lunedì 23 dicembre 2013

Auguri di Natale

Good Morning Avventori! Oggi è il 23 Dicembre, e al Natale manca ormai proprio poco. Cosa implica tutto ciò? Mah, a parte il fatto che in casa mia fervono i preparativi, credo proprio che mi gusterò un po' di sano riposo solo a partire dal 27 Dicembre.
Perché? direte voi.
Semplice, vi rispondo io, perché sarò tutto preso ai fornelli, aiutando il più possibile a cucinare tutte le varie leccornie, che poi saranno sbafate con estrema dovizia il giorno di Natale e Santo Stefano.


Mentre gli ultimi ritardatari spediscono la letterina a Babbo Natale e io spero vivamente che con l'anno nuovo chiuda quel bar di merda, popolato da gente di merda e gestito da gente di merda di fronte a casa mia (a cui peraltro auguro di bruciare e crollare, sperando che nel frattempo sia scaduta l'assicurazione contro furti e incendi), a voi, cari Avventori, non posso far altro che augurare ogni bene (sono serio, almeno voi non siete la gente di merda del bar di cui sopra, davvero farebbero incazzare anche San Pietro), ogni gioia, ogni felicità e che il Natale e l'Anno Nuovo vi portino altrettante gioie e felicità e, se ne volete, un pizzico in più della stessa cosa.
Ci vediamo l'anno prossimo, cari Avventori!

Matt - Il Locandiere

domenica 22 dicembre 2013

Speciale Cinema: Frozen - Il regno di ghiaccio.

Goooooood Morning Avventori, eccoci di nuovo qui per parlare brevemente di un altro film da pocherrimo nelle sale e che, ve lo devo dire, ha conquistato immediatamente tutta la mia simpatia e il mio affetto. Indi per cui addentriamoci in un'altra recensatio fresca fresca, di un film che probabilmente diventerà un altro classico d'animazione Disney.


Attention Please: potrebbero esserci degli spoiler poco più avanti, non sono responsabile di eventuali butthurt, di conseguenza, se non volete rovinarvi la serata, chiudete e andate a fare altro, il Locandiere ringrazia!

L'onesta recensione de:


Trama: Elsa ed Anna sono le figlie dei sovrani di Arendelle, Elsa è la più grande ed è dotata del potere magico di controllare il ghiaccio, mentre Anna è la sorella minore. Le due sono molto legate, ma, una notte, mentre giocavano Elsa ferisce accidentalmente Anna con un getto di ghiaccio ed è solo grazie all'aiuto dei Troll (simpatici sassi dalla parlantina sciolta e dalla propensione al canto e alla bontà), viene salvata da una morte certa.
Elsa ed Anna vengono quindi separate, in particolare la prima vivrà reclusa in una stanza, lontana da tutti, iniziando a temere sempre più i suoi poteri, che aumentano mentre lei cresce.
Purtroppo i genitori di Anna ed Elsa muoiono durante una tempesta, mentre sono in viaggio; così, al raggiungimento della maggiore età Elsa dovrà prendere le redini del paese.
Arriva finalmente il giorno dell'incoronazione e il Palazzo Reale viene aperto al pubblico, Anna, che è diventata una giovane sognatrice, in cerca del vero amore, incontra Hans, principe delle Isole del Sud. Dopo un breve incontro i due decidono di sposarsi e comunicano la loro intenzione alla regina Elsa che, nonostante l'affetto che prova per la sorella, si vede costretta a impedire questa stupidaggine.
Ma Anna non vuol sentire ragioni e alla fine fa arrabbiare Elsa, svelando a tutti gli invitati al banchetto i suoi poteri magici. Terrorizzata da quello che la rivelazione potrebbe comportare, fugge ghiacciando il fiordo e facendo precipitare Arendelle in un inverno perenne.


Anna parte alla ricerca della sorella, ma si rende conto che, se vuole sopravvivere al gelo, deve trovare aiuto. Entra in scena, quindi, il giovane Kristoff (un venditore di ghiaccio) e la sua renna-amico Sven, che accompagneranno Anna attraverso mille peripezie fino alla torre che Elsa si è costruita (fatta interamente di ghiaccio), per stare lontano da tutti, così da non fare del male a nessuno. Al trio si aggiunge il pupazzo di neve Olaf, che sogna l'estate e ama il caldo, nonostante sia fatto completamente di neve.
Anna riesce a raggiungere Elsa, ma durante la loro discussione viene colpita al cuore dal micidiale ghiaccio; l'unico modo di sciogliere il gelo è un atto di vero amore, o almeno, così dice il Capo dei Troll, presso cui Kristoff era cresciuto con Sven.
Nel frattempo il principe Hans cattura Elsa nella sua torre e fa ritorno ad Arendelle.
Kristoff porta di corsa Anna a palazzo, affinché il principe Hans le dia il bacio del vero amore per salvarle la vita. Ma Hans, brutto stronzo, ha lusingato la povera Anna solo per avere il trono di Arendelle, lasciando la povera ragazza distrutta dal dolore e sempre più debole. Ma non è finita per i nostri eroi, Olaf arriva in soccorso della povera Anna e riesce a riscaldarla, rivelandole che Kristoff si era innamorato di lei e che sta sfidando la tempesta di neve (causata da Elsa spaventata) per arrivare a soccorrerla. Anna decide di andare incontro a Kristoff.
Elsa sfugge dalle grinfie di Hans, ma vaga anche lei senza meta nella tempesta. Ma la merda umana delle Isole del Sud riesce a rintracciarla e le annuncia la falsa morte di sua sorella, la tempesta cessa ed Elsa cade a terra in preda alla disperazione, mentre Hans alza la spada con l'intento di ucciderla.
Ma, piripì parapà, all'ultimo Anna si frappone fra la sorella e l'ormai ex-promesso sposo, diventando una statua di ghiaccio e mandando in frantumi la spada del merda.
Ma non tutto è perduto, perché questo è l'atto di vero amore che serviva per sgelare il cuore di Anna; così anche Elsa capisce che il timore non farà altro che aumentare il potere distruttivo della sua magia, mentre l'amore la renderà utile per la popolazione.
Finale da lacrimuccia con Anna e Kristoff liberi di sbaciucchiarsi (finalmente), Olaf che sopravvive all'estate grazie ad una nuvoletta personale realizzata dalla regina ed Elsa che scioglie l'incantesimo dell'eterno inverno, riprendendo il suo posto come regina di Arendelle.
E Hans? Verrà gettato in galera e riportato a casa, dove l'attendono i suoi fratelli col Battipanni Reale.


Parliamone: lo ammetto, sotto questa dura scorza da uomo di Locanda, mi sono intenerito assai guardando Frozen; sarà che sono cresciuto a pane e Disney, sarà che in fondo in fondo mi piace credere che i cartoni animati non siano molto lontani dalla realtà, sarà anche il fatto che questa pellicola mi riporta indietro di una quindicina di anni, quando sotto Natale si andava tutti al cinema a vedere il nuovo cartone animato...sì, insomma, quando a Natale bastava stare tutti assieme per essere felici.


