giovedì 20 dicembre 2012

Top 5: Libri da regalare a Natale. Posizione 2.

Bentornati cari Avventori! Ormai siamo in cima alla vetta, spero che gli altri post vi siano piaciuti. Per chi si fosse collegato or ora volevo ricordare che questo è il quarto di cinque appuntamenti dedicati a tutti gli amanti dei libri, ma che non sanno di preciso cosa regalare (per l'articolo originale pigiate qui). Se invece vi siete persi le posizioni precedenti potete anche pigiare qui per la posizione 5, qui per la posizione 4 e qui per la posizione numero 3 (la uno, la due o la trééééé). Ma ora veniamo al dunque.



Top 5: Libri da regalare a Natale.

Posizione numero 2: L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello - Oliver Sacks



Trama: non è un romanzo degli equivoci. In realtà è una raccolta di casi clinici di persone che hanno subito, per diverse cause, danni a specifiche aree del cervello, che hanno comportamenti un po' "eccentrici" nonostante conservino inalterate tutte le altre abilità ed un aspetto esteriore normale. Ognuno dei casi riguarda una persona diversa, ognuna con perdite o eccessi.

Commento: calma, non è un reportage su x pazienti e sul loro comportamento, sterilmente catalogato alla maniera degli scienziati, tutt'altro! Chi scrive le storie è un neurologo, il Dottor Sacks, che ha vissuto in prima persona gli episodi raccolti. Il bello di questo libro è proprio che Sacks espone i vari casi non dal punto di vista medico/clinico, ma dal punto di vista di un osservatore qualunque, così che anche chi non gode di una preparazione di tipo medico può comprendere ciò che sta succedendo. Come dicevo, più che alla parte clinica si guarda alla parte umana, emotiva della persona/paziente, non al "soggetto numero...". Sacks fa un ottimo lavoro, dando ampio spazio ai dialoghi intessuti coi suoi pazienti, alle loro riflessioni e alla descrizione minuziosa di ogni loro gesto. Un libro alternativo, fuori dagli schemi, per certi versi, e molto toccante. Non appartiene ad un genere specifico di lettori, ma a tutti quanti. Questo è il maggior pregio del libro di Sacks.

Perchè leggerlo? Beh, sicuramente perché non è qualcosa che si incontra tutti i giorni sugli scaffali delle librerie. Perché si parla di malattie senza scadere in tecnicismi o eccessiva commiserazione nei confronti del malato. Sacks salvaguarda la dignità del malato esponendo un racconto chiaro, pieno e vivo. Va letto perché è una testimonianza che la sofferenza può non essere solo fisica, ma anche mentale. Va letto perché le persone che versano in queste condizioni, che all'inizio erano considerate sbadate, distratte o maleducate, sono esseri umani come noi, con il loro carico di gioie, dolori e la loro dignità. Va letto perché non ha un pubblico esclusivo, ma può essere una lettura da cui trarre uno spunto per una profonda riflessione sulla fragilità della mente e del corpo umano.

Matt - Il Locandiere

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