Volevo augurarvi a tutti un Buon Anno e quale modo migliore di farlo se non con un concerto di musica classica?


Bene, sedetevi signori che il concerto di Capodanno sta per cominciare. Il vostro Locandiere ha selezionato per voi cinque brani di musica classica, per salutare il nuovo anno appena iniziato. Buon divertimento!


Mini-Concerto di Capodanno 

Brano 1: Il Barbiere di Siviglia - Ouverture, Gioacchino Rossini.



Brano 2: Das Donnerwetter KV 534, Wolfgang Amadeus Mozart.



Brano 3: Champagne Polka Op. 211, Johann Strauss ( figlio).



Brano 4: Le Nozze di Figaro - Ouverture, Wolfgang Amadeus Mozart.



Brano 5: La Marcia di Radetzky, Johann Strauss (padre).



Ora che il concerto è terminato non posso fare altro che congedarmi da voi, ma prima stapperò con voi delle buone bottiglie di spumante che avevo conservato per l'occasione!



Matt - Il Locandiere