Mmmm...sto diventando troppo sentimentale, torniamo a noi! Come dicevo, tipico film natalizio da famiglie con bambini, il che non toglie comunque che possa essere apprezzato anche da gente che non appartiene alla categoria, infatti è stato così per me e per i miei amici con cui sono andato a vedere la pellicola. Per essere onesti, abbiamo riso quasi di più noi che i bambini...ma questi son dettagli.
Letimotiv del film, come peraltro tutti i film Disney, è il canto. Ehi, what did you expect? It's a Dinsey Movie!
I creatori di Rapunzel hanno fatto un altro colpo grosso, traendo la loro storia da una fiaba di Andersen (il papà della Sirenetta per intenderci), che è stato omaggiato anche dai personaggi Kristoff, Hans e Anna (Hans Christian Andersen, appunto).


Un film che colpisce dritto al cuore, che però si riserva anche la capacità di far ridere, soprattutto grazie agli intermezzi dell'anomalo pupazzo di neve Olaf (che ha la voce del divus Enrico Brignano) e dallo scodinzolare canino della renna Sven, che vediamo in un'occasione rimanere incollata per la lingua ad una scala di ghiaccio. Amorevolmente, stupidamente divertente. E io che pensavo che ormai niente riuscisse più a scuotermi...

Matt - Il Locandiere

venerdì 20 dicembre 2013

I 5 libri da regalare a Natale, per stupire amici e conoscenti.

Tra le varie tragedie che portano le festività natalizie, l'usanza ipocrita o meno del "regalo di Natale" è la più tragica in assoluto. Ormai ho perso anche io la concezione del regalo, facendola diventare una mera usanza da adottare qualche volta all'anno, lo so è spregevole da parte mia; ma è ancora più spregevole il fatto che io sia consapevole di questa cosa e vada avanti a farla, della serie: menti, sapendo di mentire.
Anyway, questo non è il solito post sulla mancanza di valori, sul fatto che la gente "guarda" ma non "vede", "sente" ma non "ascolta" e stronzate varie che ho avuto modo leggere un po' in giro, detta da gente che poi commenta le proprie foto con venti trilioni di hashtag solo per dire che è andata a cagare o che se incontri per strada, a momenti, manco ti saluta.
No, nonostante il mio astio per questi ridicoli untermensch, propugnatori della filosofia voliana e dalla sentenza facile, questo post non è dedicato a loro e non vuole insultarli apertamente...O Dio, in realtà li ho già platealmente insultati, ma in fondo, chissene...da buon ipocrita che sono Buon Natale anche a voi.
In verità, in verità vi dico, che questo articolo ha uno scopo ben diverso; in particolare oggi mi rivolgo a voi Avventori del regalo last minute, affetti da sindrome da risparmio o dalla ben più nota sindrome: "Oddio, che cazzo di regalo posso fargli/le?".
Nella mia distorta concezione di regalo natalizio, sono arrivato alla conclusione che ninnoli e stronzate di dubbia utilità hanno come effetto collaterale quello di farvi augurare una diarrea fulminante, sicuro come l'oro. Di conseguenza, perché intasare le altrui case con robette senza scopo quando possiamo convertire le nostre energie e i nostri risparmi su cose come:

  1. Cibo: seguendo i gusti e le eventuali allergie del caro a cui volete fare il dono, meglio se il cibo da regalare è fatto in casa, come biscotti di pasta frolla o pasta di mandorla. Io alle persone che stimo e verso cui provo affetto regalo sempre dei biscotti home made, pare che siano buoni. Lo credo bene, li ho fatti io! Scherzo, via.
  2. Libri: il denaro speso in cultura non è mai denaro sprecato, in questa categoria potrebbero anche rientrare edizioni speciali di fumetti, album strafighi, libri di storia, saggistica ecc ecc, insomma tutto ciò che è di cartaceo e tutto ciò che in potenza potrebbe generare cultura. Sono esclusi, però, i libri sugli One Direction, su Liguabue e, possibilmente, su Vasco Rossi.
Proprio sulla seconda categoria ci soffermiamo brevemente con questo mini-post, con i 5 libri salva-regalo-di-Natale, consigliati per voi dal vostro Locandiere di fiducia e provenienti dalla sua Biblioteca personale.

Libro 1: Lo Hobbit.


Scelta un po' obbligata dalle circostanze, sicuramente dovuta alla mia passione e, a mio parere, pietra immancabile nella biblioteca di un lettore degno di questo titolo. Della trama non ne parliamo neanche! Potrebbe essere una piacevole sorpresa per grandi e per piccini, anche per chi non ha mai apprezzato il fantasy. Fidatevi del vostro Locandiere.

Libro 2: Macchine da guerra - Gli Scienziati e le Armi


Interessante saggio storico - scientifico, redatto da due fisici, che spiega un po' il travagliato rapporto tra scienziati e militari, tra conoscenza e potere politico. Si parte dalla Seconda Guerra Mondiale (con accenni anche alla storia meno recente), attraverso l'invenzione dei radar, della bomba atomica, fino alla caduta del Muro di Berlino e al progetto delle Guerre Stellari. Molto obiettivo, consigliato a tutti coloro che hanno sempre dato agli scienziati degli irresponsabili che non hanno mai saputo opporre una decisa resistenza all'insensato sviluppo delle armi di distruzione di massa.

Libro 3: Psicopatologia della vita quotidiana.


Man mano che la mia gaia lettura procede, mi sento invogliato a consigliarvi questo libro molto impegnativa. Vi siete mai chiesti come mai non sapete ricordare il nome di quel vostro ex-amico che vi ha fatto girare le palle anni fa? Non vi capacitate del fatto che non riusciate mai a ricordare il nome di un regista? Volete conoscere i meccanismi che stanno alla base dei lapsus? Questo classico della letteratura psicologica fa al caso vostro allora!

Libro 4: Il Decamerone
Un classico della letteratura, fin troppo sottovalutato e, a torto, detestato. Certo, magari è destinato ad un pubblico di un certo livello (magari non ne vale la pena regalarlo a chi si ferma ai libri della Peppa Pig), tuttavia ho avuto modo di verificare che è un libro parecchio apprezzato, soprattutto per l'estrema comicità delle novelle narrate.

Libro 5: Lettera sulla tolleranza.


In tempi in cui l'estremismo sembra l'unico valore e valvola di sfogo delle tensioni sociali, forse riflettere sugli scritti di Locke non è poi una cattiva idea. Ci muoviamo sempre nell'ambito della trattatistica, è un classico studiato anche in filosofia al liceo (io l'ho scoperto proprio lì!). Immancabile nelle librerie dei forti lettori, amanti dei classici o di chi si vuole dare un certo tono.

Matt - Il Locandiere

giovedì 19 dicembre 2013

Giusto 2 Parole: Speciale Cinema

Settimana scorsa c'eravamo lasciati con l'heavy breathing cat  a proposito del secondo capitolo della nuova trilogia jacksoniana, ovvero Lo Hobbit: La desolazione di Smaug.



Ieri sera, dopo vari paccaggi e incastraggi, seriamente bagai, questa settimana per me è un inferno, quando arrivano le vacanze natalizie mi stresso da morire, con tutti i vari andirivieni da parenti e amici, anyway, dicevamo? Ah sì! Ieri sera, finalmente, mi sono ritagliato uno spazio per andare a godermi con un paio di amiche la pellicola di cui sopra, ormai lo sapete che attendevo questo evento da più o meno un annetto.
Ma, prima di parlare di questa pellicola, facciamo un salto indietro e spendiamo due paroline sul primo film, vale a dire Un viaggio inaspettato. Facciamo due analisi distinte, una più book related e l'altra sarà un po' ingenua, cioè dal punto di vista di qualcuno che non ha mai sentito parlare .

Riassunto della puntata precedente: ne "Un viaggio inaspettato" il nostro gentilHobbit Bilbo Baggins, dopo notevoli e lunghe seghe mentali, si convince a partire con la compagnia di Thorin Scudodiquercia, con la qualifica di scassinatore e la promessa di un futuro nel Milan...cioè, volevo dire, ricco di tesori. Dopo aver attraversato mille peripezie, dopo essere stati inseguiti da un orco bianco particolarmente risentito nei confronti del buon Thorin (quest'ultimo gli aveva staccato una mano), dopo essere stati catturati dagli Orchi delle Montagne Nebbiose, dopo aver patito le pene dell'inferno, essere inseguiti nuovamente ed aver evitato di finire arrosto per il rotto della cuffia, grazie anche all'intervento di Gwaihir, il Re delle Aquile, i nostri avventurieri giungono oltre le Montagne e sono sulla buona strada per raggiungere Erebor, meta ultima di Thorin, unico erede al titolo di Re Sotto la Montagna.

Narrativamente parlando: eccezion fatta per alcune, diciamo, "licenze cinematografiche" film e libro sono praticamente la stessa cosa. L'unico wtf riguarda quel bellimbusto di Azog, questi, in realtà, ai tempi della narrazione era morto, sepolto e marcito da un pezzo. Per il resto, tranky funky. Ottimo il Re degli Orchi, ancora più carina la scena con gli Uomini Neri (cioè i Troll) e decisamente magistrale il duello di indovinelli tra Bilbo e Gollum, epico.




Cinematograficamente parlando: per chi magari ha visto solo la trilogia dell'Anello, oppure si approccia per la prima volta al Tolkienverso, lo Hobbit è il film per eccellenza, molto ironico e collegato a doppio filo con la trilogia precedente. Ironico, perché comunque non mancano le scene d'ilarità, molto più gioiose rispetto alla seria compostezza (salvo alcuni sprazzi) degli eventi de il Signore degli Anelli. Collegato a doppio filo perché vediamo sia alcuni personaggi che hanno già animato sempre la succitata trilogia cinematografica (Galadriel, Elrond, Gandalf e Saruman), sia perché ne Lo Hobbit avremo l'opportunità di approfondire il discorso sul ritorno di Sauron, come avremo modo di scoprire a breve.

Ordunque, per l'economia di questo post ci voleva un mini-riepilogo sulle puntate precedenti, così da poter parlare più liberamente di questo nuovo capitolo....perché sì, ce ne saranno di cose da dire; ma prima, uno sguardo alla trama:


Attention Please: potrebbero esserci degli spoiler poco più avanti, non sono responsabile di eventuali butthurt, di conseguenza, se non volete rovinarvi la serata, chiudete e andate a fare altro, il Locandiere ringrazia!



L'onesta recensione de:




Una desolante desolazione: Ritorniamo a bomba, dopo un preambolo in cui Gandalf incontra Thorin alla Locanda del Puledro Impennato (sì, compare anche Peter Jackson, sempre nello stesso ruolo di mangiatore di carote), i nostri eroi si trovano persi in qualche punto da qui a Dio solo sa dove, sempre con gli orchi di Azog alle calcagna. Per loro fortuna arrivano alle terre di Beorn, un omone grande e grosso che ha il potere di trasformarsi in orso. Rifocillati e confortati, dopo essere stati abbandonati da Gandalf, il quale ricordiamo ha ben altre gatte da pelare, i Nani di Thorin, più lo scassinatore Bilbo, si introducono nei meandri di Bosco Atro, ex Bosco Fronzuto, regno conteso tra Thranduil e altre immonde creature. Smarrendo il sentiero nella foresta, i nostri eroi fanno un brutto incontro ravvicinato con dei ragni enormi e particolarmente affamati; grazie a Bilbo e al suo magico anello. Come se ciò non bastasse, i nostri vengono presi prigionieri dagli elfi silvani di Re Thranduil, Elfo dagli occhi di ghiaccio e dalle sopracciglia irsute, sempre grazie a Bilbo i Nani scappano. Ma stavolta non solo sono inseguiti dagli Orchi (Azog al momento è assente, si trova a Dol Guldur per...), ma anche dagli Elfi, che non hanno proprio preso bene la fuga.
Con Kili ferito da una freccia degli Orchi, la compagnia di Nani giunge a Pontelagolungo (Esgaroth), città ricostruita vicino a Erebor, dopo che la furia di Smaug distrusse la vecchia Dale. Nel frattempo Gandalf è entrato a Dol Guldur...e ci resterà per un bel pezzo.
A Esgaroth, i nostri approfondiscono la conoscenza di tale Bard, omino prontamente uscito dalla saga di Pirati dei Caraibi, a causa del baffetto selvaggio; ma Bard ha le sue grane col governatore della città e ha alle spalle un passato poco decoroso.
I Nani vengono scoperti, ma anziché essere puniti vengono aiutati ad andare a Erebor, il tutto ovviamente per fini di lucro, agli uomini converrebbe avere qualcuno che porti loro un discreto quantitativo di danaro (cfr. volto avido e rubicondo del governatore); ma Kili viene lasciato indietro a causa della sua cattiva ferita (causata da una freccia morgul) con lui restano il fratello Fili e due Nani, mentre gli altri partono alla volta della montagna nella quale riescono a penetrare dopo una scena ricca di pathos.
Mentre Bilbo si avventura per le sale della Montagna Solitaria in cerca dell'Arkenstone, a Pontelagolungo scoppia un casino con gli Orchi che cercano di accoppare i Nani, ma vengono salvati dal provvidenziale intervento di Legolas (parecchio nanofobo) e Tauriel (dopo ne parliamo), quest'ultima cura Kili moribondo e tutti sono felici e contenti.
Ma Bilbo, che non è esattamente la definizione di furtività, risveglia Smaug e intrattiene con la lucertolona un'edificante ed interessante conversazione. Ma Smaug non viene dalle piantagioni di cotone, fiutata la presenza dei Nani si indispettisce assai e inizia uno scontro all'interno della Montagna.
I Nani esploratori sembrano in parte vittoriosi, ma Smaug, imbufalito anche da una serie di appellativi denigratori, tra cui lumacone (grazie Thorin), vola verso Esgaroth con l'intento di fare un barbecue fuori stagione. Finale con Bilbo acquattato e disperato, mentre Smaug trionfante, poco prima di piombare sulla città, dice a sé stesso: "Io sono fuoco, io sono...morte!".




Narrativamente parlando: non so Jackson a cosa stesse pensando quando iniziò a girare, di certo non allo stesso libro a cui aveva pensato girando Un viaggio inaspettato. Ciò lo si può dimostrare con n-mila prove, andiamo per ordine:

  • Beorn, chi era costui? Beorn, per la narrazione, era un personaggio piuttosto fondamentale, un po' perché accolse i disperati e fuggiaschi Nani, un po' perché lo vedremo (spero) in azione alla fine del racconto, quando verrà combattuta una gigantesca battaglia tra Uomini, Nani ed Elfi, da una parte, e Orchi e Lupi dall'altra. Oltre ad essere stati introdotti diversamente a Beorn, i Nani restarono per qualche tempo dal suddetto e non vennero MAI aggrediti da lui, nonostante fosse poco incline ad accogliere Nani in casa sua. Perciò m'è dispiaciuto il fatto vederlo per pochi fotogrammi, ottenendo una parte davvero marginale nella pellicola.
  • Bosco Atro: nel libro le vicende di Bosco Atro occupavano una fetta consistente di narrazione, oltre a portare ad un quantitativo estremo di rotture di cazzi, tra cui un Bombur in profondo sonno, a causa di una pronta caduta in un soporifero fiume del bosco maledetto. Inoltre i cari Nani lasciarono il sentiero tracciato a causa del senso di soffocamento e di una follia collettiva, quindi decade la formula jacksoniana del: nel mezzo del cammin della mia vita, mi trovai per Bosco Atro, che la diritta via era smarrita. La scena dei ragni è ben fatta, anche se forse ci sarebbero voluti più ragni...MORE MORE MORE SPIDERS! 

  • Tauriel: è stata un po' il pomo della discordia per i vari fans. Tanti hanno rigettato il personaggio in toto, altri l'hanno accolta come nuova eroina del tolkienverso. Peccato che, se dovessimo fare proprio i pignoli, il personaggio di Tauriel non dovrebbe nemmeno esistere; ma, ammesso e non concesso il fatto che possa esistere un'Elfa con tutte le caratteristiche di cui Tauriel dispone (tra cui i capelli rossicci...s'è mai visto un Elfo ginger? Must be a Weasley), avrebbe potuto essere un buon personaggio tappa-buchi, come Haldir nella trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli. C'è da spezzare una lancia in favore di Haldir però, lui almeno esiste anche nei libri, Tauriel...proprio no!  Infatti, per chi non lo sapesse, nei libri Haldir appare giusto in un capitolo, mentre nel film combatte e muore al Fosso di Helm. Ecco, l'Elfa avrebbe potuto ricoprire un ruolo simile, senza necessariamente schiattare, ma a quanto pare Jackson ha grandi piani per lei, mi chiedo solo quali...sigh.
  • Amori platonici: sempre riguardo al discorso dei conti che non tornano c'è questa specie di "strana simpatia" che lega Tauriel ed il Nano Kili; più che una simpatia sembra qualcosa di più...intimo. La cosa che mi turba è che Nani ed Elfi sono sempre stati nemici per natura (Come gli Inglesi e gli Scozzesi, o i Gallesi e gli Scozzesi, o i Giapponesi e gli Scozzesi, o gli Scozzesi ed altri Scozzesi! sempre semicit.), indi per cui, un conto è sfatare il mito dell'inimicizia facendo crescere la fiducia e il rispetto tra le due razze, altro paio di maniche è, invece, montare su una love story o presunta tale tra la bella Elfa ginger e il Nano dallo sguardo tenebroso. Già la cosa sta facendo impazzire la fanbase deviata e sta facendo infuriare gli integralisti tolkeniani.
  • Thranduil: ci è piaciuto assai, nonostante le sopracciglia alla Thranduil e le Storie Tese. Molto fedele alla versione originale cartacea, un po' troppo nanofobo, al limite de: "Prendiamo le torce e i forconi! Cacciamo i Nani dalla Padania!". Oppure, come ha sintetizzato argutamente la mia amica, possiamo riassumere il comportamento cinematografico del Re con un: Non cade foglia che Thranduil non voglia.
  • Legolas: che ci fai qui? Sparisci! Non dovresti essere nella pellicola!
  • Smaug: il lucertolone alato ha fatto alzare nuovamente la marea delle polemiche, decisamente molto sterili. Il tutto nasce dalla vexata questio: ma Smaug quanti arti ha? C'è chi dice 4 (zampe posteriori, più ali prensili), altri dicono sei (quattro zampe, più le ali); gli studiosi si sono divisi e non è mai stata fatta opportuna chiarezza a riguardo. Ma che abbia sei zampe, dodici, ventiquattromila, Smaug è il personaggio meglio reso di questa pellicola e piuttosto fedele alla versione cartacea. Sia lode a Smaug, somma calamità del genere umano!

  • Gandalf: resta uccel di bosco per la maggior parte della pellicola, il che trova riscontro anche nella versione cartacea. Il nostro caro Mithrandir, infatti, avrà il suo bel daffare nel capire chi diavolo è questo Negromante e cosa vuole. Il fatto che nella versione cartacea viene detto poco o nulla dei viaggi di Gandalf non ci impedisce di certo di ripercorrere i suoi passi che, con buona approssimazione, potrebbero ricalcare effettivamente gli eventi accaduti (tranne la permanenza nelle prigioni del Negromante).
  • Negromante: sono davvero pregevoli le scene dedicate a Dol Guldur e alla storia di cornice, cioè all'avvento e la caduta del Negromante, questo altri non è che Sauron redivivo, tornato direttamente da una villeggiatura a Culonia, deciso a riprendersi tutto quello che Isildur gli aveva tolto, in primis l'Anello e, possibilmente, pure il dito. In realtà, nel libro, le vicende che vedono protagonisti il Negromante e il Bianco Consiglio sono remote, lontane e ne viene fatta solo una piccola menzione.
Ma tirando qualche conclusione, cosa possiamo dire? Beh, sicuramente La desolazione di Smaug è una pellicola liberamente tratta dal libro Lo Hobbit. Troppe licenze cinematografiche, troppe scene inventate di sana pianta e troppa focalizzazione su dettagli inutili, tra cui la love story impossibile  tra Kili e l'Elfa Tauriel. La cosa che mi fa davvero dispiacere, per non dire che mi lascia basito e indispettito, è che gli eventi salienti del libro occuperanno sì e no una mezzora abbondante di pellicola, il resto è inutile sproloquio e fronzoli decorativi. Jackson...perché?????



Cinematograficamente parlando: nonostante le critiche mosse dai puristi tolkeniani, che come avete potuto notare sono parecchie e non sono tutte, la seconda fatica cinematografica jacksoniana targata Hobbit si sta dimostrando un enorme successo. Effettivamente, per uno che non ha J.R.R. Tolkien come fede religiosa sulle informazioni Facebook, il film potrebbe dare la parvenza di un capolavoro.
Lungi dall'essere tale, la pellicola resta comunque di assai pregio, sempre per i motivi di cui sopra, tra cui l'approfondimento del discorso Sauron, che aveva trovato ben poco spazio nella trilogia del Signore degli Anelli. Quasi tre ore di scene scorrevoli, godibili, adatte a qualsiasi pubblico.
Finalmente gli scritti di Tolkien hanno abbandonato le loro austere vesti regali in favore di un linguaggio in grado di accattivarsi le simpatie di una vasta utenza, sebbene Jackson si sia particolarmente impegnato a riscrivere di proprio pugno molte scene.
Ma, per concludere, cosa terrei e cosa rigetterei?
Tenere:
Smaug - magnifico, sublime, eccezionale, senza contare che le sue movenze sono state modellate sulle movenze dell'attore che gli ha donato la voce, vale a dire Benedict Cumberbatch. Certo, la traduzione in italiano perde un po'...ma ci si adatta, aspetto con ansia la versione DVD per gustarmi Smaug che parla in lingua madre...cioè un perfetto British English.

Buttare:
L'Amore platonico: no davvero...Kili e Tauriel non si possono vedere. Anche certe scene con Tauriel illuminata d'immenso intenta a curare Kili sofferente, con la testa posta su un cuscino di noci...no davvero, meglio non pensarci.

E Tauriel?
Sinceramente non mi sento né di rigettare completamente il personaggio, né di esaltarlo troppo. Ve l'ho detto, come soggetto tappabuchi ci sta, così come Legolas. Toh, andavano bene per un cameo, ma è stato concesso loro uno spazio che, a volte, risulta pure superfluo.




Matt - Il Locandiere

martedì 17 dicembre 2013

Weekly Movie Corner: quando gli osti parlano di cinema.

Per questo WMC facciamo un salto indietro di un paio di decadi rispetto al periodo storico in cui sono state ambientate le pellicole precedentemente trattate, tenetevi i berretti e date una pulita ai vostri Tommy Gun, facciamo un bel salto negli anni del Proibizionismo.

Crocevia della Morte


Titolo: Crocevia della Morte
Titolo originale: Miller's Crossing
Regia: Joel Coen
Durata: 115 min
Anno: 1990
Genere: noir, thriller
Cast: Gabriel Byrne, Marcia Gay Harden, John Turturro, Jon Polito, Steve Buscemi

Trama: durante il proibizionismo, due boss della criminalità organizzata, un irlandese ed un napoletano, si scontrano a causa di un bookmaker ebreo (Turturro). Quest'ultimo, infatti, pare che abbia fatto uno sgarro al boss Johnny Caspar (Polito), il quale chiede vendetta. Ma Eddie Dane non vuole dare ascolto a Caspar e ai consigli del suo amico Tom (Byrne), ciò a causa soprattutto del suo legame sentimentale con la sorella del bookmaker.


Parliamone: non tutti i film sulla mafia o sul proibizionismo hanno per protagonisti boss dalla parlata pacata e dalla mascella squadrata. Questa pellicola dei fratelli Coen lo dimostra abbastanza bene. Una volta ogni tanto non sono solo gli affari a mettere due capi in conflitto, il pomo della discordia tra i due amici (capo - consigliere) sarà proprio una donna; ma non una donna a caso, proprio no! Trattasi infatti della sorella del traffichino ebreo che, con orribile freddezza, cercherà in tutti i modi di portare dalla sua parte il boss irlandese.
A Caspar (Polito), in realtà non gliene frega nulla della donna, lui vuole vedere morto Bernbaum per il semplice fatto che lo ha fregato.


Donne, vendette e macchinazioni. C'è quanto basta per tirarne fuori un buon gangster movie, atipico nel suo genere. Molto umano e molto violento allo stesso tempo.
Particolarmente interessante è il personaggio di Tom (Byrne), sul lavoro, se lavoro lo si può chiamare, è freddo e calcolatore, non esita un istante a smuovere le pedine giuste e a sacrificare quelle inutili per i suoi scopi; tuttavia la sua vita privata è un casino, un mix di disordini vari tra cui alcolismo, passioni sfrenate e un sacco di debiti che non riesce mai a ripagare, tant'è che in un'occasione arrivano pure dei gorilla a ricordargli di versare l'obolo...immaginate come.


Inoltre è particolarmente ossessionato dal suo cappello, in più di un'occasione lo perde e tornerà sempre indietro a riprenderselo.
Piccolo cameo divertente quello di Buscemi, anche lui interpreta un traffichino insignificante che, purtroppo, non farà una bella fine, così come il suo amichetto Bernbaum.

Matt - Il Locandiere

lunedì 16 dicembre 2013

Il Lunedì del Locandiere

Penultimo appuntamento prima dell'agognato break invernale, break che non solo serve per distendere un po' le gambe, fumare la pipa e starsene in panciolle a guardare i ragni tessere le loro tele negli angoli delle stanze, ma anche per mettere ordine tra gli appunti, tra le idee e per trovare nuovi stimolanti argomenti con cui rendere sempre più vivo e interessante questa mia Locanda.
Oggi si parla nuovamente di videogiochi e del Signore degli Anelli, che pizza direte voi, PALLE! vi rispondo io.
Di questo videogame si deve parlare, perché è una preziosa perla che si nasconde nelle affollate strade di Nerdopoli, tra un CoD e uno Skyrim. Stiamo parlando de Il Signore degli Anelli: La Battaglia per la Terra di Mezzo 2. Cerchiamo di andare per ordine, perché a questo giochino ci tengo particolarmente, indi per cui sedetevi comodi e preparatevi ad un eterno sproloquio...manco Cicerone...giuro!


Tutto ebbe inizio con la forgiatura degli Anelli...
Ho avuto modo di smanettare lungamente anche sul primo episodio che, per l'economia di questo articolo, merita una menzione particolare. Innanzitutto la serie BPTDM (Battaglia per la Terra di Mezzo o BFME, Battle for Middle Earth N.d.L) è uno strategico in tempo reale, per intenderci ricalca molto la linea tracciata dai suoi ben più vetusti predecessori, cfr anche Empire Earth, Age of Mithology und so weiter. Per quanto riguarda questo primo capitolo, uscito nel lontanerrimo 2004, ci si rifà alla trilogia dell'Anello secondo Jackson; di conseguenza il giocatore sarà coinvolto nelle principali battaglie ed eventi narrati nei film.
Più in dettaglio, avremo a disposizione quattro fazioni comandabili, ossia Gondor e Rhoan  per il Bene, Mordor e Isengard per il Male. Ogni fazione ha delle unità specifiche e dei bonus che potranno essere spesi durante le schermaglie o le battaglie della storyline principale; inoltre ogni fazione ha degli eroi da poter usare. In particolare:

  • Gondor: si parte con una roccaforte con mura molto resistenti e la capacità di costruire torri e trabucchi di difesa, il suo punto di forza è la fanteria di linea, gli arcieri e, in modo minore, è dotata di una buona cavalleria. Come eroi disponibili ha: Gandalf, Pipino, Boromir e Faramir.
  • Rhoan: decisamente punta tutto sulla cavalleria, le unità di fanteria (ad esclusione degli elfi di Lothlorien) rasentano il patetico e sono buone solo per intrattenere i nemici fino all'arrivo dei Rohirrim. Non possiedono armi d'assedio come Gondor (questi hanno le catapulte almeno), ma hanno dalla loro gli Ent. Gli eroi disponibili sono: Aragorn, Legolas, Gimli, Théoden, Eomer, Merry, Eowyn e Barbalbero.
  • Isengard: si punta sulla fanteria di linea e sulle armi d'assedio, peraltro parecchio cattive (tipo le mine e le baliste). Il problema di questa fazione è che le unità sono molto costose e diventano davvero cattive solo con dei potenziamenti, anche questi pagati a caro prezzo. Come cavalleria si hanno i cavalieri Warg, niente di eccezionale in fin dei conti. Eroi: Lurtz e Saruman (il disagio).
  • Mordor: cazzo durissimo per Mordor, estremamente offensiva e in grado di spiegare un quantitativo sufficiente di forze per soverchiare il nemico in termini numerici. Mancano di cavalleria, ma hanno dalla loro i temibili olifanti, presidiabili dagli arcieri Haradrim. Eroi: Gollum (debole, meglio usarlo come unità di esplorazione), Nazgul e il Re Stregone di Angmar (cattivello assai).


Per quanto riguarda le tipologie di gioco abbiamo a disposizione tre opzioni: la Campagna, la Schermaglia e la Modalità Multiplayer. Per quanto riguarda la Schermaglia abbiamo a disposizione una serie di mappe di luoghi della Terra di Mezzo in cui affrontare i vari nemici. Nella modalità Campagna dovremo scegliere Bene o Male e affrontare una serie di missioni volte a far trionfare questa o quella fazione; cosa figa di questa modalità è che, oltre alle battaglie più famose (tipo Amon Hen, Fosso di Helm, ecc) avremo a disposizione una serie di turni per conquistare i terreni che più ci piacciono, in modo da ottenere bonus in termini di risorse e punti comando (i punti comando servono per espandere il numero di unità reclutabili). In particolare se scegliamo la Campagna del Bene, prima dovremo seguire una serie di missioni usando esclusivamente la Compagnia dell'Anello partendo da Moria; mentre se sceglieremo il Male inizieremo da Isengard, espandendo l'influenza di Saruman su tutta Rhoan, conquistando Edoras, Minas Tirith e cambiando il finale della storia. La modalità Multiplayer penso che non necessiti di ulteriori approfondimenti.
Punti di forza di questo primo capitolo, oltre alla novità del genere (cioè uno strategico sul Signore degli Anelli), sono senza dubbio la longevità della Campagna e l'opportunità di giocare indefinitamente in modalità Schermaglia. Ah, quasi dimenticavo! Sconfiggendo i nemici in battaglia avremo l'opportunità di accumulare punti del Palantìr (per i cattivi) o della Stella del Vespro (per i buoni), che ci consentiranno di acquistare bonus da spendere durante la battaglia, come evocare l'Esercito Grigio, evocare un Balrog ecc ecc.

E poi un giorno accade che...
Due anni più tardi, quando le scimmie urlatrici degli sviluppatori capirono che dal brand Signore degli Anelli ci si poteva cavar fuori MOLTO di più, ecco che ritorna il secondo capitolo di BFME. Ma, cosa cambia?
Oltre alla grafica migliorata si intende.
Innanzitutto, questo capitolo è stato espanso ed è basato più sulle opere di Tolkien in generale, che sulla trilogia jacksoniana. Anche in questo caso è rimasta la suddivisione in Schermaglia, Campagna Bene/Male, Multiplayer; ma c'è un'aggiunta in più, ovvero La Guerra dell'Anello, ma di questo ne parliamo dopo.
Migliorata tanticchia la grafica, migliorata di gran lunga l'IA (che almeno risulta essere un filo meno prevedibile con l'andare del tempo), cosa cambia e cosa invece resta del precedente capitolo? Rispondiamo prima al secondo quesito.
Cosa resta:

  • Il punteggio del Palantìr/Stella del Vespro, coi suoi bonus (anche se leggermente cambiati), c'è sempre.
  • Gli eroi del Bene/Male del precedente capitolo sono rimasti.
  • La maggior parte delle unità sono rimaste le stesse, anche se qualcuna è stata tolta per far spazio ad altro.
Cosa c'è di nuovo:
  • Innanzitutto, non esiste più la partizione in quattro fazioni, ma si è scelto di usare il sistema a "razze". Pertanto ci sarà la razza degli Umani (che raccoglierà la maggior parte di unità di Rhoan e Gondor), seguita dalla razza degli Elfi e da quella dei Nani, per il Bene. Per il Male resterà Mordor, che raccoglierà Troll, Orchetti, Esterling e Haradrim, Isengard, coi suoi Uruk-Hai; ma c'è la new entry, cioè la razza dei Goblin che unirà sotto il suo stendardo...uh...goblin, dei Troll, ragni giganti e draghi.
  • Viene meno l'obbligo di costruire le strutture (sia produttive, che di addestramento, che difensive) in slot predeterminati, eccezion fatta per le difese della fortezza. Indi per cui sarà possibile costruire una fattoria o un mattatoio sul cocuzzolo di una montagna, e sarà anche possibile difenderlo con delle torri da battaglia, senza sprecare unità, destinandole altrove. Per costruire queste strutture nasce la figura del costruttore, un omino che sarà responsabile dei vostri futuri successi...o insuccessi. Ah, il Costruttore non sa combattere, indi per cui va difeso.
  • Nuovi eroi si aggiungono a quelli precedenti, tra cui Thranduil, Glorfindel, Dàin. Il numero dei Nazgul è aumentato da tre a sei, escluso il Re Stregone. Per i Goblin avremo Shelob come uno degli eroi disponibili, mentre alle fila di Isengard si aggiunge Sharku e Vermilinguo.
  • Gollum diventerà un NPC e girerà libero per la mappa (in modalità Schermaglia), uccidendolo farà cadere l'Unico Anello. Questo, una volta portato alla fortezza della propria fazione, sbloccherà due eroi bonus dal modico costo di 10000 risorse. Stiamo parlando di Galadriel versione verdastra fiammeggiante, per il Bene, e di Sauron per il Male.
  • Come se tutto ciò non bastasse, ora c'è la possibilità di creare il nostro eroe personalizzato strafico. Avete sempre sognato di avere un Troll chiamato Paolino il Tremendo tra le vostre fila? Ora potete!
  • Quanto erano odiosi i corsi d'acqua inguadabili, così come tutte quelle enormi distese d'acqua che occupavano la mappa, impedendovi di fatto di elaborare complesse manovre di disimpegno? Bene, ora la guerra si sposta anche sugli specchi d'acqua! Navi di ogni forma e dimensione sono disponibili al cantiere.
  • Banale da dire, ma per completezza va fatto, saranno disponibili nuove mappe tra cui Isengard, Minas Tirith, Minas Morgul, Fortezza del Fosso di Helm ed Erebor.
  • Altre aggiunte di ordine vario. Nuovi "dungeon" sparsi per la mappa, che vi spawneranno draghi e Spettri dei Tumuli.
  • Come bonus per il Bene c'è Tom Bombadil, che apparirà sulla mappa, una volta convocato, e danzando distruggerà e ucciderà tutto ciò che appartiene alla fazione nemica.
Eh, quanta grazia! E poi cosa vogliamo di più? Un Lucano? Prima di parlare di altro diamo un'occhiata più da vicino alle razze e alle loro caratteristiche:
  • Uomini: beh, cosa c'è da dire? Rhoan e Gondor messi assieme, diciamo più Gondor...perché di Rhoan avanzano solo i cavalieri Rohirrim e gli eroi come Eomer, Théoden e quella cosa insipida che si chiama Eowyn. Hanno i trabucchi e quindi funzionano bene per l'assalto a posizioni fortificate. L'unità più cool? Senza dubbio le Guardie della Torre. Lancieri con un pacco di resistenza e un alto costo in termini di risorse, ma che soddisfazione quando i nemici si gettano sulla punta delle loro lance in fila serrata!

  • Elfi: hanno degli arcieri micidiali, con un'ampia portata e che causano ingenti danni. La fanteria di linea lascia un po' a desiderare (un po' deboluccia invero), va molto meglio la cavalleria e gli eroi sono sensazionali, soprattutto Glorfindel, anche se pure Elrond in fin dei conti spacca svariati culi. Non hanno armi d'assedio, ma questa lacuna è colmata dalla presenza degli Ent (reclutabili all'Entaconsulta), con tutto il loro carico di badasseria e potenza.
  • Nani: fanteria con tanta resistenza e cazzodurissimo, a livello di arcieri siamo messi un po' male (infatti i lanciatori d'asce sono una cacata mostruosa); grazie a Dio arrivano gli uomini di Valle (gli abitanti di Dale) a metterci una pezza. Oltre a Gimli avremo a disposizione, babbo Gloin e Re Dain. Macchine d'assedio portentose, le unità di cavalleria sono un incubo che s'aggira su degli enormi tapiri da traino...terribile.
  • Mordor: in sostanza non è cambiato molto, gli Orchetti restano sempre un'utile accozzaglia di carne da macello, atta a impegnare il nemico fino all'arrivo di rinforzi consistenti e, magari, più potenti. Unità extra rispetto a prima: i corsari di Umbar. La presenza di ben sei Nazgul, di cui tre a cavallo e tre sui mostri volanti, vi semplificherà notevolmente la vita. Quando poi arriva il Re Stregone, vabbé ve lo lascio intuire.
  • Isengard: nessun cambio particolare, se non l'aggiunta di Sharku. Deludente.
  • Goblin: fazione tutta nuova. Sono tanti, sono agguerriti e alcuni di loro osano anche cavalcare ragni. Se da una parte la fanteria e gli arcieri goblin sono la cosa più patetica mai vista, dall'altra ragni giganti e troll vi daranno notevole filo da torcere. L'unica rogna è che queste dannate creature sanno arrampicarsi sui muri (tranne quelli delle fortezze tipo Minas Tirith), rendendole di fatto inutili senza un'adeguata sorveglianza.
Infine c'è quella questione irrisolta della Guerra dell'Anello. Visto che la modalità Campagna è stata stravolta e trasformata in una serie di missioni lineari senza possibilità di libertà d'azione, i programmatori hanno ben pensato di inserire questa specie di Risiko, molto Middle Earth Style.



Una gelida espansione.
Già di base BFME 2 vi tiene incollati allo schermo per un quantitativo di tempo esorbitante, figuratevi con un'espansione cosa succede.
L'espansione di cui stiamo parlando è La Battaglia per la Terra di Mezzo 2: L'ascesa del Re Stregone.


Ma cosa andrà mai a modificare/aggiungere? Innanzitutto, verrà migliorata ulteriormente l'AI, in secondo luogo verranno aggiunte delle nuove unità, una nuova fazione e una nuova campagna!
  • La nuova fazione è quella di Angmar, desolata terra a Nord della Contea, da cui, guardacaso, proviene il Re Stregone, luogotenente di Mordor e capo degli Spettri dell'Anello.
  • Proprio al Re Stregone è dedicata una Campagna, che lo vedrà protagonista. Più in dettaglio ci si rifà agli eventi delle Guerre del Nord, ovvero dopo che l'Ultima Alleanza fece lo sgambetto a Sauron e dopo che gli Uomini si insediarono a Nord, a Fornost, il Re Stregone giunse e distrusse di fatto questo regno, uno dei pochi rimasugli del grande popolo di Numenor.
Le unità aggiunte alle altre fazioni sono poco interessanti, eccezion fatta per le unità mini-eroiche; cioè delle unità reclutabili nelle caserme (non nelle cittadelle), con un costo esorbitante e con delle caratteristiche migliorate rispetto alle restanti unità. Di tutte le unità mini-eroiche, i cavalieri di Dol Amroth sono i migliori, lancieri montati a cavallo, uniti alla cavalleria di Gondor sono pressoché inarrestabili.
Chiaramente l'espansione ci darà la possibilità di giocare a nuove mappe in modalità Schermaglia, degne di nota sono la mappa di Fornost, quella di Amon Sul e quella di Argonath (oltre a Rhudaur, Angmar, la Terra di Buck ecc ecc).

Matt - Il Locandiere

sabato 14 dicembre 2013

Top 10. Le attrici più affascinanti di Hollywood: Posizione 3.

Buongiorno cari Avventori, oggi è sabato, il sole splende e stasera farò il pieno di salsa wasabi, come minimo; ma prima di dedicarsi ai piaceri della tavola del Sol Levante, abbiamo...o meglio...ho il dovere di iniziare questo rush finale verso la vetta di una top 10 tutta al femminile e che, permettetemelo, ha riscosso un discreto successo tra il pubblico.
Ma orsù, prima di iniziare, come d'usanza, elenchiamo le posizioni delle partecipanti:



Si classifica, invece, al terzo posto, vincendo la Medaglia di Bronzo:

Scarlett Johansson




Biografia: Scarlett Johansson nacque il 22 Novembre 1984 a New York, il padre è un architetto di origini Danesi, mentre la madre è di origini ebree del Bronx. La sua passione per la recitazione inizia a trovare espressione durante gli anni scolastici, Gira il suo primo film a soli 9 anni, nel 1994, in una commedia fantasy. Negli anni successivi compare in ruoli minori, guadagnando ampi consensi e il plauso della critica. Si impone sulla scena mondiale grazie al film L'uomo che sussurrava ai cavalli, girato da Robert Redford nel 1998; grazie a questa parte ottiene una nomination ad un premio minore come Attrice Promettente.


Il 2003 segna per la Joahnsson il passaggio da ruoli prettamente "adolescenziali" verso parti più "adulte". Il film Lost in Translation guadagna critiche molto favorevoli, in particolare viene lodato il lavoro della Johansson, affiancata a Bill Murray (il noto acchiappafantasmi); grazie alla performance vince un BAFTA Award come Miglior Attrice Protagonista e una nomination per un Golden Globe, sempre come miglior attrice, oltre ad altri premi cinematografici.
A 18 anni gira La ragazza con l'orecchino di perla, facendo letteralmente impazzire e guadagnando un enorme quantitativo di nomination a vari premi.
Nel 2005, la Johansson recita al fianco di Ewan McGregor nel film The Island, in cui interpreta il doppio ruolo di umana e clone. Il film verrà massacrato dalla critica e otterrà pareri contrastanti, ripensandoci non capisco come mai abbia ricevuto così tanti fischi e pernacchie, forse non c'erano sufficienti esplosioni?
Invece nel film di Woody Allen Match Point, Scarlett recita al fianco di Jonathan Rhys Meyers, ottenendo un buon successo.
Nel 2006 recita nel film film di Nolan The Prestige e, nel 2008, interpreta il ruolo di Mary Bolena nel film L'altra donna del Re.


Nello stesso anno, gira un'altra pellicola a fianco di Javier Bardem e Penélope Cruz: Vicky Cristina Barcelona. Interpreta il ruolo di femme fatale in quella cagata pazzesca che è la trasposizione cinematografica di The Spirit, con Samuel L. Jackson vestito con l'uniforme nera dell'Allgemeine SS e le battute che ti fanno rimpiangere l'amputazione di un arto senza anestesia; un vero frullato di merda che, tuttavia, ha colpito abbastanza positivamente la critica. Nel 2009, Scarlett compare nel film Iron Man 2, nel ruolo di Vedova Nera, ruolo che rivestirà anche nel film The Avengers (2012) e che pare ricoprirà anche nel seguito del film su Capitan America. Il 2 Maggio 2012, Scarlett Johansson riceve la sua stella nella Hollywood Walk of Fame davanti al museo delle cere di Madame Tussauds a Hollywood.
Oltre al cinema, Scarlett Johannson ha preso parte anche ad alcuni spettacoli teatrali a Broadway; inoltre è stata ed è tuttora la testimonial di diverse case di moda, tra cui Dolce & Gabbana, Louis Vuitton, L'Oréal e Calvin Klein.
Scarlett è una donna bellissima e, grazie al suo fisico e alle sua versatilità, è stata inserita, a pieno merito, nella lista delle Sex Symbol; purtroppo è stata vittima di un attacco hacker al suo cellulare, dal quale sono state prese delle foto molto private, l'FBI ha indagato a riguardo e ha arrestato il malandrino guardone.
Scarlett ha avuto parecchi fidanzati, tra cui il chitarrista del gruppo musicale Fun, Josh Hartnett (conosciuto sul set di The Black Dhalia) e Ryan Reynolds, col quale è stato sposato fino al loro divorzio nel 2011. Attualmente pare sia fidanzata con un tale Romain Dauriac.


Filmografia essenziale:
  • Genitori Cercasi - 1994
  • La giusta causa - 1995
  • Appuntamento col ponte - 1996
  • Manny & Lo - 1996
  • Felicità rubata - 1997
  • Mamma ho preso il morbillo - 1997
  • L'uomo che sussurrava ai cavalli - 1998
  • Mio fratello maialino - 1999
  • L'uomo che non c'era - 2001
  • Ghost World - 2001
  • In fuga per la libertà - 2001
  • Arac Attack - 2002
  • Lost in traslation, l'amore tradotto - 2003
  • La ragazza con l'orecchino di perla - 2003
  • Perfect Score - 2004
  • Una canzone per Bobby Long - 2004
  • Le seduttrici - 2004
  • Spongebob, il Film (voce) - 2004
  • In Good Company - 2004
  • Match Point - 2005
  • The Island - 2005
  • Scoop - 2006
  • The Black Dahlia - 2006
  • The Prestige - 2006
  • Il diario di una tata - 2007
  • L'altra donna del Re - 2008
  • Vicky Cristina Barcelona - 2008
  • The Spirit - 2008
  • La verità è che non gli piaci abbastanza - 2009
  • Iron Man 2 - 2010
  • La mia vita è uno zoo - 2011
  • The Avengers - 2012
  • Hitchcock - 2012
  • Under the Skin - 2013
  • Don Jon - 2013
  • Her (voce) - 2013
  • Capitan America: The Winter Soldier - 2014


Che film ci proponi? Sull'onda del Weekly Movie Corner di questa settimana, vai con un altro bel noir ambientato nella città degli angeli.

The Black Dahlia


Titolo: The Black Dahlia
Titolo originale: The Black Dahlia
Regia: Brian De Palma
Durata: 121 min
Anno: 2006
Genere: noir
Cast: Josh Hartnett, Aaron Eckhart, Scarlett Johansson, Hilary Swank, Mia Kirshner

Trama: due poliziotti ed ex pugili Lee Blanchard e Bucky Bleichert, dopo aver lavorato assieme nella catturandi, si ritrovano per le mani un caso davvero complicato: l'omicidio di Elizabeth Short, conosciuta col nome di Dalia Nera, ritrovata in un campo col corpo brutalmente martoriato. Mentre il rapporto tra Blanchard (Eckhart) e la sua fidanzata Kay (Johansson) inizia a incrinarsi, i due scopriranno che il caso è molto più difficile del previsto, soprattutto quando iniziano ad emergere nomi di un certo rilievo...


Parliamone: l'ho rivisto un paio di volte e ci ho messo un po' a connettere tutti i pezzi del puzzle. Tratto dall'omonimo romanzo di James Ellroy, The Black Dahlia è uno dei migliori film del genere noir. Oltre a vantare un cast straordinario tra cui Hartnett, che interpreta uno squattrinato poliziotto, ex pugile e con un padre a carico...


Abbiamo una soave Scarlett Johansson che interpreta il ruolo di ex-prostituta, ora raddrizzata e fidanza di Lee Blanchard (sempre il solito Eckhart). Che poi, non so per quale assurdo motivo, ma la Johansson ha un volto e un fisico perfetto per la moda fine anni 40 - inizio anni 50. Pettinature vaporose, rossetti rosso fuoco und so weiter...


Molto sexy, estremamente brava, qualche volta viene leggermente offuscata dall'altra bellezza presente nella pellicola, ovvero Hilary Swank, che, per l'economia del film, interpreta la ricca figlia di papà, col vizio dell'anticonformismo e l'abitudine di frequentare locali per lesbiche. Non che sia sbagliata come cosa, ma per l'epoca costituiva qualcosa di poco comune...ma tanto lei è ricca e si può permettere quel cazzo che vuole. O forse no?


Pellicola un po' impegnata, ma mai banale. Del resto a noi piacciono proprio gli omicidi difficili e apparentemente senza soluzione. Il tutto, poi, è permeato da quella fumosa e rombante atmosfera tipica del Secondo Dopoguerra (è ambientato nel 1947 infatti), in una delle città più scintillanti d'America, il sogno di ogni ragazzina con un bel visino e il desiderio di spiccare sulle altre, il sogno di diventare una star di Hollywood. Peccato che per Elizabeth non fu così.
Brian De Palma alla regia è una conferma, un film diretto da lui non poteva essere certo qualcosa di mediocre!
Ultima curiosità, anche se la vediamo per pochi fotogrammi, la povera vittima Elizabeth Short ha il volto di Mia Kirshner:


Nota soprattutto per essere stata tra le protagoniste della nota serie TV The L Word.

Matt - Il Locandiere